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Contatore strage
5,468,732 Polli e Galline
269,534 Anatre
148,232 Maiali
102,118 Conigli
82,338 Tacchini
63,511 Oche
61,366 Pecore
41,109 Capre
34,794 Mucche e Vitelli
7,745 Roditori (esclusi i conigli)
7,507 Piccioni e altri uccelli
2,741 Bufali
477 Cavalli
357 Scimmie e asini
238 Cammelli e altri camelidi
Questo è il numero di animali uccisi nel mondo dall'industria della carne, del latte e delle uova da quando hai aperto questa pagina. Questo conteggio non include i miliardi di pesci e altri animali marini uccisi annualmente. Numeri basati sulle statistiche pubblicate da "Food and Agriculture Organization - USA".
Blog Antispecista
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Pubblicato il 23-04-13 Articolo in evidenza
 In questo luogo
In ogni luogo, dove ora sorgono i mattatoi un giorno vi sarà una stele commemorativa, a perenne ricordo del lato più oscuro della storia umana, su cui, probabilmente, sarà scritto:
In questo luogo, ad imperitura vergogna dell'intero genere umano, milioni di animali muti, indifesi ed innocenti vennero sistematicamente massacrati per essere divorati dagli umani. In questo luogo di spavento e di dolore sono stati versati fiumi di sangue, non per odio, non per vendetta ma per il semplice piacere della gola. In questo luogo hanno sofferto il terrore della morte e l'agonia non mostri sanguinari, feroci predatori ma miti e servizievoli nostri compagni di viaggio. In questo luogo fu negata la fratellanza biologica universale, fu disprezzata la vita e la sofferenza, fu calpestata la pietà, fu ucciso il rimorso, derisa la compassione, schernito l'amore, in questo luogo di orrore e di barbarie, in questo campo di perenne sterminio, in questa fucina di crudeltà e di insensibilità, in questo luogo in cui trionfarono a lungo non la civiltà ma l'arroganza più vile e regressiva, non l'amore ma l'egoismo più impietoso e distruttivo, non la giustizia ma l'ignoranza e la morte.
continua a leggere
Pubblicato il 01-02-13
 Animali “astronauti” loro malgrado!
COMUNICATO 01/02/2013 - Animali “astronauti” loro malgrado!
Siamo rimasti molto contrariati dall'articolo pubblicato sulla rivista Focus in data 30 gennaio 2013 intitolato “Sette coraggiosi astronauti animali”. Lo riteniamo assolutamente sbagliato, nel senso che questi animali non sono stati coraggiosi, il loro non è stato un sacrificio ‘volontario'. Morti di terrore, per le condizioni del viaggio o perché non era previsto il loro ritorno, in ogni caso sono stati vittime della follia umana di voler disporre delle vite di altri esseri viventi senzienti a proprio piacimento, senza alcun rispetto per loro.
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.it
Pubblicato il 28-09-12
 Carnismo, ovvero il nazismo quotidiano
di Francesco Pullia - Ci professiamo tutti democratici, almeno a parole, anche se, più o meno consciamente, continuiamo a tollerare il dominio di un sistema economico-culturale che nulla ha da invidiare al nazismo. C'è un nazismo quotidiano che imperversa e ci condiziona, dal linguaggio alle abitudini alimentari, e che si ripresenta puntualmente ogniqualvolta apostrofiamo qualcuno con epiteti desunti dal mondo animale o consentiamo, come se fosse scontato, che a tavola ci portino una bistecca, una braciola, un cosciotto, un filetto di tonno, un guazzetto di cozze, una fettina di formaggio o mozzarella, una frittata o, ancora, sorseggiamo un bicchiere di latte “salutare” o indossiamo un capo di abbigliamento in pelle.
C'è una presunta “normalità” che gronda sangue e risulta inaccettabile. Parafrasando un noto aforisma di Adorno, Auschwitz inizia ogni volta che passando da un bancone di un supermercato, dalla vetrina di una pellicceria o ci sediamo per mangiare facciamo le spallucce e diciamo che si tratta “solo di animali”, dimenticando, tra l'altro, che anche noi lo siamo nonostante indegnamente ci riteniamo superiori alle altre specie. Se si dà per scontata l'esistenza di un mattatoio, non ci si può stupire o indignare degli stermini di massa che hanno infangato il secolo trascorso. È eccessivo? Nient'affatto. Siamo circondati da migliaia di Buchenwald, .... continua a leggere
Pubblicato il 29-07-12 Articolo in evidenza
 Della soppressione dell'empatia e della presunta crudeltà dell'uomo

Photo: Jo-Anne McArthur / We Animals
di Rita Ciatti - Le giustificazioni di chi mangia carne e non si oppone allo sfruttamento degli animali sono tante e spesso davvero assurde, ma la più obsoleta e meno efficace (anche se parecchio popolare) è senz'altro quella dell'asserita crudeltà insita nella natura dell'uomo, considerato specie predatrice per eccellenza, che altro non farebbe che seguire la propria indole e predisposizione alla sopraffazione e all'uccisione del più debole.
Ci terrei a rilevare la contraddizione interna a questa giustificazione: se fosse davvero così non si avvertirebbe questo bisogno di conferme e di validificazione della propria teoria (tanto spesso pronunciata con il sorrisetto a metà tra la rassegnazione e l'ostentata sicurezza di chi è convinto di aver rivelato una verità assoluta ed inconfutabile suo malgrado).
Se l'istinto predatorio appartenesse biologicamente alla specie umana allora non ci sarebbe bisogno di occultare e rimuovere tutti i processi che conducono allo sfruttamento degli animali non umani, né di soffocare e reprimere il sentimento della compassione.
Ammettiamo pure che natura e cultura coincidano nell'essere umano, ossia .... continua a leggere
Pubblicato il 24-07-12 Articolo in evidenza
 I paradossi dell'estremismo carnivoro sarebbero persino divertenti. Se non esistessero i macelli...
di Marco Reggio - Il trattamento riservato dalla stampa ai vegetariani e ai vegani, si sa, non è dei migliori. Quando non si riscontra un (imbarazzato?) silenzio sulla presenza di questi strani personaggi, ci si imbatte in informazioni distorte, luoghi comuni, descrizioni grottesche, larghe concessioni agli aspetti più folkloristici della questione.
Si tratta di semplici impressioni di un lettore vegano, certamente. Sarebbe interessante vedere anche in Italia qualche studio sistematico sulle modalità con cui i mass-media descrivono – depotenziandolo politicamente – il rifiuto di cibarsi di animali uccisi o di prodotti del loro sfruttamento, come avvenuto con il lavoro di Cole e Morgan relativo alla stampa britannica.
Abbiamo comunque a disposizione, di tanto in tanto, del materiale piuttosto interessante su cui riflettere. Un articolo di recente pubblicato sul sito de “Il Giornale” (“Mangia ‘corretto' e morirai di fame. I paradossi dell'estremismo .... continua a leggere
Pubblicato il 10-07-12 Articolo in evidenza
 Le colpe dei grandi sistemi
I sistemi di gestione sociale, le grandi istituzioni come lo Stato, la religione, i mezzi di informazione pubblica, l'apparato medico-scientifico, sono ciò che maggiormente influenzano e condizionano il pensiero, la coscienza, la salute e il vivere sociale. Questi centri di influenza e di potere dovrebbero avere l'obbligo istituzionale, morale, civile e spirituale di favorire la vera cultura, la conoscenza oggettiva della realtà, il senso critico costruttivo, l'autodeterminazione, la cultura delle cause. Diversamente essi finiscono col fare gli interessi della propria classe dirigente, delle corporazioni, delle lobby, dei potenti a danno del bene personale e dell'evoluzione collettiva.
La colpa della medicina convenzionale sta nell'esaurire le sue risorse, umane e finanziarie, in un meccanismo fondamentalmente sintomatologico, mentre il suo dovere dovrebbe essere quello di favorire l'indagine delle cause che generano la malattia, di educare il cittadino e proporre soluzioni che riguardano lo stile di vita. La sua colpa sta nel trascurare totalmente l'importanza dell'alimentazione nella vita e nella salute delle persone, mentre questa risulta responsabile della maggior parte della malattie; sta nel considerare la .... continua a leggere
Pubblicato il 05-07-12
 In merito al corteo del 30 giugno 2012 a Montichiari
PICCOLA RIFLESSIONE IN MERITO AL CORTEO DEL 30 GIUGNO 2012 A MONTICHIARI
03/07/2012
Dopo oltre due anni di partecipazione alle attività organizzate dai ragazzi del Comitato Montichiari contro Green Hill e del Coordinamento Fermare Green Hill (che, portando avanti la battaglia con pazienza ed intelligenza, sono riusciti a rendere Green Hill pesantemente famoso in tutto il mondo, rilanciando così anche la lotta contro la vivisezione), il corteo è stato disturbato da ‘strani individui' (molti mai visti prima!) che, fin dall'inizio, hanno continuato ad incitare a disubbidire agli organizzatori, hanno criticato tutto e hanno valicato il limite posto dalle autorità, cercando di entrare nel famigerato allevamento, col risultato di cariche della polizia, feriti, divieto di continuare il presidio predisposto fino al 15 luglio... Dobbiamo ringraziare queste persone?? Noi pensiamo di NO.
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.it
Pubblicato il 13-06-12 Articolo in evidenza
 Intervista a Charles Patterson sull'olocausto animale
di Biman Basu - Charles Patterson, studioso e insegnante di storia che nella sua infanzia ha perso il padre mentre combatteva i nazisti in Europa, fu profondamente colpito dalla difficile situazione delle vittime delle atrocità naziste in Germania. Tuttavia, solo molto più tardi vide un parallelismo tra lo sfruttamento della società moderna e la macellazione degli animali e l'Olocausto, cosa che lo spinse a scrivere Un'eterna Treblinka: il massacro degli animali e l'Olocausto (Editori Riuniti, Roma 2003).
D. Cosa ti ha spinto a scegliere questo tema per il libro?
R. Ci volle molto tempo prima che riconoscessi le analogie tra l'Olocausto nazista e lo sfruttamento e la macellazione degli animali. I semi del mio interesse nella Seconda Guerra Mondiale e l'Olocausto sono stati senza dubbio piantati quando ero un ragazzo. Mio padre, che non ho mai avuto modo di conoscere, uscì di casa per combattere i nazisti in Europa, ma non tornò più. Solo molto più tardi nella mia vita mi sono reso conto che il mio forte interesse nella Seconda Guerra Mondiale e l'Olocausto potrebbe essere stato il mio modo di cercare mio padre .... continua a leggere
Pubblicato il 07-06-12
 Europei: campionati di che?
di Annamaria Manzoni - L'attesa per l'inizio dei campionati europei di calcio sta per concludersi, e con lei, speriamo, la strage delle migliaia di cani da cui le strade dell'Ukraina dovevano essere ripulite per l'arrivo degli dei del pallone e dei loro fans, uomini duri sì, ma amanti dell'ordine e della pulizia.
Visto che solo la “conclusione dei lavori” ha consentito la fine del massacro non si può non parlare di grave sconfitta di tutte le iniziative che hanno avuto luogo per mesi contro questo sterminio: proteste, striscioni subito oscurati e multati perché non si fa, lettere, appelli, petizioni, diffusione di foto e di video, nella convinzione che davanti alle immagini dell'orrore di sicuro qualcosa sarebbe successo.
Niente da fare: le cose hanno seguito il corso stabilito da chi, manovrando le leve del potere, ha proseguito imperterrito, certo di poter contare se non sul silenzio del mondo del pallone, di .... continua a leggere
Pubblicato il 07-06-12
 Animalismo, uscire dalla logica pietista
Anche se salvare un solo animale è condizione sufficiente a portare avanti ad oltranza la causa animalista, ciò che occorre è che questa non sia concepita come un movimento fine a se stesso la cui sfera d'azione può apparire circoscritta a salvare gli animali dalla violenza umana e proteggerli con leggi opportune: è tempo di avere piena consapevolezza che il nuovo messaggio di questo grande e rivoluzionario movimento culturale coinvolge e scuote l'individuo e la società non solo sotto l'aspetto morale e salutistico ma spirituale, civile, sociale, economico, ambientale, energetico…
La nostra causa non deve essere percepita solo come un movimento di gente mossa a compassione per la sofferenza degli animali, ma principalmente come il mezzo più potente ed efficace per rendere migliore questo mondo, come ciò che può liberare l'essere umano dalla millenaria inclinazione alla violenza, al disprezzo del valore delle diversità della vita, alla malattia, al dolore. Occorre far capire che la scienza e l'etica vegana sono l'anello mancante per la realizzazione di un mondo più giusto e che il superamento della visione antropocentrica è la sola possibilità per rendere migliore l'essere umano anche nei confronti dei suoi stessi simili.
Ai .... continua a leggere
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