Descrizione - Esiste una strada compatibile con l'attuale ordinamento giuridico che porterebbe quasi sicuramente all'estinzione della vivisezione anche senza una sua abolizione formale.Il suo fondamento è la legge 413/93 che permette agli studenti, ai ricercatori, ai tecnici di laboratorio pubblico o privato, di rifiutarsi di praticare o collaborare ad esperimenti di vivisezione. La legge prevede esplicitamente che chi si avvale di questa esenzione non possa «subire conseguenze sfavorevoli». La legge 413 prevede che tutte le università, su richiesta di anche solo un cittadino, debbano munirsi di metodi di insegnamento che non facciano uso di animali. Ogni università ha il dovere di informare, tramite modulistica, e di esporre la legge. I singoli cittadini possono denunciarele università più vicine alla propria residenza, utilizzandoanche il modello di denuncia già collaudato e proposto sul sito della Fondazione http://www.hansruesch.net/ per ottenere giustizia al costo di una marca da bollo. Le dichiarazioni delle singole facoltà ad aver rinunciato alla sperimentazione animale nella didattica non esaurisce affatto gli obblighi previsti dalla legge 413/93 a carico delle segreterie di facoltà. Infatti la legge si applica, per esempio, anche ai dottorandi, agli specializzandi e ai tecnici di laboratorio. È insomma un diritto che accompagna gli studenti ben oltre la laurea, e di cui è importante che essi siano consapevoli il prima possibile, anche se dovesse capitare che tale consapevolezza non trovi un'immediata applicabilità prima della laurea. Chiunque riscontri una qualsiasi anomalia in merito alla applicazione della legge 413, ne faccia comunicazione su http://www.hansruesch.net