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21-07-10 - ancol ha commentato l'articolo Maniesto Antispecista:
Scusatemi la franchezza, ma tale manifesto è un aborto. La prima parte è naturalmente condivisibile ma nella parte delle considerazioni in cui c'è tutto e il contrario di tutto manca la parte fondamentale dell'antispecismo e cioè l'animale. Il punto 1) è quasi ok. Dal punto 2) si inizia a notare il tentativo di voler conciliare il proprio pensiero anarchico con l'antispecismo o meglio il tentativo di usare strumentalmente l'antispecismo per affermare il pensiero anarchico, la qual cosa oltre ad essere riprovevole è anche un furto ideologico: Furto che si concretizza nel punto 3) nella parte in cui si dice che l'antispecismo " deve essere considerato una naturale evoluzione del pensiero antirazzista, antisessista, ecc.". Ma quando mai. L'antispecismo nasce nell'ambito del movimento animalista e può tutt'al più considerarsi una naturale evoluzione dell'animalismo e non naturale evoluzione di lotte sociali intraspecie. Subito dopo nella parte che inizia con "L'ottica antispecista....." sinceramente non chiarissima, da quello che ho potuto capire, non si parla più di eventuali diritti degli animali bensì di doveri degli umani verso le specie considerate inferiori e per finire ciliegina sulla torta, "L'azione antispecista mira dunque nell'immediato alla tutela degli interessi degli animali non umani...." cioè è come dire il fine dell'antispecismo non sono i diritti degli animali ma lo sono nell'immediato e in modo incidentale; il fine dell'antispecismo, utilizzando strumentalmente gli animali, è la creazione di una società umana libera (come definito nel punto 1)).In tutto questo discorso in favore degli umani l'antispecismo che c'entra? La parte nuovamente condivisibile è la parte finale e cioè "Ogni dottrina, filosofia, politica, religione basata sullo specismo e l'antropocentrismo (l'assunto che l'essere umano per i più svariati motivi ha un valore intrinseco maggiore rispetto alle altre specie) è combattuta dalla nuova visione antispecista anche mediante la pratica vegana."
Il tentativo di voler conciliare ( o meglio di appropriarsi) l'antispecismo con ideologie personali, naturalmente, produce un risultato che scade nel ridicolo.
Se posso permettermi io proporrei questo: lasciamo l'antispecismo nell'ambito in cui è nato sia per fargli acquisire finalmente quel riconoscimento morale che nessuno vuol fargli riconoscere ( in quanto si è impegnati maggiormente a cercare di attribuire all'antispecismo dei significati che non ha, avendo riconosciuto la vera portata rivoluzionaria dell' idea antispecista) e poi, principalmente, per far sì che l'antispecismo possa essere considerato per quello che è, cioè contro lo specismo così come definito dal suo inventore e non attribuendo allo specismo un significato a piacere personale ( questo, ovviamente, per essere veramente da parte degli animali). E consideriamo tutto il resto come conseguenza dell'antispecismo e non viceversa come in questo manifesto; cioè l 'azione antispecista mira dunque nell'immediato alla tutela dei più deboli tra gli umani avendo come fine il pieno riconoscimento dei diritti degli animali non umani. Scusate la brevità dell'intervento.
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