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<title>Il Blog di laverabestia.org</title>
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<title>La vera bestia - Animal Video Community</title>
<description>La vera bestia - Animal Video Community</description>
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<title>Codice della Strada e cavalli di Mafia. In anteprima su GeaPress l'inchiesta filmata della TV di Stato Svizzera</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=723&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="cavallo palermo" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cavallo-palermo-300x226.jpg" alt="" width="220" height="166" /><strong>GEAPRESS</strong> - GeaPress rivolge un appello al Ministro Maroni, oggi in  visita a  Palermo. Si provveda urgentemente a risolvere la drammatica  situazione  dei cavalli da corsa legittimati dal Nuovo Codice della  Strada, all'uso  delle vie finanche cittadine. Per GeaPress si tratta di  un problema di  ordine pubblico, intimamente collegato alla cultura  mafiosa e  pericolosamente trascurato fino alla sua legittimazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre ci si indigna per come polacchi, spagnoli, lituani e romeni   trasportano nel nostro paese i loro cavalli (per darli da mangiare a   noi) nessuno si &egrave; accorto che il neo Codice della Strada italiano (vedi <a href="http://www.geapress.org/zoomafia/codice-della-strada-e-genesi-di-un-fantino-di-mafia/2865" target="_blank">articolo</a> GeaPress) consente gi&agrave; ad un quattordicenne, ed anche se di natali   mafiosi, di sfrecciare in piena citt&agrave; con uno dei simboli pi&ugrave; noti   dell'iconografia criminale: il calesse da corsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il terrificante mondo del cavallo nelle strade italiane &egrave; stato in   questi giorni oggetto di attenzione di numerosi network stranieri (vedi <a href="http://www.geapress.org/dossier/cavalli-dallinferno/347" target="_blank">documentario</a> GeaPress) e tra questi la TV di Stato Svizzera. I giornalisti elvetici   hanno cos&igrave; potuto constatare la drammatica situazione che coinvolge i   cavalli del sud Italia e di Palermo in particolare. In quest'ultima   citt&agrave; hanno velocemente scoperto la breve quanto tremenda "filiera" del   cavallo. Ippodromo, corse-carrozze turisti, macello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il filmato della TV Svizzera, che andr&agrave; in onda a giorni, mostra le   stalle lager in pieno centro cittadino, le interviste alla Polizia di   Stato che interviene sempre contro le corse clandestine ma che nulla pu&ograve;   innanzi al permissivismo del Codice della Strada che genera e sostiene   il fenomeno. Le interviste ai venditori di carne equina e le puntate   "popolari" per le corse, i palii religiosi, fino alle incredibili   dichiarazioni dei vetturini del porto di Palermo. Le corse non sono   clandestine, bens&igrave; uno svago! Siamo abusivi, tutto in regola! I   giornalisti che parlano di mafia? Tutti cretini!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GeaPress &egrave; stata autorizzata a mostrare una breve anteprima registrata proprio durante le interviste ai vetturini.</p>
<p>I cavalli schiavi del Codice della Strada italiano sono migliaia, con   situazioni particolarmente pericolose in Sicilia, Campania e Puglia.   Cavalli prelevati dall'ippodromo (Napoli e Palermo) o arrivati in nave   dell'Argentina (Puglia). Acquistati da una scuderia dell'ippodromo   all'et&agrave; di 3-4 anni per non pi&ugrave; di mille euro, e destinati a tirare le   carrozze per i turisti cos&igrave; come i calessi funzionali alle corse   clandestine. All'incirca per lo stesso prezzo di acquisto vengono poi   venduti ai macelli, come quello abusivo scoperto dai NAS di Palermo ove i   poveri animali venivano uccisi a martellate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"<em>Mi sembra una situazione un p&ograve; surreale</em>", ha dichiarato a   GeaPress, dopo l'approvazione del nuovo Codice della Strada, Val&eacute;rie   Dupont che ha curato l'inchiesta per la TV di Stato Svizzera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto possibile grazie al Codice della Strada il quale, rimasto ai   livelli di una Italia agro pastorale, prevede, finanche per la citt&agrave;,   l'uso dei mezzi a trazione animale e tra questi proprio i calessi da   corsa. E' questa la situazione dell'animale da reddito pi&ugrave; comune per le   strade del sud Italia che il nuovo Codice della Strada vorrebbe   tutelare con un piccola multa da contestare a chi li investe.</p>
<p style="text-align: right;">fonte GEAPRESS - http://www.geapress.org/zoomafia/maroni-a-palermo-appello-di-geapress/2887</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p>
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</p></p>]]>
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<title>Codice della strada, ecco cosa cambia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=722&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Ambulanza per animali feriti e multe a rate,  targa personalizzata e  norme sull'alcool, le patenti per le minicar e  molto altro: tutte le  novit&agrave; apportate al nuovo codice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attenzione, da <strong>venerd&igrave; 30 luglio </strong><a href="http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2010/Dossier_238.pdf" target="_blank">cambiano le regole del codice della strada</a>. Meglio sapere di che si tratta perch&eacute; scatteranno sanzioni che "non ammetteranno" ammissioni di ignoranza.<br /> Vediamo in breve di che cosa si tratta e quali sono le novit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sobri al volante</strong><br /> Gli automobilisti patentati da meno di tre anni <strong>non potranno bere alcol prima di guidare</strong>.   Obbligo esteso anche ad autisti, tassisti, camionisti, che rischiano  il  licenziamento per giusta causa qualora vengano sorpresi in stato di   ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Si inaspriscono le   sanzioni per chi verr&agrave; preso a guidare con una percentuale di alcol  nel  sangue (immutata a 0,5g/l) superiore rispetto a quanto stabilito,   compresi i minorenni: le procedure per il conseguimento della patente B   verranno posticipate in forma punitiva fino a 19 o - nei casi pi&ugrave; gravi  -  21 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E sempre a proposito di alcol</strong><br /> Dalle tre di notte fino  alle sei locali ed esercizi commerciali non  potranno servire alcolici.  Le uniche deroghe sono previste per le notti  di Capodanno e Ferragosto  (discutibile?). Il divieto riguarda anche gli  Autogrill: dalle 22 per i  superalcolici e dalle 2 del mattino per birra e  vino. Tutti i locali  che proseguono l'attivit&agrave; oltre mezzanotte  dovranno mettere a  disposizione dei clienti un etilometro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Animali feriti&nbsp;<br /> </strong><span style="color: #800000;">L'articolo 31 (articolo 32 del testo  approvato dal Senato)  equipara alle autoambulanze per uso umano quelle  adibite al soccorso di  animali o ai servizi di vigilanza zoofila ed  estende le esimenti  conseguenti al trasporto in condizioni di  necessit&agrave;, a quello dovuto al  trasporto di animali in gravi condizioni  di salute.<br /> &Egrave; introdotto l'obbligo per l'utente della strada, in caso  di incidente  comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui  derivi danno a uno o  pi&ugrave; animali d'affezione, da reddito o protetti, di  fermarsi e di porre  in atto ogni misura idonea ad assicurare un  tempestivo intervento di  soccorso agli animali che abbiano sub&igrave;to il  danno, prevedendo, in  difetto, la sanzione amministrativa del pagamento  di una somma da euro  389 a euro 1.559.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Neo patentati "lumachine"</strong><br /> Reso effettivo il limite di  potenza massima per i neo patentati. L'anno  successivo al conseguimento  della patente un giovane autista non potr&agrave;  guidare auto con potenza  specifica superiore a 55 kW/t - e comunque non  maggiore di 70 kW.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Patente sospesa: tre ore solo per andare a lavorare</strong><br /> L'automobilista con patente sospesa potr&agrave; chiedere al Prefetto un bonus   di tre ore quotidiane per andare al lavoro o svolgere attivit&agrave;   indispensabili. In compenso verr&agrave; allungata la durata della sospensione e   negata la possibilit&agrave; di avanzare ricorso. Dopo tre infrazioni gravi   (con perdita per ciascuna di almeno 5 punti) commesse nel biennio si   dovr&agrave; ripetere la procedura per conseguire la licenza di guida senza   nemmeno poter guidare i ciclomotori. E' inoltre prevista una visita   medica biennale per gli automobilisti ultra 80enni, mentre i   professionisti potranno guidare senza limiti d'anzianit&agrave; purch&eacute; si   sottopongano ad un controllo annuale una volta compiuti 68 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Multe a rate</strong><br /> In base all'ultima dichiarazione dei redditi  chi ha un reddito  imponibile non superiore a 10.628,16 euro pu&ograve;  richiedere il pagamento  dilazionato delle multe, purch&eacute; queste (singole  o cumulate) abbiano  importo superiore a 200 euro. Il termine per la  notifica delle  contravvenzioni &egrave; ridotto da 150 a 90 giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Autostrada e limiti di velocit&agrave;: occhio al contachilometri</strong></p>
<p>Le societ&agrave; autostradali potranno portare i limiti a 150 km/h nei tratti  a  tre corsie, a patto per&ograve; che sia presente il tutor. Il nuovo Codice   della Strada prevede sanzioni inferiori per chi viene pizzicato a   superare i limiti di velocit&agrave; di 10 km/h: tre punti invece di cinque e   multa invariata a 155 euro. Le pene sono invece pi&ugrave; severe - specie a   livello economico - per chi supera i limiti nell'arco compreso fra 40 e   60 km/h, con una sanzione di 500 euro (+130), la sospensione della   patente da uno a tre mesi e la decurtazione di dieci punti; rimosso il   divieto di guida tra le ore 22 e le 7 per i tre mesi successivi alla   restituzione della patente. Chi superasse il limite di oltre 60 km/h   dovr&agrave; pagare 779 euro (+229), rinunciare a 10 punti ed alla patente per   una durata compresa fra sei e dodici mesi.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Micro-car e motorini nel mirino</strong><br /> Le azienda produttrici di  micro-car e motorini dalle prestazioni  "truccate" (velocit&agrave; superiore a  45 km/h) dovranno pagare 1.000 euro di  multa, 779 euro le officine che  compiono la manomissione e 389 i  proprietari. I conducenti di micro  vetture avranno l'obbligo di  indossare sempre le cinture di sicurezza e  tenere i fari accessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La targa &egrave; mia</strong><br /> Al momento di vendere o rottamare un'auto  il proprietario dovr&agrave; smontare  la targa e destinarla alla nuova  vettura, senza la possibilit&agrave; di  abbinarla a pi&ugrave; di un mezzo.</p>
<p style="text-align: right;">30/07/2010<em> varesenews.it</em></p></p>]]>
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<item>
<title>Petizione Contro Direttiva Europea Sulla Vivisezione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=721&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>da <a href="http://www.leal.it/campagna-bruxelles/" target="_blank">http://www.leal.it/campagna-bruxelles/</a></p>
<p>﻿﻿<img style="border: 0pt none;" src="http://www.leal.it/protestabruxelles/firmalaprotesta1.png" alt="" width="581" height="151" /><br /> Di seguito la petizione on line contro le nuove norme sulla vivisezione che verranno <br /> discusse il prossimo Settembre a Bruxelles. <br /> <br /> Link dove poter firmare: <strong><a href="http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/" target="_blank">http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/</a></strong></p></p>]]>
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<item>
<title>Cane legato al guard rail sulla corsia di sorpasso</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=720&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Riportiamo la sconvolgente segnalazione di un cane legato al guard rail, ma questa volta con una piccola corda che lo bloccava sulla <strong>corsia di sorpasso</strong>. Fatto avvenuto al KM 796 direzione Foggia verso Bari altezza zona ind.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte e foto: Legalo Al Cuore Onlus - <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/album.php?aid=2052670&amp;id=1330837752" target="_blank">http://www.facebook.com/?ref=home#!/album.php?aid=2052670&amp;id=1330837752</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs088.ash2/37721_1460002263304_1330837752_31400406_2015573_n.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Laverabestia.org</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>I dispiaceri della carne: l'articolo dell'Espresso che ha fatto infuriare gli allevatori</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=719&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Da <a href="http://www.luigiboschi.it/?q=node/34184" target="_blank">http://www.luigiboschi.it/?q=node/34184</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://static.blogo.it/ecoblog/idispiaceridellacarneespresso.jpg" alt="I dispiaceri della carne: l'articolo dell'Espresso che ha fatto infuriare gli allevatori" width="160" height="115" />(ecoblog.it) - Italia Zootecnica, consorzio degli allevatori  italiani di animali  da reddito, &egrave; furiosa con l'Espresso: un articolo  di Riccardo Bocca di  qualche giorno fa, intitolato "I dispiaceri della  carne", descrive le  pecche del sistema veterinario italiano che, a  detta dell'autore,  sarebbe impotente rispetto alla mole di lavoro da  svolgere. Il risultato  sarebbe un comparto produttivo che fa ci&ograve; che  vuole, anche violando le  leggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo l'Espresso, infatti, i controlli sulla carne prodotta in Italia sono ridicoli:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p>Nel 2009, ad esempio, la percentuale dei controlli sui   bovini macellati (in tutto 2 milioni 949 mila 828) ha riguardato 15 mila   803 capi, ed &egrave; stata pari allo 0,5 per cento. Dei 13 milioni 616 mila   438 suini macellati, invece, i veterinari ne hanno controllati 7 mila   563, cio&egrave; uno striminzito 0,05 per cento. E ancora meno sono stati   controllati gli 11 milioni 740 mila quintali di volatili macellati (tra   polli, tacchini, oche e quant'altro), con un totale di 4 mila 316   verifiche e il record negativo dello 0,03 per cento (inferiore agli   standard imposti dalle direttive Ue)</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;           <!-- </EdIndex> --></p>
<p>E i risultati di questa situazione sarebbero disastrosi. L'articolo,   infatti, da parola ad un allevatore campano che descrive  minuziosamente  la procedura per dopare gli animali senza farsi  scoprire:</p>
<blockquote>
<p>Per i bovini la procedura &egrave; semplice e rigorosa, spiega   un allevatore campano dietro promessa di anonimato: &lsquo;Prima di tutto i   trattamenti avvengono il venerd&igrave;, perch&eacute; nel fine settimana i dopanti   fanno in tempo a diventare invisibili'. Si tratta di cocktail che   contengono &lsquo;dieci, dodici sostanze proibite: in dosi ridotte ma con   effetti esplosivi'. Nei primi due mesi, prosegue l'allevatore, &lsquo;per far   crescere alla svelta gli animali si d&agrave; estradiolo con testosterone o   nandrolone. Poi si passa ai beta agonisti, che favoriscono la   diminuzione del grasso, fino alla vigilia della macellazione. E   nell'ultimo periodo, utilizziamo i cortisonici per aumentare la   ritenzione idrica e definire al massimo la massa muscolare'. Tutto con   la certezza dell'impunit&agrave; totale, precisa: &lsquo;Perch&eacute; &egrave; vero che ci sono i   controlli, ma altrettanto vero &egrave; che pochi veterinari hanno voglia di   discutere con la camorra'</p>
</blockquote>
<p>Il pezzo continua con il racconto di altre amenit&agrave; che non potevano   non causare una reazione da parte delle associazioni di categoria degli  allevatori. Come Italia Zootecnica, il cui presidente Fabio Barbisan  boccia sonoramente l'articolo:</p>
<blockquote>
<p>E' ora di finirla che periodicamente ci sia qualcuno che   per fare sensazione scriva facendo terrorismo, sparando nel mucchio.   Venga nella mia azienda il dr. Bocca a vedere io ed i miei figli come   alleviamo gli animali. Venga quando li portiamo al macello per vedere se   il nostro comportamento &egrave; da delinquenti. Ed assieme a lui vengano   anche gli "amici" animalisti, senza avvertirci, cos&igrave; potranno fare un   blitz e vedere con i loro occhi come gli allevatori di animali da   reddito lavorano nelle loro aziende, tutti i giorni. E' umiliante per   chi fornisce proteine animali utili per l'alimentazione umana, leggere   articoli come questo</p>
</blockquote>
<p>Via | <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/i-dispiaceri-della-carne/2131151//1" target="_blank">L'Espresso</a>, <a href="http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/zoosystem/i-dispiaceri-della-carne-un-attacco-alla-zootecnia-italiana-11332.cfm?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Agricolturaonweb+%28AgricolturaOnWeb+-+Nuove+tecnologie+comunicano+la+terra%29" target="_blank">Agricoltura on web</a>, <a href="http://www.italiazootecnica.it/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Italia Zootecnica</a><br /> Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/specialkrb/3050582120/" target="_blank">Flickr</a></p></p>]]>
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<item>
<title>Il terrorismo ideologico dei vegetariani</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=717&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>&ldquo;La compassione &egrave; un miracolo pi&ugrave; grande del camminare  sulle acque&rdquo;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://i618.photobucket.com/albums/tt264/sinistrafigura/mucca.jpg" alt="" width="220" height="155" />In questa umanit&agrave; si grida allo scandalo perch&eacute; vengono denunciati i delitti non perch&eacute; vengono commessi. Quando noi vegetariani esprimiamo la nostra vibrante ribellione per l'ingiustizia sistematicamente perpetrata nei confronti degli animali, i perbenisti, i moralisti della domenica, ci accusano di violenza verbale, di terrorismo ideologico, di urtare la sensibilit&agrave; di coloro che non la pensano come noi. E come spesso accade, parla bene di fame chi ha lo stomaco pieno; come parla bene di sofferenza quando le vittime sono gli altri.</p>
<p><br />Essere non violenti non significa non reagire alla violenza, essere concilianti o edulcorati nel denunciare il delitto. La nostra causa in difesa dei pi&ugrave; deboli ci chiama a rendere la gente consapevole degli effetti che le scelte alimentari producono agli animali e non solo. La nostra reazione all'ingiustizia causata ad un animale non &egrave; diversa dalla reazione per un delitto commesso a danno di un essere umano. La vera violenza &egrave; tacere di fronte all'ingiustizia perch&eacute;, come diceva Martin Luter King, &ldquo;Non ho paura delle urla dei violenti ma del silenzio degli onesti&rdquo;. Lo stesso Ges&ugrave; nei vangeli apocrifi non &egrave; forse durissimo nei confronti dei cacciatori: quando li accusa che saranno ripagati con la stessa ferocia? &ldquo;Maledetti siano i cacciatori perch&egrave; areno a loro volta cacciati&rdquo;.</p>
<p><br />Perch&eacute; un uomo che uccidesse un bambino, lo facesse a pezzi, lo arrostisse e poi lo mangiasse verrebbe a buon motivo, considerato un mostro sanguinario, mentre un uomo che uccide, fa a pezzi un agnello, lo arrostisce e lo mangia viene considerato un buongustaio? Qual &egrave; il principio e la differenza che fa considerare in modo diverso casi analoghi?</p>
<p><br />Come definire i pescatori che catturano gli squali per tagliare le loro pinne e gettarli ancora vivi nel mare? No &egrave; forse un crimine al pari del taglio delle gambe e delle braccia di un uomo per poi scaraventarlo da un camion sulla strada? La nostra esecrazione &egrave; uguale sia che un delitto venga commesso su un essere umano sia su un animale. Chi stabilisce che uccidere un uomo &egrave; un crimine mentre uccidere un animale &egrave; un'azione legittima? Coloro che ci accusano distinguono tra violenza agli animali e violenza agli umani, mentre per noi le vittime sono tutte uguali davanti alla stessa offesa.<br /><br />L'uomo non pu&ograve; migliorare se stesso e la sua condizione morale se non &egrave; consapevole degli effetti che producono le sue scelte. E gli effetti prodotti sono tremendi. Nell'esprimere cose tremende non &egrave; possibile usare gentilezza, garbo: si usa forse edulcorare gli orrori dei nazisti per non urtare la sensibilit&agrave; dei responsabili? Chi ha la coscienza pulita non ha paura della parole. La verit&agrave; &egrave; sempre preferibile e la verit&agrave; nel nostro caso &egrave; cruda e terribile. Senza offendere l'interlocutore non possiamo esimerci dal dire le cose come sono. Che termini usare per parlare dell'inferno dei mattatoi o dei laboratori di sperimentazione? La nostra &egrave; una constatazione veritiera, un dato di fatto che &egrave; anche accusa, la stessa accusa che muoveremmo al tuo carnefice se fossi tu la vittima di turno.</p>
<p><br />Ben sappiamo che un albero non cresce in un giorno; ben sappiamo che se la condanna trattiene una volta su dieci la consapevolezza sprona nove volte su dieci; ben sappiamo che togliere la carne ai ghiottoni sarebbe come togliere gli schiavi ai nobili di un tempo. Ma la nostra &egrave; una disperazione repressa perch&eacute; impotente nei suoi intimi propositi e il nostro esprimerci deve essere misurato perch&egrave; questo &egrave; ci&ograve; che maggiore consente la ricettivit&agrave; dei nostri principi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Franco Libero Manco </strong>- fonte<strong> </strong><a href="http://www.luigiboschi.it" target="_blank">www.luigiboschi.it</a></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Dal 2012 fine della corrida in Catalogna</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=716&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p style="text-align: right;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/28/news/la_catalogna_abolisce_la_corrida-5887325/?ref=HRER2-1" target="_blank">Da Repubblica online</a></p>
<p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://blog.leiweb.it/casa/files/2010/03/corrida.jpg" alt="" width="220" height="216" />Spagna, storico no alle corride</strong><br /> <strong>La Catalogna le abolisce dal 2012 - La regione &egrave; la seconda a proibire la tauromachia dopo le Canarie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BARCELLONA - Il parlamento catalano ha approvato questa mattina  l&#39;abolizione della corride nella regione con 68 voti a favore, 55  contrari e 9 astensioni. I parlamentari catalani hanno approvato  &rdquo;un&#39;iniziativa legislativa popolare&rdquo;, sostenuta da 180.000 firme.  Saranno proibite le corride con i tori a partire dal 2012. La Catalogna  diventa cos&igrave; la seconda regione della Spagna a vietare la tauromachia,  dopo l&#39;arcipelago delle Canarie che l&#39;ha fatto nel 1991.<br /> <br /> Questa mattina davanti al Parlamento catalano, si sono riuniti decine di  manifestanti pro e contro la corrida, reclamando da una parte &rdquo;la  libert&agrave;&rdquo;&#39; per gli amanti di questo spettacolo, e dall&#39;altra la fine  della &rdquo;tortura&rdquo; dei tori.<br /> &ldquo;Ci sono alcune tradizioni che non possono restare congelate nel tempo.  Non dobbiamo proibire ogni cosa, ma sicuramente le cose pi&ugrave; degradanti&rdquo;,  ha detto Jose Rull, parlamentare del CiU, il partito nazionalista  catalano, durante il dibattito.</p></p>]]>
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</item>
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<title>Ucraina - Strage di randagi con veleni e forni crematori, in vista degli Europei 2012</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=715&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Sterminati in massa in vista degli Europei 2012</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1671" alt="" width="220" />KIEV - Randagi brutalmente uccisi con armi da fuoco, veleni o addirittura  bruciati vivi. Accade in Ucraina, dove le autorit&agrave; locali stanno  adottando metodi crudeli per ridurre&nbsp;drasticamente&nbsp;il numero di animali  randagi in vista degli Europei 2012.&nbsp;La notizia choc &egrave; stata&nbsp;diffusa  dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals),&nbsp;che&nbsp;ha  promosso una petizione contro questo sterminio di massa.<br /> <br /> Secondo la Peta e altre organizzazioni animaliste locali come la Sos  Animals Society Kiev e la Sos Chats Noiraigue,&nbsp; la situazione sarebbe  grave soprattutto in posti come Lysychansk o Mariupol,&nbsp;di farebbe uso di  forni crematori mobili o delle cosidette "killing station" dove gli  animali verrebbero&nbsp;rinchiusi e &nbsp;lasciati morire di fame e di sete.<br /> <br /> Al di l&agrave; della brutalit&agrave; dei metodi e della questione di Euro 2012, il  problema dei randagi nelle citt&agrave; ucraine &egrave; consistente: si calcola che  nella sola capitale Kiev ne circolino circa 30.000. Gi&agrave; nel 2007 il  consiglio comunale ha adottato un progetto per 76 milioni di grivne  (circa 7,6 milioni di Euro) per far fronte all'emergenza, ma senza  troppo successo. Il programma prevedeva sterilizzazioni, creazioni di  nuovi canili in ogni&nbsp; quartiere ed educazione pubblica. Per gli  animalisti si dovrebbero sterilizzare circa 15.000 all'anno per  riportare sotto controllo il fenomeno, ma nel 2009 sono stati solo 3.000  gli interventi effettuati.<br /> <br /> Mancanza di denaro e cattivo management sono alla base del fallimento  del programma, con gli stessi addetti ai lavori che non sanno pi&ugrave; come  fare. &laquo;Potremmo sterilizzare 7.000 cani<br /> all'anno - ha detto al Kyv Post Vadim Teplyuk, vice direttore di una  clinica veterinaria statale della capitale - ma per l'anno corrente non  abbiamo ricevuto nessun sussidio&raquo;. Per Iryna<br /> Tereshchenko della Youth Animal Protection League di Kiev un problema di  fondo &egrave; anche la mancanza di sensibilit&agrave; generale nei confronti degli  animali, non solo agli alti livelli di chi<br /> dovrebbe distribuire fondi e attuare programmi.<br /> <br /> Il volontariato non basta, soprattutto a farlo sono studenti o  pensionati che spesso con la misera pensione si occupano anche degli  animali nei canili. Fino al 31 luglio a Kiev sono riunite diverse  organizzazioni locali e internazionali sotto la coordinazione della Peta  per discutere della situazione degli animali randagi e dei presunti  eccessi segnalati in alcune localit&agrave;. Una spinta verso una presa di  posizione pi&ugrave; consapevole e conforme agli standard internazionali da  parte delle autorit&agrave; ucraine &egrave; gi&agrave; venuta proprio dalla Uefa, per bocca  del suo delegato per gli Europei del 2012. Martin Kallen ha invitato i  responsabili a cercare soluzioni pi&ugrave; umane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte La Zampa - http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&amp;ID_articolo=1770&amp;ID_sezione=339&amp;sezione=</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Petizione internazionale da firmare: <a href="http://www.thepetitionsite.com/1/help-stop-slaughtering-of-strays-in-kiev-before-euro-2012" target="_blank">http://www.thepetitionsite.com/1/help-stop-slaughtering-of-strays-in-kiev-before-euro-2012</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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<p>&nbsp;</p></p>]]>
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<title>CONTRO IL RANDAGISMO: Appello al Governo - petizione e lettera</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=714&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Da L.I.D.A.  Caltanissetta</strong><br /> <br /> Questo appello al governo, sotto forma di petizione,<br /> <strong><a href="http://www.thepetitionsite.com/10/--startfragment--maggiore-presenza-del-governo-nel-controllo-dell39osservanza-da-parte-dei-cittadini" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://www.thepetitionsite</span><span>&nbsp;</span><span>.com/10/--startfragment--m</span><span>&nbsp;</span><span>aggiore-presenza-del-gover</span><span>&nbsp;</span><span>no-nel-controllo-dell39oss</span><span>&nbsp;</span><span>ervanza-da-parte-dei-citta</span><span>&nbsp;</span>dini</a></strong> <br /> <br /> E anche come lettera di protesta. Firma la petizione, copia ed incolla  la lettera ed inviala alle mail a fine pagina. (Leggete tutta la lettera  contiene informazioni importanti!!)<br /> <br /> Alla cortese attenzione:<br /> &bull; del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi<br /> &bull; del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio<br /> &bull; del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini<br /> &bull; del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla<br /> &bull; degli organi di controllo ministeriali<br /> &bull; degli uffici del Dipartimento per la sanit&agrave; pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti<br /> &bull; dell' Ordine dei Medici Veterinari<br /> &bull; dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali  d'affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai  canili-lager"<br /> <br /> La Legge 281/91 &egrave; entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati  quasi vent'anni la situazione del randagismo in Italia &egrave; tutt' altro che  risolta.<br /> La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.<br /> I cani di propriet&agrave; poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.<br /> Da questo articolo di un'autorevole testata:<br /> <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://iltempo.ilsole24ore</span><span>&nbsp;</span><span>.com/2009/03/18/1002815-ra</span><span>&nbsp;</span><span>ndagi_leggi_sono_vengono_a</span><span>&nbsp;</span>pplicate.shtml</a><br /> si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono  applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud  dove infatti il problema del randagismo &egrave; decisamente fuori controllo.<br /> Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di  risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in  realt&agrave; alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le  speculazioni sui fondi destinati al randagismo.<br /> In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non  c'&egrave; stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In  Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge  281/'91, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i  Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl  (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip  o effettuato il tatuaggio ai cani di propriet&agrave;, sono indietro di anni  con le registrazioni all'anagrafe canina sia regionale che nazionale!!!  Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si  riuscir&agrave; mai a risalite al proprietario.<br /> &Egrave; stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano  provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la  sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e  costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni  aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario  Asl. C'&egrave; poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e  dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle  Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della  speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.<br /> Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma  anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree  italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di  fondi e il loro proliferare, una benedizione &hellip;!!!<br /> In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in  situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al  controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco,  c'&egrave; un rimbalzo di responsabilit&agrave; tra Sindaci, Prefetto e Procura per la  mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su  quelle povere bestie, piegate o incattivite dall'incuria e dagli abusi  degli umani e si pensa che l'unica soluzione sia la soppressione! In  altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che  vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo  servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare  delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di  farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono  condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.</p>
<p><br /> Tutto questo &egrave; inacettabile!<br /> Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti,  questo non &egrave; solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla  prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi,  all'empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che  non &egrave; poco): qui c'&egrave; una grave violazione delle leggi in primo luogo da  parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una "strana  gestione" dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!<br /> E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni  di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano  cimentandosi in gare di solidariet&agrave; sul web per salvare cani e gatti  vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e  nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e  le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro  luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.<br /> E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????<br /> Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!<br /> I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene  che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio  delle istituzioni anche perch&egrave; ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i  responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da  legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi  comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che  adesso lamentano di non poter sostenere!!!!<br /> Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO  L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI  PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E  SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a pi&ugrave; alto rischio,  come il Sud Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza  nella gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul  territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei  canili e gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe  nazionale canina o felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto  delle femmine, sanzionino qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle  relative spese veterinarie per la cura e la profilassi da rabbia,  leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc... Effettuino inoltre continui  monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze dell'ordine i vigili  urbani e le associazione di volontari, per individuare nuovi randagi o i  gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per provvedere in  maniera adeguata ad un paese civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati  pesantemente quelli senza requisiti d' idoneit&agrave;, meglio definiti come  "lager".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a  prezzo contenuto per i cani e gatti di propriet&agrave; soprattutto al sud e  nelle aree con pi&ugrave; alta emergenza e carenza di fondi.</p>
<p><br /> 5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i  cani di propriet&agrave; (con particolare attenzione per i cani dei  cacciatori) sul territorio siano microchippati e vengano applicate le  multe come da legge in vigore per i proprietari trasgressori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione  all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e  gatti microchippati.<br /> Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo  Bracco abbandonato per strada nel napoletano, &egrave; stato investito,  recuperato con difficolt&agrave; dai una volontaria &egrave; poi deceduto dopo una  lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si &egrave; mai riusciti a  risalire al proprietario!!</p>
<p><br /> 
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</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i  responsabili di maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e  che i responsabili vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente  come da leggi in vigore, anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga  fatta in proposito una campagna anti-omert&agrave;, che incentivi le persone a  denunciare i reati su animali anche in forma anonima.</p>
<p><br /> 8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali  campagne di informazione sul tema dei diritti degli animali e  sensibilizzazione per l'adozione dei cani e gatti nei canili gattili e  rifugi, nelle piazze, attraverso i media e nelle scuole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i  giorni 24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti  di animali. All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e  vi sono molti altri numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui  inviare sms o chiamare che sono operativi solo a livello regionale o in  brevi e non precisati periodi. Questo &egrave; motivo di confusione ed  inefficacia del servizio.</p>
<p><br /> 10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia  per gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga  abolito il commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati  chi agevola in ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello  dall'est Europa che un business da 300.000 euro!!) e venga fatta  informazione e sensibilizzazione del problema tramite i media.<br /> <br /> Firma la petizione, copia ed incolla questa lettera e inviala a questi indirizzi:</p>
<p><br /><span> segreteriaMinistroSacconi@</span><span>&nbsp;</span>lavoro.gov.it,<br /><span> ufficioconvegniministro@la</span><span>&nbsp;</span>voro.gov.it,<br /> secin@lavoro.gov.it,<br /> segr.secin@sanita.it,<br /><span> segreteria.martini@sanita.</span><span>&nbsp;</span>it<br /><span> serviziocontrollointerno@m</span><span>&nbsp;</span>ailcert.lavoro.gov.it,<br /> alimentivet@sanita.it,<br /> martini_f@camera.it;<br /> tutela.animale@sanita.it,<br /> g.divito@sanita.it,<br /> e.finocchi@sanita.it</p>
<p><br /> <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=6685154&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=409066293881&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=409066293881&amp;id=142298075184" target="_blank"><img class="img" style="width: 460px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs194.snc4/38032_470910695184_142298075184_6685154_749019_n.jpg" alt="" /></a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La chiesa cattolica allergica agli animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=713&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>LE POCHE VOCI IN DIFESA DEGLI ANIMALI E DELL'AMBIENTE RESTANO SEMPRE LETTERA  MORTA.</strong><strong><em><br /></em></strong></p>
<p><strong><em><br /></em></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://crescendoingrazia.files.wordpress.com/2009/06/sacerdote.jpg" alt="" width="220" height="223" />Negli attuali allarmanti scenari previsti a causa  dei cambiamenti  climatici, il progressivo inquinamento e la distruzione della  natura,  non vi &egrave; organismo, ente, corporazione, movimento che non esprima le sue   vibranti preoccupazioni. Il solo organismo che sembra tuttaltro che  preoccupato  &egrave; la Chiesa  cattolica la quale per mezzo del suo attuale  pontefice si limita a suggerire  politiche intese a conciliare gli  interessi dell'uomo con la protezione  dell'ambiente. Per la  Chiesa gli  animali e la natura sono gli ultimi dei suoi  problemi, come se la   Vita stessa non dipendesse da loro. Se la Chiesa non interviene a   detronizzare l'uomo dal centro dell'universo tra non molto non ci  saranno anime  da salvare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In  ben 4 concili, in passato, la  Chiesa cattolica ha sentito la necessit&agrave; di ribadire  <span style="text-decoration: underline;">l'obbligo per il clero di mangiare la carne</span> pena la scomunica e la  destituzioni dei pubblici ministeri se qualcuno  si fosse astenuto non per  mortificazione personale ma per rispetto  agli animali: concilio di Ankara (314),  Gangrense (324), Braga (577) e  Aquisgrana  (816).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UN PO' DI CRONISTORIA  RECENTE</strong></p>
<p><em>"L'anticristo sar&agrave; un convinto  spiritualista, un  ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un  vegetariano  osservante, un animalista determinato e attivo".</em> Queste  parole,  del filosofo russo Solovev, vengono citate dal cardinale Giacomo Biffi  durante il Convegno del 14 marzo  2000 a  Bologna organizzato dalla  Fondazione Russa Cristiana. Tali parole vengono  espresse nuovamente il  27 febbraio 2007 dall'Arcivescovo di Bologna che, sempre  citando  l'opera di Solovev ricorda al Pontefice e alla Curia Romana che <em>"l'anticristo si presenta come  pacifista, ecologista ed ecumenista".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Il vescovo di Orvieto Lucio Grandoni nel mese di maggio   2003,  in una telefonata di con un animalista che protestava   civilmente contro il sacrificio della colomba per la Pentecoste ha  detto: <em>&ldquo;Io  gli animalisti li metterei tutti al muro, o al  forno.</em></p>
<p>Mons. Caffara in un omelia nella Clinica  Veterianaria dell'Universit&agrave; di Bologna il 28 gennaio 2005 ha detto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&rdquo;Il primo punto sul quale  vorrei attirare la vostra attenzione &egrave; l'affermazione della essenziale  diversit&agrave; dell'uomo dall'animale, che fonda una superiorit&agrave; ontologica ed  assiologica del primo nei confronti dell'altro. &Egrave; il &laquo;principio-persona&raquo;,  vera colonna portante della nostra visione della realt&agrave;. Essere persona umana  &egrave; pi&ugrave; che essere animale; essere persona umana &egrave; meglio che essere  animale. La persona &egrave; dotata di una preziosit&agrave; che  l'animale non possiede.  L'uomo, non l'animale, &egrave; pertanto &laquo;ad immagine e  somiglianza di  Dio&raquo; La superiorit&agrave; ontologica ed assiologica  dell'uomo nei confronti dell'animale fonda il rapporto di dominio nei  confronti della animale da parte dell'uomo, il che equivale al rapporto di  uso. La natura ed in essa l'animale non ha in s&eacute; nulla di sacro o di  divino. Dominio/uso  significa dunque un vero potere  che l'uomo ha nei confronti  dell'animale in ordine a scopi che egli si prefigge:  &laquo;Tutto hai posto  sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le  bestie della  campagna&raquo; Dominio/uso non significa che la natura ed in esso  l'animale  sia a totale disposizione dell'uomo&hellip;&egrave; nella obbedienza al Creatore che   l'uomo esercita il suo dominio su tutto il creato. Lo   &ldquo;sposalizio&rdquo; fra tecnica e natura &egrave; la via da percorrere per evitare sia  il  fossato di una riduzione dell'uomo alla natura sia di cadere nel  fossato di una  dominazione violenta a cui cio&egrave; non ha diritto,  dell'uomo sulla natura e  sull'animale&hellip;Esistono doveri-diritti reciproci  fra le persone; non esiste una  correlazione del genere fra la persona e  l'animale. L'animale non ha diritti. Il diritto infatti  sussiste sempre all'interno di una relazione fra l'uomo che possiede  quella facolt&agrave; e gli altri che la devono  rispettare. Ci&ograve; non significa che il  dominio/uso dell'uomo non abbia  limiti obiettivi. I limiti sono fondati sulla  natura ragionevole  dell'uomo; ci&ograve; che l'uomo deve a se stesso &egrave; di agire  ragionevolmente  quando si rapporta all'animale. Comportamenti di obiettiva  crudelt&agrave;  verso l'animale non sono indegni dell'animale [solo la persona ha una   dignit&agrave;], ma sono indegni dell'uomo che li pone in essere. Comportamenti  di  equiparazione dell'animale all'uomo non sono segno di rispetto  all'animale [solo  la persona merita rispetto], ma sono un atto di  ingiustizia verso l'uomo perch&eacute;  lo degradano dalla sua regale dignit&agrave;&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Molto  edificante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE DICHIARAZIONI APPREZZABILI  MA IN CONTRADDIZIONE</strong></p>
<p>Nel lontano 1981cos&igrave; scrivevano i vescovi  tedeschi: <em>&ldquo;Solo  nella solidariet&agrave; con il  resto della creazione, solo nel comportamento  responsabile verso il mondo degli  animali, delle piante e delle cose,  l'uomo pu&ograve; a lungo andare vivere come  signore della creazione senza  diventare schiavo delle sue manie di grandezza. Le  chiese si  sottraggono alle premesse per tutti gli esperimenti che hanno come   vittime gli animali. Inoltre occorre spiegare che incoraggiando diete a  maggior  carattere vegetale si risparmierebbe la vita a tanti animali e  si ottimizzerebbe  l'energia solare rendendo sufficiente il cibo per  tutta l'umanit&agrave;. Infatti la  trasformazione dei valori nutrizionali dal  vegetale all'animale comporta tanti e  tali sprechi che le proteine  nobili divengono un peso deficitario per il genere  umano&rdquo;. </em>Apprezzabile ma rimaste lettera morta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello stesso anno, il 12 ottobre  1981,  in un messaggio  al popolo brasiliano trasmesso in cento  lingue, il Papa Giovanni Paolo  II nell'Enciclica &ldquo;Laborem Exercens&rdquo;  ribadisce l'infausto concetto  biblico: &ldquo;<em><span style="text-decoration: underline;">L'uomo ha la missione, il dovere, la  facolt&agrave; piena di soggiogare la terra</span></em>&rdquo;. Per fortuna nelle successive  dichiarazioni una blanda inversione di posizione e l'11 novembre 1981 dice: &ldquo;<em>Esprimo  il mio incoraggiamento nell'opera  per la salvaguardia del patrimonio  della natura e per la protezione degli  animali nostri fratelli pi&ugrave;  piccoli</em>. E il 12 marzo del 1999 inoltra  richiesta ai governanti ad  &ldquo;Un esame di coscienza sui peccati contro l'ambiente  naturale&rdquo;.  Successivamente nell'udienza del 17 gennaio 2001 cos&igrave; dice: &ldquo;<em>Soprattutto  nel nostro tempo l'uomo ha  devastato senza esitazioni, pianure e valli  boscose, inquinato acque, deformato  l'habitat della terra, reso  irrespirabile l'aria, sconvolto i sistemi  idro-geologici e atmosferici,  desertificato spazi verdeggianti, compiuto forme  di  industrializzazione selvaggia</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E nell'agosto del 2002 da  Johannesburg  rivolge ai capi di stato e di governo presenti un invito a  trovare vie efficaci  per uno sviluppo umano integrale, tenendo conto  delle dimensione economica,  sociale e ambientale. Nel giugno del 2002  da Venezia arriva una dichiarazione  firmata da Giovanni Paiolo II e del  patriarca Bartomeo sul tema: &ldquo;Religione, scienza  e ambiente, per il  bene di tutti gli esseri umani e la protezione del creato&rdquo;.  &ldquo;<em>Occorre  educare le persone ad una  consapevolezza ecologica, occorre un atto di  pentimento da parte nostra. Il  problema non &egrave; meramente economico e  tecnologico, ma di ordine morale e  spirituale. Occorre trovare una  soluzione che possa indurci a cambiare il nostro  stile di vita ed i  nostri insostenibili modelli di consumo. Occorre una nuova  cultura che  si ispiri ad un comportamento etico nei confronti dell'ambiente. Che   sottolinei l'interdipendenza e i principi di solidariet&agrave; universale&rdquo;. </em>Anche  queste rimaste lettera morta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella quarta consultazione delle Conferenze  Episcopali  Europee sul tema: &ldquo;Lavoro e responsabilit&agrave; verso il creato&rdquo; svoltasi  a  Venezia nel maggio del 2002, tra l'altro si dice: &ldquo;&hellip;<em>L'attuale  sistema economico non &egrave;  sostenibile e ci&ograve; causa conseguenze negative  alla salute umana. Questo stato di  cose richiede un cambiamento  profondo dei valori di riferimento economici e  culturali e del rapporto  con la natura&rdquo;.</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Il prof. Don Karl Golser sul tema: &ldquo;Responsabilit&agrave; per il  creato, un impegno per i cristiani&rdquo; nel febbraio 2001 a Roma, dice: &ldquo;<em>Un'ecologia  umana che renda pi&ugrave; dignitosa  l'esistenza delle creature,  proteggendone il bene radicale della vita in tutte  le sue  manifestazioni</em>&rdquo;.A marzo del 2002 il prof. Golser sul tema &ldquo;Il  creato e la  liturgia&rdquo;. In tale assemblea ecumenica a Basilea era stato  proposto che si  realizzasse ogni anno una settimana ecumenica per la  giustizia, la pace e la  salvaguardia del creato. E il patriarca di  Costantinopoli Dimitrios aveva  proposto si celebrasse ogni anno la  &ldquo;Giornata per il creato&rdquo; a tale scopo veniva  accolta in Svizzera,  dall'Associazione Ecumenica Chiese e Ambiente un tema  annuale: nel 1993  &ldquo;Pi&ugrave; energia. Nel 1994 &ldquo;L'animale e noi&rdquo;. Nel 1998 &ldquo;Santa   biodiversita&rdquo;. Nel 2000 &ldquo;fratello sole&rdquo;. Nel 2002 &ldquo;L'aria e la vita&rdquo;. Il  prof. Gosler individua una doppia pista circa  la salvaguardia  dell'ambiente: quella biblico-teologica che interpreta il  dominio della  terra che Dio ha affidato all'uomo come impegno di responsabilit&agrave;  e  custodia e quella etica in cui si evidenzia il nesso tra l'agire umano e   l'integrit&agrave; del creato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Australia &egrave; stata costituita nel 1992  l'Associazione  responsabilit&agrave; per il creato. In Germania quella &ldquo;Agire per il  futuro  della creazione. In Ungheria sono stati elaborati per le scuole  programmi  per l'insegnamento per l'educazione al rispetto per la  natura. In Belgio,  Spagna, in Portogallo, Svizzera e Slovacchia il tema  mette al primo posto la  responsabilit&agrave; umana&nbsp; verso il  creato.</p>
<p>Nell'Assemblea Ecumenica Europea a Graz nel 1997  si  ribadisce la necessit&agrave; della consapevolezza e la responsabilit&agrave; verso il   creato. &ldquo;<em>La creazione deve essere vista  come l'opera di Dio  Trinitario. Ci&ograve; conferisce alla creazione stessa una  dimensione  sacramentale, poich&eacute; Dio stesso &egrave; presente in lei&hellip; <span style="text-decoration: underline;">Tutte le  creature sono in Dio e Dio &egrave; in loro</span>&hellip;<span style="text-decoration: underline;"> per questo &egrave; necessario riconoscere  la dignit&agrave; intrinseca di ogni  creatura, avere una particolare solidariet&agrave; con  tutte le creature che  soffrono&rdquo;</span></em>. Nella stessa Assemblea viene  raccomandato alle  chiese di promuovere la salvaguardia del creato quale parte  integrante  della vita della Chiesa a tutti i suoi livelli e di organizzare una   rete europea di responsabilit&agrave; verso l'ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Benedetto XVI nel 2005 ha dichiarato che &ldquo;<em>Gli  animali devono essere rispettati in  quanto nostri compagni nella  creazione. Mentre &egrave; lecito usarli per nutrirsene  come cibo&hellip;&rdquo;</em>e  invitava a salvare il Creato e a non dilapidare le risorse  della terra  minacciata da scelte e stili di vita che possono  degradarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si pu&ograve; dedurre le poche voci a difesa degli animali   e dell'ambiente nel seno della Chiesa cattolica non si traducono mai  in fatti  concreti. Si &egrave; mai sentito il papa che nell'omelia domenicale  in piazza S.  Pietro inviti i fedeli a rispettare gli animali? O che  qualunque prete durante  la messa domenicale ricordi ai cristiani che  l'amore di Cristo deve essere  esteso a tutte le creature viventi e a  tutelare la natura? I bei proclami  servono solo a scagionare le proprie  responsabilit&agrave; nei confronti dei danni che  anche la Chiesa  ha  contribuito a determinare con la visione antropocentrica della vita che  sta  portando il pianeta al collasso di interi ecosistemi. Nel dicembre  2003 nella  basilica di S. Giovanni in Laternano Mons. Angelo Scola,  patriarca di Venezia,  in un simposio tenuto apposta per ribadire la  centralit&agrave; dell'uomo nel creato,  tra le altre cose ha detto: &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">L'antropocentrismo ed il cristianesimo stanno  insieme o cadono insieme</span>."  E che importa se in nome di questo principio le  foreste stanno  scomparendo, se migliaia di specie animali sono in estinzione, se   l'aria &egrave; irrespirabile, se la terra, i mari, i fiumi, i laghi sono  avvelenati,  se milioni di persone muoiono di fame a causa delle  monoculture imposte dalle  multinazionali alle popolazioni del Terzo  Mondo, se l'umanit&agrave; &egrave; in preda ad  un'epidemia di malattie croniche  dovuta ad un'alimentazione innaturale?  L'importante &egrave; che l'uomo non  perda la sua centralit&agrave;: &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">L'antropocentrismo ed  il cristianesimo stanno insieme o cadono insieme</span>."E  che dire del nuovo  Catechismo Universale in cui si ribadisce non solo  la legittimit&agrave; dell'uomo di  sperimentare sugli animali, ma servirsi  degli stessi per il nutrimento, la  confezione dei vestiti, per i propri  bisogni e i piaceri dell'uomo? Niente come  l'abitudine del mangiar  carne contribuisce alla distruzione del pianeta: risulta  che i preti  siano grandi mangiatori di  bistecche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non basta dire &ldquo;la Chiesa ha denunciato il dissennato   sfruttamento della natura&rdquo; se poi insegna a considerare gli animali e la  natura  come oggetti ad uso e consumo dell'uomo. Se l'uomo si &egrave;  rivelato sfruttatore  insensibile e ingiusto rapace la colpa &egrave; anche o  soprattutto della Chiesa che  non saputo, mediante il giusto esempio,  rendere gli uomini saggi amministratori  dell'eredit&agrave; di Dio. Quando  Giovanni Paolo II nel 1993 affermava &ldquo;<em>Chi deturpa l'ambiente dovr&agrave; fare i conti  con il tribunale di Dio&rdquo;</em>, forse intuiva che tra i primi ad essere giudicati  e forse condannati saranno proprio quelli del clero.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Franco Libero  Manco</strong></p></p>]]>
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<title>Haiti a sei mesi dal terremoto</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=712&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Ancora drammatiche le condizioni di vita per migliaia di haitiani, nonostante le promesse di aiuto</strong></p>
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<p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.italianotizie.it/wp-content/uploads/2010/01/060405hai21.jpg" alt="" width="185" height="278" />Roma/Port-au-Prince</strong> &ndash; Sei mesi dopo il  terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio, Medici Senza Frontiere  pubblica oggi un rapporto che descrive e analizza le diverse fasi  dell'azione di MSF in quello che &egrave; stato il pi&ugrave; grande intervento di  emergenza mai affrontato dall'organizzazione. Il rapporto &ldquo;Emergency  response after the Haiti earthquake&rdquo;, descrive anche le terribili  condizioni di vita in cui versano gli haitiani ancora oggi e spiega  l'impegno di MSF nei prossimi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le attivit&agrave; di MSF a Haiti si sono evolute nel corso dei sei mesi  trascorsi dal sisma, passando da un'immediata risposta all'emergenza ad  un'ampia gamma di attivit&agrave; mediche e di soccorso. &ldquo;Gli haitiani sono  stati i primi a rispondere a questo disastro e abbiamo rafforzato il  loro impegno con un massiccio intervento. Oggi, per gli haitiani la  fornitura di assistenza medica &egrave; migliorata e le cure mediche sono  certamente pi&ugrave; accessibili per la popolazione&rdquo;, dice Stefano Zannini,  Capo-missione di MSF a Haiti, che si trovava gi&agrave; a Port-au-Prince prima  che il terremoto uccidesse o ferisse centinaia di migliaia di persone e  ne lasciasse pi&ugrave; di un milione senza casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione per molti haitiani &egrave; ancora enormemente precaria,  mentre la frustrazione cresce fra la popolazione che &egrave; amareggiata per  la lentezza della ricostruzione. &ldquo;Sei mesi dopo la realt&agrave; di Haiti  rimane ancora drammatica, nonostante le promesse di aiutare le vittime  formulate sull'onda dell'entusiasmo delle prime settimane", aggiunge  Stefano Zannini.</p>
<p>Il rapporto di MSF mostra i dati globali dell'intervento che  evidenziano la portata delle attivit&agrave; dell'organizzazione. Al 31 maggio,  nei primi 138 giorni dopo il disastro, il personale di MSF ha trattato  pi&ugrave; di 173mila pazienti e ha realizzato oltre 11mila interventi  chirurgici. Pi&ugrave; di 81mila haitiani hanno ricevuto supporto psicologico.  MSF ha distribuito circa 27mila tende e 35mila kit per l'emergenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel rapporto, si descrivono alcune delle scelte compiute nelle prime  settimane dopo il terremoto. Per esempio, il numero estremamente alto di  feriti ha costretto le equipe di MSF ha concentrarsi sulla  stabilizzazione dei pazienti e sulla chirurgia d'emergenza, a scapito di  altre attivit&agrave;. La scelta dei luoghi in cui collocare le strutture  mediche temporanee &egrave; stata fatta in fretta dal momento che si trattava  di una gara contro il tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MSF ha inviato rapidamente un gran numero di operatori umanitari  internazionali &ndash; due mesi dopo il sisma, MSF ne aveva sul campo 350 &ndash;  dal momento che molti sanitari haitiani con i propri familiari hanno  subito le conseguenze del disastro. Questo ha comportato per MSF un  grande sforzo in materia di risorse umane e di capacit&agrave; di gestione  organizzativa. In un secondo tempo, l'organizzazione ha potuto ridurre  il numero di operatori umanitari internazionali, visto che poco a poco  sempre pi&ugrave; haitiani venivano impiegati come staff di MSF arrivando ad  essere il 93% del totale a fine maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MSF sottolinea che, al 31 maggio, le donazioni ricevute per Haiti  hanno toccato la quota di 91 milioni di euro. L'organizzazione ha speso  53 milioni di euro che comprendono: 11 milioni per la chirurgia, 4  milioni per la salute materno-infantile (fra i numerosi interventi  seguiti da MSF, anche 3.700 parti) e pi&ugrave; di 8,5 milioni di euro per la  fornitura di ripari per i senzatetto. MSF prevede che entro la fine  dell'anno avr&agrave; speso 89 milioni di euro per assistere la popolazione di  Haiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C'&egrave; incertezza sulla velocit&agrave; della ricostruzione e sulla durata  dell'impegno delle altre organizzazioni nel prestare assistenza medica.  MSF continuer&agrave; a lavorare per le vittime del terremoto nei prossimi  anni. &ldquo;L'assistenza sanitaria era gi&agrave; fragile a Haiti prima del  terremoto del 12 gennaio&rdquo;, dice Unni Karunakara, Presidente  internazionale di MSF. &ldquo;Il sisma ha distrutto molte delle strutture  mediche che erano disponibili. Ci vorranno molti anni prima che il paese  si possa rimettere in piedi. MSF &egrave; determinata a fare la propria parte  per riabilitare l'assistenza sanitaria per gli abitanti di Haiti e  dedicher&agrave; tutti gli operatori e i mezzi necessari a farlo&rdquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte MSF</p>
<p><a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/pubblicazioni.asp?id=2388" target="_blank">Leggi il&nbsp;rapporto in inglese &ldquo;Emergency response after the Haiti earthquake&rdquo; e la sintesi in italiano &gt;&gt;</a></p></p>]]>
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<title>Libri - Danilo Zolo - Terrorismo umanitario. Dalla guerra del Golfo alla strage di Gaza - Diabasis 2009 </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=710&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">La  giustificazione ufficiale &egrave; la tutela dei diritti umani e la diffusione  della democrazia: ma dall'Iraq a Gaza, non sono che guerre di  aggressione, in nome di un progetto imperialistico di egemonia globale.  Danilo Zolo e il suo ultimo libro: un'indagine sulle radici e ragioni  del terrorismo islamico - "perch&eacute; l'Occidente pu&ograve; combattere  l'in-tegralismo altrui solo cominciando dal proprio"</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">Fonte PeaceLink - 22 luglio 2010 - di Francesca Borri</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.peacelink.it/nobrain/images/14702_a32146.jpg" alt="danilo zolo" width="220" height="275" /> <strong>Si dice terrorismo, e si dice Undici Settembre. E invece il discrimine, lei sostiene, non &egrave; il 2001, ma il 1989.</strong></p>
<p>La mia tesi &egrave; che il discrimine &egrave; stato segnato dalla fine  dell&#39;impero sovietico, dal rapido declino del bipolarismo nei rapporti  internazionali e dall&#39;emergere degli Stati Uniti come la sola potenza  politico-militare in grado di affermare la propria egemonia a livello  globale. I documenti pubblicati dalla Casa Bianca e dal Pentagono nei  primi anni Novanta sono una prova lampante della consapevolezza che gli  Stati Uniti hanno della propria assoluta supremazia. Essi sanno di  essere la sola potenza in grado di dare vita a un new world order e  garantire, in collaborazione con Europa e Giappone, una global security.  La guerra di aggressione scatenata dal presidente George Bush senior  contro l&#39;Iraq nel 1991 &egrave; stata l&#39;inizio sanguinario di questo "Nuovo  Ordine Mondiale&rdquo;. Ed &egrave; stata, nello stesso tempo, la causa del costante  incremen-to del terrorismo suicida, come ha provato Robert Pape nella  sua accuratissima analisi Dying to Win. L&#39;attacco terrori-stico  dell&#39;Undici Settembre &egrave; stato, da ogni punto di vista, una replica  terroristica al terrorismo di una guerra che aveva fatto strage di  centinaia di migliaia di innocenti con l&#39;uso di armi di distruzione di  massa quasi nucleari, come le cluster bombs, le daisy-cutter e i  famigerati fuel-air explosives.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il terrorismo, lei scrive, &egrave; oggi il nuovo tipo di guerra -  da entrambe le parti. E &egrave; l'esito di un processo di transi-zione dalla  guerra moderna, la guerra di Clausewitz, a quella che lei definisce una  "guerra globale". </strong><br /> A mio parere il terrorismo &egrave; oggi il  nuovo tipo di guerra perch&eacute; terroristiche sono state sin dagli inizi le  guerre degli ag-gressori occidentali, Israele incluso. Penso in  particolare  alle  guerre che si sono susseguite negli ultimi due  decenni nei Balcani, nel Medio Oriente e nell&#39;Asia centro-meridionale.  Guerre unilaterali, asimmetriche, non orientate alla conqui-sta di  specifici territori ma finalizzate alla conquista di una egemonia  economica, politica e militare su scala globale. Guerre ispirate al  modello terroristico di Hiroshima e Nagasaki. Il terrorismo suicida  degli aggrediti &egrave; stato un tragico, spietato, disperato - anch&#39;esso  criminale - strumento di vendetta e difesa per liberare i propri paesi  dall&#39;occupazione de-gli aggressori. Esemplare &egrave; la formula adottata da  Yadh Ben Achour: le terroriste est en fait un terroris&eacute;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> L'obiettivo del suo libro &egrave; ripensare l'attuale definizione di terrorismo.</strong> <br /> La nozione di terrorismo oggi dominante in Occidente &egrave; quella  recentemente definita da Antonio Cassese, che ne so-stiene la generale  condivisione da parte dei giuristi internazionalisti. Egli la ritiene  pertanto giuridicamente vincolante, anche se, a rigore, non esiste un  trattato o un documento internazionale che l&#39;abbia fatta propria e non  mancano dissen-si, soprattutto nel mondo islamico. Secondo Cassese,  un'organizzazione &egrave; terroristica se &egrave; animata da motivazioni  ideo-logiche, religiose o politiche ed &egrave; caratterizzata dall&#39;uso  indiscriminato della violenza contro una popolazione civile, con  l&#39;intento di diffondere il panico e di coartare un governo o un&#39;autorit&agrave;  politica internazionale. A mio parere, questa nozione pu&ograve; essere  accettata soltanto dalle potenze occidentali - come &egrave; emerso alla  Conferenza euromediterranea dei ministri degli esteri tenutasi a  Barcellona nel novembre 2005. La clausola secondo la quale si ha  terrorismo solo se la violenza &egrave; rivolta contro la popolazione civile &egrave;  un residuo del passato. Oggi non solo &egrave; impossibile individuare e  ri-sparmiare nel corso di un conflitto la popolazione civile, ma la  violenza omicida e distruttiva delle armi a disposizione delle grandi  potenze &egrave; tale per cui la guerra di aggressione &egrave; puramente e  semplicemente la negazione del diritto alla vita di migliaia e migliaia  di persone innocenti e indifese. A mio parere, il crimine di terrorismo  ricorre anzitutto quan-do le autorit&agrave; politiche e militari di uno stato,  usando armi di distruzione di massa, si valgono della loro supremazia  mi-litare per aggredire un altro stato o una nazione, e per diffondere  il terrore e fare strage di civili e militari. E sono altret-tanto  responsabili del crimine di terrorismo i membri di un movimento in lotta  per ragioni politiche, religiose o ideolo-giche che diffondono il  terrore e fanno strage di civili e militari attraverso l&#39;uso di  strumenti bellici equivalenti, per il loro potenziale distruttivo e  omicida, alle armi di distruzione di massa, come &egrave; accaduto l&#39;11  settembre 2001. E andreb-be aggiunto che i membri di un movimento in  lotta per la difesa del proprio paese da un'aggressione terroristica e/o  da un&#39;occupazione sono responsabili di crimini di guerra o di crimini  contro l&#39;umanit&agrave; se usano strumenti bellici che fanno strage di civili  innocenti fra la popolazione che considerano nemica, come &egrave; accaduto ai  cittadini israeliani, sia ebrei sia arabi, vittime dei kamikaze  palestinesi. Essi non sono per&ograve;, a rigore, dei terroristi. In questo  caso specifico le eventuali sanzioni dovrebbero tenere conto, come  attenuante di rilievo, della loro sostanziale qualit&agrave; di freedom  fighters.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Secondo Bobbio, a cui &egrave; stato legato da trent'anni di  amicizia, la pi&ugrave; promettente tra le possibili "vie alle pace" &egrave; il  cosiddetto pacifismo istituzionale. Il modello &egrave; Hobbes - la  concentrazione del potere in un Leviatano mondiale che abbia nei  confronti dei singoli stati lo stesso monopolio della forza che uno  stato ha nei confronti dei singoli individui. E le Nazioni Unite  sarebbero un primo passo in questa direzione. </strong><br /> Bobbio ha  sostenuto per decenni che la pace poteva risultare solo da nuove  istituzioni che superassero il sistema degli Stati sovrani - il  cosiddetto sistema di Vestfalia - e attribuissero efficaci poteri di  intervento politico-militare a una autorit&agrave; centrale di carattere  sovranazionale, una sorta di stato o governo mondiale. Ed &egrave; in questa  prospettiva teorica che Bobbio ha sostenuto che l&#39;organizzazione delle  Nazioni Unite era un&#39;anticipazione e quasi il nucleo generatore di  quella istituzione centrale che sarebbe stata in grado di garantire in  futuro condizioni di pace pi&ugrave; stabili e universali. Da Hobbes,  Bobbio  aveva preso in prestito, oltre all&#39;idea dello stato di natura come  condizione anomica e anarchica, le categorie di pactum societatis e di  pactum subjectionis. Questi patti erano metaforicamente intesi da Bobbio  come procedure consensuali attraverso le quali gli Stati avrebbero  conferito ad un "Terzo" il potere di regolare coattivamente i loro  rapporti e le loro eventuali controversie, e quindi di garantire la pace  fra le nazioni. Pi&ugrave; volte e in diverse circostanze Bobbio si &egrave;  autocriticamente rammaricato di avere aperto, nel corso della sua lunga  militanza intellettuale, una grande quantit&agrave; di questioni teoriche, ma  di non essere mai riuscito a chiuderne alcuna. Personalmente penso che  questo sia stato uno dei suoi meriti filosofici, la prova del carattere  esplorativo del suo pensiero. Bobbio stesso ne era perfettamente  consapevole e per questo non ha mai interrotto la sua ricerca, fedele  alla sua vocazione antidogmatica. Negli ultimi anni della sua vita, in  particolare, si &egrave; reso conto delle ombre del pacifismo istituzionale e  della prospettiva cosmopolitica. Pur criticando le tesi di un mio libro  che avevamo lungamente discusso assieme - Cosmopolis. La prospettiva di  un governo mondiale - ha alla fine riconosciuto il grave rischio della  concentrazione del potere internazionale nelle mani di singole grandi  potenze e non ha pi&ugrave; usato l&#39;espressione "governo mondiale&rdquo; o &ldquo;stato  mondiale&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Un bilancio fallimentare in cui lei include anche la  principale invenzione istituzionale del Novecento: i tribunali penali  internazionali. Ha intitolato un suo libro La giustizia dei vincitori. </strong><br /> Nei primi decenni del secolo scorso la comunit&agrave; internazionale ha  concepito l&#39;idea di dare vita a una giurisdizione pena-le internazionale  con l&#39;intento di favorire processi di pacificazione e transizione  politica in situazioni caratterizzate da ampie violazioni dei diritti  umani e conflitti armati fra gruppi etnico-religiosi. Questa tendenza si  &egrave; concretizzata soprat-tutto nell&#39;istituzione dei tribunali ad hoc e,  pi&ugrave; recentemente, della Corte Penale Internazionale. Come &egrave; noto, alla  fine del secondo conflitto mondiale vennero istituiti a Norimberga e a  Tokyo dei tribunali penali per processare i nemici sconfitti. Vennero  decise, e immediatamente eseguite, diciassette condanne a morte. Dopo la  lunga pausa della Guerra fredda, l&#39;esperienza della &ldquo;giustizia dei  vincitori&rdquo; si &egrave; ripetuta a partire dai primi anni Novanta e ha  riguardato i vertici politici e militari della Repubblica Federale  Jugoslava, con in testa l&#39;ex presidente Slobodan Milo&scaron;ević. Demonizzato  come il massimo responsabile delle guerre balcaniche, Milo&scaron;ević &egrave; stato  catturato dalla NATO e trasportato all&#39;Aja, dove &egrave; morto prima della  conclusione del processo. Qualche anno pi&ugrave; tardi, in Iraq, la &ldquo;giustizia  dei vincitori&rdquo; ha investito gli esponenti politici e militari del  partito Ba&#39;ath, in primis Saddam Hussein, catturato e recluso in un  luogo segreto dalle milizie statunitensi. Processato a Baghdad da un  tribunale speciale iracheno, voluto e organizzato dagli Stati Uniti, &egrave;  stato alla fine impiccato. Sia Milo&scaron;ević che Hussein sono stati  processati dopo la conclusione vittoriosa di due guerre di aggressione:  quella &ldquo;umanitaria&rdquo;, scatenata nel 1999 dalla NATO contro la Repubblica  Jugoslava, e quella &ldquo;preventiva&rdquo; contro l&#39;Iraq, del 2003. Nulla &egrave; invece  accaduto ai responsabili delle stragi atomiche di Hiroshima e di  Nagasaki dell&#39;agosto 1945, o dei bombardamenti a tappeto delle citt&agrave;  tedesche e giapponesi che a conclusione del secondo con-flitto mondiale,  quando ormai la guerra era gi&agrave; vinta dagli Alleati, hanno  intenzionalmente provocato centinaia di mi-gliaia di vittime fra la  popolazione civile. Nulla &egrave; accaduto alle autorit&agrave; politiche e militari  della NATO, responsabili di un crimine internazionale &ldquo;supremo&rdquo; come la  guerra di aggressione e anche di una serie di gravissimi crimini di  guerra commessi nel corso di 78 giorni di ininterrotti bombardamenti  "umanitari" contro la Repubblica Jugoslava. La procura del tribunale  dell&#39;Aja ha archiviato tutte le denuncie presentate contro la NATO, non  esitando a porre la giustizia inter-nazionale - e i diritti dell&#39;uomo -  al servizio delle potenze occidentali che hanno vinto la guerra e che  sostengono e fi-nanziano il tribunale. Mi sembra dunque ragionevole  denunciare il sistema dualistico della giustizia penale internazio-nale.  C&#39;&egrave; una giustizia su misura per le grandi potenze e le loro autorit&agrave;  politiche e militari. Dal 1946 a oggi non &egrave; mai stato celebrato un solo  processo, n&eacute; a livello nazionale, n&eacute; a livello internazionale, per i  loro crimini di aggressione. E c&#39;&egrave; una giustizia dei vincitori che si  applica agli sconfitti, ai deboli e ai popoli oppressi, con la  connivenza delle istitu-zioni internazionali, l&#39;omert&agrave; di larga parte  dei giuristi accademici e la complicit&agrave; dei mass media occidentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La strada, per lei, &egrave; quella piuttosto di una "alternativa mediterranea" - un mare metafora, prima che geografia. </strong><br /> Nell&#39;introduzione a un volume collettivo, dal titolo L&#39;alternativa  mediterranea, ho sostenuto che un'alternativa al trion-fo della &ldquo;guerra  globale&rdquo; potrebbe essere un processo di liberazione dell&#39;Unione Europea  dalla sua pluridecennale sud-ditanza agli Stati Uniti. A questo fine  sarebbe necessario il recupero del processo di Barcellona del 1995, che  puntava su una stretta collaborazione fra i paesi delle due sponde del  Mediterraneo. Soddisfatta una lunga serie di difficili con-dizioni, il  Mediterraneo potrebbe divenire un luogo di dialogo e incontro. Potrebbe  trasformarsi nel tavolo della pace fra l&#39;Occidente e il mondo islamico e  giocare un ruolo importante per l&#39;avvio di un processo di pacificazione  in Medio O-riente, con effetti rilevanti su scala globale. Oggi  l&#39;Europa, nella percezione diffusa degli europei e non solo nella  ideo-logia dei neocons statunitensi, &egrave; la periferia sud-orientale dello  spazio atlantico, mentre il centro &egrave; saldamente ancorato alla statua  della libert&agrave;. Ha una popolazione che &egrave; pi&ugrave; del doppio di quella  statunitense e quattro volte quella del Giap-pone. &Egrave; la prima potenza  commerciale del mondo e il suo prodotto interno lordo &egrave; pari a un quarto  del prodotto interno lordo mondiale. Ma sul piano politico e militare,  l'Europa &egrave; inesistente: &egrave; semplicemente la frontiera che separa  l&#39;emisfero occidentale dall&#39;oriente asiatico e dal mondo islamico. Ed &egrave;  sempre pi&ugrave; in ritardo sul quadrante di una storia contemporanea che  l&#39;energia distruttiva e innovativa del "nuovo mondo" spinge verso una  mutazione continua. La pace potrebbe essere favorita dalla capacit&agrave;  dell&#39;Europa di svolgere una funzione di equilibrio strategico in un  mondo che tenta di liberarsi dall&#39;unilateralismo imperiale degli Stati  Uniti e di darsi un assetto policentrico e multipolare. Si po-trebbe  sostenere che l&#39;ordine mondiale dipender&agrave; dalla capacit&agrave; dell&#39;Europa di  essere europea, e cio&egrave; sempre meno at-lantica e sempre meno occidentale:  un&#39;Europa orientata a svolgere un ruolo autonomo nel Medio Oriente e  nell&#39;Oriente asiatico. L&#39;emergere di grandi potenze regionali come  l&#39;India e la Cina rischia altrimenti di fare del Pacifico il nuovo  epicentro egemonico del mondo, emarginando ancora una volta l&#39;Europa, il  Mediterraneo e i loro valori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Nessuno parla dei contraccolpi di questo nuovo (dis)ordine  internazionale sulle nostre societ&agrave;. E invece dilaga, lei scrive, la  paura, "in una deriva di frustrazioni e solitudini che alimentano,  crescente, una domanda di protezione individuale" - un'evoluzione del  concetto di sicurezza da inclusivo a esclusivo. Un breve, intenso libro  ha definito queste guerre "l'Occidente contro se stesso". </strong><br /> La nozione di sicurezza sta profondamente cambiando nella percezione  emotiva degli europei, e degli italiani in partico-lare. La richiesta di  sicurezza &egrave; divenuta pi&ugrave; pressante che mai e ha mutato profondamente  motivazioni e rivendicazioni: da una versione "positiva" della richiesta  di sicurezza si &egrave; passati a una versione "negativa". Il termine &egrave;  sempre meno as-sociato ai legami di appartenenza sociale, alla  solidariet&agrave;, alla prevenzione, all&#39;assistenza, in una parola alla  sicurezza intesa come garanzia per tutti di trascorrere la vita al  riparo dall&#39;indigenza, dallo sfruttamento, dalle malattie e dallo  spettro di una vecchiaia invalidante e miserabile. Si tratta di un  drastico passaggio da una concezione della sicurezza come riconoscimento  dell&#39;identit&agrave; delle persone e della loro partecipazione alla vita  sociale a una concezione della sicu-rezza intesa come semplice difesa  poliziesca degli individui da possibili atti di aggressione e come  repressione e severa punizione della devianza. Occorrerebbe domandarsi,  assieme a Geminello Preterossi, autore del bel libro che lei ha cita-to,  che cosa rimane oggi dei valori, delle istituzioni, dell&#39;identit&agrave;  storica dell&#39;Occidente. In realt&agrave;, siamo in presenza di un processo  paradossale che rischia di distruggere, proprio in nome degli "interessi  vitali" dell&#39;Occidente, i valori e la stessa legittimit&agrave; della cultura  politica e giuridica occidentale. L&#39;uso sistematico della forza in  palese violazione del di-ritto internazionale sembra annunciare il  tramonto di una civilt&agrave; che ha sempre dichiarato di fondarsi - e in  parte si &egrave; fondata - sul diritto, l&#39;autonomia individuale, la tolleranza  religiosa, la libert&agrave; della ricerca, le istituzioni rappresentative. La  faccia potestativa e violenta dell&#39;Occidente - il suo universalismo  coloniale e imperiale, il suo delirio di onnipotenza - prevale su quella  relativista, garantista e liberale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Il libro si conclude con quattro diari di viaggio:  Afghanistan, Palestina, Colombia, Corea del Nord. Con un titolo che &egrave;  una citazione di Erasmo, dulce bellum inexpertis, la guerra &egrave; dolce a  chi non ne ha esperienza - ma un titolo che &egrave; anche, soprattutto, una  denuncia della "strategia intellettuale a sostegno della strategia  politica e militare" di cui lei in particolare, da filosofo del diritto,  accusa i giuristi. Coerente a uno dei pilastri della sua formazione,  Emmanuel Mounier - "l'apoliticit&agrave; &egrave; una diserzione morale". </strong><br /> In Occidente oggi nessuno pu&ograve; negare che l&#39;uccisione di un numero  incalcolabile di civili e di militari, il bombardamen-to a tappeto di  intere citt&agrave;, l&#39;imprigionamento, la tortura e l&#39;assassinio di centinaia  di persone accusate senza prove di essere militanti terroristi, la  devastazione della vita quotidiana di milioni di cittadini inermi sono  qualcosa di infinita-mente pi&ugrave; crudele e terrorizzante di quanto il  cosiddetto terrorismo internazionale ha fatto in questi ultimi decenni e  po-tr&agrave; fare in futuro. Se i giuristi accademici "al di sopra delle  parti" fossero meno sedentari e libreschi, e pi&ugrave; sensibili alle  sofferenze del mondo, forse potrebbero offrire alle nuove generazioni un  contributo di comprensione del "  tramonto glo-bale" che si profila minaccioso all&#39;orizzonte tra le fitte nubi della globalizzazione.</p></p>]]>
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<title>Haiti, il terremoto continua</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=709&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Padre Regino Mart&iacute;nez Bret&oacute;n &egrave; un gesuita di Haiti. Un uomo impegnato da  sempre per questo Paese che da anni occupa le ultime posizioni tra le  nazioni pi&ugrave; povere della terra. Padre Regino non conosce il linguaggio  della diplomazia. Lui lavora con 'Solidaridad Fronteriza' del servizio  rifugiati e migranti. Non ha il tempo di mettere merletti alle parole.  Per questo denuncia che: "L'umanit&agrave; &egrave; venuta a vedere la situazione di  Haiti a partire dal 12 Gennaio, ma la crisi haitiana non dura da sei  mesi, n&eacute; da due anni... bens&igrave; da secoli". Lamenta che la ricostruzione e  la costruzione non siano nemmeno cominciati e che il presidente  haitiano dichiari di aver ricevuto e amministrato finora due miliardi di  dollari a fronte del milione e 200mila abitanti colpiti dal sisma. Per  questo, Martinez Bret&oacute;n, dopo aver fatto comprendere le ragioni storiche  della fame di Haiti, chiede a viva voce che, insieme alla costruzione,  riprenda l&#39;attivit&agrave; agricola. Che finalmente ci sia un progetto  complessivo per rialzare questa povert&agrave; in ginocchio. La comunit&agrave;  internazionale non pu&ograve; permettersi di agire esclusivamente sull&#39;onda  emotiva e, pochi mesi dopo, dimenticare una tragedia che continua.</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceLink</p></p>]]>
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<title>Cosa accade ai bambini del quartiere più inquinato d'Italia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=708&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Accade  a Taranto, nel quartiere Tamburi, a due passi dall'Ilva. Non possono  giocare perch&eacute; i giardini pubblici sono inquinati da berillio  cancerogeno.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte PeaceLink - 20 luglio 2010 - di Alessandro Marescotti</p>
<p>"Che te ne pare?"</p>
<p>Il giornalista Fulvio Colucci mi annuncia che il Sindaco di Taranto,  Ippazio Stefano, sta organizzando un servizio di bus per portare i  bambini del quartiere Tamburi a Lido Azzurro, per andare al mare e fare  le vacanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img id="image-thumb14707" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.peacelink.it/editoriale/images/14707_a32139.jpg" alt="Il bosco di Lido Azzurro (Taranto)" width="220" height="165" /></p>
<p>Il bosco di Lido Azzurro (Taranto)Autore: Rosella Balestra<a href="http://www.peacelink.it/editoriale/a/32139.html" target="_blank">Chiudi</a></p>
<p>Il sindaco di Taranto infatti, con un'ordinanza, ha vietato l'accesso  ai giardinetti del quartiere Tamburi. L&igrave; c'&egrave; berillio. Un cancerogeno  potentissimo che supera i limiti di legge. Il berillio &egrave; stato rinvenuto  anche sul suolo dell'llva, come certificano le stesse analisi aziendali  del 2005-6.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma questo "generoso" impegno del sindaco verso gli sfortunati bambini  del quartiere tarantino, rischia di trasformarsi in una storia alla  Fantozzi.</p>
<p>Mi telefona infatti Rosella Balestra, del coordinamento Altamarea. A  Lido Azzurro c'&egrave; una pineta contaminata da amianto. Mi manda le foto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedete questa foto? E' proprio stata scattata pochi giorni fa a Lido Azzurro! "Bosco contaminato da rifiuti spaciali e amianto".</p>
<p>Poveri bambini del quartiere Tamburi, destinati a respirare il benzo(a)pirene della cokeria Ilva. Diventano <a href="http://www.peacelink.it/ecologia/a/27915.html" target="_blank">fumatori incalliti</a> a cinque anni perch&eacute; hanno inalato l'equivalente di cinquemila  sigarette; ma &egrave; una stima per difetto perch&eacute; si riferisce SOLO al  benzo(a)pirene e non anche a tutti gli altri IPA cancerogeni. Quando  giocano e si mettono le mani in bocca rischiano di contaminarsi da  berillio. E se vanno in vacanza a Lido Azzurro per non toccare il  berillio... cosa trovano? Un bel bosco contaminato da amianto.</p>
<p>Al peggio non c'&egrave; mai fine.</p></p>]]>
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<title>La politica del proprio orticello</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=707&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>"Chi &egrave; senza peccato scagli la prima pietra"</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://occhichesannoguardare.myblog.it/media/01/02/1286253730.jpg" alt="" width="220" height="179" />Dai libri di storia si deduce che nell'arte della guerra per fiaccare  e vincere il nemico &egrave; necessario frammentare ed isolare le sue forze.  In questo modo forze di pi&ugrave; modesta entit&agrave; sono in grado di attaccare e  gradualmente sconfiggere il nemico. Anche i sassi sanno che "l'unione fa  la forza," ma di questa logica vecchia quanto il mondo sembra che  l'arcipelago animalista non vuole trarne insegnamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo in Italia vi  sono circa 800 associazioni in qualche modo interessate al problema  degli animali e dell'ambiente. Un esercito di gente isolata che si muove  come in un'immensa diaspora senza la possibilit&agrave; di diventare una reale  forza sociale in grado di far riconoscere i diritti della causa in cui  crede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'assenza di una vera forza unificante va sicuramente attribuita alla  mancanza di una guida carismatica; alla mancanza di mecenati e quindi  di fondi, ma soprattutto va attribuito alla responsabilit&agrave; delle grandi  associazioni animaliste che si rifiutano di uscire dallo logica  dell'orticello per entrare nell'ottica del movente che &egrave; quello del bene  degli animali, della natura e, di conseguenza, dello stesso genere  umano. C'&egrave; in atto una vergognosa e congenita gelosia del proprio  simbolo, dei proprio operato, dei propri obiettivi come nel terrore di  non avere il monopolio o i diritti d'autore dell'iniziativa. Non solo  manca la collaborazione di fronte ad obiettivi comuni ma vi sono  associazioni che non aderiscono alle iniziative delle altre associazioni  se non possono esporre le loro bandiere o se l'iniziativa non porta  benefici alla loro associazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le grandi associazioni snobbano le piccole invece di cercare di aiutarle  nella crescita o di porsi intorno ad un tavolo per cercare di dar vita  ad un solo grande movimento animalista che raggruppi e rappresenti le  istanze anche dei piccoli movimenti. C'&egrave; chi &egrave; partito con sane  intenzioni ma poi ha fatto della causa animalista un trampolino di  lancio per le sue personali ambizioni. Vi sono associazioni la cui  principale preoccupazione &egrave; di chiedere versamenti agli associati. E c'&egrave;  anche chi strizza l'occhio a quelli dell'altra sponda. C'&egrave; chi &egrave;  riuscito a fare dell'attivit&agrave; animalista una notevole fonte di guadagno  che solo in parte utilizza a beneficio degli animali. C'&egrave; chi trova  nell'associazione una professione, chi una poltrona, chi un'immagine e  chi ancora un appagamento emotivo. C'&egrave; anche chi crede che per essere  buoni animalisti basta portar da mangiare ai gatti o a cani randagi; chi  darebbe la propria vita per il suo cagnolino e viene alle  manifestazioni impellicciata e chi dopo un meeting per i diritti degli  animali ingurgita pietanze a base di carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma ci sono, per fortuna, (ma sono in pochi) quelli che si adoperano  senza perdere di vista tutte le problematiche della causa. Tutti questi  personalismi non sarebbero gravi se a rimetterci non fossero sempre gli  animali. In fondo, come diceva Platone, "siamo soltanto uomini".Ma  questa mancanza di coerenza e questa assurda frammentazione del mondo  animalista, fa perdere di credibilit&agrave; agli occhi della gente e ci fa  escludere da qualunque palcoscenico dei mezzi di informazione. Nei  dibattiti televisivi i rari elementi che avrebbero la possibilit&agrave; di  dibattere con efficacia su argomentazioni di cultura animalista e  vegetariana vengono sistematicamente ignorati. Negli ultimi anni gli  unici a parlare di animali in Tv sono gli stessi e sporadici  presentatori, tipo Licia Col&ograve;, Rita Dalla Chiesa ecc. (meglio di niente)  che fanno e dicono quello che le onnipotenti industrie alimentari,  dell'abbigliamento, della chimica o della farmaceutica gli consentono  senza rischiare il posto, dando, come si suol dire, un colpo al cerchio  ed uno alla botte, cercando di non scontentare nessuno con la solita  solfa (che &egrave; la politica pi&ugrave; subdola e controproducente) che non bisogna  essere estremisti, che &egrave; necessario rispettare le idee altrui, che  occorre proteggere gli animali ma che &egrave; utile mangiare un po' di tutto e  cos&igrave; via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo modo si sta consegnando la causa animalista (che &egrave; costata e  costa lacrime e sangue a quanti da decenni lottano per i diritti degli  animali) ai vari Piero Angela, Garattini, Marcelletti, Gargiulo ecc. i  quali si guardano bene dal dire cose che potrebbero andare contro i loro  stessi interessi o le direttive di chi li paga perch&eacute; sanno che finch&eacute;  l'uomo sar&agrave; ammalato, cattivo ed ignorante avr&agrave; bisogno dell'apparato  medico con il suo sconfinato esercito che vive sulle malattie della  gente; ci sar&agrave; bisogno della Chiesa, che esiste per curare le malattie  dell'anima, e di tutte le forze di polizia preposte a neutralizzare la  cattiveria dell'uomo; cio&egrave; avremo bisogno dei centri di potere i quali  cercheranno in ogni modo di sopravvivere impedendo il diffondersi di  idee che possono mettere in pericolo la loro stessa esistenza. Manca la  consapevolezza che la causa animalista &egrave; la chiave di volta di un  processo evolutivo esistenziale che pu&ograve; essere risolutrice dei grandi  problemi del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vi pu&ograve; essere pace finch&eacute; l'uomo continuer&agrave; a convivere con l'idea  del sistematico sfruttamento e massacro dei nostri fratelli animali; non  vi potr&agrave; essere salute finch&eacute; non sar&agrave; eliminata dalle nostre tavole il  cibo che ci avvelena; non vi sar&agrave; miglioramento delle condizioni  ambientali finch&eacute; gli allevamenti intensivi inquineranno la terra,  l'acqua, l'aria, causando la distruzione delle foreste e la  desertificazione delle terre coltivabili; non vi sar&agrave; soluzione alla  fame nel mondo finch&eacute; i paesi del Nord obbligheranno il Sud a produrre  alimenti che servono ad ingrassare le nostre bistecche. Ma noi siamo  tiepidi e ci muoviamo solo in vista di vantaggi personali mentre  dovremmo strapparci i capelli al solo pensiero che a due passi da casa  nostra migliaia di nostri fratelli animali stanno agonizzando nelle  camere di tortura dei laboratori di sperimentazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovremmo inorridire all'idea che dietro l'angolo vi &egrave;, mostruosamente  attivo, un campo di sterminio legalizzato, un mattatoio. E la cosa pi&ugrave;  grave &egrave; che la nostra coscienza rischia di assuefarsi ai meccanismi  disumanizzanti della cultura antropocentrica volta dai centri di potere  politico, medico e religioso. E mentre ci perdiamo in chiacchiere, in  stupidi e sterili disquisizioni sui principi, centinaia, migliaia,  milioni di creature innocenti vengono sacrificati senza possibilit&agrave; di  scampo perch&eacute; quelli che dovrebbero tutelarli sperperano le loro risorse  per curare il proprio orticello piuttosto che far fronte unico per  l'esclusivo bene degli animali. Ma se la causa animalista &egrave; ferita, se  non riesce ad avere il peso e la dignit&agrave; che le compete per essere  incisiva, se non riesce a vincere nessuna battaglia (vedasi referendum  contro la caccia) le responsabilit&agrave; vanno sicuramente ricercate  nell'ambito della politica individualista operata finora dalle grandi  associazioni che pensano pi&ugrave; a lustrare il proprio simbolo che a  coordinare le forze nell'obiettivo comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E' una vergogna giocare con la vita degli animali. Chi non &egrave; in grado di  anteporre la "causa" alle proprie ambizioni personali farebbe meglio a  non dichiararsi animalista. Chi non vuole uscire dal parzialismo darebbe  maggior contributo facendosi da parte in modo da non danneggiare  ulteriormente la causa animalista. Noi siamo portatori di una nuova e  etica che supera di gran lunga la morale cattolica che limita il  sentimento dell'amore ai soli esseri umani. Noi che lottiamo contro ogni  violenza e contro ogni disarmonia abbiamo l'obbligo di comportarci di  conseguenza. Non possiamo depauperare le nostre forze nei personalismi  di una politica suicida; non possiamo cadere nella trappola della  frammentazione, che &egrave; quello che vogliono i nostri "nemici": come ci  giustificheremo davanti alla nostra coscienza e davanti alla Vita per  aver barattato il nostro ideale con le nostre ambizioni? Dobbiamo essere  uniti, concordi, fraterni, determinati, perch&eacute; da questo dipende non  solo la nostra credibilit&agrave; e la vita di milioni di nostri fratelli  animali ma la possibilit&agrave; di mettere le basi per un mondo migliore.</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Franco Libero Manco</strong></p></p>]]>
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<title>I dispiaceri della carne</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=706&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">Controlli insufficienti. Allevamenti  lager. Macellazioni clandestine. Ampio uso di farmaci. &Egrave; allarme per  quanto riguarda la qualit&agrave; della carne che finisce sulle tavole degli  italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo questo articolo far&agrave;  riflettere chi la carne la consuma e magari ignorava cosa c'&egrave; diestro a  quella bistecca che hanno appena mangiato, ma non sconvolger&agrave; di certo  chi ha scelto di non consumare carne cosciente non solo delle ragioni  sociali e di salute che sono affrontate in questo articolo &nbsp;ma anche  delle ragioni etiche che stanno dietro al rifiuto di carne e derivati. Non restiamo sconvolti davanti a dei  dati che conoscevamo gi&agrave;, davanti a quelle che non suonano come  rivelazioni ma come un elenco di mali che ruotano attorno all'industria  della carne, con conseguenze immediate sugli animali e sui consumatori. Questo &egrave; la carne. E molto di pi&ugrave;. Che vogliate  rendervene conto o meno, con questo avete a che fare ogni volta che ne  consumate, con uno dei pi&ugrave; grandi affari economici della storia con  buona pace degli allevatori, con infinite torture inflitte agli animali e  conseguenze anche per l'uomo e il suo ambiente.</p>
<p style="text-align: right;">prefazione di Laboratorio Antispecista<strong><br /></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2010/07/22/jpg_2131299.jpg" alt="" width="200" height="133" />Nel piatto c'&egrave; un filetto al sangue. O  una costata di maiale. O un pollo al forno che aspetta di essere  divorato. La forchetta &egrave; gi&agrave; a mezz'aria quando si affaccia un dubbio: <strong>ma in che percentuale, la carne macellata in Italia, viene controllata dai veterinari pubblici? </strong>Insomma: <strong>quanto possiamo essere certi che, nel cibo che stiamo mangiando, non siano contenute sostanze tossiche o comunque pericolose?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La prima risposta arriva da Francesca Martini, sottosegretario alla Salute:&nbsp;"<em>Il consumatore italiano pu&ograve; stare tranquillo&rdquo;</em>, garantisce,<em> </em>"<em>la sicurezza della filiera alimentare &egrave; assoluta, anche per la carne.  Tutti gli standard europei vengono rispettati. I nostri veterinari sono  un esempio di professionismo. </em><em>Dunque non c</em>'<em>&egrave; da preoccuparsi&rdquo;</em>.  O meglio: non ci sarebbe, se non si intrecciassero i dati dell'anagrafe  nazionale bovina, dell'Istat e dell'Unione nazionale avicoltura con le  statistiche del Piano nazionale residui, il programma ministeriale "<strong><em>di  sorveglianza sulla presenza, negli animali e negli alimenti di origine  animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero danneggiare la  salute pubblica&rdquo;.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><br /></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da questo intreccio di analisi escono  numeri poco entusiasmanti, scenari poco popolari. Nel 2009, ad esempio,  la percentuale dei controlli sui bovini macellati (in tutto 2 milioni  949 mila 828) ha riguardato 15 mila 803 capi, ed &egrave; stata pari allo 0,5  per cento. Dei 13 milioni 616 mila 438 suini macellati, invece, i  veterinari ne hanno controllati 7 mila 563, cio&egrave; uno striminzito 0,05  per cento. E ancora meno sono stati controllati gli 11 milioni 740 mila  quintali di volatili macellati (tra polli, tacchini, oche e  quant'altro), con un totale di 4 mila 316 verifiche e il record negativo  dello 0,03 per cento (inferiore agli standard imposti dalle direttive  Ue).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Il settore delle carni &egrave; una  polveriera, ne paghiamo ogni giorno le conseguenze, ma nessuno ha  interesse a sollevare la questione&rdquo;</em>, dice Enrico Moriconi,  presidente dell'Associazione veterinari per i diritti animali (Avda). Un  problema di prima grandezza, considerando che lo scorso anno gli  italiani hanno consumato in media 92 chili di carne a testa, e che per  il presidente di Assocarni Luigi Cremonini&nbsp;"<em>i consumi sono destinati a crescere&rdquo;.</em> Eppure l'opinione pubblica &egrave; serena:&nbsp;"<strong><em>La gran parte della popolazione continua a non chiedersi cosa pu&ograve; nascondere una bistecca&rdquo;</em></strong>, sostiene Moriconi: "<em>Al  massimo si agita quando scoppiano episodi di straordinaria gravit&agrave;:  come l</em>'<em>influenza aviaria nel 1999 e 2002, la cosiddetta mucca pazza nel  2001, o le carni suine irlandesi contaminate dalla diossina nel 2008</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Emergenze che la sanit&agrave; italiana ha  affrontato senza sbandamenti, va riconosciuto, adeguandosi velocemente  ai protocolli internazionali. Ma la comune origine di questi allarmi &egrave;  rimasta identica: "<em>Una zootecnia suicida basata sugli allevamenti intensivi</em>", la chiama Roberto Bennati, vicepresidente della Lega antivivisezione (Lav). "<em>Una strategia industriale che, partita dagli Stati Uniti nel dopoguerra, &egrave; arrivata in Europa travolgendo regole e tradizioni</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anno dopo anno, ettaro dopo ettaro, al posto dei pascoli si sono imposti capannoni "<em>dove  gli animali vivono in condizioni di sovraffollamento, immersi  nell</em>'<em>inquinamento dei loro stessi escrementi (pregni di ammoniaca per i  bovini, e metano per il pollame), con limitate possibilit&agrave; di movimento e  reiterati bombardamenti farmacologici</em>". Non importa che anche la Food and agricolture organization, a nome delle Nazioni Unite, definisca queste strutture "<strong>un vivaio di malattie emergenti</strong>".  Malgrado la crisi, l'industria italiana delle carni nel 2009 ha  fatturato 20,5 miliardi di euro. Ed &egrave; una cifra che colpisce, oltre che  per dimensioni, per il confronto con la quantit&agrave; di bestiame che muore  all'interno delle nostre aziende zootecniche. "<em>Nel 2008&Prime;</em>, documenta la Lav, "<em>sono  morti in Piemonte 20 mila 700 bovini allevati. In Veneto sono arrivati a  quota 24 mila 433. In Emilia Romagna ne hanno contati 18 mila 217 e in  Lombardia 67 mila 996. &Egrave; accettabile questo cimitero? E chi pu&ograve; dire, in  buona fede, che non bisogna allarmarsi?</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Discorsi scivolosi, comunque li si  prenda. Non soltanto nel campo dei bovini, e non solo sul fronte della  salute in senso stretto. Dice Nino Andena, presidente dell'Associazione  italiana allevatori (Aia): "<em>Siamo arrivati al punto che stanno meglio gli animali negli allevamenti, che gli esseri umani nelle loro case&hellip;</em>".  E verrebbe da credergli, tanta &egrave; la disponibilit&agrave; con cui presenta la  zootecnia moderna. Ma poi uno arriva a Colombaro di Formigine, provincia  di Modena, e trova una realt&agrave; come quella della Societ&agrave; agricola  Colombaro. "<em>Qui cresciamo 20 mila suini</em>", mostra stalla per  stalla il titolare Domenico Bellei. E non &egrave; un bello spettacolo: ecco  cinque maialini schiacciati, durante lo svezzamento, in ogni metro  quadro; eccone altri quattro in un metro quadro tra i 70 e i 180 giorni  di vita; ecco, ancora, gli 80 centimetri pro capite nei quali si trovano  i suini all'ingrasso. E mentre una fila di bestie urlanti sale sul  rimorchio che le porter&agrave; a diventare porchetta, Bellei fa un  ragionamento schietto: "<strong><em>Anche noi preferiremmo allevare  maiali con altri criteri, pi&ugrave; rispettosi del loro benessere. Ci abbiamo  pure provato, ma prevalgono le esigenze commerciali. Cos&igrave; rispettiamo le  regole ed evitiamo le ipocrisie: se gli italiani pretendono l</em></strong>'<strong><em>etica da  noi allevatori, accettino che i prodotti siano pi&ugrave; cari. Altrimenti &egrave;  soltanto teoria&hellip;</em></strong>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Parole condivisibili, per certi versi:  ma anche incomplete. C'&egrave; molto altro, infatti, da dire sull'esistenza  intensiva dei maiali. Per esempio che i tecnici dell'Autorit&agrave; europea  per la sicurezza alimentare (Efsa), hanno presentato nel 2009  un'indagine sulla salmonella nei suini da riproduzione. E il risultato,  accolto dal silenzio pneumatico dei mass media, &egrave; che il batterio  risulta presente nel 51,2 per cento degli allevamenti italiani (superati  dalla Spagna con il 64 per cento, l'Olanda con il 57,8, l'Irlanda con  il 52,5 e il Regno Unito con il 52,2). "<em>Quanto basta per ribadire che la carne, fuori e dentro l</em>'<em>Italia, &egrave; un vettore di rischio</em>", dice la biologa Roberta Bartocci.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E lo scenario non cambia, aggiungono gli animalisti, spostandosi dai suini al pollame. "<em>Sempre l</em>'<em>Efsa</em>", spiegano, "<em>ha  concluso uno studio sulle carcasse dei polli da carne, e la scoperta &egrave;  che nel 2008 il 49,6 per cento dei campioni italiani era affetto da  campylobacter (un batterio che, in caso di cottura non completa della  carne, pu&ograve; provocare forti dolori addominali, febbre e diarrea), mentre  il 17,4 mostrava tracce di salmonella&rdquo;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>La verit&agrave;</em>", segnala il  responsabile dell'Unit&agrave; operativa igiene degli allevamenti piemontesi  Gandolfo Barbarino (membro anche delle commissioni ministeriali per il  farmaco veterinario e i mangimi), "<em>&egrave; che nel settore carni ci vorrebbe pi&ugrave; trasparenza</em>".  A partire dal famoso Piano nazionale residui, che dovrebbe individuare  le sostanze illegali somministrate al bestiame per prevenire i malanni e  velocizzarne la crescita. "<em>Nel 2009&Prime;</em>, racconta Barbarino, "<em>su  33 mila 552 campioni analizzati, &egrave; risultato positivo appena lo 0,22  per cento. Ma non c</em>'<em>&egrave; da festeggiare. Il problema &egrave; che i riscontri si  basano sulle analisi chimiche di fegato, carni, sangue e urine. E chi  pratica il doping, in questo campo, ha raggiunto livelli di tale  raffinatezza da sfuggire ai controlli</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per i bovini la procedura &egrave; semplice e rigorosa, spiega un allevatore campano dietro promessa di anonimato: "<em>Prima di tutto i trattamenti avvengono il venerd&igrave;, perch&eacute; nel fine settimana i dopanti fanno in tempo a diventare invisibili&rdquo;</em>. Si tratta di cocktail che contengono "<em>dieci, dodici sostanze proibite: in dosi ridotte ma con effetti esplosivi</em>". Nei primi due mesi, prosegue l'allevatore, "<strong><em>per  far crescere alla svelta gli animali si d&agrave; estradiolo con testosterone o  nandrolone. Poi si passa ai beta agonisti, che favoriscono la  diminuzione del grasso, fino alla vigilia della macellazione. E  nell</em></strong>'<strong><em>ultimo periodo, utilizziamo i cortisonici per aumentare la  ritenzione idrica e definire al massimo la massa muscolare</em></strong>". Tutto con la certezza dell'impunit&agrave; totale, precisa: "<em><strong>Perch&eacute; &egrave; vero che ci sono i controlli, ma altrettanto vero &egrave; che pochi veterinari hanno voglia di discutere con la camorra</strong></em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo, spiegano gli addetti  ai lavori, non bastano i 6 mila 500 veterinari in forza alle pubbliche  amministrazioni (dei quali 5 mila 787 nelle Aziende sanitarie locali) a  garantire la sicurezza delle carni italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Il malaffare e l</em>'<em>opacit&agrave; mettono a dura prova qualunque sorveglianza</em>",  dice il biologo Pierluigi Cazzola, responsabile a Vercelli  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs). Basti pensare al  documento riservato, e non ufficiale, che il ministero della Salute ha  discusso il 19 maggio con esponenti dei carabinieri, dell'Istituto di  zooprofilassi e dell'Istituto superiore di sanit&agrave;. "<em>Al centro dell</em>'<em>attenzione, c</em>'<em>era la tabella del ministero con i farmaci prescritti agli animali d</em>'<em>allevamento</em>", spiega un testimone. "I<em>n  particolare, si &egrave; chiesto alle Regioni di specificare quante volte nel  2009 i veterinari avessero legalmente permesso agli allevatori di  utilizzare sostanze delicate per la salute animale (e quindi umana) come  gli ormoni. </em>"<em>L</em>'<em>esito, poco credibile, &egrave; che in Emilia Romagna su 46  mila 383 prescrizioni ordinarie non &egrave; risultato nessun caso. Idem per la  Sicilia, su un totale di 9 mila 641 prescrizioni. Per non parlare di  Lombardia, Liguria, Campania, Calabria, Basilicata, Veneto, Friuli e  Sardegna, che scaduti i termini di consegna non avevano ancora inviato i  dati</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo clima, viene da pensare, tutto  &egrave; possibile: non solo dentro i capannoni intensivi, ma anche nei  pascoli di montagna. Raccontano gli allevatori abruzzesi onesti, ad  esempio, che le loro parti non sono esenti da illegalit&agrave;: "<em>Si tratta</em>", spiega uno di loro, "<em>delle marche auricolari, i sigilli che per gli animali equivalgono a carte d</em>'<em>identit&agrave;</em>". Un tempo erano targhe metalliche, difficilmente trasferibili da una bestia all'altra. "O<em>ggi  invece sono di plastica, si staccano senza problemi, e vengono  applicate alle bestie straniere, importate di nascosto ed escluse dal  circuito sanitario</em>". Oppure, dice un altro allevatore, "c'&egrave; chi le  marche auricolari non le mette proprio, allevando anche animali malati&rdquo;.  E non sono notizie per sentito dire. Per verificarlo basta salire fino  ai pascoli di Pratosecco, sopra al comune di Camerata Nuova, e osservare  un branco di circa 300 vacche. La maggioranza dei capi, va  sottolineato, ha regolari marche. Altri, invece, no. "<em>Il problema &egrave;  capire di chi sono questi animali&rdquo;, spiega Massimiliano Rocco di Wwf  Italia, presente al sopralluogo, </em>"<em>e poi catturarli: tracimano ovunque,  dai prati ai boschi, in un circuito di illegalit&agrave; che parte dall</em>'<em>estero e  arriva al nostro territorio</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Certo: non sbaglia Fran&ccedil;ois Tomei, direttore di Assocarni, quando sostiene che nel suo settore "<em>il numero di controlli ufficiali in Italia &egrave; superiore a quello di qualsiasi altro Paese</em>". E fa bene a ricordare che "<em>la filiera italiana ha un prodotto con caratteristiche organolettiche e nutrizionali particolarmente elevate</em>". Ma non &egrave; ancora sufficiente, a chiudere il discorso: "<em>A tutelare i consumatori, sarebbe utile anche un</em>'<em>Agenzia per la sicurezza alimentare</em>", dice la senatrice Colomba Mongiello (Pd), "<em>ma il governo ha pensato di inserirla tra gli enti inutili</em>".  Ora, spiega, si &egrave; arrivati a una probabile retromarcia, ma se anche  l'Agenzia dovesse partire mancherebbero gli indispensabili decreti  attuativi: "<em>La sensazione &egrave; che, in un Paese che mal tollera i controllori, non sia un ritardo casuale</em>".  Quanto al fronte estero, e al rischio che i nostri confini siano  attraversati da bestiame malato, o in ogni caso fuori controllo, &egrave; utile  leggere i regolamenti comunitari. Soltanto cos&igrave;, infatti, si apprende  che in Europa i controlli spettano alle nazioni che esportano bestiame,  mentre gli Stati riceventi possono giusto svolgere "controlli per  sondaggio e con carattere non discriminatorio&rdquo;. Un obbligo che limita  l'eccellente rete dei nostri Uffici veterinari per gli adempimenti degli  obblighi comunitari (Uvac) e dei Posti di ispezione frontaliera (Pif). "Ma soprattutto&rdquo;, commentano i veterinari, "<em>fa guardare con sospetto al lungo elenco di nazioni che non segnalano alcuna positivit&agrave; delle loro bestie alle sostanze proibite</em>".  Tra queste, recita la tabella disponibile del 2007, Bulgaria,  Danimarca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Romania,  Slovenia, Repubblica slovacca e Svezia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui, il baratro delle macellazioni clandestine. "<em>Di recente</em>", dicono al Wwf Italia, "<em>&egrave;  arrivato sui nostri tavoli un dettagliatissimo documento sul ciclo  illecito degli scarti di macellazione in Campania, Basilicata e Puglia</em>".  Quattro pagine anonime in cui si spiega come pezzi di animali a rischio  non vengano eliminati dopo la macellazione, ma rientrino nel sistema  alimentare sotto la guida di organizzazioni criminali. Un'ipotesi da  approfondire, anche perch&eacute; in linea con quanto accaduto in Italia nel  2009. Lo scorso febbraio, per dire, il Nucleo anti sofisticazioni dei  carabinieri (Nas) ha sequestrato 18 tonnellate tra carne e prodotti di  origine animale: non solo trovati in pessimo stato di conservazione, ma  privi della bollatura sanitaria. "<em>Nell</em>'<em>occasione&rdquo;</em>, hanno scritto le agenzie di stampa, "<em>sono  stati individuati 102 centri di macellazione clandestina, con 113  persone denunciate per il mancato rispetto delle norme igieniche e la  non corretta tenuta dei capi animali da parte degli allevatori&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br /></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perch&eacute; non stupisce una comunicazione riservata del Nucleo agroalimentare e forestale (Naf), nella quale si spiega che "<em>le macellazioni clandestine interessano</em> (in Italia, ndr) <em>circa 200 mila bovini, che spariscono ogni anno dagli allevamenti ad opera della malavita</em>".  Non c'&egrave; controllo che tenga. Non c'&egrave; multa che scoraggi. I dispiaceri  della carne abbondano, anche se nessuno pare allarmarsi. "Per questo&rdquo;,  dice Walter Rigobon, membro della segreteria nazionale di Adiconsum  (Associazione in difesa di consumatori e ambiente), abbiamo stretto un  accordo in provincia di Treviso con il consorzio Unicarve e i  supermercati Crai&rdquo;. Di fatto, spiega, "garantiamo ai consumatori carne  che abbia una tracciabilit&agrave; totale: dalla nascita dell'animale fino al  banco vendita&rdquo;. L'iniziativa si chiama "Scrigno della carne&rdquo;: "Perch&eacute; la  salute &egrave; un bene prezioso&rdquo;, dice Rigobon. Anche pi&ugrave; del business.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <strong>L'Espresso</strong> - 22 luglio 2010 - Articolo di <strong>R. Bocca</strong></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
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<p><strong>Videoinchiesta al sangue - </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/25562915" target="_blank">http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/25562915</a></p>
<p class="p1">Viaggio nel mondo degli allevamenti dove &nbsp;suini e bovini  vengono macellati senza controlli sanitari, il pollame vive in  condizioni igeniche inesistenti, animali pronti a finire nel piatto dopo  essere diventati un potenziale rischio per la salute</p>
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<p><span style="color: #800000;"><strong>Sempre pericolose, non sempre vietate</strong></span></p>
<p>Ecco le principali sostanze a rischio nel settore carni</p>
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<p><strong>Tirestatici</strong> <br /> Vietati.  Cancerogeni, utili per aumentare la ritenzione di acqua nei tessuti,  sono stati i primi a sollecitare l'intervento delle autorit&agrave; per la loro  pericolosit&agrave;. Formalmente non dovrebbero essere usati, ma c'&egrave; un  commercio illegale: costano poco e rendono molto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ormoni femminili e maschili<br /> </strong>Vietati. Vengono  somministrati per aumentare negli animali la produzione di proteine,  cio&egrave; di muscolo. Si legano ai recettori presenti a livello muscolare e  possono passare, sia pure a dosi minime, nel cibo umano. C'&egrave; il rischio  che provochino, nelle persone, malformazioni all'apparato genitale e  forme tumorali. Sono state descritte sindromi di ginecomastia, sviluppo  prepuberale del seno, poi scomparse con l'abolizione della carne dalla  dieta. Possono creare problemi di tossicit&agrave; cronica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Beta agonisti</strong> <br /> Vietati. Favoriscono la produzione di  molecole proteiche, muscolari, a svantaggio di quelle adipose. Possono  legarsi alle proteine ed entrare, a dosi bassissime, nell'alimentazione  umana. L'accumulo pu&ograve; collaborare a peggiorare forme cardiache e  polmonari, ma anche predisporre a forme tumorali.<br /> Cortisonici  Permessi, ma soggetti a un uso sotto controllo medico veterinario.  Favoriscono la ritenzione di acqua e aiutano a conservare l'aspetto  florido degli animali quando finisce l'effetto delle altre sostanze. A  livello umano, posso incidere sul funzionamento dei reni e sono  pericolosi per chi soffre di cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ormone della crescita<br /> </strong> Vietato. Si inocula nella vena  mammaria per far produrre maggiori quantit&agrave; di latte alle bovine. Non  sono ancora note le conseguenze sulla salute umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antibiotici</strong> <br /> Permessi. L'irregolarit&agrave; &egrave; legata  all'eccessiva somministrazione, soprattutto per favorire la crescita in  peso degli animali. Si stima che il 50 per cento degli antibiotici sia  consumato dagli animali in Europa, e pi&ugrave; del 70 per cento negli Usa. Le  conseguenze sull'uomo sono pericolose forme di resistenza agli  antibiotici.</p>
<!-- OAS_RICH('Middle'); // -->
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metalli pesanti</strong> <br /> Permessi. Usati o come appetizzanti, aggiunti ai mangimi o anche per  aumentarne la densit&agrave; e diminuirne le perdite come polvere. Una parte  rimane fissata nei muscoli e arriva nei piatti. La conseguenza per la  salute umana &egrave; un sovraccarico renale. A forti concentrazioni, sono  tumorali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mix di sostanze chimiche<br /> </strong> I veterinari stimano che,  nell'arco di due anni, un bovino ingerisca circa cinque chili di materia  chimica sotto varie forme. In parte &egrave; contenuta nei mangimi  (addensanti, coloranti, conservanti, ecc.). Le conseguenze sull'uomo  dipendono dal tipo chimico della molecola. Ad esempio, l'urea aggiunta  al cibo dei bovini per risparmiare, favorirebbe lo sviluppo della  salmonella, che pu&ograve; passare alle persone per mancanza di igiene. O per  carni poco cotte.</p></p>]]>
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<title>La clinica "Animal House" - Montichiari (BS)</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=704&amp;user=2432</link>
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<![CDATA[<p><p>La clinica veterinaria &ldquo;Animal House&rdquo; di Montichiari &egrave; una clinica privata aperta 7 giorni su 7.<br />Essa &egrave; composta da due edifici : uno funge da clinica e l'altro per la vendita di volatili e cucciolo di cane e gatto.<br />Dalle testimonianze raccolte &egrave; emerso come essa funziona veramente.<br />Nel primo edificio gli animali vengono ricoverati anche quando non si presenta la necessit&agrave; e tenuti in gabbie piccolissime in condizioni igieniche pessime che hanno portato alla morte di alcuni di essi.</p>
<p><br />I veterinari, inoltre, affermano che non &egrave; necessario far visita ai propri animali poich&eacute; essi non sentono il trascorrere e neppure la mancanza dal proprio padrone, in questo modo nessuno sa cosa accade realmente. Alcune persone hanno invece insistito per poterli andare a trovare durante il periodo di degenza e questo in alcuni casi li ha salvati, in altri non &egrave; servito. E' servito per&ograve;, per accorgersi che qualcosa non va come dovrebbe ci&ograve; ha spinto alcune persone ad approfondire.</p>
<p><br />Si &egrave; scoperto infatti, che in realt&agrave; molti di essi non sono morti per i motivi indicati dai veterinari, ma per le condizioni inospitali e come affermano molti i &ldquo;metodi poco ortodossi&rdquo; utilizzati dagli stessi che si mostrano spesso poco disponibili e forniscono inoltre informazioni insufficienti ed in maniera seccata.<br />In una testimonianza una persona ha annunciato: &rdquo;notavo che nelle gabbie erano tenuti altri animali in spazi incredibilmente piccoli. Ricordo che sul pavimento davanti alle gabbie, vi era un cane moribondo che mi dicevano essere stato azzannato da un altro animale. Inoltre la stanza non era per nulla arieggiata, era molto umida e vi faceva un caldo terribile.&rdquo; Un'alta ancora ha dichiarato di non aver avuto il certificato di morte, ma di averlo avuto solo dopo l'arrivo delle autorit&agrave; competenti; o ancora un cane &egrave; stato operato a causa di un tumore, ma i padroni scoprivano solo in seguito, grazie al proprio veterinario, che il tumore non era stato asportato.</p>
<p><br />Oltre ci&ograve; &egrave; venuta alla luce un'altra verit&agrave; scioccante: gli animali deceduti, vengono tenuti ammassati in freezer a pozzetti, quando invece al pubblico viene fatta pagare una grossa somma per lo smaltimento della carcassa (170 euro), sostenendo che la legge vieta di portarla a casa. Tuttavia non esiste alcuna legge che lo impedisce.</p>
<p><br />Come si suol dire, poi, &ldquo;oltre al danno la beffa&rdquo; poich&eacute; la degenza viene pagata 27 euro al giorno pi&ugrave; iva, la visita 60 euro, oltre alle grosse somme per operazioni, esami &ldquo;clinici&rdquo; ed eventuale smaltimento della carcassa. La padrona di un malcapitato cane ha dichiarato di non capire questa differenza di opinioni e di trattamento tra questa clinica improntata solo sul denaro e quella che abitudinariamente frequento, basata invece sulla cura degli animali. Viene spesso altroch&egrave; proposto di effettuare l'autopsia (800 euro).</p>
<p><br />Nella seconda ala dell'edificio come gi&agrave; accennato si effettua la vendita dei cuccioli, ovviamente muniti di pedegree.<br />Ebbene anche questi sono tenuti in gabbie poco pulite, ed essendo situate all'interno, cuccioli e volatili fino a quando non ci sar&agrave; qualcuno disposto a pagare quelle cifre esorbitanti per tirarli fuori. Solo allora vedranno la luce del sole. <br />Un signore afferma di aver comprato un cane di razza boxer, che come tutti gli altri aveva il pedegree; si accorgeva solo in seguito che il cucciolo aveva dei problemi ai testicoli.</p>
<p><br />Essi per&ograve;, non sono gli unici, poich&eacute; in un'altra ala della struttura sono presenti altri cani, i cosiddetti &ldquo;da riproduzione&rdquo;. Questi non sono pi&ugrave; in gabbie, ma addirittura in celle, ovvero minuscole stanze ove potrebbero stare al massimi tre persone in piedi, costruite in muratura,con una porta di legno la quale ha nella parte alta una griglia delle dimensioni di un mattone o poco pi&ugrave;. In ogni stanza risiede una coppia di cani o semplicemente uno solo.</p>
<p><br />Ma non &egrave; tutto l'ultima di queste che ha dimensioni un poco superiori alle altre ci sono circa una decina di piccoli cani, probabilmente barboncini. Ebbene essi sono rasati, ma la cosa pi&ugrave; scioccante &egrave; che quando la porta della loro cella viene aperta, al solo sguardo minaccioso dell'addetto, essi impauriti si bloccano sulla soglia e rientrano. In questa struttura inoltre fa molto freddo e si ipotizza che ci sia una parte sotterranea in cui l'entrata al pubblico &egrave; proibita, sebbene sulla porta &egrave; riportata la scritta: &rdquo;toelettatura&rdquo;.</p>
<p><br />Ebbene qualche tempo fa la guardia forestale ha sequestrato a &ldquo;Green Hill&rdquo; pi&ugrave; di 400 cani non di razza Beagle ma provenienti dalla suddetta clinica. Ed &egrave; cosi che &ldquo;Animal House&rdquo; si cela di mistero che cercheremo in tutti i modi di portare alla luce.<br /> <br />L'articolo &egrave; stato scritto con lo scopo di lanciare un appello per chiunque avesse da testimoniare ai fini di avere un numero tale di queste ultime da poter essere presi in considerazione da chi &egrave; di competenza. I nomi delle persone che raccontano le loro esperienze non sono importanti ai fini dell'identificazione, ma esclusivamente per elevare il numero di queste che sono di estrema importanza.<br /><br /></p>
<p>Treccani Vanessa con il preziosissimo ed indispensabile aiuto di Gallazzi Alessandro</p></p>]]>
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<title>Uscita numero 1 - Estate 2010 della pubblicazione vegana - antispecista "Veganzetta"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=700&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><a href="http://www.scribd.com/doc/34707352/Veganzetta-Numero-1-Estate-2010" title="View Veganzetta Numero 1 Estate 2010 on Scribd" target="_blank">Veganzetta Numero 1 Estate 2010</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>22 luglio 2010 &ndash; Treviso, Italia &ndash; il giorno 22 luglio 2010 inizia la distribuzione del numero 1-estate 2010 di &ldquo;Veganzetta&rdquo;, giornale vegano e antispecista a distribuzione gratuita, in tutta Italia.<br /><br />LE NOVITA' DELLA NUOVA VEGANZETTA<br />Il numero 1 &ndash; Estate 2010 rappresenta un nuovo corso per il giornale: la Veganzetta &egrave; infatti stata registrata come testata giornalistica, la Redazione si &egrave; ingrandita e si &egrave; dotata di una Direttrice Responsabile, la grafica del giornale ha subito dei cambiamenti e delle migliorie per favorirne la leggibilit&agrave;, le pagine del giornale sono raddoppiate (da 2 a 4), e l'Editore Responsabile della testata &egrave; ora l'associazione antispecista Campagne per gli animali che ne permette la distribuzione gratuita.<br />La pubblicazione del giornale avverr&agrave; con cadenza quadrimestrale.<br /><br />La Veganzetta pertanto diviene il giornale ufficiale dell'associazione Campagne per gli animali.<br /><br />La Veganzetta continuer&agrave; ad essere distribuita gratuitamente e apre ufficialmente la campagna abbonamenti 2010. Chi desidera ricevere il giornale cartaceo direttamente al proprio domicilio in abbonamento dovr&agrave; semplicemente aderire al tesseramento a Campagne per gli animali scaricando l'apposito modulo al seguente indirizzo: <a href="http://www.campagneperglianimali.org/doc/scheda-iscrizione-ca-web.pdf" target="_blank">www.campagneperglianimali.org/doc/scheda-iscrizione-ca-web.pdf</a> o facendone esplicita richiesta via email scrivendo a: <a href="mailto:info@campagneperglianimali.org" target="_blank">info@campagneperglianimali.org</a> o <a href="mailto:info@veganzetta.org" target="_blank">info@veganzetta.org</a> oppure via fax al numero 0422 1830130<br /><br />La Veganzetta prevede due versioni: una web in formato PDF, ed una cartacea in formato A3 distribuita sul territorio nazionale.<br /><br />INTERNET<br />Per scaricare la versione web in formato PDF (Acrobat Reader) visitare la pagina: <a href="http://www.veganzetta.org/?page_id=14" target="_blank">www.veganzetta.org/?page_id=14 </a><br />Per leggere online la versione web visitare il sito internet: <a href="http://www.scribd.com/veganzetta" target="_blank">www.scribd.com/veganzetta</a><br /><br />La &ldquo;VEGANZETTA&rdquo; nasce come pubblicazione amatoriale rivolta al vasto pubblico dei non vegetariani o vegani, con notizie ed informazioni, ma anche a chi &egrave; gi&agrave; vegano ed intende approfondire determinati argomenti. Proprio il veganismo ed il pensiero antispecista, intesi come basi etiche necessarie per affrontare e tentare di risolvere il problema dello sfruttamento degli animali e del pianeta da parte della specie umana, saranno le tematiche che la rivista si prefigge di divulgare, analizzare ed approfondire, alla ricerca di un confronto con i lettori che vorranno contribuire alla crescita dell'iniziativa. Il formato &egrave; quello del quotidiano, ispirato alle pubblicazioni degli anni '20 del &lsquo;900.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Ca- Campagneperglianimali</p></p>]]>
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<title>Aiutaci a porre fine alla mortalità materna in Africa!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=699&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Una madre con suo figlio in Burkina Faso</p>
<p>&copy; Amnesty  International</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/a/e/1/D.08fabccbe0be0e649438/MM_Burkina_200.jpg" alt="Una madre con suo figlio in Burkina Faso &copy; Amnesty International" width="220" height="226" />La maggior parte  delle donne che muoiono durante la gravidanza e il parto sono tra le pi&ugrave;  povere ed emarginate della societ&agrave;.</p>
<p><br />A queste donne viene negato  l'accesso alle cure mediche, vengono sottoposte a mutilazioni genitali  femminili e costrette a matrimoni precoci e non hanno il diritto di  decidere se e quando avere figli. Nella maggior parte dei casi, le morti  materne possono essere evitate.<br /><strong class="userFormat1">&nbsp;</strong><br />L'Unione  Africana (UA) ha messo in atto politiche di contrasto alla mortalit&agrave;  materna e alla morbilit&agrave; in Africa, come la Dichiarazione di Abuja su  Hiv/Aids, tubercolosi e altre malattie infettive.</p>
<p><br />Questi impegni  hanno il potenziale di cambiare le vite di milioni di donne e ragazze  in tutto il continente. Tuttavia, sono molti di pi&ugrave; i bisogni che devono  essere soddisfatti per realizzare questi impegni.</p>
<p><br />In occasione  del Summit dell'UA (19-27 luglio a Kampala, Uganda) Amnesty  International chiede agli stati africani di porre la necessaria  attenzione al tema della salute materna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.amnesty.org/en/appeals-for-action/help-stop-maternal-deaths-africa" target="_blank"><img class="BLOBVAlignMiddle" style="border: 0pt none;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/4/2/5/D.97399da267377812a19d/pulsante_firma_appelli.png" alt="Firma l'appello" width="170" height="31" /></a><span>&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Agli Stati  dell'Unione Africana<br />&nbsp;<br />Egregi Presidenti/Capi di stato,<br />&nbsp;<br />Accogliamo  positivamente la decisione dell'Unione Africana (UA) di affrontare la  questione della salute materna in Africa durante il prossimo Summit dei  Capi di stato dell'UA che si svolger&agrave; dal 25 al 27 luglio 2010 a  Kampala, in Uganda.<br />&nbsp;<br />Attraverso la campagna globale "Io pretendo  dignit&agrave;", che denuncia e combatte le violazioni dei diritti umani che  rendono le persone povere, Amnesty International lavora per porre fine  alle violazioni dei diritti umani che sono alla base della mortalit&agrave;  materna e della morbilit&agrave;. La maggioranza delle donne che muore per  complicazioni collegate alla gravidanza e al parto sono tra le pi&ugrave;  povere ed emarginate. Muoiono perch&eacute; non hanno accesso alle cure mediche  o perch&eacute; non possono decidere se e quando avere una gravidanza. Nella  maggior parte dei casi le morti materne potrebbero essere evitate.<br /><br />Amnesty  International ha condotto una ricerca sulle violazioni dei diritti  umani che causano la mortalit&agrave; materna e la morbilit&agrave; in Sierra Leone e  in Burkina Faso. Nei due rapporti pubblicati, l'Organizzazione ha messo  in rilievo le barriere che le donne affrontano per accedere alle cure  per la salute materna - barriere che costituiscono una violazione dei  diritti umani delle donne - e sottolineato la mancanza di controllo e  assunzione di responsabilit&agrave; degli stati verso queste violazioni.<span><br />&nbsp;<br />Nonostante le diverse iniziative e politiche adottate  dall'UA per affrontare questi problemi, continuano a esistere delle  falle nella realizzazione degli impegni presi dagli stati africani, per  questo alla luce del prossimo Summit, Vi esortiamo a dare  all'eliminazione della mortalit&agrave; materna l'attenzione che merita e  riteniamo di cruciale importanza affrontare i seguenti punti:<br />&nbsp;<br />-&nbsp;&nbsp;  combattere la discriminazione e porre fine alle tradizionali pratiche  dannose, tra cui le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci  che aggravano il rischio di mortalit&agrave; materna e morbilit&agrave;;<br />&nbsp;<br />-&nbsp;&nbsp;  migliorare la salute e i diritti sessuali e riproduttivi per tutte le  donne africane;<br />&nbsp;<br />-&nbsp;&nbsp; affrontare la questione delle barriere  economiche alla salute materna per le donne pi&ugrave; povere;<br />&nbsp;<br />-&nbsp;&nbsp;  rafforzare i meccanismi di controllo e responsabilit&agrave; per fornire alle  persone un'adeguata riparazione nei casi di violazioni.<br /><br />Crediamo  che l'Unione Africana possa fare la differenza rispetto al diritto alla  salute delle donne africane e alla riduzione della mortalit&agrave; materna e  morbilit&agrave; in Africa. Contiamo su di voi!</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span><span>fonte Amnesty International<br /></span></span></p></p>]]>
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<title>Alle isole Faer Oer (Danimarca) 236 globicefali uccisi a coltellate</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=698&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="1faeroer-piccola" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/07/1faeroer-piccola.JPG" alt="1faeroer-piccola" width="200" height="173" /><strong>Fonte: blogeko.it</strong><em> - </em>La mattanza dei globicefali alle isole  Faer Oer &ndash; regione autonoma del Regno di Danimarca, Unione Europea &ndash; &egrave;  stata documentata da un esponente dell&rsquo;associazione Sea Shepherd in  un&rsquo;azione sotto copertura.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luned&igrave; gli abitanti delle Faer  Oer hanno ucciso a coltellate 236 cetacei</strong>. Le foto sono state  diffuse non appena Peter Hammarstedt &ndash; colui che le ha scattate &ndash; &egrave;  riuscito a lasciare le Faer Oer, inseguito da messaggi minacciosi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Peter Hammarstedt, avuta notizia di un  imminente massacro di globicefali nel mare davanti alla cittadina di  Klaksvik, ha trascorso una settimana alle Faer Oer in veste di autore di  documentari cinematografici: quale in effetti &egrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre fotografava l&rsquo;uccisione dei  globicefali &egrave; stato riconosciuto dalla gente del posto come esponente di  Sea Shepherd e ha dovuto rinchiudersi nella propria auto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="3" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/07/3-300x225.jpg" alt="3" width="300" height="225" /><strong>Cuccioli, femmine incinte,  maschi o madri che ancora allattano: non importa. Per vecchia  tradizione, alle Faer Oer i branchi di globicefali vengono spinti nelle  acque basse di una baia e poi uccisi a coltellate.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una tecnica  molto simile a quella usata per massacrare i delfini in Giappone. Per&ograve;, dato che siamo nella civilissima  Europa, la tecnica di uccisione &egrave; strettamente regolamentata: niente  fiocine e arpioni, le coltellate devono colpire i globicefali in modo  che muoiano entro 30 secondi, esattamente come gli animali da macello.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Sar&agrave; anche. E sar&agrave; anche vero che  l&rsquo;uccisione dei globicefali &egrave; parte di una tradizione culturale come  polenta e osei in certe valli alpine. Per&ograve; la cultura umana &ndash; a  differenza dell&rsquo;istinto animale &ndash; pu&ograve; evolversi rapidamente. Pu&ograve;  cambiare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il<a href="http://www.seashepherd.org/news-and-media/news-100720-1.html" target="_blank"> comunicato stampa dell&rsquo; associazione Sea Shepherd</a>:  documentato il massacro dei globicefali alle Faer Oer.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">da Laboratorio Antispecista</p></p>]]>
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<title>Maniesto Antispecista</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=694&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Da <a href="http://antispecismo.wordpress.com/un-manifesto/" target="_blank">http://antispecismo.wordpress.com/un-manifesto/</a> - </strong><strong>Revisione 8 del 23 luglio&nbsp;2010</strong></p>
<p>[<em>Un esempio di introduzione all&rsquo;antispecismo da considerarsi  come stimolo per successive revisioni. Quanto proposto di seguito non  deve essere considerato un testo definitivo.</em>]</p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Laverabestia.org sottoscrive il seguente manifesto:<br /><br />L'<strong>antispecismo </strong>&egrave; il movimento filosofico, politico e culturale che lotta  contro lo specismo, l'antropocentrismo e l'ideologia del dominio  veicolata dalla societ&agrave; umana. L'antispecismo respinge la  discriminazione basata sulla specie (specismo) e sostiene che la sola  appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non  giustifichi moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita,  della libert&agrave; e del lavoro di un essere senziente.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli antispecisti lottano  affinch&eacute; gli interessi primari degli animali non umani vengano  considerati fondamentali tanto quanto quelli degli umani, cercando di  destrutturare e ricostruire la societ&agrave; umana in base a criteri  ecocentrici che non causino sofferenze inutili, e di per s&eacute; quindi  evitabili, alle specie viventi e al pianeta. </strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'approccio  antispecista ritiene (considerando tutte le dovute differenze e  peculiarit&agrave;):</p>
<ul>
<li>che le capacit&agrave; di sentire (di provare  sensazioni come piacere e dolore), di interagire con l'esterno, di  manifestare una volont&agrave;, di intrattenere rapporti sociali, non siano  prerogative esclusive della specie umana;</li>
</ul>
<ul>
<li>che l'esistenza di  tali capacit&agrave; nei non umani comporti un cambiamento essenziale del loro  status etico, facendoli divenire "persone non umane", o conferendo loro  uno status equivalente;</li>
</ul>
<ul>
<li>che da ci&ograve; debba conseguire una  trasformazione profonda dei rapporti tra persone umane e persone non  umane, che prefiguri un radicale ripensamento e conseguente cambiamento  della societ&agrave; umana.</li>
</ul>
<p><br />Questa breve definizione indica alcuni  punti chiave da tenere in considerazione:<br /><br /><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Considerazioni:</strong></p>
<p><br /><strong>1)</strong> L'antispecismo  &egrave; un movimento filosofico, politico e culturale, pertanto chi abbraccia  la visione antispecista si adopera per la sua diffusione nella societ&agrave;.  L'antispecismo si propone di assumere atteggiamenti e comportamenti  tali da poter influenzare la societ&agrave; umana (visione politica  dell'antispecismo), e si propone di attivarsi tramite iniziative  culturali, sociali e personali per il raggiungimento di uno scopo  ultimo: la creazione di una nuova societ&agrave; umana pi&ugrave; giusta, solidale,  libera e compassionevole che potremmo definire a-specista (senza  distinzioni e discriminazioni di specie) ma meglio ancora societ&agrave; umana  libera. L'attivista antispecista non pu&ograve; quindi considerarsi a-politico,  in quanto l'azione politica &egrave; uno degli esercizi fondamentali  dell'antispecismo atti al cambiamento della societ&agrave; umana.<br /><br /><strong>2)</strong> L'antispecismo si oppone allo specismo inteso come pensiero unico  dominante nell'attuale societ&agrave; umana concepita come verticistica, basata  sulla legge del diritto del pi&ugrave; forte e sulla repressione del pi&ugrave;  debole, orientata alla difesa dell'interesse personale e del patrimonio,  a discapito dei diritti, dell'uguaglianza e della solidariet&agrave; nei  confronti dei pi&ugrave; deboli tra gli animali umani e non umani.  L'antispecismo, pertanto, non &egrave; un movimento che intende riformare la  societ&agrave; umana moderna, ma cambiarla radicalmente eliminandone le spinte  discriminatorie, liberticide, violente nei confronti dei pi&ugrave; deboli,  antidemocratiche, autoritarie ed antropocentriche. In una sola parola  rivoluzionandola abbattendo l'ideologia del dominio che la  contraddistingue.<br /><br /><strong>3)</strong> Come l'antirazzismo rifiuta la  discriminazione arbitraria basata sulla diversit&agrave; razziale umana,  l'antispecismo respinge quella basata sulla specie. Le radici culturali,  morali, filosofiche e politiche dell'antispecismo sono una naturale  evoluzione delle lotte sociali per l'affrancamento dei pi&ugrave; deboli tra  gli umani, ed il riconoscimento dei loro diritti fondamentali (pur  presentando peculiarit&agrave; molto importanti che lo distinguono da qualsiasi  altra lotta sociale, politica e culturale). L'antispecista, pertanto,  non solo si batte per l'eliminazione delle discriminazioni dovute alle  fittizie e strumentali barriere di specie innalzate dall'uomo per  sottrarsi ai suoi doveri nei confronti della natura e delle altre  specie; ma assume come elementi base il riconoscimento dei pieni diritti  dell'umano a prescindere da sesso, religione, orientamento sessuale,  condizioni fisiche e mentali, ceto, etnia, nazionalit&agrave; etc&hellip; <strong> L'antispecismo deve essere considerato una naturale evoluzione (e non  derivazione) del pensiero antirazzista, antisessista, antimilitarista e  pertanto anche in assoluta antitesi con xenofobia, discriminazioni  sessuali, sociali, etniche, culturali, religiose, ed in generale con il  fascismo ed i totalitarismi di qualunque orientamento politico o natura,  in quanto fautori dell'ideologia del dominio dell'oppressione e della  repressione.</strong></p>
<p><br />L'ottica antispecista pur quindi essendo mutuata da  quella della lotta per i diritti civili umani, ha peculiarit&agrave; e  caratteristiche diverse e sostanziali: essa non dovrebbe prevedere  concessioni ad altri (allargamento della sfera dei diritti, o  allargamento della sfera morale, o allargamento della polis), ma  piuttosto il controllo delle proprie attivit&agrave; e delle attivit&agrave; della  propria specie in relazione a principi di equit&agrave;, giustizia e  solidariet&agrave; nei riguardi delle altre specie (ripensamento delle attivit&agrave;  della specie umana in base ai doveri nei confronti delle altre specie  viventi non pi&ugrave; considerate inferiori, ma semplicemente diverse: persone  non umane, e pertanto popolazioni di persone non umane).</p>
<p><br />L'azione  antispecista mira dunque nell'immediato alla tutela degli interessi  degli animali non umani (in quanto privi di diritti elementari e  naturali e di status privilegiati), e nel contempo con il pieno  riconoscimento dei diritti dei pi&ugrave; deboli tra gli umani. L'attivista  antispecista &egrave; moralmente tenuto ad impegnarsi nel quotidiano contro  ogni tipo di ingiustizia e di prevaricazione nei confronti dei pi&ugrave;  deboli o svantaggiati, siano essi umani o non. Le attenzioni verso gli  umani e verso l'ambiente e la Terra sono da considerarsi parte  integrante della lotta per la liberazione degli animali non umani, e  viceversa.<br />L'attivista antispecista pone molta importanza alla  pratica personale ed alla coerenza, conseguenza diretta di ci&ograve; &egrave;  l'applicazione dei principi antispecisti alla propria vita quotidiana  attraverso ad esempio la pratica del veganismo etico, del consumo  critico (inteso come metodo utile all'allontanamento definitivo dal  consumismo), del boicottaggio, riciclo, riuso e riutilizzo di merci beni  e servizi, e di tutte le altre pratiche utili al raggiungimento del  minor impatto possibile sulle altre specie animali, sulla propria e  sull'ambiente.<br /><br /><span style="color: #ff0000;"><strong>La  pratica vegana:</strong></span><br />La pratica vegana non &egrave; da  considerarsi come obiettivo, ma meramente come mezzo per il  raggiungimento del fine ultimo dell'antispecismo: una nuova societ&agrave;  umana liberata ed a-specista capace di rispettare e di vivere in armonia  con le altre specie viventi. Tale fine &egrave; possibile attraverso la lotta  per la liberazione animale (umana e non umana).<br />Ogni visione  riformista, conservatrice, reazionaria o repressiva ed in generale tesa  alla tutela della conservazione dello stato di fatto della societ&agrave; umana  basata sui privilegi dell'antropocentrismo, &egrave; aliena ed antitetica alla  visione antispecista. Ogni dottrina, filosofia, politica, religione  basata sullo specismo e l'antropocentrismo (l'assunto che l'essere umano  per i pi&ugrave; svariati motivi ha un valore intrinseco maggiore rispetto  alle altre specie) &egrave; combattuta dalla nuova visione antispecista anche  mediante la pratica vegana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">
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</p>
<p><strong><em><em><em>Approfondimenti:</em></em></em></strong><em><strong> </strong></em>Si suggerisce di visionare "<a href="http://antispecismo.wordpress.com/2008/01/23/la-cassetta-degli-attrezzi/" target="_blank">La cassetta degli attrezzi</a>"</p>
<p><em></em>
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<br /> <em><br /> <span style="color: #808080;"><strong>Alcune altre definizioni utili:</strong></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antropocentrismo</strong></p>
<p>L&rsquo;antropocentrismo (dal greco ά&nu;&theta;&rho;&omega;&pi;&omicron;&sigmaf;, anthropos, &ldquo;uomo, essere umano&rdquo;,  &kappa;έ&nu;&tau;&rho;&omicron;&nu;, kentron, &ldquo;centro&rdquo;) &egrave; la tendenza &ndash; che pu&ograve; essere derivazione  di una teoria, di una religione o di una semplice opinione &ndash; a  considerare l&rsquo;uomo, e tutto ci&ograve; che gli &egrave; proprio, come centrale  nell&rsquo;Universo. Una centralit&agrave; che pu&ograve; essere intesa secondo diversi  accenti e sfumature: semplice superiorit&agrave; rispetto al resto del mondo  animale o preminenza ontologica su tutta la realt&agrave;, in quanto si intende  l&rsquo;uomo come espressione immanente dello spirito che &egrave; alla base  dell&rsquo;Universo.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Specismo</strong><br /> Lo specismo &egrave; una filosofia antropocentrica nella concezione dei diritti  degli animali non-umani. Il termine fu coniato da Richard Ryder per  riferirsi alla convinzione antropocentrica che gli esseri umani godano  di uno status morale superiore (e quindi di maggiori diritti) rispetto  agli altri animali. L&rsquo;intento di Ryder era quello di porre in evidenza  le analogie fra lo specismo e il razzismo, dimostrando che le  motivazioni filosofiche per condannare queste due posizioni sono  analoghe. Il termine specismo viene usato comunemente nel contesto della  letteratura sui diritti animali (per esempio nelle opere di Peter  Singer e Tom Regan). Fra le variabili giustificazioni dello specismo  alcune possono essere:</p>
<p>- la replica dei meccanismi naturali di lotta fra specie<br /> - la negazione dei meccanismi naturali di selezione e competizione all&rsquo;interno della specie<br /> - la concezione di diritto attribuibile soltanto ad un essere umano raziocinante<br /> - la non consapevolezza della propria esistenza di tutti gli animali non umani.</p>
<p>Tale protezione viene estesa anche gli umani che rientrerebbero in  alcune delle categorie sopra citate, ma comunque appartenenti alla  specie umana (neonati, handicappati mentali, malati in coma).</p>
<p>Gli antispecisti ritengono che la morale e l&rsquo;etica comune, come anche  lo Stato Italiano e le altre istituzioni nazionali, estere e  sovranazionali, siano ad oggi contraddistinti da una filosofia specista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #800000;"><strong>AGGIORNAMENTO</strong></span><br /> In seguito alla 4 giorni svoltasi in aprile 2008 a Milano, si pubblica  un documento sull&rsquo;allargamento della definizione di SPECISMO</span></p>
<p>
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</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Sulla definizione dello SPECISMO</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>&Egrave; un&rsquo;idea profondamente radicata che l&rsquo;uomo possa disporre a proprio  piacimento di ogni altro essere vivente. Da tempo &egrave; per&ograve; in atto una  lotta affinch&eacute; gli interessi degli umani e degli altri animali vengano  posti sullo stesso piano in nome di un ideale di uguaglianza (nota: 1)&nbsp;  tra le specie. Coloro che si oppongono alle teorie e alle pratiche che  riconoscono esclusivamente gli interessi dell&rsquo;animale umano definiscono  specismo l&rsquo;atteggiamento di pregiudiziale negazione o disattenzione  degli interessi degli altri animali.&nbsp;(nota: 2)</p>
<p>Le donne e gli uomini che combattono questa lotta per l&rsquo;abbattimento  del pregiudizio antropocentrico e per un mondo in cui i rapporti tra le  specie possano essere liberi ed ispirati a principi di uguaglianza e  solidariet&agrave; si definisco perci&ograve; antispecisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A. Storia dell&rsquo;antispecismo</strong></p>
<p>Il concetto di &ldquo;specismo&rdquo; viene elaborato esplicitamente verso la  fine degli anni &lsquo;60 nell&rsquo;ambito della filosofia morale anglosassone.  Esso &egrave; per&ograve; il risultato di una lunga storia: ha alle spalle generazioni  di &ldquo;animalisti&rdquo; che hanno cercato, a partire da tradizioni e  impostazioni diverse, di denunciare la violenza della specie umana verso  gli altri animali. Schematizzando al massimo, possiamo dire che nella  storia (occidentale) (nota: 3) si sono succedute le seguenti modalit&agrave; di  &ldquo;difesa&rdquo; dell&rsquo;animale non umano:</p>
<p>1) un sentimento di amore e rispetto di singoli individui (ad es. Porfirio, Leonardo, Schweitzer) per gli animali non umani.</p>
<p>2) un movimento zoofilo/protezionista che a partire dall&rsquo;800 ha  coltivato la simpatia morale nei confronti degli animali non umani come  &ldquo;estensione&rdquo; dei diritti umani (ad es. la Society for the Prevention of  Cruelty to Animals, Henry Sault).</p>
<p>3) un movimento liberazionista che a partire dagli anni &lsquo;70 ha  teorizzato (Richard Ryder, Peter Singer, Tom Regan) e messo in pratica  (ALF) una visione di radicale liberazione dell&rsquo;animale dal dominio umano  che va ben al di l&agrave; della zoofilia e del protezionismo vecchio stampo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>B. Elementi dello specismo</strong></p>
<p>Una lotta antispecista che non condanni l&rsquo;uomo come essere  intrisecamente e del tutto &ldquo;malvagio&rdquo; ed &ldquo;innaturale&rdquo;* (cio&egrave; erroneo, da  cancellare etc.), muove da due presupposti: che la societ&agrave; umana non  sia (1) per natura e (2) necessariamente una societ&agrave; gerarchica e  oppressiva del vivente. Il presupposto (1) ci spinge quindi a  comprendere quando e come la societ&agrave; umana diventa specista e ci&ograve; pu&ograve;  essere fatto tramite un&rsquo;analisi storica dei rapporti tra societ&agrave; umana e  natura. Il presupposto (2) ci permette di sostenere la possibilit&agrave; di  un cambiamento futuro della societ&agrave; umana ed elaborare una prassi in  grado di porre in essere tale cambiamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>(1) Storia dei rapporti tra le societ&agrave; umane, il vivente non umano e l&rsquo;ambiente<br /> </strong>Lo specismo non va inteso riduttivamente come visione discriminatoria, poich&eacute; esso &egrave; anche e soprattutto una prassi di dominio.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p>In tal senso &egrave; importante definire il concetto di dominio per  comprendere quando la societ&agrave; umana diventa, di fatto, specista.  Definiamo sfruttamento il controllo (totale o parziale) del ciclo  biologico di un altro essere vivente tale che questi perda la propria  autonomia e venga cos&igrave; ridotto a risorsa.</p>
<p>Laddove lo sfruttamento si esercita su un altro essere senziente come  negazione di ogni possibilit&agrave; di rapporto e riduzione (o cancellazione)  dell&rsquo;identit&agrave; dell&rsquo;altro, parliamo di dominio.</p>
<p>Da questo punto di vista, vanno considerate &ldquo;materialmente&rdquo; speciste,  le societ&agrave; umane che praticano l&rsquo;addomesticamento della vita non umana  in ogni sua forma e, pertanto, tutta la storia della civilt&agrave;, fondata  sull&rsquo;allevamento e l&rsquo;agricoltura.</p>
<p>Ma anche lo specismo come visione discriminatoria &ndash; o ideologia &ndash;  sorge con la civilt&agrave;, con la costruzione di religioni antropocentriche e  spiritualiste (nota: 4), in cui l&rsquo;essere umano &egrave; posto come signore  della natura in una posizione di privilegio ontologico e assiologico.</p>
<p>La storia della civilt&agrave; ci mostra come lo specismo non sia solo una  forma di discriminazione &ldquo;analoga&rdquo; al sessismo e al razzismo. Come  prassi di dominio &egrave; anzi molto di pi&ugrave;: &egrave; addirittura il presupposto  storico dei rapporti di dominio infraspecifici. Bench&eacute; esso non sia  stata l&rsquo;unica causa di tali sviluppi sociali, &egrave; certo per&ograve; che senza lo  sfruttamento materiale della natura non sarebbe stato possibile creare  il differenziale di ricchezza sociale ed economica che &egrave; alla base delle  societ&agrave; classiste, sessiste e belliciste e, dunque, dell&rsquo;intera  civilt&agrave;. Cos&igrave; come &egrave; certo che senza la riduzione dell&rsquo;animale non umano  a natura &ldquo;inferiore&rdquo;, non sarebbe stato possibile realizzare i  meccanismi ideologici che riducono la donna e lo straniero ad esseri  privi di &ldquo;spirito&rdquo;, dunque mera &ldquo;natura&rdquo;, quasi &ldquo;animali&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>(2) L&rsquo;antispecismo come prassi di trasformazione</strong><br /> Le oppressioni di specie, di genere, di classe e razziali appaiono cos&igrave;  strutturalmente connesse: la societ&agrave; umana stessa &egrave; tenuta insieme e  definita da tali rapporti di esclusione e sfruttamento dell&rsquo;altro e  questo altro &egrave; regolarmente l&rsquo;oggetto di una prassi di sfruttamento di  cui solo alcuni beneficiano. Si comprende dunque come la lotta contro lo  sfruttamento animale miri ad eliminare il tassello fondamentale su cui &egrave;  costruita tutta la civilt&agrave; del dominio.<br /> Non &egrave; un caso, dunque, che il movimento di liberazione animale in tutto  il mondo abbia cominciato a maturare una consapevolezza che lo spinge ad  allargare il campo riduttivamente etico in cui si inscrive l&rsquo;originario  dibattito sullo specismo (bench&eacute; esso abbia trovato qui le armi logiche  per diffondere le proprie idee e difendersi dalle obiezioni pi&ugrave;  comuni).<br /> La cultura anarchica si &egrave; appropriata per prima del concetto di  specismo, intendendolo non come un termine tecnico da impiegarsi in  schermaglie filosofiche bens&igrave; come concetto critico che mira ad un  cambiamento radicale delle societ&agrave; umane nella loro interezza. Oggi,  tale consapevolezza non &egrave; pi&ugrave; patrimonio esclusivo di alcune frange del  movimento anarchico e l&rsquo;antispecismo ha la possibilit&agrave; di porsi come  ideale politico capace di ispirare una prassi di trasformazione radicale  dell&rsquo;esistente: un movimento che nel momento in cui rivoluziona i  rapporti interspecifici&nbsp; non pu&ograve; non trasformare anche i rapporti  infraspecifici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>note:</strong></em><em><br /> </em><br /> <em>1)&nbsp; Il concetto di uguaglianza &egrave; qui lasciato volutamente in senso  generico, essendo profondamente diverso il significato e la  giustificazione che i protagonisti di questa lotta danno a tale concetto  (uguaglianza &ldquo;di interessi&rdquo;, uguaglianza &ldquo;giuridica&rdquo;, uguaglianza  &ldquo;politica&rdquo; etc.).<br /> 2)&nbsp; Essi denunciano altres&igrave; uno specismo di secondo livello che consiste  nel concedere ad alcuni non umani il privilegio di entrare in parte o  in toto nell&rsquo;ambito della considerazione morale umana. &Egrave; il caso, ad  es., degli animali da compagnia, il cui benessere &egrave; salvaguardato  indirettamente perch&eacute; e fintantoch&eacute; &egrave; considerato moralmente rilevante  dai loro affidatari umani e delle scimmie antropomorfe, che si vedono  talvolta riconosciuto uno status morale in grazia della somiglianza  psichica con la specie umana.<br /> 3) Il pensiero orientale ha conosciuto filosofie e religioni (Jainismo  soprattutto) che non ammettevano n&eacute; predicavano una differenza  assiologica radicale tra l&rsquo;animale umano e quello non umano, muovendosi  anzi in un orizzonte di compassione verso quest&rsquo;ultimo. Per tale motivo,  tali tradizioni vengono oggi riprese da alcuni antispecisti occidentali  come possibili orizzonti di pensiero aspecista.<br /> 4) Per quanto indubbiamente caratterizzate anch&rsquo;esse spesso da crudelt&agrave;  sia in senso intra che infraspecifico, non &egrave; possibile caratterizzare  come societ&agrave; chiaramente speciste n&eacute; in senso materiale n&eacute; ideologico le  societ&agrave; di raccolta e caccia con la loro visione animistica del  vivente.<br /> 5) Il fine dell&rsquo;azione antispecista non pu&ograve; essere l&rsquo;isolazionismo o  l&rsquo;estinzionismo umani, ma il ripristino e lo sviluppo di rapporti tra le  specie fondati sulla reciproca autonomia e libert&agrave;.</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">da <a href="http://antispecismo.wordpress.com/un-manifesto/" target="_blank">Manifesto Antispecista</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Oltre 400 locali vegan-friendly su VeganHome</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=690&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Per le vacanze all'insegna del rispetto per gli animali, consultate  il database di VeganHome!</p>
<p>VeganHome, "la casa dei vegan" &egrave; <strong>il pi&ugrave; frequentato e aggiornato  forum vegan in Italia</strong>, dove vegan, vegetariani e aspiranti  tali chiedono e forniscono informazioni su questo stile di vita ormai  sempre pi&ugrave; diffuso, in quanto positivo da ogni punto di vista: salva la  vita agli animali, rispetta l'ambiente, la nostra salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre al forum, VeganHome fornisce da anni l'utilissimo servizio di <strong>database  dei locali vegan-friendly</strong> (vegan, vegetariani, o "onnivori"  con una buona scelta di piatti vegan), ma anche il database dei prodotti  vegan e il database dei negozi vegan-friendly, negozi che hanno una  scelta particolarmente ampia di prodotti vegan.</p>
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<p>In periodo di vacanze, &egrave; particolarmente utile il database dei locali: <strong>circa  400 tra ristoranti, gastronomie, agriturismi, pub, bar/gelaterie,  B&amp;B</strong> in tutta Italia che offrono un menu esclusivamente  vegan (vale a dire con ingredienti 100% vegetali) oppure vegetariano o  onnivoro ma con una buona scelta di piatti vegan. I locali sono tutti  segnalati dagli utenti, e <strong>aggiornati con recensioni</strong>.  Per chi intende fare gite estive in altre citt&agrave; italiane, &egrave;  un'importante punto di riferimento.</p>
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<p>Affermano i moderatori di VeganHome: "Dato il numero sempre crescente  di persone che si avvicinano allo stile di vita vegan, sono sempre di  pi&ugrave; i ristoranti che inseriscono nel proprio menu una scelta di piatti  100% vegetali di buona qualit&agrave;, non certo la semplice insalata o pasta  al pomodoro che si pu&ograve; trovare dappertutto, ma piatti pi&ugrave; elaborati e  sfiziosi, perch&eacute; ormai hanno capito che i vegan amano mangiare bene e  che sono abituati a piatti saporiti e appetitosi".</p>
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<p>Anche per i <strong>viaggi all'estero</strong> VeganHome offre molte  recensioni e consigli, grazie ai commenti dei propri utenti. Nella  sezione "Vegan in viaggio" troviamo infatti indicazioni e informazioni  su come mangiare bene e "senza crudelt&agrave;" in varie citt&agrave; del mondo.</p>
<p>Con oltre <strong>2600 utenti, ciascuno dotato della sua pagina  personale</strong> con foto, ricette preferite, interessi musicali,  letterari, cinematografici, con <strong>3000 messaggi al mese</strong> sui pi&ugrave; svariati aspetti della scelta vegan ma anche di scambio di  opinioni e idee su altri temi, VeganHome &egrave; proprio "la casa dei vegan":  il posto ideale dove <strong>conoscere altre persone vegan</strong>, e  dove muovere i primi passi della <strong>transizione da vegetariano a  vegan o da onnivoro a vegan</strong>, col supporto di tante persone  disponibili a condividere le proprie conoscenze ed esperienze. Perch&eacute; la  scelta vegan &egrave; facile, oltre che potente, ma &egrave; ancora pi&ugrave; facile da  capire e mettere in pratica insieme a tante altre persone che l'hanno  gi&agrave; fatta.</p>
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<p><a href="http://www.veganhome.it/" target="_blank">www.VeganHome.it</a></p>
<p style="text-align: right;">fonte Agireora</p></p>]]>
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<title>Scoperto il giardino degli orrori dal Corpo Forestale di Brescia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=688&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p>150 animali lasciati a decomporsi in  casa: scoperto il giardino  degli orrori dal Corpo Forestale di Brescia. L' intervista di GeaPress e  le foto del blitz.</p>
<p style="text-align: justify;"><span><a href="http://www.geapress.org/caccia/150-animali-lasciati-a-decomporsi-in-casa-scoperto-il-giardino-degli-orrori-dal-corpo-forestale-di-brescia/2164" target="_blank">GEAPRESS</a> | 12 luglio 2010</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><br /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 2" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-22-222x300.jpg" alt="" width="200" height="270" />GEAPRESS &ndash; Il Nucleo investigativo del  Comando  Provinciale di Brescia del Corpo Forestale &egrave; intervenuto nel  fine  settimana ai danni di una struttura abusiva finalizzata alla  cattura di  uccellini selvatici nel Comune di Camignione di Passinaro  (BS). La  scena che i Forestali si sono trovati innanzi era  raccapricciante.  Decine e decine di merli, tordi, pettirossi, finanche  una civetta,  lasciati a decomporre nelle gabbiette. Eppure la struttura  non era in  abbandono, anzi si ipotizza una vera e propria centrale  operativa  finalizzata allo smistamento di uccellini per il mercato della   ristorazione e dell&rsquo;uccellagione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel bresciano per 45-50 euro viene  servito lo spiedo di 4-5 uccellini  con contorno di polenta.  L&rsquo;uccellagione coinvolge parecchie persone e  purtroppo le disposizioni  di legge assecondano queste tradizioni  rendendo legali gli impianti di  cattura, come nel caso dei roccoli.  Trattandosi, in questo caso, di  attivit&agrave; illegale il proprietario  dell&rsquo;impianto &egrave; stato deferito  all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria per  maltrattamento ed uccisione di animali ex  art 544 ter della legge 289/04  sul maltrattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso &egrave; stato  poi contestato il reato di cui  all&rsquo;art. 727 del Codice Penale sulle  inidonee condizioni di detenzione  (sono infatti stati rinvenuti 45  uccellini vivi) e varie sanzioni  relative al mancato rispetto della  legge che regolamenta l&rsquo;attivit&agrave;  venatoria. Gli animali superstiti sono  stati consegnati al Centro  Recupero Animali Selvatici Valpredina del  WWF.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 1" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-13-300x285.jpg" alt="" width="220" height="209" /></p>
<p style="text-align: justify;">GeaPress ha voluto approfondire la  notizia e per questo ha  intervistato il Commissario Giuseppe Tedeschi  Responsabile del Nucleo  Investigativo del Comando Provinciale del Corpo  Forestale di Brescia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Commissario Tedeschi,  colpiscono molto le vostre  fotografie di piccoli uccelli lasciati a  decomporsi nelle gabbiette.  Sembra di trovarsi innanzi ad un fatto  insolito, pur volendo considerare  tutti gli aspetti di questa attivit&agrave;  illegale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO TEDESCHI &ndash; Purtroppo non &egrave; la prima  volta. Deve  considerare che gli uccellini in questi casi equivalgono ad  una merce.  Prima o poi le gabbiette sarebbero state svuotate e  riutilizzate. Per  ora erano in deposito. Quello che colpisce &egrave; anche un  altro aspetto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Prego.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO  TEDESCHI &ndash; Siamo arrivati in quel posto attraverso  una attivit&agrave;  puramente investigativa. Il signore che deteneva fino a 150  uccelli  lasciati a decomporsi nelle gabbie, non operava in un luogo  isolato.  Era nel giardino di una abitazione, peraltro molto vicina ad  altre  case. Il Corpo Forestale, per&ograve;, &egrave; arrivato in quel posto solo con  una  sua indagine.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 3" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-3-300x207.jpg" alt="" width="220" height="152" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Se si fosse trattato  di un cagnolino maltrattato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO TEDESCHI &ndash; Le  posso rispondere con certezza perch&eacute;  sono segnalazioni che comunemente  ci arrivano. Anche da quel posto. E&rsquo;  un fatto di abitudini. Se le  persone che si fanno servire uno spiedo di  uccellini con polenta  vedessero cosa c&rsquo;&egrave; dietro, forse qualcosa  cambierebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Tanta crudelt&agrave;,  neanche poi tanto isolata, allora.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO TEDESCHI &ndash;  No, le ripeto servono per essere  venduti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 4" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-4-271x300.jpg" alt="" width="220" height="244" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Uccellini per lo  spiedo, ma anche per l&rsquo;uso  diretto nell&rsquo;uccellagione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO  TEDESCHI &ndash; La civetta, ad esempio, non ha un  mercato alimentare.  Eppure l&rsquo;abbiamo rinvenuta. E&rsquo; molto utile come  richiamo anche se  dobbiamo tenere in considerazione la non selettivit&agrave;  degli impianti di  cattura. Raccolgono un p&ograve; quello che capita. Quello da  noi trovato  funzionava di fatto come un roccolo autorizzato, sebbene  non lo fosse.  Chi gestisce un roccolo autorizzato deve liberare quanto  non pu&ograve; essere  detenuto, qui le cose andavano diversamente.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Si &egrave; parlato di una  vera e propria centrale  dell&rsquo;uccellagione. Vi saranno sviluppi  investigativi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO TEDESCHI &ndash; Non posso specificare  oltre. Sicuramente  il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di  Brescia svolge un&rsquo;  attivit&agrave; a 360 gradi. Siamo recentemente intervenuti  pure contro il  traffico di cuccioli di cani dall&rsquo;est. Non lasceremo  niente di  intentato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 5" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-51-300x215.jpg" alt="" width="220" height="158" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Va bene, ma anche per  gli uccellini si pu&ograve; parlare  di traffico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO  TEDESCHI &ndash; Certo, purtroppo vi &egrave; una diffusa  tradizione culinaria che  coinvolge pi&ugrave; regioni del nord Italia e nord  est in particolare, ad  esempio il Veneto. E&rsquo; un fenomeno ampio e il  consumatore non conosce i  dettagli, ivi compresi quelli raccapriccianti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="il giardino  degli orrori 6" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/il-giardino-degli-orrori-6-300x234.jpg" alt="" width="220" height="172" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GEAPRESS &ndash; Da giardino degli  orrori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /> </strong>COMMISSARIO TEDESCHI &ndash; Si, &egrave; questo il nome che  abbiamo voluto  dare alla nostra operazione.(GEAPRESS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://www.geapress.org/caccia/150-animali-lasciati-a-decomporsi-in-casa-scoperto-il-giardino-degli-orrori-dal-corpo-forestale-di-brescia/2164" target="_blank"><span>GEAPRESS</span></a></p>
<p style="text-align: right;">www.vittimedellacaccia.org</p></p>]]>
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<title>Come siamo e come sembriamo: lavorare sull’immagine dei vegani</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=687&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p>Nota per il lettore: gran parte di questo articolo &egrave; ispirato, fino al  limite, voluto e qui dichiarato, del plagio, all&rsquo;articolo <em>Come siamo e  come sembriamo: lavorare sull&rsquo;immagine dei cacciatori trentini</em> *,  di Ettore Zanon, cacciatore, giornalista ed esperto di comunicazione. Il  fatto che per trovare concetti, sia pur specularmene, identici a quelli  che volevo esprimere, io abbia dovuto saltare dall&rsquo;altra parte della  barricata, che io abbia cio&egrave; ritrovato le mie parole negli scritti di un  avversario piuttosto che di un alleato,  deve costituire per il lettore  motivo di riflessione non meno dei concetti stessi. <br /><br /> Alcune settimane fa, passando per caso davanti a un televisore acceso  udii un frammento di una trasmissione su Adolf Hitler. Se ne parlava  ovviamente male, e fin qui tutto bene; gli venivano attribuite una serie  di caratteristiche che formavano il quadro di un perfetto psicopatico, e  fin qui nulla di strano. Ma alla fine di quell&rsquo;elenco, come a volerne  dare gli ultimi, coerenti ritocchi, udii che il dittatore veniva  definito vegetariano e animalista. Entrambe queste cose, come sappiamo,  sono false, ma qui &egrave; altro che ci interessa: il fatto che questi due  attributi venissero aggiunti con il chiaro intento di completare un  quadro da cui risultava la figura di un malato di mente.</p>
<p><br /> Qualche tempo prima, alla radio, avevo udito un&rsquo;intervista a due noti  attivisti vegani. Il primo colpo fu vibrato dall&rsquo;intervistatrice la  quale sugger&igrave; che la scelta vegana &egrave; alternativa all&rsquo;essere buongustai  (se diventate vegani scordatevi di mangiar bene), le mazzate successive  furono date dagli intervistati stessi che, in rapida successione, ci  informarono che: diventare vegetariani - neanche vegani - &egrave; molto  difficile (non provateci neanche se non avete la vocazione al martirio),  i vegani vengono rifiutati dagli amici e dai familiari (vegano uguale:  cent&rsquo;anni di solitudine), che ai vegani d&agrave; fastidio se qualcuno accanto a  loro mangia carne (vegano uguale: settario e intollerante ** ). Stop.  Fermiamo il nastro, anche perch&eacute; siamo ad appena tre minuti di  intervista e ne abbiamo ancora per un buon quarto d&rsquo;ora. E riflettiamo  un po&rsquo; su questi due esempi. Il primo non meraviglia pi&ugrave; di tanto  essendo l&rsquo;ennesima manifestazione del &ldquo;come sembriamo&rdquo;. Gi&agrave; un po&rsquo; pi&ugrave;  di meraviglia desta il secondo, se consideriamo che tutte queste cose  sono state dette nell&rsquo;intento di promuovere il veganismo. Il che deve  farci riflettere su quanta goffaggine comunicativa caratterizza oggi il  mondo vegano e in generale tutto ci&ograve; che orbita attorno alla cosiddetta  &ldquo;questione animale&rdquo;.</p>
<p><br /> La domanda &egrave; dunque: che opinione ha la gente comune del veganismo e di  noi vegani? E come noi contribuiamo a costruire una pi&ugrave; corretta  opinione? La prima cosa da dire &egrave; che l&rsquo;uomo comune ha una visione del  suo rapporto col cibo fatta di molta astrazione e di poco vissuto. Anche  i suoi rapporti pi&ugrave; aggressivi con gli animali sono mediati (noi  potremmo dire: falsati): cos&igrave; come il capriolo non &egrave; quello vero,  incontrato nel bosco ma il &ldquo;bambi&rdquo; visto in televisione, la bistecca  avvolta nel cellophane fa &ldquo;rimuovere&rdquo; il manzo macellato, che pure ne &egrave;  l&rsquo;origine. In questo mondo di astrazioni ha buon gioco il comunicatore  &ldquo;di sistema&rdquo; a introdurre immagini a loro volta falsate di chi rifiuta  questo tipo di rapporto sanguinolento col cibo. Appare dunque chiaro  come tutte le motivazioni contro il veganismo non siano legate tanto al  veganismo per quello che &egrave; davvero, quanto alla sua &ldquo;rappresentazione&rdquo;.  Il problema sta allora nell&rsquo;immagine del veganismo e nell&rsquo;immagine del  vegano, quindi nella nostra capacit&agrave; di costruire l&rsquo;una e l&rsquo;altra.  Capacit&agrave; che oggi, come ci ha mostrato il secondo esempio di apertura, &egrave;  del tutto assente. <br /><br /> Lavorare bene dunque, ma anche&hellip; farlo sapere in giro. Se &egrave; vero che il  problema esiste, sta a noi trovare delle soluzioni. Bisogna dunque  impegnarsi affinch&eacute; il vegano non appaia come un complessato con qualche  rotella fuori posto, come il nuovo scemo del paese nell&rsquo;era della  globalizzazione, ma come un uomo positivo, equilibrato, amante della <em>buona</em> tavola come della buona qualit&agrave; della vita. La comunicazione non  tollera inerzie: o la fai o la subisci. Lo sa benissimo la Confindustria  che investe da lungo tempo in un proprio, efficientissimo, Settore  Comunicazione il cui oggetto di attenzione &egrave; uno solo: l&rsquo;immaginario del  &ldquo;Signor Rossi&rdquo;. L&rsquo;immaginario, ovvero la vera sede del suo modello  mentale del mondo, quello che d&agrave; forma a sua volta alle sue azioni.</p>
<p><br /> Si dovrebbe dunque far tesoro di questo enorme patrimonio di know how  che viene dalla parte opposta, dal &ldquo;sistema&rdquo;, comprendere a nostra volta  l&rsquo;importanza della questione e affrontarla nel modo pi&ugrave; efficace. N&eacute; si  tratta di mistificare a nostra volta la realt&agrave;, se mai di riorientare  verso di essa l&rsquo;immaginario oggi storpiato dalla comunicazione di  sistema. Opporre coinvolgimento emotivo al servizio dell&rsquo;informazione a  coinvolgimento emotivo al servizio della disinformazione. Ma la  condizione necessaria &egrave; che il vegano non faccia propria a sua volta  l&rsquo;immagine suggerita dal sistema di s&eacute; come corpo estraneo e  antagonista. Una valida strategia di comunicazione deve necessariamente  operare su vari livelli, complementari, ma presuppone a priori la  disponibilit&agrave; a dialogare, la capacit&agrave; di trasmettere valori e  l&rsquo;orgoglio di esserci, nella propria comunit&agrave;, sul proprio territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anzich&eacute; inveire sul &ldquo;Signor Rossi&rdquo; che se ne frega di tutto, che non ha  alcuna etica eccetera, bisogna capire i meccanismi socioculturali,  ovvero il complesso sistema di usi e costumi, che lo hanno condotto a  divenire ci&ograve; che &egrave;, e porsi il problema di intervenire su di essi  fornendo un sistema capace di insinuarsi come allettante modello  alternativo a quello dominante. Bisogna dunque porsi il problema di  ideare un vasto, capillare progetto di comunicazione e di concepirlo in  modo tale che possa aver buon gioco in quell&rsquo;ambiente fortemente ostile  che &egrave; la megamacchina della comunicazione di sistema.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di Filippo Schillaci - fonte www.veganzetta.org</p></p>]]>
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<title>Intervista a Massimo Filippi</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=686&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.mangialibri.com/sites/default/files/massimofilippi.jpg" alt="Massimo Filippi" width="200" height="306" /><strong><strong>Partiamo   dall'inizio. Il titolo del tuo libro <span style="color: #ff0000;"><em>Ai confini dell'umano - Gli  animali e la morte</em></span> mette  in relazione cose che, per un lettore  inesperto, appaiono molto  distanti: umano, animali e morte. Puoi  spiegarci in breve il motivo di  questa scelta?</strong></strong></p>
<p><strong><strong><br /></strong></strong></p>
<p>Il libro, come recita il titolo,  rappresenta un  tentativo di riconsiderare i confini dell'umano. Poich&eacute;   tradizionalmente l'umano &egrave; sempre stato declinato come ci&ograve; che sorge   dopo che gli animali e la morte sono stati esclusi o negati, ecco che la   relazione tra i tre termini non dovrebbe pi&ugrave; apparire eccessivamente   esoterica. A ben pensarci, infatti, gli animali e la morte stabiliscono   quelli che sono i sono i consolidati confini spaziali (gli animali) e   temporali (la morte) dell'umano, i quali nel momento stesso in cui   vengono posti sono subito revocati: in tutti i racconti cosmogonici - o,   almeno, in quelli "occidentali" - l'umano &egrave; ci&ograve; che &egrave; radicalmente   non-animale e quindi di fatto immortale. Dal che discende che il modo in   cui definiamo l'animale e la morte determina immediatamente ci&ograve; che   pensiamo essere l'umano. Detto altrimenti, quello che qui si tenta di   fare &egrave; tutt'altro che un semplice esercizio accademico perch&eacute;   l'esclusione degli animali e della morte dall'umano non sono mai state   operazioni innocenti; &egrave; sotto gli occhi di tutti il fallimento della   nostra cultura basata su tale operazione: la morte rimossa ritorna come   morte istituzionalizzata, come nuda vita, cos&igrave; come l'animale rimosso   ritorna come bestialit&agrave; della societ&agrave; umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><strong>La  tradizione animalista in filosofia ha  gi&agrave; prodotto numerosi testi.  <span style="color: #ff0000;">Perch&eacute;  il tuo dovrebbe contribuire ad ampliare, non solo  quantitativamente,  ma anche concettualmente questo filone?</span></strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong><span style="color: #ff0000;"><br /></span></strong></strong></em></p>
<p>In parte per i motivi detti poc'anzi.  L'antispecismo  "classico" - quello di Peter Singer e Tom Regan, per  semplificare e  per capirci - pensava di ridefinire l'animale senza  toccare lo statuto  dell'umano, operando cos&igrave; in una sorta di vacuum  ontologico e politico,  forse responsabile della sua scarsa "presa" sia a  livello filosofico  che a livello di opinione pubblica generale. In  altri termini,  l'antispecismo "classico" accettava di fatto le premesse  della  metafisica occidentale e si impegnava a ricercare tracce umanoidi   (psichiche/cognitive) in (almeno) alcuni animali per farli entrare nel   cerchio della considerazione morale. In questa prospettiva l'animale   resta una sorta di umanoide incompiuto. Qui si cerca invece di spostare   l'enfasi dalla somiglianza alla differenza, iniziando a rintracciare un   percorso nuovo per individuare che cosa ci condivide prima di ogni   possibile divisione. E ci&ograve; che ci condivide, pur lasciandoci differenti,   &egrave; la vulnerabilit&agrave; corporea e la mortalit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><strong><span style="color: #ff0000;">Che  cos'&egrave;  l'antispecismo?</span> E, nello specifico, <span style="color: #ff0000;">cosa vuol dire vivere da  antispecisti?</span></strong></strong></p>
<p>Per definire cosa sia l'antispecismo, dobbiamo prima  definire  cosa si intende per specismo. Specismo &egrave; un termine coniato a  met&agrave; degli  anni '70 del secolo scorso e sta ad indicare un pensiero e  un  atteggiamento pratico tali per cui gli interessi degli individui  della  propria specie - anche i pi&ugrave; futili e non necessari - prevalgono  sempre e  comunque su quelli di individui di altre specie, compresi  quelli pi&ugrave;  fondamentali, quali l'interesse a vivere, a non soffrire e  alla libert&agrave;.  L'evidenza empirica ormai non lascia pi&ugrave; margine al  dubbio sul fatto  che gli animali abbiano degli interessi e siano in  grado di provare  piacere e dolore; il nostro pensiero, pertanto, non  pu&ograve; che rimodellarsi  sulla base di tali acquisizioni che, da Darwin in  poi, sono venute  costituendosi come una massa tale da essere  difficilmente ignorabile.  Solo per fare un esempio ogni anno circa 50  miliardi di animali non  umani - senza contare quelli di piccola taglia,  tipo conigli e molti  pesci che sono venduti a tonnellaggio - passano  per il sistema  "allevamento intensivo - mattatoio" dove, dopo una vita  miserabile  caratterizzata da sofferenze inaudite, vengono letteralmente  fatti a  pezzi per questioni di gusto. E a ben pensarci l'alimentazione  &egrave; solo  una parte del problema: l'intera nostra societ&agrave; si fonda  teoricamente e  materialmente sulla sofferenza e sulla morte degli  animali, dal modo in  cui ci vestiamo a quello in cui facciamo ricerca  scientifica. Vivere da  antispecisti allora vuol dire aver ben chiaro  che esiste una violenza  "naturale", cu cui possiamo ben poco, e una  violenza istituzionalizzata,  che invece dobbiamo rigettare. Vivere da  antispecisti significa, da un  lato, optare per una vita che si impegni  ad eliminare dal mondo quanta  pi&ugrave; sofferenza possibile, diventando  vegani e rifiutando ogni prodotto  di derivazione animale e, dall'altro,  far chiarezza sul fatto, come si  alludeva in precedenza, che  oppressione animale e oppressione umana sono  inestricabilmente  correlate e che, quindi, non &egrave; possibile pensare di  passare da  presunzioni gerarchiche a favore di presunzioni ugualitarie  senza  considerare l'animale, pena la ricaduta in qualche altra forma di   illibert&agrave; e di sfruttamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><strong>Nel tuo libro parli di <span style="color: #ff0000;">due diverse  tradizioni filosofiche</span> che fanno da  sfondo alla questione animale:  <span style="color: #ff0000;">quella  analitica</span> e <span style="color: #ff0000;">quella  continentale</span>. Che differenze ci sono, puoi  spiegarcelo in breve?</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong><br /></strong></strong></em></p>
<p>Nella modernit&agrave;, la "questione animale" -  ossia,  come si diceva in precedenza, l'abuso sistematico e  istituzionalizzato  dei corpi degli animali in proporzioni quantitative  inaudite e con un  livello di sofferenza neppure lontanamente concepibile  - &egrave; stata  riportata alla luce e alla considerazione della filosofia da  parte di  autori anglosassoni di stampo analitico. Questi autori hanno  offerto  una nutrita serie di proposte etico-politiche a favore del   miglioramento della condizione animale, senza per&ograve; prospettare una via   d'uscita dalla dicotomia occidentale tra spirituale e corporeo ossia,   come si diceva, ritenevano di poter inserire gli animali nella sfera   della considerazione morale senza mettere in questione lo statuto   dell'umano. Al contrario, la "grande" tradizione filosofica   continentale, da Platone a Heidegger, pensa di poter parlare dell'umano   "fingendo" che l'animale non esista o che esista solo come referente   negativo sul quale l'umano si costituisce dopo averlo dismesso.   Esistono, per&ograve;, autori continentali che si smarcano da questa   prospettiva (penso soprattutto a Nietzsche, Adorno, Derrida e Deleuze)   che, affrontando radicalmente il senso dell'opposizione umano/non umano,   forniscono solide basi per una "riabilitazione" dell'animalit&agrave; che   investa nel profondo anche ci&ograve; che si dice "umano". Purtroppo, per&ograve;,   quest'altra linea di pensiero sembra dimenticarsi del dolore presente,   non offrendo cos&igrave; proposte etico-politiche alla "questione animale" o,   nel momento in cui lo fa, queste sono cos&igrave; "deboli" da essere prive di   conseguenze pratiche o addirittura contraddittorie rispetto alla   precedente decostruzione dell'antropocentrismo. Uno degli aspetti di   questo libro, forse uno dei pi&ugrave; importanti, &egrave; proprio quello di cercare   di far dialogare queste due tradizioni di pensiero, cercando da un lato   di "fondare" l'animalismo su solide basi filosofiche senza togliergli,   dall'altra, il suo "mordente" sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><strong>Ho  individuato alcune parole chiave nel tuo  libro, ad esempio, <span style="color: #ff0000;">"inumano",   "sacro", "aporia", "linguaggio"</span>. Puoi mostrarci brevemente come  questi  termini apparentemente lontani siano in realt&agrave; connessi tra  loro?</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong><br /></strong></strong></em></p>
<p>Le parole chiave da te individuate sono in  effetti  le parole chiave del libro, ne costituiscono l'innervatura, lo   scheletro e il tessuto connettivo. Proprio per questo &egrave; difficile   mostrare come siano tra loro interconnesse: se davvero dovessi farlo   dovrei riscrivere tutto il libro. Ma, in questo caso, non potrei essere   breve! Prover&ograve; un'altra strada, forse, un po' oscura, ma spero   suggestiva per sollecitare alla lettura del saggio. "In-umano" &egrave; un modo   di avvicinarsi e concepire l'umano senza rigettarlo, un modo, come   scrivo, per cominciare a pensare ad un racconto pi&ugrave; benigno dell'umano.   In-umano significa provare ad intessere un discorso intorno all'umano -   quindi non un altro discorso dell'uomo sull'uomo - che riconosca che  non  esiste un proprio dell'umano, che questo &egrave; preceduto, attraversato e   sopravanzato, dal mostruosamente Altro, da ci&ograve; che tradizionalmente   abbiamo considerato come il pi&ugrave; improprio: gli animali e la morte,   appunto. Se l'umano &egrave; letteralmente "parassitato" e "contagiato" dal non   umano, si apre lo spazio di pensabilit&agrave; per un nuovo concetto di   "sacro", dove ci&ograve; che conta non &egrave; pi&ugrave; solo ed esclusivamente la nostra   vita dal concepimento alla morte "naturale, il tutto a spese della vita   degli altri, ma piuttosto la sacralit&agrave; di quel piano di immanenza, che   genericamente chiamiamo "vita" e che, forse, dovrebbe essere declinato   come "con-fine", con-finitezza e con-finitudine - un modo pi&ugrave; benigno   per dire "confine". Un sacro quindi che, riconosciuta l'inestricabile   "ragnatela" del "tra" delle vite, non si fondi pi&ugrave; sul sacrificio ma   piuttosto su un sostare paziente e pacificato. E qui interviene il   termine "aporia" che &egrave; l'accettazione dell'impossibilit&agrave; del nostro   pensiero di risolvere tutte le contraddizioni che, necessariamente,   richiama quello di "perire", che non significa solo "morire", ma anche   "per-ire", in questo senso, "per-ire" &egrave; illuminante nello stesso modo in   cui lo &egrave; la luce, che rende possibile la visione, restando essa stessa   impercettibile - ossia girare intorno, sostando in un luogo, luogo  dove  si cammina, si passa e si tra-passa. Credo che a questo punto ci  sia  poco da aggiungere sulla parola chiave "linguaggio". Il nostro   linguaggio &egrave; formato dallo specismo, intriso di specismo e retroagisce   sul nostro modo di pensare radicalizzando l'esclusione dell'animale: non   a caso il linguaggio ha spesso costituito quel confine insuperabile  che  abbiamo posto tra noi e il resto del vivente, non a caso esso si &egrave;   spesso dato come una forma laica di immortalit&agrave;. Da qui la difficolt&agrave;  di  affrontare i temi di cui abbiamo discusso con il linguaggio che  abbiamo  a disposizione, da qui la necessit&agrave; di trovare "inciampi" nel   linguaggio che gli facciano restituire la voce animale e mortale che   esso tenta di occultare ma che &egrave; ancora l&igrave; presente e aspetta di essere   riportata alla luce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong><strong>Cosa ti  auspichi in futuro per gli  animali ...e per gli umani?</strong></strong></span></em></p>
<p>Certamente mi auspico per entrambi un  futuro  liberato, privo di oppressione, sfruttamento e violenza   istituzionalizzata. Ma non chiedermi di pi&ugrave;, non chiedermi, come direbbe   Montale, "la parola che squadri da ogni lato". Seguendo, infatti i   pensatori della Scuola di Francoforte, poich&eacute; la liberazione deve essere   realizzata nell'ambito del processo storico da parte di soggetti   intrecciati alla dissoluzione della societ&agrave; di cui essi stessi sono   parte, non &egrave; possibile fornire orientamenti concreti per l'azione   sociale. Come afferma Horkheimer: "Si pu&ograve; dire che cos'&egrave; male nella   societ&agrave; data, ma &egrave; impossibile dire quale sarebbe [...] il bene, si pu&ograve;   solo lavorare perch&eacute; il male infine scompaia". Il che non &egrave; poi molto   diverso da quanto sostiene anche G&uuml;nther Anders: "Liberarsi   dell'infelicit&agrave; che pu&ograve; essere eliminata &egrave; pi&ugrave; urgente della discussione   sulla felicit&agrave;". Anzi, a ben vedere, "la discussione sulla felicit&agrave;" &egrave;   la modalit&agrave; con cui l'esistente, distogliendo l'attenzione   dall'"infelicit&agrave; che pu&ograve; essere eliminata", perpetua l'oppressione. Per   dirla con Bloch, &egrave; nell'oscurit&agrave; dell'istante vissuto che la funzione   utopica, negando ci&ograve; che &egrave;, apre il cammino a ci&ograve; che pu&ograve; essere,   sfuggendo all'immobilit&agrave; del presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><strong>Un'ultima  domanda. Personale ma in fondo  connessa al tema fondante del tuo libro.  <span style="color: #ff0000;">Che rapporto hai tu con la morte?</span> La dedica iniziale del  tuo libro &egrave;  commovente e misteriosa... ci sveli qualcosa?</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong><br /></strong></strong></em></p>
<p>Derrida afferma che all'animale non  tanto  abbiamo negato la facolt&agrave; di parlare quanto la possibilit&agrave; di   risponderci. E ci&ograve; che caratterizza la possibilit&agrave; di rispondere &egrave; che   questa preveda sempre la possibilit&agrave; della non risposta, la possibilit&agrave;   di sottrarsi alla domanda: se dovessimo rispondere sempre, infatti, non   risponderemmo nel senso di "rispondere a" e di "rispondere di", ma   avremmo a che fare con degli automatismi. Ecco, mi piace concludere   questa intervista non rispondendo alla prima delle due ultime domande e   lasciando almeno parzialmente intatto il mistero della dedica. Posso   solo dirti che si tratta di un cane femmina che ho incontrato per caso,   dopo che verosimilmente era stata abbandonata, un agosto di tanti anni   fa che ho amato profondamente, con la quale ho condiviso un lungo  tratto  della mia vita e che &egrave; morta, insegnandomi molto, nei mesi in  cui stavo  scrivendo questo saggio. Spero con questo di non aver svelato  troppo il  mistero di questa dedica, perch&eacute; svelare i misteri, non  esitare l&agrave; dove  gli angeli lo farebbero, &egrave; parte di proprio di quella  hybris umana da  cui qui si vorrebbe prender congedo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Ornitorincofilosofico.blogspot - Pubblicato da Leonardo Caffo</p></p>]]>
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<title>Reato di ostruzionismo alla caccia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=685&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA  CACCIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vittimedellacaccia.org//" target="_blank">www.vittimedellacaccia.org</a></p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p style="text-align: justify;">luned&igrave; 28 giugno 2010</p>
<p><strong>Reato di ostruzionismo alla  caccia? </strong> <strong>Un bavaglio alla legittima  difesa dei cittadini e alla libert&agrave; di espressione!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L'annunciata presentazione del DDL da  parte del Senatore del PDL Valerio Carrara che istituisce in Italia il  reato di ostruzionismo alla caccia, costituisce un palese tentativo di  intimidazione, anche se non il primo, nei confronti della maggioranza  dei cittadini contrari all'attivit&agrave; venatoria, sia per motivi etici che  per i danni provocati da questa obsoleta e crudele pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto si punta a imbavagliare, non  solo il legittimo dissenso alla caccia, ma anche la voce di chi vivendo  in campagna, &egrave; costretto a difendersi dalla furia impallinatrice dei  cacciatori che ad ogni stagione si riversa contro gli animali e le  persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><br />"Siamo di fronte ad una forzatura  anti democratica e illiberale" denuncia&nbsp; Daniela Casprini presidente  dell'Associazione Vittime della Caccia e aggiunge "Il Senatore Carrara  si ricordi che la sicurezza dei cittadini in rapporto all'esercizio  dell'attivit&agrave; venatoria &egrave; un diritto primario e non pu&ograve; essere in alcun  modo compresso!"</p>
<p style="text-align: justify;">"Contrapporsi alla presenza di gente  armata che pensa di vagare impunemente nelle immediate vicinanze di  abitazioni o a ridosso di sedi stradali, &egrave; in primo luogo un sacrosanto  atto di legittima difesa che nessuna legge pu&ograve; imbrigliare" conclude  Daniela Casprini.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L'Associazione esprime la sua pi&ugrave; netta  contrariet&agrave; e profondo sdegno al tentativo del Senatore Carrara di  conferire un'ulteriore status di intoccabilit&agrave; alla lobby venatoria, in  barba anche al libero esercizio di critica e di pensiero, elementi  questi, fondanti della nostra Costituzione, e ricorda infine che  l'opinione pubblica si mobiliter&agrave; in massa al fine di bloccare questo  DDL e screditare quanti ancora insistono ad imporre la barbarie alla  maggioranza degli italiani contrari.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Maurizio Giulianelli Ufficio Stampa  Associazione Vittime della Caccia</p>
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<title>I gatti di Hill Grove</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=684&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Trascrizione della conferenza di Cynthia O'Neill del 13 marzo 2005</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cynthia  O'Neill &egrave; l'attivista inglese che, da sola, nel 1991, all'et&agrave; di 52  anni ha fatto partire la campagna di protesta contro l'allevamento di  Hill Grove di gatti destinati alla vivisezione. Una campagna che &egrave;  cresciuta nel tempo, attirando migliaia di attivisti di tutto il mondo a  sfilare davanti all'allevamento, e che ha portato, dopo 10 anni,  all'entusiasmante vittoria: la chiusura di quella fabbrica di morte e la  salvezza degli 800 gatti in quel momento detenuti.</p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.peacelink.it/animali/images/5040_a10292.jpg" alt="gatto" width="200" height="193" />Buonasera signori e signore, amici attivisti. Grazie per avermi invitato  nel vostro bellissimo paese. Grazie per questo privilegio e onore. Vi  siete impegnati cosi' tanto per pubblicare "I gatti di Hill Grove",  grazie, ottimo lavoro!</p>
<p>Il male trionfa quando gli uomini e donne che stanno dalla parte del  bene rimangono in silenzio... io mi sono rifiutata di rimanere in  silenzio. Noi manifestanti ci siamo rifiutati di rimanere il silenzio, e  abbiamo vinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vivisezione &egrave; la battaglia pi&ugrave; dura da combattere. Io sono un'ardente  attivista antivivisezionista, e quello che voglio &egrave; l'abolizione  immediata e totale della vivisezione sulla base di motivazioni  scientifiche e mediche.</p>
<p>Sono stata in prigione molte volte, trascinata in tribunale per dei  processi-farsa, i miei gatti sono stati rubati e avvelenati, la mia vita  &egrave; stata seriamente minacciata, la mia auto &egrave; stata distrutta due volte,  mi &egrave; stato vietato di frequentare alcune strade pubbliche e le mie  finestre e la porta di casa sono state sfondate.</p>
<p>Quando si crede in una causa, si &egrave; disposti persino a dare la propria  vita. In questi anni, alcuni antivivisezionisti sono arrivati a tanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lungo il corso della storia, tutte le malvagit&agrave; sono prima o poi state  sconfitte. La gente sapeva dei campi di concentramento di Hitler, e  delle camere a gas, ma molti decisero di rimanere in silenzio e non fare  nulla.</p>
<p>Una volta venuta a conoscenza della grande frode della vivisezione, dopo  aver letto "Imperatrice nuda" e "Il massacro degli innocenti" del  grande Hans Ruesch, &egrave; diventato mio dovere morale combatterla, come  infermiera in pensione.</p>
<p>Se non lo fate voi, chi altri lo fara'?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quanti di voi sarebbero cos&igrave; stupidi da dare al proprio cane o gatto una  medicina che &egrave; stata prima testata su un essere umano? E' ridicolo! Del  tutto insensato! Il mio gatto &egrave; ricoperto da una stupenda pelliccia e  cammina su quattro zampe. Io non sono un gatto gigante, sono ricoperta  di pelle e non di pelo e cammino su due gambe. Il gatto non &egrave; un modello  per un umano malato.</p>
<p>La campagna di Hillgrove &egrave; stata molto difficile. Molti attivisti sono  stati messi in prigione, almeno 32 sono stati condannati a pene  detentive. Uno di loro &egrave; stato processato 2 volte. Il libro &egrave; dedicato a  queste 32 persone, ma io credo onestamente che ne siano stati  incarcerati pi&ugrave; di quelli che sappiamo.</p>
<p>Una "persona ignota" - ma la polizia e alcuni testimoni sapevano  benissimo chi era quell'ignoto - ha spruzzato il prato davanti  all'allevamento di HillGrove con una sostanza chimica velenosa, che fece  ammalare molti dei manifestanti. Alcuni svilupparono il cancro, e anche  un cane si ammal&ograve; di cancro e mor&igrave; dopo poco. Chi poteva essere stato?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando venni a sapere dell'allevamento di Hillgrove, uno dei tanti  luridi posti del genere nascosti nel paese, decisi di dichiarargli  guerra . E GUERRA fu! Con qualsiasi tempo, pioggia o sole, ero davanti  all'allevamento, i primi tempi da sola, con l'aiuto di un grosso  cartellone fatto in casa. Ero l&igrave; e vegliavo.</p>
<p>Con in mente le parole di Gandhi "La vivisezione &egrave; il crimine pi&ugrave; nero",  sapevo che un giorno quell'orrendo allevamento di gatti sarebbe stato  costretto a chiudere. L'avrei fatto chiudere a ogni costo.</p>
<p>I passanti si fermavano a parlarmi. "Domenica potresti venire a un  mercatino di beneficenza per aiutarmi a raccogliere fondi per la  campagna, per stampare dei volantini?" Chiedevo. "Troviamoci da me alle 6  di mattina", concludevo. Mi rispondevano "Beh... ehm... veramente  aspetto un ospite domenica". Oppure chiedevo "E un tavolo informativo a  Oxford sabato mattina?" "Devo lavarmi capelli" o "Devo andare via". In  altre parole "Non mi interessa poi cosi' tanto" o "penso che tu stia  perdendo tempo". Oppure dicevano "Proverr&ograve; a esserci", come dire "chiedi  a qualcun altro".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Serviva una petizione. Per stamparne una avevo solo pochi centesimi  avanzati dai soldi dei banchetti, dopo aver stampato i volantini. Di  certo la RSCPA (Societ&agrave; Reale per la Protezione degli animali), la NAVS  (Lega Antivivisezione), La BUAV (Unione per l'abolizione della  vivisezione), o AA (Animal Aid) potevano darmi le 50 sterline che mi  servivano per far stampare i moduli della petizione! Hanno milioni di  sterline, tra tutte, che stanno l&igrave; fermi in banca! Mi hanno aiutato?  Ovviamente no. Tutti loro sapevano che uomini e donne coraggiosi  dell'Animal Liberation Front erano entrati e avevano fatto sapere a  tutti cosa si celava dentro Hillgrove, perfino i giornali della domenica  avevano pubblicato articoli sull'argomento. S&igrave;, sapevano, e, come  altri, preferirono restare in silenzio.</p>
<p>Silenzio significa accettazione...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'utilit&agrave; di una petizione &egrave; di far avvicinare la gente al tavolo, in  modo da avere la possibilit&agrave; di parlare loro della campagna, e magari  raccogliere anche qualche offerta. Chiunque pu&ograve; firmare una petizione.</p>
<p>"Scriverai una lettera al tuo rappresentante al Parlamento chiedendo la  chiusura di Hillgrove e l'abolizione della vivisezione?" "O una lettera  alla Regina, al Papa, alle unit&agrave; sanitarie locali?". Una lettera  richiede tempo e i soldi di un francobollo. I politici si muovono solo  su pressione della pubblica opinione, e se arrivassero loro sacchi di  lettere, agirebbero.</p>
<p>Riuscii a formare un piccolo gruppo di attivisti, e ci incontrammo per  una riunione a casa di uno dei membri. Io dissi "Occupiamoci di  Hillgrove, ce l'abbiamo proprio qui a due passi". "Ma no, occupiamoci  della Oxford University e pensiamo a Hillgrove il prossimo anno" disse  uno che pensavo essere un attivista fidato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver esposto il mio cartellone fatto in casa con lo slogan "La  vivisezione &egrave; una frode scientifica", venni considerata un pericoloso  nemico dello Stato. Un fastidio! Una minaccia. Nel vedere persone  interessate al nostro incontro aspettarci fuori in macchina, ci  sciogliemmo. Fin dall'inizio avevamo un infiltrato!</p>
<p>Non posso raccontarvi tutta la storia in poche parole. Dovete leggere il  libro.</p>
<p>Ma vi voglio raccontare di Natasha, che io chiamavo "l'angelo in jeans".  Natasha volle aiutarmi e insieme facemmo grandi cose. La prima volta  che ci incontrammo, nevicava, c'era una tormenta e le strade erano  ghiacciate. Sarebbe venuta? Sarebbe stato un test. Venne. E le dissi "Il  prezzo da pagare per aiutarmi &egrave; alto, anche la prigione".</p>
<p>Noi stiamo combattendo contro enromi interessi economici. Ci sono tante  mani in pasta. Ci sono gli allevatori come Brown, i fabbricanti di  gabbie, di cibo per animali, i produttori di apaprecchi stereotassici  (di contenzione)... non venitemi a dire che non sanno quello che stanno  facendo!</p>
<p>"Puoi portare un amico al prossimo presidio, cos&igrave; saremo in tre?". Lo  fece. E da 3 diventammo 6. Io chiedevo sempre agli attivisti di portare  almeno un'altra persona. Cos&igrave;, diventammo sempre di pi&ugrave;. Arriv&ograve; un  pullman di attivisti, e poi un altro e un altro e un altro ancora! Molti  attivisti arrivavano anche in aereo, dalla Germania e da altri paesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni possibile canale UFFICIALE venne tentato. Mese dopo mese, mi facevo  un viaggio di pi&ugrave; di 40km alle noiose riunioni del Consigli Sanitario  Locale come unico membro del pubblico, al solo scopo di porre ogni volta  una domanda... avete gi&agrave; indovinato quale, vero?</p>
<p>Mi feci la tessera della RSCPA, BUAV, Lega per la Protezione del Gatto e  altre associazoni, al solo scopo di poter andare ai loro convegni  nazionali e sollevare questioni imbarazzanti. E cos&igrave; feci!</p>
<p>Ai presidi, ringraziavo sempre gli amici per aver aprtecipato. Bisogna  sempre ringraziare, sempre. Le persone apprezzano i ringraziamenti e  ricordate che stiamo combattendo per chi non pu&ograve; parlare e quindi  dobbiamo fare del nostro meglio, fare del nostro meglio &egrave; veramente il  MINIMO che possiamo fare.</p>
<p>Gli attivisti che venivano ai presidi erano di ogni et&agrave;. Dai bambini  tenuti in braccio, alla nostra Marian, l'attivista pi&agrave; anziana, che  aveva 97 anni! Era determinata a vedere Hillgrove chiuso, mi aiut&ograve; nella  battaglia scrivendo lettere ai giornali e telfonando alle radio. "La  penna &egrave; pi&ugrave; potente della spada". Una volta volevano arrestare anche  lei!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Veniva gente di tutto i tipi. Medici, avvocati. Un avvocato in maglietta  e jeans che in seguito sub&igrave; una violenza estrema dalla polizia.</p>
<p>E la Chiesa? Cos'ha fatto la Chiesa, per abolire la pi&ugrave; grande frode  della razza umana? Cosa? Pi&ugrave; di 100 anni fa in effetti i grandi  cardinali Manning e Newman si unirono alla NAVS e si schierarono spesso  contro la vivisezione. Ai giorni nostri, il Papa si &egrave; congratulato con  il famoso vivisettore, il dott. Robert White, che ha trapiantato la  testa di una scimmia su un'altra scimmia!</p>
<p>I gesuiti approvarono la crocefissione di un cane vivo e cosciente, allo  scopo di studiare il dolore di Cristo! Scienza? Sadismo? A cosa servono  questi esperimenti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avete mai sentito di un prete che oggi combatte la vivisezione? Il  reverendo James era spesso a Hillgrove, viaggiava di notte per essere l&igrave;  in tempo al mattino. Potete leggere nel libro come mi sono rivolta alla  Chiesa e ai parlamentari...</p>
<p>La pubblicit&agrave; &egrave; importante in ogni campagna. Il nostro obiettivo era di  avere almeno una lettera alla settimana sul giornale locale, e ci  riuscimmo bene! Non serve aspettare molto per leggere un articolo sulla  stampa nazionale "Farmaco contro l'artrite ritirato dal mercato - ha  causato molti morti". Scrivete al giornale sull'argomento e citate la  vostra campagna. Chiedete a molti di scrivere!</p>
<p>Parlate alla radio, telefonate alle varie trasmissioni. Affiggete  manifesti. Fate conferenze pubbliche, continuate, fino alla VITTORIA!</p>
<p>Non mollate mai, continuate a portare avanti quel che sapete essere  giusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quella di Hillgrove fu una battaglia dura. La polizia offr&igrave; un sacco di  soldi a vari attivisti perch&eacute; spiassero e riferissero. In quel periodo,  la mia casa era sotto sorveglianza 24 ore su 24, venivo seguita in  qualunque posto andassi. Tutto a spese del denaro pubblico. Una  criminale pericolosa? Mi seguivano anche all'ospedale, dal medico, ecc. I  miei sorveglianti hanno visto sfondare la porta e le finestre di casa  mia, ma cos'hanno scelto di fare? Nulla.</p>
<p>Si vede che lo Stato odia le persone che sanno di cosa stanno parlando e  hanno conoscenze medico-scientifiche solide.</p>
<p>Nel filmato avete visto alcuni cani beagle salvati dai laboratori. So  che qui avete in corso una grossa campagna contro l'allevamento  Morini...</p>
<p>Nel video avete anche visto Chris Iles parlare al megafono. Venne quasi  ucciso dalla polizia. Il suo crimine? Era un traditore! Infatti aveva  lavorato come tecnico di laboratorio fino a quando si &egrave; reso conto  dell'inutilit&agrave; di tutto questo. Non si &egrave; arreso fino a quando  l'allevamento &egrave; stato chiuso.</p>
<p>Che cosa rende una campagna una buona campagna? Duro lavoro,  determinazione, e, ancora duro lavoro.</p>
<p>Guardate le grandi manifestazioni antivivisezioniste in Nuova Zelanda  degli anni '80: i loro striscioni sono tutti uguali. Puntate su un solo  argomento. Ringraziate sempre i vostri sostenitori, anche solo per  avervi donato dei francobolli.</p>
<p>Non fidatevi di nessuno. L'attivista che chiacchiera di fianco a voi,  vestito in modo adatto a recitare la sua parte potrebbe essere un lupo  travestito da agnello. Il nemico...</p>
<p>NON incitate alla violenza, in alcuna forma. Gandhi non fu mai violento.  Non dobbiamo cadere nella trappola dei vivisettori. Il nemico vuole che  sembriamo dei pazzi, dei delinquenti, degli hooligan.</p>
<p>Chi ha iniziato a tirare le pietre contro Hillgrove farm nella epica  "battaglia di Hillgrove"? Chi? Leggete nel libro...</p>
<p>Imprigionati in una cella diventate inutili. Il nemico &egrave; DAPPERTUTTO. Il  nemico oggi &egrave; pi&ugrave; preoccupato che mai, ecco perch&eacute; si sta scatenando  tanta violenza contro i manifestanti pacifici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non lasciate che altri gruppi arrivino e prendano loro la responsabilit&agrave;  della campagna.</p>
<p>"La polizia vuole arrestarti per incitamento alla violenza. Ce l'hanno  con te, potresti perfino perdere la tua casa. Possiamo aiutarti?"</p>
<p>Il mio gruppo nel frattempo cresceva di continuo, arrivavano autobus  pieni di manifestanti, tutti che indossavano magliette col messaggio che  i vivisettori odiano: la vivisezione &egrave; una frode scientifica!</p>
<p>Stavo molto male di salute, e mi lasciai convincere a farmi aiutare. Ora  che non decidevo pi&ugrave; io, ecco che gli striscioni e le magliette con la  scritta "la vivisezione &egrave; una frode scientifica" spariscono. Il vero  messaggio, l'abolizione della vivisezione, sparisce dall'oggi al domani.</p>
<p>S&igrave;, abbiamo chiuso Hillgrove, ma non abbiamo abolito la vivisezione. Ora  i gatti vengono importati dall'estero. I vivisettori si stanno  trasferendo all'estero. Non volete il famoso vivisettore Colin Blakemore  in Italia, no?</p>
<p>- si spengono le luci -  <br /> - Cynthia accende una torcia -</p>
<p>Immaginate che questa sia una candela. Andate a casa. Accendete la  vostra candela. Tutta l'oscurit&agrave; del mondo non spegner&agrave; la nostra  candela. Fatela bruciare, sempre pi&ugrave; luminosa.</p>
<p>In Germania fecero cos&igrave; dopo la mia visita di 7 anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutte la malvagit&agrave; della storia prima o poi vengono sconfitte. Lo  schiavismo, l'olocausto. Da poche persone molto determinate.</p>
<p>Perch&eacute; la vivisezione si fa dietro porte chiuse, spesso sottoterra...?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>"Il male trionfa quando le donne e gli uomini buoni rimangono in  silenzio".</strong></p>
<p><strong>NOI ABBIAMO RAGIONE.</strong></p>
<p><strong>LORO HANNO TORTO.</strong></p>
<p><strong>VINCEREMO.</strong></p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://www.novivisezione.org/" target="_blank">www.novivisezione.org</a> <br /> <a href="http://www.novivisezione.org/info/conferenza_oneill.htm" target="_blank">http://www.novivisezione.org/info/conferenza_oneill.htm</a></p></p>]]>
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<title>Giornata benefit per Igualdad Animalil - 18 Luglio 2010 - Volpago del Montello (TV)</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=683&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Da <a href="http://www.antispecismo.org" target="_blank">www.antispecismo.org</a><br /><br />Alcuni attivisti dell&rsquo;associazione spagnola Igualdadanimal (www.igualdadanimal.org) saranno nostri ospiti il giorno 18 luglio 2010.<br />A chi non conosce l&rsquo;associazione suggeriamo la lettura del seguento dossier: <a href="http://www.agireora.org/download/dossier_investigazione_macelli.pdf" target="_blank">www.agireora.org/download/dossier_investigazione_macelli.pdf</a>.<br />Un altro sito web interessante da visitare &egrave; www.rescateabierto.org relativo alle attivit&agrave; dell&rsquo;associazione di liberazione &ldquo;a volto scoperto&rdquo; di Animali sfruttati e richiusi in allevamenti in Spagna.<br /><br />Abbiamo colto l&rsquo;occasione per organizzare un evento benefit per raccogliere fondi necessari alle loro attivit&agrave; animaliste ed antispeciste e vi invitiamo a partecipare per venire a conoscere le attivit&agrave; dell&rsquo;associazione.<br /><br />La giornata benefit si svolger&agrave; in una ex scuola elementare adibita a locale per feste localit&agrave; Cippo degli Arditi, in via San Martino (Presa 12) a Volpago del Montello (TV).<br /><br />Questo il programma:<br /><br />ore 12.00 accoglienza e presentazione della giornata<br />ore 13.00 Pranzo vegan<br />ore 15.00 conferenza attivisti di Igualdad Animal con visione materiale video &ndash; dibattito<br />Banchetto informativo vegan antispecista<br /><br />Organizzazione: Rete V.A.I &ndash; Campagne per gli animali<br /><br />Costo del pranzo vegan 15 euro, prenotazione obbligatoria a: eventi@oltrelaspecie.org<br />Posti limitati!<br />Per Menu dettagliato, info e contatti: <a href="http://animalvox.files.wordpress.com/2010/07/igualdad-tv-18-07-2010.pdf" target="_blank">http://animalvox.files.wordpress.com/2010/07/igualdad-tv-18-07-2010.pdf</a><br /><br />VI ASPETTIAMO TUTTE/I!!</p></p>]]>
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<title>Baghdad, strage di cani randagi: uccisi 58mila animali in tre mesi</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=682&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1658" alt="" width="220" height="167" />BAGHDAD (Iraq) - Negli ultimi tre mesi Baghdad &egrave; stata teatro di una strage di cani  randagi. Almeno 58mila animali sono stati uccisi - con veleno o arma da  fuoco - nel quadro di una campagna per prevenire gli attacchi contro le  persone.<br /> <br /> Lo hanno annunciato le autorit&agrave; della capitale irachena precisando che  l&rsquo;operazione &egrave; stata condotta da 20 squadre di agenti di polizia e  veterinari che per 90 giorni hanno battuto, strada per strada, l&rsquo;intera  Baghdad. <br /> <br /> L&rsquo;allarme per i cani randagi nella capitale &egrave; scattato nel 2008 quando  gli attacchi contro le persone si sono moltiplicati. Sotto il regime di  Saddam Hussein, i cani senza padroni venivano regolarmente uccisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte e foto La Zampa</p></p>]]>
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<title>In favore degli animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=681&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p class="Stile27"><strong>Un po&rsquo; di  numeri... Gli animali mangiati dagli  umani</strong></p>
<ul>
<li>48 miliardi ogni anno </li>
<li>131 milioni ogni giorno </li>
<li>5 milioni e mezzo ogni ora </li>
<li>91000 ogni minuto </li>
<li>1500 ogni secondo. </li>
</ul>
<p class="Stile27">Mediamente, ogni umano carnivoro  nel corso della sua esistenza mangia 1500 animali.<br /> Senza contare pesci, molluschi e piccoli uccelli che  si contano a peso e non a individui.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<hr size="1" />
<p class="Stile28 Stile16">&nbsp;</p>
<p class="Stile28 Stile16">Che cosa pensereste di una persona che cattura  una rondine, la chiude in una gabbia cos&igrave; piccola da non permetterle di  aprire le ali e le taglia il becco? Un sadico? &Egrave; proprio quello che  fanno gli allevatori di galline ovaiole. L&rsquo;apertura alare media di una  gallina Leghorn &egrave; di 66 cm, ma lo spazio disponibile nelle gabbie degli  allevamenti &egrave; di 15 cm. In queste condizioni diventano pazze e, per  evitare che si ammazzino tra loro, gli viene tagliato il becco, senza  anestesia. La produzione di uova produce morte e dolore.</p>
<p class="Stile28 Stile16">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Il numero di maiali del peso  superiore a 320 chili mediamente alloggiati in uno spazio delle  dimensioni di un letto matrimoniale negli allevamenti &egrave;: <strong>tre</strong>.  Avete presente un ascensore strapieno? Quando manca l&rsquo;aria e si &egrave; tutti  appiccicati e si contano i piani sperando che il nostro arrivi il pi&ugrave;  in fretta possibile? Bene, ora provate a immaginare di trascorrere  l&rsquo;intera esistenza in quell&rsquo;ascensore bloccato e buio. Perch&eacute;? Perch&eacute;  qualcuno continua a mangiare prosciutto.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/353/img/p47.jpg" alt="" width="400" height="532" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Quando camminano sul fondale  marino, le coppie di aragoste congiungono le pinze, come due amanti che  si danno la mano. Quando si incontrano passano una chela sui loro dorsi  ruvidi per scoprire le loro reciproche et&agrave; e la loro provenienza. Sono  monogame e vivono oltre 50 anni. Le aragoste vengono ancora bollite vive  nei ristoranti. I pesci non sono una massa informe da considerare a  peso. Ogni pesce &egrave; un individuo dotato di sensibilit&agrave; e intelligenza,  proprio come tutti gli altri animali.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Motivo per il quale la carne di  vitello &egrave; tenera: <strong>ai vitelli, per l&rsquo;intera esistenza, viene  impedito di muovere anche un solo passo</strong>. Motivo per il quale la  carne di vitello &egrave; bianca:<strong> i vitelli vengono tenuti bloccati da  una cortissima catena e alimentati con una dieta che provoca forti  anemie. Una dieta composta da una brodaglia salatissima. Il vitello, non  potendo bere, la manger&agrave; in continuazione nella vana speranza di  dissetarsi. Raggiunger&agrave;, cos&igrave;, in breve tempo il peso necessario per  essere macellato</strong>.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">I risultati di studi scientifici  sempre pi&ugrave; precisi (iniziati con Darwin dalla seconda met&agrave; dell&rsquo;800 fino  ai giorni nostri) dimostrano, al di l&agrave; di ogni dubbio, che gli animali  provano le emozioni pi&ugrave; primitive come rabbia, paura, tristezza, gioia.  Ma anche quelle pi&ugrave; elaborate come vergogna, nostalgia, gelosia,  impazienza. Sanno divertirsi, annoiarsi e commuoversi. Fingere che  questo non sia vero significa cancellare scienza, sensibilit&agrave;, empatia,  razionalit&agrave;, intelligenza.</p>
<p class="Stile27">Che cosa evoca la parola  cucciolo? Tenerezza? Simpatia?Amore?</p>
<p class="Stile27"><br /> La maggioranza degli animali che si mangiano sono cuccioli. Gli  animali, infatti, devono ingrassare ed essere macellati in tempi  brevissimi per avere il massimo tornaconto economico. Per produrre latte  una mucca deve partorire, il cucciolo le verr&agrave; strappato, verr&agrave;  alimentato forzatamente per 6 mesi e poi verr&agrave; macellato. Anche la  mucca, dopo 4/5 anni di sfruttamento intensivo subir&agrave; la stessa sorte.  La produzione di latte prevede morte e crudelt&agrave;.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">La nutrizione forzata &egrave; una  tecnica basilare per far ingrassare rapidamente un animale. Nel caso di  anatre e oche allevate per il pat&egrave;, avviene con un tubo che immette nel  loro esofago mais, grasso e sale in grandi quantit&agrave; per 3 volte al  giorno. &Egrave; come costringere un umano a mangiare 15 chili di spaghetti al  giorno, naturalmente dopo averlo rinchiuso in una gabbia dove non riesce  neanche a girarsi. 25 milioni di anatre e oche vengono sottoposte, ogni  anno, a questa tortura.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">I pesci hanno un sistema nervoso  e, ovviamente, provano dolore e sofferenza. Secondo uno studio olandese,  un pesce sventrato impiega dai 25 ai 65 minuti per perdere ogni  sensibilit&agrave;. Un pesce fatto asfissiare fuori dall&rsquo;acqua, invece, dai 55  ai 250 minuti. Per i pesci cacciati nei mari l&rsquo;agonia inizia quando si  tirano le reti dall&rsquo;acqua. Negli allevamenti si usa il dissanguamento  che genera convulsioni e spasmi fino alla fine. Le trote vengono  lasciate morire di asfissia, alcune si riprendono nel momento  dell&rsquo;eviscerazione.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Circa il 90% degli animali che  viene mangiato vive la sua esistenza negli allevamenti e in atroci  condizioni. Chi pensa ad una gallina o ad un&rsquo;oca che prende il sole  nell&rsquo;aia della fattoria &egrave; decisamente fuori strada. L&rsquo;etichetta galline  allevate a terra indica che vivono in immensi capannoni sempre  illuminati e dall&rsquo;aria irrespirabile e che vengono macellate dopo 2  anni. Anche negli allevamenti biologici all&rsquo;aperto, le galline sono  costrette a vivere insieme a migliaia, non possono formare famiglie e  vengono macellate dopo 2 anni di prigionia.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Il primo passo da compiere per  andare incontro agli animali e alle loro immani sofferenze, &egrave; quello di  cambiare, subito e senza attendere il famoso momento giusto che non  arriva mai, la propria dieta eliminando tutti i prodotti animali (carne,  pesce, uova e latticini). Gli altri passi avverranno naturalmente. Si  sentir&agrave; il bisogno di condividere la propria consapevolezza portando  informazioni, aderendo alle iniziative vegan e attivandosi per i diritti  di tutti gli animali.</p>
<p><a target="_blank"></a></p>
<p class="Stile34 Stile31 Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile34 Stile31 Stile27"><strong>Provate a immaginare</strong></p>
<p class="Stile27">Provate a immaginare il  galoppo libero e sfrenato di un cavallo che vola verso l&rsquo;orizzonte  infinito, che schizza acqua di mare su una battigia deserta mentre il  sole manda i suoi ultimi raggi.<br /> Se ci riuscite, se ancora avete la facolt&agrave; di rievocare scenografie  naturali e incontrollate, allora insistete. Provate anche a immaginare  che quel cavallo non sia di nessuno.<br /> Nessuno che lo cavalca, che lo hai ma cavalcato, nessuno che lo  cavalcher&agrave;.<br /> Nessuno che lo ha comprato, nessuno che lo ha trasportato in un vano  strettissimo trainandolo con un&rsquo;automobile, nessuna stalla, nessun box  di un metro quadrato, nessun frustino, nessuna sella.<br /> Nessuno che lo ha catturato, nessuno che lo ha rinchiuso in un  recinto, nessuno che lo ha domato, nessuno che ha violentato il suo  istinto naturale di galoppare via verso quell&rsquo;orizzonte infinito, verso  quel sole morente.<br /> Nessuno, proprio nessuno che scommette sulla sua corsa, nessuno che lo  tira per le briglie, nessuno che lo imbottisce di farmaci, nessuno che  ne giudica il valore in base ai suoi assurdi parametri, nessuno che lo  uccide con un colpo in testa quando non serve pi&ugrave;.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27"><strong>Se  diventi vegan</strong><br />risparmi la vita a 9 mucche, 22 maiali, 30  pecore, 800 polli, 50 tacchini, 15 anatre, 12 oche, 7 conigli e una  mezza tonnellata di pesci e molluschi.</p>
<p class="Stile27"><strong>Se  diventi vegan</strong><br />smetti di essere complice della causa principale  della deforestazione.</p>
<p class="Stile27"><strong>Se  diventi vegan</strong><br />non sei pi&ugrave; il mandante del furto delle terre  nei paesi pi&ugrave; poveri.</p>
<p class="Stile27"><strong>Se  diventi vegan</strong><br />dai un futuro al pianeta.</p>
<p class="Stile27" style="text-align: right;">a cura di Troglodita tribe s.p.a.f. (societ&agrave; per azioni felici) fonte www.anarca-bolo.ch</p></p>]]>
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<title>L'olocausto nel tuo piatto. Oggi sii vegetariano!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=680&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Riporto integralmente il comunicato  stampa della PETA (People for  the Ethical Treatment of Animals) del 25  luglio 2003, in cui  l'associazione animalista chiede l'intercessione del  Papa a sostegno  del progetto "L'Olocausto nel tuo piatto", per esortare  la Chiesa  Cattolica ad impegnarsi contro le atrocit&agrave; perpetrate sugli  animali da  allevamento:"&laquo;Abbiamo inviato una lettera a Sua Santit&agrave;  Giovani Paolo  II&raquo; - dichiara Walter Caporale, rappresentante italiano  della PETA  (People for Ethical Tratment of Animals), la pi&ugrave; grande  associazione  animalista al mondo che ha tra i suoi testimonial Paul  McCartney e  Pamela Anderson - &laquo;per invocare l'intercessione a sostegno  del progetto  "<strong>L'Olocausto nel tuo piatto</strong>": una grande mostra itinerante  che intende  evidenziare come le atroci condizioni di cui soffrono gli  animali  allevati e uccisi per scopi alimentari non siano dissimili da  quelle  inflitte, nei Lager nazisti, agli ebrei e ad altri internati&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella lettera la PETA, riferendosi al riconoscimento, da parte della   Chiesa Cattolica apostolica romana, che il suo silenzio sulla   carcerazione e l'assassinio di ebrei, zingari, omosessuali, dissenzienti   politici e altri perseguitati durante gli anni '30 e '40 fu causa di   inaudite sofferenze, si appella al Papa perch&eacute; la Chiesa prenda   posizione, oggi, contro l'attuale olocausto di animali. &laquo;A quel tempo   furono in molti, nella Chiesa, che si rifiutarono di vedere, e che non   fecero nulla per far cessare le atrocit&agrave; e salvare vite umane&raquo;, dice   Matt Prescott, ebreo americano, coordinatore delle iniziative PETA per i   giovani, della cui famiglia alcuni membri furono uccisi dai nazisti. E   aggiunge: &laquo;Questa volta, non dobbiamo distogliere lo sguardo&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il   progetto "L'Olocausto nel tuo piatto", finanziato da un filantropo   ebreo, &egrave; stato in parte ispirato da Theodor Adorno, filosofo   sopravvissuto all'Olocausto, il quale una volta disse: &laquo;Auschwitz   incomincia dovunque qualcuno, vedendo un mattatoio, dice: dopo tutto   sono solo animali&raquo;. La mostra, che al momento &egrave; in viaggio negli Stati   Uniti, &egrave; composta da una serie di ampi pannelli dove, accanto a   fotografie di animali negli allevamenti e nei mattatoi, sono mostrate   scene dai campi di morte nazisti. In aggiunta al tour di "L'Olocausto   nel tuo piatto", la PETA ha mandato in onda, all'inizio di questo mese,   uno spot televisivo in Polonia - comunemente considerata epicentro   storico dell'Olocausto - che fa rivivere l'orrore di essere trasportati   verso la morte: il mondo esterno &egrave; visto attraverso le feritoie di un   carro bestiame, mentre una voce maschile enumera l'agghiacciante   sequenza: venire costretti in un recinto, essere caricati a forza su un   treno, senza cibo e senza acqua. Lo spot termina con le parole &laquo;OGGI  SII  VEGETARIANO!&raquo;. Roma, 25 luglio 2003"</p>
<p style="text-align: right;">fonte www.luigiboschi.it</p></p>]]>
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<title>Brescia, guanti sul bus degli immigrati</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=679&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>L'iniziativa dell'amministrazione comunale e dell'azienda dei  trasporti locale su una linea frequentata da extracomunitari.  L'obiettivo dichiarato &egrave; mantenere l'igiene e tutelare la salute dei  cittadini. Ma scoppia la polemica</strong>.<br /> <br /> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs147.snc4/36710_459565965336_76372150336_5800268_7965679_a.jpg" alt="" />Guanti  sul bus degli immigrati. La singolare iniziativa, lanciata a Brescia  dall'amministrazione comunale (Pdl) e dall'azienda dei trasporti locale,  &egrave; destinata a suscitare polemiche. Sugli autobus della linea 3, la  "Badia-Rezzato" che attraversa la citt&agrave; da est a ovest, sono gi&agrave; pronti i  distributori di "Ufo", un guanto monouso in plastica biodegradabile che  serve a "proteggere le mani dagli agenti patogeni a bordo".  L'iniziativa, apparentemente "asettica", ha per&ograve; destato i sospetti  della Cgil che ha fatto notare come la linea 3 sia usata soprattutto  dagli immigrati e ha espresso il timore che il guanto "Ufo" non sia  altro che l'ennesima trovata di stampo xenofobo di una delle citt&agrave; con  il pi&ugrave; alto tasso di extracomunitari di tutta la Lombardia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"La linea 3 &egrave;  molto frequentata da cittadini stranieri e questa &egrave; un'iniziativa unica  in tutta Europa - si legge in un comunicato del sindacato - Non  vorremmo che l'operazione "guanto da viaggio" sia male interpretata e  venga annoverata tra le iniziative di intolleranza, che ultimamente  scaraventano la provincia di Brescia su tutte le prime pagine dei  quotidiani nazionali". Il riferimento &egrave; all'episodio dell'aprile scorso,  quando il sindaco di Adro, Comune a maggioranza leghista, decise di  punire con l'esclusione dalla mensa di una scuola elementare i figli di  immigrati che non avevano ancora pagato la retta.<br /> <br /> L'idea del "guanto da viaggio" &egrave; venuta ad alcuni docenti dell'Istituto  di design "Machina" e dell'Accademia di Belle Arti di Santa Giulia ed &egrave;  stata realizzata con il contributo degli studenti, che ne hanno curato  la grafica. "Ufo" sar&agrave; distribuito in via sperimentale per un mese e i  bresciani potranno usufruirne gratuitamente. Solo dopo questo periodo di  prova, il Comune valuter&agrave; il successo dell'operazione e decider&agrave; se  estenderla alle altre linee urbane. Sin dal primo momento, per&ograve;, il  guanto non servir&agrave; solo all'igiene, ma anche alla pubblicit&agrave;. Sui  diversi modelli, infatti, sono gi&agrave; impresse le stampe di messaggi  promozionali e istituzionali. Un'opportunit&agrave; per commercianti e  imprenditori locali, che potranno promuovere la loro attivit&agrave; e i loro  prodotti. L'assessore comunale ai Trasporti, Nicola Orto, intervistato  dal quotidiano locale Bresciaoggi.it, non nasconde l'entusiasmo per  l'iniziativa: "E' una sperimentazione tutta bresciana: siamo i primi in  Italia e gi&agrave; molte amministrazioni aspettano i risultati di questo  progetto".<br /> <br /> "Se c'&egrave; un problema di igiene - fa notare per&ograve; la Cgil - vorremmo  esserne informati, visto che sugli autobus, oltre agli utenti, operano  ogni giorno centinaia di lavoratori e lavoratrici. E, se il pericolo per  la salute esiste davvero, perch&eacute; non si allarga da subito l'iniziativa  anche alle altre linee, o non la si estende ai treni?". La Cgil non  risparmia, infine, l'affondo: &laquo;Invece che per i guanti da viaggio, il  Comune potrebbe utilizzare questi soldi per il trasporto pubblico  massacrato dall'ultima finanziaria, o magari per una bella campagna  pubblicitaria dal titolo: 'Ora basta, uccidiamo i germi  dell'intolleranza'".<br /> <br /></p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/guanto_ufo-5460823/" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://www.repubblica.it/c</span><span>&nbsp;</span><span>ronaca/2010/07/07/news/gua</span><span></span>nto_ufo-5460823/</a></p></p>]]>
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<item>
<title>ALLEVATO IN ITALIA - Raccolta fondi per la pubblicazione su Terra Nuova </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=678&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/allevato-in-italia-home.jpg" alt="Allevato in Italia" width="254" height="354" /><strong><span>La sottoscrizione &egrave; aperta! </span>Il gruppo nato su facebook per  promuovere le pubblicit&agrave; di campagne per gli animali lancia una nuova  iniziativa: la raccolta fondi per pubblicare la pubblicit&agrave; "<span style="text-decoration: underline;">Allevato in  Italia</span>" sulla rivista Terra Nuova.<br /> <br /> Di seguito il testo di presentazione del  progetto pubblicato dai responsabili del gruppo:<br /> <br /> "</strong>Cari amici del gruppo,<br /> eccoci nuovamente qui per proporvi una  nuova   iniziativa. La rivista mensile Terra Nuova, che certamente molti  di voi   conosceranno, si &egrave; resa disponibile a pubblicare la campagna  che numerosi   quotidiani e riviste nazionali hanno (come gi&agrave; sapete)  censurato. Parliamo della   campagna "Allevato in Italia", naturalmente.<br /> <br /> Una simile occasione non   potevamo  certamente farcela sfuggire; l'ormai famosa campagna censurata da tutti    i media nazionali perch&eacute; ritenuta "scomoda" , ha assunto un valore  simbolico   superiore alle nostre aspettative. Se in cos&igrave; tanti hanno  paura di pubblicarla   un perch&eacute; ci deve pur essere.<br /> <br /> Questo progetto &egrave; certamente diverso dal    precedente per diversi motivi: stiamo parlando di pubblicare su un  mensile e non   su un quotidiano;<br /> Terra Nuova non &egrave; distribuita in  edicola, ma &egrave; possibile   acquistare questa rivista in libreria e in  molti punti vendita di prodotti   biologici (ma anche ristoranti  vegetariani, centri, associazioni del   naturale...in tutto oltre 1040  punti vendita in Italia) . La rivista conta pi&ugrave;   di 8000 abbonati in  tutta Italia e ha una tiratura media di 20.000 copie mensili    effettive.<br /> <br /> Invitiamo quanti non conoscessero ancora  questa rivista a   visitarne il sito al seguente indirizzo: <a href="http://www.aamterranuova.it/" target="_blank">http://www.aamterranuova.it/</a><br /> <br /> La   pubblicazione di una pagina a  colori su Terra nuova (cm. 19,5x27,5) ha un costo   decisamente  accessibile : 1050 euro + iva (quindi 1260 euro iva   inclusa).<br /> Secondo gli ultimi conteggi dei  versamenti per la pubblicazione su   Repubblica risultano essere  disponibili ancora circa 300 euro, somma che si   trova sul conto di  Progetto Vivere Vegan e che, pertanto, potr&agrave; essere   utilizzata per la  pubblicazione su Terra Nuova.<br /> Ci&ograve; detto, la somma che ci   basterebbe  raccogliere per questo progetto ammonta a 960 euro.<br /> Se poi   volessimo dare una posizione di  maggior prestigio alla nostra pagina potremmo   addirittura puntare  alla "terza di copertina", che ha un costo di 1300 euro +   iva.<br /> In ogni caso questo lo potremo decidere  solo in base alla cifra che   raggiungeremo con i nostri versamenti.<br /> <br /> Abbiamo pensato di fissare, come   data  ultima per i versamenti, il 31 agosto 2010. La speranza &egrave; quella di  andare   in stampa con il numero di ottobre.<br /> Questa volta, considerato il budget da    raggiungere, non vogliamo fissare una quota individuale. Ognuno &egrave;  libero di   versare un contributo secondo le proprie possibilit&agrave;.<br /> <br /> Da oggi inoltre   anche CA-Campagne per  gli Animali ha un proprio conto corrente bancario,   pertanto i  versamenti non andranno pi&ugrave; fatti sul conto di Progetto Vivere Vegan    bens&igrave; direttamente su quello di Campagne per gli Animali<br /> <br /> Il contributo   pertanto dovr&agrave; essere  versato sul Conto Corrente bancario n&deg; 194 / 705897   intestato a  "Campagne per gli Animali", specificando come causale: &ldquo;campagna   Terra  Nuova gruppo FB&rdquo;<br /> <br /> CC n&deg; 194 / 705897<br /> IBAN:   IT50T0572861551194570705897<br /> Intestato a Campagne per gli Animali<br /> <br /> Anche   questa volta vi preghiamo, dopo  aver versato la quota, di segnalarcelo inviando   una e-mail con nome e  cognome e importo versato ai 2 destinatari<br /> <a href="mailto:info@campagneperglianimali.org" target="_blank">info@campagneperglianimali.org</a><br /> <a href="mailto:cagruppofb@libero.it" target="_blank">cagruppofb@libero.it</a><br /> <br /> I vostri   versamenti saranno come di  consueto monitorati da Campagne per gli Animali e da   noi  amministratori di questo gruppo; <br /> vi invieremo un messaggio di    aggiornamento settimanale darvi conto della quota via via   raggiunta.<br /> Relativamente a Campagne per gli Animali  vi invitiamo ad   iscrivervi alla loro Newsletter, che vi permetter&agrave; di  restare aggiornati sulle   attivit&agrave; di questa associazione non profit e  sulle campagne in   corso.<br /> Questo il link per iscrivervi alla  Newsletter di Campagne per gli   Animali:<br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/newsletter.html" target="_blank">http://www.campagneperglianimali.org/newsletter.html</a><br /> <br /> Grazie   a tutti dell'attenzione e ci  auguriamo che questo nuovo progetto colga il vostro   interesse!<br /> <br /> <em>gli amministratori del gruppo</em><strong>"  <br /> <br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/doc/cs/ca-cs-giugno-2010-2.pdf" target="_blank">COMUNICATO STAMPA: "Allevato in Italia prossimamente su  Terra Nuova "</a><br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/allevato-in-italia-alta.pdf" target="_blank">Anteprima di ALLEVATO IN ITALIA </a> </strong>(formato  .pdf)<strong><br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/sostenitori.html" target="_blank">Lista di  chi ha sostenuto l'iniziativa</a><br /> </strong></p>
<p style="text-align: right;">da <a href="http://www.campagneperglianimali.org" target="_blank">www.campagneperglianimali.org</a><strong> </strong></p></p>]]>
</description>	
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<title>Incontro per la liberazione animale 08-11 Luglio 2010</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=677&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>L'incontro internazionale per la liberazione animale 2010  		(<a href="http://argathering.net/" target="_blank">International Animal Rights  Gathering</a>)  		quest'anno verr&agrave; organizzato da un collettivo di attivisti italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://incontroliberazioneanimale.net/img/banner-1-ar.jpg" alt="" width="620" height="118" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Essendo un incontro internazionale, vogliamo informare che <strong>la  maggior parte dei workshop si terranno in lingua inglese</strong>.<br /> Durante i giorni dell'incontro <strong>saranno disponibili dei corsi  paralleli in lingua italiana</strong> e per ovviare ai problemi di  lingua <strong>dedicheremo 4 ore (2 a la mattina e 2 al pomeriggio)  tutti i giorni per affrontare dibattiti e corsi in lingua italiana.</strong></p>
<p>L'incontro inizier&agrave; gioved&igrave; 8 luglio e continuer&agrave; fino a domenica  11, terminando con 		la colazione di luned&igrave; 12 mattina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo deciso di organizzare questo evento perch&egrave; lo riteniamo  molto 		importante: centinaia di attivisti, provenienti da tutto il mondo,  		si incontrano e si confrontano su idee, pensieri, esperienze,  strategie,  		progetti ma anche per divertirsi e passare bei momenti insieme. Gli incontri internazionali passati hanno sempre dimostrato che  lavorare  		insieme, cooperare e portare avanti campagne globali rafforza tanto  ogni  		individuo quanto l'intero movimento di liberazione animale.</p>
<p>Probabilmente molti di voi avranno bisogno di rilassarsi,  recuperare energie,  		prendere una pausa per pensare, incontrare persone interessanti,  continuare  		ad essere motivati dopo anni di campagne, trovare nuove idee,  incontrare  		amici spesso troppo distanti e discutere con loro faccia a faccia,  		condividere l'empatia che sentiamo per gli animali sfruttati ovunque,  		e tornare a casa con nuova energia...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo &egrave; ci&ograve; che l'incontro internazionale pu&ograve; offrirvi! Non &egrave; il <em>nostro</em> incontro ma anche il <em>vostro</em>.<br /> Si tratta di qualcosa per cui tutto il movimento deve impegnarsi a  fondo  		nella realizzazione, suggerendo <a href="http://incontroliberazioneanimale.net/programma" target="_blank">discussioni</a>, <a href="http://incontroliberazioneanimale.net/programma" target="_blank">workshops</a>,  portando materiale  		delle proprie campagne da condividere con tutti, dando una mano con il   		lavoro che sar&agrave; necessario durante l'incontro. A tutti i presenti verr&agrave; chiesto un contributo no-profit di 25 euro  per coprire le spese del cibo, dell'affitto dei tendoni e delle  attrezzature. Il contributo potr&agrave; essere dato in denaro al momento  dell'arrivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INFO su <a href="http://incontroliberazioneanimale.net" target="_blank">http://incontroliberazioneanimale.net</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://incontroliberazioneanimale.net" target="_blank">http://incontroliberazioneanimale.net</a></p></p>]]>
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<title>Cuba: clima di paura per le restrizioni alla libertà d'espressione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=676&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://blogs.state.gov/images/UNGA/field/2007_1030_cuba2_bh_m.jpg" alt="" width="220" height="125" />In un rapporto pubblicato oggi,  dal titolo "<strong class="userFormat1">Restrizioni alla libert&agrave; di  espressione a Cuba</strong>", Amnesty International ha dichiarato che il  sistema di repressione legale in vigore nell'isola caraibica ha  generato un clima di paura tra giornalisti, dissidenti e attivisti,  sottoposti al rischio di arresti e persecuzioni arbitrarie da parte  delle autorit&agrave;.<br /><br />Il rapporto mette in luce le disposizioni di  legge e le pratiche di governo che limitano l'informazione e che sono  state utilizzate per arrestare e incriminare centinaia di persone  critiche nei confronti del governo.<br /><br />"<em class="userFormat2">Le  leggi sono cos&igrave; vaghe che quasi ogni gesto di dissidenza pu&ograve; essere  giudicato un atto criminale sotto diversi punti di vista, rendendo molto  difficile per gli attivisti pronunciarsi nettamente contro il governo.  C'&egrave; un bisogno urgente di riforme per far s&igrave; che i diritti umani  diventino una realt&agrave; per tutti i cubani</em>" - ha affermato Kerrie  Howard, vicedirettrice del Programma Americhe di Amnesty International.<br /><br />Yosvani  Anzardo Hern&agrave;ndez, direttore del quotidiano online <em class="userFormat2">Candonga</em>, &egrave; uno dei tanti giornalisti  indipendenti cubani arrestati arbitrariamente, interrogati e minacciati  dalle autorit&agrave;.<br /><br />Nel settembre 2009 &egrave; stato detenuto  arbitrariamente per 14 giorni, prima di essere rilasciato senza alcuna  imputazione. Durante la detenzione, la polizia ha anche sequestrato il  suo computer, che ospitava il sito, e ha staccato la sua linea  telefonica.</p>
<p>Bench&eacute; Yosvani Anzardo  Hern&agrave;ndez abbia abbandonato la speranza di continuare a lavorare al suo  sito, ancora non riesce a capire la ragione per cui &egrave; stato chiuso. "<em class="userFormat2">Speravamo che il governo avesse compreso che quello  che stavamo facendo era esercitare un nostro diritto, non avevamo fatto  male a nessuno</em>" - ha detto il giornalista. "<em class="userFormat2">Abbiamo fatto del nostro meglio per informare su  quello che accadeva nel paese. Le autorit&agrave; hanno considerato questo  pericoloso</em>".</p>
<p>Lo stato cubano detiene un  monopolio effettivo sui mezzi d'informazione, dal momento che chiede a  tutti i giornalisti di aderire all'Associazione nazionale dei  giornalisti, posta sotto il controllo del Partito comunista.<br /><br />Le  autorit&agrave; hanno anche messo a punto dei filtri per limitare l'accesso ai  blog che criticano apertamente il governo e tutte le restrizioni imposte  alle libert&agrave; fondamentali.</p>
<p>La Costituzione cubana va  persino oltre nel mettere un freno alla libert&agrave; di espressione,  affermando che "nessuna delle libert&agrave; riconosciute ai cittadini pu&ograve;  essere esercitata contrariamente a quanto stabilito nella Costituzione e  nella legge, o essere contraria all'esistenza e agli obiettivi dello  stato socialista, o alla decisione del popolo cubano di fondare il  socialismo e il comunismo".<br /><br />Il codice penale contiene anche una  serie di vaghe fattispecie di reato che possono essere usate per  reprimere il dissenso, come "pericolosit&agrave; sociale", "propaganda nemica",  "disprezzo nei confronti dell'autorit&agrave;", "resistenza", "diffamazione  delle istituzioni nazionali" e "stampa clandestina".</p>
<p>Le disposizioni della Legge 88  sulla protezione dell'indipendenza nazionale e dell'economia di Cuba  sono state usate a loro volta per reprimere le voci critiche e punire i  dissidenti che collaborano con i mezzi d'informazione stranieri.<br /><br />Con  una magistratura per nulla indipendente o imparziale, gli oppositori  del governo finiscono per trovarsi di fronte a un numero illimitato di  azioni interpretabili come reati penali e per essere sottoposti a  processi spesso sommari e iniqui.</p>
<p>Le autorit&agrave; cubane negano  l'esistenza&nbsp; di prigionieri politici nel paese ma Amnesty International &egrave;  a conoscenza di almeno 53 prigionieri di coscienza che rimangono in  carcere per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libert&agrave;  di espressione, associazione e riunione.<br /><br />Uno dei 75 dissidenti  arrestati nel giro di vite della "primavera nera" del 2003, il  giornalista indipendente Pablo Pacheco Avila, &egrave; stato condannato a 20  anni di carcere per aver scritto articoli per giornali stranieri e  online, rilasciato interviste a radio straniere e pubblicato notizie via  internet.<br /><br />Malgrado alcuni prigionieri di coscienza siano stati  rilasciati per motivi di salute, compreso da ultimo Ariel Sigler Amaya,  la maggior parte di essi, tra cui Pablo Pacheco Avila, &egrave; ancora in  carcere.<br /><br />Il governo cubano cerca di giustificare la mancata  tutela dei diritti umani puntando il dito contro gli effetti negativi  dell'embargo imposto dagli Stati Uniti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;"<em class="userFormat2">&Egrave;  chiaro che l'embargo ha avuto un impatto negativo su Cuba ma &egrave;  francamente una &nbsp;scusa che non regge per giustificare le violazioni dei  diritti umani del popolo cubano</em>" - ha commentato Howard. "<em class="userFormat2">Il governo deve cercare soluzioni per porre fine  alle violazioni dei diritti umani, invece di trovare delle scuse per  perpetrarle</em>".</p>
</blockquote>
<p>Amnesty International chiede al governo cubano  di revocare o modificare le norme che limitano illegittimamente la  libert&agrave; di espressione, porre fine alla persecuzione dei dissidenti,  rilasciare tutti i prigionieri di coscienza e consentire il libero  scambio di informazioni attraverso Internet e gli altri mezzi di  comunicazione. <br /><br />"<em class="userFormat2">Il rilascio di tutti i  prigionieri di coscienza e la fine delle persecuzioni sui dissidenti  sono misure che il governo cubano deve assumere immediatamente e senza  condizioni</em>" - ha affermato Howard. "<em class="userFormat2">Ma per  onorare il suo impegno per i diritti umani, Cuba deve anche smantellare  la macchina repressiva costruita in tutti questi anni e portare avanti  le riforme necessarie per far s&igrave; che i diritti umani diventino una  certezza per tutti i cubani</em>".&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/7%252F3%252F5%252FD.66358c8bba96d4948132/P/BLOB%3AID%3D3790" title="Scarica il rapporto in inglese &quot;Restrictions on Freedom of  Expression in Cuba&quot;  (580.15 KB)" target="_blank">Scarica il rapporto in inglese "Restrictions on  Freedom of Expression in Cuba"<span> (580.15  KB)</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Amnesty International Italia</p></p>]]>
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<title>Kenya: donne prigioniere nelle loro case</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=675&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><dl class="viewCaption" style="width: 220px;"><dt><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/b/f/6/D.7ed14ffe79519519f3dc/Kenya_CS.jpg" alt="Mukuru Kwa Njenga, insediamento informale nei pressi dell'area     industriale di Nairobi" width="220" height="293" /></dt></dl>
<p>Queste donne diventano prigioniere nelle loro case  durante la notte e talvolta anche prima del tramonto. Poich&eacute; necessitano  di maggiore riservatezza rispetto agli uomini per andare in bagno o  fare una doccia, l'inaccessibilit&agrave; di questi servizi le pone a rischio  di stupro e le costringe a restare intrappolate in casa" - ha  dichiarato Godfrey Odongo, ricercatore di Amnesty International  sull'Africa orientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em class="userFormat2">Il fatto che non siano  in grado neanche di accedere ai pochi servizi pubblici igienici  esistenti le espone al rischio di malattie</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>Le donne e le  ragazze degli insediamenti abitativi precari di Nairobi, la capitale del  Kenya, vivono nella costante minaccia di subire violenza sessuale e per  questo rinunciano spesso a uscire dalle loro case per usare i servizi  igienici e i bagni pubblici. &Egrave; quanto denunciato oggi da Amnesty  International, in un nuovo rapporto intitolato "<strong class="userFormat1">Sicurezza e dignit&agrave; negate: la vita delle donne  negli insediamenti abitativi precari di Nairobi</strong>".&nbsp;<br />&nbsp;<br />Il  rapporto spiega come il mancato inserimento di queste aree nei progetti e  nei finanziamenti di sviluppo urbano abbia significato un accesso  inadeguato ai servizi igienici, cosa che colpisce in modo  particolarmente duro le donne che vi risiedono.</p>
<p>&nbsp;<br />La situazione &egrave;  aggravata dall'assenza di forze di polizia negli insediamenti abitativi  precari. Quando le donne subiscono violenza, &egrave; improbabile che riescano  a ottenere giustizia. A Kibera, l'insediamento pi&ugrave; grande di Nairobi  con un milione di abitanti, non c'&egrave; un posto di polizia.<br />&nbsp;<br />"<em class="userFormat2">Avevo sempre sottovalutato la minaccia della  violenza. Andavo abitualmente alle latrine, salvo quando si era fatto  troppo tardi. Questo fino a due mesi fa quando ho rischiato di essere  stuprata</em>" - ha dichiarato Amina, 19 anni, dell'insediamento  abitativo precario di Mathare.<br />&nbsp;<br />Alle 7 di sera, Amina &egrave; stata  circondata da quattro uomini, che l'hanno picchiata e spogliata. Solo le  sue grida, che hanno richiamato l'attenzione dei vicini, hanno  scongiurato lo stupro. Sebbene conoscesse uno degli uomini, Amina non lo  ha denunciato per timore di ritorsioni.</p>
&nbsp;
<p>Nell'impossibilit&agrave; di lasciare  le loro case di una sola stanza dopo il tramonto, molte abitanti degli  insediamenti informali ricorrono alle "toilette volanti", buste di  plastica che vengono poi lanciate fuori per disfarsi del contenuto. Le  precarie condizioni igieniche in cui vivono, dovute anche alla grande  quantit&agrave; di escrementi umani depositati all'aperto a causa  dell'inadeguato accesso ai servizi igienici, contribuiscono direttamente  all'insorgere di malattie e agli elevati costi delle spese mediche.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Altre  donne hanno raccontato ad Amnesty International quanto sia umiliante  lavarsi di fronte ai parenti e ai bambini.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Anche alla luce del  giorno, i bagni pubblici sono scarsi e molto lontani. Secondo fonti  ufficiali, solo il 24 per cento degli abitanti degli insediamenti  informali di Nairobi ha accesso a servizi igienici in casa.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Nonostante  alcuni elementi positivi, le politiche adottate del Kenya riguardo ai  risultati prefissati dagli Obiettivi di sviluppo del millennio non  tengono conto delle specifiche necessit&agrave; delle donne che vanno incontro  alla violenza a causa della mancanza di servizi igienici adeguati e non  affrontano la mancata applicazione delle direttive che impongono ai  proprietari delle case e dei terreni di fornire questi servizi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">"<em class="userFormat2">C'&egrave; una differenza profonda tra quello che il  governo dice di voler fare e quello che succede ogni giorno negli  insediamenti abitativi precari</em>" - ha sottolineato Odongo. "<em class="userFormat2">Le politiche nazionali del Kenya riconoscono il  diritto ai servizi igienici, attraverso leggi e regolamenti in vigore.  Tuttavia, a causa di decenni di mancato riconoscimento ufficiale degli  insediamenti, in queste aree quelle leggi e quei regolamenti non vengono  applicati, permettendo ai proprietari delle case e dei terreni di  evitare ogni sanzione per non aver messo a disposizione bagni e docce</em>".</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;Nonostante  le politiche nazionali sulla terra, l'incertezza sui titoli legali  costituisce a sua volta un problema perdurante per gli abitanti e fa s&igrave;  che i proprietari delle case e dei terreni non abbiano alcun incentivo a  fornire servizi igienici adeguati e a incrementare le misure di  sicurezza.<br />&nbsp;<br />Amnesty International chiede al governo del Kenya di  rendere pi&ugrave; vincolanti le norme che impongono ai proprietari di  costruire servizi igienici e bagni negli insediamenti, anche attraverso  contributi economici ai proprietari non in grado di sostenerne i costi.<br />&nbsp;<br />Il  governo deve inoltre adottare misure immediate per migliorare la  sicurezza, l'illuminazione e le attivit&agrave; di polizia e garantire che le  autorit&agrave; competenti agiscano in modo coordinato per migliorare la  fornitura di acqua e di servizi igienici negli insediamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong class="userFormat1">Ulteriori  informazioni</strong></p>
<p>Entrambi i rapporti fanno parte  della campagna globale "<a href="http://www.amnesty.it/io-pretendo-dignita.html" target="_blank">Io pretendo  dignit&agrave;</a>", che intende porre fine alle violazioni dei diritti umani  che creano e acuiscono la povert&agrave;. Nell'ambito di questa campagna,  Amnesty International chiede a tutti i governi di porre fine agli  sgomberi forzati, garantire eguale accesso ai servizi pubblici per le  persone che vivono negli insediamenti abitativi precari e assicurarne la  partecipazione attiva alle decisioni riguardanti le loro vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/7%252Fd%252Ff%252FD.20e06a031d50464a0f93/P/BLOB%3AID%3D3812" title="Scarica il rapporto in inglese " target="_blank">Scarica il rapporto in inglese "Sicurezza e dignit&agrave;  negate: la vita delle donne negli insediamenti abitativi precari di  Nairobi"<span> (786.84 KB)</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Amnesty International Italia</p></p>]]>
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<item>
<title>Scritto da Ispettorato del Congresso Americano sugli immigrati italiani negli USA, 1912</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=674&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote><span>
<p class="style618" style="text-align: justify;"><strong>Il  razzismo &egrave; un modo di delegare ad altri il disgusto che  abbiamo di noi stessi.</strong> <em>Robert Sabatier</em></p>
</span></blockquote>
<p><br />Il   seguente testo &egrave; tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione  del  Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti,  Ottobre  1912</p>
<p><span style="font-style: italic;"><br /></span></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.raidue.rai.it/Static/immagine/221/IMMIGRATI-ITALIANI-2.jpg" alt="" width="220" height="208" />&ldquo;Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perch&eacute; tengono lo stesso  vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed  alluminio nelle periferie delle citt&agrave; dove vivono, vicini gli uni agli  altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo  appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una  stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei,  dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente  antichi dialetti.<br /><br />Molti bambini vengono utilizzati per chiedere  l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e  uomini quasi sempre anziani invocano piet&agrave;, con toni lamentosi e  petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti  tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati,  violenti.</p>
<p><br />Le nostre donne li evitano non solo perch&eacute; poco attraenti e  selvatici ma perch&eacute; si &egrave; diffusa la voce di alcuni stupri consumati  dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I  nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma,  soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel  nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti  o, addirittura, attivit&agrave; criminali&rdquo;.<br /><br />La relazione cos&igrave; prosegue:  &ldquo;Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di  comprendonio e ignoranti ma disposti pi&ugrave; di altri a lavorare. Si  adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie  rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali &egrave;  riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud  dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a  rimpatriare i pi&ugrave;. La nostra sicurezza deve essere la prima  preoccupazione&rdquo;.<br /><span style="font-style: italic;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;">fonte: http://www.bumerang.it</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>La sai cosa ti trapiantano Animale o artificiale, conflitto morale sugli interventi chirurgici. Questionario</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=673&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs127.snc4/36696_113925298655556_106795732701846_85268_4929327_a.jpg" alt="" />La vita &egrave; un bene inestimabile. Innato &egrave; l'istinto di sopravvivenza in  ogni essere.<br /> Ma fino a che punto siamo giustificati nel violare il diritto  all'esistenza animale? Fino a che punto vale mors tua vita mea?</p>
<p><br /> L'uomo per curarsi impiega nelle medicine, negli impianti, nei trapianti  e in diversi dispositivi medici materiale di origine sintetica e  biologica. Quest'ultimo pu&ograve; essere di derivazione animale.</p>
<p><br /> La nostra etica traccia una distinzione netta tra gli esseri umani e gli  altri animali tale da cancellare ogni possibile senso di colpa. Le  origini di questa retaggio culturale sono antiche e rintracciabili gi&agrave;  nel pensiero di filosofi come Aristotele</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;in natura ogni cosa ha un fine  e il fine ultimo degli esseri meno razionali &egrave; di servire i bisogni di  quelli pi&ugrave; razionali&rdquo;;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Cartesio (in Discorso sul metodo)</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;gli animali  non hanno un'anima immortale. Essi sono macchine&rdquo;;</p>
</blockquote>
<p>Kant (in Lezioni di  etica)</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;gli animali sono semplicemente mezzi a un fine. E questo fine &egrave;  l'uomo. Gli umani al contrario, in quanto esseri ragionanti,  autocoscienti e autonomi, devono essere rispettati come fini in s&eacute;&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Uno dei primi attacchi a questa tradizione venne sferrato dal pensiero  darwiniano:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;L'uomo con la sua arroganza si considera un capolavoro la  cui creazione avrebbe richiesto l'intervento di una divinit&agrave;. In realt&agrave;  sarebbe pi&ugrave; modesto da parte sua e anche pi&ugrave; vero considerarsi  proveniente dagli animali.&rdquo; (Notebook 1836-1844).</p>
</blockquote>
<p>Le nuove conoscenze maturate in genetica non danno torto a Darwin,  poich&eacute; hanno dimostrato che gli umani condividono con gli scimpanz&eacute; il  98% del proprio DNA. Siamo pi&ugrave; animali di quanto vogliamo ammettere. Per motivi etici, religiosi, culturali e salutistici molte persone (solo  in Italia i vegetariani sono sette milioni) scelgono di non consumare  alcuni o tutti gli alimenti di origine animale e questa posizione,  coerentemente portata avanti anche in caso di cure mediche, mette in  difficolt&agrave; i chirurghi.</p>
<p><br /> Non &egrave; noto l'atteggiamento che il medico debba tenere di fronte a dei  pazienti che rifiutino le cure se queste prevedano l'utilizzo di  materiale di tipo animale. Ad oggi,  l'uso di tali dispositivi medici &egrave; inevitabile per la cura di  certe patologie, ma nei casi per i quali esistono valide alternative  terapeutiche, come si deve comportare un paziente per far rispettare i  propri diritti e le proprie scelte?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente nel modulo per il consenso informato all'intervento non  viene neppure indicata l'origine del materiale impiegato.<br /> Oltre alle conseguenze della scelta etica individuale, bisogna  soffermarsi a riflettere su altre implicazioni morali e salutistiche.  Per millenni l'uomo ha sfruttato le mutazioni genetiche casuali,  selezionando le variet&agrave; animali pi&ugrave; vantaggiose. Oggi manipola  direttamente il genoma animale per rendere gli organi e/o tessuti da  espiantare (xenotrapianti) conformi alle esigenze umane.<br /> Non meno rilevanti sono altres&igrave; i rischi legati al rigetto e alla  possibilit&agrave; di liberare un virus nascosto tra i tessuti, causando cos&igrave;  delle pericolose zoonosi (malattie infettive o parassitarie che possono  essere trasmesse dall'animale all'uomo).</p>
<p><br /> Un tema cos&igrave; sensibile che tocca da vicino innumerevoli persone (solo  nel 2009 il totale dei trapianti eseguiti sul territorio nazionale &egrave;  3169*) deve senz'altro essere affrontato al pi&ugrave; presto per essere  dovutamente regolamentato.<br /> Su iniziativa di alcuni medici, del Dipartimento di Chirurgia Generale  del Policlinico di Tor Vergata di Roma, che vogliono tener conto delle  esigenze dei pazienti, &egrave; stato stilato un questionario che permetter&agrave; di  calcolare la portata del problema a livello nazionale.</p>
<p><br /> La voce di pochi, come tristemente sappiamo, ha un eco limitato. <br /> Ognuno di noi, rispondendo a poche domande, pu&ograve; contribuire al fine  ultimo di influenzare la posizione dei medici e spingere cos&igrave; la ricerca  verso sistemi alternativi.</p>
<p><br /> &Egrave; nel nostro interesse, compila il questionario!<br /><span> Puoi accedervi copiando e incollando questo indirizzo nel tuo browser:  <a href="http://www.vegetariani.it/img/questionario.pdf" target="_blank">www.vegetariani.it/img/que</a></span><a href="http://www.vegetariani.it/img/questionario.pdf" target="_blank"><span>&nbsp;</span>stionario.pdf</a><br /> Inviaci le tue risposte via mail a <a href="mailto:info@vegetariani.it" target="_blank">info@vegetariani.it</a> o il questionario  compilato via fax allo 02/45471721.<br /> Diffondilo fra amici, parenti e colleghi perch&eacute; goccia dopo goccia nasce  un fiume!</p>
<p>Vanessa Sartori</p>
<p><br /> *fonte dati: Sistema Informativo Trapianti, dati al 31/12/'09</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>La guerra in Congo finanziata dai nostri cellulari</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=672&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>&ldquo;Salve sono un Mac! E io un PC!&rdquo; dicono i due attori imitando la  famosa pubblicit&agrave; dei prodotti Apple, ma a differenza degli spot  originali la coppia scopre di avere in effetti qualcosa in comune: gli  apparecchi sono costruiti usando i metalli provenienti dalle aree di  guerra dei paesi pi&ugrave; disagiati dell&rsquo;Africa. L&rsquo;annuncio pubblicitario &egrave;  stato realizzato da&nbsp;<em>Raise Hope for Congo</em> per ricordare a chi  acquista prodotti tecnologici che alcuni componenti dei loro computer e  cellulari potrebbero contenere minerali &ldquo;insanguinati&rdquo;, come i &ldquo;blood  diamond&rdquo; (il commercio di diamanti usato per finanziare le guerre  africane). La questione &egrave;&nbsp;<a href="http://www.nytimes.com/2010/06/27/opinion/27kristof.html" target="_blank">spiegata</a> dal premio Pulitzer Nicholas Kristof sul&nbsp;<em>New York Times</em>.</p>
<blockquote>
<p><em>Uno dei pi&ugrave; brutti paradossi del ventunesimo secolo &egrave;  che alcuni dei simboli pi&ugrave; eleganti della modernit&agrave; &mdash; come smartphone,  laptop e fotocamere digitali &mdash; sono costruiti con minerali che sembra  riforniscano le grandi uccisioni di massa e gli stupri in Congo. Vista  la ressa di persone in attesa in fila negli ultimi giorni per acquistare  l&rsquo;ultimo modello dell&rsquo;iPhone, ho pensato: che cosa potremmo fare per  sfruttare questa fame per le nuove tecnologie e aiutare a contrastare le  stragi nell&rsquo;Africa centrale? Non mi sono mai occupato di una guerra  peggiore di quella del Congo, e mi ossessiona. In Congo, ho visto donne  mutilate, bambini forzati a mangiare la carne dei loro genitori, ragazze  vittime di stupri e distrutte nel loro io. I signori della guerra  finanziano parte delle loro scorribande attraverso la vendita di  minerali grezzi contenenti tantalio, tungsteno, stagno e oro. Per  esempio, il tantalio dal Congo viene utilizzato per costruire i  condensatori che vengono utilizzati nei telefoni, nei computer e nelle  console dei videogiochi.</em></p>
</blockquote>
<p>Nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo si  consuma da anni uno dei pi&ugrave; sanguinosi&nbsp;<a href="http://www.ilpost.it/2010/06/29/congo-guerra-storia-razzie-zaire/" target="_blank">conflitti</a> dalla fine della Seconda guerra mondiale. La guerra e le carestie hanno  portato alla morte di almeno 5,4 milioni di persone, con 45mila nuove  vittime ogni mese. Bande armate, gruppi tribali e milizie non  governative si rendono protagonisti di incursioni, razzie e massacri di  civili.</p>
<p>Secondo gli attivisti, i produttori di elettronica cercano di  nascondere la verit&agrave; sui minerali provenienti dalle zone di guerra  dell&rsquo;Africa per non mettere in cattiva luce i loro prodotti. Le  associazioni come&nbsp;<em>Raise Hope for Congo</em> si battono per creare  maggiore consapevolezza intorno ai prodotti elettronici e sfruttano la  Rete per farsi sentire. Social network e siti per la condivisione dei  video sono pieni di messaggi e inviti rivolti ai grandi produttori, come  Intel, Apple e RIM (il produttore dei BlackBerry) per arrestare  l&rsquo;utilizzo dei minerali insanguinati. Il tantalio, per esempio, potrebbe  essere importato principalmente dall&rsquo;Australia, evitando quello  congolese.</p>
<p>Un mese fa, complice la campagna di&nbsp;<em>Raise Hope for Congo, </em>la  pagina di Intel su Facebook &egrave; stata invasa da centinaia di messaggi di  iscritti al social network che richiedevano alla societ&agrave; di fare  chiarezza sui minerali insanguinati dall&rsquo;Africa. La societ&agrave; ha chiuso la  pagina per alcune ore, facendo aumentare ulteriormente la rabbia e  l&rsquo;indignazione degli iscritti. Numerosi attivisti hanno manifestato  durante l&rsquo;inaugurazione di un nuovo Apple Store a Washington. La societ&agrave;  di Steve Jobs dice di non utilizzare le materie prime provenienti dalle  aree di guerra, ma tenere traccia del percorso dei minerali non &egrave;  semplice e spesso i fornitori mentono ai loro clienti.</p>
<p>Eppure le verifiche attente e meticolose potrebbero essere condotte  senza particolari spese aggiuntive per le societ&agrave;, sostengono gli  attivisti. I produttori hanno firmato degli accordi con i loro fornitori  a garanzia dell&rsquo;origine delle materie prime, ma i controlli non vengono  poi effettuati seriamente. E partendo da queste considerazione, Kristof  conclude il proprio articolo con un appello:</p>
<blockquote>
<p><em>Dovremmo essere in grado di tagliare le risorse ad  alcune delle milizie pi&ugrave; violente del mondo dicendo chiaramente ai  produttori di elettronica che non vogliamo che i nostri amati gadget  arricchiscano uomini armati sadici. Nessun tablet o cellulare pu&ograve; essere  considerato &ldquo;cool&rdquo; se in qualche modo aiuta a perpetuare una delle pi&ugrave;  brutali guerre del pianeta.</em></p>
</blockquote>
<p>Come&nbsp;<a href="http://www.theatlanticwire.com/opinions/view/opinion/Techies-Chastened-to-Find-Gadgets-Fund-Congo-War-4151" target="_blank">spiega</a> John Hudson sull&rsquo;<em>Atlantic</em>, l&rsquo;articolo pubblicato sul&nbsp;<em>New  York Times</em> &egrave; stato ripreso da molte delle testate online che si  occupano di tecnologia.&nbsp;<em>Gizmodo</em>, uno dei siti di informazione  su gadget e informatica pi&ugrave; seguiti, propone una profonda revisione  della distribuzione delle materie prime che certo non risolverebbe di  colpo i problemi del Congo, ma potrebbe comunque avviare un nuovo corso  nel settore.<em>ComputerWorld</em> &egrave; invece pi&ugrave; pessimista: &laquo;Apple e gli  altri produttori fanno affidamento sui loro fornitori per sapere se i  minerali provengano o meno dal Congo. Credete davvero che i fornitori  dicano la verit&agrave;? Naturalmente non lo fanno&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Twende</p></p>]]>
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<title>MACELLERIA DI VITA - Le ragioni dell’antispecismo - 13 luglio 2010 - Corte di Palazzo Morpurgo, Udine</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=671&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Marted&igrave; 13 luglio 2010 Ora: 18.00 - 23.30 - Luogo: Corte di Palazzo Morpurgo, Udine&nbsp;</strong><span>&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ore 18.00: Dibattito sulle tematiche dell&rsquo;alimentazione vegetariana, del rapporto  uomo-animale e della filosofia antispecista. Moderatore Andrea  Marussigh.<br />Intervengono: Sabrina Tonutti, ricercatrice in  antropologia culturale, autrice del libro Diritti animali. Storia e  antropologia di un movimento, Forum Edizioni, e Ilaria Fasan, medico  dietista specializzata in alimentazione vegetariana presso l&rsquo;  &ldquo;Ambulatorio Alimentazione Vegetariana per l&rsquo;Et&agrave; Pediatrica &rdquo; a Verona.<br /><br />Ore  19.30: Performance di Tiziana Pers Macelleria di Vita.<br /><br />A  seguire: Installazione sonora di Massimo Deganutti. Buffet vegetariano.  Intervento grafico-metropolitano di Emanuela Biancuzzi.<br /><br />Il fulcro  di questo evento &egrave; rappresentato dal tema dell&rsquo;antispecismo, declinato  nelle sue differenti interpretazioni.<br />Il periodo storico che stiamo  vivendo sta dando concreti segnali di attenzione e di sensibilit&agrave; verso  questo argomento, segnali che provengono da ogni nazione. Basti pensare  all&rsquo;enorme recente successo del libro di Jonathan Safran Foer Eating  Animals, uscito quest&rsquo;anno in Italia con il titolo Se niente importa.</p>
<p><br />Molti  pensatori, letterati, artisti, musicisti, scienziati hanno ragionato  attorno al tema dell&rsquo;altro, del diverso in quanto appartenente ad altra  specie, riflettendo sul fatto che, proprio sulla base di questa  diversit&agrave; (atteggiamento definito specista) e dell&rsquo;incapacit&agrave; di  difendersi, l&rsquo;animale &egrave; stato ed &egrave; sottoposto a ogni tipo di  trattamento, alienato e privato di qualunque basilare diritto. Il  pensiero antispecista si oppone quindi a questo sistema.</p>
<p><br />In sintesi  potremmo dire che l&rsquo;antispecismo costituisce l&rsquo;estensione e l&rsquo;evoluzione  di un antirazzismo contemporaneo. <br />Molte scelte si stanno compiendo  oggi a favore di una migliore condizione di vita degli animali, e non  solamente di quelli da compagnia. Un dato soltanto: sei milioni di  italiani che in questo 2010 dovrebbero diventare sette milioni (i primi  in Europa, secondo le stime dell&rsquo;Unione vegetariana europea) seguono un  regime alimentare vegetariano.<br />Si sta inoltre prendendo coscienza  dello stretto legame che intercorre tra gli allevamenti intensivi e il  global warming, tra il consumo di carne nei paesi occidentali e il  problema della scarsit&agrave; di cibo nei paesi in via di sviluppo. Pochi mesi  fa il vicepresidente del Parlamento Europeo Edward McMillan-Scott  (anch&rsquo;egli vegetariano) ha invitato Paul McCartney e il Premio Nobel per  la Pace 2007, Rajendra Pachauri, a Bruxelles per prospettare il  vegetarismo come possibile soluzione per i problemi della fame nel  mondo.</p>
<p><br />Possiamo affermare pertanto che le applicazioni pratiche delle  teorie antispeciste (riferite agli animali, ma con enormi ripercussioni  sull&rsquo;uomo e sull&rsquo;ambiente) siano tra le strade obbligate da percorrere  oggi per pensare di porre un freno anche al declino del sistema  climatico, e alla grave mancanza di cibo dei cosiddetti paesi  sottosviluppati. Un nuovo atteggiamento nei confronti di specie  differenti viene a coincidere con una necessaria attenzione nei  confronti del proprio simile e del pianeta intero.<br />In questo evento  l&rsquo;argomento viene trattato da molteplici punti di vista tramite  differenti discipline e sensi: l&rsquo;antropologia, la scienza medica, le  arti visive e performative, la musica e il gusto avvolgono lo spettatore  ponendo nuovi quesiti, e offrendo una sinestetica e forse pi&ugrave;  consapevole visione, in un contemporaneo inno alla vita. <br />L&rsquo;evento si  dilater&agrave; nello spazio cittadino contaminando per circa un mese le  librerie udinesi<br /><br />BIOGRAFIE<br /><br />TIZIANA PERS<br />Si &egrave;  laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l&rsquo;Universit&agrave; degli  Studi di Udine, dove ha da poco completato il dottorato di ricerca,  coniugando in tal modo le ricerche in campo letterario a quelle inerenti  alle arti visive. Vegetariana da dodici anni, da lungo tempo si occupa  di animali, in particolar modo di cavalli. L&rsquo;antispecismo &egrave; il tema  dominante della sua ricerca visiva. Nei suoi progetti utilizza diversi  media, quali la performance, la fotografia, il video, le installazioni,  il disegno e la pittura. Tra le mostre: 2010: Walls of Authority, Old  Police Station, Londra / The Berlin Wall, Promenade Gallery &amp; Petro  Marko Theater, Valona, Albania / 2009: Pandora_2: The First Supper,  Krossing, evento collaterale della 53. Biennale di Venezia d&rsquo;Arte, Forte  Marghera, Venezia / Sguardi Pogledi, Slovenski Etnografski Muzej,  Lubiana, a cura di Walter Liva e G. Ellero / New Digital Age,  Novosibirsk State Art Museum, a cura di Andrey Martynov, Novosibirsk,  Russia / 2008: Prix Pictet, Bagamoyo, video slide show, Palais De Tokyo,  Parigi, e Dubai International Finance Centre (DIFC) / N.Eest,  Project  Room Museo MADRE, a cura di Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo,  Napoli / Pandora_Uno: The Circle, Maravee_Recycle, Villa  Ottelio-Savorgnan, Ariis di Rivignano, Udine, a cura di Sabrina Zannier /  White Shores_2, International Conference  Azania Speaks: Visions of  Partnership in Today&rsquo;s Africa, Universit&agrave; degli Studi di Udine / 2007:  Rebirth, Vicino/Lontano_Premio Terzani, Udine / 2005: New Horizons in  Contemporary Italian Painting, Miami-Dade Public Library, Miami, a cura  di Gianluca Marziani.<br /><br />EMANUELA BIANCUZZI<br />Ha studiato  all'Accademia di Belle Arti di Venezia e si &egrave; specializzata in  educazione editoriale. Il suo lavoro, in un&rsquo;allucinatoria combinazione  di inchiostri, acrilici, collage e mixed media, comprende illustrazioni  per l&rsquo;editoria, copertine discografiche, sigle animate, scenografie,  fumetti underground.<br />In occasione dell'evento Macelleria di Vita: le  ragioni dell'antispecismo in tutte le librerie udinesi che aderiscono  all'iniziativa, acquistando un libro a tema, sar&agrave; possibile ricevere in  omaggio un lavoro dell'artista numerato, firmato e personalizzato,  espressamente dedicato alla situazione. L'artista, che da oltre un  decennio lavora su tematiche specificatamente legate ai diritti degli  animali, vuole coinvolgere la cittadinanza a condividere percorsi di  riflessione critica e partecipata attraverso un dono, uno scambio: un  piccolo pieghevole illustrato verr&agrave; regalato a tutti i clienti che  acquisteranno esclusivamente i libri proposti. <br /><br />MASSIMO  DEGANUTTI	<br />Ha frequentato l&rsquo;Accademia di Belle Arti di Venezia.  Artista visivo. Pittore e fotografo professionista. Ha partecipato a  molte iniziative divulgative sul rapporto uomo e altri animali. Mostre  personali e collettive dal 1989 in Italia ed in Francia. Non mangia n&egrave;  la carne n&egrave; il pesce.<br />Chitarrista e compositore, all&rsquo;evento  Macelleria di Vita si propone con una musica che intende coniugare il  rock, il jazz modale, la musica elettronica con il rumore e l&rsquo;alterit&agrave;  animale. Gli assoli e le ritmiche della sua chitarra vengono unite a  loop su computer. Verranno eseguite quattro sue composizioni originali.  Risiede a Udine.<br /><br />ILARIA FASAN<br />Medico dietista  specializzata in alimentazione vegetariana presso l&rsquo; &ldquo;Ambulatorio  Alimentazione Vegetariana per l&rsquo;Et&agrave; Pediatrica &rdquo; a Verona.<br />Membro  della Societ&agrave; Scientifica Vegetariana.<br /><br />SABRINA TONUTTI<br />Dottore  di ricerca in Antropologia culturale presso l&rsquo;Universit&agrave; degli studi di  Udine, si occupa della relazione uomo-animale (zooantropologia),  antropologia dell&rsquo;alimentazione e nuovi movimenti sociali. Ha svolto  ricerche etnografiche in Italia, Svizzera e Gran Bretagna, pubblicando  articoli e saggi in italiano e inglese. <br />Fra le sue pubblicazioni:  Diritti animali. Storia e antropologia di un movimento (Forum 2007);  Acqua e antropologia (EMI 2007); Manuale di zooantropologia (Meltemi  2007, con R. Marchesini); Animali magici (De Vecchi 2000, con R.  Marchesini); &lsquo;Umano, troppo umano&rsquo;. Riflessioni sull&rsquo;opposizione  natura/cultura in antropologia (curato assieme a A. Lutri e A. Acerbi,  A. - SEID 2009). <br />Dal 2007 &egrave; Fellow dell&rsquo;Oxford Centre for Animal  Ethics (Rev. Professor Andrew Linzey).<br />E&rsquo; inoltre fra i curatori  della Mostra archeo-antropologica dal titolo Zoomania. Animali, ibridi e  mostri nelle culture umane, ospitata nel 2007 presso il Museo  archeologico nazionale Santa Maria della Scala di Siena</p></p>]]>
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<title>"No. Io non sono un'amante degli animali!"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=669&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">Laboratorio Antispecista</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="aquila_tramonto2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/07/aquila_tramonto2-300x225.jpg" alt="aquila_tramonto2" width="220" height="165" />Il testo che segue &egrave;  la traduzione dal francese di un articolo comparso parecchi anni fa  sulla rivista &ldquo;Le pigeon voyageur&rdquo; (&rdquo;Il Piccione Viaggiatore&rdquo;) a firma  di un adesso a quanto pare non pi&ugrave; esistente gruppo LAIR e contiene  un'interessante riflessione sull'espressione spesso usata nei confronti  di chi &egrave; vegano e antispecista definito &ldquo;<strong>amico</strong>&rdquo; o &ldquo;<strong>amante</strong> <strong>degli animali&rdquo;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa espressione, cos&igrave; come &egrave; spiegato  nell'articolo, &egrave; spesso utilizzata per &ldquo;definire&rdquo; molte delle persone  &nbsp;che scelgono di non nutrirsi di animali e che si battono affinch&eacute;  questi non vengano oppressi, sfruttati e torturati dall'uomo, ma &egrave;  effettivamente molto riduttiva e inadatta a descrivere l'atteggiamento  di una persona che non si limita ad &ldquo;amare&rdquo; gli animali o ad esserne  amico cos&igrave; come il senso comune suggerisce, ma spinge la sua riflessione  oltre questo tipo di relazione uomo-animale mettendo in pratica scelte  che coinvolgono la propria vita come il diventare vegan o addirittura  altre che si spingono ancora pi&ugrave; in l&agrave;&nbsp;divenendo attivisti per la  liberazione animale, nutrendo sentimenti e agendo in modo lontano dalla  semplice &ldquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zoofilia" target="_blank">zoofilia</a>&ldquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">All'interno del testo si fa riferimento a  quest'espressione in modo molto negativo, la si definisce dispregiativa  perch&eacute; accomunerebbe le intenzioni e lo spirito di un antispecista a  quelle di una persona che nutre tenerezza e affetto verso i cosiddetti  animali da compagnia, ma rifiuta addirittura di voler vedere ci&ograve; che  avviene all'interno di un macello limitandosi perci&ograve; a un approccio di  &ldquo;affezione&rdquo; e che &egrave; comune anche a chi nella vita quotidiana invece di  animali si nutre o addirittura svolge per lavoro attivit&agrave; che vanno  decisamente contro la loro stessa sopravvivenza, limitando la propria  prospettiva &ldquo;animalista&rdquo; ai propri animali d'appartamento come gatti e  cani.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo questo articolo molto  interessante e stimolante, pensiamo che effettivamente questa  definizione &ldquo;larga&rdquo; possa racchiudere in s&eacute; persone con approcci molto  differenti al cosiddetto &ldquo;animalismo&rdquo; e perci&ograve; senza dubbio spinga a una  riflessione su certi atteggiamenti di &ldquo;amore&rdquo; verso gli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Traduzione a cura di <a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">Laboratorio  Antispecista</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: <a href="http://www.cahiers-antispecistes.org/" target="_blank">Les Cahiers  antisp&eacute;cistes</a> n&deg;1 (ottobre 1991)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br /></em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stanca di sentirmi dire dalle  persone che apprendono che sono vegana ed anti-vivisezionista&nbsp;:  &ldquo;<em>Oh!  Certamente sei un</em>'<em>amante degli animali!</em>&ldquo;. Se avessi protestato a  proposito dei pakistani che sono picchiati dal Fronte Nazionale, non  penso che queste stesse persone mi avrebbero detto con lo stesso tono di  compiacenza &ldquo;<em>Oh! Di certo hai sempre amato i Pakistani!</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Essere contro lo sfruttamento e  l</strong>'<strong>oppressione dei &ldquo;&nbsp;non-umani&nbsp;&rdquo; non ha niente a che vedere col fatto di  essere &ldquo;amanti degli animali.&rdquo;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di &ldquo;amanti degli animali&rdquo;, ce ne sono  dappertutto.  I ristoranti con carne a &ldquo;gogo&rdquo; ne  sono pieni. I negozi  di pellicce ne sono pieni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli addestratori di circo si rivolgono  in modo affettuoso agli animali che hanno addestrato a colpi di scariche  elettriche e di pungiglioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L'autista del camion che trasporta degli  animali verso i macelli  lasciandoli per tre giorni senza acqua e senza  cibo finch&eacute; non hanno fatto ricorso al cannibalismo, ritorna ogni  giorno a casa  dalla sua donna e dal suo gatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vivisezionista, stanco dopo un  pomeriggio di esperimenti su un animale non anestetizzato, ritorna a  casa ed accarezza il suo cane&hellip;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se questo &egrave; essere &ldquo;amante degli  animali&rdquo;. No, io non amo gli animali in maniera particolare!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sono neppure sicura che l'idea di  averne sia una buona idea. Perch&eacute; il Battersea Dogs Home (S.P.A.)  pratica l'eutanasia su cento cani la settimana, cani trovati abbandonati  nelle vie &ndash; abbandonati sicuramente dagli &ldquo;amici degli animali&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli amici degli animali dichiarati sono  abitualmente delle persone molto impressionabili.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando volete mostrar loro delle foto di  vivisezione, replicano invariabilmente&nbsp;:  &ldquo;<em>Oh no! Non potrei mai  guardare! Mi sconvolgerebbe.</em>&rdquo;  Preferiscono non sapere. Li si sente  parlare  di un tale che conoscevano che una volta era andato a visitare  un macello e non pot&egrave; dormire per una settimana e non riusc&igrave; neppure a  mangiare pi&ugrave; carne per quindici giorni e perci&ograve; diranno: &ldquo;<em>E</em>'<em> un</em>'<em>esperienza terribile, ed io preferirei non sapere</em>&ldquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&Egrave; possibile visitare un macello. Non  esiste per&ograve; la stessa opportunit&agrave; di visitare un laboratorio di  vivisezione. I vivisettori badano molto a questo. I laboratori di  sperimentazione animale sono chiusi per le forze dell'ordine, per i  vostri deputati, per i rappresentanti delle leghe di protezione animale,  per  il pubblico, per gli &ldquo;amanti degli animali&rdquo;, sono chiusi per  tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos&igrave; gli animali possono essere  avvelenati, accecati, resi pazzi, fatti a pezzi ancora vivi  e  coscienti, trapanati, picchiati, schiacciati per la soddisfazione e la  curiosit&agrave; dei vivisettori. Il pubblico non &egrave; l&agrave; per vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ai miei occhi, &ldquo;<strong><em>amante degli  animali</em></strong>&rdquo;  &egrave; un termine dispregiativo, degradante,  che   sottintende un'inclinazione particolare per un mondo fatto di animaletti  delicati ed affettuosi. Ci&ograve; fa pensare all'immagine di una bambina che  getta delle briciole di pane per nutrire i passeri.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone interessate dal movimento di  liberazione animale non devono neppure necessariamente possedere un  animale. Non parliamo loro attraverso le sbarre delle gabbie. Non  acquistiamo foto di gattini che spuntano fuori da uno stivale.</p>
<p style="text-align: justify;">E noi non dichiariamo mai col sorriso  che siamo degli &ldquo;amici degli animali&rdquo;, scusandoci con questo per ogni  azione messa in atto per combattere lo sciovinismo umano che &egrave;  universale e senza fine e che fa parte della nostra vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli animali sono l</em>'<em>ultima delle  minoranze,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dei perpetui ebrei in un perpetuo  Stato nazista;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Degli eterni neri in un</em>'<em>eterna  Africa meridionale;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Delle eterne donne in un</em>'<em>eterna  Arabia poligama.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Si ringrazia <a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">Laboratorio Antispecista</a> per l'articolo pubblicato</strong><em><br /></em></p></p>]]>
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<title>5 amorevoli cuccioli in cerca di casa - Messina</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=668&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Bellissimi e amorevoli cuccioli, abbandonati in un cassonetto a Messina, cercano casa. Sono 5, 3 femmine e 2 maschi.</p>
<p>Svermati e vaccinati. Al momento si trovano al rifugio di Maregrosso.</p>
<p>No adozione a cacciatori, terreni isolati, in catena, balconi o terrazze.</p>
<p><strong>Per info: <a href="mailto:gasparemessina@laverabestia.org" target="_blank">gasparemessina@laverabestia.org</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="images/IMG_8904.jpg" alt="" width="300" height="200" />&nbsp; <img src="images/IMG_8907.jpg" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p><img src="images/IMG_8909.jpg" alt="" width="300" height="198" /> <img src="images/IMG_8908.jpg" alt="" width="300" height="187" /></p>
<p><img src="images/IMG_8906.jpg" alt="" width="615" height="990" /></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La strage delle tartarughe bruciate vive</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=667&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Il Guardian lancia l'ennesima  notizia choc sul Golfo del Messico Animalisti e Governo accusano la Bp</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1649" alt="" width="220" />Intrappolate dalle barriere  galleggianti e poi bruciate vive: questa la fine toccata a tante tartarughe marine nel Golfo del Messico, che la sfortuna ha  condotto a emergere nel mezzo di una chiazza di petrolio fuoriuscita  dalla falla sottomarina, dove gli uomini della Bp praticano gli &laquo;incendi  controllati&raquo; in superficie per arginare la marea nera. Il fatto &egrave; stato  denunciato da diverse organizzazioni ambientaliste e animaliste  americane e confermato dalla stessa Amministrazione Obama in un articolo  apparso sul quotidiano britannico Guardian.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A richiamare le tartarughe nella zona della marea nera, spiegano i  biologi, sono i sargassi, le alghe che crescono in vaste colonie nelle  zone oceaniche protette dalla circolazione delle correnti e che  diventano terreno di caccia per i rettili come per altre creature marine  che vivono in simbiosi con essi, come le meduse e le caravelle.  Sfortuna vuole che sargassi e petrolio tendano a essere attirati nelle  stesse zone.</p>
<p><br /> Gli ambientalisti, scrive il giornale, fanno appello alla compagnia  petrolifera, messa&nbsp;sotto pressione dal mondo intero e minacciata dallo  spettro di colossali spese per la bonifica e i risarcimenti, di  &laquo;smettere di ostacolare il salvataggio delle tartarughe&raquo;, accusando la  Bp di correre contro il tempo usando metodi sbrigativi. E richiedono al  governo americano&nbsp; di sospendere gli incendi e di perseguire penalmente  la Bp e i suoi contractor se uccidono specie animali in pericolo di  estinzione, come la tartaruga marina di Kemp&rsquo;s Ridley, la pi&ugrave; rara delle  cinque specie che vivono nel Golfo del Messico, vittima prima del  petrolio e ora del fuoco.  &nbsp;&nbsp;  In un video pubblicato su YouTube uno skipper di Venice, Louisiana,  accusa la Bp di cacciare via le barche degli ambientalisti che cercano  tartarughe da salvare nella chiazza di petrolio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&laquo;Ci hanno cacciati  via&raquo;, dice Ellis. &nbsp;&laquo;Una volta che interviene la Bp, le tartarughe sono  spacciate. Loro stendono una barriera galleggiante fra due barche per la  pesca dei gamberi e qualunque cosa ne resti intrappolata viene poi  circondata e viene data alla fiamme. Una volta che le tartarughe sono  rimaste intrappolate non possono pi&ugrave; uscire &raquo;.  &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;Amministrazione Usa, dopo aver ammesso che ci sono tartarughe  bruciate vive, ha dichiarato di aver ingiunto alla Bp di risparmiare i  rettili marini: &laquo;A quanto mi risulta, i protocolli prevedono che si  cerchino gli animali selvatici prima di dare fuoco al petrolio. Noi  trattiamo queste cose molto seriamente&raquo; ha affermato un portavoce della  National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), agenzia federale  che si occupa di clima e oceani. Secondo la Noaa, le tartarughe morte  dal 30 aprile a oggi&nbsp;a causa della marea nera sono 425.</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Killing for Kicks</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=666&amp;user=1488</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>
<object id="video" width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/OSgxx4ijeMg" type="application/x-shockwave-flash">
<param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OSgxx4ijeMg" />
</object>
</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Un emendamento del senatore Carrara PDL istituirà il reato di ostruzionismo alla caccia. Gli italiani insorgano</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=665&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA   CACCIA - </strong><a href="http://www.vittimedellacaccia.org//" title="blocked::http://www.vittimedellacaccia.org//" target="_blank">www.vittimedellacaccia.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COMUNICATO  STAMPA </strong>luned&igrave; 28 giugno 2010</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Reato di  ostruzionismo alla caccia?</strong></span></p>
<p>Un bavaglio alla legittima  difesa dei  cittadini e alla libert&agrave; di espressione!</p>
<p>(vittimedellacaaccia.org) L'annunciata presentazione del DDL da  parte del  Senatore del PDL Valerio Carrara che istituisce in Italia il reato di  ostruzionismo alla caccia, costituisce un palese tentativo  di intimidazione,  anche se non il primo, nei confronti della  maggioranza dei cittadini contrari  all'attivit&agrave; venatoria,  sia per motivi etici che per i danni provocati da questa  obsoleta e  crudele pratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di  fatto si punta a imbavagliare, non solo il  legittimo dissenso alla  caccia, ma anche la voce di chi vivendo in campagna, &egrave;  costretto a  difendersi dalla furia impallinatrice dei cacciatori che ad ogni   stagione si riversa contro gli animali e le persone.</p>
<p>"Siamo di  fronte ad una forzatura anti  democratica e illiberale" denuncia&nbsp;  Daniela Casprini presidente  dell'Associazione Vittime della Caccia e  aggiunge "Il Senatore Carrara si   ricordi che la sicurezza dei cittadini in rapporto all'esercizio  dell'attivit&agrave;  venatoria &egrave; un diritto primario e non pu&ograve; essere in alcun  modo compresso!"</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Contrapporsi  alla presenza di gente armata che  pensa di vagare impunemente nelle  immediate vicinanze di abitazioni o a ridosso  di sedi stradali, &egrave; in  primo luogo un sacrosanto atto di legittima difesa che  nessuna legge  pu&ograve; imbrigliare" conclude Daniela Casprini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'Associazione  esprime la sua pi&ugrave; netta  contrariet&agrave; e profondo sdegno al tentativo  del Senatore Carrara di conferire  un'ulteriore status di intoccabilit&agrave;  alla lobby venatoria, in barba anche al  libero esercizio di  critica e di pensiero, elementi questi, fondanti della  nostra  Costituzione, e ricorda infine che l'opinione pubblica si  mobiliter&agrave; in  massa al fine di bloccare questo DDL e screditare quanti  ancora insistono ad  imporre la barbarie alla maggioranza degli italiani  contrari.</p>
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<address>Associazione Vittime della Caccia</address> <address>Ufficio Stampa- Maurizio Giulianelli</address> <address><a href="mailto:info@vittimedellacaccia.org" title="blocked::mailto:info@vittimedellacaccia.org" target="_blank">info@vittimedellacaccia.org</a></address></p>]]>
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<title>Meravigliosi gattini incrocio certosino di 50 giorni cercano casa urgentemente! </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=664&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img src="images/gatti1.jpg" alt="" width="300" height="225" />&nbsp; <img src="images/gatti2.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questi bellissimi gattini dal manto argento-azzurro sono stati trovati nell&rsquo;immondizia, li ho salvati, allattati e nutriti: sono cresciuti sani e forti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Cerco per loro una buona adozione, qualcuno che li sappia amare e considerare come un membro della famiglia&hellip; usano gi&agrave; la lettiera e sono intelligenti ed affettuosi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si affidano sverminati e vaccinati zona <strong>Latina</strong>, <strong>Roma</strong> e <strong>dintorni</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>INFO</strong> &rarr; <strong>Daniela</strong> - cell. 340-9038167<span> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="border: 0pt none;" src="images/gatti3.jpg" alt="" width="615" height="581" /></p></p>]]>
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<title>Ingengnere NASA si dimette per protesta contro i test sulle scimmie</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=663&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img src="http://news.nationalgeographic.com/news/2009/05/photogalleries/space-monkeys-fifty-years/images/primary/090528-02-able-space-monkey_big.jpg" alt="" width="461" height="360" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Animal Defenders International comunica le dimissioni di un ingegnere  NASA per i previsti esperimenti sui primati.</p>
<p>Animal Defenders International (ADI) comunica che l'ingegnere aerospaziale della NASA April Evans si &egrave; dimessa dal suo  incarico di architetto spaziale presso il programma International Space Station  (ISS), a causa della decisione della NASA di condurre esperimenti di  irraggiamento sulle scimmie, dopo che questa pratica era stata interrotta per trent'anni,  decisione che la Evans ritiene un grave passo indietro per la NASA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Evans sostiene che non solo gli esperimenti radioattivi sui primati  esulano dall'obiettivo a lungo termine dell'amministrazione Obama di sviluppare  nuove tecnologie per proteggere dalle radiazioni spaziali, ma anche che  mettono in pericolo le relazioni internazionali, attuali e future, e le  collaborazioni  fondamentali per il successo della NASA.</p>
<p>Le preoccupazioni della Evans e la sua opposizione  ai test sui primati  della NASA hanno incontrato il sostegno dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e di Animal  Defenders International (ADI), un gruppo militante che ha lo scopo di condurre azioni legislative in difesa dei diritti degli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In una lettera del primo aprile 2010 all'ADI, il direttore generale  dell'ESA Jean-Jacques Dordain ha negato categoricamente "la necessit&agrave; di  esperimenti complementari sulle scimmie in aggiunta agli obiettivi di ricerca su  umani del progetto Mars500"; ha inoltre negato "qualsiasi interesse per la ricerca sui primati e non ritiene ci possa essere alcun bisogno o utilizzo per i risultati di tale ricerca".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Evans, reduce da nove anni di esperienza presso lo Human Spaceflight Program (programma di volo spaziale), prima di rassegnare le dimissioni  ha lavorato come direttore della squadra integrativa NASA VIPER ISS per i  veicoli spaziali, negli ultimi tre anni, presso il Centro Spaziale Johnson della  NASA a Houston, in Texas. Ha ricevuto dalla NASA il riconoscimento "Space  Flight Awareness Honoree", assegnato ogni anno a meno dell'un percento del totale dei dipendendenti  e consulenti NASA per l'eccellenza del loro lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Dopo profonde riflessioni, ho rassegnato le mie dimissioni dalla NASA  in quanto non posso sostenere la giustificazione scientifica fornita per  questo esperimento di radiobiologia sulle scimmie", ha scritto la Evans in una  lettera inviata la scorsa settimana a Samuel Aronson, direttore del Laboratorio Nazionale Brookhaven, che &egrave; stato scelto dalla NASA per condurre  esperimenti sulle scimmie Saimiri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invece, la Evans ha incoraggiato la NASA a puntare sul progetto in  sviluppo di schermatura delle radiazioni spaziali. "Sia gli astronauti che la strumentazione di bordo sono a rischio a causa delle radiazioni  spaziali. E' un problema che tutte le agenzie spaziali dovranno risolvere per consentire i viaggi interplanetari. La schermatura dalle radiazioni dei  veicoli spaziali &egrave; una tecnologia necessaria per un programma di esplorazione  umana dello spazio a lungo termine", ha dichiarato la Evans all'ADI. La Evans  si dice convinta che gli scienziati e gli ingegneri dovrebbero avere l'opportunit&agrave; e il tempo per  far progredire la tecnologia di schermatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Pasadena Weekly ha riportato che l'amministratore della NASA Charles  F. Golden ha difeso tale sperimentazione, definendola "sottoposta a un  profondo esame di esperti del settore" e "molto umanitaria". Tuttavia non ha commentato sul crescente dibattito sviluppatosi all'interno della NASA e sulle  apparenti contraddizioni che sussistono tra l'esperimento proposto e il nuovo  corso che &egrave; stato impartito alla NASA dall&rsquo;amministrazione Obama. "Questi  esperimenti sono stati proposti per sostenere un piano di esplorazione spaziale che non  esiste pi&ugrave;", ha detto la Evans. "Gli esperimenti sulle scimmie distolgono solo  l'attenzione dal bisogno critico di  tecnologie di schermatura".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Evans ha scritto nella sua lettera a Samuel Aronson che  "l'esperimento pianificato sulle scimmie si focalizza sull'investigare come possa funzionare il  cervello umano una volta esposto alle radiazioni spaziali. Ma questo non risolve  il problema della radiazioni spaziali; &egrave; semplicemente un ulteriore perfezionamento  delle nostre valutazioni delle conseguenze". (NdR: in realt&agrave; non &egrave; nemmeno un  perfezionamento dei dati acquisiti, perch&eacute; quanto si scopre sulle scimmie non pu&ograve;  comunque essere applicato all'uomo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Animal Defenders International ha inoltre scritto alla NASA e al  Laboratorio Nazionale Brookhaven, sollecitandoli a considerare la decisione della  loro controparte europea di non condurre questi esperimenti. "Questi  esperimenti non solo sono inumani, ma non costituiscono neppure una saggia  decisione. Sono costosi e privi di fondatezza scientifica. Sollecitiamo la NASA a smettere di ignorare la schiacciante opposizione contro questi test da  parte della comunit&agrave; spaziale internazionale, cos&igrave; come dalle sue stesse  fila", ha dichiarato Jan Creamer, Presidente dell'ADI. "Inoltre vogliamo  sollecitare altri dipendenti della NASA che disapprovano questi esperimenti a dar voce  alla loro opposizione".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tenendo conto della crisi economica internazionale, anche i costi  connessi con gli esperimenti in programma hanno sollevato preoccupazioni. Le relazioni stimano che questi controversi test sulle radiazioni costeranno 1,75  milioni di dollari di denaro dei contribuenti. Proprio due settimane fa, tuttavia,  la NASA ha annunciato possibili licenziamenti fino a un numero di 5.000  dipendenti, mentre &egrave; stato sospeso il programma Constellation per il ritorno sulla luna, a causa della mancanza di fondi.</p>
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<p><a href="http://www.ad-international.org/" target="_blank">Animal Defenders International (ADI): </a> <br /> Con uffici a Los Angeles, Londra e Bogot&agrave;, Animal Defenders  International (ADI) lotta per proteggere gli animali usati negli spettacoli; per  l'abolizione degli esperimenti sugli animali e del commercio mondiale di specie in via  d'estinzione; per il vegetarismo; contro gli allevamenti intensivi; per la conservazione dell'almbiente. ADI inoltre salva gli animali sofferenti in varie zone del mondo. Le  prove raccolte da ADI hanno portato a campagne e azioni legislative in tutto il pianeta per  difendere gli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La missione dell'ADI: educare, creare consapevolezza e sviluppare  l'interesse dell'umanit&agrave; nella causa della giustizia; la soppressione di tutte le  forme di crudelt&agrave; contro gli animali dovunque sia possibile, per alleviarne le sofferenze e preservare e proteggere gli animali e l'ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte: </strong>Business Wire, <a href="http://www.businesswire.com/portal/site/home/permalink/?ndmViewId=news_view&amp;newsId=20100624006468&amp;newsLang=en" target="_blank">Animal Defenders International Announces NASA Engineer  Resigns over Planned Primate Testing</a></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">da Agireora</p></p>]]>
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<title>Se niente importa perchè mangiamo gli animali Considerazioni del prof. Enzo Laforgia di Varese</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=662&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200409/alimentari%5B1%5D.jpg" alt="" width="220" height="171" />Libri -<strong><span style="color: #ff0000;"> Perch&eacute; mangiare gli animali?</span></strong></p>
<p><strong>Il testo di  Jonathan  Safran Foer pubblicato da Guanda (tre edizioni in poco tempo)  descrive  il meccanismo di produzione della carne </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Andando  a fare la spesa presso il solito supermercato, mi &egrave; capitato  di  fermarmi, dopo molto tempo, presso il reparto carni. Ho dato  un'occhiata  alle vaschette, tutte uguali, dove erano raccolti pezzi  tutti uguali di  animali tutti uguali. Il tacchino ed il maiale erano  venduti a meno di  cinque euro al chilo; il pollo poteva costare anche  meno di tre euro.  Come il pane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo ritorno di curiosit&agrave; verso gli  animali  uccisi, fatti a pezzi e impacchettati, &egrave; stato suscitato dalla  lettura  del bel libro di Jonathan Safran Foer, pubblicato in Italia da <strong>Guanda </strong>con il titolo <strong>"Se niente importa perch&eacute; mangiamo  animali?"</strong>.  Il volume &egrave; uscito nel febbraio scorso. A marzo  aveva gi&agrave; raggiunto la  terza edizione. Il titolo originale, "<strong>Eating  animals"</strong>, suonava  decisamente meglio. Perch&eacute; di questo parla  l'autore. Mettendo ordine ad  una gran massa di informazioni raccolte nel  corso di una ricerca  durata alcuni anni, Foer affronta il tema del  mangiare animali senza il  dogmatismo che spesso caratterizza i  convertiti. Anche quelli che da  onnivori hanno scelto di diventare  vegetariani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io appartengo alla  generazione di  italiani nati negli anni del cosiddetto miracolo  economico (sono nato  nel 1961). Appartengo, cio&egrave;, alla <strong>generazione  della "fettina</strong>".  La vera rivoluzione dei consumi negli anni del <em>boom</em> (1958-1963),  ha scritto Silvio Lanaro nella sua <em>Storia dell'Italia  repubblicana</em>,  fu &laquo;la comparsa quotidiana della carne, stimolata  anche da una campagna  delle autorit&agrave; sanitarie che si preoccupa[va]no  per le carenze  emopoietiche e lo scarso sviluppo antropometrico della  popolazione&raquo;. Il consumo annuo pro-capite di carne &egrave;  passato in Italia  dai 22,1 chilogrammi del 1960 ai 37,5 chilogrammi del  1970, con un  incremento di circa il 70 per cento. Prima della guerra un  italiano  consumava mediamente in un anno 9 chili di carne bovina e poco  pi&ugrave; di 5  chili di carne suina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poter soddisfare la domanda crescente di  carne  ha richiesto un aumento della produzione ed un abbattimento dei  costi.  L'animale &egrave; stato trasformato in merce. Un po' quello che sta   succedendo (che &egrave; gi&agrave; successo) per il pesce. <strong>Il pesce di   allevamento copre ormai il 30 per cento </strong>del consumo globale di   proteine derivanti dal pesce. Che siano vitelli, polli, maiali,   tacchini o salmoni, la soluzione adottata &egrave; sempre la stessa: <strong>l'allevamento   intensivo</strong>, che ha sempre e comunque le stesse  controindicazioni. I  salmoni, ad esempio, che troviamo sempre  disponibili sui banchi di  ogni supermercato vengono solitamente allevati  in recinti delimitati da  reti. In ogni recinto possono esserne  rinchiusi anche 15mila. I  salmoni, come i tonni, sono pesci carnivori e<strong> per poter produrre un  chilo di carne di salmone occorrono cinque chili  di aringhe o di  sardine</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cos&igrave;, per allevare salmoni, i mari  vengono impoveriti di  altre specie, su cui si reggono specifici  ecosistemi (oltre che piccole  economie locali). Una tale concentrazione di animali in  spazi cos&igrave;  angusti favorisce il diffondersi di malattie. Anche tra i  salmoni. E  allora l'industria, per prevenire la mortalit&agrave; della merce,  aggiunge al  mangime ricche dosi di antibiotici. Cos&igrave;, per assurdo, si fa  prima a  curare un'influenza mangiando un salmone. O una fetta di pollo,  di  tacchino, di maiale, di vitello. Purtroppo l'influenza spesso arriva   proprio dagli animali che alleviamo e consumiamo. Ma molti animali  producono molti  escrementi. Un allevamento di salmoni, per intenderci,  produce la stessa  quantit&agrave; di escrementi prodotta da tutta la citt&agrave; di  Varese. L'impatto  sull'ambiente &egrave;, evidentemente, enorme. Ma anche  quello sulla saluta dei  consumatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il 95 per cento dei polli </strong>(i  dati si  riferiscono agli Stati Uniti) <strong>risulta contaminato dalle  feci</strong>.  Tra il 39 ed il 74 per cento della carne di pollo che arriva  nei banchi  dei negozi &egrave; ancora infetta (anche se la carne, prima di  essere  distribuita, viene sottoposta a <strong>bagni a base di varechina</strong>).  A tutto questo, si aggiunga poi la  crudelt&agrave; che accompagna la breve  vita di animali creati (dalla  manipolazione genetica) per essere uccisi  in poco tempo e presto  consumati. Foer ricostruisce minuziosamente le  condizioni di vita degli  animali (polli, tacchini, maiali e bovini)  negli allevamenti intensivi  ed il modo in cui vengono condotti a morte.  <strong>Vere pagine  dell'orrore, che preferisco tralasciare.</strong> La nostra  reazione, di fronte a tutto  ci&ograve;, &egrave; ambigua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci preoccupiamo del  nostro cane</strong>, del  nostro gatto, dei nostri canarini, a cui non ci  sogneremmo mai di  tagliare il becco, la coda, di immobilizzarli in uno  spazio angusto, di  iperalimentarli sino a quando le giunture delle loro  zampe non  reggeranno pi&ugrave; il loro peso. Non potremmo mai farli a pezzi  mentre...  sono ancora vivi. Eppure questi sentimenti non riusciamo ad  estenderli a  tutto il mondo animale. N&eacute; proviamo indignazione o ci  opponiamo alle  pratiche della moderna zootecnia industriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Kafka,  raccont&ograve; il suo amico Max  Brod, aveva scelto di essere vegetariano</strong>.  Osservando i pesci  nelle vasche dell'acquario di Berlino, pare avesse  detto: &laquo;Adesso posso  guardarvi tranquillamente, non vi mangio pi&ugrave;&raquo;.  Finalmente non provava  pi&ugrave; vergogna.</p>
<p style="text-align: right;">Prof. Enzo R. Laforgia - fonte varesenews</p></p>]]>
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<title>Quali animali hanno diritto al rispetto</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=661&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://umbradei.files.wordpress.com/2009/01/animali-vari.jpg" alt="" width="220" height="168" />Anche gli animalisti pi&ugrave; impegnati </strong>a volte di fronte agli  attacchi insidiosi di  mosche o zanzare non sanno resistere alla  tentazione di sopprimere questi ignari  animali giustificandosi con la  difesa della propria incolumit&agrave;. C'&egrave; chi ha terrore dei ragni, chi dei  topi, chi delle salamandre, chi dei serpenti,  chi degli scorpioni,  alcuni hanno terrore anche dei cani e perfino dei  gatti. Cos&igrave; succede  che alcuni animalisti, di fronte alla paura di un eventuale  pericolo,  cadano in contraddizione con la loro etica in difesa del mondo animale.   Infatti se la posizione di chi ritiene giusto sopprimere un animale  quando  questo costituisse pericolo (salvo naturalmente difesa della  propria vita) la  stessa giustificazione potrebbe estendersi, a seconda  delle fobie personali, a qualunque specie animale: ai cinghiali quando  invadono i campi dei  contadini, agli uccelli che si nutrono di quel che  trovano nelle campagne, ai lupi,  agli orsi e cos&igrave; via: chi per un modo  chi per un altro troverebbe la giusta motivazione per&nbsp; improvvisarsi  giustiziere dal momento che ognuno di noi  ha pi&ugrave; o meno paura di  qualche animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nessun animalista</strong> si sentirebbe giustificato ad ammazzare una   rana o un pipistrello se dovessero invadere per errore la loro dimora:  giustamente lo  considererebbero un fatto inconciliabile con la nostra  causa, mentre difficilmente si sentirebbero in dovere di rispettare la  vita di un moscone, di una vespa  o di uno scarabeo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si reagisce con clamori di piazza</strong> quando viene uccisa una  balena mentre si  subisce passivamente la strage quotidiana dei tonni,  sardine, seppie, salmoni  ecc. eppure la vita di una balena vale quanto  quella di un qualunque altro  animale, anche se di pi&ugrave; piccole  dimensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non &egrave; la dimensione fisica dell'animale</strong>, n&eacute; la sua bellezza a  sancire il loro diritto  al rispetto, altrimenti l'elefante avrebbe pi&ugrave;  diritto di un cervo. Ne il valore intrinseco di un animale dipende dal  numero dei componenti la sua specie, altrimenti anche il valore della  vita umana sarebbe inversamente proporzionale all'aumentare dei suoi  componenti. Ma allora dovremmo rispettare anche i batteri? Non  esageriamo, anche se sarebbe auspicabile  una sensibilit&agrave; umana capace  di rispettare anche tali microscopici esseri  dai quali dipende la  nostra stessa vita. La nostra morale ci impone di fare meno  male  possibile agli altri esseri viventi con cui condividiamo la stessa casa:  abbiamo il dovere di evitare di uccidere e di far del male volutamente,   ma non abbiamo colpa di ci&ograve; che non possiamo evitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Naturalmente il nostro &egrave; un parlare da  cittadini</strong>, da abitanti   metropolitani. Basta fare una passeggiata in campagna per rendersi  involontariamente responsabili dell'uccisione di molti piccoli animali,  diversamente occorrerebbe fare come i monaci janisti che muniti di scopa  spazzano il terreno per  evitare di calpestare i piccoli abitanti della  terra. I contadini nell'arare il campo o in qualunque altra attivit&agrave;  campestre non si sottraggono  all'uccisione di miglia o milioni di  piccoli insetti e formiche, per non parlare dei trattamenti chimici dei  terreni e delle piante, vera e propria ecatombe  di esseri minuti. Ma  anche se qualunque coltura, anche la meno invasiva,  causa  inevitabilmente la soppressione di insetti, molto dipende dal modo in   cui ci si pone nei confronti di situazioni inevitabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nessuno ha il merito o il demerito di essere  nato uomo,</strong> topo o  uccello. Se  fossimo nati zanzara certamente non vorremmo essere  schiacciati contro una parete.  Non ci vuole molto ad essere coerenti:  basta prendere le precauzioni necessarie per  evitare di dover attivare  iniziative deprecabili. Se in casa troviamo delle  formiche, dei&nbsp; ragni o  degli scarafaggi forse &egrave; sufficiente prenderli con una  paletta &egrave;  portarli in un terreno vicino. Se le zanzare non ci fanno dormire &egrave;   sufficiente fare in modo che non entrino nel nostro campo d'azione per  non dover ricorrere a rimedi estremi che ci causerebbero sensi di colpa,  ma  soprattutto perch&eacute; spegnerebbero il loro percorso evolutivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ogni animale, di qualunque specie,</strong> merita rispetto e  protezione non perch&eacute;  bello, intelligente o utile alla specie umana, ma  perch&eacute; parte della famiglia  dei viventi,. Se giustificassimo  l'uccisone di alcuni animali perch&eacute;  dannosi, fastidiosi, o perch&eacute;  incutono timore, ben pochi si salverebbero e tutto  sarebbe  giustificabile. Non &egrave; forse lo stesso concetto per cui alcuni ritengono   che non tutti gli esseri umani abbiano gli stessi diritti? E se questo  concetto  dovesse essere estendersi agli esseri umani dovremmo accettare  di buon grado l'idea che un ladro, o chiunque pi&ugrave; forte di noi, ci  rapini, ci  violenti, ci uccida. In questi caso la terra sarebbe un  inferno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nell'universo c'&egrave; posto per tutti.</strong> Ogni cosa vive per un  preciso scopo, quello  di proseguire il proprio cammino evolutivo e  tutte le cose sono  interconnesse: la vita stessa &egrave; possibile solo  perch&eacute; esistono anche le vespe, i topi, le zanzare... E quando un  animale entra accidentalmente nella nostra sfera d'azione forse non &egrave;  l'animale ad aver invaso il nostro spazio vitale: pu&ograve; darsi che siamo  nel posto sbagliato. Gli animali di cui  spesso gli umani hanno  un'ingiustificata paura vivevano sulla terra molto prima della comparsa  dell'uomo. Per l'animale non esiste propriet&agrave; privata, barriere  geografiche, campi recintati, e se la zanzara ci punge seguendo il suo  istinto non per questo deve essere uccisa. La zanzara  non sa che non  deve pungerci: non ha alternative, noi si: possiamo proteggerci.  Un p&ograve;  di sacrifico vale bene una vita. Impariamo a trattare ogni animale come   se fosse l'ultimo rimasto della sua specie e allora avremo una vera  coscienza animalista e impareremo a rispettare maggiormente il miracolo   della Vita.</p>
<p style="text-align: right;">Franco Libero Manco</p></p>]]>
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<title>Il 5° Comandamento - Non Uccidere</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=659&amp;user=2862</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Oggi mi &eacute; capitato di riflettere su questo passo della Bibbia :<br /><br />Quinto comandamento: " Non uccidere " ( Libro dell'Esodo 20,13 ) .<br /><br />La maggior parte delle persone che hanno subito ( il pi&ugrave; delle volte inconsapevolmente ) una forma di condizionamento religioso durante la crescita ha almeno una volta prestato attenzione a questo comandamento ...eppure per quanto abbiano cercato di martellarci il cranio con i 10 " condizionamenti " non sembra che siano stati scolpiti a dovere sulla nostra " tabula rasa &ldquo; malleabile e pronta all&rsquo;uso .<br />Con il passare degli anni devo confessarvi che mi ero scordato dei 10 &ldquo; condizionamenti &ldquo; &hellip;ogni tanto ci davo uno sguardo ma sembrava pi&ugrave; un pro-forma &hellip;giusto per non fare brutta figura .<br />Ogni volta che arrivavo al 5&deg; mi fermavo e riflettevo .<br />Mi chiedevo per quale motivo un insegnamento cos&igrave; profondo si scontrasse con la ritualit&agrave; aritificiosa di quelle cerimonie solenni ed austere, in nome delle quali mangiare carne rappresentava addirittura un atto &ldquo; sacro &ldquo; .<br />Mi sono detto&hellip;&rdquo; ah forse intendevano dire non uccidere nessun essere umano &ldquo; !<br />Ho provato una sensazione di leggerezza e di conforto&hellip;Pfiuuu meno male&hellip;credevo che intendessero ogni essere vivente . Ahahah quanto sono stato ingenuo!<br />Dopo qualche secondo sorge un&rsquo;altra domanda ( il mio spirito critico risultava fastidioso anche a me stesso&hellip;era come se la vocina mentale mi dicesse &ldquo; Lascia perdere , taci, fai gli affari tuoi &ldquo;! ) ...<br />Mettiamo caso che il divieto riguardasse solo gli uomini&hellip;ma perch&eacute; Ges&ugrave; avrebbe voluto salvare gli uomini e consentire il massacro di qualsiasi altra forma vivente ?<br />La mente iniziava a correre sempre pi&ugrave; veloce&hellip;<br />&ldquo; Uhmmmm&hellip;naaa non &egrave; possibile dai..Ges&ugrave;&hellip;infinito amore, cos&igrave; buono e misericordioso ..non ci credo, non &egrave; possibile!Ci dev&rsquo;essere qualcosa che non va!!!!&rdquo; .<br />Ho iniziato ad indagare&hellip;la risposta fu sempre la stessa : &ldquo; Ma &egrave; tradizione!!!Scusa &egrave; sempre stato cos&igrave;..arrivi tu e vuoi cambiare le cose ??? &ldquo; .<br />Non volevo arrendermi e ancora oggi non mi arrendo&hellip;<br />Ho pensato..forse &egrave; meglio che lo chieda ai diretti interessati..in fondo anche San Francesco parlava agli animali no ? Certo non sono San Francesco..o almeno non fisicamente...per&ograve; credo che tutti abbiamo la stessa capacit&agrave; telepatica</p>
<!--emo&:)-->
<p><img src="http://img.forumfree.net/html/emoticons/black/smile.gif" alt=":)" /></p>
<!--endemo-->
<p><br />Ho ottenuto questa risposta &hellip;certo probabilmente &egrave; frutto della mia immaginazione ed &eacute; per questo che continuo a chiedere agli altri di smentirla .<br /><br />TUTTI GLI ESSERI VIVENTI SONO UNA MERAVIGLIOSA MANIFESTAZIONE DEL DIVINO NEL QUI ED ORA&hellip;SCINTILLA DI AMORE INFINITO .<br />TUTTI GLI ESSERI VIVENTI HANNO IL SACROSANTO DIRITTO DI GIOIRE DELLA VITA!!!!!<br />NESSUNO HA IL DIRITTO DI UCCIDERE UN ALTRO ESSERE VIVENTE PER SODDISFARE LE PROPRIE ESIGENZE .<br /><br />Non ho ancora ottenuto nessuna teoria contraria che smentisse questo paradigma &hellip;se conoscete qualcuno che sia in grado di smentirla fatemi sapere .<br />Inoltre...consentitemi di aggiungere che queste forme di ipocrisia rappresentano a mio avviso un ostacolo immenso all'evoluzione dell'essere umano .<br />Se &eacute; vero che ogni anima...ogni goccia di un oceano UNO di amore...sia qua per evolvere riscoprendo la sua essenza...dove stiamo andando ??? La manipolazione religiosa che lavoro sta facendo ?<br /><br />Un abbraccio di amore UNIVERSALE a tutti!<br /><br /></p></p>]]>
</description>	
</item>
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<title>TI GUARDANO TUTTI NEGLI OCCHI pubblicato su La Repubblica di domenica 13 giugno 2010</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=658&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Siamo lieti di comunicare che la pubblicit&agrave; TI GUARDANO TUTTI  NEGLI OCCHI &egrave; stata pubblicata a pagina 15 dell'edizione domenicale di  La Repubblica.<br /> Ringraziamo gli ideatori di questo  progetto di pubblicazione e tutte/i coloro che vi hanno contribuito.<br /> <br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/doc/cs/ca-cs-giugno-2010.pdf" target="_blank">COMUNICATO STAMPA: "Ti guardano tutti negli occhi su  Repubblica"</a><br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/campagna-antispecismo-junior%20page-bassa.pdf" target="_blank">Anteprima di TI GUARDANO TUTTI NEGLI OCCHI</a> </strong>(formato  .pdf)<strong><br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/pubblicazioni/pubblicazioni-ca-larepubblica-2010.pdf" target="_blank">Scarica la foto della pubblicazione sul giornale</a></strong> (formato .pdf) <strong><br /> <a href="http://www.campagneperglianimali.org/sostenitori.html" target="_blank">Lista di  chi ha sostenuto l'iniziativa</a><br /> </strong><br /> <img src="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/pubblicazioni/repubblica-tiguardano-home.jpg" border="0" alt="La Repubblica" width="500" height="581" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da <a href="http://www.campagneperglianimali.org/" target="_blank">http://www.campagneperglianimali.org</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
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<title>La guerra del Giappone contro Moby Dick</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=657&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>In Marocco si discute sul bando  alla caccia alla balene. Ma il  Paese asiatico sfida la comunit&agrave;  internazionale e continua a uccidere  cetacei. Ecco perch&eacute;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.ogigia.com/wp-content/photos/balena1.jpg" alt="" width="500" height="311" /></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>NEW YORK</strong> -  Nell'ora  dell'intervallo, ogni giorno nelle scuole di Ayukawa si ripete  un rito  feroce. Tutti gli studenti nel cestino della colazione trovano  la  razione quotidiana di carne di balena. Cruda, in stile sashimi, o   fritta come tempura, con salsa di soya o ketchup. Mangiarla non &egrave; un   obbligo dietetico, &egrave; un gesto di patriottismo. Addentando i bocconcini   teneri, grassi e nutrienti, quei ragazzi sono al centro di uno scontro   di civilt&agrave;. &Egrave; la guerra a oltranza del Giappone contro la messa al bando   internazionale della caccia alle balene. Uno scontro che per i   giapponesi ha un significato unico, incomprensibile per il resto del   mondo: l'ultimo simbolo della loro diversit&agrave;, la resistenza contro   l'omologazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una nazione ricca, civile, con alti livelli  d'istruzione, spesso  all'avanguardia nella tutela dell'ambiente. Cosa  spinge il Giappone a  sfidare l'opinione pubblica mondiale, America in  testa, per continuare  la caccia alle balene? "&Egrave; nei nostri geni, &egrave; un  pezzo della nostra  cultura". Cos&igrave; risponde da anni l'ultraottantenne  Shigehiko Azumi, ex  sindaco di Ayukawa, il porto storico delle baleniere  giapponesi. Tanti  la pensano come lui, una netta maggioranza di  giapponesi, senza  distinzione di et&agrave;. Anche quelli che non hanno mai  assaggiato un  sashimi di balena come quello che servono nell'unico hotel  per turisti  di Ayukawa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo spiega la battaglia solitaria con  cui il governo di Tokyo  continua a difendere la caccia alle balene.  "Esclusivamente per ragioni di ricerca scientifica", spiega il portavoce del ministero  degli  Esteri Jiro Okuyama. Questa &egrave; la foglia di fico, la fragile  finzione a  cui si aggrappa la diplomazia nipponica nelle <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/06/24/news/caccia_cianciullo-5107650" target="_blank">conferenze  internazionali <sup>1</sup></a>. Dietro c'&egrave;  qualcosa di pi&ugrave; profondo. &Egrave;  il senso di un'identit&agrave; perduta, triturata  da un secolo di emulazione  dell'Occidente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per uno scherzo beffardo della storia, il Sol  Levante si aggrappa  disperatamente a un simbolo che non &egrave; suo. Sui  manuali di storia a  Tokyo non v'&egrave; traccia di questa impostura e perfino  tra i giapponesi  pi&ugrave; colti solo pochi osano alzare il velo sulla grande  menzogna. Ma la  verit&agrave; &egrave; questa: la loro man&igrave;a per la carne di balena fu  imposta dal  generale Douglas MacArthur, il vincitore della guerra del  Pacifico,  comandante capo delle forze di occupazione americane alla fine  della  seconda guerra mondiale.</p>
<p>&Egrave; il paese di "Moby Dick" e del  capitano Achab, quello che oggi  guida la crociata in difesa dei cetacei,  che fu all'origine di questa  grottesca finzione. L'equivoco affonda le  sue radici nella complicata  storia di amoreodio fra i giapponesi e  l'Occidente, dall'arrivo della  cannoniera del commodoro Perry nel 1852  fino ai nostri giorni. Ayukawa,  sulla punta di una penisola nel Giappone  nordorientale, &egrave; sonnolenta e  depressa da molti anni. Quasi una  citt&agrave;fantasma, costretta a vivere di  ricordi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono lontani i  tempi in cui la capitale asiatica della caccia alle  balene brulicava di  attivit&agrave;, era la gemella-rivale asiatica di  Nantucket, il porto del New  England descritto nel romanzo di Herman  Melville. Le navi della "caccia  maledetta" continuano a salpare da  Ayukawa e la cattura di una sola  balena vale 100.000 dollari sul  mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo. Ma  i consumi della carne pregiata  sono diminuiti anche sul mercato  interno, sono appena un ventesimo  rispetto al record storico di 226.000  tonnellate toccato nel 1962. La  campagna internazionale per proteggere i  grandi mammiferi marini dal  1986 in poi ha spinto Ayukawa verso un  lento e penoso declino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All'avanguardia nella difesa della  specie minacciata  dall'estinzione, ci sono proprio gli ambientalisti  americani. Le loro  gesta hanno una risonanza mondiale. "The Cove", il  documentario sulla  caccia ai delfini in Giappone, &egrave; stato premiato con  l'Oscar (e subito  messo al bando dai cinema giapponesi per le minacce  dell'estrema  destra). Gli stessi autori del film, guidati dal regista  Louie  Psihoyos, sono stati i protagonisti di una "coda" spettacolare tre  mesi  fa. A pochi chilometri da Hollywood, sulla spiaggia californiana  di  Santa Monica, hanno scoperto un sushi-bar giapponese, The Hump, che   serviva carne di balena sfidando il divieto federale. Smascherato dalla   troupe con webcam e microfoni, il proprietario ha dovuto chiudere, ora   rischia 200.000 dollari di multa e fino a un anno di carcere. Una   piccola Pearl Harbor a rovescia,&nbsp; con gli ambientalisti californiani   nella parte dei vendicatori. La West Coast degli Stati Uniti &egrave; la punta   avanzata dell'offensiva contro i "barbari" che vogliono lo sterminio   delle balenottere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure 150 anni fa &egrave; proprio l'America il  centro mondiale della  caccia alle balene. Philip Hoare, biologo e  storico, ne ha fatto il  centro della sua ricerca monumentale: "The  Whale, in Search of the  Giants of the Sea". Nel Settecento e nella prima  met&agrave; dell'Ottocento,  ricorda Hoare, "la caccia alle balene e lo  sfruttamento industriale  delle loro risorse, sono l'equivalente di  quello che oggi &egrave; il business  del petrolio". Prima che l'industria  estrattiva faccia dei progressi  verso la trivellazione, terrestre e  marina, il carburante pi&ugrave; usato per  le lampade a olio &egrave; il grasso dei  cetacei. Per Andrew Delbianco,  docente alla Columbia University, "&egrave;  irresistibile l'analogia fra la  spietata caccia all'olio delle balene ai  tempi di Melville, e l'avidit&agrave;  di petrolio nel XXI secolo".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'America  &egrave; l'Arabia Saudita dell'epopea delle baleniere. All'apice  del boom, gli  Stati Uniti esportano in Europa fino a un milione di  galloni all'anno  di olio di cetacei. La competizione &egrave; cos&igrave; sfrenata da  sacrificare la  sicurezza. La fine del capitano Achab in "Moby Dick" &egrave;  ispirata da una  vicenda vera, il naufragio della baleniera Essex nel  1820, colpita e  affondata da un gigantesco mammifero nel Pacifico  meridionale. Il  traffico di balene spiega la stessa missione del  commodoro Matthew  Perry, che al comando della Flotta Nera piega  l'isolazionismo giapponese  e costringe lo shogunato di Tokugawa ad  aprirsi al commercio con  l'America. La priorit&agrave; di Perry &egrave; assicurare  alle baleniere Usa il  libero accesso alle acque del Pacifico orientale e  meridionale. In  seguito i pescatori giapponesi, ad Ayukawa e in altri porti,  adottano le tecniche americane per la  pesca dei cetacei. Ma il consumo  locale della carne resta limitato. &Egrave;  solo dopo la seconda guerra  mondiale che le cose cambiano. Dopo la resa  incondizionata  dell'imperatore Hirohito nel 1945, il Giappone  distrutto dai  bombardamenti (incluse due atomiche) &egrave; a corto di ogni  risorsa naturale.  Raccolti agricoli e allevamenti sono allo stremo. &Egrave;  il generale  MacArthur a imporre in tutte le scuole la carne di balena  come alimento  quotidiano: proteine a buon mercato, le uniche  accessibili in quegli  anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"All'inizio&nbsp; -&nbsp; ricorda lo scienziato ambientale Shuichi  Kitoh  dell'universit&agrave; di Tokyo&nbsp; -&nbsp; molti giapponesi la trovavano   immangiabile". E allora nel paese distrutto dalla guerra il governo fa   quello che solo in una civilt&agrave; confuciana pu&ograve; sembrare possibile.   Paternalismo autoritario e propaganda riescono a "convincere la   popolazione che la carne di balena &egrave; parte delle nostre tradizioni, un   pezzo di cultura nazionale", dice Kitoh. All'inizio degli anni Settanta,   quando in Occidente ha inizio la campagna per proteggere le balene, la   difesa dell'identit&agrave; nazionale fa scattare la reazione. Ayako Okubo,   ricercatore oceaonografico, non ha dubbi su quel che agita il subconscio   dei suoi connazionali, e li rende cos&igrave; refrattari alle pressioni: "Ai   giapponesi non piace particolarmente la carne di balena. Ma piace  ancora  meno sentirsi vietare il consumo dagli stranieri. &Egrave; uno dei  pochi  terreni su cui abbiamo la capacit&agrave; di dire no all'America".</p>
<p style="text-align: right;">FEDERICO  RAMPINI - repubblica.it</p></p>]]>
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<title>Marcia anche tu contro la vivisezione!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=656&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.agireora.org/img/icons/icon_endeutest.gif" alt="Fonte  notizia" width="100" height="100" /><strong>Marcia virtuale contro la vivisezione: arriviamo a 100.000  partecipanti!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco un aggiornamento sulla Direttiva Europea sulla sperimentazione  animale, in discussione da anni, ma che sembra quasi giunta alla fine  del suo iter, anche per rilanciare la "manifestazione virtuale contro la  vivisezione" ancora in corso, in modo da raggiungere entro settembre il  numero di 100.000 manifestanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Raccomandiamo a chi non sta ancora "marciando virtualmente" verso il  Parlamento Europeo di unirsi col suo NO alla vivisezione a questa  manifestazione, seguando le indicazioni riportate a questa pagina: <br /> <a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740" target="_blank">http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Raccomandiamo anche di diffondere tale pagina il piu' possibile, su  Facebook, MySpace, Twitter e quant'altro, in modo da invitare sempre  piu' persone ad partecipare!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Aggiornamenti sulla Direttiva</strong></p>
<p>Ecco gli aggiornamenti arrivati pochi giorni fa dalla fondazione  antivivisezionista inglese "Dr. Hadwen Trust", che da anni sta seguendo i  lavori sulla direttiva europea:</p>
<p>il 3 giugno il Consiglio dei Ministri UE ha adottato l'attuale testo  della direttiva come "Posizione Comune", mentre la Commissione  Agicoltura del Parlamento Europeo deve votare a breve. Probabilmente a  settembre passera' di nuovo al Parlamento in seduta plenaria in Seconda  Lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'attuale testo contiene vari aspetti negativi, purtroppo, perche' la  lobby della vivisezione (industria chimico-farmaceutica, universita',  centri di ricerca e allevamenti) e' molto potente. Ma contiene anche alcuni aspetti chiave che, se implementati in modo  corretto nelle singole legislzioni nazionali degli Stati Membri,  potranno essere utili per bloccare sperimentazioni e salvare animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un punto importante e' l'impegno ad aumentare lo sviluppo di metodi di  ricerca senza animali, non solo per i test di tossicita' obbligatori per  legge, come di fatto e' stato fino ad ora, ma anche nella ricerca  medica.</p>
<p>Un altro punto e' quello dell'obbligo di ispezioni negli allevamenti e  nei laboratori di sperimentazione animale, anche questo un aspetto che  allo stato attuale e' molto trascurato; attualmente la legge non prevede  un certo numero di ispezioni annuali obbligatorie, previste invece  nella nuova direttiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un terzo punto e' quello dell'obbligo di autorizzazione per tutti gli  esperimenti, che come sappiamo attualmente non esiste, perche' la  maggior parte delle sperimentazioni viene fatta in regime di notifica,  cioe' chi fa l'esperimento notifica il Ministero della Salute, ma non e'  obbligato ad attendere una esplicita autorizzazione. E' pero' anche vero che nella direttiva viene lasciato spazio di manovra  agli Stati Membri per "annacquare" questo punto, e sara' quindi  necessario vigilare sull'implementazione nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I prossimi passi</strong></p>
<p>E' ora importante continuare a fare pressione sul Parlamento affinche'  questi punti chiave vengano mantenuti, e non vi siano ulteriori  peggioramenti della legislazione.</p>
<p>Quindi l'invito e' quello di unirsi alla "marcia virtuale" per  raggiungere i 100.000 partecipanti: con 100.000 firme (perche'  l'adesione alla marcia si fa col proprio nome e cognome) i  rappresentanti del Dr. Hadwen Trust andranno al Parlamento Europeo a  sostenere le nostre istanze, ed inoltre queste stesse firma potranno  essere utili a livello nazionale quando verranno implementate le singole  leggi nei vari Stati Membri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi... partecipate alla manifestazione come spiegato qui: <a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740" target="_blank">http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740</a> e divulgate!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie a tutti, <br /> AgireOra Network</p></p>]]>
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<title>Oltre 30.000 gatti sterilizzati a Pechino</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=655&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img src="http://www.oipaitalia.com/elementi%20bande/animali-gatto-10.jpg" alt="" width="566" height="196" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel  corso degli anni, l&rsquo;OIPA &egrave; stata testimone di  brutali massacri, autorizzati  dalle autorit&agrave; governative cinesi, quali  mezzo per contenere la popolazione  degli animali randagi.</p>
<p><br /> L&rsquo;OIPA  &egrave; pi&ugrave; volte intervenuta con <em>Appelli  per  gli Animali</em>, in difesa di creature brutalmente uccise e per  sollecitare le  autorit&agrave; governative ad introdurre programmi di  sterilizzazione di massa.  Uccidere tutti gli animali presenti in  un&rsquo;area della citt&agrave; non risolve e non  aiuta ad affrontare il problema  del randagismo: svuotato un quartiere, gli  animali dalle zone limitrofe  vi si spostano per occupare gli spazi e le risorse  lasciate libere, il  ciclo continua all&rsquo;infinito con riproduzioni incontrollate.  Nella sola  Pechino, in base alle stime ci sono circa 500.000 gatti randagi.</p>
<p><br /> Negli  ultimi anni &egrave; stata intensa la  nostra attivit&agrave; in difesa degli animali in Cina  ed in tutta l&rsquo;Asia,  finalmente dopo innumerevoli sforzi, da Pechino giunge la  prima  Vittoria, la pi&ugrave; bella per gli animali.</p>
<p>Oltre  30.000 gatti, dato  aggiornato reso noto da funzionari governativi nei giorni  scorsi, sono  gi&agrave; stati sterilizzati nella capitale cinese, grazie ad un  progetto  nato dalla collaborazione tra ONG e uffici governativi locali.</p>
<p><br /> Sono  oltre 100 le cliniche veterinarie  che partecipano al progetto TNR (Trap Neuter  Return &ndash; ovvero cattura,  sterilizza e ricollocazione) le quali stanno  garantendo gratuitamente,  oltre 1.000 sterilizzazioni mensili. Le autorit&agrave;  governative locali  hanno approvato a sostegno delle sterilizzazioni, per l&rsquo;anno  2010, un  fondo equivalente a circa 114.000 euro.</p>
<p>I  volontari delle  associazioni protezioniste cinesi possono portare i gatti in  una delle  tante strutture convenzionate dove viene eseguito l&rsquo;intervento e   ricevere gratuitamente assistenza veterinaria qualificata. Questo  significa che  i gatti vengono dati in adozione gi&agrave; sterilizzati e non  corrono il rischio di  tornare sulle strade.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo  inoltre, che i  gruppi, associazioni e comitati di cittadini attivi su tutta la  Cina  sono tantissimi ed il loro numero &egrave; in costante crescita. Giorno dopo   giorno aumenta la consapevolezza che gli animali hanno diritti loro  propri:  oltre 30.000 sono solo i gatti sterilizzati all&rsquo;interno della  collaborazione  ONG-Governo, a questi vanno sommate altre migliaia di  sterilizzazioni  effettuate grazie ad iniziative private, es.  l&rsquo;associazione &ldquo;New Beautiful  World&rdquo; nel 2009 ha  fatto sterilizzare  1700 gatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il  numero di gatti  sterilizzati a Pechino, sta aumentando rapidamente, grazie a questo   nuovo progetto nato e cresciuto in seguito a numerosi appelli rivolti  alle  autorit&agrave; cinesi. Il numero di animali randagi viene contenuto  nell&rsquo;unico modo  accettabile, realmente efficace nel lungo periodo e  riconosciuto dalla comunit&agrave;  internazionale, senza il ricorso a brutali  catture e massacri. Pechino sta  dando un esempio, senza precedenti, per  tutta la Cina. Nostro auspicio &egrave; che  tale esempio possa trovare  seguito e sostegno anche in altre citt&agrave; cinesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;OIPA  ringrazia di  cuore tutti coloro che sostengono e diffondono i nostri <em>Appelli per  gli Animali</em>: insieme  possiamo fare, e l&rsquo;abbiamo gi&agrave; dimostrato  molte volte, la differenza per tutti  coloro che non hanno voce. La loro  vita, la salvezza degli animali, &egrave; la  vittoria pi&ugrave; bella. Dopo  infinita sofferenza, finalmente abbiamo ottenuto una  prima vittoria,  una pietra miliare, per gli animali in Cina. Il nostro lavoro  continua  per fare in modo che a tutti gli animali venga riconosciuto il  rispetto  e la dignit&agrave; che meritano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte OIPA - di Paola  Ghidotti</p></p>]]>
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<title>Gardaland, no alla prigione d'acqua. Video choc sulla mattanza dei delfini</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=654&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Scoppia il caso "The Cove", il documentario sulla mattanza dei   delfini boicottato dal Governo giapponese e promosso in Italia da  Legambiente in  collaborazione con Feltrinelli</strong>. Il documentario  denuncia la mattanza  dei delfini che vede protagonista il Giappone di  un braccio di ferro  internazionale. Per fortuna in Italia i mammiferi  acquatici non sono oggetto di  pesca cos&igrave; cruenta ma resta comunque  aperto il problema della tutela degli  animali in cattivit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anche in Italia si apre quindi il caso delfinari che coinvolge   Gardaland, intenzionata a chiudere il delfinario del Palablu in  provincia di  Verona</strong>. Bisogna dire basta a queste prigioni d'acqua e  alla mattanza  dei delfini nel mondo. Legambiente chiede al Ministero  dell'Ambiente di impedire  qualsiasi ulteriore acquisizione di delfini  da parte di delfinari, acquari o  parchi marini gi&agrave; esistenti e di  negare l'autorizzazione alla costruzione di  nuovi impianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Gardaland non faccia solo scelte di immagine e si impegni  concretamente a  chiudere il delfinario - dichiara Sebastiano Venneri,  Vice Presidente di  Legambiente -&nbsp; Dicano anche chiaramente quale sar&agrave;  la sorte dei delfini in caso  di chiusura della struttura perch&eacute; il loro  trasferimento in un altro impianto  sarebbe una scelta inaccettabile".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LA REPLICA DI GARDALAND. "<strong>Fra le opzioni strategiche che verranno   valutate nell'arco del 2011 vi &egrave; anche la possibilit&agrave; che il Palablu -  la  struttura che a Gardaland ospita i delfini - chiuda i battenti</strong>.  Merlin  Entertainments, il gruppo di cui facciamo parte - spiega Danilo  Santi, Direttore  Generale Parchi di Gardaland- &egrave; impegnato da sempre  nella tutela delle specie  marine; gi&agrave; dallo scorso anno, ad esempio, ha  sottoscritto un accordo in  collaborazione con la "Whale and Dolphin  Conservation Society" (WDCS  International), unica organizzazione  globale non governativa che si dedica alla  protezione e alla  salvaguardia delle balene, dei delfini e del loro  habitat".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Sulla linea di Merlin Entertainments e delle sue sensibilit&agrave;  nei  confronti delle specie animali, della loro integrit&agrave; e della prospettiva  di  garantire un futuro positivo e sicuro a questi magnifici esemplari,  anche  Gardaland ha aderito al progetto. Da oltre tre anni - continua  Santi - il  pubblico del Palablu assiste soltanto a presentazioni sui  comportamenti dei  delfini con informazioni didattiche specifiche sul  loro habitat e le loro  peculiarit&agrave;.</p>
<p><br />Non soltanto una scelta di  immagine - prosegue Santi - ma un  impegno sempre pi&ugrave; concreto a favore  del rispetto degli animali e della tutela  della specie".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>"The Cove"</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Legambiente &egrave; anche impegnata in prima fila per dire no alla  strage  dei delfini, promuovendo in Italia il film documentario "The  Cove", che sar&agrave;  distribuito insieme a Feltrinelli in autunno, </strong>proprio  in occasione  della stagione in cui parte la mattanza. Durante la  campagna di Goletta Verde e  Goletta Laghi, Legambiente promuover&agrave; il  documentario con proiezioni in tutto il  paese per rilanciare la  battaglia contro questa pratica vergognosa. Per maggiori  informazioni  sulle tappe della Goletta e sugli appuntamenti di "The Cove": <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank">www.legambiente.it</a></p>
<p style="text-align: right;">fonte affaritaliani.it</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Cane costretto per 6 ore nella stiva di un pullman</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=653&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100621bus-dog-qz.jpg" alt="" width="220" height="202" />Milano - Un cane di media taglia &egrave; stato costretto a viaggiare  nella stiva di un pullman da Milano a un paese della provincia di Roma,  senza che mai lo stesso animale sia stato fatto uscire dal bagagliaio  del pullman per sgranchirsi le gambe, espletare i suoi bisogni  fisiologici. <strong>Questo &egrave; il testo di una segnalazione giunta ieri  al servizio di "Io lo segnalo" di AIDAA contro il maltrattamento di  animali domestici.</strong> Il fatto sarebbe avvenuto all&rsquo;inizio della  settimana su un pullman delle linee estive che collega Milano alla  Calabria, e che nel tragitto effettua diverse soste intermedie.<br /> <br /> Secondo la ricostruzione di alcuni passeggeri del pullman  successivamente contattati da AIDAA, <strong>il cane che viaggiava al  seguito del suo padrone diretto in provincia di Roma, sarebbe stato  tenuto rinchiuso per diverse ore nella stiva del bus al buio,  accatastato insieme a decine di valige, ed in condizioni  igienico-sanitarie inaccettabili.</strong> L&rsquo;animale non sarebbe stato  liberato in quanto il proprietario era sprovvisto di guinzaglio. Alcuni  passeggeri hanno inoltre sottolineato che il cane si sarebbe lamentato  durante tutto il tragitto, provocando le proteste dei medesimi  passeggeri.<br /> <br /> <strong>AIDAA nei prossimi giorni denuncer&agrave; per il reato di  maltrattamento aggravato e continuato nei confronti del cane sia il  padrone del medesimo, sia l&rsquo;autista che contravvenendo alle disposizioni  previste dal regolamento interno della compagnia di trasporto ha  permesso di trasportare il cane in simili condizioni che sono ovviamente  vietate dalla legge, ma anche dal regolamento interno della compagnia  dei bus.</strong> "Quanto accaduto &egrave; gravissimo" ci dice Lorenzo Croce,  Presidente Nazionale AIDAA, "in caso dovesse succedere ancora invitiamo i  passeggeri a chiamare immediatamente la polizia stradale obbligando il  conducente del bus a fermarsi in attesa delle Forze dell&rsquo;Ordine.  Purtroppo" prosegue Croce "la questione del trasporto degli animali sui  mezzi pubblici &egrave; ancora un problema da affrontare, problema" conclude  Croce "che diventa sempre pi&ugrave; intenso nei mesi estivi, quando milioni di  italiani si spostano per le vacanze insieme ai loro amici a quattro  zampe".<br /> <br /> <strong>Per info: tel. 392 6552051 - 347 8883546</strong></span></p>
<p style="text-align: right;">fonte QZlife</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Deportazioni di animali all'estero</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=652&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100621tideportoafareungiro-qz.jpg" alt="" width="220" height="220" />Sono circa 10mila gli italiani che hanno firmato <strong>la  petizione "Ti deporto a fare un giro", promossa dall</strong></span>'<span><strong>Enpa contro il  fenomeno delle finte adozioni e delle deportazioni all</strong></span>'<span><strong>estero di cani e  gatti italiani.</strong> Le firme sono state consegnate marted&igrave; 15  giugno dal presidente nazionale dell</span>'<span>Enpa, Carla Rocchi, al  Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. "Sono infinitamente  grata al sottosegretario Martini - ha dichiarato Carla Rocchi - per  l</span>'<span>impegno che ha voluto assumere affinch&eacute; sia posta fine a ogni forma di  deportazione di massa di animali d</span>'<span>affezione". <strong>L</strong></span>'<span><strong>iniziativa  dell</strong></span>'<span><strong>Enpa, oltre ad avere ottenuto una positiva risposta da parte delle  istituzioni, ha avuto il merito di portare alla luce questo fenomeno,  finora quasi sconosciuto al grande pubblico.</strong><br /> <br /> Ogni anno sono numerosi i furgoni, i camion e perfino gli aerei che  partono da ogni regione d</span>'<span>Italia trasportando oltre confine animali  d</span>'<span>affezione italiani - diretti principalmente in Germania, Svizzera e  Austria - dei quali, una volta giunti a destinazione, si perdono le  tracce. <strong>Animali privi di documenti, dunque, presi in carico da  semplici prestanome che poi acconsentono a spedirli oltre confine con  l</strong></span>'<span><strong>unico obiettivo di alimentare un lucroso commercio.</strong> Spesso si  tratta di randagi raccolti per strada o di finte adozioni; "merce"  gratuita all</span>'<span>origine che acquista valore non appena arriva a  destinazione. Il loro prezzo, eufemisticamente definito "rimborso spese"  pu&ograve; arrivare anche a 350-400 euro. <br /> <br /> Questo traffico non riguarda soltanto i "trovatelli", ma anche gli  animali di propriet&agrave;: alcuni sottratti durante la consueta  "passeggiata", altri invece ceduti dai loro stessi proprietari, per i  quali sono ormai diventati un peso. Cuccioli o adulti, sani o malati;  non fa differenza. <strong>Molti di loro, purtroppo, non giungeranno mai  a destinazione: sfiniti dal viaggio, moriranno nel chiuso di un  portabagagli o nella stiva di un aereo.</strong> Ad alimentare il  lucroso commercio di esseri viventi, a volte, rischiano di contribuire  le stesse autorit&agrave; comunali, per le quali le deportazioni all</span>'<span>estero  rappresentano talvolta un vero e proprio surrogato delle politiche di  contenimento del randagismo.</span></p></p>]]>
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<title>Marea nera. Eutanasia o morte solitaria</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=651&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100622uccellopetrolio2.jpg" alt="" width="220" height="211" />Con le ali incatramate sembra un uccello scolpito nel  cioccolato: il pellicano bruno &egrave; il simbolo della Louisiana colpita  dalla marea nera. Ma adesso tra gli esperti dei centri di raccolta che  li hanno presi in cura si &eacute; insinuato un macabro dubbio: <strong>ucciderlo  potrebbe esser un atto di piet&agrave; maggiore che salvarlo.</strong> E&rsquo;  quanto riporta Blitz Quotidiano. "Se ne parla molto. Ci si chiede se  liberare gli uccelli dal catrame sia un atto solo fine a se stesso per  metterci l&rsquo;anima in pace", ha detto <strong>Elizabeth Griffin,  scienziata del centro di biologia marina del gruppo no-profit Oceana.</strong> Eutanasia per un pellicano. <br /> <br /> <strong>Solo l&rsquo;anno scorso l&rsquo;uccello simbolo della Louisiana era stato  tolto dalle liste degli animali in via di estinzione.</strong> Il  dibattito &egrave; rimbalzato su Newsweek: "Ucciderlo potrebbe essere l&rsquo;atto  pi&ugrave; umano", ha suggerito il settimanale, dal momento che lo stress della  cattura di un animale esausto, affamato e disidratato e il successivo  bagno nelle soluzioni a base di sapone rischiano di essere un trauma  altrettanto significativo dell&rsquo;attacco del petrolio. <strong>Molti  animali &rsquo;salvati&rsquo; muoiono dopo esser stati liberati di nuovo:</strong> "Pulirli e rilasciarli ci fa sentire meglio. Per&ograve; dobbiamo chiederci se  fa bene agli uccelli, se non &egrave; solo un modo di prolungare le loro  sofferenze", si &egrave; chiesto <strong>Daniel Anderson, ornitologo  dell&rsquo;Universit&agrave; di California a Davis.</strong><br /> <br /> <strong>Finora sono stati tratti a riva dalle acque inquinate dal  petrolio quasi 1.300 uccelli marini, 725 dei quali gi&agrave; morti.</strong> Una quarantina sono stati ripuliti e riportati in habitat sicuri,  secondo le stime del Fish and Wildlife Service. <strong>Le cifre sono  pi&ugrave; drammatiche per le tartarughe marine: 324 delle 387 recuperate erano  morte.</strong> Ed &egrave; un numero destinato a salire: le dimensioni e la  durata della marea nera rende ogni giorno pi&ugrave; difficile il ritorno degli  animali colpiti in un ambiente sicuro. Ma anche questo potrebbe essere  pericoloso: i pellicani della Louisiana sono adesso liberati lungo la  costa atlantica della Florida: sono animali che hanno un forte senso dei  luoghi e c&rsquo;&eacute; il rischio che tornino al loro luogo normale di  nidificazione.</span></p></p>]]>
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<title>Quattrozampe in tribunale</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=650&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100622quattrozampeintribunale-qz.jpg" alt="" width="220" height="220" />Gli animali fanno spesso notizia. Anche quando finiscono in  tribunale. In tutta Italia sono migliaia ogni anno le cause legate a  loro. <strong>Ecco il libro raccoglie le storie pi&ugrave; eclatanti.</strong> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Condanne a bracconieri, multe a maltrattatori, liti condominiali per  cani che abbaiano, guerre tra ex coniugi che si contendono l&rsquo;amato  batuffolo, cani che combinano guai, vicini di casa che per un gatto o un  coniglio si fanno dispetti da anni, animali sfrattati, rapiti (per  chiederne un riscatto), sequestrati (per chiedere il pagamento arretrato  dell&rsquo;affitto di casa), dimenticati sul terrazzo o in macchina ecc. <strong>&nbsp;</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><strong>Storie  vere. Accadute su e gi&ugrave; per la penisola.</strong> Commuovono, fanno  arrabbiare, qualcuna fa sorridere, qualche altra no. <br /> <br /> Di ogni caso, al termine, c&rsquo;&egrave; una piccola spiegazione normativa,  descritta in maniera chiara e semplice. E alcuni suggerimenti. <strong>Frutto  di anni di lavoro "sul campo" dei due autori, che danno vita  all&rsquo;associazione Gaia Animali &amp; Ambiente e a Gaia Lex, il centro di  azione giuridica collegato, e hanno esperienza di gestione di Uffici  Diritti Animali.</strong> Come difendersi da un vicino che vuole che ci  "liberiamo" del cane che gli d&agrave; fastidio? Come rispondere  all&rsquo;amministratore di condominio che non vuole che si diano cure ai gatti randagi? Come denunciare chi maltratta  o uccide un animale? In questo libretto si trovano alcune risposte. <br /> <br /> <strong>Morale: gli animali hanno diritti e alcuni avvocati li fanno  rispettare.</strong><br /> <br /> Gli autori:<br /> <strong>Edgar Meyer,</strong> giornalista, presidente di Gaia animali  &amp; ambiente Onlus, portavoce di Diamoci la Zampa, ha lavorato per 5  anni come responsabile dell&rsquo;Ufficio Diritti Animali della Provincia di  Milano ed ora &egrave; referente dell&rsquo;Ufficio Diritti Animali del Comune di  Genova. E&rsquo; autore di diverse pubblicazioni, tra cui Fido non si Fida  (Stampa Alternativa), Qua la zampa (Stampa Alternativa), I pionieri  dell&rsquo;ambiente (Carab&agrave;), Storia ambientale, una nuova frontiera  storiografica (Teti editore).<br /> <br /> <strong>Claudia Taccani,</strong> avvocato del foro di Milano,  consulente giuridico in un&rsquo;associazione di consumatori, esercita la  professione di avvocato da libera professionista. Consigliere direttivo  di Gaia animali &amp; ambiente Onlus, coordinatrice di Gaia Lex - centro  di azione giuridica dell&rsquo;associazione - ha lavorato per 3 anni come  responsabile dell&rsquo;Ufficio Diritti Animali del Comune di Peschiera  Borromeo (Mi). </span></p></p>]]>
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<title>Battaglia di Sea Sheperd coi bracconieri per salvare il tonno rosso. 800 tonni liberati</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=649&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: left;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="sea-shepherd-salvataggio-tonni-06" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/sea-shepherd-salvataggio-tonni-06-300x225.jpg" alt="sea-shepherd-salvataggio-tonni-06" width="220" height="165" />Ecologisti feriti a colpi di arpione,  Marina militare che scende in campo, sub che tagliano le reti dei  pescherecci. Quest&rsquo;anno la stagione di pesca del tonno rosso si &egrave; chiusa  con una vera e propria battaglia tra ambientalisti e pescatori. Dopo il  blitz di Greenpeace &nbsp;che a Malta aveva sfidato i bracconieri del mare, &egrave;  stato il turno di <a href="http://www.seashepherd.org/" target="_blank">Sea  Shepherd </a>, l&rsquo;organizzazione fondata dal capitano Paul Watson.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La stagione di pesca al tonno rosso si &egrave;  ufficialmente chiusa a mezzanotte del 14 giugno. Ma, secondo gli  ambientalisti, molte barche non si sono limitate a trascinare verso  costa i tonni imprigionati nelle enormi reti utilizzate per la cattura  ma hanno continuato a pescare. La risposta di Watson &egrave; stata imbarcare   sulla Steve Irwin un gruppo di giornalisti europei e Vanya, il cameraman  assistente di Claude Lelouch, per la ricognizione anti bracconieri  condotta con l&rsquo;aiuto di un elicottero.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Nelle acque territoriali libiche  sono stati trovati due pescherecci libici che trasportavano due gabbie  galleggianti con 800 tonni, aiutati dal Cesare Rustico, rimorchiatore  con bandiera italiana. </strong>Agli ambientalisti che chiedevano  spiegazioni il capitano della nave italiana ha risposto che i tonni  erano stati catturati il 14 giugno e, visto che il numero superava la  quota autorizzata, ha aggiunto che i tonni dentro la gabbia prevenivano  da operazioni pesca di altre 7 navi libiche. Per la Sea Shepherd per&ograve;  queste dichiarazioni non stavano in piedi perch&eacute; il 13 e 14 giugno le  condizioni di tempo a mare rendevano impossibile la pesca e quindi i  tonni catturati sarebbero stati pescati illegalmente.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">A quel punto la situazione &egrave; rapidamente  precipitata. Secondo le testimonianze raccolte a bordo della nave  ambientalista, il peschereccio Rosaria Tuna ha speronato la Steve Irwin  nella sezione poppiera di sinistra e uno dei pescatori ha cominciato a  colpire violentemente i volontari di Sea Shepherd con un mezzomarinaio,  cio&egrave; un lungo palo con un uncino all&rsquo;estremit&agrave;. L&rsquo;equipaggio della Steve  Irwin ha reagito lanciando burro rancido sul ponte del peschereccio. A  questo punto i pescatori si sono ritirati all&rsquo;interno e il Rosaria Tuna  ha dato macchine indietro.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Nel frattempo i sub di Sea Shepherd, che  si erano immersi per rendersi conto del numero dei tonni catturati e  della taglia, hanno deciso che la quantit&agrave; era superiore a quella  ammessa e che una gran parte erano degli immaturi: la rete &egrave; stata  tagliata e i pesci liberati.</p>
<blockquote style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L&rsquo;azione &egrave; stata poi ritentata ma  la nave di Sea Shepherd &egrave; stata costretta a ritirarsi per l&rsquo;annunciato  arrivo di imbarcazioni militari</em>&ldquo;, aggiunge Gaia Angelini, l&rsquo;esperta  consulente a Bruxelles delle associazioni per la difesa del mare. &ldquo;<em>La  situazione del tonno rosso del Mediterraneo resta drammatica, con le  popolazioni che si sono ridotte circa dell&rsquo;80 per cento soprattutto per  effetto della fortissima pressione del mercato giapponese che chiede  tonno rosso per il sushi. Senza azioni correttive il conflitto finir&agrave;  per mancanza dell&rsquo;oggetto del contendere: i tonni spariranno  definitivamente dal Mediterraneo</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">Fonte:  Repubblica.it</p></p>]]>
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<title> Africa, miniera inesplorata di notizie</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=648&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img title="africa_cartina" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/02/africa_cartina.jpg" alt="" width="615" height="615" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una  giungla di notizie senza visibilit&agrave;. Questa &egrave; l&rsquo;Africa di oggi, un  continente in profonda trasformazione ma sempre molto ignorato. Dai  governi, dalle organizzazioni internazionali, dai media. Eppure, pane  per i denti di chi mastica notizie ce n&rsquo;&egrave; in abbondanza. Come dimostra  la pubblicazione&nbsp;<em>Africa&amp;Media. Giornalismi e cronache nel  continente dimenticato</em>(Edizioni Gruppo Abele, euro 14,00,  prefazione di Romano Prodi) che, in un colpo solo, ha la forza di  abbattere tutte le banalit&agrave; sui Paesi dell&rsquo;Africa nera, dando voce a chi  conosce le mille realt&agrave; di questa terra, a chi le vive e a chi tenta di  raccontarle.</p>
<p>Non a caso,&nbsp;<em>Africa&amp;Media</em> si avvale di due contributi  eccezionali: un inedito di Ryszard Kapuscinski, il reporter polacco che  ha fatto scuola nel giornalismo di guerra, e un brano, dai taccuini di  Ilaria Alpi, la giornalista Rai uccisa in Somalia, sulla citt&agrave; fantasma  di Mogadiscio nel conflitto del 1993.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&laquo;L&rsquo;idea da cui questa pubblicazione prende vita &ndash; parla il curatore,  il giornalista Mauro Sarti &ndash; &egrave; quella di ricordare Ilaria (a cui &egrave;  intitolato un premio in video-giornalismo d&rsquo;inchiesta, quest&rsquo;anno alla  sedicesima edizione, in corso da domani al 19 giugno a Riccione, ndr)  parlando della sua Africa&raquo;. Un&rsquo;Africa fatta di morte e distruzione, di  apparente normalit&agrave; e stato di polizia, di donne, bambini, mercati come  centri di socializzazione, di file per il cibo e per il lavoro, di  organizzazioni umanitarie ovunque, che aiutano, maneggiano soldi,  sperperano. Eppure sono passati pi&ugrave; di 15 anni da &laquo;quella&raquo; Africa.  Certo, ne sono passati ancora di pi&ugrave; dal racconto di Kapuscinski che,  nel 1963, cercava il Congo e trovava solo soldati e fucili, in lotteria  con la sopravvivenza.</p>
<p>Tuttavia, in alcuni Paesi non troppo &egrave; cambiato: il dramma dei 180  mila profughi che, secondo le stime di questi giorni, sono fuggiti dalla  Repubblica centrale africana a causa delle violenze dell&rsquo;ugandese  Esercito di resistenza del Signore, la dice lunga sull&rsquo;emergenza  democratica e umanitaria nel Continente. Ma l&rsquo;Africa di oggi non &egrave; solo  questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stefano Marcelli, da vent&rsquo;anni in Rai, inviato speciale per la  trasmissione Mediterraneo, &egrave; uno degli autori dei saggi di questo  volume: &laquo;&Egrave; un errore pensare che, nel mondo africano, ci siano pochi  giornali. Gi&agrave; in Nigeria, negli anni &rsquo;80, il numero delle testate era  impressionante. Certo, non bisogna dimenticare che, a fronte di Paesi  pi&ugrave; sviluppati e tecnologicamente pi&ugrave; liberi &ndash; come Sudafrica, Ghana,  Marocco e l&rsquo;ex Congo belga &ndash; ce ne sono altri dove la stampa o &egrave;  governativa o non conosce altre vie. Con conseguenti persecuzioni per i  giornalisti scomodi, come denunciano i rapporti di&nbsp;<em>Reporters sans  fronti&egrave;res</em>&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E anche i grandi media occidentali &ndash; molto discusso &egrave; stato il caso  della Rai a Nairobi &ndash; gettano la spugna, chiudendo progressivamente le  loro sedi. Secondo Marcelli &laquo;questo &egrave; il frutto dell&rsquo;abbandono del  Continente africano da parte degli Usa negli anni Novanta&raquo;. E gli  effetti sono due. Il primo: &laquo;In Africa la libert&agrave; di stampa &egrave; un  indicatore di democrazia sempre pi&ugrave; basso&raquo;. Il secondo:  &laquo;L&rsquo;intensificazione della presenza politica e militare cinese, con il  suo modello autoritario, economicamente rapace e non pluralistico, ha  modificato l&rsquo;uso e ha aumentato il controllo sui mass-media&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei contributi su&nbsp;<em>Africa&amp;Media</em> (tra gli altri di Barbara  Bastianelli, Clarissa Cl&ograve;, Gabriele del Grande, Nicoletta del Pesco,  Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Enzo Nucci, Luciano Scalettari,  Jean-L&eacute;onard Toudai, Pietro Veronese) si squadernano argomenti caldi per  i giornalisti di tutto il mondo: le leggi sulle intercettazioni  telefoniche e sulla rivelazione delle fonti, i rapporti con le gerarchie  militari e con le multinazionali, i media come strumento di propaganda,  la spettacolarizzazione dei conflitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la vera riflessione &egrave; come l&rsquo;Africa sia passata dal  mondo-villaggio al villaggio globale. E gli effetti sono sorprendenti.  &laquo;L&rsquo;informazione in Africa passa attraverso i network radiofonici &ndash;  conferma Marcelli &ndash; soprattutto in area sub-sahariana. Ma la tecnologia  leggera ha fatto miracoli: su un telefonino &egrave; possibile ricevere  informazioni tramite sms, twitter o altri social-network. Cos&igrave; il  cellulare diventa veicolo di informazione libera rispetto ai media  censurati, come stampa e televisioni di stato&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno spiraglio di informazione democratica e pubblica, per&ograve;, potrebbe  esserci, e si aprirebbe adesso in Sudafrica. Secondo Marcelli, &laquo;posto  che stiamo parlando di un Paese in via sviluppo generale, legato  all&rsquo;Occidente per la sua storia, i Mondiali di calcio potrebbero essere  l&rsquo;occasione d&rsquo;oro del Sudafrica per proporsi come il Paese pacificato in  cui sperava Mandela&raquo;. Come? &laquo;Dando via libera a tutti i media del mondo  e ribaltando l&rsquo;immagine che ci ha restituito la Cina dei Giochi  olimpici: una macchina internazionale da censurare adducendo motivi  economici&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">[<a href="http://www.avvenire.it/Cultura/Africa+miniera+inesplorata+di+notizie_201006161105456070000.htm" target="_blank">FONTE</a>]</p></p>]]>
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<title>Inchiesta di Greenpeace sulle navi tossiche con foto inedite e rivelazioni</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=647&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p class="teaser-para"><span><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.greenpeace.org/raw/image_full/italy/ufficiostampa/foto/navi-tossiche.jpg" alt="" width="220" height="165" />Roma</span>, <span>Italia</span> &mdash;        Greenpeace diffonde oggi una nuova inchiesta, &ldquo;Le navi tossiche:  lo snodo italiano, l&rsquo;area mediterranea e l&rsquo;Africa", che riassume pi&ugrave; di  vent&rsquo;anni di traffico di rifiuti tossici e radioattivi. Per la prima  volta vengono diffuse foto risalenti al 1997, che dimostrano come  centinaia di container di dubbia provenienza siano stati interrati  nell&rsquo;area portuale di Eel Ma&rsquo;aan in Somalia. Il porto somalo, a trenta  chilometri da Mogadiscio, &egrave; stato costruito da imprenditori italiani.  Greenpeace ha ricevuto queste fotografie da un Pubblico Ministero.</p>
<p class="teaser-para">&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;inchiesta elenca numerosi casi di esportazione illegale di  rifiuti pericolosi: alcuni sono stati bloccati anche grazie a  Greenpeace, mentre in altre occasioni questi vergognosi carichi sono  spariti, a volte &ldquo;dispersi&rdquo; in mare. Di molti non abbiamo mai saputo  nulla. Viene tracciata anche l&rsquo;evoluzione di questo traffico che, da  attivit&agrave; individuali, si &egrave; organizzato in una &ldquo;rete&rdquo; di cui nomi di  persone e imprese sono spesso stati segnalati a investigatori e  magistrati. In troppi&nbsp; l&rsquo;hanno fatta franca e il sospetto che &ldquo;la rete&rdquo;  operi ancora oggi non pu&ograve; non affacciarsi.<br /> <br /> Un altro elemento nuovo riguarda il caso pi&ugrave; recente della ricerca in  mare, nel 2009, del presunto relitto della &ldquo;Cunski&rdquo;, al largo di  Cetraro. Per convalidare le osservazioni della Procura di Palmi (Reggio  Calabria), nell&rsquo;ottobre del 2009 il governo italiano ha utilizzato una  nave per le ricerche sottomarine &ndash; Mare Oceano &ndash; di propriet&agrave; della  famiglia Attanasio. Greenpeace rende noto che ci sono indicazioni chiare  del fatto che il Ministero britannico della Difesa abbia offerto mezzi e  personale qualificato a un prezzo inferiore rispetto a quello proposto  dai proprietari di Mare Oceano. La ragione per cui l&rsquo;offerta britannica  sarebbe stata rifiutata rimane ignota, cos&igrave; come i termini del contratto  della Mare Oceano, mentre &egrave; noto che Diego Attanasio &egrave; coinvolto nel  caso &ldquo;Mills-Berlusconi&rdquo;. <br /> <br /> Come denunciato dall&rsquo;Agenzia Europea dell&rsquo;Ambiente in un rapporto del  2009, il traffico illegale di rifiuti tossici &egrave; un problema ancora  rilevante. L&rsquo;Agenzia sostiene che la Convenzione di Basilea, che impone  il divieto dell&rsquo;export di rifiuti tossici tra Paesi OCSE e non-OCSE, &egrave;  ben lontana dall&rsquo;essere pienamente applicata. &nbsp;<br /> <br /> Greenpeace ritiene necessario che l&rsquo;ONU verifichi la presenza di rifiuti  tossici a Eel Ma&rsquo;aan e che l&rsquo;UE aumenti le misure di sicurezza per la  prevenzione della produzione e traffico di rifiuti tossici. Inoltre, nel  contesto delle attivit&agrave; dell&rsquo;Osservatorio &ldquo;Per un Mediterraneo libero  dai veleni&rdquo; (costituito da una dozzina di associazioni), chiede al  Governo italiano che si crei un coordinamento tra le autorit&agrave;  investigative, un censimento delle attivit&agrave; gi&agrave; effettuate per la  ricerca dei relitti delle &ldquo;navi dei veleni&rdquo; e l&rsquo;esecuzione di un  eventuale, successivo piano per identificare e rimuovere quanto pi&ugrave;  possibile i relitti pericolosi.<br /> <br /> &laquo;Abbiamo tutti il diritto di conoscere quello che &egrave; stato faticosamente  raccolto da chi ha indagato per far luce su questi traffici criminali&raquo;,  afferma Alessandro Giann&igrave;, direttore delle Campagne di Greenpeace:  &laquo;Alcuni hanno pagato cara la ricerca della verit&agrave; su queste vicende,  come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi tre anni prima che venissero  scattate le foto che riveliamo. Ma ora esiste una mole impressionante di  fatti e dati che, anche se pur non ha prodotto una verit&agrave; giudiziaria,  pu&ograve; permettere la ricostruzione di una verit&agrave; storica ormai matura&raquo;.                         Note</p>
<p class="notes-to-editor">&nbsp;</p>
<p class="notes-to-editor"><strong>Link</strong><br /> Inchiesta &ldquo;Le navi tossiche: lo snodo italiano, l&rsquo;area mediterranea e  l&rsquo;Africa" (in inglese)<br /> <a href="http://www.greenpeace.it/Report-The-toxic-ship.pdf" target="_blank">http://www.greenpeace.it/Report-The-toxic-ship.pdf</a><br /> Sintesi inchiesta (in italiano)<br /> <a href="http://www.greenpeace.it/Briefing-navi-tossiche.pdf" target="_blank">http://www.greenpeace.it/Briefing-navi-tossiche.pdf</a></p>
<p class="notes-to-editor" style="text-align: right;">fonte Greenpeace</p></p>]]>
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<title>ONU: i pesci potrebbero scomparire entro 40 anni</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=646&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.agireora.org/img/icons/icon_topic_caccia_pesca.jpg" alt="Fonte notizia" width="100" height="100" /><strong>Report ONU denuncia la situazione di sovrasfruttamento nei mari e i  vergognosi sussidi pagati all'industria della pesca.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non e' la prima volta che fonti autorevoli mettono in guardia contro il  rischio di estinzione di diverse specie di pesci a causa della pesca  industriale. Questa volta sono fonti ONU ad avvertire del rischio di  oceani senza piu' pesci entro il 2050 se non si porranno limiti  all'attivita' dei pescherecci. Lo ha affermato Pavan Sukhdev, capo della  iniziativa Green Economy all'interno del Programma Ambientale delle  Nazioni Unite in una recente conferenza tenutasi a New York nel maggio  di quest'anno. Questo rapporto sostiene che il disastro puo' essere evitato a patto di  tagliare le sovvenzioni alla pesca e di creare aree protette per i  pesci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo gli esperti del Programma Ambientale dell'ONU, il fallimento  della conferenza di Doha in marzo sulla moratoria del commercio del  tonno rosso, a opera di potenti lobby giapponesi e di altri paesi con  forti interessi nel consumo di questa specie,  deve essere considerato  solo come un segnale di una catastrofe molto piu' vasta. Attualmente  solo un quarto degli "stock" di pesce, quelli piu' economici e meno  ricercati, sono considerati in equilibrio, mentre il 30% degli altri  stock sono gia' praticamente al collasso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto mette poi in evidenza quella che viene considerata la causa  prima di questo disastro: i sussidi governativi che ottusamente  sostengono flotte di pescherecci sempre piu' grandi per pescare sempre  meno pesci. Il risultato di questi politiche, ha dichiarato Sukhdev, e'  quello di avere delle flotte con una capacita' di pesca superiore del  50-60% rispetto a quello che sarebbe sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli attuali 27 miliardi di dollari in sussidi governativi contro un  valore del pescato di soli 85 miliardi, devoluti per lo piu' dai paesi  ricchi, sono stati definiti da Sukhdev come un investimento "perverso".</p>
<p>Il rapporto propone la ritrutturazione delle flottiglie di pescherecci  verso barche piu' piccole e la creazione di aree protette dove i pesci  possano svolgere compiutamente il loro ciclo riproduttivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E' sufficiente? Secondo noi no, se parallelamente non si promuovono  azioni per far crescere la consapevolezza del problema e cambiare le  abitudini alimentari. Sara' ben difficile che si possa frenare e  invertire questa tendenza ad un uso scriteriato delle risorse se  nutrizionisti, media e comunicazione commerciale continuano a  magnificare il consumo di pesce. La gente deve sapere che quel pesce  costa cosi' poco perche' per un terzo e' pagato con i soldi di tutti, e  che pescare distrugge l'equilibrio di ecosistemi essenziali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio in questi giorni e' in atto nel Mediterraneo una "battaglia" tra  l'associazione conservazionista Sea Shepherd, e i bracconieri di tonno  rosso, tra cui molti italiani, vale a dire o pescherecci battenti  bandiera italiana, o pescherecci di fatto italiani ma battenti bandiera  di altri stati. Pochi giorni fa la nave Steve Irwin della Sea Shepherd &egrave;  stata aggredita da un peschereccio italiano in acque libiche, mentre  cercava di ispezionare le reti in cui centinaia di tonni rossi erano  stati catturati illegalmente.</p>
<p>Da uno studio fatto nel 2007, i pescherecci per i tonni italiani  rappresentano il 17% della capacit&agrave; totale di cattura dell'intero  Mediterraneo. La flotta italiana dal 1997 ha varato ben 27 nuove unit&agrave;,  raggiungendo un totale di 102 pescherecci con reti a circuizione,  tecnica di pesca usata solamente per il tonno e il pesce spada. La  capacit&agrave; di pesca italiana &egrave; di circa 7.500 tonnellate, e questa  capacit&agrave; &egrave; oltre il doppio della quota concessa dall'ICCAT all'Italia.  Nonostante questo, uno studio indipendente ha dimostrato che nel 2001 la  flotta italiana, ha pescato tre volte la quantit&agrave; massima permessa. Tra  i paesi dell'Unione Europea noi siamo i peggiori nel sottodichiarare le  quantit&agrave; pescate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando al tema "sussidi", negli ultimi 15 anni l'Italia ha ricevuto  dalla Comunit&agrave; Economica Europea 97.9 milioni di euro per riconvertire  la pesca illegale del tonno in attivit&agrave; di pesca legali (non che questo  sia una cosa positiva per gli animali, che vengono uccisi comunque, ma  solo per sottolineare l'uso illegale che e' stato fatto di questi  sussidi). Il risultato &egrave; quello accennato prima: abbiamo varato nuovi  enormi mostri per oltrepassare senza alcun pudore le nostre capacit&agrave; di  cattura gi&agrave; enormemente superate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2008, con l'avvento delle nuove e pi&ugrave; rigide quote imposte  dall'Unione Europea, buona parte delle flotte di pesca italiane, messe  sotto pressione anche dalla guardia costiera e dalla guardia di finanza  che non potevano pi&ugrave; chiudere entrambi gli occhi, sono state "vendute"  ad armatori libici, algerini e marocchini, che non facendo parte dell'UE  non sono soggette a tali restrizioni. In realt&agrave; esistono delle quote  anche per loro, ma chi vuole creare incidenti diplomatici per far  rispettare queste "sciocchezzuole"?</p>
<p>E' importante che emerga la situazione di vergognoso favore di cui gode  questa industria che sta distruggendo l'ambiente, ma non e' solo uno  scandalo economico. Non si tratta di sovvenzioni date per una delle  tante opere inutili o per blandirsi i favori elettorali di questa o  quella categoria. Di mezzo ci sono miliardi di vite animali che ogni  anno vengono sacrificate con totale indifferenza e senza minimamente  mettere in conto i disastri economici e sociali di questa politica miope  e scriteriata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti: </strong></p>
<p>Associated Free Press, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hipbi-mn7by4mFZ6veqVQ0OEmu9Q" target="_blank">Oceans' fish could disappear in 40 years: UN</a>, 17  maggio 2010</p>
<p><a href="http://www.seashepherd.it/" target="_blank">Sea Shepherd Italia</a></p>
<p style="text-align: right;">da Agireora</p></p>]]>
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<title>Gli animali sono soli</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=645&amp;user=284</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><input id="post_form_id" name="post_form_id" type="hidden" value="f943bb8f8a7203bb613cfcb897b60ce6" /><span>&nbsp;</span></p>
<p><img class="  img" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs335.snc3/29338_1495794117344_1308818271_1358770_463885_n.jpg" alt="" width="220" /></p>
<p>Mi chiamo Annabella e anch'io sono 'accalappiacani' perch&egrave; lavoro presso un canile di merda. Per me non &egrave; un lavoro ma pi&ugrave; che altro una lotta continua contro l'indifferenza e anche la cattiveria. I miei colleghi si preoccupano solo di leccare il c..o al gestore e se ne fregano dei poveri cani e gatti dietro le sbarre. Devo lottare ogni giorno per ottenere solo qualcosina di pi&ugrave; per loro che non hanno cibo adeguato n&egrave; tantomeno cure quando sono malati o denutriti. La politica che viene portata avanti &egrave; quella del risparmio assoluto tanto ' sono solo bestie' come pi&ugrave; volte ha affermato il gestore del canile ( perch&egrave; certe persone non si occupano di altro, chess&ograve;, magari di spazzare le strade o potare le piante invece di voler gestire 'vite' bisognose di cure e di affetto?)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per fare questo lavoro bisogna sapersi sacrificare e soprattutto avere empatia, compassione e sensibilit&agrave;. Qualche tempo fa ho visto uno dei miei colleghi dare calci al ventre di una cagnolina solo perch&egrave; si era rifugiata dietro uno scaffale e in seguito ha preso di mira un povero cane con problemi comportamentali ( chiuso in gabbia senza mai uscire da pi&ugrave; di un anno!) contro cui ha inveito pi&ugrave; volte per provocarne reazioni esasperate. Questa bella persona se n'&egrave; andata, per fortuna, per&ograve; la sua fidanzata, &egrave; rimasta ed &egrave; quella che pi&ugrave; si adopera per farmi cacciare via cos&igrave; prenderebbe le mie ore di lavoro e potrebbe fare i suoi comodi. Ma la chicca della situazione &egrave; il 'responsabile' del canile, : un semianalfabeta, borioso e privo di scrupoli che ha il compito di far eseguire gli ordini del capo che con lui condivide incompetenza e assoluta mancanza di rispetto per gli animali (guarda caso : &egrave; un cacciatore !) . Le adozioni poi che dovrebbero essere gestite da un altisonante 'Ufficio per i diritti animali' del comune, sono trascurate quando non addirittura ostacolate da assurdi intoppi burocratici dovuti a mancanza di preparazione e indifferenza totale. Spesso le persone interessate ad adottare si sono viste maltrattare dai miei colleghi o allontanare sgarbatamente perch&egrave; era 'ora di chiudere'.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io, che vorrei fare anche qualche ora in pi&ugrave; di volontariato per assistere magari i malati o le cagne che devono partorire, mi sono vista 'proibire' l' accesso al canile al di fuori dei miei turni di lavoro ma ho potuto portarmi a casa un gattino da curare la notte solo perch&egrave; altrimenti sarebbe dovuto essere ricoverato con spese a carico del canile !!! Pochi giorni fa mi &egrave; arrivata una lettera dove mi si accusava di aver offeso i colleghi e il gestore mi minacciava, come pi&ugrave; volte aveva gi&agrave; fatto verbalmente, di licenziarmi ( tanto, come dice lui 'chi crederebbe a te se tutti ti sono contro ?') Ah se i miei cani potessero parlare e i mici potessero far capire i loro miagolii !...Forse direbbero che la pappa &egrave; poca e non sa di niente, che la fasciatura &egrave; troppo stretta perch&egrave; fatta in modo sbrigativo o che una semplice bottiglia di plastica riempita d'acqua calda sarebbe sufficiente per alleviare il freddo dovuto a ipotermia dopo un grave trauma; ma soprattutto chiederebbero una carezza, ogni tanto, fatta magari mentre si posa la ciotola a terra, una carezza leggera su quel pelo arruffato, una volta morbido forse, una carezza per dimenticare per un p&ograve; la solitudine e la mancanza di quel padrone che per alcuni una volta c'era e per altri non c'&egrave; proprio mai</p>
<p>stato.eccolo il cane provocato sadicamente dal mio collega. Io, con pazienza ho aquistato la sua fiducia e l' ho portato fuori dal box e gli ho anche insegnato a 'giocare'. Ora si trova in un centro di addestramento dove sta recuperando in pieno il suo equilibrio e potr&agrave; essere adottato ! Se non avessi mai provato e entrare nella sua gabbia lui ora sarebbe ancora chiuso l&igrave; e questa, per me, &egrave; stata una grande vittoria. Ciao canone mio bello, a presto !</p></p>]]>
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<title>McCrudeltà!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=644&amp;user=2950</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Tanto la situazione non cambier&agrave;, attaccare una realt&agrave; come McDonald's &egrave; praticamente impossibile, ottenere risultati "veri" &egrave; impossibile.</p>
<p>Sapete cosa penso? Che alla fin fine se la gente vuole continuare a mangiare polli, mucche ecc, e l'azienda continuare a farli mangiare, pu&ograve; farlo, chi sono io per impedirglielo? Per&ograve; perch&egrave; devono essere uccisi in quella maniera? Perch&egrave; devono soffrire?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; per questo che vorrei guardaste questo <a href="http://www.mccruelty.com/" target="_blank">video</a>&nbsp;e firmaste questa petizione: <a href="http://firmiamo.it/mccrudelta" target="_blank">McCrudelta:&nbsp;firmiamo&nbsp;contro&nbsp;la&nbsp;crudelt&agrave;&nbsp;di&nbsp;McDonald's</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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</p>
<p><br /><a href="http://www.mccruelty.com/default.aspx?c=mdvec09" target="_blank">McCruelty: I'm Hatin' It--Learn More.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rendiamoci conto e piano piano facciamo qualcosa!</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Abbracciamo gli alberi!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=643&amp;user=2358</link>
<description>
<![CDATA[<p><p style="text-align: right;">tratto da: <a href="http://www.testesso.com/tag/abbraccia-un-albero/" target="_blank">http://www.testesso.com/tag/abbraccia-un-albero</a></p>
<p style="text-align: left;"><img style="border: 0pt none;" title="hugchildtree" src="http://www.testesso.com/wp-content/uploads/2009/06/hugchildtree21.jpg" alt="hugchildtree" width="240" height="240" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Hai mai abbracciato un albero?</p>
<p style="text-align: left;">Io si&hellip;e ogni volta &egrave; un&rsquo;esperienza stupenda!</p>
<p style="text-align: left;">La faccio sin da quando ero piccolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Abbraccia un albero,<br />e un giorno scoprirai che non solo tu lo hai abbracciato,<br />anche l&rsquo;albero ti ha corrisposto, anche l&rsquo;albero ha abbracciato te.<br />Allora, per la prima volta,<br />saprai che l&rsquo;albero non &egrave; solo la forma,<br />non appartiene solo a una data specie botanica,<br />&egrave; un Dio sconosciuto &ndash; cos&igrave; verde nel tuo giardino,<br />cos&igrave; ricco di fiori, cos&igrave; vicino a te,<br />ti lancia un richiamo, insistentemente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La mia amica Lucia ha definito l&rsquo;abbraccio con un albero in maniera splendida: &ldquo;&hellip;ti pu&ograve; dire&hellip;siediti sotto le mie fronde&hellip;.e quando ti rialzi, sentirti sollevato e rinvigorito e comprendere che lui/lei si &egrave; preso tutti i tuoi pesi per lasciare spazio alla gioia nei tuoi occhi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">E` possibile abbracciare gli alberi ed avere dei segnali molto forti in cambio. E` un&rsquo;esperienza alla portata di tutti, grazie al cielo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il fatto che un albero, e la natura in genere, possano portare una sensazione di piacevole di benessere penso sia condivisa, anche dalle agenzie immobiliari, che ti spacciano due alberelli in un misero giardinetto per un &ldquo;immerso nel verde&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Lo scrittore&nbsp; Jos&eacute; Saramago ha raccontato che suo nonno, prima di morire, &egrave; sceso nell&rsquo; orto e ha abbracciato i suoi alberi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">L&rsquo; invito &laquo;To hug a tree&raquo; (abbraccia un albero), sta scritto sul cartello appeso nei Royal Botanic Gardens di Sydney (Australia).</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><img src="http://inlinethumb02.webshots.com/44353/1361537093054853112S425x425Q85.jpg" alt="" width="425" height="244" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Tanti movimenti ambientalisti invitano ad abbracciare gli alberi. Per salvarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Una bella storia di una donna indiana che, per opporsi al taglio di un bosco deciso dal re, abbracci&ograve; un tronco. Venne decapitata, e con lei 300 persone che la imitarono, ma alla fine il re ferm&ograve; la strage, promettendo che non avrebbe mai pi&ugrave; abbattuto alberi. A questa vicenda si ispira il movimento pacifista Chipko, e anche noi dovremmo imparare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trecento anni fa, pi&ugrave; di 300 membri della comunit&agrave; Bishnoi nel Rajasthan (India), guidati da una donna di nome Amrita Devi, sacrificarono le proprie vite per salvare dall&rsquo;abbattimento i loro khejri, alberi sacri, cingendoli con le braccia. Inizia con quest&rsquo;evento la storia documentata del Chipko.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">L&rsquo;attuale Chipko &egrave; popolarmente riconosciuto come un movimento per la rinascita del potere delle donne e delle questioni ecologiche, la cui storia, nel Garhwal Himalaya, &egrave; un mosaico di eventi e di attori molteplici. Mira Behn, una delle pi&ugrave; strette discepole di Gandhi, trasferitasi nella regione dell&rsquo;Himalaya alla fine degli anni &rsquo;40, qui cominci&ograve; ad osservare le spaventose alluvioni che si riversavano nel Gange. La deforestazione inesorabile e la coltivazione di pini commerciali, al posto di alberi a larga foglia, erano senza dubbio la causa di quanto accadeva. Si fece voce presso i responsabili ed intraprese un progetto comunitario con la popolazione locale, dalla quale impar&ograve; che non basta piantare alberi, ma occorreva piantare quelli ecologicamente adatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La base organizzativa delle donne si consolid&ograve; negli anni &rsquo;70, che videro l&rsquo;inizio di frequenti manifestazioni popolari, specie contro lo sfruttamento fatto dagli appaltatori che venivano dall&rsquo;estero. E&rsquo; il tempo in cui Raturi compose la famosa poesia, che diede il nome al movimento:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abbraccia i nostri alberi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>salvali dall&rsquo;abbattimento</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>la propriet&agrave; delle nostre colline</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>salvala dal saccheggio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.presdonna.it/contentimages/A/cipko.jpg" alt="http://www.presdonna.it/contentimages/A/cipko.jpg" width="220" />Il movimento si diffuse in tutto il Garhwal e nel Kumaou, grazie alla guida completamente decentrata delle donne locali, legate l&rsquo;una all&rsquo;altra in modo non verticale, ma orizzontale: portavano le notizie con le canzoni e le poesie di villaggio in villaggio, di regione in regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1973 una donna che stava pascolando le mucche vide alcune persone munite di scuri, chiam&ograve; a raccolta le compagne che circondarono questi uomini dicendo: <em>&ldquo;Questa foresta &egrave; la nostra madre. Quando c&rsquo;&egrave; poco cibo, veniamo qui a raccogliere erbe e frutta secca per nutrire i nostri bambini. Troviamo piante e funghi. Non potete toccare questi alberi&rdquo;</em>. Insieme, istituirono squadre di sorveglianza ed il governo fu obbligato a costituire un comitato, che raccomand&ograve; la cessazione per 10 anni dei tagli a scopo commerciale nel bacino dell&rsquo;Alakananda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scriveva nel 1978 <strong>Sarala Behn</strong>: &ldquo;<em>Dobbiamo ricordare che il ruolo principale delle foreste collinari non dovrebbe essere quello di procurare reddito, bens&igrave; di mantenere l&rsquo;equilibrio delle condizioni climatiche di tutta l&rsquo;India settentrionale e la fertilit&agrave; della piana del Gange&hellip;se lo ignoriamo si accelerer&agrave; pericolosamente l&rsquo;alternarsi ciclico e ricorrente di inondazioni e siccit&agrave;&rdquo;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quasi 10 anni dopo, nel dicembre del <strong>1987</strong>, a Stoccolma venivano consegnati due premi: Robert Solow, del MIT, riceveva il premio Nobel per l&rsquo;economia, per la sua teoria della crescita basata sulla superfluit&agrave; della natura; contemporaneamente, il premio Nobel alternativo &ndash; <strong>Premio per il diritto alla vita</strong> &ndash; &egrave; stato conferito alle donne del movimento Chipko che, come leader e come attiviste, hanno posto la vita delle foreste al di sopra della propria e, con le proprie azioni, hanno affermato che la natura &egrave; indispensabile alla sopravvivenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui sotto un video di Tiziano Terzani che disse: <span>&ldquo;Se proprio dobbiamo tagliarlo chiediamogli scusa.&rdquo;</span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p>
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</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Confronto tra latte animale non umano e umano </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=642&amp;user=2358</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>In natura, <strong>il Latte</strong> (prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie dei Mammiferi dopo il parto) <strong>&egrave; l'alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei Mammiferi, ed il Latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie</strong>; questo &egrave; evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di Latte, come vedremo in seguito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sebbene nei Mammiferi l'allattamento dei cuccioli sia la manifestazione di un legame madre-figlio che va ben oltre il semplice aspetto fisiologico di nutrimento, in <strong>questa sede parleremo del Latte solamente per quanto concerne le sue propriet&agrave; nutrizionali</strong>.</p>
<p>Il Latte di tutti i Mammiferi contiene, disciolti in <strong>Acqua, Zuccheri (Lattosio), Proteine, Grassi, Vitamine ed Enzimi, oltre agli Anticorpi propri della specie di appartenenza,</strong> ma la <strong>composizione del Latte differisce tra le varie specie di Mammiferi,</strong> come evidenziato dalla Tabella.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste differenze di composizione sono veramente enormi. Si va dal Latte di focena che contiene solo il 40% di Acqua, al Latte di cavalla che ne contiene il 90%. Mentre il Latte di cavalla ha soltanto l'1.5 % di Grassi, il Latte di focena ne contiene il 46 %. La cavalla produce un Latte pi&ugrave; ricco di Lattosio di quello dei cetacei, mentre il Latte di coniglio &egrave; il pi&ugrave; ricco di tutti in Proteine e Sali Minerali, e cos&igrave; via.</p>
<p>Qual &egrave; la logica che sottende a queste differenze? Le pi&ugrave; recenti Ricerche trovano una giustificazione nel rapporto madre-figlio, inquadrandolo in un grande schema nel quale possono venir distinti due gruppi di Mammiferi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A un estremo si collocano i <strong>Primati</strong>, nei quali il <strong>neonato &egrave; completamente dipendente dalla madre ed in continuo contatto</strong>. Il Latte di queste specie &egrave; relativamente <strong>acquoso</strong> e scarso di Grasso e di Proteine, ed il cucciolo, sempre attaccato alla madre, poppa molto frequentemente, ingerendo ogni volta piccole quantit&agrave; di Latte. Avendo una alimentazione continua, il piccolo non ha bisogno di riserve.</p>
<p>All'estremo opposto vi sono <strong>tutti gli altri Mammiferi</strong> che <strong>dopo il parto nascondono i neonati in nidi o tane e che passano gran parte del tempo a procurarsi il cibo, rientrando soltanto ad intervalli</strong>. In questa situazione l'allattamento &egrave; intermittente e quindi il neonato ha bisogno di un Latte molto sostanzioso (<strong>poco acquoso</strong>) e da digerire lentamente (<strong>molto grasso</strong>); inoltre in queste specie il piccolo poppa in modo rapido e si sazia in pochi minuti. Anche i cuccioli dei Mammiferi marini necessitano di un Latte con queste caratteristiche, a causa dell'ambiente freddo, dei contatti tra madre e figlio che non sono sempre facili, e della necessit&agrave; di poppare in modo rapido (perch&egrave; sott'acqua, in apnea).</p>
&nbsp;
<p><strong>COMPOSIZIONE DEL LATTE DI DIVERSI MAMMIFERI</strong> (per 100 gr.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Latte - Proteine - Lattosio - Grasso - Acqua</strong></p>
<p>Donna &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;0,9 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 7,2 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 3,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 88<br />Cavalla &nbsp;&nbsp; &nbsp;2,2 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 5,9 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; 90<br />Asina &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 1,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 6,2 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 90<br />Mucca &nbsp;&nbsp; &nbsp; 3,6 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4,9 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 3,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 87<br />Capra &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 4 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4,3 &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 86<br />Pecora &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 6 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 4,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 7,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 81<br />Bufala &nbsp;&nbsp; &nbsp; 4,8 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4,7 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 7,5 &nbsp; &nbsp; &nbsp; 82<br />Scrofa &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 6 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 5,4 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 6 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; 82<br />Gatta &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 9 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 5 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 5 &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; 80<br />Cane &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 10 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 3 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 10 &nbsp; &nbsp; &nbsp; 75<br />Ratto &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 8 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2,6 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 10,3 &nbsp;&nbsp; &nbsp;79<br />Coniglio &nbsp; 13,5 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 1,8 &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 12 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; 70<br />Focena &nbsp;&nbsp; &nbsp;12 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1,3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 46 &nbsp; &nbsp; &nbsp; 40<br />Balena &nbsp;&nbsp; &nbsp;10 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 0,8 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; 35 &nbsp; &nbsp; &nbsp; 54</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Latte specie-specifico</strong> contiene non solo tutti i Nutrienti nelle proporzioni ottimali per la crescita, ma anche sostanze Enzimatiche ed Anticorpi che hanno la funzione di aumentare le difese immunitarie in un periodo della vita in cui un'infezione potrebbe avere conseguenze gravissime.</p>
<p><strong>Dopo lo svezzamento, per&ograve;, nessun Mammifero continua a bere Latte, </strong>che non &egrave; cibo adatto ai bambini ed agli adulti; neppure quello della propria specie, perch&egrave; le esigenze nutrizionali dell'adulto sono differenti da quelle del lattante. Il piccolo Mammifero diviene in grado di vivere cibandosi degli alimenti per cui la specie &egrave; biologicamente adatta. <strong>Inoltre, nessun Mammifero tranne l'Uomo consuma, in nessuna epoca della vita, il Latte di un'altra specie</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso dell'uomo, invece, il consumo di Latte di altre specie, di mucca in particolare, sin dai primissimi anni di vita &egrave; considerato fisiologico e raccomandabile, nonostante il Latte vaccino - previsto per la crescita del vitello - sia molto diverso per composizione rispetto al Latte di donna perch&eacute;:</p>
<ul>
<li>contiene <strong>troppe Proteine:</strong> 36 gr/litro contro 9 gr/litro, - quattro volte di pi&ugrave;; </li>
<li>contiene <strong>Proteine molto diverse</strong>: rapporto Caseina/Lattoproteine 4.5:1 contro 0.4:1 </li>
<li>contiene <strong>poco Lattosio</strong>: 49 gr/litro contro 70 gr/litro; </li>
<li>presenta un <strong>rapporto Grassi Saturi/Insaturi svantaggioso</strong>; </li>
<li>contiene una <strong>percentuale di Calcio troppo elevata</strong>: 1170 mg/litro contro 340 mg/litro; </li>
<li>presenta un <strong>rapporto Calcio/Fosforo svantaggioso</strong>: 1.3:1 (Latte vaccino) contro 2.4:1 (Latte umano); </li>
<li>contiene <strong>troppi Sali Minerali</strong>: 7 gr/litro contro 2 gr/litro. </li>
</ul>
<p>Dunque, ad ogni Mammifero il proprio Latte, ed a questa regola deve adeguarsi anche l'Uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tratto da: Societ&agrave; Scientifica di Nutrizione Vegetariana, <a href="http://www.scienzavegetariana.it/conoscere/latte/latte_proprieta.html" target="_blank">Propriet&agrave; e specificit&agrave; nutrizionali del latte</a> - www.scienzavegetariana.it </strong></p></p>]]>
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<title>Nwo microchip sottocutanei cancerogeni- la storia di Lèon, cane-eroe che l'ha provato sulla pelle... anzi sotto</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=641&amp;user=2358</link>
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<![CDATA[<p><p><a href="http://sphaeralux.blogspot.com/2010/03/nwo-microchip-sottocutanei-cancerogeni.html" target="_blank">http://sphaeralux.blogspot.com/2010/03/nwo-microchip-sottocutanei-cancerogeni.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&egrave;on tratto dal sito in suo onore www.noble-leon.com</p>
<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449243528098997810" style="border: 0pt none;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BA9pbFb9VR4/S5-aHhLv5jI/AAAAAAAAAaY/6EZfBB3_S-4/s320/L%C3%A8on.JPG" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il controverso problema della sicurezza e degli microchip da impiantare nelle persone e gli animali &egrave; un tema scottante, ancora sotto esame da vari istituti internazionali.<br />Ma cosa ancor pi&ugrave; importante &egrave; al vaglio dell'opinione pubblica, vero ed unico giudice di tutto.<br /><br />Le campagne di Think Tank e pubblicit&agrave; varie, atte alla vendita di questi loschi aggeggi, stanno facendo capolino da decenni, ma fortunatamente non hanno ancora fatto breccia nell'opinione della massa, che li guarda con sospetto.. del tutto giustificato.<br /><br />Oggi vi propongo la storia di L&egrave;on un cane che, sfortunatamente, ha pagato con la vita, l'ignoranza di una societ&agrave; basata su politiche del terrore e strategie della tensione.<br /><span><br /><br /><strong>LA STORIA DI LEON</strong><br /><br />Un giorno, l'anonima padroncina di L&egrave;on, la quale desidera farsi chiamare genericamente Jeanne, si accorse di una strana protuberanza situata tra il collo e la regione scapolare del suo bellissimo cagnolino. Dopo un controllo medico ricevette la conferma che L&egrave;on aveva un tumore, per la cronaca un fibrosarcoma, una forma molto aggressiva di cancro.<br />Il cuore di Jeanne si ferm&ograve; per un attimo, prima di notare che il tumore si era formato, proprio dove, a L&egrave;on, era stato impiantato un microchip otto mesi prima. <br />Dopo altre conferme date da varie biopsie, si scelse di rimuovere chirurgicamente la massa cancerosa ed il microchip sotto cutaneo. <br />Per capire come poter curare L&eacute;on e capire le cause del suo cancro, Jeanne, consult&ograve; altri veterinari, i quali, le confermarono che i gatti erano soliti sviluppare lo stesso tipo di crescita anomala a causa di vaccini, quindi, il sospettato numero uno, fu proprio qualche vaccino. Tuttavia, dato che la massa tumorale, era stata riscontrata esattamente dove era collocato il microchip, Jeanne volle capire se quell'aggeggio non avesse contribuito alla nascita del problema ed inizi&ograve;, quindi, una ricerca sulle possibili relazioni tra impianti di microchip sotto pelle e cancro. <br /><br />Purtroppo, scopr&igrave; ben presto vari casi clinici che provavano un'intima relazione tra gli innesti di microchip e l'insorgenza di tumori negli animali studiati. Jeanne venne a conoscenza, inoltre, che v'erano una vasta gamma di gravi rischi per la salute, connessi agli impianti di microchip. <br />L'attenzione era cos&igrave; concentrata sulla cura di L&eacute;on, che ci si accorse solo dopo che vi fossero gravi problematiche anche relate alla privacy, la legge, l'etica, persino l'agricoltura e la religione oltre che svariati danni ambientali, associati a questi impianti. <br />Ma non era ancora tutto. <br /><br />Dopo aver trascorso innumerevoli ore a leggere di impianti, microchip e le frequenza dei dispositivi di identificazione a radiofrequenza <strong>(RFID)</strong>, qualcosa di molto pi&ugrave; insidioso divenne evidente: l'obiettivo finale di questi apparecchi, era quello di monitorare costantemente, tutto tutti e in ogni dove, ovviamente in tempo reale. <br /><br />Jeanne, pens&ograve; subito che se la massa non si fosse subito risvegliata, dal torpore psichico in cui era immersa, e non avesse fatto nulla per rifiutare questa tecnologia invasiva, avremmo vissuto in un regime di controllo totalitario, globale e sempiterno. <br /><br />Come per ogni prodotto, vi sono dei promotori ma anche se alcuni di costoro, sono inconsapevoli della miriade di problemi, associati a questi dispositivi apparentemente innocui, altri sanno la verit&agrave;, ma stanno facendo di tutto per tenere il pubblico all'oscuro dei rischi e dei pericoli annessi con questa tecnologia invasiva e potenzialmente letale.<br />Gli innesti dei microchip vengono pubblicizzati come sicuri ed utili in casi di emergenza o per il monitoraggio di animali domestici, bestiame, e fauna selvatica. L'elenco comprende animali domestici, selvatici e adatti alla pastorizia. Diverse nazioni, in tutto il mondo, hanno gi&agrave; reso obbligatorio l'innesto di microchip in alcuni animali.<br /><br />Mentre molte persone pensano che questi impianti sono destinati al solo uso di animali, intere categorie di esseri umani, sono gi&agrave; state dotate di microchip. Nel mese di Ottobre del 2004, la United States Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'uso di impianti di microchip, negli esseri umani, per scopi medici. Ma anche i vigili del fuoco americani, i funzionari del Messico, i malati di Alzheimer, i diabetici, mecenati bar, i dipendenti statali, ed altre categorie, sono state <strong>"Chippate".</strong> Ad oggi vi sono molte aziende che dispongono di brevetti per tracciare gli esseri umani. Non c'&egrave; da stupirsi, quindi, che il libro di <strong>George Orwell, 1984,</strong> &egrave; spesso citato da coloro che sono contro la natura intrusiva e sinistra di questi impianti, che rischiano di causare danni irreversibili alla la nostra salute e porre fine al nostro diritto di vivere e di farlo in una societ&agrave; libera.<br />Jeanne, dichiara ancora oggi, che l'intero sistema associato agli impianti di microchip &egrave; viziato dalla A alla Z. Inoltre &egrave; fermamente convinta, come molti tra i pi&ugrave; savi e svegli, che invece di risolvere problemi, questi impianti, ne creeranno solo di peggiori, pertanto, le leggi che obbligano gli impianti di microchip, devono essere immediatamente abrogate, per lasciare spazio ad altre che ne vietino l'obbligo di innesto. <br /><br />A chi fosse sfuggita la cosa, <strong>ATTENZIONE RIPETO: GLI IMPIANTI DI MICROCHIP CAUSANO IL CANCRO !!!!</strong><br /><br />Jeanne era ancora sbalordita perch&egrave; L&egrave;on aveva uno stile di vita sano e non si poteva spiegare altrimenti la formazione di un tumore cos&igrave; aggressivo, per cui infitt&igrave; la sua capillare ricerca di relazioni tra i Microchip e l'insorgenza di tumori.<br />In breve tempo, Jeanne, trov&ograve; pubblicazioni scientifiche relate a studi sui topi, in cui si dimostravano le chiare relazioni tra la formazione di tumori e l'utilizzo dei microchip sotto pelle. In realt&agrave;, nel documento "Tumors in Long-Term Rat Studies Associated with Microchip Animal Identification Devices" di Laura E. Elcock e colleghi, si parla di "inutili stragi annunciate, della maggior parte degli animali colpiti, a causa delle dimensioni del tumore e le possibili metastasi. ". Jeann&egrave; fece visionare questo documento ad uno dei veterinari di L&egrave;on, al quale chiese cosa significasse "inutili stragi annunciate". Il veterinario le disse: "Significa che il tumore era cos&igrave; grande che gli animali dovevano essere eliminati e che si aspettavano sin dall'inizio questi risultati." inoltre aggiunse "A volte i tumori, si diffondevano addirittura anche in altre parti del corpo lontane dai Microchip.". Jeanne ancora una volta rimase <strong>SENZA PAROLE.</strong><br /><br />Dopo ulteriori ricerche, nel 2004, Jeanne contatt&ograve; uno degli autori del documento di cui sopra, il quale rivel&ograve; che i loro dati indicavano chiaramente, che gli innesti di microchip potevano causare il cancro ed aggiunse che non si poteva escludere la possibilit&agrave; che il Microchip avesse causato la crescita cancerosa di L&egrave;on.<br />Venne il tempo di contattare uno dei veterinari della Merial, la societ&agrave; farmaceutica che ha approvato il microchip innestato in L&eacute;on, nel settembre 2003. Questo signore disse che non era a conoscenza di eventuali reazioni avverse associate agli impianti di Microchip della Merial. Non molto tempo dopo, Jeanne lesse il documento scientifico "Liposarcoma at the Site of an Implanted Microchip in a Dog", che trattava di un cane che aveva contratto la stessa patologia di L&egrave;on. Da notare che la <a href="http://www.merial.it/pet_owners/pet_travel.asp#anchor2" target="_blank">Merial&reg;</a> / <a href="http://www.furettomania.it/pages/passaporto_microchip.htm" target="_blank">Indexel&reg;</a>, &egrave; connessa alla <a href="http://www.digitalangel.com/" target="_blank">Digital Angel Corporation.</a><br />Successivamente, Jeanne, contatt&ograve; anche un rappresentante ufficiale della Merial e gli mostr&ograve; le informazioni che aveva trovato, parallelamente invi&ograve; anche una lettera, invitando la Merial ad agire in modo responsabile e ad aggiornare la loro letteratura in materia di microchip e rischi di cancro. <br />Che si sappia, ad oggi la Merial, non ha ancora risposto o fatto nulla a rigaurdo e nel suo materiale promozionale, non compare alcun avviso, inerente al rischio di tumori per chi innesta questi apparecchi. <br /><br />Sempre nel 2004, Jeanne prese contatto con la <a href="http://www.schering-plough.com/" target="_blank">Schering-Plough</a> ( <a href="http://www.aamterranuova.it/article4318.htm" target="_blank">noto che nel sito compare la Merck, quelli del VIOXX</a>), i promotori degli impianti prodotti dalla <a href="http://www.eaganpetclinic.com/micro%20chip.html" target="_balnk">Home Again&reg;</a> ( Anche questi impianti portaro alla Digital Angel Corporation ), durante il colloquio i due rappresentanti dichiararono di essere a conoscenza di ascessi e di escrescenze che si erano verificati a causa di impianti di microchip. "Escrescenze? Che tipo di escrescenze?" chiese Jeanne, ma i due, si rifiutarono di fornire ulteriori dettagli, in quanto non tenuti a farlo, ma il loro silenzio disse tutto.<br /><br />La micro piramide dei Microchip presi in esame da Jeanne, &egrave; la seguente:<br /><strong><br />La Schering-Plough<br /><br />- La Schering-Plough vende microchips sotto il marchio HomeAgain&trade;.<br />- La Schering-Plough Animal Health Corporation amministra il suo HomeAgain&reg; Microchip database ed il servizio per il recupero di animali smarriti.<br />- I Microchips e relativi lettori, sono assemblati dalla Digital Angel Corporation ( un tempo <a href="http://www.destronfearing.com/" target="_blank">Destron Fearing</a>).</strong><br /><br /><strong>Nota:</strong> I nomi sono indicativi, e la loro citazione non &egrave; a scopo denigrativo ma unicamente a titolo informativo. <br />La stessa tecnologia genera gli stessi problemi sotto qualsiasi marchio o croporazione che sia.<br /><br /><br />Ovviamente Jeanne, non &egrave; l'unica persona sul pianeta ad aver relato l'installazione di micrchip e l'insorgenza di tumori; Jane Williams, ad esempio, ha lanciato l'allarme con l'articolo "Implanted Microchips Cause Cancer" ( I Microchips impiantati causano il cancro ) nel quale ha scritto:<br />"Al National ID Expo di Kansas Cit, Il presidente dell'associazione di produttori di animali dell'Arkansas, Michael Steenbergen, ha chiesto, 'Che studi sono stati condotti sulla sicurezza dei chip che vengono inseriti in animali?' La risposta alla sua domanda &egrave; stato il silenzio totale. I produttori dei Microchip sono all'oscuro, o riluttanti ad ammettere che la ricerca ha confermato che l'innesto di microchip provoca il cancro ?"<br />Altro grosso silenzio..<br /><br />Jane Williams continua:<br />Melvin T. Massey, DVM di Brownsboro, Texas, ha attratto l'attenzione del American Horse Council, quando scrisse: 'Io sono un ex Veterinario equino ed allevo ancora alcuni cavalli di razza. A causa dell'aumentato rischio di sarcomi, a fronte di infezioni dovute alla migrazione di questi impianti in zone diverse da quelle dell'installazione, non impianter&ograve; microchip nei miei cavalli !!.<br /><br />La Williams sono anni che avvisa la gente di diffidare di questa tecnologia e di chi la studia e/o promuove.<br /><br />Comunque, gi&agrave; nel 1999, il West Lancaster Animal Hospital (WLAH) in Pennsylvania nei suoi bollettini, pubblic&ograve; avvisi riguardanti la formazione di sarcomi. Nell'avviso si leggeva: "Ci aspettiamo che anche i microchip impiantati saranno coinvolti. La reazione intorno alla capsula di vetro inerte, &egrave; una infiammazione cronica, che &egrave; la causa alla base di questi tumori." queste, secondo voi erano le parole di un profeta, o semplicemente quelle di qualcuno che ha del buon senso ?<br /><br />Nonostante gli avertimenti e la documentazione scientifica comprovante i rischi associati a questi microchip, nessuno o pochi si preoccupano del problema.<br />Ma qualcuno dimostra ancora di essere uno scienziato e non uno schiavo al soldo di lugubri personaggi spietati come gangster, celati dietro brillanti giacche e cravattoni da buffoni medievali...<br /><br />Un esempio di brave persone e scienziati competenti ?<br />Una buona notizia, sono Italiani !!<br /><br />Dopo aver faticato a trovare un ricercatore credibile, per fare ulteriori test su campioni di tessuto di Leon, Jeanne ha avuto la fortuna di contattare la <strong>Dottoressa Marta Vascellari</strong> dell'<a href="http://www.izsvenezie.it/" target="_blank">Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie</a> in Italia. Lei e i suoi colleghi hanno studiato la relazione della biopsia di L&eacute;on, la relazione patologica, ed i campioni prelevati dal fibrosarcoma di Leon. Il lavoro del team italiano ha portato alla pubblicazione del documento scientifico <a href="http://www.thedogplace.org/Articles/DogCare/0705.No.Microchip.RDOWS.htm" target="_blank">"Fibrosarcoma with Typical Features of Postinjection Sarcoma at Site of Microchip Implant in a Dog: Histologic and Immunohistochemical Study.&rdquo;</a> Pubblicato nell'edizione luglio 2006 del <a href="http://www.ecvpath.org/trainee_ref_list.asp" target="_blank">Veterinary Pathology</a><br /><br />Altri enti che ebbero a cuore la storia di Jeanne e L&egrave;on furono il <a href="http://www.canine-health-concern.org.uk/" target="_blank">Canine Health Concern (CHC)</a> ed il sito <a href="http://www.dogsadversereactions.com/" target="_blank">DogsAdverseReactions.com</a> i quali riservarono uno spazio, all'interno dei loro siti, dedicato interamente a L&egrave;on e le problematiche di questi Microchip.<br /><br /><a href="http://www.noble-leon.com/letters/microchip-implants-technological-solution-or-21st-century-nightmare-ref-02.html" target="_blank">Letteratura scientifica ed informazioni sulla relazione Microchip-Cancro e referti medici inerenti a L&egrave;on</a><br /><br />La storia di L&egrave;on &egrave; e la documentazione a corredo &egrave; cos&igrave; vasta che lascio a voi la <a href="http://www.noble-leon.com/letters/microchip-implants-technological-solution-or-21st-century-nightmare.html" target="_blank">lettura completa dalla storia di Jeanne e L&egrave;on.</a><br /><br />Di questi documenti potrei citarne a migliaia, ma una cosa sola &egrave; certa, se ti impianti un microchip nel corpo, prima o poi, sarai esposto ad un'alta probabilit&agrave; di contrarre un tumore.<br /><br />Ma perch&egrave; tutto questo ?<br />Perch&egrave; un Microchip pu&ograve; nuocere cos&igrave; gravemente alla salute di animali e uomini ?<br /><br />Lasciando ai pi&ugrave; curiosi <a href="http://www.antichips.com/cancer/index.html" target="_blank">i dettagli delle ricerche</a>, mostro solo le principali possibili cause:<br /><br /><strong>1 - Corpi estranei e Genesi di tumori: La presenza del microchip, un corpo estraneo sotto cutaneo, pu&ograve; causare cambiamenti nelle cellule, che possono portare al cancro.<br /><br />2 - Sarcoma da post iniezione: Varie tipologie di infiammazione dovute alla pratica di iniezione del Microchip, possono creare cambiamenti cellulari che portano al cancro..<br /><br />3 - Possibili propriet&agrave; Genotossiche degli impianti: La capsula di vetro che funge da rivestimento per il Microchip o la guaina in polipropilene che lo avvolge pu&ograve; avere propriet&agrave; cancerogene e genotossiche, o la sua presenza nell'ospite pu&ograve; far insorgere di sottoprodotti genotossici .</strong><br /><br />Oltre all'insorgenza di tumori, alcuni ricercatori hanno trovato ulteriori incidenti che potrebbero capitare agli utenti di microchip, come ad esempio, la migrazione dell'impianto verso altre zone del corpo, inserimenti errato, fuoriuscita dal corpo, o guasto elettrico e/o malfunzionamento.<br /><br />Probabilmente funziona meglio Winzozz della Mikrostolt, che sti cosi...<br /><br />Allora ragazzi, vi basta tutto ci&ograve; ? <br /><br />Noooooo ?!? <br /><br />Bene, <a href="http://www.antichips.com/cancer/albrecht-microchip-cancer-full-paper.pdf" target="_blank">qui potete trovare, un documento da non perdere dove viene documentato tutto in maniera chiara ed ordinata.</a><br /><br />Lo so lo so, da me arrivano solo brutte notizie, ma come dico sempre, per le altre e i "VA TUTTO BENEEE !!!" c'&egrave; sempre la TV... se vi turbo, cambiate canale, chiudete gli occhi e spegnete il cervello.<br /><br />Ciao.<br />Ubi Morazzoni<br /></span></p></p>]]>
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<title>Che senso ha, dal punto di vista morale, la sofferenza degli animali </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=640&amp;user=2358</link>
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<![CDATA[<p><p><span>Che</span>&nbsp;senso ha, dal punto di vista morale, la sofferenza degli animali?</p>
<p class="buttonheading"><a href="index.php?view=article&amp;catid=1%3Aarticoli&amp;id=843%3Ache-senso-ha-dal-punto-di-vista-morale-la-sofferenza-degli-animali&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=2" rel="nofollow" title="Stampa" target="_blank"><span>&nbsp;</span></a><a href="index.php?option=com_mailto&amp;tmpl=component&amp;link=aHR0cDovL3d3dy5tZW50ZXJlYWxlLmNvbS9hcnRpY29saS9jaGUtc2Vuc28taGEtZGFsLXB1bnRvLWRpLXZpc3RhLW1vcmFsZS1sYS1zb2ZmZXJlbnphLWRlZ2xpLWFuaW1hbGk=" title="E-mail" target="_blank"><span></span></a></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://i177.photobucket.com/albums/w230/last-dreamer/stampe/pecora-ritrovata.jpg" alt="" width="220" />di Francesco Lamendola <br /><br />Joseph Fran&ccedil;ois Babinski, morto nel 1935, che &egrave; stato uno dei pi&ugrave; grandi neurologi del mondo, disse un giorno ad Andr&eacute; Falize, gi&agrave; presidente della &laquo;Soci&eacute;t&eacute; pour la protection des animaux&raquo; di Parigi (citato in: Guglielmo Bonuzzi, &laquo;Questa, la civilt&agrave; degli animali&raquo;, Bologna, Cappelli Editore, 1964, 1967, p. 75):<br /><br />&laquo;Se si potessero conoscere tutte le sofferenze degli animali nello stesso istante e in ogni parte della Terra, vi sarebbe una tale visione spaventosa, che non si potrebbe pi&ugrave; vivere non solo sereni, ma semplicemente VIVERE, poich&eacute; ai nervi sarebbe impossibile resistere.&raquo;<br /><br />Ci eravamo posti, a suo tempo, la difficile questione se, dal punto di vista della teodicea - quella parte della teologia che studia la giustizia di Dio e il problema, ad esso collegato, del male presente nel mondo - la sofferenza degli animali sia, a differenza di quella umana, del tutto priva di speranza nella redenzione (cfr. l&rsquo;articolo &laquo;Esiste, per gli animali, una possibilit&agrave; di redenzione dalla sofferenza?&raquo;, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 23/03/2009).<br /><br />Desideriamo ora tornare sull&rsquo;argomento, affrontandolo da un punto di vista etico pi&ugrave; generale:che senso ha il soffrire degli animali, se essi sono privi di anima e se non si d&agrave;, per loro, alcuna possibilit&agrave; di sopravvivenza dopo la morte?</p>
<p><br />&ldquo;Redimere&rdquo; significa &laquo;affrancare, liberare o riscattare da ci&ograve; che opprime e reca danno, dolore, umiliazione e simili&raquo; (Zingarelli); etimologicamente deriva dal latino &ldquo;redimĕre&rdquo;, riscattare, composto di &ldquo;red-&ldquo;, che indica movimento inverso, ed &ldquo;emĕre&rdquo;, &ldquo;comprare&rdquo;: dunque, alla lettera, comprare una seconda volta, comprare da chi aveva gi&agrave; acquistato.&nbsp; Ma come pu&ograve; essere redenta la sofferenza di una creatura senz&rsquo;anima?<br />Questo &egrave; un punto centrale dell&rsquo;etica; di un&rsquo;etica, bene inteso, che non sia costruita unicamente in funzione degli esseri umani e delle loro esigenze, ma che tenga conto, per quanto possibile, delle esigenze di ogni essere vivente, nessuno escluso.<br />Nel 1975 un taglialegna di nome Travis Walton venne rapito dagli alieni, sulle Montagne Rocciose dell&rsquo;Arizona, e fatto oggetto di prelievi ed esperimenti a bordo del loro disco volante, prima di essere lasciato libero, cinque giorni dopo, in stato confusionale e di forte disidratazione. La sua storia &egrave; stata narrata dal regista Robert Lieberman nel film &laquo;Fire in the Sky&raquo; (titolo italiano, &laquo;Bagliori nel buio&raquo;), del 1993, basato sul libro scritto dallo stesso Travis per raccontare la sua allucinante esperienza. La sequenza pi&ugrave; drammatica del film &egrave; quella in cui gli alieni, appartenenti alla razza dei cosiddetti &ldquo;grigi&rdquo;, sottopongono la cavia umana ad una serie di analisi dolorose e mostrano una assoluta indifferenza per la sua paura e la sua angoscia. <br /><br />Ebbene, agli spettatori del film che sono usciti sconvolti dalla visione della pellicola, giova ricordare che tale procedura &egrave; esattamente quella adottata dagli esseri umani, in nome della loro scienza e del loro interesse economico, nei confronti di tutte le altre specie viventi del pianeta. I nostri studiosi procedono con la stessa brutale, spietata determinazione nell&rsquo;eseguire esperimenti, prelievi ed altre pratiche invasive, anche di tipo psicologico, nei confronti delle cavie animali, del tutto incuranti della sofferenza e dei traumi che ne derivano, in genere sfocianti nella morte. Del resto, gli animali da laboratorio non vengono allevati esattamente per questo? E non vengono sacrificati a migliaia, senza che i rappresentanti delle religioni, i filosofi o gli intellettuali, spendano una sola parola di biasimo nei confronti di simili pratiche?<br /><br />Dunque: un&rsquo;etica che non contempli il punto di vista di tutte le creature viventi, ma solo della specie umana, &egrave; un&rsquo;etica parziale ed ingiusta, basata sul principio della forza; ma chi ci assicura che, un domani (se non gi&agrave; oggi), creature pi&ugrave; evolute di noi sul piano fisico e tecnologico - quello spirituale &egrave; un&rsquo;altra cosa - non ci tratteranno cos&igrave; come noi trattiamo gli animali? E ci&ograve; non &egrave; implicito fin dalle premesse della nostra cosiddetta &ldquo;rivoluzione scientifica&rdquo;, allorch&eacute; il tanto celebrato Galilei, per esempio, narra (nel &laquo;Saggiatore&raquo;) di come una cicala viene lentamente vivisezionata ed, infine, uccisa, al solo scopo di comprendere da dove si produca il suo frinire, e ci&ograve; senza una sola parola di rammarico?<br /><br />D&rsquo;altra parte, la sofferenza che gli animali patiscono non &egrave; dovuta unicamente alla brutalit&agrave; degli esseri umani, n&eacute; alle loro esigenze di tipo alimentare (ammesso e non concesso che la dieta di questi ultimi debba essere necessariamente di tipo carnivoro). Gli animali, come l&rsquo;uomo, soffrono per le malattie, per la fame e la sete, per la fatica, per il clima, per gli sconvolgimenti della natura: si pensi a quante migliaia di animali periscono atrocemente allorch&eacute; scoppia un incendio spontaneo in una foresta. Infine, essi si divorano l&rsquo;un l&rsquo;atro, e sovente la loro morte &egrave; alquanto dolorosa: basti pensare al pesce che viene lentamente divorato dalla lampreda, che si &egrave; attaccata con la sua bocca spaventosa al corpo di quello; o al bruco che viene trasformato in cibo vivente per la prole di qualche insetto.<br /><br />Alcuni poeti sensibili, come Virgilio nelle &laquo;Georgiche&raquo;, hanno descritto la sofferenza degli animali, ad esempio lo sbigottimento del bue che vede il suo compagno di lavoro abbattersi sotto l&rsquo;aratro, colpito dalla peste bovina; oppure il disperato dolore dell&rsquo;usignolo a cui degli uomini crudeli hanno rubato i nidiacei. Pascoli, nella poesia &laquo;X Agosto&raquo;, ci mostra una rondine uccisa dal cacciatore e caduta in terra, col cibo per i suoi rondinini ancora stretto nel becco: le sue ali aperte la fanno sembrare crocifissa e la sua tragedia &egrave; paragonata a quella del padre di famiglia che viene assassinato mentre torna a casa, portando delle bambole in dono per le sue bambine. Pirandello, nella novella &laquo;Rosso Malpelo&raquo;, ci presenta infine un povero mulo, vecchio e sfinito, adibito al trasporto dello zolfo in una miniera, con le ginocchia tutte piagate per le continue cadute, sul quale si accanisce il bastone dell&rsquo;uomo, senza la bench&eacute; minima piet&agrave;.<br />Che ci&ograve; sia dovuto all&rsquo;azione dell&rsquo;uomo oppure no, comunque, rimane il fatto che gli animali soffrono. E, a meno che si faccia come Cartesio, il quale negava loro la facolt&agrave; di provare realmente dolore, dato che essi non sarebbero altro che macchine dotate di istinto e capaci di emettere suoni, il dolore degli animali pone una questione estremamente seria sul terreno della morale e anche su quello della religione: che senso ha il loro soffrire, se per essi non v&rsquo;&egrave; alcuna possibilit&agrave; di redenzione?<br />Nelle religioni monoteiste, tutte apertamente antropocentriche, il silenzio su tale questione &egrave; assordante. Eppure da essa dipende una questione decisiva: se, cio&egrave;, siamo capaci di concepire un&rsquo;etica universale, che si apra alla totalit&agrave; del creato, e che non sia soltanto ritagliata a misura del nostro interesse e del nostro utile immediato.<br />Il filosofo e scrittore polacco Leszek Kolakowski, professore all&rsquo;Universit&agrave; di Chicago, cos&igrave; affronta la spinosa questione nel suo libro &laquo;Se non esiste Dio&raquo; (titolo originale: &laquo;Religion. If There is no God&raquo;, London, Fontana Press, 1993; traduzione italiana di Bruno Oddera, Bologna, Societ&agrave; Editrice Il Mulino, 1997, pp. 48-51):<br /><br />&laquo;Strano a dirsi,la questione che sembra pi&ugrave; imbarazzante e pi&ugrave; difficile da conciliare con una teodicea cristiana scaturisce dalla realt&agrave; della sofferenza degli animali. Se ala sofferenza umana pu&ograve; essere attribuito un significato in termini di peccato,&nbsp; di castigo, di ammonimento, di prova, di redenzione, di ricompensa, la stessa cosa non &egrave; valida per gi animali; essi non sono moralmente colpevoli, non devono essere redenti, non hanno alcuna prospettiva di una vita eterna, eppure soffrono. Perch&eacute;?<br /><br />Al problema venne data una soluzione comoda, ma, ahim&eacute;, del tutto incredibile dai cartesiani ortodossi. La metafisica di Descartes implicava, in effetti, che ogni sorta di atti coinvolgenti la sensibilit&agrave; e la percezione hanno luogo nell&rsquo;anima immateriale,la quale non ha alcun reciproco rapporto causale con la macchina-corpo, e che possedere (o piuttosto essere) un&rsquo;anima &egrave; un privilegio degli esseri umani; gli animali, essendo automi non senzienti, non soffrono, semplicemente, per quanto noi possiamo essere indotti dall&rsquo;esperienza quotidiana a fantasticare l&rsquo;opposto sulla base di analogie fuorvianti. Gli animali non possono essere stati molto soddisfatti di questa filosofia, in quanto i fisiologi cartesiani, abbastanza coerentemente,&nbsp; non si fecero scrupoli per quanto concerneva la vivisezione.<br />Questa dottrina non sembra essere stata escogitata alo scopo di affrontare l&rsquo;enigma teologico della sofferenza degli animali; risult&ograve; utile a tal fine ma solo in modo contingente e fu inaccettabile, sebbene per ragioni diverse, sia per i tomisti,sia per gli empiristi cristiani, come Gassendi.<br /><br />Cos&igrave; lo spiacevole problema &egrave; rimasto senza una soluzione credibile e in realt&agrave; non ha interessato molto i teologi, il che non &egrave; sorprendente;&nbsp; tenuto conto delle enormi energie che deve aver assorbito il problema della sofferenza umana, non ne rimanevano molte per i topi, le trote e i gamberetti. Eppure esso venne affrontato da almeno due pensatori inglesi cristiani: C. S. Lewis (in &ldquo;The problem of Pain&rdquo; escogit&ograve; una soluzione semicartesiana. Egli afferma che si pu&ograve; attribuire agli animali la sensibilit&agrave;, ma non la consapevolezza, e questo significa apparentemente che, sebbene essi soffrano, non percepiscono la successione dei singoli momenti di sofferenza, la quale, per conseguenza, non aumenta a causa della mera continuit&agrave;. Lewis non rivela come sia pervenuto a questo approfondimento della psiche degli animali. Sembra ammettere che gli animali soffrono, ma afferma che, in assenza del ricordo continuo del dolore, soffrono diversamente dalle persone e meno. &Egrave; necessario per&ograve; spiegare perch&eacute; soffrano comunque, e l&rsquo;ipotesi pi&ugrave; plausibile, a parere di Lewis, &egrave; che il demonio abbia corrotto il regno animale e incitato le creature a divorarsi a vicenda; questo accadde prima che l&rsquo;uomo venisse creato, e probabilmente il suo compito era quello di riportare l&rsquo;ordine, ma, essendo caduto egli stesso, omise di compiere&nbsp; questo dovere. Poich&eacute; gli animali non posseggono il genere di memoria che pu&ograve; sostenere una identit&agrave; psicologica, &egrave; improbabile, stando a Lewis, che Dio abbuia dato loro il privilegio dell&rsquo;immortalit&agrave;; non v&rsquo;&egrave; modo di far risuscitare lo stesso gatto, semplicemente perch&eacute; non esiste nessuna identit&agrave; &ldquo;felina&rdquo; nel senso psicologico. Lewis non esclude la possibilit&agrave;, tuttavia, che alcuni animali domestici possano essere eternati, non nel loro interesse, ma come componenti di risorte cellule umane familiari.<br /><br />Peter Geach &egrave; assai insoddisfatto di questa spiegazione. Pensa (in &ldquo;Providence and Evil&rdquo;) non soltanto che la psicologia animale di Lewis non abbia assolutamente alcun fondamento, ma che non offrirebbe&nbsp; nessuna soluzione nemmeno se fosse vera; ammesso, ipoteticaqmente, che gli animali non abbiano alcuna&nbsp; percezione de susseguirsi del dolore, essi soffrono ugualmente.&nbsp; E attribuire la responsabilit&agrave; della loro sofferenza al Grande Nemico&nbsp; non basta per sottrarla al Creatore, che deve aver concesso l&rsquo;opportuna autorizzazione,&nbsp; ed &egrave; pertanto ugualmente responsabile; per conseguenza, la teoria di Lewis, se fosse vera, sarebbe un argomento contro la bont&agrave; di Dio.&nbsp; Lo stesso Geach propone un altro punto di vista,. Non esiste semplicemente alcuna prova sostiene, del fatto che Dio, nella sua strategia dell&rsquo;evoluzione,&nbsp; fosse interessato a minimizzare le sofferenze. Egli sembra, piuttosto, non preoccuparsi affatto&nbsp; del dolore degli animali e degli esseri umani.&nbsp; Questo non contraddice per&ograve; la sua perfezione, in quanto quasi tutte le qualit&agrave; che passano per virt&ugrave; negli esseri umani (come la castit&agrave;, il coraggio e persino la giustizia) non hanno senso quando si parla di Do e non si pu&ograve; pensare&nbsp; che egli condivida la compassione umana per le sofferenze fisiche altrui. <br /><br />Se l&rsquo;immagine di Lewis di un Dio che non impedisce a Satana di tormentare gli animali nega la bont&agrave; del Creatore,&nbsp; come pu&ograve; allora la concezione di Geach di un Dio&nbsp; che semplicemente non si cura delle sofferenze umane e di quelle degli animali lasciare intatta la sua benevolenza? &Egrave; questo un enigma&nbsp; che Geach non cerca di chiarire. Sembra che quando vogliamo descrivere la bont&agrave;, nulla sia tanto essenziale,&nbsp; quanto la volont&agrave; di evitare sofferenze&nbsp; alle persone (o agli animali).&nbsp; un dio che &egrave; semplicemente indifferente non pu&ograve; essere il Dio amorevole dei cristiani. Forse il semicartesianismo di Lewis, che riduce la sofferenza degli animali&nbsp; a un livello appena percettibile e ne fa risalire l&rsquo;origine alla malvagit&agrave; del demonio, non &egrave; tutto sommato, una cattiva idea,&nbsp; e potremmo accontentarci di questa soluzione se soltanto egli potesse&nbsp; fornirci una ragione che la dimostri vera.<br /><br />La questione &egrave; probabilmente meno urgente nella saggezza ind&ugrave;, che non ha mai tracciato un confine cos&igrave; netto tra gli uomini e le altre creature; e la dottrina della metempsicosi implica che la stessa anima potrebbe dimorare in successione sia in corpi di animali che di esseri umani.&nbsp; E in termini buddisti la questione della sofferenza e della liberazione&nbsp; dal dolore &egrave; la stessa, chiunque possa essere a soffrire. Pure, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;antropologia cristiana, ogni sofferenza che non possa essere redenta n&eacute; spiegata in termini di castigo&nbsp; pone un problema angosciante.<br /><br />La concezione giudaica e cristiana del mondo, in contrasto con la tradizione orientale,&nbsp; non si &egrave; mai occupata molto delle creature inferiori, se non nei termini delle necessit&agrave; umane. All&rsquo;uomo biblico venne concesso il diritto di dominare e fruttare gli animali e l&rsquo;idea orientale dell&rsquo;unit&agrave; e del carattere sacro&nbsp; di ogni forma di vita (enfaticamente espresso nel giainismo, ma presente, sembra, in tutte le ramificazioni dell&rsquo;induismo e del buddismo) non &egrave; mai stata adottata dalla corrente principale del cristianesimo; abrogando i tab&ugrave; alimentari dell&rsquo;Antico Testamento,&nbsp; il cristianesimo elimin&ograve; definitivamente le qualit&agrave; sacre attribuite&nbsp; al regno animale. San Francesco che conversa con fratello lupo e Sant&rsquo;Antonio da Padova che predica ai pesci del mare, a Rimini, difficilmente personificano il tipico atteggiamento cristiano. Lo stesso Ges&ugrave; non sembrava essere molto interessato alla vita non umana se non come fonte di cibo e occasionalmente di spunti&nbsp; per una parabola; egli esorcizz&ograve; i demoni&nbsp; da un energumeno immettendoli nei porci,&nbsp; spinse i pesci nelle reti dei pescatori e maledisse il fico sterile.&nbsp; Si pu&ograve; sostenere che, facendo dell&rsquo;uomo il signore della terra e subordinando&nbsp; la natura alle sue necessit&agrave;, la tradizione giudaico-cristiana incoraggi&ograve; la grande spinta del progresso tecnologico&nbsp; e scientifico sulla quale doveva essere edificata la civilt&agrave; occidentale. Le religioni che predicavano l&rsquo;unit&agrave; della vita e il rispetto indifferenziato nei suoi riguardi&nbsp; non si prestavano a favorire la conquista tecnologica della materia.&raquo;<br /><br />Comunque, al di l&agrave; di quel che dicono, o piuttosto non dicono, le religioni monoteiste sulla questione della sofferenza degli animali e sul loro statuto ontologico (e pur tenendo conto delle debite eccezioni, come quella di San Francesco d&rsquo;Assisi), ci sembra indubitabile che ogni forma di compassione verso di essi si riduce a un puro esercizio di retorica, se non si ammette, almeno come ipotesi di lavoro, che gli animali possiedano realmente un principio spirituale perenne, comunque lo si voglia chiamare; e che in nome di tale principio la vita animale - come, del resto, ogni altra forma di vita - merita infinita considerazione e rispetto.<br /><br />Rifiutare il paradigma cartesiano, dunque (comprese le sue possibili varanti semicartesiane) significa riconoscere nell&rsquo;animale la stessa dignit&agrave; intrinseca che, in teoria - ma solo in teoria! - si riconosce al proprio simile; e, inoltre, significa riconoscere una speciale fratellanza fra noi e gli animali, basata sulla comune esperienza del dolore. Proprio perch&eacute; l&rsquo;uomo sa cosa significhi la sofferenza, dovrebbe avere la massima sensibilit&agrave; per la sofferenza degli animali ed astenersi, per quanto possibile, dall&rsquo;aumentarla per inseguire esigenze futili e crudeli, come la smania di sfoggiare pellicce di foca che alimenta il massacro industriale di quegli animali.<br />Chi ha vissuto a lungo con un cane, per esempio, sa - e usiamo il verbo &ldquo;sapere&rdquo; nel senso pi&ugrave; estensivo del termine, che oltrepassa di molto il puro sapere razionale e matematico - che gli animali sono capaci di affetti, di sentimenti, di autentica grandezza d&rsquo;animo; e che possono esserlo perfino in misura maggiore di certi esseri umani, i quali restano chiusi e corazzati nel proprio egoismo e nel proprio meschino calcolo personale.<br /><br />Perch&eacute; non ammettere che una rondine, lanciata in volo nel cielo alla ricerca del nutrimento, non provi un senso di gioiosa libert&agrave;, come lo prova il paracadutista che si lancia dall&rsquo;aereo? Perch&eacute; non ammettere che un cavallo, mentre corre sulla pianura erbosa e respira l&rsquo;aria a pieni polmoni, prova un senso di euforia, di forza e di salute, come il ciclista che si lancia gi&ugrave; per una discesa, assaporando la gioia del movimento, della velocit&agrave;, della vita stessa? E perch&eacute; non ammettere che la lucertola, stesa ad accogliere i caldi raggi del sole da cui trae l&rsquo;impulso vitale la sua circolazione, gode di quel calore e di quella luce, come ne gode un essere umano abbandonato sulla spiaggia, in faccia alle onde del mare?<br /><br />Se gli animali sono suscettibili di provare emozioni; se sono capaci - come l&rsquo;esperienza tante volte ci insegna - di provare anche dei sentimenti e di agire con discernimento, ovvero con autentica intelligenza: ebbene, che cosa manca loro perch&eacute; li riconosciamo come dei fratelli minori, privi bens&igrave; della parola e del Logos razionale, ma non di tutto ci&ograve; che rende bella la vita, ivi compresa la capacit&agrave; di sopportare il dolore in vista di un fine pi&ugrave; alto, ad esempio quello di procurarsi il cibo per nutrire la prole? Ma allora, perch&eacute; non ammettere che anche gli animali possiedono un&rsquo;anima; e che il loro dolore pu&ograve; essere redento, come lo pensiamo del nostro?<br /><br />www.ariannaeditrice.it</p>
<p style="text-align: right;">fonte <span></span><a href="http://www.mentereale.com/articoli/che-senso-ha-dal-punto-di-vista-morale-la-sofferenza-degli-animali" target="_blank">http://www.mentereale.com</a></p></p>]]>
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<title>"Immondi, sporchi e occidentali". L'Iran lancia la fatwa contro i cani</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=639&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Con nessuna ciocca di capelli in  vista e senza cani al  guinzaglio. La campagna moralizzatrice di Teheran  con il nome di &laquo;nuova  iniziativa per la sicurezza morale&raquo; &egrave; un nuovo  shock per i giovani. Ma  non &egrave; nuova</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.agenziagrt.it/wp-content/contenuti/Mahmoud-Ahmadinejad.jpg" alt="" width="615" height="388" /></p>
<p><strong><em><br /></em></strong></p>
<p>Periodicamente all'inizio  dell'estate la  "polizia morale" cerca di impedire alle ragazze di  spacchettarsi un  po', far prendere un po' d'aria ai capelli, o portare a  spasso il cane  nel parco - occasione classica secondo i teocrati per  indurre in  tentazione i maschi ugualmente possessori di cani. Ma  quest'anno si &egrave;  aggiunto l'effetto sorpresa. L'estate scorsa infatti  pass&ograve; senza giri  di vite sui codici di vestiario o il possesso di  animali domestici: con  le manifestazioni di massa seguite alla  fraudolenta rielezione di  Ahmadinejad, la polizia aveva altro cui  pensare. Alcuni teorizzarono  perfino che vi fosse una specie di  contropartita: voi smettete le  manifestazioni e noi vi lasciamo andare  in giro vestiti (quasi) come  volete e con i vostri cani al guinzaglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si  sbagliavano. Dopo la repressione delle proteste con la violenza  che  sappiamo, la campagna "moralizzatrice" &egrave; ripartita con particolare   virulenza. Un mese fa il ministro dell'Interno avvert&igrave; che le forze di   polizia erano di nuovo al loro posto sulle strade, dopo una breve   assenza perch&eacute; occupate a domare la "sedizione post-elettorale". Subito   dopo fa il capo della polizia di Mashhad ha annunciato che le multe per   abiti o comportamenti non consoni alla morale sarebbero salite da 50 a   1300 dollari, una cifra pazzesca. E ieri, su richiesta del quotidiano   conservatore Javan, il grandayatollah Nasser Makarem Shirazi ha emesso   una fatwa contro i cani (chiunque pu&ograve; chiedere una fatwa a un   grandayatollah, anche per email). &laquo;Indubbiamente il   cane &egrave; un animale  immondo&raquo; ha sentenziato l'ayatollah: non solo non pu&ograve;  essere portato a  spasso ma nemmeno tenuto dentro le quattro mura di casa  o del proprio  giardino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo Ahmadinejad ha diritto a quattro  cani. Da guardia. Il loro  acquisto qualche anno fa in Germania, al costo  di 110.000 euro l'uno,  fu commentato con ironia dagli iraniani. Anche  il presidente si era  fatto fare una fatwa, che gli riconosceva il  diritto al possesso dei  quattro cani &laquo;in quanto il loro uso era limitato  a garantire la  sicurezza&raquo;. Niente carezze sulla testa o passeggiate nel  parco, dunque.  &laquo;I rapporti amichevoli con i cani sono una cieca  imitazione dei  costumi occidentali&raquo; ha ribadito ieri Makarem Shirazi:  &laquo;Gli occidentali  amano i cani pi&ugrave; di mogli e figli&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante i  divieti (o forse proprio per ribellione ad essi) la  presenza di cani  come animali domestici &egrave; cresciuta negli ultimi tempi.  Non c'&egrave; un film  di giovani registi iraniani in cui non si veda, in una  macchina, il  ragazzo la ragazza e un cane. I possessori di cani si  difendono  invocando il fatto che nel Corano non c'&egrave; nulla contro questi  animali.  Non solo, nulla di cattivo &egrave; stato creato nel mondo, dice  Allah. Perch&eacute;  dunque prendersela con i cani? La controversia teologica  se siano o no  ammessi nell'islam cominci&ograve; subito dopo la rivoluzione  islamica del 79  (anche in Arabia Saudita &egrave; vietato portare a spasso un  cane, ma l&igrave; i  grandayatollah non emettono fatwe provocatorie e cos&igrave;  l'occidente non se  ne accorge o fa finta di non accorgersene).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine i  teocrati iraniani bollarono l'amore per i cani non come  disobbedienza al  Corano ma come &laquo;acquiescenza all'invasione culturale  occidentale&raquo;. Di  cani immondi non si parla nel Corano bens&igrave; nei Revayat  (i detti di  Maometto o degli Imam) i cui divieti vanno ugualmente  rispettati, ha  sentenziato Makarem Shiraz&igrave;. A Teheran esiste da tempo  un "centro di  detenzione per cani" dove vengono portati gli animali  sequestrati per  strada ai padroni. Reato imputato al cane: &laquo;Camminata  in pubblico&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Vanna Vannuccini - fonte repubblica.it</p></p>]]>
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<title>NO alle scimmie su marte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=638&amp;user=2215</link>
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<![CDATA[<p><p>Il progetto Mars500 e' un progetto congiunto di Stati Uniti, Russia ed  Europa che intende simulare una missione verso Marte, il tutto stando in  laboratori a terra, non in un vero viaggio. Fin qui tutto bene, ma purtroppo, come in ogni attivita' umana, anche  qui si e' pensato di coinvolgere anche degli animali non umani, e pare  che a fare il primo viaggio verso Marte vogliano mandare una scimmia. La  Coalition Anti Animal testing e Animal Defenders International hanno  promosso una protesta internazionale per chiedere di lasciare in pace  gli animali.</p>
<p><br /> Attualmente un gruppo di scimmie sono imprigionate in un laboratorio in  Russia, facente parte del progetto Mars500. Sono tenute imprigionate in  sedie di contenzione, in cui non possono fare alcun movimento se non  premere leve e bottoni di alcune macchine: solo quando eseguono il loro  compito nel modo giusto, viene loro fornito da mangiare e da bere. Scriviamo ai seguenti indirizzi il messaggio-tipo qui sotto, che chiede  in sostanza che le scimmie vengano lasciate stare, che si smetta di fare  esperimenti su di loro, e che non le si mandi a morire nello spazio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firmate la petizione: <a href="http://apps.facebook.com/firmiamo/diciamo-no-alle-scimmie-su-marte-/firma" target="_blank">http://apps.facebook.com/firmiamo/diciamo-no-alle-scimmie-su-marte-/firma</a></p>
<p>Inviate mail di protesta: <a href="http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=102899316412403&amp;ref=mf" target="_blank">http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=102899316412403&amp;ref=mf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma xch&egrave; non ci vanno loro su marte? e dopo che le hanno mandate la,cosa risolvono?</p>
<p>ricordo quando ero bambina,che avevano sacrificato la vita di una povera cagnolina: laica....inviandola sulla luna...inviandola alla morte :-((((((</p></p>]]>
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<title>Movimento per l'abolizione della carne. Appello per un'assemblea aperta a luglio</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=637&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>MOVIMENTO PER L'ABOLIZIONE  DELLA CARNE</strong><em><br />COORDINAMENTO   ITALIANO</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong>APPELLO PER UNA ASSEMBLEA  APERTA</strong></p>
<p><em> A  tutti i  singoli, i collettivi e le associazioni interessate</em></p>
<p>Cari  amici,  dopo il successo delle mobilitazioni per l'abolizione  della carne, che  hanno  visto, in particolare in Italia, scendere in  piazza numerosi attivisti, &egrave;  giunto  il momento di trarre un primo  bilancio e ragionare insieme sul futuro  del  Movimento per l'Abolizione  della Carne, considerando in questa prima  fase  prioritario il  contesto italiano, ma naturalmente nell'ottica di un  movimento  che  nasce con una vocazione internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le   iniziative intraprese nel 2009 e nel 2010 (3 giornate mondiali  con  presidi,  volantinaggi, ecc.), pur riscuotendo un notevole  interesse e diffondendo   contenuti non usuali per gli stessi militanti  animalisti, hanno avuto  principalmente un carattere di testimonianza  della strage degli animali  di  fronte alla societ&agrave;, di denuncia delle  loro condizioni, e di presa di  posizione  chiara verso un obiettivo  (l'abolizione di carne, latte, uova...)  presentato come  obiettivo  simbolico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto  ci&ograve; &egrave;  normale, in questa fase in cui il movimento, anche in  altri paesi, muove  i suoi  primi passi, presentando anche agli stessi  attivisti un approccio  diverso e  complementare rispetto alle  "tradizionali" attivit&agrave; di diffusione della  scelta  vegan, da una  parte, e di campagna di pressione contro l'industria dello    sfruttamento, dall'altra.</p>
<p>Tuttavia,   riteniamo che sia il momento di avviare una riflessione  sugli obiettivi a  lungo  e medio termine del movimento, iniziando a  prefigurare alcune possibili  tappe o  alcuni punti di riferimento  chiari per superare il livello della  semplice  testimonianza /  denuncia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proponiamo,   per questo, che tutti gli interessati, siano essi  associazioni,  collettivi  informali o singoli attivisti, possano  iniziare a trovarsi per discutere  su  questi temi ed impostare delle  mobilitazioni coerenti con quanto  definito  collettivamente.</p>
<p>Il  proposito  &egrave; quello di discutere una prima bozza di strategia per  il movimento per  l'abolizione della carne, che consideri la necessit&agrave;  di perseguire  obiettivi  praticabili in relazione all'attuale assetto  sociale, ma al tempo stesso  non  contrastanti con gli scopi ultimi del  movimento per come sono emersi  fino ad  ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per  fare  questo, pubblicheremo a breve sul sito <a href="http://aboliamolacarne.blogspot.com/" target="_blank">http://aboliamolacarne.blogspot.com</a> alcune nostre proposte da discutere insieme. Invitiamo chiunque  avesse  idee,  suggerimenti, domande ad inviarcele al pi&ugrave; presto alla  casella <a href="mailto:abolizionecarne@gmail.com" target="_blank">abolizionecarne@gmail.com</a> , al fine  di poter esaminare preliminarmente i vari testi scritti e  preparare al  meglio la  discussione collettiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A  titolo  esemplificativo, segnaliamo qui alcune proposte o  argomenti di  discussione gi&agrave;  emersi in questi mesi in via informale o  suggeriti da singoli attivisti,  che  verranno approfonditi durante  l'incontro:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-stesura  di  una petizione riguardante l'abolizione degli  allevamenti da utilizzare  come  strumento simbolico e provocatorio nei  confronti di soggetti  istituzionali;</p>
<p>-richiesta   di etichettatura della carne e altri prodotti animali  con indicazione  della  realt&agrave; che si cela dietro il prodotto finito  (per es. "questo prodotto  proviene  dalla sofferenza e dall'uccisione  di un essere senziente");</p>
<p>-richiesta   di informazione corretta sulla provenienza della carne  nei punti vendita  (foto,  testi e filmati sulla macellazione,  altro...);</p>
<p>-mobilitazione  per contrastare  gli incentivi pubblici all'industria  della carne o adesione a  mobilitazioni  simili gi&agrave; esistenti;</p>
<p>-richiesta   di contraddittorio in ogni occasione in cui carne e  derivati vengono  pubblicizzati, promossi, ecc. (da eventi pubblicitari  ad eventi  "culturali" come  sagre, fiere del bestiame, ecc.);</p>
<p>-richiesta   di spazi di informazione paritari rispetto a quelli  offerti  all'industria della  carne ed&nbsp;a coloro&nbsp;che sostengono la  necessit&agrave; e la giustificabilit&agrave;  etica dei prodotti animali per  l'alimentazione umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ipotizziamo  come primo momento di incontro  sabato 17 luglio o  domenica 18  a Milano, riservandoci di confermare o meno la data in   relazione al lavoro preliminare di cui sopra.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://aboliamolacarne.blogspot.com/" target="_blank">http://aboliamolacarne.blogspot.com</a></p>
<p><a href="mailto:abolizionecarne@gmail.com" target="_blank">abolizionecarne@gmail.com</a></p></p>]]>
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<title>Protesta all'ospedale Niguarda di Milano - Sabato 18 Giugno</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=636&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p style="text-align: left;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484083089831135474" src="http://1.bp.blogspot.com/_i-7rHfrKsOw/TBtgg6gciPI/AAAAAAAABFk/qXa0dMe1vnA/s400/vivisezione1.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Per un attimo era sembrato che dal governo arrivasse una sospensione  delle pratiche vivisettorie che si stanno eseguendo in uno degli  ospedali pi&ugrave; importanti di Milano. Nessuno stop invece dal  sottosegretario Francesca Martini, solo una promessa di "<em>attivit&agrave; di  verifica relativa alla corretta applicazione degli obblighi previsti  dalla legge in materia di impiego di animali da laboratorio</em>''.<br /><br />Questi  esperimenti invece vanno interrotti. La LEAL - Lega anti vivisezione -  ha organizzato per domani <strong>sabato 18 giugno</strong> <strong>mattina</strong> <strong>dalle 9 alle 13 </strong>una protesta davanti al Niguarda, che  oggi non si chiama pi&ugrave; "<em>ospedale</em>" ma "<em>azienda ospedaliera</em>",  e la differenza di senso non &egrave; poca. L&igrave; stanno avvenendo  sperimentazioni su animali vivi durante corsi didattici, a causa di un  progetto che unisce il Niguarda a una certa AIMS Academy.<br /><br />Veramente  AIMS Academy ha un nome altisonante, ma il suo sito &egrave; ancora in  costruzione, e sulla pagina attuale si pu&ograve; leggere solo :</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>"Oggi,  l'Azienda Ospedaliera Niguarda - Ca' Granda e la fondazione AIMS  Academy - Advanced International Mini-invasive Surgery - che raccoglie  il testimone dell'importante realt&agrave; accademico-scientifica ILCAM creata  nel 2001 dal Prof. Raffaele Pugliese, si fanno promotori del progetto  per la realizzazione della prima struttura multidisciplinare in Italia  dedicata alla ricerca e alla formazione in chirurgia mini-invasiva  avanzata."</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br /></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Fondazioni, aziende ospedaliere...ma il sito lo  fanno con la desinenza org. cos&igrave; giusto per chiarire le idee..... <a href="http://www.aimsacademy.org/sito/html-template.html" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">http://www.aimsacademy.org/sito/html-template.html</span></a><span style="color: #3366ff;"><br /></span><br />Il presidio chiede  all'ospedale Niguarda di non permettere pi&ugrave; l'organizzazione di corsi di  training con uso di animali al suo interno; all' AIMS Academy di non  usare pi&ugrave; animali nei propri corsi e di usare invece metodi alternativi  moderni e all'avanguardia, pi&ugrave; efficaci e utili.<br />Si raccoglieranno le  firme per la petizione nazionale "Abolizione della vivisezione  didattica".<br /><br />Gli organizzatori chiedono di portare cartelloni,  striscioni con slogan, magliette di ogni tipo ma di lasciare a casa le  bandiere di associazioni.<br /><br />Su Facebook <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=112027415510427" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">http://www.facebook.com/event.php?eid=112027415510427</span></a><span style="color: #cc33cc;"><br /><br /></span>La petizione da  firmare <a href="http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html</span></a><br /><br />Informazioni  <a href="mailto:info@leal.it" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">info@leal.it</span></a> oppure a <a href="mailto:milano@agireora.org" target="_blank">milano@agireora.org</a></p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://animalinliberostato.blogspot.com" target="_blank">http://animalinliberostato.blogspot.com</a></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Sviluppi positivi contro la soppressione dei randagi negli USA</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=635&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amicicani.com/pubblica/news_home/big/amicicani_canile.jpg" alt="" width="220" height="199" />Ogni  anno circa 8  milioni di cani e gatti entrano nei sovraffollati canili americani  dove  poi troveranno la morte. I contribuenti americani, tramite le tasse,   finanziano la cattura, l&rsquo;alloggio, ed in caso che non ci sia adozione,   l&rsquo;eutanasia di animali randagi o indesiderati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La maggior parte di  questi cani  e gatti sani perdono la loro vita perch&eacute; non ci sono case  disposte ad  accoglierli. Tutto questo potrebbe aver fine se si  avviassero dei progetti di  sterilizzazione di massa e campagne  informative ed a tal fine l&rsquo;OIPA ha  lanciato un Appello per gli Animali  ai Governatori di tutti gli Stati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono  nate le prime  comunit&agrave; no kill in Minnesota e nel Wisconsin! La conferma della  buona  notizia giunge da Animal Ark, un rifugio per animali considerato un   modello del movimento no kill negli USA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad  Hastings e Rosemount  in Minnesota ed a Prescott nel Wisconsin, &nbsp;non saranno mai pi&ugrave; soppressi  cani e gatti  abbandonati, ma avranno la garanzia di una seconda  possibilit&agrave; di vita.  L&rsquo;accordo tra istituzioni, associazioni e cliniche  veterinarie, fa si che  queste comunit&agrave; aggiungano i propri nomi alla  crescente lista di citt&agrave; che  hanno deciso di porre fine all&rsquo;uccisione  di animali sani ed adottabili.  Inoltre, grazie a questo accordo,  vengono offerte garanzie anche agli animali  malati e con problemi  comportamentali. <br /> <br /> In base alla nuova regolamentazione, agli  animali nei canili comunali ora viene  garantito un rifugio sicuro anche  in caso il proprietario non reclami  l&rsquo;animale. Mai pi&ugrave; uccisioni  grazie al movimento no kill e questi comuni ora  sono luoghi sicuri per  gli animali. <br /> <br /> Queste notizie giungono in un momento in  cui un grande numero di animalisti  crede che gli Stati Uniti possano  diventare, nel corso degli anni, interamente  no kill. Grazie alle  campagne, nel lungo periodo, alcuni progressi sono stati  fatti: negli  anni 70 circa 15 milioni di cani e gatti venivano uccisi nei  canili  degli Stati Uniti, ora la cifra &egrave; scesa a 8 milioni.</p>
<p><br /> Molti  direttori di rifugi applicano  quella che viene chiamata la NO Kill Equation:  sterilizzazioni di massa  e costi ridotti grazie alla collaborazione dei  veterinari e delle  autorit&agrave;. Servizi offerti anche ai proprietari di animali domestici  e  agli animali nelle colonie.</p>
<p>In  Georgia, dopo una  lunga attesa, finalmente il Governatore Sonny Perdue ha  firmato la  Grace Law, ovvero la Legge che dal 1 Gennaio 2011 mette al bando le   camere a gas.</p>
<p><br /> La  legge come in altri casi, prende il  nome da Grace, una cagnolina che nel 2006 a soli 2 anni di vita  era  stata messa a morte dentro una di queste camere. Gli operatori al  momento  di rimuovere i corpi degli animali avevano trovato Grace ancora  viva e non  avevano avuto il coraggio di &ldquo;terminare il lavoro&rdquo;. Oggi  Grace, dopo le cure  necessarie &egrave; un cane felice che ha trovato una  famiglia adottiva che le vuole  bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La  consapevolezza della  crudelt&agrave; intrinseca nella soppressione, nei metodi  utilizzati e della  necessit&agrave; di non uccidere, sta crescendo. In Pennsylvania e  Louisiana  stanno valutando di seguire le orme della Georgia ed a tal fine sono  in  discussione nuove leggi. Sulphur Springs nel Texas e New York, hanno  gi&agrave;  bandito le camere a gas.<br /> Passo  dopo passo possiamo salvare gli  animali dalla morte. Un rinnovato ringraziamento  a tutti coloro che  sostengono gli Appelli per gli Animali dell&rsquo;OIPA, insieme  possiamo fare  la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte OIPA - Paola  Ghidotti<br /> OIPA International  Campaigns  Director</p></p>]]>
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<title>NO al circo con gli animali a SAVONA e poi ad ALBENGA, INVIATE MAIL DI PROTESTA</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=634&amp;user=2215</link>
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<![CDATA[<p><p>INVIAMO MAIL PRIMA CHE MONTINO LE TENDE... DICIAMO BASTA AI CIRCHI CON  ANIMALI...<br /> <br /> il 17 inizia a savona e poi il 24 ad albenga, sono circondata :<br /> <a href="http://www.savonaeponente.com/2010/06/17/il-circo-sbagliato/" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://www.savonaeponente.</span><span></span><span>com/2010/06/17/il-circo-sb</span><span></span>agliato/</a><br /> <a href="http://www.ivg.it/2010/06/17/circo-a-savona-enpa-no-a-queste-crudeli-esibizioni/#comment-42256" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://www.ivg.it/2010/06/</span><span></span><span>17/circo-a-savona-enpa-no-</span><span></span><span>a-queste-crudeli-esibizion</span><span></span>i/#comment-42256</a><br /> <a href="http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=78783" rel="nofollow" target="_blank"><span>http://www.savonanews.it/i</span><span></span><span>t/internal.php?news_code=7</span><span></span>8783</a><br /> <br /> Questa &egrave; la mail che ho inviato io,voi prendete spunto ma non fate copia  e incolla:<br /> <br /> Egregio Signor Sindaco, Egregi Signori,<br /> <br /> ho saputo che ospitate nella vostra citt&agrave; il circo  Orfei.<br /> Desidero invitarvi a riflettere sulla sofferenza che si cela dietro <br /> ai circhi con animali.<br /> Che si tratti di tigri, leoni ed elefanti o altri animali il principio <br /> non cambia: la loro natura non &egrave; certo quella di vivere per essere <br /> prigionieri di un circo, soggetti ad una vita non degna di tale nome per  <br /> il mero divertimento di qualche avventore.<br /> E ci permettiamo di sottolineare "qualche avventore", dal momento che i <br /> circhi con animali oggigiorno sopravvivono quasi esclusivamente grazie <br /> ai finanziamenti pubblici.<br /> Lo Stato tiene in vita i circhi con il Fondo Unico dello Spettacolo <br /> (FUS). Ogni anno devolve al circo milioni di euro, spesso equivalenti <br /> all'incasso di un anno.<br /> Non ci vuole molto a capire che, se non fosse per i soldi pubblici, il <br /> circo con gli animali avrebbe gi&agrave; da tempo chiuso i battenti.<br /> In un periodo di crisi come quello che la nostra societ&agrave; sta <br /> attraversando ci sembra oltremodo inaccettabile continuare a mantenere <br /> queste realt&agrave; obsolete e diseducative.<br />Mi chiedo,perch&egrave; non smettete di permettere l'attendamento di circhi con <br /> animali sul territorio, seguendo l'esempio di numerosi Comuni italiani,<br /> francamente non vediamo <br /> validi motivi perch&eacute; anche l'Amministrazione di cui Ella, Signor <br /> Sindaco, &egrave; massimo rappresentante, non possa fare altrettanto.<br /> Tutto questo non accade di certo solo in Italia: proprio di recente in <br /> Bolivia &egrave; stata approvata la prima legge al mondo che vieta l'uso di <br /> qualsiasi tipo di animale nei circhi.<br /> Gi&agrave; in passato altri Stati avevano bandito l'utilizzo di quelli <br /> selvatici (Croazia, Singapore, Austria, Israele e Costarica), ma la <br /> novit&agrave; assoluta &egrave; data dal fatto che per la prima volta si &egrave; legiferato <br /> per proibirne anche quello dei domestici.<br /> Inoltre alcuni circhi hanno da anni scelto di non utilizzare pi&ugrave; gli <br /> animali: gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du soleil", i  <br /> francesi "Les Colporteurs", gli americani "Minimus", "Nuage", "Hiccup" e  <br /> molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, <br /> trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti.<br /> Questa &egrave; la direzione da seguire, l'unica civile.<br /> E' naturale per gli animali essere esposti come merce, privati della <br /> libert&agrave;, esibirsi in un circo per il mero divertimento di uno sparuto <br /> pubblico pagante?<br /> Obiettivamente, credo di no.<br /> Invece molti circensi continuano a sostenere che tutto ci&ograve; sia naturale <br /> e normale per gli animali.<br /> Tutto questo dopo che l'animale &egrave; stato allontanato dal suo ambiente e <br /> posto in un luogo sconosciuto e ostile.<br /> E Vi ricordo che l'habitat naturale di un elefante, solo per citare <br /> un esempio, non &egrave; certo il tendone di un circo, n&eacute; tanto meno la gabbia <br /> dove viene stipato fra uno spettacolo e l'altro.<br /> A parte gli "spettacoli" e gli esercizi, gli animali rimangono per il <br /> resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare  <br /> le pi&ugrave; elementari esigenze etologiche, a volte incatenati, soggetti al <br /> caldo e al freddo.<br /> Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in  <br /> condizioni durissime ed estenuanti per gli animali.<br /> Gli animali sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di <br /> vivere la loro vita in libert&agrave; nella loro terra d'origine, non hanno <br /> commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita e la <br /> loro umiliazione durante gli spettacoli.<br /> La logica della violenza perpetuata nei confronti degli animali &egrave; la <br /> stessa che ci consente poi di sfruttare l'uomo, come i casi pi&ugrave; recenti <br /> di cronaca ci insegnano.<br /> Lo spettacolo del circo, anche quando avvenga nel rispetto o meno delle <br /> leggi, e' sempre basato sulla sottomissione/dominazione e sullo scherno.<br /> <br /> Pertanto, viste le premesse sopra indicate, La invitiamo, Signor <br /> Sindaco, ad emettere con urgenza un regolamento per vietare <br /> l'attendamento di circhi con animali nel Suo Comune.<br /> E, nel caso specifico del Circo  Orfei, La invitiamo a effettuare <br /> i dovuti controlli sanitari e a verificare la corretta affissione dei <br /> manifesti e il rispetto delle norme CITES.<br /> <br /> Distinti saluti<br /> <br /> NOME,COGNOME,CITTA',CAP<br /> <br /> <br /><span> savona@enpa.org;info@info-</span><span></span><span>animali.it;redazione@rivie</span><span></span><span>ra24.it;info@info-animali.</span><span></span>it;<br /><span> lav.savona@infolav.org;inf</span><span></span>o@provincia.savona.it;<br /><span> savona@ilsecoloxix.it;dire</span><span></span><span>ttore@savonanews.it;redazi</span><span></span>one.internet@ansa.it;<br /><span> redazione@savonaeponente.c</span><span></span><span>om;direttore@ivg.it;olivia</span><span></span>stevanin@ivg.it;<br /><span> savona@enpanet.it;pqbsa@ti</span><span></span><span>n.it;cristina_tognoni@tin.</span><span></span>it;<br /><span> genova@oipaitalia.com;ambi</span><span></span>ente@comune.savona.it;<br /><span> staff.sindaco@comune.savon</span><span></span><span>a.it;roberto.giannotti@com</span><span></span><span>une.savona.it;report@rai.i</span><span></span>t;<br /><span> segreteria.generale@comune</span><span></span><span>.savona.it;vicesindaco@com</span><span></span><span>une.savona.it;enpa@enpa.it</span><span></span>;<br /><span> assessore.ambiente@comune.</span><span></span><span>savona.it;assessore.serviz</span><span></span><span>ipersona@comune.savona.it;</span><span></span><span>assessore.sviluppoeconomic</span><span></span><span>o@comune.savona.it;  vice.presid.giunta@regione</span><span></span>.liguria.it;<br /><span> assessore.cultura@comune.s</span><span></span><span>avona.it;direttore.general</span><span></span>e@comune.savona.it;<br /><span> dirigente.cultura@comune.s</span><span></span><span>avona.it;segrtecnica@comun</span><span></span>e.savona.it;<br /><span> distrettocentro@comune.sav</span><span></span><span>ona.it;turismo@provincia.s</span><span></span>avona.it;<br /><span> vice.presid.giunta@regione</span><span></span><span>.liguria.it;savona@inforiv</span><span></span><span>iera.it;loano@inforiviera.</span><span></span>it;<br /><span> turismo@provincia.savona.i</span><span></span><span>t;-m.boffa@provincia.savon</span><span></span><span>a.it;aptpalme@inforiviera.</span><span></span>it;<br /><span> protocollo@pec.comune.albe</span><span></span><span>nga.sv.it;sindaco@comune.a</span><span></span>lbenga.sv.it;<br /><span> pariopportunita@comune.alb</span><span></span><span>enga.sv.it;segreteriasinda</span><span></span>co@comune.albenga.sv.it;<br /><span> informatica@comune.albenga</span><span></span><span>.sv.it;servizisociali@comu</span><span></span>ne.albenga.sv.it;<br /><span> ambiente@comune.albenga.sv</span><span></span><span>.it;turismo@comune.albenga</span><span></span><span>.sv.it;dss4@comune.albenga</span><span></span>.sv.it;<br /><span> carmen.ruaro@alice.it;ambi</span><span></span>ente@provincia.savona.it;<br /><span> ufficiodirittianimali@prov</span><span></span><span>incia.savona.it;energia@pr</span><span></span>ovincia.savona.it;<br /><span> cristiano.campana@comune.a</span><span></span><span>lbenga.sv.it;savona@enpa.o</span><span></span>rg<br /> <br /><span> ( a me queste sono tornate indietro: lav.savona@infolav.org;sav</span><span></span><span>ona@enpa.org;cristina_togn</span><span></span><span>oni@tin.it;savona@enpanet.</span><span></span>it;<br /><span> segrtecnica@comune.savona.</span><span></span><span>it;-m.boffa@provincia.savo</span><span></span><span>na.it;aptpalme@inforiviera</span><span></span><span>.it; vice.presid.giunta@regione</span><span></span>.liguria.it MA NON IMPORTA,le pi&ugrave; tante sono  andate,forse voi sarete pi&ugrave; fortunati)<br /> <br /> X CONOSCENZA,Cc:<br /><span> martini_f@camera.it;Info - Michela Vittoria Brambilla;presidente@chili</span><span></span>amacisegua.org;<br /><span> guardie@oipaitalia.com;ros</span><span></span>anna@chiliamacisegua.org;  info@chiliamacisegua.org<br /> <br /> VI PREGO,INVIATE MAIL E INVITATE ALTRI A FARLO,NON VOGLIO UN CIRCO  VICINO A CASA MIA :-((((((((((<br /> <br /> <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=4275430&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=466694333624&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=466694333624&amp;id=327214207538" target="_blank"><img style="border: 0pt none;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs091.snc4/35896_398227387538_327214207538_4275430_3819795_n.jpg" alt="" /></a></p></p>]]>
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<title>V per Vita offesa, V per Vegan</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=633&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>V per Vita offesa,</strong></p>
<p><strong>V per Vegan</strong><strong><br /> </strong><em><strong><br /></strong></em></p>
<p class="Stile16">Le  ragioni di una scelta di alimentazione e di vita che ha a che fare con tanti aspetti della nostra vita individuale e sociale. E con la mattanza di miliardi di animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Stile28 Stile16"><span style="color: #800000;"><em>Non  domandarci la formula<br /> che mondi possa aprirti,<br /> s&igrave; qualche storta sillaba e secca<br /> come un ramo.<br /> Codesto solo oggi possiamo dirti,<br /> ci&ograve; che non siamo, ci&ograve; che non<br /> vogliamo.</em><br /> (Eugenio Montale)</span></p>
<p class="Stile28 Stile16"><span style="color: #0000ff;"><br /></span></p>
<p>Si  calcola che circa 50 miliardi di animali passino ogni anno attraverso i  vari mattatoi del mondo per essere uccisi, smembrati e trasformati nei  pezzi di carne che invadono prima negozi e supermercati e  successivamente le nostre tavole. Viste le cifre e visto il fatto che  gli animali, al di l&agrave; di ogni ragionevole dubbio, sono in grado di  capire cosa sta succedendo loro, dovremmo concordare che la &ldquo;questione  animale&rdquo; ha le proporzioni di una tragedia di dimensioni inedite e  inaudite. Purtroppo, per&ograve;, la tragedia finisce, ma non comincia nel  mattatoio: prima che scorra il sangue, la sofferenza degli &ldquo;animali da  reddito&rdquo; &egrave; gi&agrave; immensa. Galline ovaiole e vitelli da carne bianca sono  costretti per i pochi mesi della loro misera vita alla pi&ugrave; assoluta  immobilit&agrave;, i pulcini maschi vengono stritolati vivi appena nati perch&eacute;  inutili per la produzione delle uova, i maiali vivono bloccati in  minuscole gabbie di contenzione per allattare i loro piccoli, i pesci,  prima di spirare nel silenzio assoluto dell'asfissia, hanno circolato  insensatamente nelle vasche di coltura, le mucche da latte sono  continuamente ingravidate e private della loro prole &hellip;</p>
<p><br /> La lista potrebbe continuare, ma non serve tanto enumerare gli  infiniti percorsi che precedono il taglio della gola &ndash; che  paradossalmente, visto quanto e cosa lo precede, potrebbe essere  considerato una sorta di distorto atto di piet&agrave;. Piuttosto potrebbe  rivelarsi utile tentare di immaginare che cosa provino degli esseri  dotati della capacit&agrave; di sofferenza fisica e psichica mentre percorrono  il tunnel dell'orrore che per loro abbiamo apprestato: esseri indifesi a  cui vengono, senza anestesia n&eacute; compassione, strappati denti, becchi,  code, testicoli per far s&igrave; che non si amputino da soli nell'inferno  della loro desolazione e che vengono riempiti di antibiotici e steroidi  perch&eacute; ingrassino rapidamente e non muoiano prima del tempo stabilito  dalla catena di smontaggio; esseri condannati a morte che, senza capirne  il motivo, vengono caricati a botte sui camion che percorrono le nostre  autostrade diretti al mattatoio...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/353/img/p36.jpg" alt="" width="340" height="218" /></p>
<p class="Stile27"><strong>&nbsp; </strong></p>
<p class="Stile27"><strong>Nessuna setta    segreta</strong></p>
<p class="Stile27">Il veganismo &egrave; una risposta a tutto  questo; il veganismo dice ci&ograve; che non siamo e ci&ograve; che non vogliamo.  Anche se i termini &ldquo;vegano&rdquo; e &ldquo;veganismo&rdquo; non aiutano, perch&eacute;  restituiscono un'immagine da alieni appartenenti a sette e confraternite  segrete, essi hanno tuttavia un'importante ragione difensiva e  distintiva: servono a chiarire che i vegani non sono vegetariani i  quali, di fatto, mangiano qualcosa che vegetariano non &egrave; (latte, uova e  derivati che, come si &egrave; visto e a differenza di quanto comunemente si  crede, non escludono sofferenza e morte animali). C'&egrave; poi un'altra  differenza fondamentale tra vegani e vegetariani che, semplificando un  po', potrebbe essere riassunta cos&igrave;: i vegetariani si ricordano  (parzialmente) degli animali quando si siedono a tavola, mentre i vegani  se ne ricordano sempre. Gli animali infatti non vengono sfruttati solo a  scopi alimentari, ma pressoch&eacute; in ogni aspetto della nostra vita:  dall'abbigliamento (capi in lana e in pelle e pellicce) al divertimento  (circhi, zoo, delfinari, caccia, pesca, fiere, palii, ecc.), passando  per i test di valutazione dell'efficacia e della sicurezza di varie  sostanze (ricerca scientifica, cosmesi, ecc.).</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">Il termine vegano &egrave; poi  ulteriormente necessario in quanto quello di vegetariano ingenera le pi&ugrave;  stravaganti confusioni; ad esempio, c'&egrave; chi pensa che i vegetariani  mangino pesce, perch&eacute; in realt&agrave; nel nostro immaginario l'opposizione  dirimente sembra essere quella carne/non carne (ma i pesci se non sono  carne, di che materia son fatti?). Pertanto, anche se il veganismo si  connota come negazione dell'onnivorismo e del vegetarianismo, esso &egrave; una  negazione caratterizzante, come suggerisce Montale nei versi posti in  esergo.</p>
<p class="Stile27"><br /> Da questa confusione, che certamente il sistema non  ha interesse a chiarire, discendono anche le domande e le preoccupazioni  spesso condite in salsa pseudo-scientifica (medici di base che  strabuzzano gli occhi ogni volta che vedono le analisi del sangue e  chiedono increduli: &laquo;Ma lei &egrave; davvero vegano?&raquo;) oppure paternalistiche e  scandalizzate (per tacere di quelle completamente stupide e volutamente  provocatorie al fine di giustificare l'insostenibile: ad es., &laquo;Ma anche  Hitler era vegetariano&raquo; &ndash; cosa tra l'altro, oltre che ininfluente,  falsa, oppure: &laquo;Anche l'insalata soffre&raquo; o, ancora, &laquo;Ma i leoni mangiano  le gazzelle!&raquo;) su come sia possibile vivere senza mangiar carne ossia  senza sacrificare animali. Ma noi che stiamo scrivendo queste righe  siamo vegani da diversi anni e verosimilmente vivi: scriviamo dunque  siamo!</p>
<p class="Stile27"><br /> Ci sono per&ograve; altre due negazioni del veganismo  capaci di suggerire una visione del mondo affermativa. Per chiarire  questo punto &egrave; prima necessario rendersi conto che chi ha deciso di  diventare vegano per motivi etici &egrave; necessariamente antispecista e un  antispecista non pu&ograve; che essere vegano. L'antispecismo &egrave; quella corrente  di pensiero che rifiuta la pregiudiziale e sistematica violazione degli  interessi degli animali a favore di quelli degli umani &ndash; visti come  esseri che occupano il centro del mondo &ndash; tipica appunto dello specismo.  Se veganismo etico e antispecismo sono indissolubilmente associati, la  prima negazione di cui si &egrave; appena parlato &egrave; quella che afferma che il  veganismo antispecista &egrave; necessariamente anti-gerarchico.</p>
<p class="Stile27"><br /> Se l'umano, come ci ricordano, tra gli altri, Adorno  e Derrida, si &egrave; sempre definito come opposizione, negazione e  distinzione dagli animali non umani ricondotti a forza in un gi&agrave;  violento &ldquo;singolare collettivo&rdquo; (cio&egrave; &ldquo;l'animale&rdquo;: ma cos'&egrave; l'animale?  Pu&ograve; esistere qualcosa che risponde al nome di animale al di fuori della  nostra delirante onnipotenza discriminatoria?), l'antispecismo, nel  momento stesso in cui guarda in maniera differente ai non umani,  necessariamente deve riformulare anche la nozione di umano. &Egrave; proprio in  questo snodo cruciale che l'antispecismo si differenzia definitivamente  dalle ideologie, edipiche direbbe Deleuze, borghesi diciamo noi, che  cadono sotto i termini di zoofilia e protezionismo. La zoofilia accorda  un differente trattamento solo per il &ldquo;mio&rdquo; cane e il &ldquo;mio&rdquo; gatto,  protegge cio&egrave; affetti privati se non addirittura oggetti di propriet&agrave;.  Il protezionismo &egrave; pietoso nei confronti degli animali, ma la piet&agrave;, si  sa, pu&ograve; essere concessa solo dal pi&ugrave; forte, da chi sta pi&ugrave; in alto,  grazie alla propria (non esigibile) benevolenza e con mossa francamente  paternalistica. Per questo motivo, i protezionisti non sono vegani  (quando i miei interessi si fanno troppo forti, la piet&agrave; pu&ograve; aspettare)  o, i pochi che lo sono, pensano che per risolvere la &ldquo;questione animale&rdquo;  basti sostituire il tofu alla carne sui banconi del supermercato.</p>
<p class="Stile27"><br /> Al contrario, l'antispecismo, se vuole essere quello  che &egrave;, deve necessariamente prender congedo dall'antropocentrismo e,  con esso, da tutte le dottrine filosofiche dominanti che lo hanno  promosso e sostenuto, cos&igrave; come dalla struttura sociale che di quello si  &egrave; nutrita trovando in esso la sua giustificazione &ldquo;naturale&rdquo;. In questo  senso, l'antispecismo si differenzia dal pensiero ecologista e da  quello della decrescita, felice o meno che sia. Ecologia e decrescita  continuano a pensare solo all'uomo, cercano di preservarne l'ambiente  indipendentemente dagli interessi di individui di altre specie (anzi  spesso a svantaggio, si veda, ad es., la caccia di selezione), pensano  che la soluzione del disastro etico-sociale-ambientale che abbiamo di  fronte si possa limitare a ripulire un po'il mondo, a consumare un po'di  meno, lasciando tutto il resto immodificato.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27"><strong>Il capitalismo    nasce specista</strong></p>
<p class="Stile27"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/353/img/p37.jpg" alt="" width="220" height="188" />L'antispecismo, rimettendo l'uomo nel luogo che  gli compete, cio&egrave; considerandolo animale tra gli altri animali, non pu&ograve;  che condurre a un profondo e rivoluzionario ripensamento  dell'esistente. E poich&eacute; ci&ograve; che rende un animale un animale &egrave; la  possibilit&agrave; di muoversi e poich&eacute; questa non pu&ograve; che associarsi alla  capacit&agrave; di provare piacere e dolore, di sentire (che senso avrebbe,  evoluzionisticamente, il muoversi nell'ambiente senza la possibilit&agrave; di  sentirlo, di cercare ci&ograve; che &egrave; utile e di rifuggire ci&ograve; che &egrave; dannoso,  o, meglio ancora, quanto pi&ugrave; insensato &ndash; di quanto gi&agrave; non sia &ndash; sarebbe  il mondo se ad esseri capaci di provar dolore fosse negata la  possibilit&agrave; di allontanarsene?), rimettersi tra gli animali corrisponde  all'accettazione del fatto che con loro si condivide la vulnerabilit&agrave; e  la mortalit&agrave;, con loro si com-patisce, per loro si prova com-passione  (che quindi &egrave; ben diversa dalla piet&agrave;) proprio perch&eacute; si sostituisce ad  una metafisica spiritualistica e gerarchica, un'ontologia orizzontale e  molteplice che si accompagna ad una politica che fa del mutuo soccorso &ndash;  e non della competizione e dell'aggressione &ndash; il suo perno centrale.</p>
<p class="Stile27"><br /> La seconda negazione affermativa: il veganismo  antispecista &egrave; necessariamente anticapitalista. Non vi &egrave; dubbio che il  capitalismo abbia a che fare con l'animalit&agrave; soggiogata a partire dal  suo stesso nome (da caput, capo di bestiame). Il capitalismo moderno  nasce in Inghilterra con l'appropriazione e la recinzione (le cosiddette  enclosures) di terre comuni. Tale fenomeno stravolse completamente il  modo di fare agricoltura con l'intensificazione dello sfruttamento dei  lavoratori, del terreno e degli animali, tra cui le &ldquo;pecore da lana&rdquo;, su  cui si costruiranno le fortune dell'industria manifatturiera  britannica. L'uomo, tuttavia, ha iniziato a &ldquo;vedere&rdquo; gli animali come  risorsa economica gi&agrave; a partire dalla rivoluzione neolitica. Subito dopo  l'ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa, alcune popolazioni nomadi  del Medio Oriente si organizzarono progressivamente in gruppi stanziali,  andando a costituire il nucleo di quelli che saranno le citt&agrave;-stato  prima e gli imperi sovranazionali poi.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27">La gestione della nuova  complessit&agrave; sociale, caratterizzata dalla specializzazione delle  attivit&agrave; lavorative, comport&ograve;, tra l'altro, la nascita di classi  improduttive (nobili, sacerdoti, funzionari, soldati, ecc) e, con essa,  di una rigida gerarchia accompagnata dalla necessit&agrave; di reperire il  surplus di energia necessario a mantenere in vita un organismo tanto  dissipativo. Questo, a sua volta, si tradusse nella messa a punto di un  sofisticato sistema di regole materiali e simboliche volte a distanziare  l'uomo dalla natura al fine di controllarla e manipolarla per renderla  massimamente produttiva. Il momento pi&ugrave; importante di questa impresa di  innalzamento dell'umano &egrave; stato l'addomesticamento degli animali. Gli  animali addomesticati verranno cos&igrave; a costituire la prima forma di beni  mobili, di capitale; da allora, saranno una sorta di proto-denaro, che a  sua volta ha amplificato in un tragico feed-back positivo sia la loro  che la nostra oppressione. Ecco allora che se guardiamo da questa  prospettiva la storia della civilt&agrave;, ci appare evidente che lo specismo &egrave;  il presupposto storico dei rapporti di dominio intraspecifici: senza lo  sfruttamento materiale degli animali non sarebbe stato possibile creare  quel differenziale di ricchezza che sta alla base delle societ&agrave;  discriminatorie e, senza la riduzione simbolica dell'animale, non  sarebbe stato possibile formulare quei meccanismi ideologici di  riduzione dell'Altro a &ldquo;mera natura&rdquo;, a &ldquo;quasi animale&rdquo;, meccanismi che  ne rendono possibile, nel migliore dei casi, l'emarginazione e, nel  peggiore, l'eliminazione fisica fino al genocidio.</p>
<p class="Stile27"><br /> Il che non significa affatto che l'antispecismo si  confonda col primitivismo, con il ritorno a una edenica, quanto  inesistente natura primordiale. Si tratta per&ograve;, se si vuol davvero  essere radicali, di tornare alla radice del problema dello sfruttamento  animale che &egrave; intrecciato allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. E  quindi di ribadire incessantemente che il veganismo antispecista &egrave;  dentro una teoria e una pratica della liberazione animale (di umani e  altri animali) dallo sfruttamento.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/353/img/p38.jpg" alt="" width="300" height="247" /></p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27"><strong><strong>&nbsp;</strong>Sacrificio quotidiano    di miliardi di animali</strong></p>
<p class="Stile27">Con questo discorso pu&ograve; sembrare  che ci siamo spinti troppo lontano. Ma nella vita di tutti i giorni,  dietro a gesti che sembrano ormai completamente secolarizzati nel mondo  della merce (e questo in fondo &egrave; proprio il mistero della merce), si  celano mitologie che riportano al sacrificio, alla morte propria e a  quella dell'altro, alla potenza dell'inumano. E la verit&agrave; nascosta si  rende evidente dichiarando il proprio aperto rifiuto del sacrificio  animale. Ecco perch&eacute; la scelta vegana, al contempo rivoluzionaria e  nonviolenta, ci colloca immediatamente dalla parte dei traditori, di  coloro che non consumano insieme agli altri al banchetto comune.  Sappiamo bene che &egrave; difficile scorgere nella normale vita quotidiana la  violenza terrificante di gesti arcaici, raffinati alle luce delle pi&ugrave;  raffinate tecniche moderne, ma &egrave; la banalit&agrave; del male quotidiano che,  ormai dovremmo saperlo, si annida nei gesti minimi, nelle pieghe del  discorso, nello sguardo distolto. Nel piatto che ci apprestiamo a  consumare.</p>
<p class="Stile27"><br /> Per chi vuole sapere cosa si nasconde dietro il  favoloso mondo della carne &ndash; il sistematico massacro della carne del  mondo &ndash; non dovrebbe essere difficile scoprirlo. L'abominio strutturale  del sacrificio quotidiano di miliardi di animali per le diverse forme di  sfruttamento umano pu&ograve; essere scorto nelle sue linee essenziali, nei  suoi crudi dati statistici ed economici, anche se comprenderlo &egrave; davvero  altra cosa, intollerabile al di l&agrave; di ogni dire. Anche perch&eacute;, come si  diceva, lo sfruttamento e la sofferenza animali sono inestricabilmente  connessi, sono consustanziali, allo sfruttamento e alla sofferenza umana  &ndash; non a caso, quindi, l'alimentazione carnea dissipa risorse  contribuendo ad un'iniqua distribuzione delle ricchezze e alla fame nel  mondo, distrugge l'ambiente tramite deforestazioni e aumento  dell'effetto serra, ecc.</p>
<p class="Stile27">&nbsp;</p>
<p class="Stile27"><strong><img style="border: 0pt none;" src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/353/img/p39.jpg" alt="" width="450" height="303" /></strong></p>
<p class="Stile27"><strong><br /></strong></p>
<p class="Stile27">Certo le cose non sono, n&eacute; potrebbero essere del  tutto trasparenti. I mattatoi e i laboratori di sperimentazione animale  sono sigillati allo sguardo. Noi non crediamo a quel che talvolta si  dice che se i mattatoi fossero trasparenti, si smetterebbe di mangiar  carne. All'inizio forse, ma poi, se non si &egrave; acquisita una nuova  prospettiva e direzione di sguardo &ndash; lo sguardo che si lascia guardare  dall'altro e non lo sguardo dall'altrove &ndash; si tornerebbe comunque a  distoglierlo, come continuiamo a fare quotidianamente davanti alle mille  vicende intollerabili che attraversano la nostra strada. Forse &egrave; questa  l'unica differenza qualitativa tra l'uomo e gli animali: noi siamo  capaci di abituarci a tutto &ndash; le guerre e Auschwitz lo dimostrano  abbondantemente. In effetti, per millenni e ancora oggi i contadini  hanno continuato a nutrire amorevolmente e altrettanto amorevolmente a  sgozzare la scrofa Paolina, l'oca Martina e la mucca Carolina, proprio  perch&eacute; hanno potuto continuare a non vederle e a non lasciarsi vedere da  loro, relegandosi all'interno del credo ideologico-religioso che i  mondi umani e animali si trovino su piani ontologicamente diversi, che  noi si sia spirito e loro materia. E ci&ograve; che sta in basso, come insegna  Adorno, attira l'aggressione. E l'aggredito cos&igrave; come chi si erge a  difenderlo sono spesso fatti bersaglio di quella che Horkheimer e Adorno  hanno chiamato la &laquo;risata cattiva&raquo;, quella che &laquo;ha denunciato in ogni  tempo la civilt&agrave;&raquo; e che spesso aleggia sul volto dei patriarcali e  paternalistici mangiatori di salame alla vista di un vegano. O di quelli  che sono disposti anche a una parola buona ma che, sogghignando,  affermano: &laquo;S&igrave;, forse hai ragione, ma &egrave; cos&igrave; buono&hellip;&raquo;.</p>
<p class="Stile27"><br /> Il primo scopo del veganismo, certo, &egrave; l'abolizione  dell'allevamento e della manipolazione tecnica di miliardi di animali  destinati al mattatoio e alla tavola. Anche se in realt&agrave;, come abbiamo  accennato qui, c'&egrave; molto di pi&ugrave; (come se questo primo compito non fosse  gi&agrave; di per s&eacute; immane), ma la prima mossa per smarcarsi da questo sistema  &egrave; optare per una vita vegana. Questo &egrave; fattibile da subito ed &egrave; dovuto  solo a noi stessi &ndash; la situazione &egrave; chiaramente differente per altre  pratiche di sfruttamento animale, quali la vivisezione, dove il nostro  volere non si traduce immediatamente in una riduzione della sofferenza:  si tenga conto che &egrave; stato calcolato che una persona se diventa vegana  in et&agrave; adulta &ldquo;salva&rdquo; circa 1500-1700 animali! E qui si intravede un  altro aspetto affermativo della negazione del veganesimo. Infatti, come  ci ricorda G&uuml;nther Anders: &laquo;Liberarsi dell'infelicit&agrave; che pu&ograve; essere  eliminata &egrave; pi&ugrave; urgente della discussione sulla felicit&agrave;&raquo;. Anzi, a ben  vedere, &laquo;la discussione sulla felicit&agrave;&raquo; &egrave; la modalit&agrave; con cui  l'esistente, distogliendo l'attenzione dall'&laquo;infelicit&agrave; che pu&ograve; essere  eliminata&raquo;, perpetua l'oppressione. Ossia &egrave; pi&ugrave; utile sapere cosa non  siamo e cosa non vogliamo oggi, piuttosto che impegnarsi, con piglio  accademico, a definire cosa saremo e cosa vorremo domani.</p>
<p class="Stile27"><br /> Quando si parla di una visione radicalmente  differente ci si riferisce spesso sprezzantemente a un supposto utopismo  interpretato come impotente aspirazione all'impossibile. Noi invece  quando parliamo di utopia, parliamo di un immaginario utopico che si  introduce nella realt&agrave; e cambia il nostro modo di vedere i limiti tra il  possibile e l'impossibile. Il mondo del possibile si dilata. La  funzione utopica &egrave; opposizione all'ordine dominante, apertura di strade  del tutto nuove a partire da un rovesciamento del presente. Per dirla  con Bloch: &egrave; nell'oscurit&agrave; dell'istante vissuto che la funzione utopica,  negando ci&ograve; che &egrave;, apre il cammino a ci&ograve; che pu&ograve; essere, sfuggendo  all'immobilit&agrave; del presente: &laquo;Nel presente c'&egrave; una sorta di slancio  ininterrotto, una gestazione e a un'anticipazione di  non-ancora-divenuto&raquo;. Sta a noi coglierne i segni e andare in quella  direzione. &Egrave; un compito difficile? Pensiamo di no ma, anche se lo fosse,  perch&eacute; mai gli anarchici dovrebbero spaventarsi di fronte a compiti  difficili?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Filippo  Trasatti</em></strong> e <strong><em>Massimo Filippi</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">fonte www.anarca-bolo.ch</p></p>]]>
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<title>Lettera aperta ai vegetariani</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=632&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.veganhome.it/site_media/img/pages/vegetariani-etica.jpg" alt="" width="200" height="260" />Questa lettera &egrave; indirizzata a chi &egrave; vegetariano <strong>per motivi etici</strong>, ma non ancora vegano. Cosa voglio trasmettervi, in queste pagine? Voglio convincervi a diventare vegani, ve lo dico subito. Voglio spiegarvi perch&eacute; lo sono diventata io, nella speranza che gli stessi meccanismi di pensiero e di empatia funzionino anche in voi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forse pensate che sarebbe pi&ugrave; utile convincere i carnivori a diventare vegetariani, piuttosto. Ovviamente va fatto anche questo, e le facciamo ogni giorno con tante iniziative, ma qui, in questa lettera, voglio comunicare con voi, voi vegetariani, che gi&agrave; sentite, come me, orrore e rabbia al solo pensiero che un animale possa essere ucciso, angoscia e furore per gli allevamenti, i pescherecci, i macelli. Cos&igrave; possiamo ragionare su basi comuni. E questo &egrave; un compito altrettanto importante, perch&eacute; si tratta, anche in questo caso, di salvare delle vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io sono stata vegetariana per nove anni. Non vi spiego i motivi, perch&eacute; sono gli stessi vostri. Credevo che non sarei mai diventata vegana. Non &egrave; necessario, pensavo. Quello che voglio &egrave; non uccidere. E consumando latte e uova non si uccide nessuno. E' vero che c'&egrave; dello sfruttamento dietro gli allevamenti di galline ovaiole e mucche da latte. Ma il problema, allora, &egrave; cambiare i metodi di allevamento, di trattamento degli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non &egrave; la produzione <em>in s&eacute;</em> di latte e uova, il problema. E' il metodo. Quindi, in linea di principio, mangiare questi alimenti non &egrave; sbagliato. Perch&eacute;, comunque, non uccide. Devo dire che forse, anche fosse vero che il consumo di latte e uova non uccide gli animali, questo ragionamento non sarebbe stato molto valido, perch&eacute; occorre comunque dissociarsi e non contribuire allo sfruttamento, quando esiste. Ma questo &egrave; quel che pensavo, e ne ero convinta. Forse anche molti di voi ne sono convinti, e, per essere pi&ugrave; in linea coi propri principi, consumano solo uova di galline allevate a terra, o di piccole fattorie, e latte di allevamenti non intensivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo, purtroppo per gli animali, intendo, questo non basta, perch&eacute; c'&egrave; un problema in pi&ugrave;: non &egrave; "solo" una questione di sfruttamento. Ma di <strong>uccisione</strong>. Perch&eacute; anche il consumo di latte e uova implica, necessariamente, l'uccisione di animali. Non gli stessi individui che producono questi "alimenti" (o almeno, non subito), ma loro simili, i loro figli, che devono morire affinch&eacute; questa produzione sia possibile. E' matematicamente, statisticamente, economicamente <strong>impossibile</strong> produrre latte e uova senza uccidere un altissimo numero di animali. Vi spiegher&ograve; ora perch&eacute;. Per cui, alla fine, se avete scelto di essere vegetariani per <strong>non uccidere</strong> dovete, per lo stesso motivo, diventare vegani. Il motivo &egrave; identico, quindi &egrave; una decisione facile da prendere, perch&eacute; ci siete gi&agrave; passati una volta. Siete gi&agrave; convinti della sua validit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi concentro sul fatto dell'uccisione proprio per questo: si trattasse solo di sfruttamento, uno potrebbe sempre scegliere di usare prodotti di allevamenti non intensivi (il che significherebbe comunque, se si &egrave; coerenti, limitare molto il proprio consumo, renderlo minimale, perch&eacute; gli allevamenti non intensivi non possono certo fornire prodotti a tutta la popolazione della Terra, nella quantit&agrave; oggi considerata abituale). Ma si tratta invece di morte. E, come vegetariani per motivi etici, siete di sicuro gi&agrave; convinti che non sia lecito UCCIDERE gli animali. Perci&ograve;, punto su questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; produrre uova significa uccidere animali? Sentiamolo prima dalle parole di un allevatore di galline ovaiole. Vediamo qual &egrave; la realt&agrave;. I fatti, solo i fatti. E vediamo di tradurre questo esempio in una regola generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">MUCCA PAZZA: SOS SMALTIMENTO IN DISCARICA PER PULCINI MORTI (ANSA) - ASTI, 3 FEB 2001 - <em>Preoccupazione per lo smaltimento in discarica di quintali di pulcini morti, prima destinati alle industrie produttrici di farine animali, &egrave; espresso dagli allevatori dell'astigiano. L' SOS viene, in particolare, dall'azienda "Valversa" di Cocconato dove c'&egrave; il pi&ugrave; grande impianto italiano di incubatrici per pulcini. "Ogni settimana - spiega Valerio Costa, uno dei fratelli titolari dell'azienda - dalle nostre incubatrici nascono 260.000 pulcini. Circa met&agrave; sono femmine e vivono per diventare galline ovaiole, l'altra met&agrave; maschi e vengono uccisi". Ogni settimana, dunque, tra pulcini morti e gusci d'uova, circa 300 quintali di scarti riempiono almeno 2 autocarri che, fino a quindici giorni fa, erano destinati alle fabbriche per le farine animali a un costo di 30 lire al chilogrammo. Adesso il sindaco di Cocconato, Carlo Scagno, dopo aver sentito tutte le autorit&agrave; sanitarie regionali, ha emesso un'ordinanza che consente lo smaltimento nella discarica torinese di Basse di Stura per una spesa di circa 1.000 lire al chilo. "Non sappiamo - ha aggiunto il sindaco - fino a quando la discarica torinese potr&agrave; accogliere questi rifiuti speciali". D'altra parte "nell'azienda -  afferma Costa - si lavora a pieno regime. Bloccare le incubatrici che ogni 21 giorni fanno nascere oltre un milione di pulcini e bloccare l'allevamento di oltre 50 mila galline che producono uova per le incubatrici, sarebbe un disastro". (ANSA).</em></p>
</blockquote>
<p><em><br /></em></p>
<p>Che cosa si ricava da questo, in sostanza? Che, mediamente, al fine di far nascere una gallina ovaiola, un pulcino maschio viene ucciso. Nella maggior parte dei casi viene ucciso subito, tritato, soffocato, gasato. Questo &egrave; il caso pi&ugrave; "fortunato" per lui. In alcuni altri casi, vive qualche settimana per poi essere macellato come pollo. E questo vale ovviamente anche per le galline dei piccoli pollai a conduzione familiare o amatoriale. Anche per quelle galline che non finiranno mai macellate (come invece finiscono macellate quelle ovaiole degli allevamenti intensivi, in gabbia o a terra che siano, a fine carriera). Se in un pollaio ci sono anche solo cinque galline, da qualche parte saranno nate, no? Non ci sono di certo anche cinque galli, lo dice pure il proverbio... Al pi&ugrave;, un gallo. E gli altri quattro, che statisticamente devono essere nati per poter aver le cinque galline femmine? Uccisi. Da qualunque posto venissero le galline. Questa &egrave; solo logica, e statistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Veniamo al latte. Perch&eacute; la sua produzione comporta l'uccisione di animali (a parte le mucche da latte stesse, a fine carriera)?</p>
<p>Un esempio, dal mondo reale della produzione della mozzarella di bufala, una testimonianza di prima mano (apparsa in una mailing list a diffusione pubblica):</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>12 marzo 2002 - Il 12 di febbraio ultimo scorso, tornando a casa, ho intravisto una grande macchia scura sul bordo della strada. Avvicinandomi, ho visto che "la cosa"... era un bufalotto di alcuni giorni, ancora vivo. Devo dire che diverse volte negli anni mi &egrave; capitato di vedere carogne di bufalotti nei campi e lungo le strade, e ho sempre pensato che fossero morti di malattie perinatali. Ho segnalato il fatto all'autorit&agrave; competente che &egrave; intervenuta per rimuovere la carcassa. Ma questa volta non si trattava di un cadavere, era un animale vivo. Un bufalotto maschio, senza marca nell'orecchio, senza padrone. L'ho caricato in macchina e l'ho portato a casa. Ho chiamato subito il Servizio Veterinario il cui responsabile ha detto che posso tenerlo per farlo crescere, perch&eacute; probabilmente &egrave; stato abbandonato essendo un maschio. Allora i maschi vengono abbandonati? Si, mi &egrave; stato risposto, &egrave; l'abitudine in zona. Per legalizzarlo sono andata ai Carabinieri per fare la denuncia di "ritrovo". Anche il Comandante "sapeva": i maschi si uccidono, si lasciano lungo le strade, &egrave; "normale", non servono, non danno latte. Si parlava di soffocarli buttando la paglia in gola... Con il Servizio Veterinario abbiamo fatto i calcoli: circa 15.000 bufalotti maschi all'anno "non nascono" ufficialmente. Ma devono essere nati, perch&eacute; la natura procura l'equilibrio: nascono tanti maschi come femmine. E se sono iscritti 40.000 bufali femmina devono essere minimo 15.000 i maschi che "spariscono". Ho sentito di altri "metodi" di uccisione: la maggior parte degli allevatori semplicemente lascia morire di fame i neonati, cio&egrave; li allontanano dalla mamma subito dopo il parto e non danno pi&ugrave; attenzione. Muoiono! Basta! Ci sono quelli che li sotterrano vivi e ci sono quelli che li buttano nella fossa del letame. Qualche allevatore locale cresce i bufali maschi per la carne. Una percentuale molto bassa. Per il resto, per continuare a produrre mozzarella di bufala si dovrebbe organizzare una raccolta dei piccoli appena nati per portarli ai macelli. </em></p>
</blockquote>
<p><em><br /></em></p>
<p>Al di l&agrave; dell'esempio specifico, per far produrre latte alla mucca occorre farle partorire un vitellino. Uno ogni anno, o ogni due, in ogni caso, se il vitellino &egrave; maschio non potr&agrave; vivere come "mucca da latte", perci&ograve; vivr&agrave; qualche mese e poi verr&agrave; macellato. I bufaletti fanno la stessa fine dei pulcini, ammazzati, o lasciati morire, appena nati. I vitellini invece vengono abitualmente mangiati, perci&ograve; vivono qualche mese per mettere su carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, non &egrave; pensabile che possano essere mantenuti "a sbafo" animali improduttivi (i maschi). Anche nei piccoli allevamenti. Significherebbe raddoppiare i costi. E se mai gli allevatori e i consumatori diventassero cos&igrave; (e comunque ADESSO non lo sono e quindi ADESSO latte e uova implicano morte) tanto sensibili al benessere degli animali da consentire agli animali maschi di vivere... credete davvero che non sarebbe pi&ugrave; probabile che si arrivasse invece a una semplice rinuncia a quella <strong>piccolissima</strong> quantit&agrave; di prodotti animali che allevamenti di questo genere consentirebbero di ottenere?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi sembra cos&igrave; dimostrata, in termini logici, e in termini empatici (con i due esempi sopra riportati, che non possono non far inorridire un vegetariano), la necessit&agrave; di diventare vegani. Il perch&eacute; queste ragioni non siano immediatamente visibili non lo so, io stessa ci ho messo nove anni a rendermene conto. E ora sono vegana da cinque anni. Una volta scoperti i motivi, quale pu&ograve; essere la remora a diventare vegani? Solo qualche problema pratico in pi&ugrave;. Maggiore difficolt&agrave; nel mangiare fuori casa. Minore scelta di cibi, e quindi qualche dubbio sul "ma cosa posso mangiare???"</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perplessit&agrave; sull'aspetto salutistico no, perch&eacute; &egrave; noto che latte e uova di certo non fanno bene, anzi. Piuttosto, il non voler rinunciare alla mozzarella cos&igrave; buona o all'omelette alle verdure. Per&ograve;... ci siamo gi&agrave; passati una volta, nella transizione da carnivori a vegetariani. E ce l'abbiamo fatta. Possiamo farcela anche questa volta. Dopotutto, questi sono gli stessi motivi che adducono i carnivori nel non voler diventare vegetariani. E noi, da vegetariani, non li accettiamo, vero?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attenzione: &egrave; vero che facciamo gi&agrave; molto come vegetariani, e non possiamo essere perfetti, che non ridurremo mai a zero il nostro impatto negativo sul mondo e sugli animali, per&ograve;... queste non possono essere delle ragioni per non fare il pi&ugrave; possibile il prima possibile. Una volta che ci rendiamo conto del perch&eacute; sia giusto e necessario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Datevi tempo. Ma iniziate a pensarci. Grazie.</p>
<p style="text-align: right;">di Marina Berati - www.veganhome.it</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Truffe on line ai danni dei randagi</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=631&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>﻿<span><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100616cani-in-canile-qz.jpg" alt="" width="220" height="212" />Castellammare (NA). Truffe on line ai danni dei  randagi, fra traffici internazionali e false adozioni. Lo riporta Il  Mattino. <strong>La denuncia &egrave; dell</strong></span>'<span><strong>associazione animalista che da mesi  sta raccogliendo segnalazioni di persone del territorio, contattate,  anche sul social network Facebook, da pseudo-animalisti di varie parti  d</strong></span>'<span><strong>Italia.</strong> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Pronti a pubblicare foto e video commoventi pur di  convincere adolescenti e famiglie sullo stato di salute degli animali  senza padrone affidati fuori citt&agrave; o recuperati per strada. <strong>Enti  fittizi, che a detta dei volontari dell</strong></span>'<span><strong>Adda, speculano sulle  situazioni preoccupanti</strong> come quella che da tempo riguarda il  territorio della provincia di Napoli che fra episodi di intolleranza e  mattanze, non ultima quella di qualche mese fa sui boschi di Quisisana  (quattro cani colpiti con l</span>'<span>ascia e dopo qualche settimana anche a  Pimonte) ha raggiunto il record italiano dall</span>'<span>inizio dell</span>'<span>anno. <br /> <br /> <strong>&laquo;Il fenomeno del randagismo non solo &egrave; ormai un cancro nella  nostra citt&agrave; - spiega Rosaria Boccaccini, presidente dell</strong></span>'<span><strong>associazione a  difesa dei quattro zampe - ma &egrave; diventata un</strong></span>'<span><strong>ottima occasione per  simil-associazioni o animalisti fittizi</strong> che riescono ad  adescare minori ed adulti in iniziative di raccolte fondi o di viaggi  della speranza per inviare povere bestioline dei vari quartieri oltre  Regione senza certezze sulla loro condizione futura. Una situazione  allarmante - aggiunge la portavoce dell</span>'<span>ente che ha gi&agrave; incontrato il  sindaco Luigi Bobbio - che merita attenzione da parte di tutti per  frenare atteggiamenti illegali o storie allucinanti, inserendo queste  persone in una sorta di black list per evitare brutte sorprese. <strong>Perci&ograve;  come volontari - conclude la Boccaccini - ribadiamo che per  affidamenti, adozioni, raccolte fondi, bisogna affidarsi a enti  riconosciuti e di provata onest&agrave;&raquo;.</strong></span></p>
<p style="text-align: right;">fonte QZlife</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La Zoomafia 2010 in Italia, rapporto choc della Lav</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=630&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Tra combattimenti clandestini e  giubbotti  in pelle di procione, ecco la situazione dello sfruttamento animale nel  nostro Paese.</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>U<img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1636" alt="" width="220" />n giro d'affari da <strong>circa 3  miliardi di euro nel solo 2009</strong>: questa &egrave; la cifra scioccante  che emerge dal <strong><em>&ldquo;Rapporto Zoomafia 2010&rdquo;della LAV,</em></strong> che ha analizzato lo sfruttamento illegale di animali ad opera della  criminalit&agrave; nel 2009. Il bilancio della lotta alle zoomafie risulta incerto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se gli  interventi contro le corse di cavalli clandestine sono calati  drasticamente, nonostante il fenomeno sia in continua crescita, buone  notizie arrivano invece &nbsp;dal fronte della lotta <strong>all</strong>'<strong>importazione  illegale di cuccioli dall</strong>'<strong>Est</strong>. In 15 mesi sono stati infatti  sequestrati 886 cuccioli e denunciate 41 persone, tra trasportatori,  allevatori e commercianti.Stabile invece il business legato alla  gestione di<strong> canili &ldquo;illegali&rdquo;</strong> (strutture spesso  sovraffollate e inadeguate sotto l'aspetto igienico sanitario e  strutturale) cos&igrave; come il <strong>business sui randagi</strong>, che  garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno  ai 500 milioni di euro l'anno, grazie a convenzioni con le  amministrazioni locali per la gestione dei canili.  &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Desta grande preoccupazione la cosiddetta <strong>&ldquo;Cupola del  Bestiame&rdquo;</strong>, che tra furto di animali da allevamento e la  commercializzazione di carni e derivati provenienti da animali  malati,&nbsp;fattura circa 400 milioni di euro l'anno. Nel 2009 i Nas hanno  sequestrato 38mila tonnellate di alimenti tra cui <strong>carne invasa  da parassiti</strong>; formaggi e latte scaduti pronti per essere  riciclati, o prodotti con latte proveniente da animali affetti da  brucellosi; salumi scaduti, rietichettati e venduti come prodotti  tipici; false uova biologiche. Sequestrate anche oltre 200mila uova a  rischio salmonella. Particolarmente inquietante sono i fenomeni di  collusione: solo nel 2009 sono stati <strong>11 i veterinari denunciati</strong>,  di cui 4 arrestati nel corso di varie inchieste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda il rischio di estinzione delle specie rare  l'ultima minaccia arriva dal web. Ogni giorno su <strong>Internet </strong>vengono  scambiati migliaia di esemplari appartenenti a specie selvatiche e  prodotti proibiti derivati da animali protetti. Leoni, tigri, bertucce,  macachi, testuggini, boa constrictor, lince rossa, tartaruga  azzannatrice,&nbsp; varano del Nilo, volpe del deserto, ma anche accessori  realizzati con pelle di pitone delle rocce, monili in avorio, giubbotti  di pelle di procione, cinture in pelle di coccodrillo, <strong>pelli di  varano del Bengala, conchiglie rare, uccelli morti, caviale</strong>:  questo lo strano repertorio di animali vivi, prodotti ricavati da  animali e parti di essi sequestrati nel nostro Paese nel 2009.  &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fenomeno della <strong>cinomachia </strong>(lotta tra cani)  risulta in calo nel 2009, ma si registrano molti casi di combattimenti  tra animali mai sfruttati prima a questo scopo. Preoccupano anche i  numerosi <strong>filmati cruenti riguardanti </strong>animali che  circolano nella rete. E' stato addirittura denunciato, e successivamente  chiuso, un social network chiamato &ldquo;S&igrave; al combattimento tra cani&rdquo;, in  cui i membri consideravano questa pratica disumana una sorta di sport  estremo. Aumentano inoltre i casi di <strong>animali sfruttati a scopo  intimidatorio</strong>: cani aizzati contro persone o per commettere  rapine, galline sgozzate e addirittura il surreale caso di un  coccodrillo usato da un boss&nbsp;mafioso per spaventare i propri rivali. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Continua infine il <strong>saccheggio dei mari</strong> da parte  delle organizzazioni mafiose attraverso il traffico di datteri di mare o  di ricci destinati alla ristorazione. Numerosissimi anche i casi di  vendita fraudolenta e violazione delle norme igieniche: pesce  decongelato venduto come fresco, carne di squalo spacciata per pesce  spada e addirittura il caso di un venditore ambulante che per sfuggire  ai controlli nascondeva le cozze nel cassonetto dell'immondizia.</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
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<title>La BP arriva nel Mediterraneo</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=629&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">E mentre Obama lancia appelli per  un&rsquo;America ecososostenibile parlando della conversione delle fonti di  energia, la BP indisturbata allarga il suo dominio e arriva nel  Mediterraneo. Gli appelli per gli U.S.A. non  bastano. Non accontentano chi capisce che le colpe e i danni delle compagnie  petrolifere non si limitano a eventi come la fuoriuscita di greggio nel  golfo del Messico, ma sono perpetrati ogni giorno.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Giornalettismo.com</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="EstrazionePetrolio" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/EstrazionePetrolio.jpg" alt="EstrazionePetrolio" width="220" height="165" />Sarebbe di queste  ultime ore la notizia, profondamente sconcertante, secondo cui la Bp,  la compagnia petrolifera che ha causato il pi&ugrave; grande disastro ecologico  che la storia recente ricordi, avrebbe firmato un nuovo accordo con la  Libia per iniziare delle trivellazioni nel Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un dirigente del governo di Gheddafi,  infatti, avrebbe da poco confermato che l&rsquo;accordo tra la British  Petroleum e la Libia &egrave; stato gi&agrave; chiuso e che lo sfruttamento della  costa meridionale del Mediterraneo inizier&agrave; a breve.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto mentre nel Golfo del Messico  l&rsquo;orribile marea nera &egrave; ancora sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, il pensiero di un  ecosistema distrutto non ha sfiorato nemmeno per un attimo il Capo della  Compagnia Petrolifera Nazionale Libica, Shokri Ganhem che, anzi, ha  affermato che il disastro in Luoisiana servir&agrave; alla Bp per imparare dai  propri errori.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Wall Street Journal, la Bp  avr&agrave; il via libera per scandagliare e ricercare il petrolio nella  bellezza di almeno cinquantamila chilometri quadrati di area marina.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Bill Farren-Price,  amministratore delegato di un&rsquo; agenzia indipendente di consulenza e  valutazione in affari petroliferi (la Petroleum Policy Intelligence), la  Libia non si tirer&agrave; indietro e non si far&agrave; influenzare dalla catastrofe  avvenuta nel Golfo perch&eacute; vuole incrementare la sua produzione di  petrolio, arrivando ad almeno 3 milioni di barili di greggio al giorno. A  riprova di come la fame di oro nero sia capace di svelare palesemente  il menefreghismo dei potenti verso la salute del Pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, ora viene il bello (si fa per  dire), in base agli accordi stipulati, qualunque cosa dovesse succedere  (cio&egrave; per intenderci un altro incidente stile Louisiana) Bp dovr&agrave;  rispondere solo a Gheddafi. In poche parole l&rsquo;unico che potrebbe esigere  la riparazione di eventuali danni al nostro mare &egrave; quello che ha voluto  pi&ugrave; di tutti questo accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di tutto questo, e alla luce  di tutto ci&ograve; che la redazione ha scoperto riguardo la British Petroleum,  (in primis il suo essere responsabile di altri disastri ambientali per  non aver rispettato le dovute misure di sicurezza) l&rsquo;indignazione e la  rabbia di un nuovo accordo tra questa compagnia petrolifera e la Libia  (accordo che appunto porter&agrave; la Bp a scavare nel nostro Mediterraneo)  lascia il posto a un senso di inquietudine profonda che risiede in  alcune, ovvie, domande che noi della redazione (ma lo stesso non pu&ograve; che  verificarsi anche per i nostri lettori) ci siamo posti non appena ci &egrave;  giunta la notizia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come &egrave; possibile che la Bp, responsabile  dell&rsquo;enorme tragedia del Golfo, abbia ancora la possibilit&agrave; di  trivellare?</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a un disastro non ancora  risolto, (e che &egrave; ancora l&igrave; che grida vendetta), come &egrave; possibile che la  British Petroleum sia gi&agrave; riuscita a sistemare tutte le misure di  sicurezza dei suoi impianti?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto: perch&eacute; nessuno  interviene per impedire a questa compagnia di commettere altri disastri?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto meno che vengano fatti i  dovuti controlli: al momento, infatti, non vi &egrave; in giro alcuna notizia  in merito a nuove misure di sicurezza adottate da Bp.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come pu&ograve;, una compagnia petrolifera,  avere tutto questo potere?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di trovare le risposte a  questi interrogativi, il nostro lavoro continuer&agrave; a seguire,  costantemente, le operazioni della British Petroleum, dovesse finire  anche in capo al mondo.</p>
<p style="text-align: right;">da <a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">www.laboratorioantispecista.org</a></p></p>]]>
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<title>Nazisti e animalisti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=627&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.animalstation.it/images/hitler_cane.jpg" alt="" width="220" height="231" />Spesso alcuni (e non pochi, anzi  piuttosto numerosi per la verit&agrave;) individui particolarmente aggrappati a  radicate concezioni speciste-antropocentriche, nel penoso tentativo di  attaccare l'ideologia animalista in mancanza evidente di argomenti  validi e razionali, accostano, con un senso misto di preoccupazione e  benevolenza (condito sempre con una buona dose di buonismo e ipocrita  filantropia), il movimento animalista, notoriamente fondato su principi  di non violenza, a ideologie e figure storiche drammaticamente note  nella storia dell'uomo. In particolare, si &egrave; notato che uno degli  accostamenti che riesce meglio, e di certo il pi&ugrave; efficace, &egrave; quello con  l'ideologia nazista, con gli esponenti pi&ugrave; noti del regime e, in  particolare, con la massima figura rappresentativa del movimento  nazista: Adolf Hitler.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo tipo di paralleli tra  animalisti e nazisti avrebbero lo scopo implicito di portare a credere  che l'ideologia animalista sia pericolosa per l'uomo, che sia fondata su  un atteggiamento anti-umano, che miri all'estinzione della specie umana  e altre simili amenit&agrave;. Basterebbe invece sfogliare qualche testo di  filosofia sui diritti animali per capire che l'ideologia animalista non &egrave;  rivolta ai soli animali non umani, ma &egrave; basata su una pi&ugrave; ampia forma  di rispetto verso la vita in generale, uomo compreso. L'ideologia  animalista non mira a porre l'uomo al livello dell'animale cos&igrave; come  oggi quest'ultimo &egrave; generalmente considerato, ma ad elevare l'animale al  livello dell'uomo sul piano dei diritti fondamentali: il diritto alla  libert&agrave;, il diritto al benessere e il diritto  alla vita. Esattamente il contrario di ci&ograve; che da sempre hanno fatto e  continuano a fare i regimi dittatoriali e i gruppi dominanti di ogni  momento storico, che pongono l'uomo al livello dell'animale per renderne  la morte pi&ugrave; giustificabile e meno opprimente, dal momento che  l'animale &egrave;, appunto, ritenuto privo di diritti, valore e dignit&agrave;.  Riconoscere invece un ruolo diverso e pi&ugrave; dignitoso all'animale  all'interno della nostra societ&agrave;, significherebbe anche privare l'uomo  di tali scusanti sociologiche di supporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i sostenitori di queste  bizzarre analogie tra animalisti e nazisti troviamo naturalmente  numerosi individui che dello sfruttamento animale ne hanno fatto il  punto centrale della propria vita come fonte di lauti guadagni, e  particolarmente entusiasti si rivelano coloro che dell'animale ne hanno  fatto un divertimento personale, ovvero i cacciatori, notoriamente un  gruppo sociale che non gode di ampia fama come uomini di grande cultura.  E' interessante osservare che tali fantasiose &ldquo;tesi&rdquo; non trovano spazio  solo davanti a tavolini d'osteria (tanto frequentati di buon mattino  dagli appassionati della caccia prima di dedicarsi al loro hobby  preferito), non solo invadono discussioni su forum, non solo trovano  spazio su giornali in forma di lettera di un lettore (come nel noto caso  del cacciatore Fabrizio Bonuccelli, insolito frequente ospite tra le  pagine de Il Tirreno) o nel corso di interviste (come nel caso dell'ex  sindaco-macellaio di Bologna Giorgio Guazzaloca sulle pagine di  Panorama), ma appaiono anche in maniera del tutto ufficiale come  articoli su siti web dedicati a questi individui. A solo titolo di  esempio, invito a consultare questo articolo (da un sito dall'innocente  nome: EArmi.it &ndash; Enciclopedia delle armi): <a href="http://www.earmi.it/varie/verde.htm" target="_blank"><em>L</em>'<em>Antesignano  dei verdi</em></a>, dove pare che Hitler (che sicuramente avrebbe molto  apprezzato un'enciclopedia delle armi&hellip;), durante delle conversazioni  tenute a tavola, abbia condannato duramente la caccia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una prima obiezione piuttosto  elementare a tali affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna  importanza se ad esempio Hitler fosse stato vegetariano. Potremmo  obiettare che Stalin era carnivoro. E dovremmo forse chiudere tutte le  gallerie d'arte per via della passione di Hitler per la pittura?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Hitler  era vegetariano </strong></span><br /> Iniziamo con l'affrontare la pi&ugrave; delirante di queste congetture: Hitler  era vegetariano, e come tale promuoveva il vegetarianismo tra il proprio  regime e la popolazione. Ma basterebbe sfogliare qualche libro di  storia o una biografia di Hitler per rendersi conto del livello di una  simile affermazione. Hitler non era vegetariano.  Furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le  condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne:  soffriva di disturbi digestivi e di occasionali dolori allo stomaco che  lo avevano afflitto fin dall'adolescenza, ma anche di eccessiva  flatulenza e di forte sudorazione. Hitler tuttavia non rinunci&ograve; mai  completamente ai suoi piatti di carne preferiti, specialmente le  salsicce bavaresi, i fegatini e la selvaggina farcita e arrostita (a tal  proposito, &egrave; curioso notare che Hitler, come si legge nell'articolo  sopra citato, parli duramente della caccia durante pranzi e cene e, nel  frattempo, mangi selvaggina&hellip;). Il  Professor Rynn Berry ha recensito <em>The Heretics Feast</em> (un libro  che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole:</p>
<blockquote>
<p>Mentre &egrave; vero che i medici di Hitler gli prescrissero  una dieta vegetariana per curarne la flatulenza e un disturbo cronico  dello stomaco, diversi tra i suoi biografi, come Albert Speer, Robert  Payne, John Toland e altri, riportano la sua predilezione per salse a  base di carne e carni trattate. Anche Spencer sostiene che Hitler  divenne vegetariano soltanto a partire dal 1931: &ldquo;Si potrebbe affermare  che dal 1931 segu&igrave; una dieta vegetariana, ma la trasgrediva in alcune  occasioni&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Quali che  fossero le sue preferenze alimentari, Hitler dimostr&ograve; comunque scarsa  simpatia per la causa vegetariana in Germania. Quando sal&igrave; al potere nel  1933, band&igrave; tutte le associazioni vegetariane, ne arrest&ograve; i dirigenti e  chiuse le principali riviste sull'argomento pubblicate a Francoforte.  Inoltre la politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo presso la  popolazione. Il fatto che questa sana alimentazione non sia stata  incoraggiata da parte di un leader che rinforz&ograve; rigorosamente altre  politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e  l'inquinamento o come le misure a tutela delle donne in gravidanza e  delle partorienti, &egrave; abbastanza significativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La persecuzione nazista  costrinse i vegetariani, una piccolissima minoranza in una nazione di  forti carnivori, a lasciare il paese o a entrare in clandestinit&agrave;. Un  pacifista e vegetariano tedesco, Edgar Kupfer-Koberwitz, fugg&igrave; a Parigi e  poi in Italia, dove fu arrestato dalla Gestapo e spedito al campo di  concentramento di Dachau. Durante la guerra, inoltre, la Germania  nazista band&igrave; tutte le organizzazioni vegetariane nei territori  occupati, anche se un'alimentazione vegetariana avrebbe potuto  contribuire ad alleviare la penuria di cibo del tempo di guerra.</p>
<p>Secondo lo storico Robert  Payne, il mito del rigido vegetarismo di Hitler fu soprattutto opera del  ministro della Propaganda della Germania nazista, Joseph Goebbels:</p>
<blockquote>
<p>L'ascetismo gioc&ograve; un ruolo  importante nell'immagine che di s&egrave; Hitler diffondeva nell'intera  Germania. Secondo la leggenda, a cui molti danno credito, Hitler non  fumava, non beveva, n&egrave; mangiava carne, n&egrave; aveva niente a che fare con le  donne. Solo la prima cosa era vera. Beveva spesso birra e vino  diluito, aveva una speciale passione per le salsicce bavaresi, e aveva  un'amante, Eva Braun, che viveva tranquillamente con lui al Berghof.  Ebbe anche altre storie discrete. Il suo  ascetismo era un'invenzione di Goebbels per esaltare la sua totale  dedizione, il suo autocontrollo, la distanza che lo separava dagli altri  uomini. Con questa plateale dimostrazione di ascetismo, Hitler poteva  rivendicare di essere completamente dedito al servizio del suo popolo.</p>
</blockquote>
<p>Goebbels  vide nei consigli medici al Fuhrer riguardo la sua dieta una buona idea  per spingere il pubblico a considerare Hitler come un santo, come il  vegetariano (poi vegano) - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In  realt&agrave;, Gandhi fu l'esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i  medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo  di carne. Mentre Gandhi rifiut&ograve;, Hitler si lamentava delle prescrizioni  dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse  ravioli al rag&ugrave;. Hitler nutriva inoltre  una radicale avversione per la filosofia vegetariana non violenta, e si  faceva beffe di Gandhi. Secondo la sua convinzione di fondo, la Natura  era dominata dalla legge del pi&ugrave; forte. Voleva che i giovani tedeschi  fossero brutali, autoritari, impavidi e crudeli. Afferm&ograve; che &laquo;nei loro  occhi deve di nuovo risplendere la luce della libera e meravigliosa  bestia predatrice&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>I  nazisti amavano gli animali</strong></span><br /> Un'altra trovata originale dei &ldquo;partigiani anti-animalisti&rdquo; &egrave; quella di  accostare al movimento animalista un superbo amore che il regime  nazista, specie nelle sfere pi&ugrave; alte del potere, avrebbe provato verso  gli animali, chiarendo in tal modo come l'amore per un animale sia segno  di degenerazione mentale. In questo caso ci si domanda se tali  affermazioni provengano da un concetto perverso di amore per gli  animali, il che non &egrave; da escludere, considerando che il cacciatore si  autoproclama spesso come &ldquo;amante degli animali&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hitler &ldquo;amava&rdquo; i cani, specialmente  i pastori tedeschi (considerava i boxer &ldquo;degenerati&rdquo;) e gli piaceva  controllarli e dominarli. Spesso portava con s&eacute; un frustino per cani e  qualche volta lo usava per picchiare il suo cane nello stesso modo  morboso con cui lo usava suo padre per picchiare il proprio cane. Nel  quartier generale del Fuhrer, durante la seconda guerra mondiale, la  femmina di pastore tedesco di Hitler, Blondi, gli offr&igrave; la cosa pi&ugrave;  vicina all'amicizia che egli avesse mai avuto. &laquo;Ma con i suoi cani, cos&igrave;  come con ogni essere umano con cui venisse a contatto&raquo;, scrive Ian  Kershaw, &laquo;qualsiasi relazione era basata sulla subordinazione al suo  dominio&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presunta passione di Hitler e  di altri capi nazisti per gli animali, specialmente per i loro cani, &egrave;  stata analizzata da Max Horkheimer e Theodor Adorno. Per certe  personalit&agrave; autoritarie, scrivono, l' &ldquo;amore per gli animali&rdquo; &egrave; parte  del loro modo di intimidire gli altri. Quando i magnati dell'industria e  i capi fascisti vogliono avere animali domestici, scelgono sempre  animali dall'aspetto intimidatorio, come alani e leoncini, per avere  ulteriore potere attraverso il terrore che questi ispirano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I soldati  tedeschi addestravano i loro cani ad aggredire i prigionieri usando  fruste di cuoio (le stesse che poi usavano sugli uomini). In ogni caso  ai tedeschi non piacevano tutti i cani, ma solo i <em>loro </em>cani.  Come spiega Boria Sax, &ldquo;un cane &ldquo;ebreo&rdquo; poteva essere preso a fucilate,  ma un cane &ldquo;tedesco&rdquo; era trattato con tutti i riguardi&rdquo;. Quando i  tedeschi invasero l'Austria uccisero tutti i cani che trovarono nelle  case degli ebrei in quanto &ldquo;cani ebrei&rdquo; e per la stessa ragione uccisero  i cani incontrati nel ghetto di Varsavia. Qualche volta non era  necessario che i cani fossero &ldquo;ebrei&rdquo; perch&eacute; fossero uccisi: durante  l'occupazione di Rotterdam, se un cane abbaiava ad una pattuglia  tedesca, l'ufficiale in servizio lo uccideva immediatamente e ne  arrestava il proprietario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre questo  &ldquo;amore&rdquo; per i cani, l'ideologia nazista non sembrava certo essere cos&igrave;  benevola verso gli altri animali. Sebbene lo scopo dei campi di  concentramento fosse l'eliminazione degli esseri umani, tali campi  operavano in un pi&ugrave; ampio contesto sociale di sfruttamento e uccisione  degli animali. Auschwitz possedeva un proprio macello e un proprio  negozio di macelleria, ma anche gli altri campi di sterminio rifornivano  con grandi quantit&agrave; di carni il proprio personale. Sobibor aveva una  stalla per bovini, un porcile e un pollaio situati nelle vicinanze del  tunnel che portava gli ebrei alle camere a gas; Treblinka disponeva di  una stalla, di un porcile e di un pollaio dislocati in prossimit&agrave;  dell'accampamento delle forze austriache ucraine. A Treblinka inoltre  c'era addirittura uno zoo (come vengono chiamate eufemisticamente le  prigioni per animali).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sparare agli  animali era un passatempo assai popolare tra i membri delle squadre  operative e il personale dei campi di sterminio. Molti di coloro che  trascorrevano le ore di lavoro uccidendo esseri umani, amavano impiegare  il tempo libero uccidendo animali. Nel diario di Felix Landau si legge:  &ldquo;Oggi gli uomini hanno avuto un giorno libero, alcuni di loro sono  andati a caccia&rdquo;. Alcuni membri del 25&deg; Reggimento di polizia subirono  una reprimenda per aver cacciato illegalmente cinghiali. In una lettera  indirizzata alla famiglia a proposito di una battuta di caccia appena  conclusa, Eduard Wirth, uno dei medici delle SS ad Auschwitz, raccontava  a sua moglie di aver sparato a sei conigli e di averne tenuto uno per  lei (&ldquo;Tu, mia adorata, lo avrai domani&rdquo;).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>I  nazisti erano antivivisezionisti</strong></span><br /> Naturalmente, anche i pi&ugrave; fantasiosi sostenitori della vivisezione non  potevano trovare migliore argomento per confondere e spaventare  l'opinione pubblica. Partendo dal presupposto precedente (ovvero che i  nazisti amavano gli animali) il vivisezionista di turno sostiene che in  virt&ugrave; di questa degenerazione dell'essere umano (l'amore per gli  animali) i medici delle SS si rifiutavano si sperimentare sugli animali  prediligendo esseri umani. Questa originale conclusione &egrave; di norma la  conseguenza della domanda retorica: &laquo;Se non sperimentiamo sugli animali,  dovremmo sperimentare sugli umani?&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa  bizzarra concatenazione di idee nasce da una profonda ed evidente  ignoranza, prima di tutto nei concetti dell'antivivisezionismo stesso,  sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista etico. E'  chiaro infatti che l'antivivisezionismo mira ad abolire l'uso degli  animali nella sperimentazione, ma chiaramente non con l'obiettivo di  sostituire l'animale con l'uomo: questo &egrave; assurdo e ridicolo. In primo  luogo, gi&agrave; oggi, alla sperimentazione animale segue (appunto perch&eacute; lo  studio dell'animale non fornisce dati attendibili) la sperimentazione su  esseri umani (che quindi fungono da vere cavie, dato che i risultati  ottenuti sull'animale non hanno alcun valore). In secondo luogo, il  movimento scientifico antivivisezionista spinge per l'investimento (sia  in termini di denaro che in termini di lavoro umano) verso metodologie  innovative che non richiedano l'uso di animali (come gi&agrave; ce ne sono  molte oggi), cercando nel contempo di dirigere l'attenzione verso pi&ugrave;  mirati e attenti studi clinici ed epidemiologici e riducendo gli  esperimenti allo stretto necessario (oggi, nel campo della ricerca, c'&egrave;  un forte abuso di esperimenti di dubbio valore). Dal punto di vista  etico invece l'antivivisezionismo si batte non solo contro l'uso di  animali nella sperimentazione, ma contro l'uso stesso di esseri viventi,  umani o non umani. Da ci&ograve; risulta chiaro che se i medici delle SS  fossero stati davvero dei convinti e coerenti antivivisezionisti, non  avrebbero mai pensato di usare esseri umani nei propri laboratori. In  realt&agrave;, giunsero a questa conclusione proprio perch&eacute; profondamente  convinti del metodo vivisezionista (fondato sull'uso di individui vivi  per esperimenti), per cui, non appena ne ebbero la possibilit&agrave;, non si  fecero scrupoli ad usare (oltre agli animali, come vedremo) anche esseri  umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nazisti,  in effetti, vararono una presunta legge antivivisezionista, nel 1933. La  rivista medica inglese Lancet la recens&igrave; nel 1934, ammonendo per&ograve; gli  antivivisezionisti a non celebrarla, perch&eacute; questa legge nazista non  differiva affatto da una legge inglese risalente al 1876, che all'epoca  ancora regolamentava alcuni esperimenti su animali, ma non li vietava affatto. In realt&agrave;, in Germania,  non appena venne al potere Hitler, gli antivivisezionisti si  affrettarono a chiedergli l'abolizione della vivisezione con un tratto  di penna: Hitler si consult&ograve; con i suoi esperti medici, i quali  risposero che l'abolizione sarebbe stata una pazzia. Pochi anni dopo,  quegli stessi medici gli consigliarono di dare inizio alla  sperimentazione umana nei campi di concentramento.</p>
<p>Esistono in  ogni caso prove schiaccianti di come i medici nazisti continuarono a  condurre su animali un'enorme quantit&agrave; di esperimenti. In <em>The Dark  Face of Science</em>, di John Vyvyan, possiamo ad esempio leggere che  &ldquo;gli esperimenti condotti sui prigionieri furono molti e di diversa  natura, ma avevano tutti una caratteristica in comune: ciascuno  rappresentava una continuazione di esperimenti condotti su animali, o ne  era complementare. Per ogni esperimento, veniva citata in evidenza la  letteratura [vivisezionista] antecedente e nei campi di concentramento  di Buchenvald e Auschwitz vennero portati avanti esperimenti  simultaneamente su umani e animali, come parte di un unico programma&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interessante  notare che la sperimentazione sugli esseri umani non era pratica  consueta solo dei medici delle SS &ldquo;amanti degli animali&rdquo;, ma permeava  l'intero campo della ricerca medica, comprese le industrie  farmaceutiche. Il dogma della vivisezione, inculcato (allora come oggi)  durante gli studi universitari, present&ograve; ai ricercatori dell'epoca come  del tutto naturale passare dalla sperimentazione sugli animali alla  sperimentazione sugli umani. Da passaggi di lettere appartenenti agli  atti del processo di Norimberga, indirizzate dalla pi&ugrave; grande impresa  chimico-farmaceutica tedesca, la IG Farbenindustrie, alla direzione del  lager di Auschwitz durante la seconda Guerra mondiale, leggiamo:</p>
<blockquote>
<p>Per esperimenti con un nuovo  sonnifero Vi saremmo grati se ci poteste fornire un certo numero di  donne [...].</p>
<p>Troviamo esagerato il prezzo di 200  marchi per donna. Vi proponiamo un prezzo massimo di 170 marchi. Ce ne  servono circa 150.</p>
<p>Le 150 donne sono arrivate. Sebbene  il loro stato di salute sia alquanto precario, abbiamo deciso di  considerarlo sufficiente. Vi terremo informati in merito ai nostri  esperimenti.</p>
<p>Gli esperimenti sono stati  compiuti. Tutte le partecipanti sono decedute. Tra breve vi scriveremo  in merito a una nuova fornitura.</p>
</blockquote>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Fascisti e  cacciatori</strong></span><br /> Cos&igrave;, accade che nella foga di trovare fantasiosi nessi tra nazisti e  animalisti, a questi impavidi salvatori dell'umanit&agrave; sfugga ci&ograve; che pu&ograve;  scrivere una rivista dedicata a loro stessi, come una pubblicazione  specializzata sull' &ldquo;antica arte&rdquo; della caccia. L'articolo che di  seguito riporto compare sul sito della rivista <em><a href="http://diana.edolimpia.it/" target="_blank">Diana &ndash; La caccia la  natura</a></em> (anche i titoli di queste riviste sono colme di ironia).  Si parla non del caro zio Adolf, ma di un suo vecchio compagno di  giochi, Benito Mussolini, meglio noto come <em>Il Duce</em>.</p>
<blockquote>
<p>Cento  anni di Diana: <em>per forza o  per amore</em><br /> L'Italia &egrave; ormai nel pieno di quello che in seguito verr&agrave; definito  Ventennio e tutto deve concorrere alla esaltazione e alla diffusione  delle idee propugnate dal Regime. Per capirlo basterebbe la copertina di  Diana [...] <em>dedicata</em> a Benito Mussolini e alla frase da lui  pronunciata davanti a settecento cacciatori provenienti da Bari <em>per  rendergli omaggio</em>, preludio dell'altra, ben pi&ugrave; numerosa - anzi  &ldquo;oceanica&rdquo;, per usare un termine caro alla retorica dell'epoca - adunata  che si terr&agrave; nel 1932 e vedr&agrave; ben 15.000 cacciatori invadere Piazza  Venezia, consueto teatro di questo genere di spettacoli. Come gi&agrave; fatto  rilevare anche in altre occasioni, <em>il fascismo non poteva lasciarsi  scappare l</em>'<em>occasione di prendere sotto la propria ala una attivit&agrave; come  quella venatoria</em> che vedeva portare avanti da chi la praticava sia  un sano esercizio fisico - un'altra delle velleit&agrave; del Regime - sia <em>la  preparazione all</em>'<em>uso delle armi</em>, propedeutica ad un impiego  militare gi&agrave; tristemente nei programmi.  Intanto il Duce, dichiarandosi  anch'esso <em>appassionato dell</em>'<em>ars venandi</em> [della caccia, NdR] ha  soppiantato come primo cacciatore d'Italia la figura del Re  nell'iconografia nazionale, mettendo sempre pi&ugrave; sullo sfondo, anche in  questo tutto sommato marginale campo, la Monarchia. Sempre nel 1931  nasce anche la <em>Federazione Nazionale</em><em> Fascista dei  Cacciatori</em>, ulteriore esempio del controllo esercitato dal fascismo  su ogni aspetto della vita dei cittadini. Restando nello stretto campo  editoriale, Diana intanto cambia formato, testata e cadenza, divenendo  quindicinale. Le cacce trattate vedono sempre pi&ugrave; spesso in questi anni  come protagonisti la montagna, camosci, caprioli e cinghiali, ma un  grande spazio lo ha anche la cinofilia venatoria e le prove di lavoro.  [Il corsivo &egrave; mio, NdR] [Fonte: <a href="http://diana.edolimpia.it/arretrato.php?id=170" target="_blank">Diana  &ndash; La caccia la natura n. 14</a>]</p>
</blockquote>
<p>Evidentemente &ldquo;tempi gloriosi&rdquo; come  quelli del fascismo vengono guardati con nostalgia dai giovani  cacciatori di oggi&hellip;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Conclusioni</strong></span><br /> In realt&agrave;, la storia ci regala numerosi esempi di grandi uomini che  hanno deciso di abbandonare il consumo di carne in favore di  un'alimentazione pi&ugrave; attenta alla vita degli animali. Ricordo, tra i  tanti vegetariani, Plutarco, Pitagora, Diogene, Epicuro, Platone,  Nasone, Seneca, Leonardo Da Vinci, Giordano Bruno, George Bernard Shaw,  Lev Tolstoi, Albert Einstein, Martin Luther King, Isaac Bashevis Singer,  Tiziano Terzani, Mahatma Gandhi&hellip;</p>
<p>Albert  Schweitzer, medico, teologo e filosofo tedesco, premio Nobel per la  Pace, impegnato come missionario in Africa e&nbsp; sostenitore dei diritti  animali, ha scritto:</p>
<p>&ldquo;Coloro che  antepongono i diritti degli umani a quelli degli animali non hanno  coscienza che la piet&agrave; &egrave; una sola come la compassione&rdquo;.</p>
<p style="text-align: right;">Riccardo B.</p>
<p>Fonti consultate:<br /> Charles Patterson, <em><a href="http://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=126&amp;c=&amp;pg=2&amp;rav=y&amp;t[]=3&amp;a[]=6" target="_blank">Un</a></em><a href="http://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=126&amp;c=&amp;pg=2&amp;rav=y&amp;t[]=3&amp;a[]=6" target="_blank">'</a><em><a href="http://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=126&amp;c=&amp;pg=2&amp;rav=y&amp;t[]=3&amp;a[]=6" target="_blank">eterna Treblinka</a></em> , Editori Riuniti, Roma  2003 (<a href="http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=238" target="_blank"></a><em><a href="http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=238" target="_blank">Hitler e gli animali</a> )</em><br /> Vegan 3000, <em><a href="http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=135" target="_blank">E</a></em><a href="http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=135" target="_blank">'</a><em><a href="http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=135" target="_blank"> vero che Hitler era vegetariano? </a></em><br /> Hans Ruesch, <em>Imperatrice Nuda</em>, Civis, Trento 2005 (anche in <a href="http://www.dipmat.unipg.it/%7Emamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf" target="_blank">edizione on-line</a>)</p>
<p style="text-align: right;">tratto da <a href="http://www.animalstation.it" target="_blank">www.animalstation.it</a></p></p>]]>
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<title>BOOMERANG (un cane troppo fedele)</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=626&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Stefano Benni "La Grammatica di Dio"<br /></strong></p>
<p>Storie di solitudine e allegria</p>
<p style="text-align: left;"><br />Improvvisamente, un giorno, il signor Remo inizi&ograve; a odiare il suo cane. <br /><br />Non era un uomo cattivo. Ma qualcosa si era rotto dentro di lui quando era rimasto vedovo. Aveva perso la moglie e gli era restato il cane, un botolo salcicciometiccio, grasso e nerastro, con orecchioni da pipistrello. Si chiamava Bum, ovvero Boomerang, perch&eacute; riportava indietro qualsiasi cosa gli tirassero, con prontezzza e perseveranza. <br /><br />Un tempo il signor Remo e Bum avevano fatto lunghe passeggiate insieme e conversato del mondo umano e canino, di Cartesio e Rin Tin Tin. C'era grande intesa tra loro. Ma ora non si parlavano pi&ugrave;. Il signore stava seduto in poltrona guardando il vuoto e Bum si accucciava ai suoi piedi, guardandolo con smisurato affetto. <br /><br />Era quello sguardo di assoluta dedizione e totale fiducia che il signor Remo soprattutto detestava. <br /><br />Il mondo non era che perdita, solitudine e dolore. Che senso aveva in questo pianeta orribile quella creatura incongrua, che scodinzolava e uggiolava di gioia, e riempiva del suo peloso, sovrabbondante amore una casa desolata? <br /><br />Il padrone inizi&ograve; a non dar pi&ugrave; da mangiare al cane. Lo lasciava anche due giorni senza cibo. Ma Bum continuava a seguirlo amorosamente. Quando il signor Remo si sedeva a tavola per il suo pasto, il cane non chiedeva nulla, n&eacute; si avvicinava. Guardava con mite curiosit&agrave;, e negli occhi aveva scritto: se tu mangi, ebbene anche io mi sazio. <br /><br />E pi&ugrave; il padrone si ingozzava, ostentatamente e rumorosamente, pi&ugrave; tenero diveniva lo sguardo di Boomerang. E quando finalmente il cane veniva sfamato, non correva frenetico alla ciotola, no ... scodinzolava composto e riconoscente come per dire: avrai le tue buone ragioni se mi hai fatto digiunare, ti ringrazio oggi che ti sei ricordato. <br /><br />Il padrone, forse avvelenato dall'ultima stilla di rimorso, si ammal&ograve;. Gli venne la febbre alta e Bum lo vegli&ograve;. Nella notte, quasi nel delirio, il signor Remo si destava e vedeva gli occhi spalancati e amorevoli del cane, e le lunghe orecchie dritte, come antenne. E sembrava dire: anche la morte morder&ograve;, padrone mio, se si avvicina a te. <br /><br />Nell'anima ormai riarsa del signor Remo, l'odio per quell'amore smisurato crebbe. Non port&ograve; fuori il cane per quattro giorni. <br /><br />Bum apr&igrave; con la zampa la porta del terrazzo e l&igrave; pisci&ograve; con discrezione. Contrasse il suo metabolismo a venti gocce di urina e un cece fecale ogni due giorni. Non gua&igrave;, n&eacute; diede segni di nervosismo, solo ogni tanto guardava il giardino fuori dalla finestra emettendo un piccolo sbuffo, come un sospiro di nostalgia, ma niente pi&ugrave;. <br /><br />Il padrone guar&igrave; e, appena rimesso si in piedi, senza una ragioone, tir&ograve; un calcio al cane. <br /><br />Bum si nascose sotto il letto e il signor Remo si vergogn&ograve;. <br /><br />Lo chiam&ograve;, il cane venne. Il padrone gli fece una carezza falsa e forzata e disse: <br /><br />- Bum, devo abbandonarti. Mi dispiace. Non riesco pi&ugrave; a occcuparmi di te. Anzi, ma questo tu non lo puoi capire, ti detesto. <br /><br />Il cane lo guard&ograve; con infinito affetto e dedizione. <br /><br />Perch&eacute; non lo affid&ograve; a un canile o a qualche conoscente? Per pigrizia, anzitutto. Ma anche perch&eacute; ricordava una frase della mooglie. Gli aveva detto: Remo, se io morissi, mi raccomando, non lasciare solo il nostro Bum. <br />Allora Remo si era arrabbiato per quella frase: come si poteva dubitare di questo? <br />E invece, povera Dora, lei conosceva bene il grumo di cattiveria dentro al cuore del marito. <br />Lei lo aveva abbandonato. <br />E abbandonando il cane, ora lui si prendeva una folle rivincita sul destino. <br /><br />Cos&igrave; il signor Remo prese la macchina e port&ograve; Boomerang fuori citt&agrave;, in un grande prato dove spesso giocavano insieme. <br />Il padrone camminava dietro e il cane davanti. <br />Remo not&ograve; la caratteristica camminata aritmica di Bum. Ogni dodici passi ne zoppicchiava uno, alzando la zampetta posteriore come se il terreno bruciasse. <br /><br />Spesso lui e la moglie avevano trovato buffa e irresistibile questa andatura. <br />Ora il padrone guardava ondeggiare il grasso sedere di Bum con disgusto. <br />Perci&ograve;, quando furono lontani da occhi indiscreti, leg&ograve; il cane a un albero e senza voltarsi se ne and&ograve;. <br />Torn&ograve; a casa, e cucin&ograve; con cura, come non faceva da tempo. Calci&ograve; la ciotola di Bum in un angolo. <br /><br />Prese il guinzaglio e la museruola, e li butt&ograve; nella spazzatura. Ma quella notte verso le tre, sent&igrave; grattare alla porta. Era Boomerang. <br />Un po' sporco e bagnato, gli salt&ograve; addosso festoso, e fece il giro della casa per manifestare la sua gioia. Non sospettava nulla. Non c'era posto per il tradimento, nel suo cuore semplice e quadrupede. <br /><br />Il signor Remo quasi non dorm&igrave; per la rabbia. Sogn&ograve; massacri di foche e colbacchi di barboncino. <br /><br />La notte dopo caric&ograve; Bum in macchina, percorse cento chilometri di autostrada e abbandon&ograve; il cane nel parcheggio di un autogrill. <br /><br />Torn&ograve; indietro e and&ograve; al cinema. Vide un film con un mostro preistorico che usciva dai ghiacci e terrorizzava tutta l'America. Not&ograve; che, in una scena, il mostro sbatteva la coda proprio come Boomerang. Il mostro fu liquidato a micidiali colpi di missile e di dialogo. Il signor Remo dorm&igrave; saporitamente. Il giorno dopo al supermercato incontr&ograve; una signora, proprietaria della cagnina Tommasina, amica di Boomerang. <br /><br />-Dov'&egrave; Bum? <br />- Ahim&egrave; - disse il signor Remo, e spalanc&ograve; le braccia. La signora si mise una mano sulla bocca teatralmente. Non chiese nulla, rispett&ograve; quel riserbo. Sfior&ograve; con la mano la mano del signore. - Immagino sia un grande dolore per lei. <br />- Non sa quanto - rispose il signor Remo. <br /><br />Torn&ograve; a casa. Mentre saliva le scale, sent&igrave; un rumore lieve ma inconfondibile. Unghie sul marmo. <br /><br />Era Boomerang, sul pianerottolo. <br /><br />Il signore si chiuse in bagno, seduto sul water tutta notte. Attraverso il vetro smerigliato della porta, intravedeva la sagoma inconfondibile di Bum in attesa. <br />Verso l'alba il cane gratt&ograve; al vetro, preoccupato. - Vattene, bastardo - ringhi&ograve; l'uomo. <br />Il cane dimen&ograve; la coda. Il suo padrone era vivo, dopo tutto. <br /><br />Due giorni dopo il signor Remo prese nuovamente la macchina, guid&ograve; tutto il giorno e col cane arriv&ograve; in riva al mare. L&igrave; sal&igrave; su un traghetto. Alcuni bambini giocavano con Boomerang, e un siignore disse: <br /><br />- Beato lei che pu&ograve; portarlo in vacanza. Il mio &egrave; troppo grosso. Si vede che siete uniti. <br /><br />- &Egrave; proprio cos&igrave; - disse il signor Remo. <br /><br />Era il tramonto. Il signore port&ograve; Boomerang sulla spiaggia, e gli tir&ograve; un legnetto nel mare. <br /><br />Bum nuot&ograve;, addent&ograve;, torn&ograve; a riva e naturalmente il padrone non c'era pi&ugrave;. <br /><br />Il signor Remo, sul traghetto del ritorno, trangugi&ograve; due cognac ed ebbe la nausea. <br /><br />Pass&ograve; una settimana, La signora, che aveva visto tornare Boomerang la prima volta, chiese notizie della nuova sparizione. <br /><br />- Ahim&egrave;, - disse il signor Remo - si era ripreso, poi una ricaduta. <br /><br />La signora fece una faccia compunta, e anche la cagnina Tommasina vers&ograve; una lacrima, forse di pena forse di cimurro. <br />Fu una settimana triste per il signor Remo, ma non certo per la mancanza di Boomerang. Anzi, si accorse che nella casa il tappeto e il divano puzzavano di cane, e li deodor&ograve;. <br /><br />Il signor Remo era triste perch&eacute; si era rotto il televisore. Il tecnico finalmente venne. <br />Armeggi&ograve;, parl&ograve; del pi&ugrave; e del meno, e vide la ciotola di Boomerang. <br /><br />- Lei ha un cane? - disse. <br /><br />-Non pi&ugrave;. <br /><br />- lo invece adesso ne ho uno, ed &egrave; proprio un problema. Pensi, ero in vacanza al mare. Al ritorno, sul traghetto, un cane grassottello e brutto mi salta dentro la macchina. I miei figli dicono: dai pap&agrave;, &egrave; un cagnolino abbandonato, teniamolo, teniamolo. Sa come sono i bambini ... <br /><br />- Certo - disse il signor Remo. <br />- Insomma, adesso ce l'ho qui sotto in macchina, cerco quacuno a cui darlo. Lei non conosce mica nessuno? <br /><br />- Di che colore &egrave; il cane? - chiese il signor Remo con un brivido. <br />- Nero. Con due orecchie come un pipistrello. <br /><br />Il tecnico usc&igrave;. Il televisore funzionava. Il signor Remo si sedette, ma non guardava lo schermo. Guardava la porta. <br />Dopo un istante, sent&igrave; le unghie raspare. <br /><br />Al signor Remo torn&ograve; in mente un vecchio film della sua infanzia, con sepolti vivi e cadaveri che uscivano dalla tomba. Ma era nulla, in confronto al terrore di quel momento. <br /><br />Boomerang il dolce zombie era tornato. Ancora pi&ugrave; grasso, perrch&eacute; i bambini lo avevano rimpinzato. E lo guardava, con immutato amore, fedelt&agrave; e fiducia e altri sentimenti nobili. <br /><br />- Ma lo vuoi capire che ti ho abbandonato? - url&ograve; il signor Remo. <br /><br />- Ci sar&agrave; un perch&eacute;. Tu sei il mio saggio padrone, e ti voglio pi&ugrave; bene di prima - rispose il cane con l'alfabeto della coda. <br /><br /><br />Allora il signore prepar&ograve; un piano perfetto. <br /><br />Avrebbe cambiato paese, addirittura continente, per un lungo viaggio. Lo rimuginava da tempo. Prelev&ograve; i risparmi, si compr&ograve; una giacca bianca e un cappello di paglia. Una mattina chiuse a chiave Boomerang in terrazza, e part&igrave;. <br /><br />Prese un aereo e vol&ograve; quattordici ore. <br /><br />Quando scese dall' aereo, gi&agrave; si sentiva diverso e tropicale. Al ritiro bagagli si mise accanto a una ragazza abbronzata e le sorrise. <br /><br />S&igrave;, era lontano, lontano da tutto. Odore di mare e sole, non di cane. <br /><br />Fu allora che si accorse di una strana scena. <br /><br />Una signora stava piangendo tra due poliziotti. Indicava una gabbia per cani, appena sbarcata dall' aereo. <br /><br />- Ma non &egrave; possibile! - gridava con voce stridula - dov' &egrave; il mio Rufus? <br /><br />- Signora, si calmi - diceva un poliziotto grattandosi la testa. <br /><br />- Non pu&ograve; essere successo quello che lei dice ... <br /><br />Incuriosito, il signor Remo si avvicin&ograve;. <br /><br />Sept&igrave; il poliziotto che parlava con l'addetto ai bagagli smarriti. - E accaduto qualcosa di molto strano. La signora ha inviato <br /><br />regolarmente il suo cane, in una gabbia nella stiva. Ma adesso diice che quello non &egrave; il suo animale. <br /><br />- Impossibile ... <br /><br />- Il mio cane &egrave; un setter irlandese, - disse la signora piangen- <br /><br />do - questo &egrave; un botolo grasso e orrendo. Mi ricordo benissimo che, alla partenza, stava girando libero per l'aeroporto. <br /><br />- Vuole dire, signora, che qualcuno le ha sostituito il cane? <br /><br />- Ma s&igrave; - rise l'addetto ai bagagli - ... oppure il botolo ha aperto la gabbietta e si &egrave; sostituito al suo. <br /><br />- Non faccia l'ironico, - disse la signora -lei non sa quanto soono intelligenti i cani! <br /><br />Il signor Remo non aspett&ograve; che la gabbia venisse aperta. Di corsa, trascinando la valigia a rotelle, scapp&ograve; per i corridoi dell' aeroporto, e sent&igrave; alle spalle il galoppo frenetico di Boomerang che lo inseguiva. Al volo sal&igrave; sul taxi e disse: <br /><br />- All'Hotel Tropicana, subito, di corsa. <br /><br />- Non posso, senor - disse il tassista. - Davanti all' auto c'&egrave; un brutto cane sdraiato che non mi fa passare. <br /><br />Il signor Remo sal&igrave; nella sua camera, all'ultimo piano dell'hotel. Apr&igrave; il finestrone della terrazza. Boomerang annusava la moquette, soddisfatto. <br /><br />Il signor Remo si tolse la giacca bianca e il cappello. Guard&ograve; il mare e l'orizzonte lontano. <br /><br />Prese la rincorsa e salt&ograve;. <br /><br />L'ultima cosa che vide fu Boomerang, grasso e compatto come un proiettile, che precipitava al suo fianco, con uno sguardo di adorazione. <br />Un gioco nuovo, padrone? <br /><br />La stampa locale dedic&ograve; anche un titolo alla triste e commovente storia. <br /><br />Li seppellirono insieme.</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Benni "La Grammatica di Dio" 2007<br />http://www.stefanobenni.it</p></p>]]>
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<title>"Sono solo animali" - Ma la giustizia e la pietà non ammettono limiti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=625&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>"Quanto a  lungo, Dio, <br />guarderai a questo tuo inferno<br />e  resterai in  silenzio?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quale bisogno hai Tu <br />di quest'oceano di sangue e  di carne, <br />il  cui fetore invade oramai tutto l'Universo?</p>
<p>Hai  creato questo macello sconfinato solamente per mostrarci <br />la  tua  potenza e la tua saggezza?</p>
<p>E noi dovremmo amarti <br />con i  nostri cuori e le nostre anime <br />per  questo?.....</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si sono  convinti che l'uomo, <br />il peggior trasgressore <br />di  tutte le specie,  sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri  viventi<br />sono  stati creati unicamente<br />per procurargli cibo e  pellame, <br />per  essere torturati e sterminati.</p>
<p>Nei loro confronti tutti sono  nazisti; <br />per gli animali Treblinka  <br />dura in ETERNO"</p>
<p><br />Isaac  Bashevis Singer - scrittore  ebreo polacco - premio Nobel per  la letteratura 1978</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs612.snc3/32222_1449977260393_1562088425_31131859_5971061_n.jpg" alt="" width="220" /></p>
<p>Sopravvissuto all'Olocausto, l'ebreo Premio  Nobel  per la letteratura Isaac Bashevis Singer per primo ha denunciato  la  sconcertante somiglianza fra il trattamento degli ebrei durante   l'Olocausto e quello degli animali allevati a scopo alimentare, notando   che le tecniche di soppressione di massa usate per gli animali erano  gi&agrave;  state impiegate sugli esseri umani....</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo avere realizzato che  tutte le  oppressioni appartengono a un'unica pianta, divent&ograve;  vegetariano,  essendogli chiaro che la giustizia e la piet&agrave; non  ammettono - e non  devono ammettere - limiti, e che non si pu&ograve; parlare  di pace con la bocca  piena delle vittime della violenza..... Come le  vittime dell'Olocausto,  gli animali sono strappati alle loro famiglie,  trasportati sotto le  peggiori intemperie, costretti a vivere dentro  recinti angusti e poi  incolonnati verso la morte. E che lo si voglia  ammettere oppure no,  tutti gli animali condividono l'un l'altro la  capacit&agrave; di provare  dolore, paura e solitudine....</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci&ograve; che forse pi&ugrave;  colpisce dell'Olocausto &egrave;  che mentre milioni di esseri umani venivano  coperti di sputi,  insultati, strappati alla famiglia, picchiati e  condotti alla morte,  tanti altri milioni stavano a guardare, evitando  per&ograve; di vedere  l'ingiustizia da cui essi non erano colpiti. Essi  prendevano le distanze  dalle vittime e acconsentivano a che milioni di  persone venissero  torturate e uccise, dicendo a se stessi :&laquo;Sono solo  ebrei!&raquo;. Oggi, a  sessant'anni di distanza, l'attitudine e i sistemi  dell'Olocausto  restano gli stessi; sono cambiate solo le vittime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coloro che mangiano  carne prendono le distanze dalle vittime degli  allevamenti industriali  per trovare una giustificazione al sostegno che  essi d&agrave;nno a  un'industria violenta e sanguinaria. Se ne stanno  silenziosi e apatici, e  conducono la vita di ogni giorno rivolgendo uno  sguardo cieco agli  orrori che essi potrebbero contribuire a far  cessare, giustificandosi  col dire a se stessi: &laquo;Sono solo animali!&raquo;.</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Morire Nel Deserto</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=624&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Un filmato documenta la tragica fine degli immigrati espulsi dalla  Libia. Cos&igrave; come prevede l'accordo siglato tra Berlusconi e Gheddafi </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: center;">
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</p>
<p><br /> Le mani nere sollevate ad afferrare l'aria. Pochi passi oltre, il vento  sulla camicia anima la smorfia dell'ultimo respiro di una donna. E  subito accanto, il corpo di un ragazzo ancora chino nella preghiera da  cui non si &egrave; mai rialzato. Muoiono cos&igrave; gli immigrati. Cos&igrave; finiscono  gli uomini e le donne che non sbarcano pi&ugrave; a Lampedusa. Bloccati in  Libia dall'accordo Roma-Tripoli e riconsegnati al deserto. Abbandonati  sulla sabbia appena oltre il confine. A volte sono obbligati a  proseguire a piedi: fino al fortino militare di Madama, piccolo  avamposto dell'esercito del Niger, 80 chilometri pi&ugrave; a Sud. Altre volte  si perdono. Cadono a faccia in gi&ugrave; sfiniti, affamati, assetati senza che  nessuno trovi pi&ugrave; i loro cadaveri. Un filmato per&ograve; rivela una di queste  stragi. Un breve video che 'L'espresso' &egrave; riuscito a fare uscire dalla  Libia e poi dal Niger. Un'operazione di rimpatrio andata male. Undici  morti. Sette uomini e quattro donne, da quanto &egrave; possibile vedere nelle  immagini. <br /> <br /> Il video &egrave; stato girato con un telefonino da una persona in viaggio  dalla Libia al Niger lungo la rotta che da Al Gatrun, ultima oasi  libica, porta a Madama e a Dao Timmi, avamposti militari della  Repubblica nigerina. &Egrave; la rotta degli schiavi. La stessa percorsa dal  2003 da decine di migliaia di emigranti africani. Uomini e donne in  cerca di lavoro in Libia, per poi pagarsi il viaggio in barca fino a  Lampedusa. Secondo la data di creazione del file, il video &egrave; stato  girato il 16 marzo 2009 alle 12.31. L'ora centrale della giornata &egrave;  confermata dall'assenza di ombre nelle immagini. L'uomo che filma &egrave;  accompagnato da una pattuglia militare. Per una breve sequenza, si vede  un fuoristrada pick-up con una mitragliatrice. Le 11 persone morte di  sete sarebbero arrivate fino a quel punto a piedi. Si sono raccolte  vicino a una collina di rocce e sabbia. Forse speravano di avvistare da  quell'altura un convoglio di passaggio e chiedere aiuto. Addosso o  accanto ai cadaveri, scarpe e pantaloni di marche che si comprano in  Libia. Intorno non ci sono altri fuoristrada o camion. Non ci sono  strade n&eacute; piste battute. &Egrave; una regione del Sahara in cui ci si orienta  solo con il sole e le stelle. <br /> <br /> In quei giorni migliaia di emigranti dell'Africa subsahariana salgono in  Libia da Agadez, l'ultima citt&agrave; del Niger, ancora isolata dal mondo per  la guerra civile tra l'esercito e una fazione di tuareg. Dalla fine del  2008 si contano almeno 10 mila emigranti in partenza ogni mese, dopo  una lunga interruzione del traffico di clandestini. I passatori del  Sahara riaprono gli affari sfruttando la ribellione tuareg, sostenuta  dalla Francia per ottenere lo sfruttamento del secondo giacimento al  mondo di uranio, a Imouraren, vicino ad Agadez. Il 2 marzo il presidente  del Consiglio, Silvio Berlusconi, &egrave; invece in Libia per siglare  l'ennesimo accordo con il colonnello Muhammar Gheddafi. &Egrave; la visita in  cui Berlusconi porge le scuse per l'occupazione coloniale. Quella in cui  i governi di Roma e Tripoli mettono le basi per la collaborazione nei  pattugliamenti sottocosta, contro le partenze per Lampedusa. Nel 2008 il  regime di Gheddafi aveva lasciato salpare verso l'Italia pi&ugrave; di 30 mila  immigrati, un record che ha richiamato in Libia migliaia di persone  fino a quel momento bloccate ad Agadez. <br /> <br /> Nell'incontro Berlusconi e Gheddafi non parlano solo di immigrazione.  Discutono di affari personali, dei 5 miliardi di dollari in vent'anni a  carico dell'Eni per il risarcimento dei danni di guerra, di contratti  per il petrolio e il gas. Tripoli offre subito un segnale di buona  volont&agrave; e rispedisce verso il Niger centinaia di migranti rinchiusi nel  campo di detenzione della base militare di Al Gatrun. Forse i cadaveri  filmati con il telefonino sono la tragica conclusione di una di quelle  operazioni. Al Gatrun e Agadez sono separate da 1.490 chilometri di  deserto. Dieci giorni di viaggio e in mezzo una sola oasi, Dirkou. Fino a  quando non si entra ad Agadez non si pu&ograve; dire di essere sopravvissuti  al Sahara. Ma la polizia e l'esercito libici di Al Gatrun non si sono  mai preoccupati della sorte degli stranieri una volta lasciati al di l&agrave;  del confine con il Niger. Gli immigrati espulsi vengono scaricati dai  camion militari e costretti a proseguire a piedi. Oppure sono affidati  ai trafficanti che spesso li abbandonano molto prima di arrivare a  destinazione. Dalla linea di frontiera tratteggiata sulla carta  geografica, la prima postazione militare del Niger &egrave; solo Madama, a 80  chilometri di colline e avvallamenti senza pozzi. Non c'&egrave; altro. Ottanta  chilometri in cui, persa la rotta e abbandonato il bidone d'acqua per  camminare leggeri, si &egrave; destinati a morire. Gi&agrave; nel 2005 'L'espresso'  aveva scoperto che le operazioni di rimpatrio verso il Niger, dopo il  primo accordo tra Berlusconi e Gheddafi, avevano provocato 106 morti in  quattro mesi. Ed erano soltanto le cifre ufficiali. Come i 50  schiacciati da un camion sovraccarico che si &egrave; rovesciato. Oppure il  ragazzo del Ghana mai identificato, sbranato da un branco di cani  selvatici durante una sosta a Madama. E le tre ragazze nigeriane morte  di sete o le15 raccolte in fin di vita con quattro uomini da un  convoglio umanitario francese, dopo essere state abbandonate. Tutti  condannati a morte da chi aveva organizzato il loro rimpatrio.</p>
<p><br /> La notizia del filmato arriva a 'L'espresso' nella primavera 2009  durante la preparazione del documentario 'Sulla via di Agadez'. L'uomo  con il telefonino per&ograve; non &egrave; pi&ugrave; nella citt&agrave; di fango rosso: "&Egrave; tornato  in Libia", sostiene una fonte: "Lo stesso giorno del filmato, a molti  chilometri da quei cadaveri, hanno soccorso due ragazzi ancora vivi. I  due hanno detto che erano stati costretti dai militari a partire da Al  Gatrun. Arrivati nella zona del confine hanno dovuto proseguire a  piedi". Nel Sahara i passaparola richiedono molto tempo. Ma di solito  vanno a destinazione. Il 16 luglio il dvd con il filmato viene  recapitato in redazione. Mancano altre conferme. Bisogna aspettare che  l'uomo con il telefonino torni ad Agadez e passano cinque mesi. &Egrave; il 9  gennaio di quest'anno quando finalmente arrivano le risposte. Nel  frattempo il video finisce anche in altre mani. Il 13 dicembre qualcuno  lo carica su YouTube dagli Stati Uniti. Dice di averlo ricevuto da  Augustine, ospite di un campo di rifugiati a Malta. Augustine per&ograve; non  conosce la storia delle espulsioni a piedi. <br /> <br /> Palazzo Chigi sa ufficialmente dal 3 marzo 2004 che gli immigrati  bloccati in Libia subiscono maltrattamenti. &Egrave; la data stampata su un  rapporto riservato della presidenza del Consiglio che 'L'espresso' ha  potuto leggere. La relazione viene consegnata allo staff di Berlusconi,  dopo la visita nel Sahara della delegazione della Protezione civile che  deve progettare la costruzione dei centri di detenzione libici: "Si  ritiene di dover scegliere, per motivi di opportunit&agrave; e per una fluidit&agrave;  delle operazioni, la via che impegna il governo italiano in misura  ridotta", dice il rapporto: "Tale soluzione ci farebbe calare meno nella  configurazione dei centri, in considerazione anche del trattamento che  riservano i libici ai cittadini extracomunitari trattenuti nei loro  centri, di cui si allega documentazione fotografica". Il governo invece  si cala, eccome. Fino a chiedere a Gheddafi di proteggere i nostri  confini meridionali. Costi quel che costi. Incuranti che in Italia  esiste ancora l'articolo 40 del codice penale. Dice cos&igrave;: "Non impedire  un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a  cagionarlo".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di Fabrizio Gatti - <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/morire-nel-deserto/2119367&amp;ref=hpsp" target="_blank">http://espresso.repubblica.it/detta...119367&amp;ref=hpsp</a></p></p>]]>
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<title>Abolizione della vivisezione didattica</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=623&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.agireora.org/img/icons/icon_vivisezione_didattica.jpg" alt="Fonte notizia" width="100" height="100" />Dopo l'ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela  degli animali, accaduto a inizio giugno con la <strong>vivisezione  didattica effettuata da AIMS Academy presso l'ospedale Niguarda di  Milano</strong>, che ha visto migliaia di persone prendere posizione  contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui  media, l'associazione <strong>I-CARE Europe onlus e AgireOra Network</strong> lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede <strong>l'abolizione  totale dell'uso di animali nella didattica pre e post laurea e  l'istituzione di un Osservatorio Nazionale</strong> che vigili sulla  corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati  nella sperimentazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell'esperimento, &egrave; una  pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, &egrave;  anche <strong>in contrasto con quanto richiesto dalla normativa  nazionale</strong>. Infatti la legge italiana (decreto legislativo  116/1992) prevede che nella sperimentazione "didattica", in cui si usano  animali per "insegnare" agli studenti (all'universit&agrave; o in corsi  post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un'autorizzazione  specifica e recita: "<em>In deroga all'art. 3, comma 1, il Ministro  della sanit&agrave; autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico  soltanto in caso di inderogabile necessit&agrave; e non sia possibile ricorrere  ad altri sistemi dimostrativi</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci,  basati su simulatori elettronici, manichini, software all'avanguardia, e  quindi non esiste alcuna "inderogabile necessit&agrave;".</p>
<p>Il problema &egrave; che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il  Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi  autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale  non lo permetterebbe, venendo cos&igrave; meno al suo compito di controllo, e  consentendo un <strong>mancato rispetto della lettera e dello spirito  della legge</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo, l'iniziativa "Abolizione della vivisezione didattica" si  prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di <strong>divieto  totale e senza deroghe</strong>, perch&eacute; esistendo sempre i metodi  alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall'altra  parte richiede l'istituzione di un 'Osservatorio Nazionale' che possa  coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perch&eacute; quello che  accade adesso &egrave; un <strong>rilascio indiscriminato di autorizzazioni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in  cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi  alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a  <strong>bloccare l'utilizzo di animali</strong>, anche se il Ministero  aveva rilasciato un'autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei  pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della  sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo cos&igrave;  grossolano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'iniziativa, illustrata sui siti di AgireOra e di I-CARE, <a href="http://www.agireora.org/" target="_blank">www.AgireOra.org</a> e <a href="http://www.icare-italia.org/" target="_blank">www.ICare-Italia.org</a>, da cui si  pu&ograve; anche scaricare un dossier di approfondimento, comprende anche una  petizione popolare a sostegno delle richieste portate avanti da I-CARE e  AgireOra Network. Si pu&ograve; firmare on-line oppure scaricare un modulo da  stampare e far firmare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invitiamo tutti a <strong>firmare la petizione e diffonderla</strong>,  per arrivare finalmente a vedere eliminata per sempre questa pratica  obsoleta e non etica. E' inaccettabile che al giorno d'oggi si usino  ancora esseri senzienti nella didattica, quando esistono metodi  alternativi sofisticati che funzionano molto meglio e sono molto pi&ugrave;  utili per l'apprendimento e non uccidono nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html" target="_blank">Vai  alla pagina della campagna per approfondire, scaricare i banner, il  dossier e la petizione cartacea</a></p>
<p><a href="http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html" target="_blank">Per  invitare a firmare on-line, diffondi la pagina della petizione</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="newsfrom">Notizia dal progetto di AgireOra Network: <strong>'Abolizione  della vivisezione didattica'</strong>. Progetto che mira ad abolire la  vivisezione didattica sfruttando vari precedenti positivi ottenuti negli  ultimi anni e una contraddizione legislativa da sempre esistente.  [&nbsp;Dettagli sul progetto '<a href="http://www.agireora.org/progetti/abolizione-vivisezione-didattica.html" target="_blank">Abolizione  della vivisezione didattica</a>'&nbsp;]</p></p>]]>
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<title>Cani, diffusa la mappa dei maltrattamenti </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=622&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Picchi di crudelt&agrave; in Sicilia,  Abruzzo e Veneto</strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1626" alt="" width="220" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMA - Cani lasciati soli per ore, quando non per giorni, sui balconi o tenuti  alla catena nel centro nord, maltrattamenti veri e propri, con punte di  crudelt&agrave;, al Sud, soprattutto in Sicilia e in Abruzzo, ma anche in  Veneto. &Egrave; la triste "mappa dei maltrattamenti"&nbsp;realizzata dall'Aidaa,  l'associazione italiana a difesa degli animali e dell'ambiente, sulla  base dei circa 2.500 sms contenenti segnalazioni di presunti  maltrattamenti contro gli animali domestici arrivati al numero amico  AIDAA nei primi otto giorni di attivit&agrave;&nbsp;del nuovo servizio.<br /> <br /> Di questi, oltre il 70% delle segnalazioni riguardano questioni di cani  tenuti sui balconi o alla catena e che sono oggetto di segnalazione alle  Asl di competenza. Sono circa il 15%, invece, le segnalazioni che  riguardano cani tenuti in spazi angusti o sottoposti a situazioni di  vita disagiata. Il restante 15% delle segnalazioni sono veri e propri  casi di maltrattamento rientranti nelle specifiche dell'articolo 544 del  codice penale che vengono sottoposti ad immediata denuncia all'autorit&agrave;  giudiziaria. In questi giorni sono state inviate o sono in fase di  invio circa 700 denunce alle diverse procure italiane. <br /> <br /> Nel dettaglio, delle 706 denunce in fase di presentazione 245 riguardano  cani tenuti alla catena troppo corta, abbandonati e senza cibo o acqua  da pi&ugrave; giorni, 62 cani tenuti in spazi angusti, al sole e spesso senza  libert&agrave; di movimento, 264 cani picchiati o sottoposti a sevizie: di  questi almeno 130 sono casi di assoluta gravit&agrave; con cani feriti o  picchiati quotidianamente e tenuti a catene e collari a strozzo stretti o  con il collare elettrico vietato dalla legge. Ancora, 102 sono le  denunce relative a cani malcurati e malnutriti e a rischio morte, 21  sono denunce per altri tipi di maltrattamento grave (cani costretti a  mangiarsi o addestrati con violenza a scopo di combattimento), 5 denunce  riguardano invece maltrattamenti nei confronti di gatti, ed una nei  confronti di un cavallo ferito in provincia di Bergamo. <br /> <br /> Altro dato interessante riguarda le razze dei cani maltrattati. Sono  pochissimi i cani da caccia di cui si &egrave; denunciato il maltrattamento:  per quanto riguarda le denunce penali il 33% riguarda cani pastori  tedeschi, il 23% altri cani di grossa taglia appartenenti alle ex razze  pericolose, il 12% a cani labrador, l'8% a cani di piccola razza, mentre  il restante 34% riguarda cani meticci. Per quanto riguarda le  segnalazioni alle ASL nella stragrande maggioranza si tratta di cani  tenuti a catena mentre circa il 10% riguarda cani malnutriti e con  zecche o malattie.</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
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<title>Iraq, battute di caccia per abbattere i cani randagi: uccisi già 42mila animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=621&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>L'obiettivo finale della campagna &egrave;  eliminare almeno <span style="font-size: 1.1em;">un milione</span> di randagi<br /></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><br /></strong></span></p>
<p><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; float: left;" src="http://it.peacereporter.net/upload/3/30/300/3004/30043.jpg" alt="" width="220" height="167" />E' aperta la caccia ai cani randagi di Baghdad. Le autorit&agrave; irachene  hanno predisposto una campagna per risolvere il problema dei branchi di  cani senza un padrone che vagano per la citt&agrave;, diffondendo numerose  malattie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gi&agrave; <strong>42mila cani</strong> sono stati abbattuti grazie all'utilizzo di  fucili da caccia e carne avvelenata. Dalla caduta del regime di Saddam  Hussein, la presenza dei cani randagi &egrave; sfuggita al controllo del  governo tanto da costituire un serio rischio per la sicurezza pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Si tratta della pi&ugrave; importante campagna contro il randagismo mai messa  in campo dalle autorit&agrave; irachene", ha riferito uno dei partecipanti, il  veterinario Muhammad al-Hali. Al termine dell'operazione, dovrebbero  essere eliminati circa un milione di cani.</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
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<title>Dello struzzo non si butta via niente</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=620&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: left;"><strong>Eurocarni nr. 10, 2008</strong></p>
<p><strong>Lo struzzo, un&rsquo;alternativa per la zootecnia</strong></p>
<p><strong><strong> </strong> Tecniche di macellazione e principali lavorazioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La disponibilit&agrave; di locali idonei alla macellazione degli  struzzi ha costituito un problema nella fase iniziale di sviluppo di  questo settore, costringendo gli operatori a percorrere distanze anche  molto ampie per poter macellare gli animali, con conseguenti disagi e  lievitazione dei costi. Attualmente, la situazione &egrave; in via di  miglioramento, anche grazie ai chiarimenti normativi intervenuti. La  macellazione viene effettuata utilizzando strutture preesistenti  relative alla specie bovina che, munite delle dovute modifiche (gabbie  di contenzione specifiche per gli animali in fase di stordimento e  d&rsquo;abbattimento, camera di spiumaggio, ecc&hellip;), hanno ottenuto l&rsquo;estensione  dell&rsquo;autorizzazione alla produzione di carne di struzzo.<br /> Ora, sono quattro gli impianti in Emilia-Romagna che  hanno ottenuto l&rsquo;autorizzazione alla macellazione di carni di ratiti, ai  sensi del DLgs 286/94, del DPR 495/97 e della Circolare del Ministero  della Sanit&agrave; n. 3 del 9 marzo 1998, che fornisce le linee d&rsquo;indirizzo  per uniformare la produzione e la commercializzazione delle carni di  struzzo e, in particolare, riguardo alle strutture di macellazione e  l&rsquo;igiene della produzione di dette carni. Dei quattro impianti, due si  trovano in provincia di Bologna, uno in provincia di Modena e il quarto  in provincia di Forl&igrave;-Cesena.<br /> &nbsp;<br /> <strong>La resa della macellazione</strong><br /> Lo struzzo raggiunge il peso ottimale per la macellazione  a circa un anno di vita: &egrave; questo il momento in cui si realizza l&rsquo;<em>optimum</em> nel rapporto tra accrescimento e qualit&agrave; della carne; allungare il  periodo d&rsquo;ingrasso porta solo ad un eccessivo accumulo di grasso  sottocutaneo, che non ha nessuna ripercussione positiva sulle  caratteristiche qualitative della carne. A quest&rsquo;et&agrave; l&rsquo;animale raggiunge  un peso vivo di circa 100 chilogrammi per la variet&agrave; &ldquo;African neck&rdquo; e  120 chilogrammi per i &ldquo;Blue neck&rdquo;. Un grosso limite della macellazione  dello struzzo risiede nella resa al macello, piuttosto bassa: infatti,  considerando la rilevanza del quinto quarto (visceri, zampe, collo,  ecc&hellip;), oltre alla conformazione stessa dell&rsquo;animale, che non presenta  come gli altri volatili edibili uno sviluppo del petto, il tutto si  risolve nei casi migliori con un 30% di resa.<br /> Attualmente, l&rsquo;utilizzo del quinto quarto si limita al  fegato, destinato alla produzione di pat&egrave;, mentre si ipotizza un  utilizzo futuro dei rognoni. Il collo trova destinazione per la  produzione di carnicci.<br /> L&rsquo;organizzazione di produttori &ldquo;Coop Struzzi  Emilia-Romagna&rdquo; macella in media 15 capi a settimana, prefiggendosi per  il futuro un innalzamento a 20 capi.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Le procedure di routine</strong><br /> Il trasporto costituisce un fattore di forte stress per  lo struzzo, tanto che &egrave; necessario far passare un certo periodo di tempo  prima di procedere alla macellazione. A questo scopo, gli animali sono  posti all&rsquo;interno del recinto di sosta adiacente al macello; prima  dell&rsquo;entrata nel macello l&rsquo;animale viene poi bendato per evitare lo  stress, che si pu&ograve; ripercuotere sulla qualit&agrave; della carne. La  macellazione avviene mediante scossa elettrica, con l&rsquo;utilizzo di una  grossa pinza messa sul capo, che porta all&rsquo;intontimento e alla caduta al  suolo. Quindi l&rsquo;animale &egrave; iugulato: in questa fase si provvede ad un  prelievo di sangue, per l&rsquo;analisi ai fini della positivit&agrave; all&rsquo;influenza  aviaria. L&rsquo;esame, vista l&rsquo;esiguit&agrave; dei numeri, &egrave; effettuato per tutti i  capi abbattuti. La carcassa, appesa per le zampe, viene poi immessa  nella camera di spiumaggio/scuoiatura, dove si procede alla spennatura a  mano.<br /> Questa operazione, se effettuata in ambiente con presenza  d&rsquo;aspiratori, permette di ottenere una riduzione della polverosit&agrave;  causata dai follicoli ed evita la pratica del bagno preventivo con acqua  calda, che pu&ograve; danneggiare le preziose piume. Successivamente,  l&rsquo;animale viene scuoiato: l&rsquo;operazione richiede attenzione e  professionalit&agrave;, per non danneggiare la preziosa pelle. Seguono, in un  altro locale adiacente, le operazioni di eviscerazione, con il controllo  veterinario sul fegato e sui polmoni. Infine, viene eseguita la  divisione in due mezzene, alle quali viene apposto il bollo CE.<br /> A questo punto, le mezzene sono portate in apposito  locale di raffreddamento, dove in due ore si raggiunge la temperatura  necessaria per ottenere le condizioni ottimali di conservazione, anche  ai fini del controllo della carica microbica; poi, le mezzene sono poste  in cella frigorifera per la frollatura per 24 ore. Prolungare la  frollatura oltre questo tempo non &egrave; conveniente poich&eacute;, date le  caratteristiche della carne, si possono attivare dei processi  d&rsquo;ossidazione dannosi per le sue caratteristiche organolettiche e la  commerciabilit&agrave;.<br /> &nbsp;<br /> <img id="10240" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10240" border="1" alt="2" /><br /> <em>Le parti pi&ugrave; pregiate (filetto e controfiletto)  provengono dalla coscia.</em><br /> &nbsp;<br /> <strong>Il laboratorio di sezionamento</strong><br /> Dopo la frollatura, le mezzene provenienti dal macello  vengono caricate su camion frigo e portate al laboratorio di  lavorazione. In un ambiente a temperatura controllata, vengono sezionate  le parti pi&ugrave; pregiate (filetto e controfiletto), provenienti quasi  esclusivamente dalla coscia dell&rsquo;animale. Come gi&agrave; accennato la resa in  carne della carcassa &egrave; pi&ugrave; bassa rispetto ad altre specie zootecniche ed  &egrave; riconducibile principalmente al quarto posteriore. La carne dello  struzzo ha un leggero strato di adiposit&agrave; che vela tutta al superficie  esterna del muscolo, rendendo necessaria un&rsquo;operazione di asportazione,  realizzata mediante un&rsquo;apposita macchina sgrassatrice. A questo punto,  la carne viene messa o sottovuoto, o ulteriormente sezionata e posta in  vaschette ad atmosfera modificata, per prevenire l&rsquo;ossidazione. Infine,  l&rsquo;ultima operazione consiste nell&rsquo;etichettatura e nel confezionamento  delle carni per la commercializzazione.<br /> <em>(Fonte: &ldquo;Ermes Agricoltura&rdquo;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La carne di struzzo</strong><br /> <br /> <img id="10239" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10239" border="1" alt="1" /><br /> <br /> Fino a qualche anno lo struzzo era allevato solo  per la pelle e le piume, ora invece se ne apprezzano anche le carni. La  carne di struzzo si ricava dalla coscia e i tagli pi&ugrave; comuni sono il  filetto, lo spezzatino e la bistecca. Si producono anche salami e  prosciutti. La carne dello struzzo &egrave; tenera e di sapore delicato. Ha un  elevato contenuto proteico (oltre il 20%), pochi grassi (1-2%), poco  colesterolo. &Egrave; ricca di minerali, in particolare ferro e fosforo, ma  scarsa di sodio. Essa necessita di un breve tempo di cottura ed &egrave; assai  digeribile. Della carne bovina possiede il colore rosso scuro che vira  spesso in una tonalit&agrave; di rosso ciliegia; del pollame mantiene la  tenerezza in quanto le fibre muscolari sono piuttosto corte. Ha un gusto  particolare, meno pronunciato rispetto a quella bovina, ma con  caratteri tipici evidenti e riconoscibili pi&ugrave; intensi rispetto al  pollame comune. &Egrave; facilmente digeribile in quanto la sua tenerezza  richiede cotture brevi e il suo gusto caratteristico e gradevole non  necessita di apporti di salse o sughi. Cento grammi di carne di struzzo  forniscono solo 105 kcal.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>fonte </strong>www.pubblicitaitalia.com/eurocarni/2008/10/8470.html</p></p>]]>
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<title>E basta: Hitler NON era vegetariano!</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=619&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; float: left;" src="http://kazur.altervista.org/articoli/news/adolf_hitler/hitler.jpg" alt="" width="220" height="290" />Nei loro tentativi di screditare la liberazione animale, i necrofagi  piu' cretini proclamano spesso che Adolf Hitler era un vegetariano, o  che i medici nazisti condannarono la sperimentazione su animali. <br /><br />Il  sinistro paragone tra nazisti e "zeloti" dei diritti animali implicito  in queste "rivelazioni" ha lo scopo di suggerire che l'antispecismo sia  una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e'  invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per  questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna  importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter  Singer: "Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo  tagliarci il naso". Inoltre:<br /><br /><strong>1.</strong> La Vegetarier-Bund (Societ&agrave;  Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime  nazista (riapr&igrave; nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato  un sostenitore.<br /><br /><strong>2.</strong> La politica hitleriana non promosse mai il  vegetarismo, ne' a beneficio della salute pubblica, n&egrave; per motivi etici.  Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione &egrave;  significativo, da parte di un leader che rinforz&ograve; rigorosamente altre  politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e  l'inquinamento, o le misure a tutela delle donne in<br />gravidanza e  partorienti. <br /><br /><strong>3.</strong> Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici  a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della  sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della  Propaganda, Goebbels, manipolo' questo fatto per spingere il pubblico a  considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro  contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realt&agrave;, Gandhi fu l'esatto  opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la  sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi  rifiut&ograve;, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si  spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al rag&ugrave;.<br /><br /><strong>4.</strong> Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un "vegetariano"  con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il  biografo John Toland ("Adolf Hitler"), riporta che l'alimentazione di  Hitler, quand'era studente, consisteva in "latte, pasticci di carne e  pane." <br />Un altro suo famoso biografo, Robert Payne ("The Life and  Death of Adolf Hitler"), afferma che quella del vegetarismo fu una  deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come  figura pura e dedita al bene. Payne scrive: "L'ascetismo di Hitler aveva  un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo  una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non  frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva  spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a  base carnea bavaresi e prese moglie... il suo ascetismo era una finzione  inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per  enfatizzarne la dedizione totale, l'autocontrollo e la distanza che lo  separava dagli altri uomini...". Il Professor Rynn Berry ha recensito  "The Heretics Feast" (un libro che alimenta la leggenda di Hitler  vegetariano) con queste parole: &lt;&gt; Concludiamo citando un libro assai  interessante e sicuramente non di parte: "The Medical Casebook of Adolf  Hitler" (Leonard e Renate Heston, William Kimber &amp; Co, 1979). Basato  su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell'epoca, chiarisce  esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro  motivazioni: "Dall'inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominci&ograve; a  soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell'addome. Il  dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio' accadeva, Hitler  generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che "era passata  la crisi ", come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto...  All'epoca, aveva quarant'anni e non era mai stato seriamente malato...  nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi  dolori addominali... si curo' da solo... Indubbiamente a causa dei  dolori provocatigli da alcuni cibi, elimin&ograve; pasticci elaborati e carni,  continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a  vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso  come goloso di dolci e pasticcini.." <br /><br /><strong>Bibliografia:</strong><br />Dinshah,  J. (1974, January). "Book nook". {A review of Speer, A. (1970). Inside  the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.<br />[Disponibile tramite la American Vegan  Society, P.O. Box H, Malaga, NJ  08328, USA]<br /><br />Meyer, R. (1985).  "Was Hitler a vegetarian?" Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.<br />(di Rudolf  Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)<br />[Disponibile  tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville,  NY 13329]</p>
<p style="text-align: right;">tratto da mucca103.org</p></p>]]>
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<title>Marea nera, la biologa: meglio l'eutanasia per gli uccelli</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=618&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>&laquo;Il tasso di sopravvivenza a  medio termine &egrave; inferiore all'1%&raquo;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMA - Per gli uccelli ricoperti di petrolio che in questi giorni vengono  trovati sulle coste Usa flagellate dalla marea nera sarebbe meglio  l&rsquo;eutanasia che ogni tentativo di ripulitura. Lo afferma una biologa  tedesca al quotidiano Der Spiegel, secondo cui il tasso di sopravvivenza  di questi animali anche una volta salvati &egrave; inferiore all&rsquo;1%. <br /> <br /> &laquo;Anche se gli sforzi per ripulire gli uccelli e rilasciarli di nuovo  possono avere successo - spiega Silvia Gaus, esperta del parco nazionale  Wattenmeer sul mare del Nord - gli studi dimostrano che il tasso di  sopravvivenza a medio termine &egrave; inferiore all&rsquo;1%&raquo;.<br /> <br /> Secondo lo U.S. Fish and Wildlife Service, fino a questo momento pi&ugrave; di  1000 uccelli colpiti dalla marea nera sono stati trovati in Louisiana,  di cui circa 500 gi&agrave; morti e il resto "ospedalizzati". <br /> <br /> &laquo;Gi&agrave; la cattura e la ripulitura sono eventi che provocano uno stress  potenzialmente letale all&rsquo;animale - continua Gaus, che ha lavorato al  recupero degli uccelli dopo l&rsquo;incidente della petroliera Pallas nel mare  del Nord nel 1998 - inoltre il carbone attivo e le altre sostanze che  si somministrano per prevenire gli effetti velenosi dell&rsquo;ingestione del  petrolio non sono efficaci, e gli uccelli muoiono per problemi al fegato  e ai reni&raquo;. <br /> <br /> Molto spesso la prima causa di morte in questi casi &egrave; la fame, spiega  ancora l&rsquo;esperta: quando gli uccelli sono ricoperti di petrolio infatti  iniziano a pulirsi da soli con il becco e la lingua, e questo istinto  prevale su quello di nutrirsi finch&egrave; non si sentono &rsquo;pulit&igrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
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<title>Pubblicazione antispecista su La Repubblica - Domenica 13 giugno 2010</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=617&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Comunicato Stampa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs527.snc3/29944_1521870169487_1316556207_31453152_4199403_n.jpg" alt="" width="522" height="720" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.campagneperglianimali.org/img/campagne/campagna-antispecismo-junior%20page-bassa.pdf" target="_blank"><strong>Ti guardano tutti negli occhi su La Repubblica</strong></a></p>
<p>In data 13 giugno 2010 verrà pubblicata sul quotidiano La Repubblica la pubblicità ideata e realizzata da Campagne per gli animali dal titolo &ldquo;Ti guardano tutti negli occhi&rdquo;. Tale pubblicazione segna la conclusione del progetto nato dai responsabili di gruppo creato sul social network Facebook appositamente creato per la raccolta dei fondi necessari alla pubblicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Originariamente il progetto prevedeva la pubblicazione della pubblicità &ldquo;Allevato in Italia&rdquo; che però ha subito la censura di numerose testate giornalistiche. Vogliamo ringraziare Daniela, Luisa, Angela, Laura e Massimo per la loro tenacia e perseveranza senza le quali il progetto non sarebbe nemmeno nato. Un ringraziamento va anche all'associazione Progetto Vivere Vegan che ha raccolto i fondi e provveduto al pagamento per la pubblicazione.</p>
<p><br />Vi invitiamo a comprare il giornale.<br />Riportiamo di seguito il testo di comunicazione agli aderenti del gruppo su Facebook pubblicato di recente dagli ideatori del progetto.</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Cari amici del gruppo, Questa volta abbiamo un SI e una data!<br />Visti i rifiuti a pubblicare la campagna "Allevato In Italia" da parte di Repubblica, Il Corriere della Sera , La Stampa, Il Fatto quotidiano (rifiuto pervenutoci due giorni fa), il Venerdì, Focus, i magazine del gruppo L'Espresso RCS e Mondadori. Considerato inoltre che altre testate da noi interpellate non hanno mai dato alcun riscontro (tra le quali L'Unità, Liberazione, Il Manifesto, Internazionale) non ci restavano davvero molte alternative. Eravamo giunti a un punto di stallo che doveva essere sbloccato.</p>
<p><br />Inizialmente il rifiuto alla pubblicazione ci era arrivato solo da Repubblica, e ci sembrava si trattasse di un caso isolato (per cui avevamo pensato di muoverci con lettere di protesta). Poi si sono aggiunti i "no" di tutte le altre testate. Il problema non era a questo punto Repubblica, ma tutto il sistema dell'informazione, davvero troppo attento a non disturbare i grandi inserzionisti e a non turbare le coscienze...<br />Che fare dunque?</p>
<p><br />L'unica maniera per sbloccare questa situazione era chiedere a Campagne per Gli Animali di mettere a punto una modifica. Abbiamo suggerito a CA di elaborare una nuova campagna o di modificare quella già esistente, e CA ci ha proposto un cambio di immagine (mantenendo invariata la parte testuale della campagna).<br />Abbiamo girato questa nuova versione della campagna antispecista a Repubblica, la quale questa volta ha accettato senza riserve.</p>
<p><br />Non viviamo questo come un ripiego bensì come l'unico espediente possibile per raggiungere lo scopo che ci eravamo prefissati con questo gruppo: la pubblicazione di un messaggio antispecista su un quotidiano nazionale a grande tiratura. Riteniamo che questa soluzione sia in ogni caso soddisfacente perché lo scopo di una campagna come questa deve restare quello di veicolare un messaggio nuovo e importante al grande pubblico, ed il messaggio non è cambiato di una virgola. Se i tempi non sono ancora maturi per accostare un messaggio come il nostro a immagini forti noi lo faremo comunque arrivare con un'immagine più "facile", che possa invogliare alla lettura e alla comprensione. L'obiettivo è comunque raggiunto, non si tratta di compromesso ma di strategia.</p>
<p><br />Vi comunichiamo pertanto che la nuova versione della campagna andrà in stampa su Repubblica con il formato Junior page a colori DOMENICA 13 GIUGNO 2010, all'interno dell'inserto domenicale di Repubblica.<br />Certo,avremmo preferito un giorno ancora più "importante" per la pubblicazione, come ad esempio il venerdì. Anche il posizionamento poteva essere migliore. Ma con la cifra che avevamo a disposizione crediamo sinceramente non si potesse ottenere più di così. Parliamo sempre di una tariffa speciale "last minute", Onlus, non posizionata. Una Junior page posizionata nel primo quarto costa cifre ben lontane dai nostri 7500 euro (parliamo di cifre nell'ordine di ventimila euro).<br />(...)</p>
<p><br />Oggi (10 giugno) Progetto Vivere Vegan ha provveduto a inviare l'immagine della campagna a Repubblica ed ha effettuato il versamento di euro 7500 per il pagamento della pubblicazione.<br />Ci auguriamo che questa campagna possa trovare anche la vostra soddisfazione e vi diamo appuntamento in edicola DOMENICA 13 GIUGNO....SU REPUBBLICA!</p>
<p><br />La strada è stata davvero lunga e dura...è esattamente da un anno che ci lavoriamo, e non ci sembra vero che si vada in stampa. Siamo, naturalmente, pronti a qualsiasi imprevisto dell'ultima ora (tipo un cambio di data, e visti i precedenti non ci stupiremmo affatto). Incroceremo le dita e vi terremo aggiornati quotidianamente!<br />Grazie a tutti per il continuo sostegno, l'interesse e l'affetto dimostratoci sempre<br />gli amministratori del gruppo Massimo, Daniela, Luisa, Angela e Laura&rdquo;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">Campagne per gli animali<br /> www.campagneperglianimali.org</p></p>]]>
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<title>Allevamenti e macelli</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=616&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.promiseland.it/images/2009/300px-Detail_of_Achilles_thniskon%281%29.jpg" alt="" width="220" height="165" /></span></span></p>
<p><strong>Quanti animali  muoiono ogni anno per la produzione di carne nel mondo?</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il numero dei  pesci, tra allevati e pescati, ammonta a 80.000.000 di tonnellate,  10.000.000.000 &egrave; il bilancio degli animali come bovini ed ovini (I dati  elencati sono estratti da: Gli animali e gli italiani - Rapporto LAV  1999).&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto assurdo,  il controllo delle nascite negli allevamenti svincola, per ora, il  dramma dell' estinzione di queste specie.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In tutte le culture  la macellazione &egrave; regolamentata da diverse norme legislative e  sanitarie, ci&ograve; nonostante persistono casi cui si riscontrino violazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Controlli ed  ispezioni hanno dimostrato il verificarsi di infrazioni di questo genere  anche in Italia, cui &egrave; previsto il <a href="http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/98333dl.htm" target="_blank">decreto  legislativo 333/98.</a>&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda sorge  spontanea: perch&eacute; tanto interesse alla tutela di un animale destinato al  macello?</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire: E' forse  questo un principio di coscienza o solamente un rimedio al probabile  scalpore pubblico?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al fine di  accrescere la sensibilit&agrave; delle persone rispetto i summenzionati animali  costituirebbe un valido aiuto il divulgarsi di una capillare  informazione circa le attivit&agrave; nei macelli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: right; margin-left: 10px; margin-right: 0px;" src="http://www.promiseland.it/images/2009/foto%20arfrutt2.jpg" alt="" width="140" height="130" /></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso forse, &egrave; premura degli  imprenditori ammantare prodotti carnei o di origine animale con  fantasiose confezioni che spaziano principalmente negli alimenti per  bambini: mucche felici e sorridenti sulle confezioni di y&ograve;gurt, sulle  confezioni di hamburger e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E' decisamente  improbabile che una mucca da latte possa essere cos&igrave; felice: costretta a  partorire un vitello l' anno, il quale le verr&agrave; sottratto dopo circa  due giorni (se maschio, verr&agrave; ucciso) e sottoposta ad una costante  mungitura meccanica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorvoliamo sull'  hamburger.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa accadrebbe se un  bambino ricevesse l' informazione veridica difformemente messa a tacere  da immagini subdole?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo improbabile che  un bambino in piena fase di crescita, di formazione di carattere e  pensiero non giunga alla pi&ugrave; ovvia delle conclusioni: schiavizzare e  uccidere un animale non trova spazio nell' amore e nell' etica dell'  essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Perch&eacute; dunque siamo  arrivati a tutto questo?</p>
<p style="text-align: justify;">Per natura e  costituzione l' essere umano non appartiene alle specie carnivore,  tantomeno onnivore; sono il gusto, il denaro ed altri fattori ad aver  innescato il meccanismo di mutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="http://www.promiseland.it/images/2009/pantera%20carnivoro%282%29.jpg" alt="" width="200" height="150" /> <img src="http://www.promiseland.it/images/2009/denti%20cane%20onnivoro%282%29.jpg" alt="" width="200" height="150" />&nbsp;<img src="http://www.promiseland.it/images/2009/denti%20umano%284%29.jpg" alt="" width="200" height="150" align="left" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure l' umano  differisce dalle altre specie per una serie di elementi genetici che lo hanno reso <strong>un essere capace di raziocinio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia questo viene  a mancare in quelle circostanze cui il denaro e il potere determinano  la causa e l'effetto: dunque la causa alimentare e quella vestiaria (nel  caso delle <a href="http://pellicce.felinesoul.net/allevamenti-intro.html" target="_blank">pellicce</a>,  della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lana" target="_blank">lana</a> e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura#L.27allevamento_del_baco" target="_blank">seta</a>)  che vedono implicate entrambe lo sfruttamento e/o la morte di animali.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una dieta vegan (<strong>perfettamente  in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare umano</strong>) ad oggi,  dato il mercato attuale, necessita una reimpostazione dell' economia che  ruota intorno alle suddette cause.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come &egrave; possibile che  la costruzione di una nuova economia, priva di violenza, ostacoli la  salvaguardia degli animali?</p>
<p style="text-align: justify;">Come pu&ograve; l' umano  farsi governare e manipolare dal denaro a tal punto?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L' essere umano  necessit&agrave; di un risveglio, di una scossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Coscienza,  informazione ed impegno sono gli ingredienti base per offrire un futuro  pi&ugrave; roseo ad un fratello, un genitore, un figlio che non abbiano ancora  abbracciato uno stile di vita etico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><strong>Essere la  specie dominante non consegue il diritto di infierire sulle altre, a  maggior ragione l' uomo ne acquisisce responsabilit&agrave; e doveri etici, se  non altro la tutela delle stesse e l' incitamento ad una buona  evoluzione.</strong></p>
<p>Seppur importanti, l'  avanzamento tecnologico, l' esplorazione di altri pianeti succedono il  raggiungimento di un obbietivo prioritario, ovverosia la pace sul  proprio, ergo l' unanime assenza di violenza.</p>
<p style="text-align: right;">Laura Tarmati -  Redazione di Promiseland.it</p></p>]]>
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<title>Il Libro di Cucina per gli Amici degli Animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=615&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.promiseland.it/images/2009/libro-cucina-animali.jpg" alt="" width="121" height="160" />Un vero gioiello del fai da te  per la cucina vegan: tante saporite ricette, tutte senza carne,  pesce, latte, latticini o uova, ognuna delle quali illustrata da una  bellissima sequenza fotografica che ne mostra, passo dopo passo, le  varie fasi, rendendo la preparazione facile e immediata anche per i meno  esperti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><br /> <strong>Autore:</strong> <em>Fondazione Gabriele</em><br /> <strong>Editore</strong>: <em>Macro Edizioni</em><br /> <strong>Illustrato</strong> <em>con foto a colori</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><em><br /></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Primi, dolci e  frutta, ma soprattutto tantissime verdure di ogni tipo e per ogni  stagione: carciofi, patate, melanzane, cavoli, peperoni, barbabietole,  spinaci, pomodori, zucchine, pastinaca, cipolle, zucche, cetrioli,  porri, finocchi e sedano sono i protagonisti indiscussi di pietanze che  conquisteranno anche i palati pi&ugrave; difficili o raffinati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Oltre cento ricette  per un&rsquo;alimentazione sana, economica e rispettosa della vita degli  animali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><br /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: 1em;"><span style="font-size: 1em; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Libro , Pagg. 186<br /> Formato: 21x28 cartonato<br /> Prezzo &euro; 19,50</span></span></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Onnivori, Vegetariani, Vegani: i ricercatori del San Raffaele di Milano hanno scoperto che...</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=614&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.liquidarea.com/wp-content/uploads/2009/09/brain_images.jpg" alt="" width="220" height="167" />Che i vegetariani, rispetto ai carnivori, fossero pi&ugrave; sensibili verso   gli animali un po' l'avevamo immaginato, senza bisogno di scomodare la   risonanza magnetica funzionale... Ma i ricercatori del San Raffaele di   Milano non si sono fermati qui, individuando significative differenze  di  attivazione cerebrale anche fra vegani e vegetariani. Lo studio &egrave;  stato  pubblicato su Plos One.</p>
<p>Nello studio, realizzato dai ricercatori dell'Unit&agrave; di Neuroimaging   Quantitativo e della Divisione di Neuroradiologia del San Raffaele in   collaborazione con le Universit&agrave; di Ginevra e di Maastricht, sono stati   sottoposti alla visione di immagini di esseri umani o animali in   situazioni di sofferenza 20 soggetti onnivori, 19 vegetariani e 21   vegani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tramite risonanza magnetica funzionale i ricercatori hanno rilevato  che  "rispetto a soggetti onnivori, i vegetariani e i vegani presentano  una  maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello  associate  allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici,   indipendentemente dal fatto che le scene di sofferenza prevedessero il   coinvolgimento di umani o di animali".</p>
<p>Questo vuol dire - si legge nel comunicato stampa del San Raffaele -  che  "i vegetariani, coloro che non si cibano di carne e pesce, ma  fanno uso  di latte, uova e derivati e i vegani, coloro che non  utilizzano alcun  prodotto di origine animale, provano una diversa  empatia verso la  sofferenza umana ed animale rispetto agli onnivori".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ricerca ha anche dimostrato che "i vegetariani presentavano una   maggiore attivazione del cingolo anteriore (cosa che suggerisce una   maggiore attenzione verso gli stimoli presentati nel tentativo di   controllarne l'impatto emotivo), mentre i vegani attivavano maggiormente   il giro frontale inferiore, bilateralmente, area che si ritiene   coinvolta non solo in processi inibitori durante stimolazioni cognitive   ed emotive, ma anche in fenomeni di condivisione delle emozioni".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Tale pattern di attivazione potrebbe indicare una tendenza da parte  di  individui vegani a identificarsi non solo con gli esseri umani, ma  anche  con gli animali, al fine di comprenderne le emozioni e di   condividerle... Il presente studio dimostra in sostanza che negli umani   esistono circuiti neurali che si attivano nel momento in cui sentimenti   empatici vengono estesi anche a individui di altre specie, che   condividono con noi la capacit&agrave; di soffrire", ha spiegato Massimo   Filippi, responsabile dell'Unit&agrave; di Neuroimaging Quantitativo del San   Raffaele e autore principale dello studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Reference:</p>
<p>Filippi M et al., The Brain Functional Networks Associated to Human  and  Animal Suffering Differ among Omnivores, Vegetarians and Vegans,  Plos  One 2010.</p>
<p style="text-align: right;">fonte www.luigiboschi.it</p></p>]]>
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<item>
<title>Frutta, il cibo degli dei</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=613&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://raffaeleparente.files.wordpress.com/2009/05/frutta-fresca1.jpg" alt="" width="220" height="175" />La frutta, per i suoi principi nutritivi</strong>,   completi, armonici e bilanciati, risulta essere il cibo elettivo per  l'essere umano, il pi&ugrave; puro e il pi&ugrave; adatto al sostentamento della mente  e del  corpo dell'uomo; il cibo per cui, secondo la legge del minimo  dispendio energetico e digestivo, risulta essere il pi&ugrave; appropriato alla  specie  umana, strutturata morfologicamente, anatomicamente e  biologicamente per  raccogliere e mangiare la frutta. L'anatomia  comparata conferma che la dentatura  umana, lo stomaco, i succhi  gastrici digestivi, il canale intestinale ecc.  dimostrano, senza ombra  di dubbio, che l'essere umano &egrave; stato strutturato per nutrirsi quasi  esclusivamente di frutta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anticamente la frutta</strong> &egrave; stata ritenuta un  cibo  quasi sacrale, specialmente le scritture religiose sono piene di   racconti e parabole nei quali la frutta &egrave; considerata simbolo di  ricchezza,  abbondanza, salute e buona sorte: le cornucopie traboccavano  di frutta. Stando alla  Bibbia l'uomo era destinato ad essere  giardiniere, coltivatore non allevatore e quando dimentic&ograve; la sua  missione si svilupparono le malattie e la morte precoce. La frutta &egrave;  stata considerata il cibo pi&ugrave; ambito dall'uomo al punto da essere  simbolicamente la causa della cacciata dal paradiso  terrestre. Maometto  amava talmente mangiare i fichi da desiderare di portarli con  se in  paradiso. Anche nell'antico Egitto specialmente l'uva veniva ritenuta in  grande considerazione. I pagani consacravano l'ulivo a Minerva, il  dattero alle Muse, il fico e l'uva a Bacco, per ottenere la loro  protezione.</p>
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<p><strong>Tutte le piante producono frutti</strong> di qualche  tipo;  sul pianeta vi siano circa 300 mila differenti tipi di frutta, anche se   solo una piccola parte di questa &egrave; commestibile per l'uomo: quella  uiellaqudolce,  succosa, profumata e attraente alla vista. La frutta &egrave;  la parte commestibile delle piante come risultato dei  fiori  impollinati, mentre i legumi e i semi in genere non posseggono un  involucro  commestibile. La dolce e succosa polpa prodotta dalla pianta &egrave;  in sostanza una riserva di  cibo per il seme finch&eacute; questo non trova le  condizioni per germinare.  Nutrendosi di frutta l'uomo non nuoce  neppure alla pianta, (anche la pianta soffre se strappata) anzi dopo  aver mangiato un frutto (la pesca, l'albicocca, la nespola ecc.) l'uomo  getta il seme in un terreno lontano dal fusto dove i semi caduti non  potrebbero germogliare, contribuendo alla propagazione  della specie.</p>
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<p><strong>La frutta pu&ograve; essere suddivisa in 4 gruppi </strong>fondamentali:  A  (frutta sugosa); B (noci, mandorle ecc.); C (cereali); D (legumi).  Il  gruppo A costituisce la parte carnosa che avvolge il seme della  parte B. Questi  due gruppi costituiscono il nostro vero nutrimento  perch&eacute; possono essere  consumati direttamente, allo stato naturale, cio&egrave;  crudi, mentre gli alimenti che costituiscono il gruppo C e D devono  essere in qualche modo preparati. Quest'ultimi due gruppi in realt&agrave; sono  dei sostituti utilizzati dall'uomo fin dall'antichit&agrave; principalmente  quando la frutta fresca non era pi&ugrave; disponibile per fattori climatici.  In realt&agrave; &egrave; pi&ugrave; un  bisogno di variet&agrave; che di vere necessit&agrave;  nutrizionali che&nbsp; gli umani ricorrono al  consumo dei gruppi C e D.  Nella frutta del gruppo A &egrave; contenuto tutto ci&ograve; di cui  ha bisogno il  nostro organismo per riparare e mantenere i propri tessuti e  le  funzioni vitali in ottimo stato perch&eacute; fornisce all'organismo energia  sotto forma di zuccheri e nel contempo lo ripulisce dai rifiuti   accumulati. I frutti del gruppo B, anche se non necessari, sono utili  perch&eacute; aiutano  il corpo ad incamerare energia sotto forma di grassi.</p>
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<p><strong>Gli enzimi sono sinonimo di vita</strong> ed essi  nella  frutta fresca e matura sono nella loro massimo espressione. Ogni   alimento allo stato crudo contiene enzimi che si associano a quelli gi&agrave;  presenti nel  nostro apparato digerente allo scopo di scomporre gli  alimenti per assimilare i nutrienti contenuti.</p>
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<p><strong>La frutta contiene:</strong><strong> </strong>acqua biologica  distillata, enzimi, sali minerali organici, ferro non-eme bilanciato e  assimilabile, Auxoni o fattori di crescita, proteine in quantit&agrave;   bilanciata e commisurata alle esigenze umane,&nbsp; Omega3 contenenti  prostaglandine tipo I  e III positive, ormoni capaci di regolarizzare e  rallentare l'assorbimento del glucosio nell'intestino, antiossidanti che  riducono i radicali liberi e le malattie, prodotti alcalinizzanti  barriera contro l'osteoporosi, fibre, bioflavonoidi, molecole,  che si  trovano esclusivamente nella frutta e nella verdura e svolgono potenti   azioni protettive sui vari organi interni del nostro corpo, vitamine A,   B1, B2, C, PP. La frutta &egrave; altamente  purificante, anti-costipante e  dimagrante. Inoltre la frutta &egrave; priva di grassi saturi. E<strong>' </strong>tanto  pi&ugrave; ricca di nutrienti&nbsp; quanto pi&ugrave; proviene da terreni e climi non  contaminati.</p>
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<p><strong>La frutta e la verdura coltivata ai margini  delle  strade </strong>ha un maggiore contenuto di piombo rispetto a quella   coltivata in piena campagna. In modo particolare le mele hanno, tra  l'altro, anche il vantaggio di essere tra la frutta quella&nbsp; pi&ugrave; immune  allo smog. Ma tutta  la frutta ha potere disintossicante. Gi&agrave; alla fine  del 1800 Metchnikoff  dimostra che attraverso certi enzimi  disintossicanti del fegato e di altri  organi, si pu&ograve; ottenere un  ringiovanimento ed un allungamento della vita. Mentre  Kempner suggeriva  agli ipertesi di consumare mele e riso, entrambi capaci di  assorbire  il sodio dalle pareti delle arterie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Molti  frutti della nostra area geografica</strong> non  richiedono trattamenti chimici e sono naturalmente biologici, come:  fico, fico d'india, cachi, nespola, melograno, corbezzolo, frutti di  bosco, sorba, fragolina di bosco,  azzeruolo, carruba, lampone,  giuggiola, gelso, mora, mandarino, clementina,  mirtillo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le mele  meritano una particolare considerazione:</strong> sono le pi&ugrave; ricche dello zucchero  meno pericoloso, il fruttosio, che  non determina diabete, n&eacute; riduzione  ormonale. Infatti le mele hanno 6  parti di fruttosio e una parte di glucosio e saccarosio, mentre l'altra  frutta ha per lo pi&ugrave; uguali quantit&agrave; tra fruttosio, glucosio e  saccarosio. Soltanto uva e ciliegie hanno il 6% di fruttosio, ma anche  un'alta carica di glucosio e saccarosio. Le mele hanno il pi&ugrave; alto  contenuto di pectine rispetto a tutti gli altri  frutti, sostanze capaci  di ridurre il contenuto batterico intestinale svolgendo un'azione  profilattica e curativa contro le artriti. Il vantaggio di contenere  un'alta quantit&agrave; di fruttosio e una scarsa quantit&agrave; degli  altri  zuccheri &egrave; notevole: gli altri zuccheri favoriscono la formazione di  trigliceridi che insieme al colesterolo provocano l'arteriosclerosi; il  colesterolo colpisce di pi&ugrave; il cuore, il cervello e i reni, mentre i  trigliceridi si localizzano principalmente nelle arterie delle gambe e   della retina. Il fruttosio passa direttamente dall'intestino al fegato  senza produzione di trigliceridi. Le persone che soffrono di grampi  notturni dovrebbero sostituire lo zucchero con il fruttosio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le mele contengono</strong> 16 aminoacidi tra questi  due  considerati essenziali, la lisina e la treonina, sufficienti alla   sintesi proteica, cio&egrave; alla crescita dei tessuti e alla riparazione  degli  stessi. Da notare che l'eccesso proteico comporta un  consequenziale aumento di aminoacidi che riducono le prestazioni  cerebrali, inducendo una specie  di torpore intellettuale con effetti  negativi sulla memoria e sulle  capacit&agrave; creative dell'uomo. Inoltre  indagini dimostrano che eccessi proteici, oltre ad abbassare il pH del  sangue,&nbsp; favoriscono l'insorgenza di vari  tipi di tumore. Un tempo si  riteneva che fossero 8 gli aminoacidi essenziali,  cio&egrave; quelli che non  sono prodotti dall'organismo e che devono essere introdotti con le  dieta, mentre le ultime ricerche dimostrano che sono  solo 2 sono  realmente essenziali, la treonina e la lisina appunto.</p>
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<p><strong>La mela &egrave; ricca</strong> di polifenoli protettivi,  di  peptine antisettiche, di potassio. I polifenoli attivano anche un   complesso enzimatico presente in tutti i tessuti umani (il P-450) che ha  poteri disintossicanti e anticancerogeni, ma soprattutto &egrave; un fattore   antisenile. Le cavie cui vengono somministrati polifenoli resistono  meglio alla fatica. Inoltre, i polifenoli, considerati i veicoli della  vitamina C,&nbsp;  favoriscono la diuresi, stimolano il cuore, inibiscono il  glaucoma, captano il calcio e  lo introducono nelle cellule.</p>
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<p><strong>Sotto l'influenza del sole</strong> gli amidi della frutta  si trasformano in&nbsp; zuccheri. Gli zuccheri della frutta sono  migliori  degli amidi e forniscono la stessa energia, perch&eacute; richiedono un lavoro  digestivo molto minore e con dispendio energetico prossimo allo zero. In  sostanza danno il maggior nutrimento con il minor sforzo digestivo.   Infatti una considerevole energia viene sperperata per convertire  l'amido in zucchero.</p>
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<p><strong>La migliore fonte di zucchero</strong> per il corpo &egrave;  la  frutta dolce: mele, kaki, fichi, pere, albicocche, pesche, ciliegie,   prugne, nespole, meloni, cocomeri, banane, datteri ecc. i cui zuccheri  arrivano predigeriti nel nostro intestino, ben bilanciati con le  vitamine, i  minerali e gli altri fattori nutritivi, in condizione  ideali secondo i requisiti  digestivi dell'apparato digerente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anche se gli umani risultano strutturati</strong> per  alimentarsi fondamentalmente di frutta, i nostri progenitori per milioni   di anni insieme alla frutta, consumata allo stato naturale e in  ambienti incontaminati, si nutrivano, anche se in modo limitato, anche&nbsp;  bacche,  semi e radici. Nel contesto attuale della societ&agrave;  industrializzata, ritengo  difficile oggigiorno poter vivere per lunghi  periodi di sola frutta, anche se  biologica e che a questa &egrave; necessario  aggiungere un giusto quantitativo di semi  oleaginosi, radici e verdura  consumata cruda.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Franco Libero Manco</em></strong></p></p>]]>
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<title>Chiude Morini, salvi i beagle</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=612&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Per anni al centro delle  proteste degli animalisti,  cessa l'attivit&agrave; l'allevamento di S. Polo  specializzato in animali da  laboratorio. 283 cani acquistati dal Comune  e ceduti a un'associazione di  Milano.<br /> Un accordo tra Giovanna Soprani, titolare   dell'allevamento Morini, e il sindaco di San Polo, Mirca Carletti,  scrive la  parola fine sulla vicenda dei cani beagle che per anni ha  suscitato proteste, anche  a livello nazionale, presidi, scontri,  violente polemiche nel mondo degli  animalisti e tra le associazioni che  si battono per la difesa deglia animali,  coma Enpa e Lav.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.oipaitalia.com/vivisezione/foto/morini/Img_1434%20%28Custom%29.jpg" border="1" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'allevamento Morini  cessa l'attivit&agrave; e&nbsp;l'area  sar&agrave; oggetto di riqualificazione urbanistica.  I beagles rimasti, che sono  283,&nbsp;sono stati acquistati a prezzo di  mercato dal Comune, insieme a circa  700 cavie da laboratorio.&nbsp;Verranno  trasferiti&nbsp;a Milano e ceduti  gratuitamente all'associazione di  volontariato&nbsp;&ldquo;Vita da cani&rdquo;, che fa  parte&nbsp;dell'OIPA, l'Organizzazione  Internazionale per la Protezione degli Animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.oipaitalia.com/vivisezione/foto/morini/DSC_0715%20%28Custom%29.JPG" border="1" alt="" width="399" height="267" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I volontari collocheranno  i cani&nbsp;in strutture  veterinarie dove potranno seguire il protocollo di  riabilitazione prima di  essere dati in adozione. Sono passati  esattamente otto anni da quando la  vicenda dell'allevamento Morini ebbe  inizio.&nbsp;Nel giugno&nbsp;2002 un  camion con a bordo 56 cuccioli beagle,  proveniente da San Polo, venne bloccato  alla frontiera con l'Austria: i  cani erano destinati ai tavoli di  sperimentazione di un laboratorio  farmaceutico di Amburgo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>di Margherita Grassi </em><a href="http://www.viaemilianet.it/rssre.php?id=17734" target="_blank"><em>http://www.viaemilianet.it/rssre.php?id=17734</em></a></p>
<p>Info sulla campagna OIPA  contro Morini alla pagina<a href="http://www.oipaitalia.com/vivisezione/morini.html" target="_blank"><br /> http://www.oipaitalia.com/vivisezione/morini.html</a></p></p>]]>
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<title>"Scienza senza sofferenza: un report del Dr Hadwen Trust"    </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=611&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Questo dossier       descrive la sofferenza patita dagli animali in una serie di  esperimenti condotti in Gran       Bretagna, e dimostra quanto ciascuno di essi sia stato inutile.  Vuole denunciare la mancanza       di etica nella sperimentazione animale e la sua inutilit&agrave;  scientifica. Questi sono i dati       della Gran Bretagna perch&eacute; chi ha compilato il dossier &egrave;  un'associazione britannica, ma lo       stesso genere di esperimenti vengono compiuti in Europa e in tutto  il mondo, Italia compresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.ilnuovomondo.it/images/fotoanimalitorture03.jpg" alt="" width="109" height="125" /><strong>Gli       autori: Fondazione Dr Hadwen Trust </strong></p>
<p>La fondazione del       Dr Hadwen Trust finanzia e promuove esclusivamente sperimentazioni  senza l'uso di animali. Da       questo importante lavoro traggono benefici gli uomini, grazie allo  sviluppo di una scienza       sempre pi&ugrave; affidabile e rilevante, ma anche gli animali di  laboratorio.        La Fondazione       infatti sostiene che l'eccellenza nella ricerca medica pu&ograve; e deve  essere conseguita senza       l'uso di sperimentazioni su animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ricerca       innovativa peer-reviewed e di alta qualit&agrave; portata avanti dalla  Fondazione combina i rigorosi       principi etici con l'eccellenza scientifica, e ha trattato  svariate malattie come l'epilessia,       il cancro, la meningite, l'asma, il diabete, l'artrite, il morbo  di Alzheimer, patologie       polmonari, vaccini, farmaci, patologie cardiovascolari, malattie  tropicali, gravidanza e       sviluppo fetale, tumori cerebrali e AIDS. La fondazione del Dr  Hadwen Trust &egrave; considerata       un'autorit&agrave; a livello internazionale per ci&ograve; che riguarda la  sostituzione delle tecniche di       sperimentazione animale e la promozione attiva del concetto e  della pratica della ricerca       medica senza l'uso di animali da laboratorio attraverso  pubblicazioni, dibattiti e mezzi di       comunicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Introduzione </strong></p>
<p>Ogni anno sono       circa 3 milioni le sperimentazioni sugli animali eseguite in Gran  Bretagna per le quali       vengono utilizzati 2.8 milioni di animali. Specie animali come  gatti, cani, conigli, criceti,       topi, scimmie e pecore vengono avvelenati o sottoposti ad  iniezioni di sostanze nocive,       infettati con virus letali, o vengono loro provocati danni  cerebrali, attacchi cardiaci, ictus       o tumori; e alla fine vengono uccisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il governo e       l'industria della vivisezione rassicurano spesso la preoccupata  opinione pubblica sul fatto       che in Gran Bretagna tali sperimentazioni sono sottoposte a rigidi  controlli e che la       sofferenza animale &egrave; ridotta al minimo. Tutto ci&ograve; &egrave; ingannevole &ndash; <strong>la  verit&agrave; &egrave;       che l'attuale legislazione permette ancora che gli animali di  laboratorio siano sottoposti ad       elevati livelli di sofferenza fisica e psicologica</strong>. Per  eseguire una procedura sugli       animali in questo paese &egrave; sufficiente ottenere un'autorizzazione  solo nel caso in cui l'Home       Office decida che questa sperimentazione probabilmente provoca  "dolore, sofferenza,       angoscia o danno prolungato". In alcune sperimentazioni, il  livello di sofferenza       sopportato &egrave; molto alto. Senza dubbio se la gente fosse messa a  conoscenza anche solo in       parte della sofferenza che le cavie di laboratorio sono costrette  ad affrontare, ne rimarrebbe       sconvolta.</p>
<p>Oltre a provocare       dolore e sofferenza, <strong>la sperimentazione animale non &egrave;  utile a livello scientifico</strong>,       poich&eacute; vi sono delle differenze tra umani e animali che possono  portare a risultati       fuorvianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo       dossier presenta sei recenti casi di sperimentazione animale che  sono stati condotti in Gran       Bretagna e che prevedono elevati livelli di sofferenza per gli  animali</strong> &ndash; la reale condizione a cui saranno sottoposti questi animali sar&agrave;  notevolmente diversa       dalla versione addolcita che viene spesso fornita dall'industria  della ricerca sull'uso degli       animali nelle sperimentazioni mediche, la quale vorrebbe farci  credere che tutto &egrave; nella       norma. Questi esempi includono: lesioni al cervello provocate  deliberatamente nei primati non       umani, induzione dell'insufficienza cardiaca nei topi, contagio  deliberato di cavie con       malattie infettive letali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ogni esempio, <strong>la       giustificazione scientifica dell'uso di animali per le  sperimentazioni viene contestata</strong>.       Inoltre, potrebbero essere disponibili anche approcci pi&ugrave;  rilevanti di ricerca senza l'uso di       animali. La fondazione del Dr Hadwen Trust crede che la  sperimentazione animale presenti       notevoli limitazioni che destano particolare preoccupazione visto  il grado di fiducia che       normalmente le viene rivolto, senza neanche avere una reale prova  di efficacia. Le varie       differenza nell'anatomia, metabolismo, fisiologia inevitabilmente  verranno a galla,       sottolineate da ulteriori variazioni genetiche specifiche di ogni  specie. Perfino minime       differenze molecolari possono avere un effetto significativo sulla  validit&agrave; dei risultati per       l'estrapolazione dagli animali all'uomo.</p>
<p>Inoltre, se il       governo applicasse correttamente la legislazione vigente in Gran  Bretagna, le sperimentazioni       come queste che comportano un'elevata sofferenza e dubbia validit&agrave;  scientifica, non avrebbero       mai dovuto essere permesse.        La Sezione       5(4) dell'Animals (Scientific Procedures) Act del 1986 contiene  ci&ograve; che &egrave; comunemente       riportato come la valutazione "costo/beneficio del test". Ci&ograve;  significa che prima       che venga concesso il permesso per effettuare una sperimentazione  con animali si dovrebbe       valutare se i vantaggi derivanti da questa procedura giustifichino  in ogni caso la sofferenza       a cui verranno sottoposti gli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Dr Hadwen Trust       non concorda con questo approccio utilitaristico all'etica alla  sperimentazione animale, ma       finch&eacute; questa legge sar&agrave; in vigore e sostenuta dal governo e  dall'industria della ricerca       che si proclamano protettori degli animali, siamo convinti che  debba almeno essere applicata       rigorosamente. Uno dei maggiori punti deboli di questo sistema &egrave;  che la specie che trae       beneficio dalla sperimentazione animale &egrave; poi la stessa che  giudica; in questo caso &egrave; l'uomo       che, non soffrendo in prima persona, sottovaluta la sofferenza  animale rispetto al beneficio       ottenuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fondazione del       Dr Hadwen Trust auspica la sostituzione di tutte le tecniche di  ricerca che fanno uso di       animali; tuttavia, almeno vorrebbe assistere ad una immediata fine  degli esperimenti che       causano elevati livelli di sofferenza agli animali. Riteniamo che  il governo abbia la       responsabilit&agrave; morale e scientifica di far cessare al pi&ugrave; presto  l'uso degli animali nelle       sperimentazioni, a beneficio degli animali e per la salute umana,  come anche per i vantaggi       economici che deriverebbero da tecniche di ricerca senza l'uso di  animali. Per questo motivo       chiediamo al governo di organizzare un programma per la  sostituzione di tutte le tecniche di       ricerca con animali con metodi alternativi. In altre parole, una  strategia per fare ricerca       senza sofferenza, per il benessere animale e dell'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La       terrificante sofferenza animale nei laboratori inglesi </strong></p>
<p><strong>Infezioni       fungine letali nelle cavie </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Universit&agrave; di       Aberdeen</p>
<ul>
<li>
<p>98 animali</p>
</li>
<li>
<p>Iniezioni  sull'addome in animali coscienti</p>
</li>
<li>
<p>Infezioni  micotiche letali</p>
</li>
<li>
<p>Antimicotici  somministrati con la forza           direttamente in gola</p>
</li>
<li>
<p>Morte lenta e  dolorosa</p>
</li>
</ul>
<p>In questa       sperimentazione, i ricercatori hanno studiato gli effetti  combinati di due trattamenti       antimicotici sull'infezione sperimentale nelle cavie. 96 cavie  sono state sottoposte a       iniezioni di sostanze chimiche sull'addome per indebolire i loro  sistemi immunitari,       rendendoli in questo modo pi&ugrave; suscettibili alle infezioni. Alcuni  animali sono morti gi&agrave;       durante questa fase di pre-trattamento. Agli animali sopravissuti  sono state iniettate dosi       letali di un fungo (Aspergillus). Precedenti test avevano  dimostrato che gi&agrave; dopo solo 3/4       giorni dal momento del contagio con questo fungo le cavie  morivano.</p>
<p>Dopo le dosi       letali, ad alcuni animali sono stati somministrati degli  antimicotici: uno per via orale,       utilizzando un tubo inserito in gola due volte al giorno, e  l'altro attraverso dolorose       iniezioni giornaliere sulla pancia. Un altro gruppo di animali ha  ricevuto solo un       antimicotico e gli animali del gruppo di controllo non hanno  ricevuto nessuna terapia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inevitabilmente,       tutti gli animali del gruppo di controllo sono morti entro pochi  giorni. I ricercatori hanno       monitorato le cavie solo due volte al giorno, cos&igrave; molte avranno  sofferto per ben 9-15 ore       (ad es. la notte) prima che i ricercatori si potessero accorgere  della loro sofferenza. Le       cavie che mostravano grave sofferenza sono state uccise e dopo 21  giorni tutte le cavie ancora       vive sono state uccise. I reni di questi animali sono stati  prelevati ed esaminati. I       ricercatori hanno concluso che il trattamento con l'antimicotico  in questione &egrave; in grado di       prolungare la sopravvivenza.</p>
<p>La dose di fungo       utilizzata in questi esperimenti era tale da uccidere una cavia in  4 giorni. Le infezioni       micotiche uccidono distruggendo gli organi interessati. Possono  provocare cecit&agrave; qualora       vengano infettate le orbite oculari e possono distruggere il  fegato, i reni ed altri organi       importanti. Un altro documento di ricerca in cui procedure molto  simili furono condotte sulle       cavie negli USA, riferisce che gli animali avevano sviluppato  importanti infezioni epatiche,       renali, polmonari e cerebrali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare, il       gruppo di controllo composto da 20 cavie, che non aveva ricevuto  nessun trattamento       antimicotico, con molta probabilit&agrave; deve aver sofferto  notevolmente. Queste cavie sono       infatti morte tutte in 5 giorni. I loro organi sono stati  attaccati dall'infezione, che li ha       portati alla morte dopo giorni di agonia o finch&eacute; non sono stati  soppressi dagli       sperimentatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I punti       deboli di questa ricerca e i metodi sostitutivi senza l'uso di  animali </strong></p>
<p>L'utilizzo delle       cavie in questi esperimenti fornisce risultati poco attendibili e  non rilevanti per l'uomo.       Metodi di ricerca senza uso di animali possono e dovrebbero essere  utilizzati e riteniamo che       l'estrema sofferenza provata da questi animali durante questi test  dovrebbe far s&igrave; che il       governo vieti il loro impiego in questi esperimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'Apsergillus &egrave; un       fungo che colpisce i polmoni, specialmente dei pazienti con un  sistema immunitario debilitato       come quelli affetti da AIDS, sottoposti a trapianto o affetti da  tumore. Sorprendentemente, i       farmaci antimicotici utilizzati in questo esperimento sono gi&agrave;  disponibili nella pratica       clinica, e trattamenti cos&igrave; combinati si potevano studiare su  volontari. I pazienti che non       hanno tratto vantaggio dal trattamento con un singolo antimicotico  sono infatti       particolarmente disponibili a sottoporsi a questo tipo di  sperimentazioni.</p>
<p>Inoltre, le       interazioni dell'Aspergillus con le vie aree umane e le cellule  polmonari possono essere       studiate in colture nei laboratori e gli effetti delle terapie  antimicotiche possono essere       analizzate anche tramite test in vitro.</p>
<p>Sebbene i metodi in       vitro siano ampiamente utilizzati per studiare le infezioni  micotiche, le differenze       registrate tra i risultati ottenuti in vitro e quelli degli  esperimenti condotti sulle cavie       hanno creato una certa confusione sulla validit&agrave; e l'efficacia  della terapia combinata       antimicotica nell'uomo. L'utilizzo di animali &ndash; una specie  differente dall'uomo &ndash; &egrave; una       delle principali cause di tale confusione. In futuro, i modelli  basati sui test in vitro e sui       dati clinici potrebbero aiutare a prevedere pi&ugrave; accuratamente le  risposte nei pazienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le differenze che       vi sono tra le specie non fanno altro che sottolineare che i  risultati validi per una possono       non esserlo per l'altra. Perfino nelle stesse specie, i risultati  possono variare. Per       esempio, differenti razze di topi mostrano diversi pattern di  suscettibilit&agrave; e resistenza       all'infezione da Apsergillus fumigatus. I risultati ottenuti dalle  sperimentazioni animali       spesso confondono piuttosto che chiarire la situazione clinica.</p>
<p>Un altro importante       punto debole &egrave; l'uso scorretto della modalit&agrave; d'infezione.  L'Aspergillus &egrave; un'infezione       polmonare provocata dall'inalazione di spore del fungo. Le cavie  utilizzate in questo       esperimento sono state sottoposte ad iniezioni a base di tale  fungo direttamente in vena,       metodo che porta all'infezione dei reni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ricerca       sul dolore nei roditori </strong></p>
<p>Novartis Insitute       for Medical Sciences, Londra<br /> AstraZeneca, Cheshire</p>
<ul>
<li>
<p>Dolore  deliberatamente inflitto</p>
</li>
<li>
<p>Dolore  implacabile fino alla morte</p>
</li>
<li>
<p>Tumori  dolorosi</p>
</li>
<li>
<p>Zoppia  provocata dal dolore</p>
</li>
<li>
<p>Iniezioni di  sostanze chimiche nelle           ginocchia per provocare ulcere e lesioni ossee</p>
</li>
</ul>
<p>La ricerca sul       dolore si basa sull'induzione deliberata di dolore negli animali  per poi somministrare loro       antidolorifici ed osservare se questi sono efficaci. Gli animali  dei gruppi di controllo       utilizzati in questi studi non ricevono antidolorifici e sono  costretti a sopportare un dolore       tremendo spesso fino alla morte.</p>
<p>Qui di seguito       alcuni esempi di recenti ricerche sul dolore condotte sugli  animali nel Regno Unito:</p>
<ul>
<li>
<p>Studio dei  tumori ossei nei ratti           attraverso iniezioni di cellule di cancro al seno nelle ossa  degli arti inferiori degli           animali. Queste causano tumori dolorosi che crescono in modo  rapidissimo e che provocano           un esteso danno osseo. In questi raccapriccianti esperimenti  di durata superiore ai 20           giorni, gli animali diventavano estremamente sensibili al  dolore, scatenato anche dal           leggero tocco ai loro arti lesionati e zoppi.</p>
</li>
<li>
<p>Iniezioni  nelle giunture dei ratti di una           sostanza chimica nota come MIA (monoiodacetato), per provocare  la lesione della           cartilagine articolare e la distruzione dell'osso della zampa  posteriore. Questi           esperimenti hanno come scopo quello di simulare i sintomi  dell'osteoartrite, e per           effettuarli sono stati utilizzati 400 animali, alcuni dei  quali hanno sopportato questi           sintomi tremendamente dolorosi per 35 giorni, senza alcun  antidolorifico. Ad altri animali           sono stati somministrati degli antidolorifici per studiare la  natura del loro dolore,           tuttavia un farmaco non ha sortito alcun effetto e questi  ratti hanno sofferto per 28           giorni senza alcun sollievo.<br /> Dopo 14 giorni, i ricercatori hanno riscontrato gravi  ulcerazioni della cartilagine e           dell'osso nelle giunture dei ratti e dopo 21 giorni gli  animali presentavano un profondo           danno osseo. Inoltre, il danno articolare ha causato danni ai  nervi vicini alla colonna           vertebrale, infliggendo ulteriore dolore. I ratti che si sono  trovati a sopportare il           danno ai nervi e alle articolazioni sono stati costretti a  camminare affinch&eacute; i           ricercatori potessero esaminare il grado di zoppia. Gli  animali sottoposti alle iniezioni           di MIA erano molto riluttanti ad appoggiare gli arti  interessati: un chiaro segno di           dolore.</p>
</li>
</ul>
<p><strong>I punti       deboli di questa ricerca </strong></p>
<p>Questi esperimenti,       che coinvolgono l'induzione deliberata di dolore e sofferenza  negli animali, a molti dei quali       non sono stati somministrati neanche antidolorifici, ha sollevato  seri problemi etici. Il       dolore umano &egrave; un'esperienza molto soggettiva e complessa che non  pu&ograve; essere riprodotta da       questi esperimenti semplicistici sugli animali. I risultati  ottenuti da questi test non sono       affidabili per utilizzarli anche nell'uomo, e non vi &egrave; ancora  nessun trattamento efficace per       il dolore cronico a lungo termine, nonostante i numerosi  esperimenti animali condotti in       questo campo.</p>
<p>Numerosi modelli       animali dell'osteoartrite umana sono utilizzati da molti anni, ma  nessun trattamento per       arrestare il deterioramento articolare nei pazienti &egrave; stato ancora  scoperto. La creazione       artificiale di una una malattia in un'altra specie, difficilmente  fornir&agrave; risultati       abbastanza affidabili da essere applicati nell'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella ricerca di       nuove molecole per i farmaci antidolorifici, sono state  riscontrate notevoli differenze tra i       roditori e l'uomo sui recettori chiave del dolore.</p>
<p>Specie diverse       reagiscono ai farmaci in modi diversi e gli antidolorifici possono  avere effetti notevolmente       differenti in animali diversi. Un esempio ben noto di questa  situazione &egrave; la morfina, che ha       un effetto sedativo nell'uomo ma eccitante nei gatti. La morfina  ha anche diversi gradi di       tossicit&agrave; nelle diverse specie animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti degli       esperimenti sugli animali misurano le variazioni di comportamento  di questi come indicatore       dell'efficacia del farmaco antidolorifico usato. Anche i medici  veterinari sanno bene che il       dolore negli animali &egrave; estremamente difficile da riconoscere ed  interpretare, specialmente       nei roditori, che sono per natura animali preda e quindi tendono  istintivamente a nascondere       il dolore e il disagio per evitare di diventare un facile  bersaglio. Perci&ograve;, la valutazione       del comportamento animale non &egrave; un metodo molto accurato o  significativo per determinare       l'efficacia degli antidolorifici.</p>
<p>Non solo si hanno       notevoli differenze tra le specie, ma studi condotti sull'uomo  hanno messo in evidenza anche       differenze nella sensibilit&agrave; al dolore tra i due sessi, e gli  antidolorifici sembrano agire       in modo diverso tra uomini e donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodi       sostitutivi senza l'uso di animali </strong></p>
<p>Oltre che       perfettamente possibile, &egrave; anche eticamente e scientificamente  auspicabile, per studiare       efficacemente il dolore nell'uomo e l'analgesia, non ricorrere  alla sperimentazione animale.       La conoscenza del dolore umano &egrave; essenziale al fine di sviluppare  terapie antidolorifiche       efficaci. Nuove conoscenze nel campo del dolore nell'uomo e sugli  effetti degli antidolorifici       sono state ottenute grazie a metodi non invasivi d'imaging del  cervello (PET, RMI, MEG). Con       queste tecniche, i volontari vengono esaminati per identificare le  aree del cervello coinvolte       in diversi tipi di processi dolorosi, le parti del cervello  colpite dagli analgesici, e la       durata di questi effetti. Queste tecniche non invasive d'imaging  stanno anche per essere       applicate allo studio del midollo spinale nell'uomo, anch'esso  coinvolto nei processi       dolorosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E' stata anche       utilizzata una tecnica chiamata microdialisi, in cui una sottile  sonda viene inserita nei       tessuti di un soggetto, per monitorare le variazioni biochimiche a  livello tissutale in       diverse condizioni dolorose nell'uomo. Queste tecniche possono  essere utilizzate con pazienti       con un dolore pre-esistente come anche nei volontari sani.</p>
<p>Uno dei maggiori       vantaggi di questi metodi non invasivi e sicuri, &egrave; che &egrave; l'uomo la  specie in esame e che i       volontari sono in grado direttamente di comunicare il dolore da  loro provato come anche il suo       alleviarsi, cosa che con gli esperimenti sugli animali non &egrave;  possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Induzione       deliberata di lesioni al cervello nelle scimmie </strong></p>
<p>King's College,       Londra</p>
<ul>
<li>
<p>Iniezioni di  sostanze tossiche nel           cervello</p>
</li>
<li>
<p>Tremori,  incontinenza, comportamento           compulsivo</p>
</li>
<li>
<p>Isolamento</p>
</li>
<li>
<p>Movimenti  anormali</p>
</li>
<li>
<p>Mesi di  sperimentazione</p>
</li>
</ul>
<p>Pi&ugrave; di 4500 test       su primati sono stati eseguiti in Gran Bretagna nel 2500, e pi&ugrave; di  3000 sono stati gli       animali utilizzati.        La Gran Bretagna       resta il pi&ugrave; grande utilizzatore di primati per le sperimentazioni  in tutta Europa.</p>
<p>Al Centro di       Ricerca sulle Patologie Neurodegenerative del King's College di  Londra, le scimmie marmoset       sono regolarmente utilizzate nelle ricerca per il Morbo di  Parkinson. A questi animali viene       iniettata una sostanza tossica, il MPTP, che causa un danno  cerebrale per ricreare       artificialemnte il Morbo di Parkinson umano. Le scimmie a cui  viene iniettata tale sostanza       soffrono molto. Presentano tremori, rigidit&agrave;, postura anormale,  perdita di equilibrio,       incontinenza, comportamento compulsivo, costipazione, e possono  subire un danno talmente grave       da non essere pi&ugrave; in grado di nutrirsi da sole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un recente       esperimento, 8 scimmie marmoset di et&agrave; compresa tra i 2 e i 7 anni  sono state sottoposte ad       iniezioni giornaliere di MPTP per 5 giorni. Alcune di queste  scimmie sono state poste in       isolamento, una condizione molto stressante per qualsiasi primate,  e sono dovute essere       imboccate per nutrirsi per 8-10 settimane a causa del grave danno  cerebrale subito. Con molta       probabilit&agrave; anche le normali abitudini relative alla pulizia  personale sono venute meno,       aumentando in questo modo lo stress subito da queste scimmie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'obiettivo       dell'esperimento era quello di investigare gli effetti collaterali  delle terapie       farmacologiche, e l'effetto del cambiamento dei farmaci utilizzati  nella gestione del Morbo di       Parkinson nell'uomo. L'utilizzo a lungo termine della Levodopa, il  trattamento attualmente in       uso, causa movimenti involontari e ripetitivi che sono persistenti  nei pazienti. Dopo il danno       provocato dall'iniezione di MPTP, agli animali &egrave; stato  somministrato o        la L-dopa       o il ropinerole per 30 giorni. In seguito agli animali &egrave; stato  cambiato il farmaco e il nuovo       &egrave; stato somministrato per ulteriori 56 giorni. Circa un mese dopo a  tutti gli animali &egrave;       stata somministrata nuovamente un'elevata dose di L-dopa e sono  state quindi valutate le loro       risposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Circa a met&agrave; della       sperimentazione farmacologica, le scimmie a cui &egrave; stata  somministrata        la L-dopa       hanno sviluppato una discinesia di grado moderato grave. Hanno  inoltre manifestato movimenti       anormali e continui alquanto disabilitanti, inclusi rapidi  tremolii degli arti inferiori e       movimenti contorsivi degli arti, responsabili delle posture  anormali. Questi sintomi alquanto       stressanti sono durati per 3 ore due volte al giorno per 16  giorni.</p>
<p>Questi esperimenti       si sono svolti in 6 mesi in totale e insolitamente, alla fine  queste scimmie non sono state       uccise per la consueta analisi post mortem. Alla base di questa  scelta vi &egrave; stata la scarsa       disponibilit&agrave; di animali al tempo dello studio. Al termine di gran  parte degli studi, spesso       dopo molti mesi, gli animali vengono uccisi ed il loro cervello  esaminato. Il fatto che questi       animali non siano stati uccisi fa pensare che siano stati  utilizzati per altri esperimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I punti       deboli di questa ricerca </strong></p>
<p>Provocare un danno       al cervello di una scimmia con dosi massicce di una sostanza  tossica &egrave; un modello rozzo,       semplicistico e altamente artificiale del Morbo di Parkinson  umano. Gli autori stessi       sottolineano che i primati trattati con MPTP non sono un modello  completo di MP, come quello       che si verifica nell'uomo. Il Morbo di Parkinson non &egrave; mai stato  completamente e       accuratamente ricreato negli animali, poich&eacute; questi non soffrono  in natura di questo       disturbo. Vi sono notevoli differenze tra il MP dell'uomo e la  condizione ricreata nei       primati. Per esempio, la causa del MP umano &egrave; sconosciuta; i  sintomi si sviluppano       gradatamente e peggiorano nel tempo. Al contrario, negli  esperimenti animali le scimmie       marmoset sane sono sottoposte ad un rapido danneggiamento del  cervello, dal quale si possono       riprendere quando viene interrotta la tossina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, i corpi di       Lewy, strutture caratteristiche scoperte nei cervelli di tutti i  pazienti con MP, sono       riscontrati raramente in quelli delle scimmie.</p>
<p>I ricercatori hanno       concluso dall'esperimento sopra descritto che i pazienti  all'ultimo stadio del MP sotto L-dopa       possono trarre beneficio dal cambiamento di farmaco - conclusione  gi&agrave; suggerita       dall'esperienza clinica nell'uomo. Perch&eacute; i ricercatori sentono il  bisogno di investigare       questo utile risultato clinico in un esperimento animale quando  sanno che pu&ograve; essere       fuorviante? Le differenze tra le specie e l'artificiosit&agrave; del  modello animale rendono i       risultati di dubbia rilevanza per i pazienti umani con MP.  Focalizzandosi sugli esperimenti       animali, piuttosto che sugli studi clinici, si rischia di  rallentare il progresso scientifico       anzich&eacute; accelerarlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodi       sostitutivi senza l'uso di animali </strong></p>
<p>In questo caso       particolare, gli studi clinici su pazienti malati di MP avevano  gi&agrave; fornito importanti e       rilevanti indizi riguardo ai potenziali benefici derivanti dal  passaggio ad un altro farmaco,       rendendo gli esperimenti su animali di poco valore.</p>
<p>Le tecniche non       invasive d'imaging cerebrale, come        la PET       e        la RMI       , sono attualmente utilizzate per studiare l'attivit&agrave; cerebrale  nei pazienti con MP e hanno       evidenziato disturbi nella funzionalit&agrave; cerebrale. Chiaramente,  questi metodi continueranno       ad avere un ruolo chiave nella comprensione delle patologie  cerebrali nell'uomo come il MP, e       forniranno i mezzi per stabilire nuove terapie e migliorare le  attuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ricerca post       mortem che utilizza i tessuti umani donati &egrave; di gran valore per  seguire la progressione di       una malattia, e gli effetti dei trattamenti e degli interventi.  Nel Regno Unito esistono gi&agrave;       alcune banche a cui le persone possono donare il loro cervello  dopo la morte, sebbene il Dr       Hadwen Trust desidererebbe vedere interventi sponsorizzati dal  governo per incoraggiare a       donare i propri organi per la ricerca attraverso un sistema  coordinato a livello nazionale e       adeguatamente regolato. Studi dei tessuti e delle cellule umane  stanno fornendo notizie di       incredibile valore riguardo i meccanismi cellulari responsabili  della morte delle cellule       cerebrali nel MP, e indicazioni di possibili trattamenti e  interventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stile di vita e       fattori genetici associati allo sviluppo del MP sembrano essere  implicati nello sviluppo di       tale patologia grazie a studi di popolazione (epidemiologia). Per  esempio, vi sono evidenze       che suggeriscono connessioni tra un maggior rischio di MP e  l'esposizione a tossine       ambientali, come i pesticidi, erbicidi e metalli. Vi sono anche  indicazioni secondo cui la       dieta ed il fumo giocano un ruolo importante nella rischio di  ammalarsi di MP.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cani       avvelenati in test di tossicit&agrave; </strong></p>
<p>Inveresk Research,       Scozia</p>
<ul>
<li>
<p>Migliaia di  cani utilizzati ogni anno</p>
</li>
<li>
<p>Sostanze  tossiche somministrate a forza</p>
</li>
<li>
<p>Sonde e tubi  forzati in gola</p>
</li>
<li>
<p>Fino a 2 anni  di sofferenza</p>
</li>
<li>
<p>Vomito,  diarrea, danno agli organi e coma</p>
</li>
</ul>
<p>I pi&ugrave; recenti dati       statistici forniti dall'Home Office rivelano che nel 2005 sono  stati condotti nel Regno Unito       pi&ugrave; di 5500 test di tossicit&agrave; per i quali sono stati utilizzati  all'incirca 5000 cani. Le       sostanze che sono state testate includono farmaci e prodotti  chimici utilizzati in agricoltura       e nell'industria. I cani sono utilizzati sia nei test di tossicit&agrave;  acuta (a breve termine)       che cronica (a lungo termine), alla fine dei quali gli animali  vengono di solito uccisi per       l'analisi post mortem. I pi&ugrave; comuni test sui cani includono:</p>
<ul>
<li>
<p>Test di  tossicit&agrave; per dosaggi ripetuti           che servono per determinare gli effetti tossici di dosi  ripetute non letali di un prodotto           chimico. I gruppi di un massimo di 32 cani vengono  (solitamente) alimentati forzatamente           per 90 giorni con tubo infilzato in gola, e poi uccisi.</p>
</li>
<li>
<p>Test sulla  tossicit&agrave; cronica (lungo           termine) sulle conseguenze di dosaggi ripetuti, solitamente  per un anno, ma che possono           continuare fino a 2 anni.</p>
</li>
<li>
<p>Test  tossicocinetici per esaminare il modo           in cui il corpo dell'animale risponde al farmaco o sostanza  chimica, come viene assorbito,           digerito, metabolizzato ed escreto. Questi test durano fino a  14 giorni, durante i quali           gli animali vengono isolati in gabbie, vengono somministrate  loro dosi ripetute attraverso           un tubo inserito in gola e vengono eseguite diversi analisi  del sangue. La tossicit&agrave; del           farmaco pu&ograve; portare a vomito, diarrea, disidratazione,  letargia, emorragie, scialorrea,           tremori o effetti su fegato e cuore, e nei casi peggiori al  coma, convulsioni, e morte.           Biopsie dolorose possono essere eseguite al fegato, reni, e/o  altri organi. Alcuni animali           possono avere un altro tubo inserito nell'addome per  raccogliere campioni di bile           direttamente dai dotti biliari. Alla fine dei test i cani  vengono uccisi e i loro organi           prelevati per le analisi.</p>
</li>
</ul>
<p>I cani vengono       usati di routine nei test di tossicit&agrave; nel Regno Unito. Questi  test vengono solitamente       eseguiti da laboratori come Inveresk Research e Huntingdon Life  Sciences per conto di varie       aziende chimico-farmaceutiche. I risultati dei test di tossicit&agrave; e  gli effetti sugli animali       utilizzati vengono raramente pubblicati poich&eacute; considerati  commercialmente sensibili. Gli       esempi qui forniti derivano da documentazioni trapelate dalla  Inveresk Research in Scozia.</p>
<p>Nei laboratori       della Inveresk (1998-1999) i cani forzati ad assumere un nuovo  farmaco per la psoriasi in test       di tossicit&agrave; ripetuta hanno manifestato vomito, rigurgito,  salivazione, diarrea, perdita di       appetito, ingrossamento dei linfonodi, perdita di pelo,  articolazioni gonfie, perdite       vaginali, ingrossamento dei genitali, gengive sanguinanti e  perdita di peso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante questi       test, a due cani il farmaco &egrave; stato fatto entrare accidentalmente  nei polmoni, causando       ulteriore sofferenza e salivazione e uno dei cani presentava  schiuma rossa dalla bocca. Questi       cani sono stati uccisi.</p>
<p>Tra il 1999 e il        2000 a       Inveresk, a 28 cani di razza Beagle sono state somministrate dosi  per 28 giorni consecutivi di       un farmaco contro l'incontinenza urinaria. I cani del gruppo  sottoposto a dosaggio pi&ugrave;       elevato hanno sofferto di grande quantit&agrave; di vomito marrone,  salivazione e rigurgito di       sangue, aumento della frequenza cardiaca e diminuzione della  pressione arteriosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un potente farmaco       antidepressivo testato a Inveresk su cani (1999-2000) ha causato  agitazione, comportamenti       stereotipati, occhi arrossati con lacrimazione, pupille dilatate,  battito irregolare,       scialorrea e intolleranza alla luce, arrossamento delle gengive e  delle orecchie e perdita di       peso.</p>
<p>Test di routine       come questi sopra descritti vengono condotti sui cani  quotidianamente nonostante l'elevato       grado di sofferenza che infliggono e i risultati inaccurati che  forniscono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Punti       deboli di questa ricerca </strong></p>
<p>I dati ottenuti con       i test di tossicit&agrave; sugli animali hanno diverse limitazioni a  causa delle differenze       significative tra le specie, soprattutto nel modo in cui il fegato  e i reni reagiscono ed       eliminano i farmaci e le sostanze chimiche dal corpo. I dati di  tossicit&agrave; animale spesso       variano tra diverse specie animali perfino tra diversi sessi,  sottolineando che i risultati       ottenuti da tali test non &egrave; detto che siano rilevanti nell'uomo e  sono spesso notevolmente       diversi.</p>
<p>I test animali non       prevedono in modo certo gli effetti delle sostanze chimiche  nell'uomo, e non assicurano la       sicurezza dei farmaci. Questa condizione &egrave; facilmente osservabile  dalla grande qauntit&agrave; di       nuovi farmaci (92%) che passano i test animali ma poi risultano  inefficaci o non sicuri       nell'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodi       sostitutivi senza l'uso di animali </strong></p>
<p>Esistono diversi       approcci avanzati che non richiedono l'uso di animali,  utilizzabili per prevedere la tossicit&agrave;.       Informazioni iniziali riguardo la struttura molecolare, test di  tossicit&agrave; in vitro e su       colture cellulari, insieme con modelli al computer, possono essere  utilizzati per determinare       la tossicit&agrave; di una sostanza nuova. Con ulteriori miglioramenti,  questi approcci potrebbero       fornire previsioni pi&ugrave; accurate della tossicit&agrave; nell'uomo rispetto  ai test condotti sugli       animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fratture       esposte infette nelle pecore </strong></p>
<p>Defence       Evaluation and Research Agency (DERA) - Porton Down</p>
<ul>
<li>
<p>Fratture  esposte infette</p>
</li>
<li>
<p>Infezioni  profonde</p>
</li>
<li>
<p>Perni  metallici deliberatamente infettati           inseriti nelle ossa fratturate</p>
</li>
<li>
<p>Chiodi  impiantati chirurgicamente</p>
</li>
<li>
<p>Artrite  settica</p>
</li>
<li>
<p>Ascessi  dolorosi</p>
</li>
<li>
<p>Fratture non  curate per giorni</p>
</li>
</ul>
<p>Gli esperimenti       bellici su animali, particolarmente quelli che prevedono una  notevole sofferenza, sono       raramente pubblicati dal Governo. Mentre i dati statistici annuali  prodotti dal Ministero       della Difesa forniscono informazioni di base sul tipo ed il numero  di esperimenti e sugli       animali coinvolti, i dettagli importanti spesso vengono  tralasciati. Gli esperimenti qui       descritti forniscono dettagli su tali procedure. Tali test hanno  utilizzato delle pecore       femmine per studiare le fratture esposte. Queste fratture hanno  causato agli animali notevole       dolore e sofferenza, specialmente per quelle nel gruppo di  controllo che non hanno ricevuto       alcun agente antibatterico per prevenire la diffusione  dell'infezione, e di conseguenza sono       stati uccise.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un esperimento,       le pecore sono state infettate deliberatamente con impianti  metallici infetti. Dodici pecore       femmine sono state sottoposte a chirurgia per inserire due perni  nelle ossa delle gambe, e le       ferite intorno ai perni sono state contaminate dai batteri. Al  momento dell'ispezione dopo 14       giorni, le ferite di tutte le pecore presentavano un'infezione  profonda, con sofferenza       estrema per questi animali che si protraeva ormai da almeno una  settimana.</p>
<p>Le pecore sono       state quindi sottoposte ad un ulteriore intervento chirurgico per  impiantare un perno       nell'osso della gamba, ma a solo met&agrave; delle pecore &egrave; stata  somministrata una terapia       antibiotica e pulite le ferite. Le pecore sono state uccise dopo  28 giorni per l'analisi post       mortem, ma molte sono state abbattute prima per l'enorme  sofferenza da loro provata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli animali del       gruppo di controllo hanno sviluppato una diffusa infezione,  artrite settica e ascessi. Tutti       gli animali di questo gruppo sono stati abbattuti dopo 9-12  giorni, quando si sono sviluppate       infezioni nelle articolazioni delle ginocchia, nei tessuti e nella  tibia.</p>
<p>Perfino nel gruppo       di trattamento, solo 4 animali sono sopravissuti fino alla fine  dell'esperimento. Due pecore       sono state abbattute quando sono diventate incapaci di reggersi in  piedi e si sono riscontrate       fratture a spirale dolorosissime nel sito d'impianto. Un animale  ha sofferto a causa di una       frattura per diversi giorni e ha sviluppato un'infezione ad ampio  spettro. Quest'animale &egrave;       stato sottoposto ad una sofferenza atroce ed &egrave; un'ingiustizia che  qualsiasi animale possa       essere lasciato per tutto questo tempo con una frattura degli arti  non trattata,       particolarmente in procedure che si pensa siano sottoposte ad  attenti monitoraggi e controlli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un altro       esperimento 12 pecore femmine sono state anestetizzate e le ossa  esposte tagliate con una sega       e poi infettate con batteri. Un perno &egrave; stato impiantato per  stabilizzare l'arto tagliato in       tutti gli animali, ma solo sei animali hanno ricevuto un  trattamento anti-infezione. Tutti gli       animali sono poi stati uccisi dopo 3-6 settimane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli animali che non       hanno ricevuto alcun trattamento hanno presentato sudorazione,  aumento dell'infiammazione e       rottura dell'osso, e sono stati abbattuti dopo 3 settimane per  l'intensa sofferenza. Nel       gruppo di trattamento due animali hanno dovuto interrompere lo  studio (si presume siano stati       uccisi) a causa dell'eccessiva perdita di peso. Nonostante il  trattamento, gli animali hanno       sviluppato un'infezione nella zona di amputazione e lungo tutta la  lunghezza dell'impianto.       Del pus era presente su tutta la cavit&agrave; ossea centrale e un  ascesso si &egrave; formato nel sito       della ferita.</p>
<p>Agli animali &egrave;       stata fornita una terapia analgesica, ma le settimane trascorse  con una ferita infetta su una       gamba deve aver provocato loro un'intensa sofferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I punti       deboli di questa ricerca </strong></p>
<p>Migliorare la       terapia delle ferite infette nell'uomo &egrave; ovviamente una priorit&agrave;  per il Ministro della       Difesa, ma infliggere un tale dolore e sofferenza a delle pecore  non &egrave; giustificabile visto       oltretutto che non viene ricreata accuratamente la condizione  umana. Le ferite guariscono in       tempi diversi nelle diverse specie, e si sa bene che le varie  specie rispondono diversamente       agli antibiotici, cosicch&eacute; gli effetti dei trattamenti testati  sulle pecore possono non       essere gli stessi nell'uomo. Ferite infette possono portare  facilmente a shock settico, una       condizione solitamente fatale per studiare la quale gli  esperimenti con animali si sono       rivelati inutili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodi       sostitutivi senza l'uso di animali </strong></p>
<p>Modelli su colture       cellulari di ferite infette sono gi&agrave; in uso per studiare  l'efficacia di trattamenti       antimicrobici in vitro. Sono necessari metodi pi&ugrave; avanzati senza  l'uso di animali e,       chiaramente, esperimenti come questi che prevedono una tremenda  sofferenza per l'animale       dovrebbero rendere questa ricerca di metodi alternativi una  priorit&agrave;. Studi clinici diretti       di pazienti sono il gold standard della ricerca medica e quindi,  tristemente, notevoli       progressi nel trattamento delle ferite si sono ottenuti durante  periodi di conflitti, quando       dottori e chirurghi trattano direttamente i soldati. Tuttavia,  l'attuale insufficienza di       tecniche senza l'uso di animali, dove alcuni ma non tutti gli  elementi possono essere condotti       in vitro, non rendono questi esperimenti, cos&igrave; dolorosi per gli  animali, pi&ugrave; importanti o       giustificabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Induzione       dell'insufficienza cardiaca cronica nei topi </strong></p>
<p>Universit&agrave; di       Oxford</p>
<ul>
<li>
<p>122 animali  sottoposti a intervento           chirurgico</p>
</li>
<li>
<p>Induzione  deliberata di insufficienza           cardiaca</p>
</li>
<li>
<p>Intenso dolore  al torace e affanno</p>
</li>
</ul>
<p>Un totale di 122       topi, geneticamente modificati e non, sono stati sottoposti a  intervento chirurgico; a gran       parte di questi e' stata legata un'arteria per minulare gli  effetti cronici dell'insufficienza       renale. In seguito a questa procedura i topi devono avere sofferto  di affanno e intenso dolore       al torace, sintomi altamente stressanti per questi animali. L'Home  Office ammette e accetta       che l'induzione dell'insufficienza cardiaca negli animali causi  potenzialmente il pi&ugrave; elevato       grado di sofferenza permesso in Gran Bretagna. Circa il 60% dei  topi maschi sottoposti       all'intervento sono morti entro una settimana a causa di questa  terribile procedura, per       insufficienza cardiaca o rottura cardiaca. La rottura cardiaca &egrave;  causa ricorrente e       persistente di dolore toracico, ed &egrave; letale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I topi       sopravvissuti sono stati esaminati per 8 settimane dopo  l'operazione; durante questo periodo       sono stati sottoposti ad un'altra procedura chirurgica per  monitorare in modo invasivo il loro       cuore e la circolazione. Alla fine gli animali sono stati uccisi e  i loro cuori sono stati       prelevati.</p>
<p>Lo scopo di questo       esperimento era quello di osservare gli effetti dell'eliminazione  di un gene       sull'insufficienza cardiaca nei topi; si &egrave; visto che il  deterioramento della funzionalit&agrave;       cardiaca era peggiore nei topi che avevano un gene eliminato.  L'induzione dell'insufficienza       cardiaca provoca notevole sofferenza agli animali di laboratorio e  i topi knockout       probabilmente hanno sofferto dei maggiori effetti  dell'insufficienza cardiaca indotta, e degli       effetti collaterali noti di questa modificazione genetica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I punti       deboli di questa ricerca </strong></p>
<p>Vi sono differenze       fondamentali tra topi e uomo: le dimensioni, la durata della vita,  le caratteristiche       fisiologiche e genetiche. Per esempio, i topi hanno un tasso  metabolico sette volte pi&ugrave;       elevato dell'uomo, e una frequenza cardiaca che &egrave; dieci volte pi&ugrave;  veloce. I topi sono       altamente resistenti all'aterosclerosi.</p>
<p>I topi maschi e       femmine hanno reagito alquanto diversamente nello studio, con un  tasso di sopravvivenze dei       topi femmina superiore a quello dei maschi. Questa differenza che  si basa sul sesso indica che       i risultati del test variano notevolmente. I topi da laboratorio  sono altamente inclini a       produrre differenti ceppi (o variet&agrave;) che possono reagire  differentemente tra loro nelle       medesime condizioni. Spesso la scelta di una famiglia di topi &egrave;  fatta sulle basi di       convenienza, senza conoscere quale variet&agrave; possa assomigliare di  pi&ugrave; all'uomo. Queste ed       altre differenze rendono l'estrapolazione dei risultati dai test  sui topi potenzialmente       ingannevoli per l'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'insufficienza       cardiaca nell'uomo &egrave; solitamente il risultato di un graduale  restringimento ed occlusione       finale delle arterie del cuore. La condizione si sviluppa in  diversi anni, in primis nelle       persone pi&ugrave; anziane, e sebbene possano essere implicati alcuni  difetti genetici, lo stile di       vita e l'attivit&agrave; fisica hanno un ruolo fondamentale.  L'insufficienza cardiaca in questi topi       &egrave; stata indotta artificialmente attraverso un intervento  chirurgico e dunque non ricrea la       condizione che si ha nell'uomo o le cause scatenanti. I risultati  ottenuti da questi studi       sono di dubbia e sconosciuta rilevanza per l'uomo.</p>
<p>I topi       geneticamente modificati non sono modelli pi&ugrave; affidabili della  condizione nell'uomo rispetto       a quelli normali. Perfino l'alterazione dello stesso gene in  specie diverse pu&ograve; produrre       effetti notevolmente diversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodi       sostitutivi senza l'uso di animali </strong></p>
<p>Il gold standard       della ricerca medica &egrave; lo studio dell'uomo. Esistono metodi sicuri  e non invasivi di       monitoraggio del cuore e del flusso sanguigno in volontari sani e  in pazienti, che possono       essere utilizzati per fornire informazioni importanti riguardo  tale patologia.</p>
<p>La biopsia e il       tessuto post mortem prelevato dai pazienti affetti da  insufficienza cardiaca potrebbero essere       utilizzati per studiare le variazioni genetiche e molecolari alla  base di tale patologia e       quindi identificare nuovi farmaci da utilizzare.</p>
<p>Gli studi di       popolazione hanno gi&agrave; evidenziato i maggiori fattori di rischio  per insufficienza cardiaca.       Nuovi metodi di analisi del DNA delle famiglie e popolazioni  stanno rivelando i fattori       genetici umani che influenzano le condizioni del cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conclusioni </strong></p>
<p>Contrariamente alla       rassicurante impressione spesso diffusa dal governo inglese e dai  ricercatori, la       sperimentazione animale in Gran Bretagna attualmente provoca  elevati livelli di sofferenza       agli animali utilizzati.</p>
<p>Gli esempi proposti       in questa rassegna servono a testimoniare e dimostrare come la  situazione della ricerca con       animali sia spesso differente da quella che ci viene riferita e  tanto difesa. Dimostrano anche       l'inutilit&agrave; di tali procedure cos&igrave; ricche di punti deboli, ma  anche l'esistenza di diverse       tecniche alternative senza l'uso di animali sicuramente pi&ugrave;  etiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fondazione Dr.       Hadwen Trust e' convinta che eliminare gli esperimenti che causano  sofferenze atroci agli       animali rappresenti un primo passo essenziale per la totale  sostituzione della sperimentazione       animale. L'utilizzo di una gamma completa di approcci sofisticati  senza l'uso di animali e       l'aumento dei finanziamenti in quest'area sono un impegno del  tutto realizzabile che governo       dovrebbe prendere. Inoltre si avrebbero dei benefici tangibili per  la salute umana, il       benessere animale e per la qualit&agrave; della ricerca attuale e futura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>tratto   da</strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.informationguerrilla.org/" target="_blank">http://www.informationguerrilla.org</a> del 04 novembre 2007</strong></p>
<p><strong>Fonte:</strong> Dr. Hadwen Trust, <a href="http://www.drhadwentrust.org/file_download/45" target="_blank">Science       without suffering. A report by the Dr. Hadwen Trust for Humane  Research</a>,       aprile 2007</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo 6ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=610&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>(1990) </strong>Gli Stati Uniti inviano 1,7 milioni di militari (il 22% dei quali afroamericani) nel Golfo Persico per la Guerra del Golfo medicina sperimentale contro l'agente nervino che in seguito verr&agrave; considerata la causa della Sindrome della Guerra del Golfo che colpisce i veterani di questa guerra (i sintomi sono alterazioni della pelle, alterazioni neurologiche, incontinenza, salivazione incontrollabile e problemi visivi) (Goliszek; Merritte, et al.). ("Desert Storm"). A oltre 400.000 soldati viene ordinato di assumere la piridostigmina, una</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">A Los Angeles, il CDC e la Kaiser Pharmaceuticals of Southern California iniettano a 1.500 neonati neri e ispanici di sei mesi un vaccino "sperimentale" contro il morbillo il cui uso negli Stati Uniti non era stato autorizzato. A rendere l'esperimento pi&ugrave; pericoloso, i bambini di meno di un anno non hanno in genere una sufficiente quantit&agrave; di mielina a protezione dei nervi e il vaccino avrebbe potuto comprometterne lo sviluppo neurale. In seguito il CDC ammetter&agrave; che ai genitori non era stato detto che il vaccino iniettato ai figli era sperimentale (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La FDA autorizza il dipartimento della difesa americano a ignorare il codice di Norimberga e ad usare nell'operazione Desert Shield farmaci e vaccini non approvati (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1991) </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nell'edizione del </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Los Angeles Times</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> del 27 maggio, l'ex operatore radio della marina militare Richard Jenkins dichiara di soffrire di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/leukemia.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">leucemia</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, stanchezza cronica e alterazioni ai reni e al fegato a causa dell'esposizione alle radiazioni nel corso dell'operazione Hardtack del 1958 (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Tony LaMadrid si suicida mentre partecipava a uno studio dell'UCLA che consisteva nel privare i soggetti schizofrenici delle loro </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/medications.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">medicine</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1992)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Per provare una teoria secondo la quale i bassi livelli di serotonina sono legati al comportamento violento o aggressivo, il New York State Psychiatric Institute della Columbia University e Mount Sinai School of Medicine somministrano a 100 maschi (in massima parte afroamericani e ispanici, tutti tra i 6 e i 10 anni, e tutti fratelli minori di giovani delinquenti) 10 milligrammi di fenfluoramina (fen-fen) per chilogrammo di peso corporale. I genitori dei ragazzi ricevono 125 dollari a testa, incluso un buono omaggio Toys 'R' Us di 25 dollari (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1993) </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I ricercatori della West Haven VA (Connecticut) somministrano a 27 pazienti (12 interni e 15 volontari) il MCPP, un prodotto chimico che aumenta in modo significativo i sintomi psicotici e, come annotano i ricercatori, a lungo termine influenza negativamente i soggetti (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Testimony of Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1994)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In un esperimento a doppio cieco presso il New York VA Hospital, i ricercatori sopprimono a 23 pazienti schizofrenici le cure, in media per 30 giorni. Somministrano poi a 17 di loro 0,5 mg/kg di anfetamine e agli altri 6 un placebo, e controllano l'evoluzione con scansioni PET eseguite presso il Brookhaven Laboratories. Secondo i ricercatori, l'esperimento si proponeva di "valutare specificamente gli effetti metabolici in soggetti con diversi livelli di parossismo psicotico indotto da anfetamine" (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Eileen Welsome, reporter dell'</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Albuquerque Tribune,</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> riceve il premio Pulitzer per la sua indagine sugli esperimenti al plutonio condotti dal colonnello Warren nel 1945 su pazienti dello Strong Memorial Hospital (</span></span></span><a href="http://www.burtonreport.com/InfForensic/HumanExperPlutonium.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Burton Report</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In un esperimento al New York VA Medical Center finanziato dal governo federale, i ricercatori somministrano anfetamina a </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/veterans.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">veterani</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> schizofrenici, nonostante gli stimolanti del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/nervous_system.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">sistema nervoso</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> centrale aggravino nel 40% dei pazienti i sintomi psicotici (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). I ricercatori del Bronx VA Medical Center reclutano 28 veterani schizofrenici che vivono in societ&agrave; e somministrano loro L-dopa per indurre deliberatamente una ricaduta psicotica (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il presidente Clinton crea l'ACHRE (Advisory Commission on Human Radiation Experiments), che nel suo </span></span></span><a href="http://www.eh.doe.gov/ohre/roadmap/achre/chap8_5.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ACHRE Report</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> riveler&agrave; poi i terribili esperimenti condotti nell'era della Guerra fredda. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1995)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Nicole Wan, studentessa diciannovenne dell'universit&agrave; di Rochester, muore per aver partecipato a un esperimento sponsorizzato dal MIT che controlla gli effetti degl'inquinanti chimici atmosferici sull'uomo. I ricercatori pagano 150 dollari a ogni cavia umana (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il 15 marzo, dinanzi all'Advisory Committee on Human Radiation Experiments (ACHRE), ex cavie umane, incluse quelle che erano state usate in et&agrave; infantile, forniscono testimonianze raccapriccianti e affermano che durante gli esperimenti della CIA erano stati sottoposte a radiazioni e/o lavaggio di cervello, ipnotizzate, drogate, torturate psicologicamente, minacciate, e persino violentate. Le raccapriccianti dichiarazioni includono: </span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">la 	testimonianza di Christina DeNicola, secondo cui dal 1996 al 1976 il 	"dottor B" aveva condotto a Tucson (Arizona) esperimenti 	sul controllo della mente usando farmaci, iniezioni e 	rappresentazioni postipnotiche, e esperimenti di irradiazione su 	collo, gola, petto e utero. Gli esperimenti erano cominciati quando 	Christina aveva solo quattro anni. </span></span></p>
</li>
<li>
<p style="text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">la 	testimonianza di Claudia Mullen, secondo cui il dottor Sidney 	Gottlieb (del famigerato MKULTRA) aveva usato prodotti chimici, 	radiazioni, ipnosi, farmaci, isolamento in vasche di acqua, 	privazione del sonno, scosse elettriche, lavaggio del cervello e 	abusi emotivi, sessuali e verbali nel quadro di esperimenti sul 	controllo della mente che avevano l'obiettivo di trasformarla, 	quando era solo una bambina, in una "spia perfetta". 	Secondo le dichiarazioni rese al comitato, i ricercatori avevano 	giustificato gli abusi dicendole che stava servendo il suo paese 	"nel suo coraggioso sforzo di combattere il comunismo". </span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">la 	testimonianza di Suzanne Starr, secondo cui "un dottore, 	ritirato dall'esercito, aveva prelevato bambini dalle montagne del 	Colorado per esperimenti". In quanto parte del gruppo, Suzanne 	era stata sottoposta a esperimenti che includevano privazioni 	ambientali fino alla psicosi forzata, spin programming, iniezioni, 	abusi sessuali, frequenti sedute di elettroshock e controllo della 	mente. "Ho lottato contro messaggi programmati autodistruttivi 	per suicidarmi, so che cosa &egrave; un messaggio programmato e non lo 	seguo", dichiar&ograve; al comitato a proposito degli effetti a lungo 	termine, anche in et&agrave; adulta, degli esperimenti (Goliszek). </span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il presidente Clinton si scusa pubblicamente con le migliaia di vittime del programma MKULTRA e degli altri programmi sperimentali per il controllo della mente (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nello studio del dottor Daniel P. van Kammen "Behavioral vs. Biochemical Prediction of Clinical Stability Following Haloperidol Withdrawal in Schizophrenia", i ricercatori reclutano 88 veterani stabilizzati dalle loro medicine quanto bastava per poter vivere in societ&agrave;, e li ricoverano per 8/10 settimane. In questo periodo i ricercatori sospendono le cure che hanno permesso loro di condurre una vita normale e li riportano per 2/4 settimane a un regime standard di Haldol. Poi i veterani vengono "ripuliti", sottoposti a punture lombari e messi in osservazione per sei settimane per vedere chi avrebbe avuto una ricaduta e sofferto di nuovo di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/schizophrenia.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">schizophrenia</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, cosa che succede nel 50% dei casi (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il presidente Clinton crea il National Bioethics Advisory Committee (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il giudice Edward Greenfield della Corte suprema dello stato di New York sentenzia che i genitori non hanno il diritto di offrire i figli minorati mentali come volontari per studi di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/medical_research.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ricerca medica</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> non terapeutica, e che nessun minorato mentale pu&ograve; essere in un qualsiasi modo essere usato in un esperimento medico senza consenso informato (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1996)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il professor Adil E. Shamoo dell'universit&agrave; del Maryland, organizzatore di Citizens for Responsible Care and Research, trasmette al Committee on Governmental Affairs del Senato americano una testimonianza scritta sull'uso non etico dei veterani nella ricerca medica, in cui dichiara: "Ricerche di questo tipo vengono svolte in tutto il paese, in centri medici e ospedali grazie ai soldi di decine di milioni di contribuenti. Si tratta di esperimenti estremamente rischiosi e del tutto abusivi che non solo provocano danni fisici e psichici ai gruppi pi&ugrave; vulnerabili ma degradano i valori umani alla base della nostra societ&agrave;. In questo momento, decine di migliaia di pazienti vengono probabilmente sottoposti a simili pratiche" (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il dipartimento della difesa riconosce che i soldati della Guerra del Golfo sono rimasti esposti ad agenti chimici; tuttavia, il 33% del personale militare colpito dalla Sindrome della Guerra del Golfo non ha mai lasciato gli Stati Uniti nel periodo bellico, smentendo cos&igrave; la teoria corrente secondo cui i sintomi sarebbero il risultato dell'esposizione alle armi chimiche irachene (</span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">e al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Nel corso di un esperimento alla West Haven VA (Connecticut) finanziato dal governo federale, i ricercatori della Yale University somministrano anfetamine ai veterani schizofrenici, nonostante gli stimolanti del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/nervous_system.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">sistema nervoso</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> centrale aggravino nel 40% dei pazienti i sintomi psicotici (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il presidente Clinton si scusa pubblicamente con le migliaia di vittime del Tuskegee Syphilis Study e con le loro famiglie (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1997)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Boston Globe</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> pubblica una serie di quattro articoli "Doing Harm: Research on the Mentally Ill" per illustrare gli esperimenti medici non etici che provocano ricadute psicotiche nei pazienti schizofrenici (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). I ricercatori somministrano a 26 veterani di un </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hospital.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ospedale</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> VA un prodotto chimico (lo Yohimbine) per indurre alterazioni da stress post traumatico (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank">(</a><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D.").</a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Per creare un "modello di psicosi", i ricercatori dell'universit&agrave; di Cincinnati somministrano anfetamine a 16 pazienti schizofrenici del Cincinnati VA, in modo da provocare sintomi psicotici ripetuti e produrre infine "sensibilizzazione comportamentale" (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav).</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> I ricercatori del NIMH (National Institutes of Mental Health) somministrano anfetamine ai veterani schizofrenici, nonostante gli stimolanti del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/nervous_system.html" target="_blank">sistema nervoso centrale aggravino nel 40% dei pazienti i sintomi psicotici (</a><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D.").</a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In un esperimento sponsorizzato dal governo americano, i ricercatori interrompono la somministrazione dei medicinali a donne afroamericane incinte e HIV-positive, dando loro un placebo al posto dei farmaci contro l'AIDS (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav).</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In una replica della "sfida anfetamine" del 1994, i ricercatori del New York VA Hospital somministrano anfetamine a 13 pazienti schizofrenici, inducendo psicosi e allucinazioni. I ricercatori affermano di avere ottenuto il consenso informato (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D.").</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il 18 settembre, le vittime degli esperimenti medici non etici condotti nei pi&ugrave; importanti centri di ricerca americani, incluso il NIHM (National Institutes of Mental Health) testimoniamo dinanzi al National Bioethics Advisory Committee (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav).</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1999)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Adil E. Shamoo, Ph.D., testimonia sull' "Uso non etico degli esseri umani negli esperimenti di ricerca ad alto rischio" dinanzi all'House of Representatives' House Committee on Veterans' Affairs, mettendo in guardia le autorit&agrave; sull'uso negli ospedali VA di veterani americani come cavie, e sollecitando riforme a livello nazionale (</span></span></span><a href="http://www.house.gov/va/hearings/schedule106/apr99/4-21-99J/shamoo.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Testimonianza di Adil E. Shamoo, Ph.D."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Nel quadro di un trial clinico approvato dalla FDA, i medici dell'universit&agrave; della Pennsylvania iniettano al diciottenne Jesse Gelsinger una terapia genica sperimentale, che ne provoca la morte quattro giorni pi&ugrave; tardi. I genitori sospettano che il ragazzo non fosse stato correttamente informato sui rischi dell'esperimento (Goliszek) Nel corso di un trial clinico per verificare l'efficacia del Propulsid nel riflusso acido infantile, Gage Stevens, di nove mesi, muore al Children's Hospital di Pittsburgh (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2000)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il ministero della Difesa comincia e declassare le registrazioni del Progetto 112, incluso SHAD, e a localizzare ed assistere i veterani esposti a tossine viventi e ad agenti chimici nel quadro del progetto. Molti sono gi&agrave; morti (Goliszek). Il presidente Clinton autorizza l'Energy Employees Occupational Illness Compensation Act, che indennizza i dipendenti del ministero dell'Energia che avevano sacrificato la propria salute per costruire le difese nucleari americane (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). L'aviazione americana e il fabbricante di missili Lockheed Martin sponsorizzano uno studio dell'universit&agrave; di Loma Linda, che paga 1000 dollari a 100 californiani disposti a ingerire, ogni giorno per sei mesi, una dose di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/perchlorate.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">perclorato</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, componente tossico del carburante dei razzi che provoca tumori e danni alla ghiandola tiroidea e che inibisce il normale sviluppo dei bambini e dei feti. La dose &egrave; 83 volte superiore a quella di sicurezza fissata dallo stato della California, dove esistono tracce di perclorato in alcune acque potabili. Lo studio dell'universit&agrave; di Loma Linda &egrave; il primo a grande scala in cui vengono usati soggetti umani per provare gli effetti pericolosi di un inquinante idrico ed &egrave; "essenzialmente non etico", secondo Richard Wiles, direttore alle ricerche dell'Environmental Working Group (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.corpwatch.org/article.php?id=11219" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Envirnomental Working Group</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2001) </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La ventisettenne Ellen </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/Roche.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Roche</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, in perfetta salute, muore mentre prende parte a uno studio del Johns Hopkins University (Maryland) (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Sul sito web, la </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/the_FDA.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">FDA</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> ammette che la sua politica di inserire bambini in buona salute negli esperimenti umani "ha fatto aumentare le proposte di studi sulla sicurezza e la farmacocinetica, anche su bambini che non hanno la malattia per la quale il farmaco &egrave; stato pensato" (Goliszek). Nel corso di un esperimento sul morbo di Alzheimer, finanziato da un'azienda del tabacco e condotto alla Case Western University (Cleveland), Elaine Holden-Able muore dopo aver bevuto un bicchiere di aranciata nel quale era stato aggiunto un integratore dietetico (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In Pennsylvania, il radiologo Scott Scheer muore a seguito di arresto renale, grave anemia e forse lupus indotti dai farmaci per la pressione sanguigna che stava assumendo nel quadro di un trial clinico quinquennale. Dopo la sua morte la famiglia cita in giudizio l'Institutional Review Board del Main Line Hospitals, che controllava l'esperimento, e due dottori. Gl'investigatori del Federal Office for Human Research Protections, che dipende dal Department of Health and Human Services, affermeranno in una lettera del 20 dicembre 2002 alla figlia maggiore di Scheer: "Sembra che suo padre non sia stato informato del rischio di lupus indotto dall'idralazina... L'OHRP ha constatato che certi problemi non previsti che implicavano rischi per i partecipanti o altri non sono stati portati a conoscenza delle appropriate istituzioni ufficiali con la dovuta rapidit&agrave;" (</span></span></span><a href="http://www.wsws.org/articles/2002/oct2002/germ-o18.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Willen ed Evans, "Doctor Who Died in Drug Test Was Betrayed by System He Trusted."</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">) Nel giudizio </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Higgins and Grimes v. Kennedy Krieger Institute</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, la corte di appello del Maryland emette una sentenza storica sull'uso dei bambini come cavie, proibendo la sperimentazione non terapeutica sulla base dell' "interesse superiore del singolo bambino" (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2002)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il presidente George W. Bush firma il Best Pharmaceuticals for Children Act (BPCA), che offre alle societ&agrave; farmaceutiche un'esclusivit&agrave; di sei mesi se eseguono trial clinici di farmaci sui bambini, offerta che ovviamente aumenta il numero di bambini usati come cavie umane (</span></span></span><a href="http://www.law.harvard.edu/students/orgs/jol/vol40_1/hammer-breslow.pdf" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Hammer Breslow</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2003) </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In Delaware, Michael Daddio, di due anni, muore di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/heart_failure.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">insufficienza cardiaca congenita</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">. Dopo il decesso i genitori scoprono che all'et&agrave; di cinque mesi, invece di essere sottoposto all'operazione standard per eliminare il difetto come affermato dai clinici, i medici avevano eseguito un'operazione chirurgica sperimentale. La procedura standard ha un tasso di successo del 90-95%; l'inventore della procedura usata nel caso di Daddio sar&agrave; invece cacciato dall'ospedale nel 2004 (</span></span></span><a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=specialreport&amp;sid=a13F_Mo6vzAs&amp;refer=news" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Willen ed Evans, "Parents of Babies Who Died in Delaware Tests Weren't Warned"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2004)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Nel documentario "Guinea Pig Kids" e nell'articolo per BBC News con lo stesso titolo, il reporter Jamie Doran rivela che i bambini degli ospizi di New York erano stati usati come cavie inconsapevoli nei trial su farmaci per l'AIDS dal 1988 fino, per quel che ha potuto sapere, al momento del servizio (</span></span></span><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/this_world/4038375.stm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Doran</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(2005)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In risposta al documentario della BBC e all'articolo </span></span></span><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/this_world/4038375.stm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Guinea Pig Kids"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, la New York City Administration of Children's Services (</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/ACS.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ACS</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">) rilascia un comunicato stampa in cui ammette che bambini degli ospizi di New York erano stati usati come cavie nei trial su farmaci per l'AIDS ma dichiara che tali esperimenti sono terminati nel 2001 e che non stanno quindi continuando come invece afferma il reporter della BBC Jamie Doran. L'ACS fornisce informazioni e statistiche sui trial dei farmaci sperimentali sulla base delle registrazioni in suo possesso, e incarica il Vera Institute of Justice di condurre un "riesame indipendente della politica e delle pratiche dell'ACS per quanto concerne l'uso di bambini HIV-positivi degli ospizi in trial clinici alla fine degli anni '80 e negli anni '90" (</span></span></span><a href="http://www.nyc.gov/html/acs/html/pr/pr05_04_22.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">New York City ACS</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In cambio di 2 milioni di dollari offerti dall'American Chemical Society, </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/the_EPA.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">l'EPA</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> propone il Children's Health Environmental Exposure Research Study (CHEERS), in cui si prevede di esporre i bambini poveri di un'area di Duval County (Florida) abitata in prevalenza da neri a sostanze chimiche tossiche per capire come i bambini fino ai tre anni ingeriscono, inalano e assorbono tali sostanze. A causa della pressione di gruppi di attivisti, della reazione negativa dei media e dell'azione di due senatori democratici, l'8 aprile l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/EPA.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">EPA</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> &egrave; per&ograve; costretta a lasciar cadere lo studio (</span></span></span><a href="http://www.organicconsumers.org/epa-alert.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Organic Consumers Association</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Bloomberg rende noti una serie di articoli in cui si suggerisce che l'SFBC, il pi&ugrave; grande centro del suo tempo per le prove di farmaci sperimentali, sfrutti gli immigrati e altri soggetti a basso reddito come cavie e conduca test scarsamente credibili a causa delle violazioni delle linee guida della FDA e della stessa SFBC (</span></span></span><a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=specialreport&amp;sid=aspHJ_sFen1s&amp;refer=news" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Bloomberg</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo 5ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=609&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Il Kennedy Hearing avvia l'iter per l'Executive Order 12333, che vieta alle agenzie dei servizi segreti di effettuare esperimenti su esseri umani senza un consenso informato (Merritte, et al.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il governo americano risarcisce con 400.000 dollari Jeanne Connell, l'unica sopravvissuta alle oramai famigerate iniezioni al plutonio iniettate dal colonnello Warren nello Strong Memorial Hospital, e si scusa ufficialmente con lei e con le famiglie delle altre vittime usate come cavie umane (<a href="http://www.burtonreport.com/InfForensic/HumanExperPlutonium.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Burton Report</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La National Urban League organizza la conferenza nazionale sugli esperimenti umani, e afferma "Non vogliamo uccidere la scienza, ma non vogliamo nemmeno che la scienza uccida, mutili e sevizi noi " (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1978)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il CDC comincia a New York i trial sperimentali del vaccino per l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hepatitis_B.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">epatite B</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; le inserzioni per la ricerca di volontari specificano che si cercano omosessuali maschi sessualmente attivi. Il professor Wolf Szmuness, della Columbia University School of Public Health, ha preparato il siero infettivo del vaccino partendo dalle riserve di siero di omosessuali malati di epatite e lo ha poi sviluppato negli scimpanz&egrave;, i soli animali suscettibili di essere infettati dall'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hepatitis_B.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">epatite B</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, dando origine alla teoria secondo cui l'HIV sarebbe nato negli scimpanz&egrave; prima di essere trasferito all'uomo via questo vaccino. Pochi mesi dopo aver vaccinato 1.083 omosessuali, i medici di New York cominciano a registrare nella comunit&agrave; di omosessuali della citt&agrave; casi di sarcoma di Kaposi, di </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Mycoplasma penetrans</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e di un nuovo ceppo di virus dell'herpes; si tratta di malattie raramente riscontrate tra i giovani americani, ma pi&ugrave; tardi verranno considerate malattie opportuniste comunemente associate all' AIDS (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1979)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> La National Commission for the Protection of Human Subjects of Biomedical and Behavioral Research rende pubblico il rapporto Belmont, che fissa le basi della ricerca sperimentale su esseri umani. Il rapporto impone ai ricercatori di attenersi a tre principi fondamentali: 1. rispettare il soggetto in quanto persona autonoma e proteggere quelli, come i bambini, con capacit&agrave; autonome limitate, 2. non nuocere, 3. scegliere i soggetti con criteri giusti: assicurarsi di scegliere certi gruppi per ragioni direttamente legate ai test e non perch&eacute; sono facilmente raggiungibili o facilmente manipolabili (</span></span></span><a href="http://wisdomtools.com/poynter/codes.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Berdon</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1980)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Uno studio evidenzia l'alta incidenza di leucemia tra i 18.000 militari che nel 1957 avevano partecipato all'operazione Plumbob (</span></span></span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Plumbbob" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Plumbbob</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">"&gt;"Operation Plumbob"). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Secondo i campioni di sangue esaminati anni pi&ugrave; tardi per l'HIV, a questo punto il 20% di tutti gli omosessuali che nel 1978 avevano partecipato all'esperimento per il vaccino contro l'epatite B sono gi&agrave; positivi all'HIV (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/doctors.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">dottori</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> americani iniettano un ormone sperimentale a centinaia di haitiani confinati nei campi di concentramento di Miami e Portorico, provocando negli uomini la condizione detta di ginecomastia, in cui l'individuo sviluppo un seno completo (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il CDC porta avanti l'esperimento del 1978 per un vaccino contro l'epatite B a Los Angeles, </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/San_Francisco.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">San Francisco</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Chicago, St. Louis e Denver, reclutando pi&ugrave; di 7.000 omosessuali nella sola San Francisco (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La FDA vieta l'uso di detenuti per i </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/drug_trials.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">trial farmacologici</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, favorendo cos&igrave; la nascita di un'industria di centri sperimentali per i </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/drug_trials.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">trial farmacologici</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">A San Francisco si manifesta il primo caso di AIDS (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1981)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (1981 - 1993) La Genetic Systems Corporation, con sede a Seattle, comincia un esperimento medico permanente, il Protocol No. 126, in cui i malati di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/cancer.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">cancro</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle sono sottoposti a trapianto di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/bone_marrow.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">midollo osseo</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> che contiene otto proteine sperimentali create da Genetic Systems, e non al trapianto standard di midollo: 19 malati muoiono per complicazioni direttamente legate al trattamento sperimentale (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Alla Duke University, un esperimento d'immersione profonda causa al volontario Leonard Whitlock danni cerebrali permanenti (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Il CDC riconosce l'esistenza di una malattia nota come AIDS e conferma 26 casi della malattia, tutti in omosessuali precedentemente in buona salute di New York, San Francisco e Los Angeles, rafforzando i sospetti che l'AIDS sia nato dagli esperimenti sull'epatite B del 1978-1980 (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1982)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In questo momento, il 30% delle cavie usate negli esperimenti del CDC per un vaccino contro l'epatite B risultano HIV-positivi (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1984)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Viene fondato a Miami (Florida) l'istituto SFBC per trial clinici Phase I. Dal 2005 diverr&agrave; il pi&ugrave; grande centro di test dei farmaci sperimentali in tutta l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/America.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">America settentrionale</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, con centri a Miami e Montreal, e svolger&agrave; trial clinici dalla Phase I alla Phase IV (</span></span></span><a href="http://www.drugdevelopment-technology.com/contractors/contract%5Fresearch/sfbc" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Drug Development-Technology.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><a target="_blank"></a><a target="_blank"></a> <strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1985)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Nel processo </span></span></span><em><a href="http://www.newstarget.com/United_States.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">United States</span></span></span></span></a></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> v. Stanley, 483 U.S. 669 </span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">un ex sergente dell'esercito americano chiede la condanna dell'esercito per avergli somministrato farmaci senza il suo consenso e senza nemmeno informarlo. Nella sua sentenza, il giudice Antonin Scalia esclude qualsiasi responsabilit&agrave; dell'armata americana per </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/medical_experiments.html" target="_blank">esperimenti medici</a><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank">Merritte, </a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.)</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">. passati, presenti e futuri condotti senza consenso informato ( </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1987)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> A Filadelfia, Doris Jackson scopre che i ricercatori hanno asportato il cervello di suo figlio </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">post mortem</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> per effettuare studi medici. Pi&ugrave; tardi apprender&agrave; che la Pennsylvania ha una dottrina di "consenso implicito" in base alla quale il consenso all'asportazione di organi &egrave; automaticamente concesso se il paziente non ha firmato un documento che decide diversamente (</span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1988)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Per evitare ulteriori indagini sul progetto MKULTRA, il ministero della Giustizia americano paga, con un accordo extragiudiziale, 750.000 dollari a nove canadesi sopravvissuti agli esperimenti di "pilotaggio psichico" eseguiti tra il 1957 e il 1967 dalla </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/CIA.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">CIA</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e dal dottor Cameron (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1988 - 2001) La New York City Administration for Children's Services comincia ad autorizzare l'uso di bambini in affidamento, che vivono in un paio di dozzine di ospizi per minori, per i trial di farmaci sperimentali contro l'AIDS sponsorizzati dal NIH (National Institutes of Health). I bambini, 465 alla fine del programma, soffrono di gravi effetti collaterali (tra cui incapacit&agrave; di camminare, diarrea, vomito, gonfiore delle giunture e crampi). I </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/employees.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">dipendenti</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> degli ospizi non sanno che stanno somministrando ai bambini infettati dall'HIV farmaci sperimentali invece dei trattamenti standard contro l'AIDS (</span></span></span><a href="http://www.nyc.gov/html/acs/html/pr/pr05_04_22.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">New York City ACS</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/this_world/4038375.stm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Doran</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
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<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo 4ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=608&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>(1963 - 1966) Saul Krugman, ricercatore della New York University, promette ai genitori di bambini mentalmente ritardati di far accettare i figli dalla Willowbrook State School di Staten Island (New York), un istituto residenziale per ragazzi ritardati, in cambio della loro firma su un modulo di consenso informato per procedure definite "vaccinazioni". In realt&agrave; si tratta di infettare deliberatamente i bambini con virus dell'epatite virale, facendo loro mangiare un alimentato preparato con le feci di altri malati, per consentire a Krugman di seguire l'evolvere dell'epatite virale e l'efficacia di un nuovo vaccino (<a href="http://www.law.harvard.edu/students/orgs/jol/vol40_1/hammer-breslow.pdf" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Hammer Breslow</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1963 - 1971) Il noto endocrinologo Carl Heller offre a 67 detenuti della prigione di stato dell'Oregon (a Salem) 5 dollari al mese e 25 dollari per ogni biopsia di tessuto testicolare, come compenso per l'autorizzazione a effettuare esperimenti di irradiazione sui loro testicoli. Se alla fine dello studio vengono vasectomizzati, i detenuti ricevono un premio extra di 100 dollari (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Goliszek). I ricercatori iniettano un composto chimico chiamato timidine radioattiva nei testicoli di oltre 100 detenuti del penitenziario statale dell'Oregon, per capire se la produzione di sperma viene modificata dall'esposizione agli ormoni stereoidei (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In uno studio pubblicato su </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Pediatrics</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, i ricercatori del dipartimento di pediatria dell'universit&agrave; di California usano 113 neonati, di et&agrave; compresa tra 1 ora a 3 giorni, in una serie di esperimenti per studiare i cambi della pressione e del flusso sanguigno. In un esperimento, i dottori inseriscono un catetere nelle arterie ombelicali e nelle aorte del neonato, i cui piedi vengono poi immersi in acqua gelata mentre si registra la pressione aortica. In un altro esperimento, i dottori legano i neonati su una tavola per circoncisione, muovono la tavola in modo che tutto il sangue vada alla testa e poi misurano la pressione sanguigna (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1964)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (1964 - 1968) L'esercito americano paga 386.486 dollari (la somma pi&ugrave; importante mai versata per esperimenti sull'uomo) ai professori Albert Kligman e W. Copelan, dell'universit&agrave; di Pennsylvania, per condurre esperimenti medici su 320 detenuti della prigione Holmesburg, allo scopo di determinare l'efficacia di sette farmaci che alterano la mente. I ricercatori si propongono di determinare la dose minima efficace di ciascun farmaco necessaria per debilitare il 50% di una certa popolazione (MED-50). Anche se Kligman e Copelan affermano di non essere a conoscenza di effetti a lungo termine che gli agenti alteranti potrebbero avere sui detenuti, i documenti resi pubblici pi&ugrave; tardi mostreranno una realt&agrave; diversa (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/c_retinAwrinkledPast.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Kaye</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1964 - 1967) La Dow Chemical Company paga 10.000 dollari al professor Kligman per capire come la diossina (un componente estremamente tossico e cancerogeno dell'agente Orange) e altri erbicidi agiscono sulla pelle umana; i lavoratori dell'impianto chimico hanno infatti sviluppato un'eruzione cutanea simile all'acne (la cloracne) e l'azienda vorrebbe sapere se il fenomeno pu&ograve; essere imputato ai prodotti chimici che maneggiano. Nel quadro del suo studio, il professor Kligman applica sulla pelle di 60 detenuti una quantit&agrave; di diossina approssimativamente eguale a quella cui sono esposti i dipendenti della Dow, e rimane molto deluso quando i detenuti non manifestano sintomi di cloracne. Nel 1980 e 1981 le cavie umane usate nello studio cominceranno a citare in giudizio il professor Kligman per le complicazioni sopravvenute, inclusi lupus e danni psicologici (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/c_retinAwrinkledPast.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Kaye</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1965)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il ministero della Difesa usa esseri umani che indossano indumenti di gomma e maschere M9A1 per 35 test nei pressi di Fort Greely (Alabama) nell'ambito delle prove Elk Hunt, messe a punto per misurare la quantit&agrave; di gas nervino VX che si deposita sugli abiti delle persone che circolano in aree contaminate, o che toccano veicoli contaminati da questa sostanza, e la quantit&agrave; di vapore VX che si forma in queste aree. Dopo i test i soggetti vengono decontaminati con vapore e acqua fredda ad alta pressione (Goliszek). Nel quadro del test "Big Tom", il dipartimento della difesa diffonde su Oahu, l'isola delle Hawaii pi&ugrave; densamente popolata, il </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Bacillus globigii</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> per simulare un attacco a un complesso sull'isola. Il </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Bacillus globigii</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> provoca infezioni negli individui con sistema immunitario indebolito, ma all'epoca il particolare non era noto agli scienziati (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.wsws.org/articles/2002/oct2002/germ-o18.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Martin</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1966)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> La CIA porta avanti un numero limitato di piani MKULTRA e avvia il progetto MKSEARCH per sviluppare e provare non solo tecniche di uso di materiali biologici, chimici e radioattivi nelle operazioni segrete, ma anche farmaci in grado di generare cambi prevedibili nel comportamento e nella psicologia dell'uomo (Goliszek). Il dottor Henry Beecher scrive "Il benessere, la salute, anche la vita reale o potenziale degli </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/human_beings.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">esseri umani</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, nati o non nati, dipende dalla possibilit&agrave; di condurre esperimenti sull'uomo. &Egrave; una cosa che va fatta, e la faremo. 'Lo studio migliore del genere umano &egrave; quello sull'uomo', afferma nel suo resoconto sulla </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/human_medical_experimentation.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">sperimentazione medica sull'uomo</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Research and the Individual</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (</span></span></span><a href="http://www.micahbooks.com/readingroom/humanexperimentation.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Human Experimentation: Before the Nazi Era and After</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). <br />Gli scienziati dell'esercito americano lasciano cadere lampadine riempite di </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Bacillus subtilis</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> attraverso le griglie di ventilazione e sui marciapiedi della metropolitana sotterranea di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/New_York_City.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">New York City</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, esponendo al batterio oltre un milione di persone (Goliszek). La National Commission for the Protection of Research Subjects definisce le sue politiche per la protezione degli esseri umani, che danno vita a quelle che oggi conosciamo come IRB (institutional review boards) (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1967)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Continuando il suo studio sulla diossina sponsorizzato dalla Dow Chemical Company, il professor Albert Kligman dell'universit&agrave; della Pennsylvania porta, senza per&ograve; la conoscenza o l'assenso della societ&agrave;, a 7.500 microgrammi (468 volte la dose che Gerald K. Rowe, funzionario della Dow, aveva autorizzato a somministrare) la dose di diossina applicata sulle pelle di 10 detenuti, che, come conseguenza, soffrono di lesioni di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/acne.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">acne</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> che evolvono poi in pustole infiammatorie e foruncoli (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/c_retinAwrinkledPast.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Kaye</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). La CIA immette una sostanza chimica nell'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/drinking_water.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">acqua potabile</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> del quartier generale della FDA a Washington (D.C.) per studiare la possibilit&agrave; di aggiungere all'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/water.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">acqua</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> potabile LSD e altre sostanze (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In uno studio pubblicato nel </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Journal of Clinical Investigation</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, i ricercatori iniettano a </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/pregnant_women.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">donne incinte</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> cortisolo radioattivo per verificare se la sostanza pu&ograve; attraversare la placenta e danneggiare il feto (Goliszek). L'esercito americano finanzia il professor Kligman affinch&eacute; applichi sostanze chimiche che provocano eruzioni cutanee sul volto e la schiena di detenuti del carcere di Holmesburg, in modo, per usare le parole dello stesso Kligman, "da capire come la pelle si protegge da assalti cronici di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/toxic_chemicals.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">sostanze chimiche tossiche</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, il cosiddetto miglioramento della resistenza", un'informazione con possibili usi difensivi e offensivi da parte dell'armata americana (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/c_retinAwrinkledPast.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Kaye</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). La CIA e l'Edgewood Arsenal Research Laboratories avviano un ampio programma per creare farmaci in grado di influenzare il comportamento umano. Il programma include i progetti OFTEN (che studia tossicologia, trasmissione e effetti comportamentali dei farmaci sugli animali e l'uomo) e CHICKWIT (che raccoglie informazioni sullo sviluppo di farmaci europei e asiatici) (Goliszek). Il professor Kligman sviluppa la Retin-A, una crema (in effetti una crema cutanea) che lo rende multimilionario (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/c_retinAwrinkledPast.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Kaye</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). In California, i ricercatori paralizzano 64 detenuti con un composto neuromuscolare (la succinilcolina) che ostacola la respirazione producendo sintomi simili all'annegamento. Quando cinque detenuti rifiutano di partecipare all'esperimento medico, il comitato per i trattamenti speciali della prigione autorizza i ricercatori a somministrare il prodotto ai detenuti anche contro la loro volont&agrave; (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1968)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il Planned Parenthood of San Antonio and South Central Texas e la Southwest Foundation for Research and Education avviano uno studio per la contraccezione orale su 70 donne indigenti di origine messicana, che pensano di assumere dosi intere di contraccettivo ma in effetti ne ricevono solo la met&agrave; (l'altra met&agrave; &egrave; solo </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/placebo.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">placebo</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Quando qualche anno pi&ugrave; tardi i risultati verranno resi noti, nascer&agrave; una violenta controversia tra gli americani di origine messicana (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://www.lib.utsa.edu/Archives/Manuscripts/ms83.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sauter</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br /></span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1969)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il presidente Nixon mette fine al programma di guerra biologica americano, che include gli esperimenti sull'uomo condotti a Fort Detrick. Fino a quel momento, decine di migliaia di civili e militari avevano, consciamente o inconsciamente, partecipato a esperimenti che includevano l'esposizione ad agenti biologici pericolosi (Goliszek). I </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/military.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">militari</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> americani effettuano il DTC Test 69-12, un test all'aperto degli agenti nervini VX e Sarin, all'Edgewood Arsenal in Maryland, con probabile esposizione del personale militare (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.wsws.org/articles/2002/oct2002/germ-o18.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Martin</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). A Milledgeville (Georgia), vengono provati farmaci sperimentali su bambini ritardati, senza alcun tipo di autorizzazione ufficiale (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il dottor Donald MacArthur, direttore aggiunto per la ricerca e la tecnologia del dipartimento della difesa americano) chiede al Congresso 10 milioni di dollari per sviluppare un agente biologico sintetico in grado di resistere "ai processi immunologici e terapeutici dai quali dipendiamo per conservare la nostra relativa libert&agrave; dalle malattie infettive" (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Il dissenso del giudice Sam Steinfield in </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Strunk v. Strunk, 445 S.W.2d 145</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> &egrave; il primo caso in cui un giudice suggerisce che il codice di Norimberga dovrebbe essere applicato nei tribunali americani (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1970)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> A un anno dalla richiesta, nel quadro dell'H.R. 15090, il dottor MacArthur riceve i fondi per avviare, in collaborazione con la Special Operations Division di Fort Detrick, una ricerca controllata dalla CIA sul micoplasma e cercare di ottenere un agente sintetico immunosoppressore. Secondo alcuni esperti, la ricerca potrebbe aver inavvertitamente creato l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/HIV.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">HIV</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, il virus che provoca l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/AIDS.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">AIDS</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (Goliszek). Su ordine del NIH (National Institutes of Health), che aveva anche sponsorizzato il Tuskegee Experiment, il programma di cure gratuite per bambini dalla Johns Hopkins University raccoglie campioni di sangue di 7.000 giovani afroamericani. Ai </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/parents.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">genitori</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> viene detto che si tratta di un test per l'anemia; in realt&agrave; si tratta di un test per la ricerca di un cromosoma Y supplementare (XYY), ritenuto causa di una predisposizione biologica al crimine. Digamber Borganokar, direttore del programma, effettua l'esperimento senza l'autorizzazione della Johns Hopkins University (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1971)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il presidente Nixon converte Fort Detrick da laboratorio per la guerra biologica a Frederick Cancer Research and Development Center, ora noto come National Cancer Institute di Frederick. Oltre alla </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/cancer_research.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ricerca sui tumori</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, gli scienziati si occupano di virologia, immunologia e retrovirologia (incluso l'HIV). La localit&agrave; ospita inoltre l'U.S. Army Medical Research Institute, che conduce ricerche su farmaci, </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/vaccines.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">vaccini</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e contromisure per la </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/warfare.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">guerra</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> biologica; l'ex Fort Detrick non si allontana quindi di molto dalla sua tradizionale attivit&agrave; per la guerra biologica (Goliszek). Per capire la psicologia della vita carceraria, la Stanford University avvia lo Stanford Prison Experiment su un gruppo di studenti: ad alcuni viene affidato il ruolo di guardia carceraria, ad altri quello di detenuti. Dopo soli sei giorni, lo studio, che avrebbe dovuto durare due settimane, dev'essere sospeso a causa degli effetti psicologici sui partecipanti: le "guardie" hanno cominciato ad avere comportamenti sadici, i "detenuti" a manifestare segni di depressione e di grave stress psicologico (</span></span></span><a href="http://www.unh.edu/rcr/HumSubj-GoToChronology.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">University of New Hampshire</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Federation Proceedings</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> pubblica l'articolo "Viral Infections in Man Associated with Acquired Immunological Deficiency States". A questo punto il dottor MacArthur e la Special Operations Division di Fort Detrick hanno stanno gi&agrave; conducendo da oltre un anno ricerche sul micoplasma per creare un agente sintetico immunosoppressore, e questo rafforza il dubbio che la loro attivit&agrave; possa aver prodotto l'HIV (Goliszek). </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1972)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In alcuni studi sponsorizzati dall'esercito americano, il dottor Amedeo Marrazzi somministra LSD a malati mentali dell'University of Missouri Institute of Psychiatry e dell'University of Minnesota Hospital per studiare "la resistenza dell'ego" (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/coldWarExperiments.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Barker</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1973)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Nel suo rapporto finale sul Tuskegee Syphilis Study, il comitato consultativo </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">ad hoc</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> scrive "La societ&agrave; non pu&ograve; pi&ugrave; permettersi di lasciar decidere alla comunit&agrave; scientifica il giusto punto di equilibrio tra diritti individuali e progresso scientifico " (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1974)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il Congresso vara il National Research Act, che crea la National Commission for the Protection of Human Subjects of Biomedical and Behavioral Research e fissa gli standard per gli esperimenti medici sui bambini (</span></span></span><a href="http://www.law.harvard.edu/students/orgs/jol/vol40_1/hammer-breslow.pdf" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Breslow</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1975)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Il Department of Health, Education and Welfare attribuisce uno status normativo al National Institutes of Health's Policies for the Protection of Human Subjects (1966). La sezione 45, nota come "The Common Rule," crea ufficialmente gli IRB (institutional review boards) (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
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<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo 3ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=607&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p>(1953 - 1970) La CIA avvia il progetto MKNAOMI per "stoccare materiali debilitanti e letali, sviluppare dispositivi per la disseminazione di tali materiali, e per testare gli effetti di alcuni farmaci sugli animali e sull'uomo". Nel quadro del progetto MKNAOMI, la CIA e la divisione operazioni speciali dell'ABL (Army Biological Laboratory) a Fort Detrick cercano di mettere a punto due pillole <a href="http://www.newstarget.com/suicide.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">suicide</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> da usare in alternativa a quelle standard al cianuro fornite agli agenti della CIA e ai piloti degli U2, che dovrebbero usarle nel caso in cui loro (e le informazioni contenute nel loro cervello) dovessero essere catturati dal nemico. Mettono inoltre a punto un "microbioinoculatore", un dispositivo che gli agenti possono usare per sparare, anche attraverso i vestiti, piccoli dardi ricoperti di agenti biologici in grado di restare attivi per settimane o anche mesi e, cosa assai pi&ugrave; importante, non rilevabili durante l'autopsia. A fine anni '60, il progetto MKNAOMI permette alla CIA di avere a disposizione una scorta di tossine biologiche (virus infettivi, tossine paralizzanti, tossine di botulismo, veleno di serpente, e </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Microsporum gypseum</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> in grado di generare gravi malattie della pelle). Ovviamente la messa a punto di ognuno di questi "dispositivi" richiede esperimenti sull'uomo (Goliszek). </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1953 - 1974) Allen Dulles, direttore della CIA, autorizza il programma MKULTRA a produrre e testare farmaci e agenti biologici che gli agenti della CIA potrebbero usare per controllare la mente e per modificare il comportamento. In seguito il programma MKULTRA diventer&agrave; ben noto per i suoi studi pionieristici sull'LSD, spesso condotti su detenuti o frequentatori di bordelli organizzati e gestiti dalla CIA. Gli esperimenti nei bordelli, noti come "Operation Midnight Climax," prevedono l'uso di specchi semitrasparenti che permettono agli agenti di osservare gli effetti dell'LSD sul comportamento sessuale. Ironia della sorte, nel quadro del programma di tanto in tanto i funzionari governativi aggiungono LSD ai drink dei colleghi e il risultato sar&agrave; il suicidio per psicosi indotta del dottor Frank Olson, indirettamente per mano di uno dei responsabili di MKULTRA, l'infame dottor Sidney Gottlieb. Solo 14 delle centinaia d'individui usati come cavie umane da MKULTRA sono state avvertite del loro coinvolgimento, e solo uno ha ricevuto una ricompensa di 15.000 dollari. La maggior parte dei dossier MKULTRA sono stati distrutti nel 1973 (</span></span></span><a href="http://www.parascope.com/ds/mkultra0.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Elliston</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; </span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; </span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/coldWarExperiments.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Barker</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">L'AEC (Atomic Energy Commission) sponsorizza studi sullo </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/iodine.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">iodio</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> condotti dall'universit&agrave; dello Iowa. Nel primo studio i ricercatori somministrano a donne incinte tra i 100 e i 200 microcurie di iodio-131 e analizzano poi i feti abortiti per capire a quale stadio e in che misura la sostanza radioattiva supera la barriera della placenta. Nel secondo studio i ricercatori somministrano a 12 maschi e 13 femmine nati da meno di 36 ore, e con un peso tra i 2,4 e i 3,8 kg, iodio-131 per via orale o con iniezioni intramuscolari e misurano in seguito la concentrazione della sostanza nella </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/thyroid.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">tiroide</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> dei neonati (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il segretario della Difesa Charles Wilson prepara il memorandum Wilson, un documento ultrasegreto che adotta il codice Nuremberg come norma del ministero della Difesa per gli esperimenti sull'uomo. Il memorandum richiede che i soggetti sottoposti a ricerca medica siano volontari e firmino un accordo scritto, dopo essere stati informati della "natura, la durata, gli scopi dell'esperimento, il metodo e i mezzi con cui sar&agrave; svolto, i disagi e i pericoli che ci si pu&ograve; ragionevolmente attendere, le conseguenze per la salute che potrebbero derivare dalla partecipazione all'esperimento". Insiste inoltre sul fatto che i dottori devono usare trattamenti sperimentali solo quando sono falliti tutti i metodi alternativi (</span></span></span><a href="http://wisdomtools.com/poynter/codes.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Berdon</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Nel quadro di uno studio dell'AEC, i ricercatori del College of Medicine dell'universit&agrave; del Nebraska somministrano a 28 bambini in buona salute iodio-131 via un tubo gastrico e 24 ore dopo misurano la concentrazione della sostanza nella ghiandola tiroidea (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1953 - 1957) Nel quadro del progetto Manhattan, a undici pazienti del Massachusetts General Hospital (Boston) viene iniettato uranio (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Nel corso di uno studio dell'universit&agrave; del Tennessee sponsorizzato dall'AEC, i ricercatori iniettano circa 60 rad di iodio-131 a neonati sani di 2-3 giorni (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il neonato Daniel Burton diventa cieco quando i </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/physicians.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">medici</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> del Brooklyn Doctors Hospital applicano, a lui e ad altri neonati, un trattamento sperimentale ad elevato tenore di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/oxygen.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ossigeno</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> per la fibroplasia retrolentale, una malattia della retina che colpisce i neonati prematuri, nonostante studi anteriori avessero dimostrato che gli elevati livelli di ossigeno causano la cecit&agrave;. Testimoni del processo </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Burton v. Brooklyn Doctors Hospital</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (452 N.Y.S.2d875) riveleranno successivamente che i ricercatori avevano continuato a somministrare a Burton e agli altri neonati dosi eccessive di ossigeno anche dopo che gli occhi si erano alterati fino a livelli pericolosi (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">La CIA avvia il progetto MKDELTA per studiare l'uso della biochimica "a fini persecutori, discreditatori e disabilitanti" (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Un articolo del 1953 in </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Clinical Science</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> descrive un esperimento medico nel quale i ricercatori avevano deliberatamente urticato con cantaride l'addome di 41 bambini, tra gli 8 e i 14 anni, per vedere in che misura la sostanza irrita la pelle (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In una serie di prove sul terreno note come "Green Run," l'AEC sparge radiodine-131 e xenon-133 su Hanford (Washington): 500.000 acri lungo il fiume Columbia in cui si trovano tre piccole citt&agrave; (Hanford, White Bluffs e Richland) (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Nel corso di uno studio sponsorizzato dall'AEC per scoprire se lo iodio radioattivo agisce in modo diverso sui neonati prematuri e su quelli a termine, i ricercatori dell'Harper Hospital di Detroit somministrano per via orale dosi di iodio-131 a 65 neonati prematuri o nati a termine, di peso tra 1 e 2,5 kg (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1954)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> La CIA avvia il progetto QKHILLTOP per studiare le tecniche di lavaggio del cervello del partito comunista cinese e usarle per migliorare i metodi d'interrogazione della stessa CIA. La maggior parte degli esperti ritiene che i primi esperimenti del progetto QKHILLTOP siano stati effettuati dal Cornell University Medical School Human Ecology Studies Program (Goliszek). (1954 - 1975) Gli ufficiali medici dell'aviazione americana assegnati al Chemical Corps Biological Laboratory di Fort Detrick iniziano l'operazione Whitecoat, una serie di esperimenti che prevedono l'esposizione di cavie umane a epatite A, peste, febbre gialla, encefalite equina venezuelana, febbre della Rift Valley, rickettsia e microbi intestinali. Tra i volontari dei test 2.300 soldati Avventisti del settimo giorno, che preferiscono diventare cavie umane piuttosto che correre il rischio di uccidere in combattimento altri esseri umani. Solo due dei 2.300 volontari denunciano complicazioni mediche a lungo termine dovute alla loro partecipazione allo studio (</span></span></span><a href="http://www.pbs.org/wnet/religionandethics/week708/cover.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Operation Whitecoat"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">.) </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In un memorandum generale ai ricercatori universitari con contratti militari, il </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/Surgeon_General.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Surgeon General</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> dell'esercito americano ricorda le norme di comportamento per gli esperimenti su esseri umani &ndash; incluso il consenso informato scritto &ndash; fissate nel memorandum confidenziale Wilson (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1955)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In una serie di esperimenti sponsorizzati dall'esercito americano e condotti alla Tulane University, ad alcuni malati mentali vengono somministrati LDS e altri farmaci e vengono poi inseriti elettrodi nel cervello per controllarne i livelli (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/coldWarExperiments.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Barker, "The Cold War Experiments"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). (1955 - 1957) Per capire quanto le basse temperature influiscono sulla psicologia umana, i ricercatori somministrano 200 dosi di iodio-131, un tracciante radioattivo che si concentra quasi immediatamente nella </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/thyroid_gland.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ghiandola tiroidea</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, a 85 eschimesi e 17 indiani atapascani in buona salute residenti in Alaska. I ricercatori seguono la diffusione del tracciante nel corpo prelevando dai soggetti campioni di sangue, tessuto tiroideo, urina e saliva. A causa della barriera linguistica, alle cavie non viene spiegato a cosa saranno sottoposti; manca dunque il consenso informato (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">(1955 - 1965) In seguito ai risultati degli esperimenti sul controllo della mente condotti nell'ambito del progetto QKHILLTOP della CIA, i neurologi della Cornell University Harold Wolff e Lawrence Hinkle creano la Society for the Investigation of Human Ecology (in seguito rinominata Human Ecology Fund) per studiare "il modo in cui l'uomo percepisce il suo rapporto con il contesto sociale in cui vive" (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1956)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (1956 - 1957) I ricercatori dell'esercito americano che conducono ricerche segrete sulle armi biologiche rilasciano zanzare infettate con febbre gialla e dengue su Savannah e Avon Park, per studiare la capacit&agrave; degl'insetti di diffondere l'infezione. Dopo ciascun test, gli agenti dell'esercito si fanno passare per impiegati del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/public_health.html" target="_blank">servizio sanitario</a><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank">Cockburn and St. Clair, eds.</a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). per controllare gli effetti sulle vittime e scattare foto delle inconsapevoli cavie. Gli esperimenti provocano tra gli abitanti delle due citt&agrave; numerosi casi di febbre, malattie respiratorie, mortalit&agrave; prenatale, encefalite e tifo, oltre a numerosi decessi ( </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1957)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> L'esercito americano lancia l'operazione Plumbbob nel sito di prove del Nevada, 65 miglia a nordovest di Las Vegas: 29 esplosioni nucleari che diffondono radiazioni sufficienti a provocare, secondo le stime, 32.000 casi di cancro alla tiroide tra i civili dell'area. Circa 18.000 militari partecipano alle fasi Desert Rock VII and VIII, intese a controllare la reazione media mentale e psicologica della fanteria in caso di battaglia nucleare (</span></span></span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Plumbbob" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Operation Plumbbob"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1957 - 1964) Nel quadro di MKULTRA, la CIA paga al dottor D. Ewen Cameron, fondatore del McGill University Department of Psychiatry, 69.000 dollari per condurre studi sull'LSD ed esperimenti potenzialmente letali su canadesi curati per piccoli disturbi (ad esempio depressione e ansiet&agrave; post-parto) all'Allan Memorial Institute, che ospita la divisione psichiatrica del Royal Victoria Hospital di Montreal. La CIA incoraggia il dottor Cameron ad esplorare a fondo il suo concetto di "pilotaggio della psiche" per correggere la follia cancellando completamente la memoria del malato e riscrivendo la sua psiche. Gli esperimenti di "pilotaggio" consistono nel porre le cavie in uno stato vegetativo (indotto da farmaci, elettroshock e privazioni sensoriali) per un periodo massimo di tre mesi e poi nel riprodurre a circuito chiuso nastri registrati con rumori o semplici affermazioni ripetitive per settimane o mesi, in modo da "riscrivere" la psiche "azzerata". La maggior parte dei soggetti sottoposti agli esperimenti del dottor Cameron subisce danni irreversibili a causa del suo lavoro (Goliszek, </span></span></span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ewan_Cameron_%28MKULTRA%29" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Donald Ewan Cameron"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). Per studiare il flusso di sangue nel cervello dei bambini, i ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia eseguono questo esperimento su bambini fra i 3 e gli 11 anni e in buona salute: inseriscono aghi nell'arteria femorale (coscia) e nella vena giugulare (collo) togliendo sangue dal cervello. Poi applicano una maschera facciale ai bambini che vengono obbligati a inalare un gas speciale. In un successivo articolo scritto per il </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Journal of Clinical Investigation,</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> i ricercatori osservano che, per condurre l'esperimento, sono stati obbligati a tener fermi alcuni bambini legandoli al letto (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1958)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Circa 300 membri della marina americana vengono esposti a radiazioni quando il distruttore </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Mansfield</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> fa esplodere 30 bombe nucleari al largo delle Pacific Islands nel corso dell'operazione Hardtack (Goliszek). L'AEC (Atomic Energy Commission) rilascia materiale radioattivo su Point Hope (Alaska), dove vivono gli Inupiat, nel corso di un esperimento sul terreno denominato "Project Chariot" (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1961)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> In occasione del processo di Norimberga, lo psicologo di Yale Stanley Milgram conduce il suo famoso studio Obedience to Authority Study per rispondere alla domanda "&Egrave; possibile che (Adolf) Eichmann e i suoi milioni di complici nell'Olocausto stessero solo eseguendo ordini? Possiamo definirli tutti complici?" A volontari tra i 20 e 40 anni e di tutti i livelli culturali viene detto di punire con una scarica elettrica gli "studenti" per ogni risposta sbagliata alle domande poste: in realt&agrave; gli studenti sono attori e non ricevono alcuna scarica, ma il punto importante &egrave; che i volontari non lo sanno. Sorprendentemente, i volontari si affrettano a eseguire l'ordine e continuano a somministrare "scosse" d'intensit&agrave; sempre pi&ugrave; elevata anche dopo che gli attori mostrano evidenti segni di sofferenza fisica (</span></span></span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Milgram_experiment" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Milgram Experiment"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1962)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> I ricercatori del Laurel Children's Center in Maryland testano antibiotici sperimentali per l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/acne.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">acne</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> su bambini, e continuano anche dopo che oltre la met&agrave; delle giovani cavie ha sviluppato seri danni al fegato dovuti alle medicine sperimentali (Goliszek). Il Deseret Test Center dell'esercito americano avvia il progetto 112, che include lo SHAD (Shipboard Hazard and Defense), che espone il personale dell'esercito e della marina a tossine viventi e veleni chimici per determinare la vulnerabilit&agrave; delle navi alle armi biologiche e chimiche. Il personale militare non viene usato come cavia, ma rimane esposto nel portare avanti l'esperimento. All'epoca molti lamentano effetti negativi sulla salute, e decenni pi&ugrave; tardi soffrono ancora di gravi problemi medici come conseguenza della loro esposizione (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www1.va.gov/shad" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Veterans Health Administration</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). La FDA comincia a esigere che ogni nuovo prodotto farmaceutico superi tre trial clinici sull'uomo prima di poter essere approvato. Dal 1962 al 1980, le aziende farmaceutiche soddisfano il requisito conducendo i trial della fase I, che determinano la tossicit&agrave; del prodotto, su detenuti che vengono compensati con piccole somme in denaro (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1963)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Chester M. Southam, che nel 1952 aveva iniettato in detenuti della prigione di stato dell'Ohio cellule di cancro vive, ripete la stessa procedura su pazienti donne afroamericane del Brooklyn Jewish Chronic Disease Hospital, per studiarne la risposta immunologica. Southam dice alle pazienti che riceveranno "alcune cellule", ma dimentica di dire che si tratta di cellule cancerogene; pi&ugrave; tardi dichiarer&agrave; di non aver ottenuto il consenso informato dalle pazienti perch&eacute; non aveva voluto spaventarle dicendo quello che stava facendo, ma perder&agrave; comunque temporaneamente la sua licenza. Per ironia della sorte, diventer&agrave; poi presidente della American Cancer Society (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). I ricercatori dell'universit&agrave; di Washington irradiano direttamente i testicoli di 232 detenuti per studiare gli effetti delle radiazioni sulle loro funzioni. Quando pi&ugrave; tardi vengono liberati e procreano, i figli di almeno quattro mostrano difetti alla nascita. Il numero esatto non &egrave; noto perch&eacute; i ricercatori non hanno mai effettuato un follow up per verificare gli effetti a lungo termine degli esperimenti (Goliszek). In uno studio sponsorizzato dal NIH National Institutes of Health), un ricercatore trapianta il rene di uno scimpanz&egrave; in un uomo. L'esperimento fallisce (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
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<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo 2ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=606&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p>Nel quadro di un esperimento medico, il dottor William C. Black trasmette l'herpes a un neonato di 12 mesi. All'epoca Francis Payton Rous, editore del <em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Journal of Experimental Medicine</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, lo definisce "un abuso di potere, un'infrazione dei diritti dell'individuo, non giustificato dal fatto che la malattia indotta era importante sul piano scientifico " (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Un articolo degli </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Archives of Pediatrics</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> descrive studi medici sulla malattia della gomma, nei quali i dottori trasmettono la malattia dai bambini malati a quelli sani con dei bastoncini cotonati (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I dottori Francis e Salk, con altri ricercatori della University of Michigan, spruzzano grosse quantit&agrave; di virus dell'influenza direttamente nel setto nasale dei "volontari" di un istituto per malati mentali del Michigan. Le cavie sviluppano l'influenza in pochissimo tempo (</span></span></span><a href="http://history.amedd.army.mil/booksdocs/historiesofcomsn/section2.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Meiklejohn</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Alla Vanderbilt University, i ricercatori somministrano a 800 </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/pregnant_women.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">donne incinte</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> un "cocktail" clinico prenatale con ferro radioattivo per determinare le necessit&agrave; di ferro delle donne incinte (</span></span></span><a href="http://www.rps.psu.edu/mar96/science.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Pacchioli</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1942)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Gli Stati Uniti creano Fort Detrick, un complesso di 92 acri in cui circa 500 scienziati sono impegnati a creare armi biologiche e a prevedere misure difensive per contrastarle. Uno degli obiettivi principali di Fort Detrick &egrave; investigare se le malattie sono trasmesse per inalazione, ingestione o assorbimento dalla pelle; naturalmente questi esperimenti di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/warfare.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">guerra</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> biologica dipendono in buona parte dall'uso di cavie umane (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">A Chicago, i dottori della marina e dell'esercito americano trasmettono a 400 prigionieri il virus della malaria per studiare la malattia e per cercare di sviluppare un idoneo trattamento. Ai prigionieri viene detto che stanno contribuendo allo sforzo di guerra, ma non che verranno infettati. Al processo di Norimberga, i dottori nazisti citeranno questo studio per giustificare i loro esperimenti medici nei campi di concentramento come Auschwitz (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Il CWS (Chemical Warfare Service) avvia esperimenti con l'iprite e la lewisite su oltre 4.000 uomini delle forze armate. Alcuni soggetti - ad esempio il 17enne Nathan Schnurman, che nel 1944 pensava di essersi offerto per provare "le divise estive della marina" - non si rendono conto di essere volontari per esperimenti di esposizione a prodotti chimici (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In un esperimento sponsorizzato dalla marina americana, Edward Cohn, biochimico di Harvard, inietta a prigionieri della prigione di stato del Massachusetts sangue di mucca (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">George </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/Merck.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merck</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, presidente della Merck Pharmaceuticals, viene nominato direttore del WRS (War Research Service), un'agenzia incaricata di coordinare la creazione di un programma di guerra biologica (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1943)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Per "studiare gli effetti delle basse temperature sulle alterazioni mentali", i ricercatori dell'University of Cincinnati Hospital chiudono per 120 ore 16 malati mentali in camere di refrigerazione a 0&deg;C (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1944)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nel quadro del programma Manhattan che porter&agrave; poi alla produzione della bomba atomica, i ricercatori iniettano 4,7 microgrammi di plutonio ai militari del centro di Oak Ridge (20 miglia a ovest di Knoxville, nel Tennessee). (</span></span></span><a href="http://www.olive-drab.com/od_nuclear_manhattan_oakridge.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Manhattan Project: Oak Ridge"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il capitano A. W. Frisch, un esperto microbiologo, inizia una serie di esperimenti inoculando a quattro volontari della prigione di stato di Dearborn (Michigan) campioni infettati dall'epatite prelevati in </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/Africa.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Africa</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> settentrionale. Un prigioniero muore, altri due sviluppano l'epatite ma sopravvivono, il quarto sviluppa i sintomi della malattia ma non si ammala (</span></span></span><a href="http://history.amedd.army.mil/booksdocs/historiesofcomsn/section2.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Meiklejohn</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Gli addetti ai laboratori delle universit&agrave; del Minnesota e di Chicago iniettano a soggetti umani il fosforo-32 per studiare il metabolismo delle emoglobine (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1944 - 1946) Per mettere rapidamente a punto una cura contro la malaria &ndash;malattia che ostacola i successi alleati nella II guerra mondiale &ndash; il professor Alf Alving, della University of Chicago Medical School, trasmette con trasfusioni di sangue l'infezione a pazienti psicotici dell'Illinois State Hospital e poi sperimenta su di loro nuove cure (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nell'aprile 1994, un capitano del corpo medico invia al colonnello Stanford Warren, capo della sezione medica del progetto Manhattan, un memorandum in cui esprime le sue preoccupazioni per gli effetti sul sistema nervoso centrale del fluoruro contenuto nella bomba atomica e chiede che vengano condotti esperimenti sugli animali per determinare la portata di tali effetti: "L'evidenza clinica suggerisce che l'esafluoruro di uranio potrebbe avere un effetto alquanto marcato sul sistema nervoso centrale ... Sembra abbastanza plausibile che il fattore scatenante sia il componente F [codice del fluoruro] piuttosto che il T [codice dell'uranio] ... Poich&eacute; &egrave; imprescindibile lavorare con questo composto, sar&agrave; necessario sapere in anticipo i possibili effetti sul cervello dovuti all'esposizione". L'anno successivo il progetto Manhattan comincer&agrave; gli esperimenti su esseri umani per studiare gli effetti del fluoruro (</span></span></span><a href="http://www.nexusmagazine.com/articles/fluoridebomb.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Griffiths and Bryson</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il team medico del progetto Manhattan, guidato dall'oramai tristemente noto radiologo Safford Warren, dell'universit&agrave; di Rochester, inietta plutonio in pazienti ricoverati nell'ospedale universitario Strong Memorial (</span></span></span><a href="http://www.burtonreport.com/InfForensic/HumanExperPlutonium.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Burton Report</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1945)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I ricercatori portano avanti il progetto Manhattan, e iniettano plutonio in tre pazienti del Billings Hospital dell'universit&agrave; di Chicago (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Dipartimento di stato, </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/intelligence.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">servizi segreti</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e CIA lanciano l'operazione Paperclip, che offre l'immunit&agrave; e una nuova identit&agrave; agli scienziati nazisti disposti a lavorare in USA su progetti governativi ultrasegreti nei campi dell'aerodinamica e della guerra chimica (</span></span></span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Paperclip" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Project Paperclip"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Ad Atlanta, i ricercatori infettano 800 detenuti col virus della malaria per studiare la malattia (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1945 - 1955) A Newburgh (New York), i ricercatori che lavorano al progetto Manhattan avviano il pi&ugrave; completo studio mai condotto in America sugli effetti per la salute della fluorizzazione dell'acqua potabile (</span></span></span><a href="http://www.nexusmagazine.com/articles/fluoridebomb.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Griffiths and Bryson</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1946)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il generale Douglas MacArthur conclude un accordo segreto col medico giapponese Shiro Ishii, al quale, in cambio di oltre 10.000 pagine d'informazioni sui suoi esperimenti umani, viene concessa l'immunit&agrave; dalle accuse per i terribili esperimenti - compresa la vivisezione senza anestesia - da lui condotti su prigionieri di guerra cinesi, russi e americani (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">All'Argonne National Laboratories di Chicago, a uomini e donne usati come cavie viene iniettato per via intravenosa l'arsenico-76 per consentire ai ricercatori di studiare i processi di assorbimento, diffusione ed eliminazione della sostanza da parte del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/human_body.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">corpo umano</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il progetto Manhattan prosegue lo studio Newburg del 1945, e nel quadro di un progetto denominato "Programma F", commissiona all'universit&agrave; di Rochester uno studio sugli effetti del fluoruro su animali e umani. Con l'aiuto del dipartimento sanitario dello stato di New York, i ricercatori del programma F raccolgono e analizzano in segreto campioni di sangue e di tessuto degli abitanti di Newburg. Gli studi sono sponsorizzati dall'AEC (Atomic Energy Commission) e si svolgono al Medical Center's Strong Memorial Hospital dell'universit&agrave; di Rochester (</span></span></span><a href="http://www.nexusmagazine.com/articles/fluoridebomb.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Griffiths and Bryson</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">(1946 - 1947) I ricercatori dell'universit&agrave; di Rochester iniettano a quattro uomini e due donne, usati come cavie, uranio-234 e uranio-235 in dosi che vanno da 6,4 a 70,7 microgrammi per chilo di peso corporeo, al fine di studiare la dose di uranio che possono tollerare prima che i reni risultino danneggiati (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">A sei </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/employees.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">impiegate</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> di un laboratorio metallurgico di Chicago viene fatta bere </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/water.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">acqua</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> contaminata con plutonio-239 per consentire ai ricercatori di scoprire come la sostanza viene assorbita nel tratto digestivo (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In Virginia, i ricercatori cominciano a usare i pazienti come cavie per esperimenti medici sull'uomo, furbescamente indicati nei rapporti come "indagini" o "osservazioni" per evitare connotazioni negative e una cattiva pubblicit&agrave; (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Grazie a un rapporto reso pubblico dal ministero della Guerra, il pubblico americano viene infine a conoscenza degli esperimenti di guerra biologica condotti a Fort Detrick (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1946 - 1953) L'AEC sponsorizza studi in cui ricercatori della Harvard Medical School, del Massachusetts General Hospital della Boston University School of Medicine alimentano ogni mattina gli studenti mentalmente disabili della Fernald State School Quaker Oats con cereali mischiati con traccianti radioattivi, in modo da consentire ai nutrizionisti di capire in che modo i conservanti si muovono nel corpo umano e se bloccano l'assorbimento delle vitamine e dei minerali. I ricercatori del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/MIT.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">MIT</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> condurranno pi&ugrave; tardi uno studio analogo alla Wrentham State School (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Al dipartimento di medicina dell'universit&agrave; di Chicago, alcune cavie umane ricevono da una a quattro iniezioni di arsenico-76. I ricercatori precedono a una biopsia prima e dopo ogni iniezione (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1947)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">L'8 gennaio, il colonnello E.E. Kirkpatrick, dell'AEC (Atomic Energy Commission), prepara un documento ultrasegreto (707075), nel quale afferma che "si stanno mettendo a punto alcune sostanze radioattive da iniettare per via endovenosa a esseri umani, nel quadro dell'attivit&agrave; prevista nel contratto" (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">In un documento segreto dell'AEC del 17 aprile si legge: "a proposito degli esperimenti su esseri umani, &egrave; auspicabile che non vengano resi pubblici documenti che potrebbero creare reazioni ostili nell'opinione pubblica o dar luogo a procedimenti legali". &Egrave; dunque evidente che il governo americano era consapevole dei rischi sanitari corsi dal personale militare che effettuava i test nucleari e dai civili delle zone limitrofe (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/CIA.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">CIA</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> avvia una ricerca sulla possibilit&agrave; di usare l'LSD come arma e usa come cavie umane militari e civili, non consenzienti e in realt&agrave; nemmeno consapevoli. Nel 1953, gli studi confluiranno nel programma MKULTRA (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">(1947 - 1953) La marina americana avvia il progetto Chatter per individuare e testare i "sieri della verit&agrave;", simili a quelli usati dall'Unione sovietica per interrogare le spie. Tra i vari farmaci provati su soggetti umani, la mescalina e la scopolamina, un depressore del sistema nervoso centrale (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1948)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Sulla base degli studi segreti condotti sui residenti di Newburgh nel 1945, i ricercatori del progetto F pubblicano un rapporto nel</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> Journal of the American Dental Association</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> dell'agosto 1948, descrivendo i pericoli per la salute del fluoruro. L'AEC lo censura immediatamente per motivi di "sicurezza nazionale" (</span></span></span><a href="http://www.nexusmagazine.com/articles/fluoridebomb.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Griffiths and Bryson</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1950)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1950 - 1953) La CIA, e successivamente l'Office of Scientific Intelligence, avviano il progetto Bluebird (rinominato progetto Artichoke nel 1951) per studiare il modo di "estrarre" informazioni dagli agenti della CIA, controllare gl'individui "con tecniche particolari d'interrogatorio", "potenziare" la memoria, e usare "tecniche non convenzionali, incluse </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hypnosis.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">ipnosi</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e farmaci" come misure di attacco (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1950 - 1953) L'esercito americano rilascia nubi chimiche su sei citt&agrave; americane e canadesi. Tra gli abitanti di Winnipeg (sulla quale era stato rilasciato il cadmio, un prodotto chimico estremamente tossico) verr&agrave; poi registrato un elevato tasso di malattie delle vie respiratorie (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Per valutare in che misura una citt&agrave; americana potrebbe subire le conseguenze di un attacco biologico, la marina americana diffonde da una nave una nube di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/bacteria.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">batteri</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> di </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Bacillus globigii</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> sulla linea costiera di San Francisco. Secondo i dispositivi di rilevamento collocati in tutta la citt&agrave; per misurare l'estensione dell'infezione, l'8% degli abitanti inala 5.000 o pi&ugrave; particelle di batteri, e molti si ammalano con sintomi simili a quelli della polmonite (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il dottor Joseph Strokes, dell'universit&agrave; di Pennsylvania, inocula a 200 prigioniere il virus dell'epatite virale per studiare la malattia (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I medici del Cleveland City Hospital studiano le modifiche del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/blood_flow.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">flusso sanguigno</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> cerebrale iniettando nelle cavie umane anestesia spinale, inserendo aghi nella vena giugulare e nelle arterie brachiali, inclinandone la testa verso il basso, e, dopo la paralisi e lo svenimento dovuti alla massiccia perdita di sangue, misurando la </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/blood_pressure.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">pressione sanguigna</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">. Spesso l'esperimento viene ripetuto varie volte sullo stesso soggetto (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il dottor D. Ewen Cameron pubblica nel </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">British Journal of Physical Medicine</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> un articolo che descrive alcuni esperimenti in cui obbliga pazienti schizofrenici del Brandon Mental Hospital di Manitoba a giacere nudi sotto lampade rosse, tra i 15 e i 200 watt, per periodi che vanno fino a otto ore al giorno. Altri suoi esperimenti consistono nel piazzare malati mentali in una gabbia elettrica che surriscalda la temperatura interna del corpo fino a 103&deg;F, e nell'indurre il coma iniettando forti dosi d'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/insulin.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">insulina</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1951)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Il progetto della marina americana Bluebird viene rinominato Artichoke e avvia esperimenti medici su soggetti umani per provare l'efficacia di LSD, pentotal e ipnosi negl'interrogatori, descritti tra gli obiettivi del progetto Bluebird (1950) (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">L'esercito americano contamina in segreto il Norfolk Naval Supply Center (Virginia) e l'aeroporto nazionale di Washington, D.C, con una variet&agrave; di batteri scelta perch&eacute; si riteneva che gli afroamericani fossero pi&ugrave; sensibili dei caucasici ai suoi effetti. L'esperimento provoca intossicazioni alimentari, problemi respiratori e avvelenamento del sangue (</span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">(1951 - 1952) I ricercatori sospendono la somministrazione d'insulina a soggetti diabetici per periodi tra i due e i cinque giorni, allo scopo di osservare gli effetti del diabete; alcune cavie entrano in coma diabetico (Goliszek). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1951 - 1956) Su contratto con la SAM (School of Aviation Medicine), l'M.D. Anderson Cancer Center dell'universit&agrave; del Texas a Houston comincia a studiare gli effetti delle radiazioni sui </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/cancer_patients.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">malati di cancro</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> &ndash; in massima parte membri di gruppi di minoranza o indigenti, secondo le fonti &ndash; per indagare le possibilit&agrave; di usarle nella cura del </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/cancer.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">cancro</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e al tempo stesso per analizzarne i possibili effetti a lungo termine sui piloti di aerei che trasportano armi atomiche. Lo studio prosegue fino al 1956, e vi partecipano 263 malati. A partire dal 1953, ai soggetti viene chiesto di firmare un formulario di esonero dalle responsabilit&agrave;, che non soddisfa per&ograve; le norme di consenso informato definite nel memorandum Wilson, pubblicato lo stesso anno. Gli studi TBI continueranno in quattro differenti centri (Baylor University College of Medicine, Memorial Sloan-Kettering Institute for Cancer Research, the U.S. Naval Hospital in Bethesda and the University of Cincinnati College of Medicine) fino al 1971 (</span></span></span><a href="http://www.eh.doe.gov/ohre/roadmap/achre/chap8_5.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">U.S. Department of Energy</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Militari e agenti segreti americani, canadesi e britannici riuniscono un gruppo di eminenti psicologi per un incontro segreto al Ritz-Carlton Hotel di Montreal per discutere le "tecniche comuniste di controllo del pensiero", e propongono un programma di ricerche ultrasegreto sulle modifiche del comportamento che prevede l'uso su esseri umani di farmaci, ipnosi, elettroshock e lobotomia (</span></span></span><a href="http://www.datafilter.com/mc/coldWarExperiments.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Barker</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1952)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">&nbsp;</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Gli scienziati militari usano il Dugway Proving Ground (87 miglia a sudovest di Salt Lake City, Utah) per una serie di esperimenti destinati a chiarire il modo in cui </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Brucella suis</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Brucella melitensis</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> si diffondono tra le popolazioni umane. Oggi, oltre 50 anni dopo, alcuni esperti affermano che a causa dei test siamo tutti stati infettati da questi agenti (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nel corso di un esperimento sponsorizzato dal ministero della Difesa americano e condotto nel New York State Psychiatric Institute della Columbia University, Henry Blauer muore dopo che gli era stata iniettata mescalina (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nel celebre Sloan-Kettering Institute, Chester M. Southam inietta cellule vive di cancro in vari detenuti della prigione di stato dell'Ohio per studiare il progredire della malattia. Per il 50%, i detenuti sottoposti allo studio sponsorizzato dal NIH (National Institutes of Health) sono negri, suscitando sospetti di razzismo gi&agrave; vivi dai tempi di Tuskegee, un altro studio sponsorizzato dal NIH (</span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>La vera storia degli esperimenti medici sull'uomo  1ª parte</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=605&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Gli Stati Uniti pretendono di essere i leader mondiali nel campo medico. Ma vi &egrave; un lato oscuro della medicina occidentale di cui pochi vogliono sentir parlare: gli orripilanti esperimenti condotti sui poveri e sui loro figli, in nome del progresso scientifico. Molti di questi esperimenti sono stati effettuati su gente che non ne era al corrente, e la maggior parte nel tentativo di trarre il massimo profitto da nuovi farmaci o tecnologie mediche. Anche oggi si continuano a condurre <a href="http://www.newstarget.com/medical_experiments.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">esperimenti medici</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> sui cittadini americani e sulla loro prole: dalla somministrazione massiccia di farmaci ai ragazzi cui sono state diagnosticate le inesistenti alterazioni comportamentali inventate dagli </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/psychiatry.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">psichiatri</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> fino alla vendita al pubblico, con l'approvazione della FDA, di farmaci che non sono stati sottoposti ai trial clinici obbligatori, la popolazione viene continuamente sottoposta a esperimenti su scala massiccia. Oggigiorno, quasi il 50% degli americani assumono almeno un farmaco, e quasi il 20% degli </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/schoolchildren.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">scolari</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> viene curato con anfetamine, come il Ritalin, o antidepressivi, come il Prozac, che alterano la mente. Questa </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/medication.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">trattamento medico</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> di massa &egrave;, comunque lo si veda, un enorme esperimento che si svolge proprio oggi nel nostro paese. <br /><br />Ma per capire veramente come si &egrave; arrivati a questo trattamento di massa sugli americani di oggi &egrave; necessario guardare da vicino la terribile storia dello sfruttamento della medicina convenzionale per esperimenti di estrema crudelt&agrave;. </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">ATTENZIONE: quello che state per leggere &egrave; veramente scioccante. Fino ad oggi American Medical Association, </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/drug_companies.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">aziende farmaceutiche</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e quotidiani non ve ne hanno mai parlato. Non vi &egrave; mai stata raccontata la verit&agrave; sulla </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/conventional_medicine.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">medicina convenzionale</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> nelle scuole pubbliche, o nelle universit&agrave;: &egrave; il lato oscuro del sistema medico americano, e quando avrete appreso le verit&agrave; che vi riveliamo non potrete mai pi&ugrave; far fiducia alle aziende farmaceutiche. Le immagini sono profondamente scioccanti, e le abbiamo riprodotte non per divertirvi ma per mettervi in guardia su quello che potrebbe accadere a noi e ai nostri ragazzi se non mettiamo un freno alle orribili e inumane azioni delle multinazionali farmaceutiche e della odierna psichiatria. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Adesso lascio lo spazio a questa sconvolgente cronologia, preparata e scritta da Dani Veracity, uno dei pi&ugrave; valenti scrittori qui alla Truth Publishing. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;">Andate avanti a vostro rischio e pericolo. - The Health Ranger </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">La vera storia degli </span></span></span></strong><strong><a href="http://www.newstarget.com/human_medical_experimentation.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">esperimenti medici sull'uomo</span></span></span></span></a></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Gli esperimenti sull'uomo &ndash; cio&egrave; l'uso di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/human_beings.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">esseri umani</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> viventi in esperimenti scientifici spesso crudeli, spesso penosi, spesso mortali ma </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">sempre </span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">rischiosi &ndash; &egrave; una componente importante della storia americana, di cui non troverete per&ograve; cenno nella quasi totalit&agrave; dei libri scientifici o storici. Agli </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/United_States.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Stati Uniti</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> va senza dubbio ascritto il merito di alcuni dei pi&ugrave; stupefacenti progressi scientifici, che, soprattutto nel settore medico, hanno cambiato la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, spesso migliorandola (come nel caso delle cure per la malaria e per altre malattie infettive) e qualche volta peggiorandola (basti pensare alla moderna "psichiatria" o al trattamento degli scolari con farmaci). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="font-size: 1em;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;">Ma per questi risultati viene pagato un prezzo molto pesante: gli essere umani usati negli esperimenti che hanno reso possibile andare avanti. Negli ultimi due secoli, alcuni soggetti sottoposti ai test sono stati ricompensati per i danni alla loro salute fisica e mentale, ma la maggior parte non ha ricevuto niente. Molti hanno perso la vita a causa di esperimenti che spesso sono stati effettuati senza che lo volessero o addirittura sapessero, e naturalmente non potranno mai essere risarciti per aver perso la cosa pi&ugrave; preziosa che possedevano: la loro salute. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Man mano che andrete avanti nella lettura di questi esperimenti scientifici, conoscerete i casi di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/newborns.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">neonati</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> infettati con sostanze radioattive, di malati di mente chiusi in gigantesche camere refrigeranti, di personale </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/military.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">militare</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> esposto ad armi chimiche proprio da quel governo che stavano servendo, e di bambini mentalmente disabili deliberatamente infettati con il virus dell'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hepatitis.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">epatite</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">. Si tratta di fatti veri, non di favole: ogni racconto, per terrificante che sia, &egrave; confermato da rimandi o citazioni di fonte incontestabile. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">I racconti devono essere seguiti con attenzione, perch&eacute; gli esperimenti su esseri viventi proseguono anche oggi. I motivi addotti per giustificarli possono essere diversi, ma le </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/guinea_pigs.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">cavie</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> utilizzate sono sempre le stesse: membri delle minoranze, poveri, disabili. Ecco a chi appartengono le vite mandate allo sbaraglio in nome della medicina "scientifica". </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1833)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il dottor William Beaumont, un chirurgo dell'esercito, diventa un pioniere nel campo della medicina gastrica con un suo studio su un paziente la cui ferita di arma da fuoco all'addome resta costantemente aperta, e compila un codice per gli </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/medical_experimentation.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">esperimenti medici</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> sugli esseri umani, in cui sottolinea l'importanza dei trattamenti sperimentali ma ribadisce al tempo stesso che i soggetti umani devono essere volontari, dare un consenso informato ed essere in grado di capire l'esperimento cui si sottopongono. Il codice di Beaumont considera ammissibile il consenso verbale oltre che quello scritto (</span></span></span><a href="http://wisdomtools.com/poynter/codes.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Berdon</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1845)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1845 - 1849) J. Marion Sims, pi&ugrave; tardi osannato come il "padre della ginecologia" effettua esperimenti medici senza anestesia su donne africane in schiavit&ugrave;, che in massima parte moriranno d'infezione poco dopo gl'interventi. Convinto che il movimento delle ossa del cranio dei neonati durante le nascite ritardate causi trisma, usa una lesina, un punteruolo che i ciabattini adoperano per perforare la pelle, per muovere le ossa del cranio dei neonati delle madri in schiavit&ugrave; (</span></span></span><a href="http://www.seedshow.com/jmsims.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Brinker</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1895)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nel quadro di un esperimento medico, il pediatra newyorkese Henry Heiman trasmette la gonorrea a un bambino di 4 anni che definisce "un idiota affetto da epilessia cronica" (</span></span></span><a href="http://www.micahbooks.com/readingroom/humanexperimentation.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Human Experimentation: Before the Nazi Era and After"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1896)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Al Boston's Children's Hospital, il dottor Arthur Wentworth trasforma 29 bambini in cavie umane e li sottopone a prelievi spinali, solo per vedere se il procedimento &egrave; nocivo (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1900)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><a target="_blank"></a><a target="_blank"></a> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nelle Filippine, i </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/doctors.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">dottori</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> dell'esercito americano trasmettono a cinque prigionieri filippini il virus della </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/plague.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">peste</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> ed eliminano ad altri 29 prigionieri l'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/nutrition.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">alimentazione</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> necessaria, in modo da provocare il Beriberi; quattro cavie muoiono (</span></span></span><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Merritte, </span></span></span></span></a><em><a href="http://www.bsos.umd.edu/gvpt/lawonline/journals/spring%201999/law_online/Paper__Medicax.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">et al.</span></span></span></span></a></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; </span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Su incarico del Surgeon general, il dottor. Walter Reed si reca a Cuba e usa 22 lavoratori immigrati spagnoli per provare che la febbre gialla viene trasmessa dalle punture delle zanzare. Inaugura cos&igrave; la prassi di adoperare soggetti sani come cavie e di far firmare un contratto scritto per provare il consenso informato dei pazienti. Nel corso dello studio il dottor Reed sottolinea chiaramente ai volontari che, anche se far&agrave; tutto il possibile per aiutarli, l'esperimento potrebbe causare la loro morte. I volontari ricevono 100 dollari in oro per la loro partecipazione, e 100 dollari supplementari se contraggono la febbre gialla (</span></span></span><a href="http://wisdomtools.com/poynter/codes.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Berdon</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1906)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Nelle Filippine, il dottor Richard Strong, professore ad Harvard, infetta vari prigionieri con il virus del colera per studiare la malattia; 13 prigionieri muoiono, e i sopravvissuti vengono ricompensati con sigari e sigarette. Al processo di Norimberga, i dottori nazisti citeranno questo studio per giustificare i loro esperimenti medici (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, </span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1911)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Il dottor Hideyo Noguchi, del Rockfeller Institute for Medical Research, pubblica i dati di un esperimento nel corso del quale ha iniettato sotto pelle un preparato sifilitico inattivo a 146 </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/hospital.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">pazienti ricoverati</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e ragazzi normali, nel tentativo di mettere a punto un test cutaneo per la sifilide. Nel 1913 vari </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/parents.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">genitori</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> citeranno in giudizio il dottor Noguchi con l'accusa di aver trasmesso ai propri figli la sifilide (</span></span></span><a href="http://www.annals.org/cgi/content/full/123/2/159-a" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Reviews and Notes: History of Medicine: Subjected to Science: Human Experimentation in America before the Second World War"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1913)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Gli sperimentatori medici "testano" la tuberculina su 15 bambini della casa per l'infanzia St. Vincent's House (Filadelfia), alcuni dei quali contrarranno la </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/blindness.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">cecit&agrave; permanente</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">. La camera bassa dell'assemblea legislativa della Pennsylvania registra l'incidente, ma i ricercatori non vengono puniti (</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"><a href="http://www.micahbooks.com/readingroom/humanexperimentation.html" target="_blank">"Human Experimentation: Before the Nazi Era </a><a href="http://www.micahbooks.com/readingroom/humanexperimentation.html" target="_blank">and After"</a></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1915)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Su ordine del Servizio di sanit&agrave; pubblica americano, il dottor Joseph Goldberger induce la pellagra, una malattia debilitante che colpisce il </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/nervous_system.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">sistema nervoso centrale</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, in 12 detenuti nel Mississippi, per cercare il modo di curare la malattia. Una cavia dir&agrave; anni dopo che era passato attraverso "migliaia di inferni". Nel 1935, dopo che milioni di persone erano morte, il direttore del Servizio di sanit&agrave; pubblica ammetter&agrave; infine che i funzionari sapevano gi&agrave; da qualche tempo che la malattia era causata da una deficienza di niacina, ma che non avevano fatto niente per porvi rimedio perch&eacute; i pi&ugrave; colpiti erano gli afroamericani poveri. Al processo di Norimberga, i dottori nazisti citeranno questo studio per giustificare i loro esperimenti medici sui prigionieri dei campi di concentramento (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; </span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1918)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">In risposta all'uso di armi chimiche da parte dei tedeschi nel corso della I guerra mondiale, il presidente Wilson crea il CWS (Chemical Warfare Service) come divisione dell'esercito americano. Ventiquattro anni dopo, nel 1942, il CWS comincer&agrave; a sperimentare iprite e lewisite su oltre 4.000 uomini delle forze armate (</span></span></span><a href="http://www.globalsecurity.org/military/agency/army/chem.htm" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Global Security</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">, Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1919)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1919 - 1922) I ricercatori conducono esperimenti di trapianto di testicoli sui prigionieri della San Quentin State Prison in California, inserendo nell'addome e nello scroto dei prigionieri vivi i testicoli di individui da poco giustiziati e di capre (</span></span></span><a href="http://upalumni.org/medschool/appendices/appendix-65b.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Greger</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1931)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">A Portorico, Cornelius Rhoads, un patologo del Rockefeller Institute for Medical Research, inietta deliberatamente </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/cancer_cells.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">cellule cancerogene</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a varie cavie umane, 13 delle quali muoiono. Nonostante un dottore portoricano avesse pi&ugrave; tardi scoperto che alcuni dettagli dei suoi esperimenti erano stati deliberatamente nascosti da Rhoads e questi avesse dichiarato per iscritto che a suo avviso tutti i portoricani potevano essere uccisi, il patologo fu successivamente incaricato di organizzare le strutture dell'U.S. Army Biological Warfare in Maryland, Utah e Panama, e fu distaccato presso l'AEC (Atomic Energy Commission), dove cominci&ograve; un serie di esperimenti di esposizione alle radiazioni su soldati americani e ricoverati civili (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/history/chronology.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Sharav</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">; </span></span></span><a href="http://www.counterpunch.org/germwar.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Cockburn and St. Clair, eds.</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1931 - 1933) Ai malati di mente dell'Elgin State Hospital in </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/Illinois.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Illinois</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> viene iniettato radium-266 per sperimentare una terapia contro le malattie mentali (Goliszek). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1932)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1932-1972) Il Servizio di sanit&agrave; pubblica di Tuskegee (Alabama) diagnostica a 400 agricoltori neri di bassa estrazione la sifilide, ma non li avverte e non li cura; i ricercatori usano invece gli uomini come cavie umane per controllare i sintomi e il progredire della malattia. Tutti i malati moriranno e le famiglie non verranno mai avvertite che avrebbero potuto essere curati (Goliszek, </span></span></span><a href="http://www.healthsystem.virginia.edu/internet/library/historical/medical_history/bad_blood" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">University of Virginia Health System Health Sciences Library</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1937)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Gli scienziati della Cornell University Medical School pubblicano uno studio sui farmaci per l'angina condotto su cavie umane applicando tecniche di </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/placebo.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">placebo</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> e di valutazione a cieco, e segnalano che i soggetti ai quali &egrave; stato somministrato il placebo hanno mostrato un notevole aumento dei sintomi rispetto a coloro che hanno realmente assunto i farmaci. Si tratta della prima descrizione dell'</span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/placebo_effect.html" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">effetto placebo</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> pubblicata della Stati Uniti (</span></span></span><a href="http://health.enotes.com/alternative-medicine-encyclopedia/placebo-effect" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">"Placebo Effect"</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">(1939)</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Per verificare la sua teoria sulle basi della disartria sillabica, il dottor Wendell Johnson, eminente patologo fonoaudiologico, effettua il famoso "esperimento mostro" su 22 bambini allo Iowa Soldiers' Orphans' Home di Davenport. Il dottor Johnson e i suoi laureandi sottopongono i bambini a una intensa pressione psicologica che provoca il passaggio da un linguaggio normale a una intensa balbuzie. All'epoca, alcuni studenti avevano ripetutamente messo in guardia il dottor Johnson sul fatto che "nella situazione creatasi dopo la II Guerra mondiale, gli osservatori avrebbero potuto fare un confronto con gli esperimenti nazisti su soggetti umani e distruggere cos&igrave; la sua carriera" (</span></span></span><a href="http://www.ahrp.org/infomail/0601/11.php" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">Alliance for Human Research Protection</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">). </span></span></span></p>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->
<p style="margin-bottom: 0.5cm; border: medium none; padding: 0cm; text-align: right;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;">Health Ranger - Fonte: </span></span></span><a href="http://www.newstarget.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">http://www.newstarget.com</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><br />Traduzione per </span></span></span><a href="http://www.comedonchisciotte.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;">www.comedonchisciotte.org</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 1em;"><span style="text-decoration: none;"> a cura di CARLO PAPPALARDO</span></span></span></p></p>]]>
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<title>una scelta facile</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=604&amp;user=2383</link>
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<![CDATA[<p><p><em><span style="font-size: 1em;">mi<span style="font-size: 1.1em;"> presento,sono Laura,vegetariana da una decina d'anni e finalmente vegana,da un mesetto..Diciamo che ultimamente,anche grazie a video e articoli ,mi sono resa conto della mia incoerenza,ho capito cosa significhi bere latte vaccino o mangiare uova e mozzarelle,e molto serenamente ho deciso di darci un taglio,di non voler pi&ugrave; essere complice dell,allontanamento forzato di un vitellino appena nato dalla sua mamma,o della barbara uccisione di pulcini con l'unica colpa di essere nati maschi,n&egrave; di tutto quello che consegue dall'allevamento di queste povere bestiole.Fino a poco tempo fa non &nbsp;mi ero mai realmente fermata a pensare a cosa c'era dietro al mio bicchiere di latte,e ora che ho aperto gli occhi mi sento finalmente pi&ugrave; in pace con me stessa,pi&ugrave; contenta di essere chi sono,pi&ugrave; consapevole del mio comportamento alimentare.MA....mia mamma &egrave; arrabbiatissima con me,dice di non aver mai avuto problemi ad appoggiarmi da vegetariana,ma che questo &egrave; troppo,che non posso privarmi di uova e latte,e il mio ragazzo pensa che nel giro di un'estate andr&ograve; fuori di testa.Volevo solo dire a tutti che &egrave; una SCELTA FACILE,l'unica possibile per persone sensibili e attente all'ambiente che le circonda,e che chi compie questa scelta spinto dalle giuste motivazioni non vorr&agrave; mai tornare indietro sui propri passi,e poi per una golosa come me ci sono talmente tante ricette da fare con tofu seitan latte di soia...che c'&egrave; solo l'imbarazzo della scelta,e pazienza se al ristorante mi tocca sempre saltare il dolce;tanto gi&agrave; saltavo il secondo da anni...&egrave; un "sacrificio"che si pu&ograve; fare,no?Grazie a tutti coloro che collaborano a questo sito,&egrave; merito anche dei vostri contributi se ho ancora una volta cambiato in meglio la mia vita!</span></span></em></p></p>]]>
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<title>Dalla Giornata mondiale dell’ambiente un solo monito: per salvare il pianeta niente più latte e carne</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=603&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><em><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="terra" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/terra.jpg" alt="terra" width="220" height="220" /></em><em></em>Si &egrave; celebrata oggi la &ldquo;<strong>Giornata  mondiale dell&rsquo;ambiente&rdquo;</strong>, il World Enviroment Day, istituita  dall&rsquo;Onu per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull&rsquo;Ambiente Umano  del 1972, nel corso della quale prese forma il Programma ambiente delle  Nazioni Unite, l&rsquo;<strong>Unep</strong>. Il Paese ospitante delle  celebrazioni &egrave; stato il Ruanda, in Africa.</p>
<p style="text-align: justify;"><br /> Durante questo 2010 la Giornata mondiale dell&rsquo;ambiente si unisce  all&rsquo;Anno internazionale della biodiversit&agrave; e concentra la sua attenzione  sulla tutela e la salvaguardia delle specie, animali e vegetali, in  pericolo di estinzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Con lo slogan &ldquo;<em>Molte Specie, Un  Pianeta, Un Futuro</em>&ldquo;, la Giornata ha come obiettivo quello di  mobilitare pi&ugrave; persone possibile per realizzare un&rsquo;ampia gamma di azioni  finalizzate alla conservazione della biodiversit&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto dell&rsquo;Unep, al termine  della giornata &egrave; stato tanto chiaro quanto per noi scontato: <strong>serve  un cambiamento della dieta globale per salvare il mondo dalla fame,  dalla penuria di combustibili e dalle conseguenze pi&ugrave; gravi del  riscaldamento climatico. </strong>Con una popolazione mondiale di 9,1  miliardi di persone attesa nel 2050, la predilezione occidentale per  bistecche e formaggi diventer&agrave; insostenibile.<br /> Si legge nel rapporto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Una riduzione degli impatti sar&agrave;  possibile solo con una sostanziale cambiamento della dieta mondiale, che  faccia a meno di prodotti animali</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il professor <strong>Edgar Hertwich</strong>,  che ha coordinato il rapporto, dice al quotidiano britannico The  Guardian :</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>&ldquo;I prodotti di origine animale  causano pi&ugrave; danni all&rsquo;ambiente che la produzione di minerali per  costruzione, come la sabbia o il cemento, la plastica o i metalli. Le  biomasse e le colture per mangimi animali sono dannose come bruciare  combustibili fossili</em>&ldquo;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">e&nbsp;<strong>Ernst von Weizsaecker</strong>,  spiega invece che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>il crescente benessere provoca un  cambiamento della dieta in favore di carne e latticini. L&rsquo;allevamento di  animali consuma gran parte dei raccolti mondiali, e di conseguenza  moltissima acqua, fertilizzanti e pesticidi</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Conclusioni per noi assolutamente  scontate ma che per molte persone che non hanno mai riflettuto  sull&rsquo;impatto delle loro abitudini alimentari sull&rsquo;ambiente che le  circonda, potrebbero essere sconvolgenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che &egrave; importante ricordare &egrave; che  ognuno di noi pu&ograve; scegliere come e cosa mangiare, per cui pu&ograve; decidere  quanto la sua alimentazione sia eco sostenibile, quanto danneggi  l&rsquo;ambiente, gli uomini e gli animali.</p>
<p style="text-align: right;">fonte LaStampa.it</p></p>]]>
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<title>L'Onu: "Per salvare il mondo seguire una dieta vegana"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=602&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Dieta vegana contro la fame nel mondo, gli effetti dei cambiamenti  climatici e la povert&agrave;. Secondo quanto affermato dall'Onu, riportato dal  Guardian, per salvare il mondo &egrave; necessario un minor consumo di  prodotti animali: la cucina ricca di carne e latticini sar&agrave; nel prossimo  futuro "insostenibile".<br /><br />"Gli impatti sull'agricoltura  cresceranno sostanzialmente a causa dell'aumento della consumazione di  prodotti animali da parte della popolazione - ha affermato il rapporto  United Nations Environment Programme delle Nazioni Unite (Unep) -  Contrariamente al combustibile fossile, &egrave; per&ograve; difficile trovare  alternative: la gente deve mangiare. Una notevole riduzione di questi  tragici impatti sarebbe possibile solo con un cambiamento globale della  dieta".<br /><br />Una dieta vegetariana appare essere la "migliore  soluzione" per la sopravvivenza del nostro pianeta. Secondo gli autori  del rapporto i prodotti animali causano pi&ugrave; danni rispetto alla  produzione di minerali, plastica o metalli: l'agricoltura, in  particolare solo per la produzione di carne e latticini, rappresenta il  70% del consumo globale di acqua dolce, 38% dello sfruttamento delle  terre e il 19% dell'emissioni di gas serra. Il gruppo di esperti ha  inoltre classificato prodotti, risorse, attivit&agrave; economiche e trasporto  secondo il loro impatto sull'ambiente. Dai risultati &egrave; stato evidenziato  che l'agricoltura risulta essere "al pari" con il consumo dei  carburanti fossili in quanto il consumo di entrambi &egrave; aumentato  drasticamente a fronte della crescita economica."I prodotti animali  causano pi&ugrave; danni che la produzione di minerali da costruzione come la  sabbia o il cemento, la plastica o i metalli - ha commentato Edgar  Hertwich, capo autore del rapporto -. La biomassa prodotta e i raccolti  per gli animali sono tanto pericolosi quanto la fusione dei combustibili  fossili".</p>
<p style="text-align: right;">da notizie.tiscali.it</p></p>]]>
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<title>Gaza soffoca. Gli effetti del blocco israeliano nei confronti dei palestinesi della Striscia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=601&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/D.6e51d82a750d0cd75332/Gaza_Cs.jpg" alt="" width="200" height="267" />Il blocco militare israeliano  nei confronti della Striscia di Gaza intrappola da tre anni oltre  1.400.000 uomini, donne e bambini palestinesi in un'area che misura  appena 40 chilometri di lunghezza e 5 di larghezza. La disoccupazione di  massa, l'estrema povert&agrave; e l'aumento dei prezzi che ne sono derivati  rendono quattro abitanti di Gaza su cinque dipendenti dagli aiuti  umanitari. In quanto costituisce una forma di punizione collettiva, il  blocco israeliano nei confronti di Gaza &egrave; un'evidente violazione del  diritto internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Frontiere chiuse </strong></p>
<p>Dal giugno 2007, con  l'imposizione del blocco, i cinque valichi di frontiera terrestre  controllati da Israele sono tenuti chiusi. L'altro valico terrestre,  quello di Rafah tra Gaza e l'Egitto, &egrave; controllato dalle forze egiziane e  tenuto chiuso per la maggior parte del tempo. Queste chiusure  impediscono quasi regolarmente il movimento dei palestinesi da e verso  Gaza, con eccezioni quasi sempre legate a motivi umanitari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Beni di prima necessit&agrave; </strong></p>
<p>Il blocco impedisce la maggior  parte delle esportazioni e limita l'ingresso di beni di prima necessit&agrave;,  come cibo e carburante. La maggior parte del cibo a disposizione &egrave;  fornita dall'Onu e da altre agenzie o viene introdotta attraverso tunnel  scavati sotto la frontiera tra Gaza e l'Egitto, per essere poi venduta a  prezzi esorbitanti per una popolazione allo stremo.<br />&nbsp;<br />La  situazione &egrave; stata resa ancora peggiore dalla costruzione, da parte del  governo egiziano, di un muro d'acciaio lungo il valico di Rafah, nel  tentativo d'interrompere il contrabbando interfrontaliero, diventato  l'ancora di salvezza della popolazione di Gaza, e di scongiurare  ulteriori bombardamenti dei tunnel da parte dell'aviazione israeliana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Collasso economico </strong></p>
<p>Piuttosto che prendere di mira i  gruppi armati, il blocco colpisce per lo pi&ugrave; i gruppi pi&ugrave; vulnerabili  della popolazione, come i bambini (met&agrave; della popolazione di Gaza), le  persone anziane e quelle malate e i numerosi rifugiati che si trovano  nella Striscia.<br />&nbsp;<br />Secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per il  soccorso e l'assistenza ai profughi palestinesi, il numero dei rifugiati  che vivono in condizioni di povert&agrave; estrema &egrave; aumentato di tre volte  dall'inizio del blocco. Queste famiglie non hanno neanche i mezzi per  comprare il sapone, i materiali scolastici o l'acqua potabile. Secondo  le Nazioni Unite, oltre il 60 per cento delle famiglie di Gaza rientra  nella categoria della "insicurezza alimentare".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mancanza di forniture </strong></p>
<p>La situazione della fornitura  di elettricit&agrave; nella Striscia di Gaza sta peggiorando. Molti abitanti  sono costretti a rimanere senza luce ogni giorno per otto o anche 12  ore. Sono frequenti anche le interruzioni della fornitura di gas da  cucina, poich&eacute; il razionamento impone di dare priorit&agrave; agli ospedali e  ai forni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Blocco degli aiuti </strong></p>
<p>Sebbene Israele consenta  l'ingresso di alcune forniture umanitarie da parte di agenzie  internazionali, queste vengono strettamente limitate e ritardate di  frequente. Secondo le agenzie dell'Onu, nel 2009 i costi aggiuntivi di  stoccaggio e trasporto causati dai ritardi derivanti dal blocco hanno  raggiunto i 5 milioni di dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Salute </strong></p>
<p>A causa del blocco, questo  settore &egrave; stato falcidiato dalla carenza di attrezzature mediche e  forniture di medicinali.&nbsp;<br />&nbsp;<br />A seguito della chiusura dei valichi  di frontiera da parte d'Israele, le persone che non possono esser curate  a Gaza devono chiedere il permesso di lasciare il territorio per poter  ricevere un trattamento medico o all'estero o negli ospedali palestinesi  della Cisgiordania. Le autorit&agrave; israeliane spesso ritardano o rifiutano  la concessione del permesso. Alcuni abitanti di Gaza sono morti  nell'attesa.<br />&nbsp;<br />I camion dell'Organizzazione mondiale della sanit&agrave;  (Oms) contenenti attrezzature mediche destinate agli ospedali di Gaza  vengono spesso rimandati indietro, senza spiegazioni, dalle guardie di  frontiera israeliane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il conflitto di Gaza </strong></p>
<p>Dal 27 dicembre 2008 al 18  gennaio 2009, Gaza &egrave; stata sottoposta a una devastante offensiva  militare israeliana, denominata operazione "Piombo fuso", ordinata,  sostiene Israele, per fermare il lancio indiscriminato di razzi contro  il suo territorio da parte di Hamas e di altri gruppi armati  palestinesi. Oltre 1380 palestinesi sono stati uccisi, tra cui pi&ugrave; di  300 tra bambini e altri civili, e migliaia sono stati i feriti. Molte  migliaia di abitazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate,  cos&igrave; come le infrastrutture elettriche e idriche. Edifici civili, tra  cui ospedali e scuole, sono stati a loro volta danneggiati o distrutti  dagli attacchi israeliani.<br />&nbsp;<br />L'operazione "Piombo fuso" ha portato  la crisi umanitaria di Gaza a livelli catastrofici. Dopo la fine  dell'attivit&agrave; militare, il blocco ha gravemente compromesso o impedito  gli sforzi per la ricostruzione. Poich&eacute; molti materiali da costruzione  vengono bloccati ai valichi o vengono fatti entrare in quantit&agrave;  limitata, gli abitanti di Gaza non sono in grado di rimettere in piedi  le loro vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La violenza prosegue </strong></p>
<p>Nel novembre 2009, Hamas ha  dichiarato un cessate il fuoco unilaterale del lancio di razzi, ma i  gruppi armati palestinesi lo hanno violato in diverse occasioni.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Dal  cessate il fuoco seguito all'operazione "Piombo fuso", nel gennaio  2009, nel sud d'Israele una persona &egrave; stata uccisa a causa dei mortai o  dei razzi lanciati dai gruppi armati palestinesi.<br />&nbsp;<br />Con  regolarit&agrave;, le forze militari israeliane hanno portato a termine raid su  Gaza e hanno proseguito a bombardare i tunnel sotto il valico di Rafah.  Nell'anno successivo alla fine dell'operazione "Piombo fuso", 71  palestinesi sono stati uccisi e 130 feriti a seguito del crollo dei  tunnel, di raid aerei o per altre cause.<br />&nbsp;<br />I soldati israeliani  hanno continuato ad aprire il fuoco, causando morti e feriti, contro  contadini e&nbsp; &nbsp;pescatori palestinesi, cos&igrave; come contro altri civili che  si avvicinano al perimetro di Gaza o al limite delle tre miglia nautiche  imposto da Israele al largo della costa di Gaza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Punizione collettiva </strong></p>
<p>Le autorit&agrave; israeliane hanno  addotto varie ragioni per giustificare il blocco: una risposta agli  attacchi dei gruppi armati palestinesi, una reazione al sequestro,  ancora in corso, del soldato israeliano Gilad Shalit, una pressione nei  confronti dell'amministrazione <em class="userFormat2">de facto</em> di  Hamas.<br />&nbsp;<br />Qualunque giustificazione venga fornita, pi&ugrave; che colpire  l'amministrazione di Hamas o i gruppi armati palestinesi, il blocco  costituisce una punizione collettiva contro l'intera popolazione di  Gaza, in maggioranza composta da bambine e bambini.&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Amnesty</p></p>]]>
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<title>VIVISEZIONE si o NO  </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=599&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Oggi, la  								maggior parte delle associazioni per la ricerca  								medica finanziano esperimenti in cui si usano  								animali</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://utenti.lycos.it/slystone/vivisezione.jpg" alt="" width="220" height="220" />Questi esperimenti conducono spesso ad un vicolo  								cieco e ostacolano il progresso della medicina.  								Infatti, un procedimento che induce  								artificialmente una patologia su animali sani,  								per poi tentare di 								estrapolare i risultati ottenuti agli esseri  								umani, &egrave; necessariamente votato all'insuccesso. 								<br /> <br /> Questo perch&eacute; le reazioni&nbsp; fisiologiche variano  								enormemente tra le specie e le patologie indotte  								differiscono notevolmente con quelle che si  								riscontrano naturalmente nell'uomo.Per rendersi  								conto della contraddizione insita nella pratica  								della sperimentazione animale, basti pensare, ad  								esempio, che, mentre i tossicologi continuano a  								sostenere che roditori e uomini sono cos&igrave; simili  								da permettere 								l'utilizzo di questi animali per provare le  								sostanze chimiche che verranno a contatto con  								l'uomo, i produttori di rodenticidi assicurano  								che i roditori sono cos&igrave; diversi dall'uomo (e  								dai suoi animali 								d'affezione) da offrire la possibilit&agrave; di  								preparare veleni altamente specifici, efficaci  								solo per quegli animali.<br /> <br /> I metodi scientifici pi&ugrave; moderni ed aggiornati,  								che si focalizzano sui dati riguardanti la  								nostra specie (studi clinici, epidemiologici,  								studi su tessuti umani, le moderne tecniche non  								invasive di analisi), 								sono sicuramente da preferire alle risposte  								inaffidabili ottenute dai test su animali: in  								primo luogo per il progresso della medicina, in  								secondo luogo per gli animali, a cui verranno  								risparmiate atroci 								sofferenze.<br /> <br /> Alcuni esempi di esperimenti su animali  								finanziati dalle associazioni per la ricerca  								Medica:<br /> <br /> Studi sulle scimmie (macachi), per lo sviluppo  								di un vaccino anti-AIDS.<br /> Alle scimmie viene inoculata una forma  								particolarmente aggressiva del virus nata dalla  								combinazione del virus tipico delle scimmie (Siv)  								e di quello che attacca l'uomo (Hiv) ed in  								seguito viene loro inoculato il <strong> <a href="http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base.htm" target="_blank"> vaccino</a></strong>.  								L'esperimento durer&agrave; alcuni anni, e si studier&agrave;  								il progredire della malattia insieme all'effetto  								del vaccino.<br /> Questo studio &egrave; in parte finanziato da ANLAIDS.<br /> <br /> Studio della proteina Ex-FABP sui polli.<br /> Alcuni polli sono stati alimentati con una dieta  								particolare in grado di produrre d i s c o n d r  								o p l a s i a tibiale ed osteoartrite.<br /> Ai polli sono stati iniettati anticorpi ottenuti  								da conigli: la produzione di anticorpi da  								animali &egrave; particolarmente dolorosa, perch&eacute;  								consiste nel provocare un tumore all'animale e  								prelevare da esso un fluido ricco di anticorpi  								(metodi alternativi esistono gi&agrave; da diversi  								anni). Successivamente tutti i polli sono stati  								uccisi per essere esaminati.<br /> Questo studio &egrave; in parte finanziato da AIRC.<br /> <br /> Alcuni studi senza animali effettuati dalle  								associazioni per la ricerca senza animali:<br /> <br /> Studi sull'ingegneria dei tessuti. Si studia la  								produzione di legamenti sintetici per la  								ricostruzione del ginocchio. Viene sviluppato un  								substrato di fibra di vetro che si dissolve nel  								tempo, su cui viene fatto crescere il tessuto  								del paziente stesso (ottenuto da una biopsia),  								cos&igrave; da evitare i problemi di rigetto che si  								hanno solitamente nei trapianti,e, ancora di  								pi&ugrave;, negli xenotrapianti.<br /> <br /> Modelli matematici dell'invecchiamento.<br /> Si stanno sviluppando modelli computerizzati di  								interazioni tra fattori genetici e ambientali.  								Questi modelli verranno validati con studi  								epidemiologici e statistici su popolazioni  								umane.<br /> Questa &egrave; l'alternativa all'uso di popolazioni di  								roditori per questo tipo di simulazioni, che  								possono essere utili per studiare  								l'invecchiamento dei topi, ma certo non quello  								degli esseri umani.<br /> <br /> Cancro al colon. Si usano modelli di tessuto  								umano per lo studio delle metastasi al fegato.  								Le cellule derivano da un vero tumore umano  								diffuso nel fegato. Si studia il meccanismo di  								diffusione dal colon al fegato, per sviluppare  								una terapia efficace. <br /> Per queste ricerche si  								usavano cellule animali, sicuramente non adatte,  								a causa della loro diversit&agrave; dalle cellule  								tumorali umane.<br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<br /> <br /> <strong>Un  								articolo su 								<a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/" target="_blank"> Le Scienze</a> da' l'ennesima conferma della 								fallacia della  								sperimentazione animale</strong>.<br /> "Uomini e topi: una piccola, grande differenza".  								Ma davvero ? Vien voglia di esclamare leggendo  								questo titolo sul numero di dicembre 2009 della  								rivista di divulgazione scientifica "Le  								scienze".<br /> Nel testo si puo' leggere che e' stata scoperta  								una differenza in un gene chiave nella Distrofia  								Muscolare di Duchenne che e' presente in tutti i  								mammiferi ma non nei topi e nei ratti. Topi e  								ratti che guarda caso vengono usati come  								"modelli animali" di questa malattia.<br /> I dettagli li potete leggere sul sito della  								rivista che ha pubblicato lo studio (BMC Biology.  								S. Boehm, P. Constantinou e altri, 								<a href="http://www.biomedcentral.com/1741-7007/7/85/abstract" target="_blank"> Profound human/mouse differences in  								alpha-dystrobrevin isoforms: a novel  								syntrophin-binding site and promoter missing in  								mouse and rat</a>), ma quello che e' importante  								e' l'ennesima dimostrazione di quanto la  								teorizzazione del "modello animale" sia  								sbagliata.</p>
<p>Gli esempi di quanto  								sia insensato utilizzare animali nella  								sperimentazione e nella ricerca biomedica sono  								moltissimi: dal caso "storico" del Talidomide  								che ha fatto nascere decenni fa moltissimi  								bambini focomelicim alla recente introduzione  								del 								<a href="http://www.novivisezione.org/info/papilloma_virus_vaccino.htm" target="_blank"> vaccino contro il papilloma virus</a> che ha  								causato un numero molto alto di reazione  								avverse, alle decine di sostanze che su una  								specie sono tossiche e su altre no. Non mancano  								certo buone ragioni scientifiche per mettere in  								discussione l'uso di animali. Questa scoperta si  								aggiunge al pingue dossier dei fallimenti e dei  								disastri della vivisezione.</p>
<p>Ritornando  								all'articolo, gli autori affermano: "Riteniamo  								che questo riconoscimento tardivo di  								caratteristiche chiave di un gene che &egrave;  								intensamente studiato fin dalla sua scoperta 13  								anni fa sia dovuto al predominio del topo quale  								modello animale per lo studio della Distrofia  								Muscolare di Duchenne e alla specifica  								distruzione di queste parti del gene nel topo".<br /> <strong>Quanti danni, quanti ritardi</strong> ha  								comportato l'<strong>utilizzo  								del modello animale</strong> nello studio di  								questa malattia ? <br /> E chi ne e' responsabile ? <br /> I vivisettori di turno obietteranno che e' un  								errore, che e' normale nella ricerca imboccare  								strade senza uscita. Non e' valida come scusa,  								perche' e' il concetto stesso di "modello  								animale" a essere il vero errore di fondo.  								Questo modo miope di procedere ha rivelato fin  								troppe volte la propria inattenbilita' e  								qualunque persona di normale buon senso sarebbe  								indotta a cercare alternative. Thomas Hartung,  								ex direttore dell'ECVAM (il centro europeo per  								lo sviluppo dei metodi alternativi), in un  								recente articolo pubblicato da "Nature" (<a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=805" target="_blank">Tossicologia  								per il ventunesimo secolo</a>) ha scritto che  								"noi non siamo topi di 70 kg". <br /> I vivisettori invece perseverano nell'utilizzare  								il "modello animale", perche' per loro "piu'  								comodo" (comodo, ma inutile e dannoso...) e  								cosi' ostacolano la ricerca e lo sviluppo di  								metodi scientifici realmente all'avanguardia; in  								nome di sostanziosi interessi e dell'ortodossia  								maniacale nella sperimentazione su animali.</p>
<p>Chiederanno scusa ?  								La chiederanno ai malati ? Alle migliaia di  								persone che finanziano in buona fede la  								sperimentazione animale attraverso i vari 								<a href="http://www.mednat.org/telethon.htm" target="_blank">Telethon</a> &amp;C  ? Sara'  								ben difficile. <br /> La vivisezione e' un business troppo importante;  								permette di "dimostrare" tutto e il contrario di  								tutto, permette facili carriere, e sopratutto  								permette di sbagliare senza dover nemmeno  								chiedere scusa. Non agli animali che soffrono e  								muoiono uccidono, e non agli uomini che vengono  								illusi.</p>
<p>Dobbiamo  								essere noi, persone normali dotate di un minimo  								di capacita' critica, a far capire a questi  								"scienziati" senza Scienza, che non siamo "topi  								di 70Kg", e che non accettiamo piu' di farci  								prendere in giro con le loro false promesse. Che  								non accettiamo piu' che interessi di parte si  								costruiscano sulla pelle e sulla sofferenza di  								milioni di animali.<br /> Fonte:  Le  								Scienze, 								<a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1341267" target="_blank"> Uomini e topi: una piccola, grande differenza</a>,  								dicembre 2009<br /> Tratto da: agireora.org<br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La grandezza di una  								nazione e il suo progresso morale si possono  								giudicare dal modo in cui tratta gli animali</strong>.<br /> The greatness of a nation and its moral progress  								can be judged by the way its animals are treated.<br /> La grandeur d'une nation et son avancement moral  								peuvent &ecirc;tre appr&eacute;ci&eacute;s par la fa&ccedil;on dont elle  								traite les animaux. <br /> La grandeza de una naci&oacute;n y su progreso moral  								pueden ser juzgados por el modo en el que se  								trata a sus animales.<br /> Die Groesse und der ethische Fortschritt einer  								Nation spiegelt sich in der Art mit Tieren  								umzugehen wider<br /> By 								<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi" target="_blank">Mahatma  								Gandhi</a></p>
<p>&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<br /> <br /> <strong>La <a href="http://www.mednat.org/ricerca_mani.htm" target="_blank">ricerca  biomedica</a> &egrave; largamente basata sull'utilizzo di  animali</strong>, con                               risultati che i media presentano come  preliminari                               a grandi progressi medici.<br /> Sono invece fin troppo reali le  conseguenze                               dannose, e spesso disastrose, prodotte  sulla                               salute collettiva dal fatto di fondare su  fragili                               e ambigue 'analogie' animale-uomo l'iter  di                               sviluppo dei farmaci e la valutazione di  rischio                               di sostanze potenzialmente tossiche. La  salute dei                               cittadini ne soffre, non cos&iacute; &egrave; per i  profitti                               stratosferici dell'industria  chimico-farmaceutica.                               La critica su base scientifica della  vivisezione                               &egrave; stata rilanciata poco meno di trent'anni  fa in                               tutto il mondo dall'opera di Hans Ruesch  che &egrave;                               stato tra le pi&uacute; influenti guide di un  movimento                               che lotta per l'abolizione di questa  pratica                               fuorviante e crudele.                                                              <br /> <br /> Qui di seguito i <strong> Principi del Civis</strong>:  (Fondazione                                Hans Ruesch per una medicina senza  Vivisezione)<br /> CH&nbsp; 6900 Massagno - v. Motta 51 - Rapp. In  Italia                                &ndash; 20060 Vignate (MI) &ndash; v. L. Da Vinci 26</p>
<p>1. La  vivisezione (sperimentazione animale) &egrave; da respingere sia dal                                punto di vista etico, quanto da quello                                medico-scientifico. <br /> 2. La vivisezione distrugge il rispetto  per la                                vita e rende gli sperimentatori  indifferenti alle                                sofferenze umane. L&rsquo;insensibilit&agrave; verso  gli                                animali passa impercettibilmente  all&rsquo;insensibilit&agrave;                                verso gli esseri umani.<br /> 3. La vivisezione non &egrave; il metodo adatto  per la                                diagnosi, lo studio o la cura delle  malattie                                umane. <br /> Le differenze anatomiche, organiche,  biologiche,                                metaboliche, istologiche, genetiche e  psichiche                                tra uomo ed animali sono tali che i  risultati                                ottenuti su questi ultimi sono pericolosi  se                                applicati all&rsquo;uomo, tanto pi&ugrave; ad un malato                                 (catastrofi <a href="http://www.mednat.org/pericolo_farmaci.htm" target="_blank">farmacologiche</a>,  errori terapeutici,                                ecc.).<br /> 4. La vivisezione non viene compiuta per  il bene                                dell&rsquo;umanit&agrave;, ma unicamente per il  vantaggio degli                                sperimentatori e dei loro finanziatori.  Fino ad                                oggi manca qualsiasi prova  statistico-scientifica                                della sua validit&agrave; per l&rsquo;uomo.&nbsp; <br /> Per contro, le prove della sua dannosit&agrave;  non si                                contano pi&ugrave;.<br /> 5. Le prove sugli animali creano nel  pubblico ed                                in prima linea nei medici, l&rsquo;illusione di  un falso                                senso di sicurezza, per cui si trascura di                                 prevenire le malattie, di comprenderne le  cause e                                pertanto di guarirle.<br /> 6. L a maggior parte delle malattie di  oggi non ha                                origini organiche, bensi' psichiche,  alimentari,                                sociali, ambientali, ecologiche o  iatrogene                                (causate dai medici o dalle terapie).  Tutti questi                                fattori non sono riproducibili nel loro  complesso&nbsp;                                in un animale.&nbsp;<br /> Per questo la medicina                                istituzionalizzata &egrave; incapace di  effettuare vere                                guarigioni: non sa nemmeno guarire il  comune                                raffreddore, l&rsquo;influenza, i reumi, le  artriti, il                                cancro, n&eacute; alcuna delle altre malattie                                tradizionali, che invece &egrave; riuscita solo a                                 moltiplicare, aggiungendovi sempre nuovi  malanni                                (SMON, Leucemie, diversi herpes, aids,  sclerosi                                multipla, ebola, ecc.) <br /> Contentandosi di combattere i sintomi,                                contribuisce a nascondere le cause delle  malattie.<br /> 7. Una delle tante vittime della  vivisezione &egrave;                                l&rsquo;assistenza sanitaria. Lo spreco di  miliardi per                                l&rsquo;inutile ricerca&nbsp; va a danno dei fondi  necessari                                per un&rsquo;adeguata assistenza ospedaliera. <br /> Gli Stati Uniti, che spendono per la  vivisezione                                pi&ugrave; di qualsiasi altro paese al mondo,  dovrebbero                                essere la nazione pi&ugrave; sana di tutte,  invece &egrave; una                                delle pi&ugrave; malate e la speranza di vita dei  suoi                                abitanti &egrave; al diciassettesimo posto nelle                                statistiche, dietro a molti paesi  sottosviluppati                                che ignorano la sperimentazione animale.  Analogo &egrave;                                il caso della Svizzera, che vanta il pi&ugrave;  alto                                consumo di animali da laboratorio al mondo  in                                rapporto con la popolazione, ma il cui  stato di                                salute &egrave; fra i pi&ugrave; deplorevoli in Europa,  con                                un&rsquo;altissimo numero di malati fisici e  mentali.<br /> 8. La salute dipende anzitutto dalla  prevenzione e                                dallo stile di vita individuale, le  guarigioni non                                sono in alcun caso ottenibili attraverso  prove su                                animali, ma soltanto mediante l&rsquo;adozione,  lo                                sviluppo o l&rsquo;integrazione di una o pi&ugrave;  delle varie                                discipline &ldquo;dolci&rdquo; che il potere medico e                                petrolchimico osteggiano da sempre a causa  della                                loro fissazione con la vivisezione e  perch&eacute;                                scarsamente redditizie: etiologia,  epidemiologia,                                dietetica, igienismo, psicoterapia,  omeopatia,                                vegetarismo, veganismo, macrobiotica.  agopuntura,                                pranoterapia, urinoterapia, (amaroli), le  varie                                scuole di alimentazione naturale  (Bircher-Benner                                ed altre) fitoterapia, chiropratica,  oligoterapia,                                aromaterapia, idroterapia, elioterapia,                                elettroterapia, diatermia, ed altre                                comprovatamante efficaci e per di pi&ugrave;  economiche.<br /> 9. La medicina non deve occuparsi tanto di                                 sintomatologia locale, quanto di tutto  l&rsquo;individuo                                nel suo complesso olistico e psico-fisico,  anzich&eacute;                                estrapolare all&rsquo;essere umano esperienze                                veterinarie che nel migliore dei casi  rimpiazzano                                i sintomi acuti con malanni cronici.<br /> 10. La formazione del veterinario deve  seguire i                                medesimi principi umanitari: niente  interventi                                arbitrari e violenti (avvelenamenti,  mutilazioni,                                ecc.) sull&rsquo;animale sano per dimostrare  quanto gi&agrave;                                si sa ed infliggergli malanni che non ha,  bens&igrave;                                uno studio accurato ed un trattamento  riguardoso                                di malattie insorte spontaneamente o di  incidenti                                casuali. <br /> Pertanto l&rsquo;abolizione totale della  vivisezione per                                legge &egrave; non solo auspicabile ma  ottenibile.<br /> Purtroppo attorno a questa &ldquo;scienza  medica&rdquo;, la                                vivisezione, gravitano i miliardi per il  grande                                commercio degli animali fra gli allevatori  ed i                                laboratori che li utilizzano. <br /> <br /> <strong>Commento</strong> NdR:<br /> Se usassero &ldquo;prove in vitro&rdquo; su cellule  umane, al                                posto della vivisezione, per testare <strong> farmaci</strong> e                               <strong>vaccini</strong>,&nbsp; scoprirebbero  immediatamente che il                               <strong> 99%</strong> dei <strong> farmaci &egrave; inutile</strong> e <strong> comunque dannoso</strong> perch&eacute;                                intossica&nbsp; ed il restante 1% &egrave; comunque                                pericoloso; ecco perch&eacute; NON si vuole  abolire la                                vivisezione e questa &egrave; mantenuta con leggi  dello                                stato che obbligano i produttori dei  farmaci a                                testare sugli animali i vari farmaci che  vengono                                prodotti dalle <a href="http://www.mednat.org/big_farma.htm" target="_blank"> aziende                               farmaceutiche</a>; &egrave; per questo                                che esse hanno un alibi quando di un  farmaco si                                scopre che ha generato terribili &ldquo;effetti                                secondari&rdquo; oppure che ha generato effetti                                teratogeni nei nascituri: esse possono                                giustificarsi: &rdquo;<em>ma &egrave; stato provato  sugli animali                                secondo le disposizioni di legge</em>&rdquo; e  cos&igrave; non                                vengono condannate.<br /> In Italia nessuna casa farmaceutica che ha                                 prodotto farmaci o vaccini dichiarati  pericolosi                                ed in seguito ritirati dal commercio, &egrave;  stata                                condannata dai tribunali dello Stato                                all&rsquo;imprigionamento degli amministratori,  per                                tentato omicidio od alla <strong> chiusura  degli                                stabilimenti di produzione</strong> ed al <strong> risarcimento del                                danno per aver ammalato o gravemente leso  milioni                                di persone</strong> od <strong> aver ucciso degli  esseri umani</strong> con                               <a href="http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base.htm" target="_blank"><strong> vaccini</strong></a> o <a href="http://www.mednat.org/danni_farmaci.htm" target="_blank"><strong> farmaci</strong></a> ! <br /> Questa &egrave; oggigiorno la &ldquo;giustizia&rdquo; vista  dal lato                                dei potenti.<br /> <br /> <strong><a href="http://www.mednat.org/ricerca_mani.htm" target="_blank"> RICERCA ed       UNIVERSITA' nelle mani della GRANDE  INDUSTRIA</a> </strong> &nbsp;+&nbsp;                                <strong><a href="http://www.mednat.org/big_farma.htm" target="_blank"> Big FARMA</a></strong><br /> <br /> <strong>Siti</strong>:</p>
<p><a href="http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm" target="_blank"> http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm</a></p>
<p><a href="http://www.bairo.info/vivisezi.html" target="_blank">http://www.bairo.info/vivisezi.html</a><br /> <a href="http://www.mediciinternazionali.org/i_index.html/" target="_blank">http://www.mediciinternazionali.org/i_index.html/</a><br /> <a href="http://www.antivivisezione.it/" target="_blank">http://www.antivivisezione.it/</a><br /> <a href="http://www.ricercasenzaanimali.org/" target="_blank">http://www.ricercasenzaanimali.org/</a><br /> <a href="http://www.novivisezione.org/" target="_blank">http://www.novivisezione.org/</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.oltrelaspecie.org/vivisezione.htm" target="_blank"> http://www.oltrelaspecie.org/vivisezione.htm</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.ecn.org/contropotere/vivpan00.htm" target="_blank"> http://www.ecn.org/contropotere/vivpan00.htm</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://vivisection-absurd.org.uk/warning.html" target="_blank"> http://vivisection-absurd.org.uk/warning.html</a></span></p>
<p>ecc.ecc.<br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</p>
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<p><strong>Ero un  								Vivisezionista </strong><br /> Riuscivo a sentire il battito frenetico del  								cuore della cavia quando la presi in  								mano...Articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal  								quotidiano inglese "The Guardian". <br /> Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore  								di questa pratica, e il perche' continua a  								esistere e a essere insegnata nelle universita'  								come fosse cosa dovuta e normale.</p>
<p>Inizi&ograve; tutto quando  								ero uno studente universitario di medicina.  								Venimmo abituati gentilmente; iniziammo  								guardando video di esperimenti su conigli  								anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In  								seguito effettuammo esperimenti sulle zampe  								delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa  								seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i  								principi fisiologici che imparavamo in quegli  								esperimenti. Cos&igrave; sembrava ne valesse la pena.  								Quando iniziai il dottorato, dovetti frequentare  								un corso che insegnava a occuparsi degli animali  								sotto anestesia e ucciderli con umanit&agrave;. <br /> Gli esperimenti sugli animali sono rigidamente  								normati in Gran Bretagna; &egrave; necessaria una  								licenza dal Ministero degli Interni e si devono  								fare esami e test pratici per dimostrare la  								propria competenza. Il corso fu spaventoso.  								Guardavamo un video su come uccidere gli animali  								- gente con maschere e camici da laboratorio che  								sbattevano gli animali sul lato di un tavolo o  								gli spezzavano il collo - e poi discutevamo  								tranquillamente di etica, come se tutto avesse  								senso. Il problema &egrave; che non ce l'aveva - ma  								devo essermi perso il pezzo in cui ci  								incoraggiarono a metterlo in dubbio.</p>
<p>Quando iniziai a  								lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il  								mio turno. Eravamo attentamente supervisionati e  								non ci veniva fatta fretta di uccidere animali  								prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo  								appropriato. <br /> Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti  								senza compiere anche l'uccisione. Riuscivo a  								sentire il battito frenetico del cuore della  								cavia quando la presi in mano; non era l'unica  								ad essere nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la  								testa sul lato del tavolo per tramortirla, poi  								le tagliai la gola e mor&igrave; dissanguata. Il rumore  								del cranio che sbatte contro il tavolo non mi  								lascer&agrave; mai; 10 anni dopo sobbalzo ancora quando  								sento un suono simile.</p>
<p>In alcuni  								laboratori, il danno psicologico che questa  								tecnica infligge sullo staff &egrave; ben noto e agli  								animali viene perci&ograve; iniettata una dose mortale  								di anestetico. Ma questo &egrave; molto pi&ugrave; doloroso  								per l'animale e pu&ograve; danneggiare il tessuto sul  								quale si vuole sperimentare. Cos&igrave; li colpivamo  								sulla testa e vivevamo con il suono di crani  								rotti.</p>
<p>Presto divenne pi&ugrave;  								facile. Ci&ograve; che all'inizio mi aveva scioccato fu  								all'improvviso molto normale e banale. <br /> Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro  								la gola non mi faceva davvero pi&ugrave; effetto. E  								sembrava non fare alcun effetto a nessun altro.  								I colleghi mi dissero che era una strategia del  								tutto naturale per farcela, che semplicemente  								non lo avresti potuto fare senza razionalizzarlo  								nella tua testa. Gli amici immaginavano che  								stavo facendo sicuramente della ricerca medica  								che valeva disperatamente la pena per  								giustificare un tale comportamento, che stavo  								per scoprire la cura per l'AIDS o per le  								malattie cardiache. La verit&agrave; &egrave; che il lavoro di  								ricerca procede spesso per tentativi ed &egrave; solo  								il senno di poi che ci permette di giudicare  								quali erano le scoperte utili.</p>
<p>Nel frattempo il  								palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da  								parte degli antivivisezionisti. Un importante  								leader per i diritti degli animali stava facendo  								lo sciopero della fame in prigione. I suoi  								sostemitori avevano fatto circolare una lista di  								accademici che avrebbero ucciso per vendetta se  								il leader fosse morto.</p>
<p>Eravamo circondati  								da barriere di acciaio e da poliziotti a cavallo  								dalle facce severe. L'auto del dipartimento  								aveva uno specchietto su un'asta, cos&igrave; da poter  								controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte  								avere un nemico contro il quale unirsi rende pi&ugrave;  								facile non mettere in dubbio ci&ograve; che si sta  								facendo. E una volta che ci sei dentro &egrave;  								difficile uscirne.</p>
<p>Quando ebbi  								terminato il mio dottorato triennale, me ne  								andai. Ero diventato un uomo che pensava fosse  								normale uccidere animali quotidianamente e non  								soffrirne, il che non era esattamente ci&ograve; che  								volevo essere.</p>
<p>Un anno dopo che  								avevo terminato presi in mano di nuovo una  								cavia. Era una di quelle molto pelose, la cui  								testa e coda erano difficilmente distinguibili.  								Non dissi al suo proprietario cosa facevo una  								volta. Avevo un irrazionale timore di andare  								fuori di testa all'improvviso e colpire il  								povero animale. Non lo feci, ma dovetti  								nascondermi le mani, che tremavano quando lo  								rimisi gi&ugrave;.</p>
<p>Ora mi considero  								riabilitato. Ho ucciso solo due animali da  								allora: un uccello selvatico senza una zampa e  								brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto  								con una mixomatosi. Entrambe le volte poi ho  								vomitato di puro orrore. Ma questa &egrave; una  								reazione naturale e ne sono felice. <br /> Fonte:<a href="http://www.guardian.co.uk/weekend/story/0,,2045354,00.html" target="_blank">The  								Guardian, I was a vivisectionist</a>&nbsp; - Da  								AgireOra Network: 								<a href="http://www.agireora.org/" target="_blank">www.agireora.org</a> <br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<br /> <br /> <strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Ruesch" target="_blank"> Hans Ruesch</a></strong> &egrave; stato incluso da un'importante antologia  								americana (Pearson Education), accanto a figure  								del calibro di Darwin, Kant, Freud e Lawrence,  								tra le persone che "hanno cambiato il pensiero  								del mondo".<br /> Hans Ruesch rimarr&agrave; nella storia per aver fatto  								conoscere al mondo intero cosa si celi dietro il  								muro invalicabile dei laboratori di ricerca,  								quali siano le vere ragioni ed i veri effetti  								della ricerca su animali.<br /> Lo storico &egrave; stato il fondatore del movimento  								antivivisezionista scientifico, che da decenni  								indica nell'uso dell'animale da laboratorio  								quale modello per l'uomo, la principale causa  								dei tanti disastri farmacologici e dei tanti  								errori nelle valutazioni di tossicit&agrave;.<br /> <br /> Nel chiudere la sua vita terrena nell'agosto  								scorso, all'et&agrave; di 94 anni, Hans Ruesch ha  								fortunatamente potuto scorgere all'orizzonte la  								fine imminente della sperimentazione animale.<br /> Nel giugno 2007 &egrave; infatti stato pubblicato il  								rapporto sulla tossicologia intitolato "Toxicology  								in the XXI century: a vision and a strategy"  								dall'organismo scientifico pi&ugrave; autorevole del  								mondo: il NRC, Consiglio Nazionale delle  								Ricerche della Academy of Sciences degli Stati  								Uniti.<br /> <br /> In questo Rapporto il NRC annuncia l'avvento di  								una nuova era "paragonabile a quella che ha  								seguito la scoperta del DNA e la nascita del  								primo computer".<br /> Esso annuncia che la sperimentazione su animali  								verr&agrave; gradualmente sostituita e che la nostra  								salute e l'ambiente saranno infine adeguatamente  								tutelati (in UE attraverso il regolamento REACH)  								con l'adozione di metodi di reale valore  								scientifico e predittivo per l'uomo (che fanno  								uso soprattutto di colture cellulari umane, come  								la tossicogenomica)<br /> Jeremy Rifkin si &egrave; fatto portavoce di questo  								importante evento scientifico (vedi L'Espresso  								15/11/07) commentando: "Da anni le associazioni  								e leghe antivivisezioniste sostengono questa  								tesi e vengono schernite da enti scientifici,  								associazioni mediche e <strong>lobbies</strong> industriali; "ma ora l'establishment scientifico  								&egrave; arrivato alla stessa conclusione: le prove di  								tossicit&agrave; eseguite su animali sono da  								considerare scienza di cattiva qualit&agrave;. <br /> "Se il progetto europeo REACH (contro  								l'inquinamento chimico) deve rappresentare un  								modello per il resto del mondo, deve  								gradualmente fare proprie le nuove tecnologie di  								sperimentazione".<br /> Tratto da: animalisti.it <br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</p>
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<p><strong>La  								truffa dei  								test su animali: la prova definitiva</strong> - Dr.  								Massimo Tettamanti<br /> Gli animali pi&ugrave; usati per scopi sperimentali  								sono sicuramente i roditori:&nbsp; topi, ratti e  								cavie (1-6].<br /> Sono piccoli, facilmente gestibili, costano poco  								e la loro durata di vita di&nbsp; due-tre anni &egrave;  								sufficientemente breve da permettere rapidi  								studi di&nbsp; cancerogenesi (7].<br /> Esistono differenze microscopiche dei processi  								metabolici e anche differenze&nbsp; macroscopiche fra  								uomini e animali.<br /> <br /> Alcune delle differenze macroscopiche pi&ugrave; famose  								sono: a differenza&nbsp; dell'uomo, i roditori non  								sono in grado di vomitare le tossine (8];  								l'uomo&nbsp; pu&ograve; accumulare agenti nocivi dal naso e  								dalla bocca mentre i roditori&nbsp; respirano solo  								dal naso (8]; ratti, topi e criceti sintetizzano  								la Vitamina C all'interno del loro corpo  								ottenendo cos&igrave; naturalmente un potente agente&nbsp;  								anticancerogeno mentre l'uomo non &egrave; in grado di  								farlo (7]; i ratti hanno una&nbsp; elevata capacit&agrave;  								enzimatica di non accumulare massa grassa (che  								in loro si&nbsp; accumula nel fegato) a differenza  								dell'uomo nel quale si accumula nelle&nbsp; arterie,  								diventando una potenziale causa di patologie  								(7]; i ratti vivono solo 2-3 anni; un'altra  								differenza &egrave; che i ratti femmina hanno una  								salute migliore se possono continuamente restare  								gravide (8]; inoltre &egrave; diverso l'assorbimento  								del ferro nelle diverse specie (9].<br /> <br /> Citando alcune delle sostanze chimiche pi&ugrave;  								famose, il benzolo e l'arsenico, cancerogeni per  								l'uomo, non lo sono per i roditori che vengono  								normalmente utilizzati per questo tipo di test  								(7].<br /> Allo stesso modo, la naftilamina, cancerogena  								per la vescica urinaria umana, non provoca  								nessun tipo di cancro nel topo (7].<br /> <br /> Una ricerca, partita dall'Universit&agrave; di  								Manitoba, a Winnipeg (10] ha messo in evidenza  								che molti antistaminici e alcuni antidepressivi  								(fluoxetina, amitriptilina, ecc...) provocano il  								cancro ai topi.<br /> Le aziende produttrici hanno replicato che i  								loro laboratori possono dimostrare l'innocuit&agrave;  								delle sostanze incriminate.<br /> Quindi, in alcuni laboratori, gli studi su  								animali hanno dimostrato la pericolosit&agrave; di  								molte sostanze; in altri laboratori, gli studi  								su animali hanno dimostrato l'innocuit&agrave; delle  								stesse sostanze.<br /> <br /> Ciascuno pu&ograve; ottenere il risultato che  								preferisce, che pi&ugrave; fa comodo.<br /> Ad esempio, nel 1992, dopo essere stata  								denunciata, l'Agenzia di Protezione  								dell'Ambiente Statunitense (EPA) us&ograve; i test su  								animali per difendersi e garantire la sicurezza  								di pesticidi in prodotti alimentari (8].<br /> L'anno successivo, cambiata evidentemente la  								linea politica, l'EPA produsse una lista di  								pesticidi, tra i quali quelli per cui era stata  								denunciata, che avrebbero dovuto essere ritirati  								dal mercato in quanto cancerogeni per gli  								animali da laboratorio (11-12].<br /> L'unica spiegazione a questa palese  								contraddizione &egrave; la possibilit&agrave; dell'EPA di  								disporre di vari dati su animali, contraddittori  								fra di loro, e la decisione di scegliere, in  								funzione della situazione, i dati pi&ugrave; utili.<br /> <br /> Questo esempio, come molti altri, testimonia il  								vero e reale motivo per cui si continuano a  								utilizzare gli esperimenti su animali: la  								possibilit&agrave; di dimostrare qualsiasi ipotesi. Se  								si vuol dimostrare che una sostanza &egrave; innocua, &egrave;  								possibile farlo usando gli animali.<br /> Se si vuol dimostrare che la stessa sostanza &egrave;  								tossica, &egrave; possibile farlo usando altri animali  								o altre condizioni di esperimento.<br /> <br /> Non &egrave; solo la scelta della specie animale  								infatti che permette di ottenere il risultato  								voluto: la sperimentazione su animali &egrave; una  								pratica talmente poco controllabile che, anche  								utilizzando esclusivamente i ratti, gli animali  								pi&ugrave; usati in assoluto, &egrave; possibile modificare  								leggermente le condizioni sperimentali e  								ottenere risultati completamente variabili.<br /> <br /> Nel 1981, sempre il prof. Zbinden pubblic&ograve; un  								articolo (13], diventato subito famosissimo, in  								cui criticava pesantemente questa metodologia,  								dimostrando che i risultati che si ottengono  								dagli animali dipendono, oltre che dalla specie  								animale utilizzata, anche dalle condizioni in  								cui viene effettuato l'esperimento: dal ceppo,  								dal sesso, dall'et&agrave;, dalle condizioni di  								stabulazione, dall'alimentazione, dal rumore,  								dallo stress dell'animale, ecc.<br /> <br /> I roditori sono animali naturalmente notturni e  								tendono a cibarsi durante la notte: basterebbe  								questo fatto per invalidare la sperimentazione  								su animali.<br /> Gli animali nei laboratori, per ovvi motivi,  								vengono costretti a cibarsi di giorno e a vivere  								in gabbie senza posti dove nascondersi dalla  								luce; tutto questo li costringe ad adattarsi a  								situazioni innaturali capaci, gi&agrave; da sole, di  								alterare profondamente il loro metabolismo.<br /> <br /> La prova definitiva della truffa vivisettoria &egrave;  								la seguente: mentre i tossicologi continuano a  								sostenere che roditori e uomini sono cos&igrave; simili  								da permettere l'utilizzo di questi animali per  								testare le sostanze chimiche che verranno a  								contatto con l'uomo, i produttori di rodenticidi  								assicurano che i roditori sono cos&igrave; diversi  								dall'uomo (e dai suoi animali d'affezione) da  								offrire la possibilit&agrave; di preparare veleni  								altamente specifici (8].<br /> <br /> Dalla pubblicit&agrave; della ditta EMME-A:<br /> La Emme-A esegue trattamenti specifici  								attraverso l'utilizzo di prodotti selettivi a  								decisa azione insetticida e topicida, a bassa  								tossicit&agrave; per l'uomo.<br /> Dalla pubblicit&agrave; del Ratticida-topicida DT3  								Difhetialone:<br /> Mortale per tutti i roditori infestanti -  								Tollerato dagli animali d'affezione.<br /> Tramite la sperimentazione sugli animali &egrave;  								possibile ottenere qualsiasi risultato si  								desideri ottenere.<br /> La sperimentazione su animali non solo non &egrave; una  								metodologia scientifica: &egrave; l'esatto opposto  								della scienza.<br /> <br /> Riferimenti:<br /> (1] Italian G.U. (1995) n&deg; 19, 21/08/1995<br /> (2] Italian G.U. (1998) n&deg; 213, 12/09/1998<br /> (3] ATLA (1997) vol 25 n&deg; 5, pp. 486-490<br /> (4] HMSO (1998) Statistics of scientific  								Procedures on Living Animals: Great <br /> Britain 1997, Cm 4025, 95 pp.  								London.<br /> (5] ATLA (2000) vol 28 n&deg; 1, pp. 7-10<br /> [6] Koehler M. (1999) Arzneimttelpr&uuml;fung kommit  								mit weniger Versuchstiere <br /> aus. BMELF-informationen, 45, 1999 pp.3-4  								Bonn, Germany.<br /> (7] Croce P. (2000) Vivisezione o scienza. 								Calderini Edagricole<br /> (8] Fano, A. (1997) Lethal Laws. Ed. Zed Books  								Ltd<br /> (9] Reddy M. B., Cook J. D. (1991) Assessment of  								Dietary Determinants of <br /> Nonheme-lron Absorption in Humans and Rats.  								American Yournal of Clinical <br /> Nutrition, 54, 723-8<br /> (10] Anon. (1995) Teknos, marzo 1995<br /> (11] Cooper J. (1992) Update in Pesticide Laws  								and Regulations Affecting the <br /> Food Industry. Food Technology, 95<br /> (12] Brudnoy S. (1993) Pushing for a Paradigm  								Shift in Risk Assesment. The <br /> Scientist, 14<br /> (13] Zbinden G., Flury-Roversi M. (1981)  								Significance of the LD50-test for <br /> the toxicological evaluation of chemical  								substances. Archives of Toxicology, <br /> 47, 77-99.<br /> Tratto da: novivisezione.org<br /> <br /> &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<br /> <br /> <strong> COMPRARE le AZALEE dell'AIRC SIGNIFICA  								FINANZIARE la  								VIVISEZIONE</strong>. <br /> DONIAMO SOLO alle ASSOCIAZIONI che FANNO VERA  								RICERCA SCIENTIFICA&nbsp; e NON SPERIMENTAZIONE  								ANIMALE ! - <br /> 5 maggio 2008<br /> <br /> Domenica prossima 11 maggio, come ogni anno, l'<a href="http://www.airc.it/" target="_blank">AIRC</a>,  								Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro,  								raccoglie fondi per i propri progetti con la  								vendita delle azalee. Parte di questi fondi,  								pero', vengono usati per <strong>finanziare la  								vivisezione</strong>, vale a dire <strong>esperimenti</strong> su <strong>animali</strong> nei quali viene indotta una  								malattia artificiale, quindi molto diversa da  								quella che si genera spontaneamente, ed in piu'  								in una specie molto diversa dalla nostra.</p>
<p>"<em>Ma al giorno  								d'oggi non &egrave; piu' ammissibile sprecare tempo,  								risorse, soldi, in una pratica obsoleta e  								antiscientifica. Per aiutare davvero i malati,  								occorre far cessare questo spreco, e l'unico  								modo che abbiamo per far cambiare comportamento  								alle associazioni che finanziano la vivisezione  								&egrave; evitare di sostenerle fino a che non cambiano</em>",  								dichiarano i promotori di NoVivisezione.org, il  								portale italiano dell'antivivisezionismo.</p>
<p>E per questo  								invitano a scegliere per le donazioni solo le  								associazioni che non finanziano la  								sperimentazione animale, e a parlare di questa  								situazione con quante piu' persone possibile,  								invitando anche loro a <strong>non fare donazioni a  								chi finanzia questa pratica</strong>.</p>
<p>I medici  								antivivisezionisti partono dalla semplice ed  								oggettiva constatazione che gli animali non sono  								modelli sperimentali adatti all'uomo, perch&eacute;  								troppo diversi da noi. Ogni specie animale &egrave;  								infatti biologicamente, fisiologicamente,  								geneticamente, anatomicamente molto diversa  								dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una  								specie e l'altra sono impossibili. I veri  								progressi della medicina si sono sempre avuti  								grazie a osservazioni cliniche, a studi  								epidemiologici, a innovazioni tecnologiche  								(quali l'invenzione del microscopio, dei moderni  								strumenti di diagnosi, ecc.).</p>
<p>In particolare, per  								quanto riguarda il <strong> <a href="http://www.mednat.org/cancro/cancro_base2.htm" target="_blank">cancro</a></strong>,   								dato un certo composto chimico, il tipo di  								tumore che genera, sar&agrave; nell'uomo e nelle altre  								specie diverso. La benzedrina, per esempio,  								causa tumore alla vescica negli umani, tumore al  								fegato nei criceti, e tumori alle orecchie nei  								ratti.</p>
<p>La storia dello  								studio del cancro (come del resto accade per lo  								studio di tutte le altre malattie) &egrave; costellata  								di casi in cui sono state compiute importanti  								scoperte cliniche (cio&egrave; dall'esame da parte dei  								medici di esseri umani malati, o dalle autopsie)  								o epidemiologiche (cio&egrave; dallo studio di larghe  								fasce di popolazione), scoperte che si e' poi  								voluto "validare" sugli animali da laboratorio.  								Riproponendole cos&igrave;, nei casi in cui in qualche  								specie si riusciva a riprodurre lo stesso  								risultato, come "scoperte dovute alla ricerca su  								animali". Negli altri casi, ritardando  								semplicemente l'applicazione di tali scoperte, e  								causando cos&igrave; danni enormi al progresso medico.</p>
<p>Per esempio, i topi  								vanno molto soggetti ai tumori alle ghiandole  								mammarie, al fegato, alla pituitaria, alla  								tiroide, ai polmoni e al sistema linfatico, e  								vengono dunque usati come modello per lo studio  								di questo genere di tumori nell'uomo. Ma anche  								se sono localizzati nelle stesse regioni, non  								sono lo stesso cancro. Inoltre, nei topi  								l'incidenza di questi cancri &egrave; cos&igrave; alta che &egrave;  								difficile stabilire se &egrave; stato il prodotto  								chimico sotto test a causare il cancro o se si &egrave;  								formato spontaneamente.</p>
<p>Viceversa, altri  								tumori comuni nell'uomo, come quelli alla  								<a href="http://www.mednat.org/cancro/prostata.htm" target="_blank">prostata</a>,  al colon, al retto, sono rari nei  								roditori, e quindi &egrave; molto difficile per i  								ricercatori riprodurli negli animali, e quando  								ci riescono si sviluppano tumori molto diversi.  								Ad esempio, il tumore al colon uccide i ratti  								per ostruzione del colon stesso. <br /> Negli uomini esso uccide per metastasi in tutte  								le altre parti del corpo. Il tumore  								all'intestino, nel ratto, di solito non si  								diffonde, &egrave; l'intestino tenue a essere colpito,  								mentre negli umani &egrave; molto pi&ugrave; frequentemente  								colpito il colon. <br /> Nonostante queste enormi  								differenze tra specie, entrambi questi tipi di  								cancro vengono chiamati "cancro al colon", e si  								investono miliardi per i test sui ratti per  								ottenere informazioni che mai potranno essere  								applicate all'uomo.</p>
<p>Concludono i  								volontari antivivisezionisti: "<em>Per maggiori  								informazioni sulla non scientificita' della  								vivisezione e sulla non opportunita' di  								sostenere le associazioni che la praticano, vi  								invitiamo a visitare il nostro sito, in  								particolare la pagina dell'iniziativa 'Per una  								ricerca di base senza animali</em>'". <br /> Comunicato di: AgireOra Network &nbsp;- 								<a href="http://www.agireora.org/" target="_blank"> http://www.agireora.org</a> - 								<a href="mailto:info@agireora.org" target="_blank"> info@agireora.org</a></p>
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<p><strong>I 								<a href="http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base.htm" target="_blank"> Vaccini</a> comportano una quantita' di test su animali  								molto maggiore rispetto agli altri farmaci</strong>.<br /> Al contrario dei <a href="http://www.mednat.org/pericolo_farmaci.htm" target="_blank"> farmaci</a>, che se non altro vengono testati  								solo al momento della prima messa in commercio,  								per i <strong><a href="http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base2.htm" target="_blank"> vaccini</a></strong> ogni lotto che esce dagli stabilimenti  								farmaceutici viene nuovamente testato su animali  								.<br /> I pochi dati reperibili fanno pensare a un  								numero enorme di animali uccisi per questo  								scopo. Si potrebbero ridurre gli animali usati  								imponendo nuove linee guida per garantire un  								prodotto dalla qualita' piu' costante, usando i  								test in vitro gi&agrave; esistenti e sviluppandone di  								nuovi, e sveltendo le procedure burocratiche.<br /> I <strong><a href="http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base3.htm" target="_blank"> vaccini</a></strong> sono purtroppo sempre pi&ugrave; diffusi, specie nei  								paesi industrializzati, non solo a uso umano, ma  								anche ad uso veterinario, specie nella  								zootecnia: vengono cos&igrave; uccisi animali "di  								laboratorio" per consentire agli allevatori di  								sfruttare ancora di pi&ugrave; gli animali "da  								macello".<br /> <br /> <strong>Per ogni lotto di vaccino, nuovi test</strong><br /> E' facile immaginare che un nuovo vaccino, come  								un qualunque altro farmaco, costi la vita a  								molti animali di laboratorio: nella fase di  								ricerca e sviluppo prima, e nei test per  								l'approvazione per la messa in commercio poi.<br /> <br /> Cio' che e' meno noto e' che ogni lotto di  								vaccino che esce dagli <strong> <a href="http://www.mednat.org/big_farma_sind-Rock.htm" target="_blank"> stabilimenti farmaceutici</a></strong> viene nuovamente  								testato su animali prima di entrare in  								commercio, e questo vale per tutti i tipi di  								vaccini: quelli per uso umano, veterinario e  								zootecnico.<br /> <br /> I vaccini infatti, appartengono alla categoria  								dei cosiddetti "biologici" in quanto contengono  								micro-organismi trattati, e non composti chimici  								di sintesi come altri tipi di farmaci.&nbsp; <br /> vedi: <strong> <a href="http://www.mednat.org/vaccini/contenuto_vaccini.htm" target="_blank"> Contenuto dei Vaccini</a></strong><br /> Gli attuali metodi di produzione non sono sempre  								tali da garantire la consistenza tra lotti  								diversi: quindi per ogni lotto devono essere  								nuovamente verificati i requisiti di sicurezza  								(che il vaccino non sia contaminato) e di  								efficacia (che il vaccino &ldquo;funzioni&rdquo;).<br /> vedi: <strong><a href="http://www.mednat.org/vaccini/dannivaccino.htm" target="_blank"> Danni dei vaccini</a></strong><br /> <br /> Quanti animali sono usati per questi test ?<br /> Vaccini entrati in commercio da decenni  								continuano quindi a comportare la morte di un  								gran numero di animali per l'esecuzione di  								questi test. Quanti ? <br /> Non si sa, o meglio non si deve sapere. I pochi  								dati reperibili fanno pensare a un numero enorme  								di animali uccisi a questo scopo.<br /> <br /> Nel 2003, nella sola Gran Bretagna sono stati  								uccisi oltre 31.000 animali (tra cui oltre 400  								cani e piu' di 200 gatti) solo per i test di  								vaccini ad uso veterinario-zootecnico. In  								Germania, negli anni '91-'93 la produzione di  								vaccini ad uso umano ha comportato la morte di  								oltre 63.000 animali (tra cui 400 scimmie).<br /> <br /> Ad esempio il vaccino "antipolio" viene testato  								per la neurovirulenza su due gruppi di scimmie:  								vengono infettate e poste sotto osservazione per  								una ventina di giorni; dopo essere state uccise  								vengono fatti gli esami istologici. I sintomi  								clinici dei preparati iniettati non sono certo  								"leggeri". Possono portare alla paralisi o  								direttamente alla morte. Secondo i protocolli UE  								vengono usate da 70 a 94 scimmie per il test di  								ogni lotto.<br /> <br /> Il vaccino antitetanico viene testato sui topi o  								sui maiali. Anche qui si infetta un gruppo di  								animali con dosi che possono portare alla morte  								o alla paralisi. Per ogni ciclo di test si usano  								dai 66 ai 108 animali. E' stato stimato che il  								17% degli animali coinvolti in questo genere di  								test sia sottoposto a elevati livelli di  								sofferenza.<br /> <br /> Oltretutto, gli animali che invece sopravvivono  								a questi test, vengono uccisi comunque e non  								sembra esserci, per il momento, possibilita' per  								loro di una eventuale adozione (cosi' come  								previsto dalla legge italiana 116/92) dopo  								"l'uso". Vengono uccisi sempre e comunque.<br /> <br /> Come evitare la sofferenza e la morte degli  								animali-cavia<br /> Questa sofferenza e' ineliminabile ? No. <br /> Le direzioni in cui muoversi con l'obiettivo di  								eliminare l'uso di animali dai test di qualita'  								dei vaccini sono fondamentalmente tre.<br /> Nuove linee guida nei processi produttivi e  								analisi chimiche per garantire un prodotto dalla  								qualita' piu' costante. <br /> vedi <strong> <a href="http://www.mednat.org/vaccini/dannivaccino2.htm" target="_blank"> Danni dei  								Vaccini</a></strong>. <br /> Ulteriore sviluppo dei test in vitro e  								sierologici (ma ne esistono gia' molti).  								Eliminazione dei "doppioni" (molti test vengono  								eseguiti da piu' organismi di controllo),  								razionalizzazione e snellimento delle procedure.<br /> <br /> Quest'ultimo punto e' di particolare importanza  								ed e' una questione tutt'altro che  								"scientifica". Ad esempio lo sviluppo del metodo  								sierologico per il test di efficacia del vaccino  								antitetanico risale al 1986, nell'arco di 3 anni  								si e' avuta la validazione "in house" mentre per  								la validazione formale si e' dovuto aspettare il  								1996, e nel 2004 il processo di inserimento di  								questo test nei protocolli ufficiali non era  								ancora completato. <br /> Sono passati piu' di 18 anni... e nel frattempo  								si e' continuato ad uccidere migliaia e migliaia  								di animali. (NdR<strong><a href="http://www.mednat.org/vaccini/dannivaccino3.htm" target="_blank"> e di umani</a></strong>...)<br /> <br /> Il <strong><a href="http://www.mednat.org/vaccini/business_vaccini.htm" target="_blank"> mercato dei vaccini</a></strong><br /> Il mercato dei vaccini e' in continua e forte  								crescita: si passa dagli oltre 6 miliardi di  								dollari nel 2003 agli attesi 22 miliardi nel  								2008; quasi un quarto di questo enorme business  								e' relativo alla veterinaria. Il mercato dei  								vaccini, dall'impostazione originaria che  								puntava a prodotti di, basso costo da  								distribuire nel 								<a href="http://www.mednat.org/vaccini/danni_vaccini3.htm" target="_blank">terzo  mondo</a>,  								per tentare <strong>senza riuscirvi</strong>, di  								sconfiggere le patologie piu' diffuse e letali,  								specie nell'eta' infantile, si sta orientando  								ora allo sviluppo di vaccini per adulti, quali  								ad esempio contro alcuni tipi di 								<a href="http://www.mednat.org/vaccini/cancro_donne_utero.htm" target="_blank">tumori</a>,   								l'<a href="http://www.mednat.org/vaccini/influenza_danni.htm" target="_blank">influenza</a> e l'<a href="http://www.mednat.org/vaccini/epatite_engerix_b.htm" target="_blank">epatite</a>,  								oltre che, in futuro, contro l'<a href="http://www.mednat.org/aids/aids_base.htm" target="_blank">AIDS</a> (anche se probabilmente quest'ultimo filone di  								ricerche subira' un brusco rallentamento, dopo i  								fallimenti dei test sugli umani per i due  								vaccini piu' "promettenti" sugli animali).<br /> <br /> In Francia i vaccini per cani e gatti  								rappresentano il 27% del mercato: e' facile  								stimare che a livello mondiale la produzione di  								vaccini sia prevalentemente orientata agli  								animali "da reddito", cio&egrave; gli animali sfruttati  								negli allevamenti e uccisi nei macelli.<br /> <br /> Senza addentrarci nella controversia sull'uso  								dei vaccini, o su come questo specifico mercato  								del farmaco sia decisamente orientato ad  								obiettivi di business piu' che "umanitari", una  								cosa la possiamo dire: dietro la bistecca non ci  								sono solo le sofferenze degli animali chiusi nei  								capannoni e poi macellati. <br /> Ci sono anche quelli che soffrono e muoiono nel  								segreto dei <strong>laboratori di vivisezione per  								creare vaccini</strong>.<br /> <br /> Fonti<br /> &nbsp;RSPCA, Advancing animal welfare and the 3Rs in  								the batch testing of veterinary vaccines<br /> &nbsp;BUAV, RSPC e altri, The use of animals in  								vaccine testing for humans, 2005<br /> &nbsp;Reuters, Global Market for Vaccines Worth $36.3  								Billion by 2013, gennaio2008<br /> &nbsp;Terra Daily, Global Vaccine Market To Top 23  								Billion Dollars, 8 febbraio2007<br /> &nbsp;Global Information Inc., Veterinary Vaccines,  								agosto 2005<br /> Tratto da agireora.org</p>
<p><strong>Commento</strong> NdR: Il relatore di questo articolo si e'  								dimenticato di dire che TUTTI i test fatti su  								animali <strong>NON hanno  								nessun valore</strong> di validazione  								scientifica, se rapportati all'uomo in quanto  								l'animale e' <strong>MOLTO diverso  dall'uomo anche  								come sistema immunitario</strong> !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte<strong> </strong>www.mednat.org</p></p>]]>
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<title>Ca - Comunicato stampa: pensare fa male</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=598&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.veganzetta.org/wp-content/uploads/2010/03/logo-ca.gif" alt="logo-ca.gif" /><a href="http://www.campagneperglianimali.org/doc/cs/ca-cs-maggio2010-2.pdf" target="_blank">www.campagneperglianimali.org/doc/cs/ca-cs-maggio2010-2.pdf</a> - <em>24 maggio 2010</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong>Censurata dai maggiori quotidiani italiani la campagna  pubblicitaria &ldquo;Allevato in Italia&rdquo; di Campagne per gli animali</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Alla richiesta di pubblicazione a pagamento di una campagna  pubblicitaria realizzata da Campagne per gli animali e sostenuta dalle  numerose donazioni di un apposito gruppo nato sul social network  Facebook, i responsabili del gruppo hanno ricevuto un netto rifiuto da  parte della redazione del quotidiano La Repubblica, di RCS Il Corriere  della Sera e del quotidiano La Stampa. I motivi del rifiuto addotti sono  l&rsquo;impatto visivo della pubblicit&agrave; reputato troppo forte.</p>
<p><br /> La campagna dal titolo &ldquo;Allevato in Italia&rdquo; riporta in primo piano la  fotografia di alcuni pezzi di un bambolotto di plastica assortiti e  raccolti in un contenitore avvolto da uno velo di cellophane. La  pubblicit&agrave; riporta sotto alla fotografia in primo piano una serie di  altre piccole foto che ritraggono degli Animali in tipiche situazioni di  sfruttamento o uccisione. Il tutto corredato da un breve testo  esplicativo.<br /> <br /> Come organizzatori del progetto &ldquo;Allevato in Italia&rdquo; Riteniamo che tale  rifiuto nasca non dalla volont&agrave; di tutelare di chi legge, ma da una  visione della comunicazione impregnata di ipocrisia ed antropocentrismo:  &egrave; meglio evitare che la gente pensi, che si confronti con il dolore  altrui. Questo sembrano dirci le due risposte frettolose fornite dai due  principali giornali italiani incapaci di pubblicare qualcosa che  potrebbe scuotere dal torpore qualche mente o che farebbe di sicuro  sentire a disagio chi contribuisce direttamente o indirettamente al  massacro quotidiano di milioni di Animali. Meglio una bella pubblicit&agrave;  di salumi dove si vedono Maiali allegri impazienti di immolarsi per  diventare insaccati, piuttosto di un bambolotto di plastica che ricorda  un corpo umano smembrato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risulta estremamente facile aderire a pubblicit&agrave;-progresso, ai bei  discorsi, alle dichiarazioni di principi e di intenti che spandono  buonismo e piet&agrave; in ogni dove, ma quando ci si vede chiamati a un  confronto diretto con il dolore altrui, la morte, lo strazio e  l&rsquo;ingiustizia, quando &egrave; necessario fare appello a ci&ograve; che rimane  dell&rsquo;empatia e del senso di giustizia, per spingersi pi&ugrave; in l&agrave; della  solita elemosina che alleggerisce la coscienza, allora tutto diventa  difficile. Tutto diventa troppo forte. Perch&eacute; pensare fa male.<br /> L&rsquo;antispecismo continuer&agrave; per la sua strada il tentativo di portare  sotto gli occhi di tutti il massacro degli Animali e a proporre una  societ&agrave; umana nuova e diversa, e questo nonostante le censure e le  autocensure.</p>
<p><br /> Ogni rifiuto, ogni censura non fa che accrescere la nostra convinzione e  determinazione</p>
<p style="text-align: right;">da Campagne per gli animali</p></p>]]>
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<title>Cina: 21 anni dopo Tiananmen, attivisti per i diritti umani ancora presi di mira dalle autorità</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=597&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/b/4/6/D.2af75fa3a460327e82da/Cina_Cs.jpg" alt="" width="220" height="154" />Ventuno anni dopo la notte tra il 3 e il 4 giugno 1989, quando  l'intervento dell'esercito pose fine violentemente alle manifestazioni  per la democrazia di piazza Tiananmen, il governo cinese continua a  rifiutare l'apertura di un'inchiesta pubblica e indipendente e a  prendere di mira coloro che esprimono critiche o commemorano le  vittime.&nbsp;<br />&nbsp;<br />In occasione del ventunesimo anniversario della  repressione di Tiananmen, Amnesty International chiede ancora una volta  al governo di Pechino di applicare l'art. 35 della Costituzione e  garantire il diritto alla libert&agrave; d'espressione che vi &egrave; sancito,  rilasciando i prigionieri di coscienza che sono ancora in carcere per  aver parlato di Tiananmen:<br />&nbsp;<br /><strong class="userFormat1">Tan  Zuoren,</strong> attivista per i diritti dell'ambiente del Sichuan,  condannato a cinque anni di carcere il 9 febbraio di quest'anno per  "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato". &Egrave; stato accusato  di aver criticato il Partito comunista cinese e il governo, anche per la  loro gestione dei fatti del 1989, in una serie di articoli e diari  pubblicati online.<br />&nbsp;<br /><strong class="userFormat1">Hu Jia,</strong> condannato a tre anni e mezzo di carcere nell'aprile 2008 per  "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato". &Egrave; stato accusato  di aver pubblicato articoli sul movimento per la democrazia del 1989.<br />&nbsp;<br /><strong class="userFormat1">Shi Tao</strong>, giornalista e poeta dello Hunan,  condannato a 10 anni di carcere nel 2005 per "aver illegalmente fornito  segreti di stato a entit&agrave; straniere". Aveva inviato una mail a  destinatari all'estero, attraverso il suo account personale su Yahoo!,  in cui sintetizzava le indicazioni impartite dal Dipartimento centrale  per la propaganda su come i giornalisti avrebbero dovuto trattare il  quindicesimo anniversario della repressione del 1989. La sua condanna si  &egrave; basata anche sulle informazioni fornite da Yahoo! alle autorit&agrave;  cinesi.<br />&nbsp;<br />Altre persone, gi&agrave; condannate e poi rilasciate per aver  espresso le loro opinioni sui fatti del 1989, continuano a essere  sottoposte a dure misure di sorveglianza e a ricevere intimidazioni. Tra  loro figurano <strong class="userFormat1">Zu Yonghai, Jiang Qisheng,  Sun Baoqiang, Yan Kun e Zhang Lin</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Amnesty</p></p>]]>
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<title>"Starved for Attention: il cibo non basta", una nuova visione della malnutrizione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=596&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>MSF e VII Photo lanciano una  campagna globale sulla malnutrizione infantile 					01/06/2010 </strong></p>
<p>A New York dal 2 giugno e allo Spazio Forma di Milano dal 23  giugno la mostra fotografica multimediale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>New York/Roma</strong> &ndash; Medici Senza Frontiere (MSF) e  l&rsquo;Agenzia fotografica VII (Seven) lanciano &ldquo;<strong>Starved for attention</strong>&rdquo;, una  campagna multimediale globale che presenta una nuova prospettiva sulla  malnutrizione infantile, una condizione che si pu&ograve; prevenire e curare,  ma che tuttavia uccide milioni di bambini ogni anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/image/comunicati_stampa/2010/StarvedforAttention-BurkinaFaso-Dimmock-4311.jpg" alt="Jessica Dimmock - VII" width="500" height="333" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La campagna sfida l'approccio tradizionale sulla malnutrizione  attraverso un mini-documentario suddiviso in sette parti: le  convenzionali immagini sono sostituite da quelle dei genitori e degli  operatori sanitari che si impegnano per rispondere ai bisogni  nutrizionali dei bambini. &ldquo;Starved for attention&rdquo; evidenzia come le  principali malattie infantili e le morti premature possano essere  prevenute attraverso efficaci interventi nutrizionali. Il lancio della  campagna coincide con l&rsquo;inizio di un periodo molto difficile di &ldquo;hunger  gap&rdquo; nella regione africana del Sahel, fase in cui in quelle comunit&agrave; le  riserve alimentari principali si esauriscono prima del raccolto  successivo con conseguente aumento della malnutrizione infantile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I documentari saranno visibili per un periodo di sette settimane sul  sito multilingue <a href="http://www.starvedforattention.org/" target="_blank">www.starvedforattention.org</a>. In contemporanea con il  sito web, la campagna internazionale si apre oggi a New York con una  mostra fotografica multimediale che toccher&agrave; anche Toronto, Milano, Roma  e Ferrara. <strong>Con il titolo &ldquo;Starved for attention: il cibo non  basta&rdquo;, la mostra fotografica multimediale sar&agrave; allestita presso il  Forma (Centro Internazionale di Fotografia) di Milano dal 23 giugno al  10 luglio. Le altre tappe italiane della mostra saranno in autunno a  Roma e a Ferrara, in occasione del Festival di Internazionale.</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>&ldquo;Una delle sfide pi&ugrave; difficili che ha dovuto affrontare la nostra  agenzia fotografica, &egrave; stata proprio quella di come documentare la  malnutrizione&rdquo;, dichiara Ron Haviv, fotografo di VII. &ldquo;Si pu&ograve; pensare  che questa storia sia gi&agrave; stata raccontata attraverso i lavori dei  fotografi che hanno coperto il tema della fame nel XX secolo. Tuttavia,  per raccontarla oggi crediamo di aver trovato un linguaggio visuale  completamente nuovo e potenzialmente di grande impatto&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si stima che 195 milioni di bambini nel mondo siano affetti da  malnutrizione, che &egrave; responsabile della morte, ogni anno, di almeno un  terzo degli 8 milioni di bambini sotto i cinque anni di et&agrave;. Queste  morti si potrebbero evitare se venissero soddisfatte le necessit&agrave;  nutritive dei bambini. &ldquo;Starved for attention&rdquo; sottolinea che ci&ograve; &egrave;  possibile, concentrandosi sulle strategie per combattere la  malnutrizione applicate ogni giorno in molti paesi con successo e su  come esse possano e debbano essere ampliate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/image/comunicati_stampa/2010/StarvedForAttention-Djibouti-Bleasedale-032-4858.jpg" alt="Marcus Bleasdale / VII" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>I pi&ugrave; vulnerabili sono i bambini fino a due anni di et&agrave;, i cui  bisogni nutrizionali sono particolarmente elevati. Se i bambini in  quella fascia di et&agrave; non ricevono cibi di qualit&agrave; che possano fornire  loro una nutrizione equilibrata, rischiano di andare incontro ad arresto  di sviluppo, ritardo cognitivo e maggiore vulnerabilit&agrave; alle malattie  infettive. Nella peggiore delle ipotesi sono esposti a morte precoce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Le nostre equipe mediche che operano in pi&ugrave; di 30 paesi con alti  livelli di malnutrizione, dall&rsquo;Africa sub-sahariana all&rsquo;Asia del sud,  hanno sperimentato che grazie a interventi con cibi equilibrati e di  qualit&agrave; a milioni di bambini possono essere risparmiate le conseguenze  della malnutrizione&rdquo;, dichiara Christophe Fournier, presidente del  Comitato Internazionale di Medici Senza Frontiere. &ldquo;Conosciamo bene ci&ograve;  di cui hanno bisogno i bambini: si tratta di fare in modo che possano  davvero riceverlo&rdquo;. Nel 2009 MSF ha trattato 250mila bambini malnutriti  in 34 paesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al progetto &ldquo;Starved for attention&rdquo; hanno contribuito i  fotogiornalisti dell&rsquo;Agenzia VII: Marcus Bleasdale, Jessica Dimmock, Ron  Haviv, Antonin Kratochvil, Franco Pagetti, Stephanie Sinclair e John  Stanmeyer. Hanno viaggiato in zone di guerra, villaggi rurali, capitali  sovraffollate, rifugi di montagna, per documentare la malnutrizione  infantile e i suoi volti: la contraddizione di bambini malnutriti nel  lussureggiante Congo; la natura ciclica della malnutrizione in  Bangladesh; l&rsquo;impatto dell&rsquo;annuale stagione &ldquo;di magra&rdquo; nel Sahel.  Nell&rsquo;evidenziare il successo dei programmi di presa in carico e di  prevenzione in Messico e negli Stati Uniti, &ldquo;Starved for attention&rdquo;  vuole dimostrare il grande potenziale attualmente disponibile per  combattere la malnutrizione infantile.</p>
<p>La campagna &ldquo;Starved for attention&rdquo; mira a costruire consapevolezza  nell&rsquo;opinione pubblica che potr&agrave; tradursi nella revisione dei programmi  di assistenza nutrizionale per i bambini e nella mobilitazione delle  risorse necessarie per estendere su vasta scala corretti approcci di  prevenzione e di terapia della malnutrizione. Gli utenti del <a href="http://www.starvedforattention.org/" target="_blank">sito</a> possono firmare la petizione globale dal titolo &ldquo;Vincere la  malnutrizione: il tempo di agire &egrave; ora&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/image/comunicati_stampa/2010/StarvedforAttention-DRCongo-Pagetti-5113.jpg" alt="Franco Pagetti - VII" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>Attualmente, i donatori internazionali forniscono soprattutto farine  arricchite. Questo genere di cibo allevia la fame, ma non risponde alle  necessit&agrave; del metabolismo di bambini che sono in fase di crescita. Ci&ograve;  significa che gli Stati Uniti, principale donatore dei programmi di  assistenza, sta inviando derrate alimentari di qualit&agrave; inferiore che non  presentano i prerequisiti nutrizionali necessari per i bambini che le  ricevono. Queste stesse derrate non verrebbero date ai bambini degli  Stati Uniti. &ldquo;Starved for attention&rdquo; vuole mettere in evidenza anche  l&rsquo;esistenza di questo doppio standard.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le strategie gi&agrave; testate per combattere la malnutrizione sono  efficaci e mostrano risultati promettenti in molti paesi. Alcuni, come  Messico, Thailandia e Brasile, hanno ridotto la malnutrizione infantile  precoce attraverso programmi di nutrizione diretti, che garantiscono che  anche i bambini delle famiglie pi&ugrave; povere abbiano accesso a cibi di  qualit&agrave;, come latte e uova. Allo stesso tempo, emerge una crescente  volont&agrave; politica nei paesi asiatici e africani di riprodurre tali  programmi che hanno avuto successo. La petizione lanciata con &ldquo;Starved  for attention&rdquo; intende richiedere sostegno proprio per questi sforzi.</p>
<p>&ldquo;Starved for attention&rdquo; &egrave; possibile grazie al supporto finanziario di  LG Electronics e alla fornitura dei monitor di ultima generazione  INFINIA per proiettare i documentari nelle mostre fotografiche.</p>
<p style="text-align: right;">fonte MSF</p></p>]]>
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<title>Freedom Flotilla, il racconto dei prigionieri: "rapiti e picchiati"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=595&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Atteso per oggi pomeriggio il rientro  degli italiani arrestati in seguito al blitz israeliano </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Giuseppe Fallisi. </strong>"Siamo stati  picchiati, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa  all'aeroporto di Tel Aviv" dalla polizia. &Egrave; il racconto di Giuseppe  Fallisi, uno degli attivisti italiani arrivati stanotte a Istanbul dopo  l'espulsione da Israele in seguito al blitz contro la flottiglia  filo-palestinese. "Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo  averci picchiati ci mandavano i medici a visitarci", afferma il tenore  milanese. "Siamo stati portati in un carcere in mezzo al deserto, appena  finito di costruire: sembrava lo avessero costruito apposta per noi. In  prigione non ci sono state violenze, avevamo a disposizione anche una  doccia", ha raccontato Fallisi.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Angela Lano. </strong>"Abbiamo subito un vero e proprio  rapimento, sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo  di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati". &Egrave;  la testimonianza di Angela Lano, l'unica donna tra gli attivisti  italiani fermati durante il blitz israeliano contro la flottiglia  filo-palestinese e arrivati stanotte a Istanbul dopo l'espulsione da Tel  Aviv. &nbsp;"Sono anni che mi occupo di Palestina - ha affermato la  giornalista torinese - ma la violenza che ho visto su quelle navi &egrave;  stata incredibile", ha aggiunto la Lano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Manuel Zani. </strong>"L'assalto dei soldati israeliani che  si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una  scena di Apocalypse now", il trentenne Manuel Zani, il pi&ugrave; giovane tra  gli attivisti italiani fermati durante il blitz. "Quando abbiano capito  che ci stavano per aggredire ci siamo separati in due gruppi. Io sono  andato con i giornalisti nella cabina di pilotaggio per cercare di  filmare quello che stava succedendo, ma ci hanno sequestrato tutto". "In  Israele non ci torno neanche morto - conclude il trentenne, per la  prima volta a bordo della flottiglia Free Gaza -, ma voglio tornare in  Palestina al pi&ugrave; presto".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Vegetarismo: Evoluzione sociale</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=594&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>LO STATO HA IL DOVERE DI FAVORIRE LO SVILUPPO MORALE  DEI CITTADINI E DI IMPEDIRE tutto  ci&ograve; che ostacola il progresso civile  morale e spirituale dell'uomo</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.agriturismo-diavolino.com/immagini/animali/agnelli1.jpg" alt="" width="220" height="293" />La cultura del carnivorismo preclude all'uomo lo sviluppo di  quei valori morali e spirituali necessari a realizzare un mondo  migliore, perch&egrave;  abitua l'essere umano a convivere con l'idea della  sopraffazione del pi&ugrave; debole a vantaggio del pi&ugrave; forte; legittima la  logica che indusse il  razzismo a considerare gli schiavi, i negri, gli  ebrei, esseri inferiori; avvalora  la legge del pi&ugrave; forte, cio&egrave; la  stessa motivazione assunta dal criminale  per giustificare i suoi  delitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il carnivorismo reprime non solo il sentimento di  compassione verso la sofferenza dell'animale, ma induce alla durezza del  cuore e all'insensibilit&agrave; l'essere umano verso i suoi stessi simili;  inoltre impedisce all'individuo lo sviluppo del senso critico e la  capacit&agrave; di guardare agli effetti prodotti dalle sue stesse azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando il proprio piacere viene considerato pi&ugrave; importante  della  sofferenza e della vita di un altro essere vivente l'uomo tende a  giustificare un'azione delittuosa in vista di un presunto vantaggio  personale. L'appagamento di un piacere, che va a danno di terzi, inclina  l'individuo a soddisfare ad ogni costo le proprie esigenze personali, e  questo gli preclude la possibilit&agrave; di doversi uniformare a ci&ograve; che &egrave;   giusto piuttosto a ci&ograve; che piace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le false immagini di animali sereni al pascolo, "felici" di  diventare alimento per gli umani, nascondono volutamente la tremenda   realt&agrave; cui sono condannati gli animali durante l'allevamento, il  trasporto e la macellazione. Questo occultamento della verit&agrave;, questo  presentare una  realt&agrave; distorta, induce alla sonnolenza morale  l'individuo e allo spegnimento del suo senso critico, piedistallo di  tutte le tirannie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni crimine, di cui l'uomo &egrave; capace di macchiarsi,  scaturisce dall'insensibilit&agrave; del suo cuore verso la&nbsp; sofferenza altrui e  soprattutto dal disprezzo del valore della vita in senso lato. Questo   tende a spegnere la naturale repulsione dell'essere umano verso la  violenza e preclude lo sviluppo della sfera emotiva e del sentimento di  piet&agrave;:  condizione imprescindibile per la realizzazione di un mondo  migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La spontanea repulsione alla violenza specialmente dei  bambini (ai quali  in modo subdolo vengono indotti a mangiare gli  animali che amano) indica chiaramente che questa &egrave; un'azione  riprovevole, contraria ai valori morali della coscienza dell'uomo.  Nessuno genitore farebbe assistere ai propri figli a ci&ograve; che accade nei  mattatoi. E pochi mangerebbero la  carne se dovessero uccidere con le  proprie mani l'animale di cui poi mangiano a tavola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi &egrave; un legame profondo tra il<strong> </strong>causare violenza agli  animali ed  essere inclini alla violenza verso gli esseri umani. Da  statistiche ufficiali  risulta che il 34% dei criminali che hanno  commesso violenze sui bambini hanno sperimentato la propria violenza  sugli animali. Per contro difficilmente l'uomo nuocerebbe al suo simile  se fosse educato alla gentilezza verso ogni essere vivente<strong>. </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Limitare la manifestazione del sentimento di compassione  ai propri  simili significa mutilare inevitabilmente la capacit&agrave;  espressiva della  coscienza morale dell'individuo anche nei confronti  degli uomini. Come potrebbe il primogenito essere giusto ed amorevole  nei confronti di un suo solo  figlio se venisse educato ad esercitare  ogni crudelt&agrave; ed ingiustizia nei confronti  degli altri componenti la  famiglia?</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Non essere vegetariani significa agire da irresponsabili  dal momento che chi  mangia la carne oltre a predisporre il proprio  organismo alla malattia, oltre a causare l'uccisione di animali  innocenti per il proprio egoistico piacere, oltre a contribuire ad  affamare qualcuno nel Terzo Mondo,  inquina l'ambiente e distrugge la  natura.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Per quanto suddetto ritengo che lo Stato abbia il dovere  civile e morale di  mettere al bando ogni attivit&agrave; incompatibile con lo  sviluppo della coscienza  morale dell'essere umano come </strong>&egrave; necessario  sia sostenuto tutto ci&ograve; che favorisce lo sviluppo dei valori  morali  dell'individuo<strong>. </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Ritengo che lo Stato non debba consentire e tanto meno  favorire attivit&agrave; contrarie al comune sentimento morale e che tutto ci&ograve;  che causa  sofferenza, privazione della libert&agrave; e morte ad esseri  senzienti, come la  vivisezione, la caccia, la pesca, l'allevamento di  animali, la mattazione non debba essere consentito dallo Stato ma anzi  che debba impegnarsi per il bene  civile, morale e spirituale  specialmente dei cittadini che operano in questi  settori di poter  svolgere attivit&agrave; sostitutive. </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Consentendo la diffusione e l'utilizzo del prodotto  carneo lo Stato si rende responsabile dell'atrofizzazione non solo di  tutti i danni correlati al consumo di carne ma della sensibilit&agrave;  dell'animo umano spontaneamente incline alla compassione e  all'avversione verso la violenza esercitata sugli animali che  necessariamente vengono uccisi. L'indifferenza verso il valore della  vita&nbsp; genera una mentalit&agrave; di predominio del pi&ugrave; forte sul pi&ugrave; debole,  di disprezzo nei confronti  delle differenze formali componenti la vita e  preclude lo sviluppo di una  mentalit&agrave; di pace, di non violenza, di  rispetto, di condivisione, di benevolenza  nei confronti degli stessi  esseri umani. E come pu&ograve; l'uomo sviluppare in se stesso valori di  giustizia, sensibilit&agrave; e di altruismo se viene abituato  a convivere con  i campi di concentramento e di sterminio dei mattatoi alle  porte di  ogni agglomerato urbano i cui mezzi vengono sponsorizzati con il   consenso dello Stato? </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Come l'obbligo di non nuocere, non fare apologia di reato  o svolgere attivit&agrave; in contrasto con i principi di democrazia e di  giustizia,  essere vegetariani deve essere considerato non pi&ugrave; una  scelta personale ma un  preciso obbligo morale per tutti, specialmente  da coloro che sono al vertice del sistema. </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>Per quanto suddetto lo Stato, e per lui i</strong> rappresentanti politici, religiosi,  dell'educazione, dell'economia,  della legge, del commercio, sono responsabili di generare, favorire e   sostenere ignoranza, insensibilit&agrave;, violenza e malattia delle persone:  pi&ugrave;  l'essere umano &egrave; ignorante, violento e malato pi&ugrave; pu&ograve; essere  manovrato dai centri  di potere: un meccanismo che di fatto impedisce  l'evoluzione e quindi il bene integrale dell'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma si sa, ogni popolo ha il governo che si merita e che solo  da un  rinnovamento della&nbsp; coscienza individuale pu&ograve; nascere una  societ&agrave; i cui  rappresentanti siano realmente al servizio del bene  collettivo.</p>
<p style="text-align: right;">di Franco  Libero Manco</p></p>]]>
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<item>
<title>Fermiamo Harlan, un altro allevamento di animali per la vivisezione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=593&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.animalliberationfront.com/ALFront/Actions-Italy/004_harlan.jpg" alt="" width="220" height="165" />3 Giugno 2010</strong> - Prende il via la campagna  &ldquo;<span style="color: #800000;"><strong>Fermiamo Harlan</strong></span>&rdquo;, azienda di allevamento di animali da laboratorio  anche transgenici e di &ldquo;servizi di vivisezione&rdquo; per conto terzi. In  Italia, la campagna sar&agrave; promossa e condotta in prima battuta dalle  associazioni Gaia Onlus e dall'Associazione "Animalisti Italiani Onlus",  con il sostegno dell'associazione internazionale People for the Ethical  Treatment of Animals (PETA) e la collaborazione di Oipa Italia, Lida  Milano, LAV milano, Diamoci La Zampa Onlus, LEAL e coordinamento  "Fermare Green Hill".<br /> <br /> Un presidio e un corteo indetti per  costringere alla chiusura i laboratori dove si manipolano animali  geneticamente modificati e si svolgono esperimenti di vivisezione su  animali di tutti i tipi. L&rsquo;obiettivo &egrave; anche quello di portare alla  chiusura di un imponente allevamento di animali transgenici e di animali  domestici da laboratorio nei dintorni di Milano.<br /> <br /> Il corteo &egrave; previsto per il giorno 5 giugno  2010, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, dalla piazza del Comune di Bresso  (Mi) in Via Roma 25 fino agli stabilimenti di Harlan Italy di Bresso, in  Via del Duca Lillo 10 (di fronte all&rsquo;ingresso principale della ditta  Zambon).<br /> <br /> Harlan &egrave; un&rsquo;azienda americana nata 70 anni  fa che fornisce laboratori di mezzo mondo con servizi di chirurgia,  servizi transgenici, servizi di analisi genetica, servizi di  monitoraggio sanitario, animali da laboratorio.<br /> La campagna contro Harlan intende denunciare  il business miliardario dei "Farma Serial Killer" e i danni arrecati  alla scienza e alla salute pubblica dagli esperimenti su animali, un  modello fuorviante e sbagliato che serve unicamente agli interessi  consolidati delle multinazionali farmaceutiche.<br /> <br /> Info per i giornalisti: 02.86463111<br /> per info generali: fermiamoharlan@gmail.com</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Nuovo disastro ambientale: a Singapore altro petrolio in mare</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=592&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">A neanche un mese dal disastro dei disastri nel Golfo del Messico,  dall&rsquo;altra parte del mondo, al largo di Singapore, il mare &egrave; nuovamente  una macchia di petrolio.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="Petrolio" src="http://www.terranauta.it/foto/petrolio_oro_nero1275381599.jpg" alt="petrolio disastro singapore" width="220" /><strong>&Egrave; successo di  nuovo. Solo pochi giorni fa, il 25 Maggio, altro petrolio leggero &egrave;  stato versato a tonnellate in mare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; successo di nuovo. Solo  pochi giorni fa, il 25 Maggio, altro petrolio leggero &egrave; stato versato a  tonnellate in mare. Rispetto alla <strong><a href="http://www.terranauta.it/a2150/pianeta_gaia/louisiana_la_marea_nera_che_non_si_arresta.html" target="_blank">Louisiana</a></strong> e al golfo del Mexico  questa volta ci troviamo dall'altra parte del mondo, in un tratto di  mare al largo dell'ultramoderna <strong>Singapore</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La MT Bunga Kelana 3  &egrave; la petroliera, registrata in Malesia, che scontratasi con il cargo MV  Wally ha perso <strong>oltre 2000 tonnellate di oro nero</strong>, secondo quanto  racconta l'Adnkronos. La perdita &egrave; il risultato dello squarcio di circa  10m creato proprio dallo scontro con il mercantile battente anch'esso  barriera malese.</p>
<p>Le autorit&agrave;, supportate dall'armatore della  petroliera, il gruppo Aet, si sono subito messe all'opera con una  ventina di navi attrezzate con solventi chimici biodegradabili e con  barriere galleggianti per <strong>cercare di limitare</strong> i danni,  proteggendo le coste e sminuzzando l'enorme chiazza che raggiunge 4  chilometri di lunghezza e 1 chilometro di larghezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esperti  dicono che il greggio dovrebbe evaporare abbastanza in fretta a causa  delle alte temperature, ma al momento l'unica notizia certa &egrave; che le  prime chiazze hanno raggiunto la costa di Singapore. Fonti ufficiali  dell'Autorit&agrave; portuale e marittima di Singapore dichiarano, infatti, che  la macchia nera avrebbe gi&agrave; toccato una base navale, un terminal  marittimo, un centro velico e la spiaggia di un albergo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli  ultimi anni le notizie legate al petrolio ci hanno raccontato spesso del  costo umano ed ambientale che sempre pi&ugrave; paghiamo per usare questa  fonte di energia. Dai primi anni novanta abbiamo combattuto <strong>almeno  due guerre</strong> per questo motivo, abbiamo assistito alla guerra civile  in Nigeria e a diversi rapimenti di lavoratori dell'Enel che, nonostante  tutto, vi continuano a lavorare. Abbiamo potuto &ldquo;conoscere&rdquo;  le  conseguenze sull'<strong><a href="http://www.terranauta.it/a1852/pianeta_gaia/petrolio_e_sangue_nuovi_scontri_in_nigeria.html" target="_blank">ambiente nigeriano e sulla popolazione  africana</a></strong> che vive in quelle regioni grazie ai servizi del  programma Report. Siamo anche stati testimoni del primo incidente di una  petroliera in quel paradiso unico al mondo che sono le Galapagos e  nell'ultimo anno abbiamo avuto il <strong><a href="http://www.terranauta.it/a1862/pianeta_gaia/disastro_sul_lambro_il_petrolio_e_nel_po_e_spunta_la_pista_appalti.html" target="_blank">Lambro</a></strong>, il Golfo del Messico e  Singapore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quante volte ancora dovr&agrave; accadere?</strong> Quante vite  umane, animali e vegetali ancora dovranno essere compromesse o messe a  repentaglio per permetterci di spostarci in automobile, per continuare a  percorrere una strada che &egrave; ormai chiaro come altro non sia se non un  vicolo cieco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se qualcuno non lo avesse capito, questo &egrave; il  momento di voltare pagina.</p>
<p style="text-align: right;">di Andrea Boretti - <a href="http://www.terranauta.it" target="_blank">www.terranauta.it</a></p></p>]]>
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<item>
<title>Italia, il ministro Frattini attacca il Rapporto annuale di Amnesty International</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=591&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Il governo italiano &egrave; messo all'indice  per le politiche migratorie </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/29/291/2913/29134.jpg" alt="" width="220" height="147" />&Eacute; stato presentato ieri, presso l'Associazione della Stampa Estera di  Roma, il Rapporto Annuale di Amnesty International che traccia un  quadro sul rispetto dei diritti umani nel mondo nell'arco di tempo  compreso tra gennaio e dicembre 2009. Il rapporto segnala violazioni in  159 paesi e accusa i governi di anteporre i propri interessi politici al  rispetto della giustizia internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"L'ingiustizia  prospera  condannando milioni di persone a una vita di violazione, oppressione e  violenza - ha spiegato Christine Weise, presidente della Sezione  italiana dell'associazione.  "I governi dovrebbero assicurare che  nessuno si ponga al di sopra della legge", ha aggiunto Weise. Amnesty  International ha richiesto agli stati di ratificare la propria adesione  alla Corte penale internazionale e assicurare che i crimini di diritto  internazionale siano puniti. Per i paesi del G20 che si propongono come  leader globali, queste raccomandazioni sono ancora pi&ugrave; rilevanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal rapporto emerge che 111 paesi sono colpevoli di aver perpetrato  torture e maltrattamenti, in 55 Paesi si celebrano processi iniqui, in  96 paesi sono in vigore restrizioni della libert&agrave; di stampa in almeno 48  paesi sono imprigionati dissidenti politici. Amnesty International  segnala che il Consiglio dell'ONU ha infranto i diritti umani dei  cittadini dello Sri Lanka, votando una risoluzione in cui si  sottolineava che lo scontro tra Tigri Tamil e governo, che ha causato  moltissime vittime civili, &egrave; una questione di politica interna su cui la  comunit&agrave; internazionale non &egrave; tenuta a pronunciarsi. Tra i Paesi finiti  nel mirino dell'organizzazione, rientra la Cina, accusata per la  violenta repressione della minoranza uigura nello Xiniang dello scorso  anno, la Russia per non aver trovato i colpevoli dell'uccisione di  giornalisti, attivisti e oppositori politici e Israele e Palestina per  non aver accettato l'analisi del Rapporto Goldstone sulle responsabilit&agrave;  nel conflitto di Gaza. L'Amministrazione Obama, secondo il rapporto, &egrave;  colpevole di non avere ancora chiuso la prigione di Guantanamo entro lo  scorso gennaio, come aveva annunciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Amnesty International ha lanciato un appello particolarmente forte al  governo italiano per abolire il reato di 'immigrazione clandestina'.  "Le autorit&agrave; italiane hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e  richiedenti asilo, lasciandoli in mare per giorni senza acqua e cibo",  si legge nel rapporto. Bocciata anche l'assenza del reato di tortura nel  codice penale italiano, che si sarebbe potuto applicare al caso di  Stefano Cucchi, morto dopo una settimana di detenzione per sospetti  maltrattamenti e abusi da parte delle forze dell'ordine. E'  inaccettabile, secondo l'organizzazione per i diritti umani, anche la  condizione dei rom italiani, "vittime di sgomberi forzati illegali a  Roma e Milano, e a cui &egrave; impedito un equo accesso all'istruzione,  all'alloggio, alle cure sanitarie e all'occupazione."</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro degli  Esteri, Franco Frattini, ha rispedito al mittente le critiche. "L'Italia  &egrave; certamente il Paese europeo che ha salvato pi&ugrave; persone in mare", ha  dichiarato Frattini. Il ministro ha definito indegne le accuse di  Amnesty International. Laura Boldrini, rappresentante dell'Alto  commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) ha lodato  l'impegno degli italiani nelle operazioni di salvataggio, ma ha anche  ricordato che dal 6 maggio 2009 l'Italia respinge in Libia gli immigrati  irregolari, incluso chi avrebbe diritto a richiedere l'asilo politico  come i migranti provenienti da Somalia e Eritrea.</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Italia, una giornata di mobilitazione nazionale in sostegno degli attivisti della Flotilla</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=590&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Venerd&igrave; 4 giugno a Roma si svolger&agrave; una  manifestazione per chiedere il rilascio degli attivisti, la cessazione  degli accordi di cooperazione tra Italia e Israele e il boicottaggio  dell'economia israeliana</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/29/293/2935/29359.jpg" alt="" width="220" height="185" />Dopo l'attacco sferrato dalla Marina militare  israeliana in acque internazionali contro le navi della <em>Freedom  Flotilla</em>, si moltiplicano nei diversi Paesi le manifestazioni di  protesta contro la brutalit&agrave; usata dall'esercito di Israele nei  confronti degli attivisti, molti dei quali sono ancora nelle mani delle  autorit&agrave; di Israele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in Italia nelle principali citt&agrave; si sono svolti presidi e  cortei per protestare "contro l'arroganza e la violenza militare  israeliana e contro l'atteggiamento di una comunit&agrave; internazionale che  continua a rendersi complice, garantendo l'impunit&agrave; ai crimini di un  Paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue  politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla  mobilitazione in tutte le citt&agrave; italiane, finch&eacute; tutti gli attivisti  internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo proposito, venerd&igrave; 4 giugno nel pomeriggio &egrave; stata  proclamata una giornata di mobilitazione nazionale per chiedere  "l'immediato rilascio degli attivisti internazionali della Freedom  Flotilla, l'immediata interruzione degli accordi di cooperazione fra  Italia e Israele, il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro  l'economia di guerra israeliana". Il ritrovo &egrave; fissato in Piazza della  Repubblica alle ore 17, il corteo proseguir&agrave; poi verso Piazza del  Popolo.</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>"Bold Native", un film sulla liberazione animale</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=589&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><strong>In uscita per questa estate un film  sulla liberazione animale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riporiamo dal sito ufficiale <a href="http://www.boldnative.com" target="_blank"> www.boldnative.com</a> una traduzione della presentazione del film in attesa  di poterlo vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Traduzione a cura di <a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank"><strong>Laboratorio  Antispecista</strong></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br /></em></p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="bold native" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/bold-native.jpg" alt="bold native" width="200" height="260" /><strong>Bold Native</strong> &egrave; il  risultato di circa dieci anni di lavoro portato avanti da centinaia di  persone.&nbsp; Fu pensato nell&rsquo; estate del 2001. e portato a termine da enis  Henry Hennelly, Casey Suchan, Mary Pat Bentel, Jeff Bollman, Jessica  Hagan, Todd Helbing, Ted Deiker, Jashub Absher, Danielle Lurie, Jimmy  Franklin, Peter Alton, Goody-B Wiseman, ed anche molti altri che non &egrave;  possibile nominare qui.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla prima scintilla dell&rsquo;inizio ad  oggi, abbiamo osservato come attacchi terroristi, regimi oppressivi, e  leggi draconiane abbiano cambiato radicalmente il panorama della  protesta politica e sociale nel nostro paese ed nel mondo. Abbiamo  mantenuto una speranza di poter creare un film che parlasse delle  speranze e dei sogni di milioni di persone compassionevoli e della  sofferenza di milioni di animali non-umani che in ogni momento ha  pervaso i nostri cuori e le nostre menti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del film non sarebbe  stata possibile senza la generosit&agrave; e la gentilezza di chi ha dedicato   il proprio tempo e il proprio impegno Il film &egrave; dedicato a tutti loro. E  &egrave; dedicato a quelle donne e quegli uomini senza nome che rischiano con  coraggio la loro libert&agrave; per dare la libert&agrave; ad un altro essere vivente.  &Egrave; dedicato agli individui e ai  gruppi che lottano per un cambiamento  legislativo e sociale, si impegnano per sensibilizzare la cittadinanza, e  si preoccupano di animali abusati.  E&rsquo; &egrave; dedicato ai milioni di animali  che non sono stati salvati e e  la cui breve permanenza sulla nostra  Terra &egrave; stato riempita con dolore e tristezza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E&rsquo; dedicato a tutti coloro che guardando  questo trailer  diranno &ldquo;S&igrave;. E&rsquo; venuto il tempo di rifiutare la nozione  che il risparmio di una vita o la protesta contro un&rsquo; industria sia  terrorismo o violenza.&nbsp; S&igrave;, c&rsquo;&egrave; qualche cosa pi&ugrave; importante del nostro  piacere momentaneo o la nostra convenienza. S&igrave;, le vite che noi  reclamiamo e il loro benessere hanno valore, non importa che siano  diversi  dai nostri&rdquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte <strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">Laboratorio Antispecista</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
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</p></p>]]>
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<item>
<title>Venduto dal padre, cresciuto dai lupi</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=588&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Dai 7 ai 19 anni Marcos ha  vissuto con gli animali. In un film la sua avventura</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1619" alt="" width="220" />MADRID - A Natale arriva sugli schermi spagnoli &laquo;Entre Lobos&raquo; (Tra i lupi), un  film che il quasi sconosciuto regista Gerardo Olivares ha appena finito  di girare. Una pellicola che promette di essere un grande successo.  Primo, perch&eacute; racconta una storia straordinaria. Secondo, perch&eacute; la  storia in questione &egrave; vera. Marcos Rodr&iacute;guez Pantoja - che nella parte  finale del film interpreta se stesso - &egrave; el ni&ntilde;o-lobo, il bambino lupo,  che &egrave; stato adottato per 12 anni, tra i 7 e i 19, da un branco. Oggi  Marcos di anni ne ha 64 anni, vive a Rante, un paesino della Galizia, ma  la sua storia &egrave; ben pi&uacute; drammatica di quella raccontata da Kipling nel  &laquo;Libro della giungla&raquo;.<br /> <br /> Siamo negli anni &lsquo;50, in piena dittatura franchista, in quel paradiso di  400 km quadrati, pieno di boschi, montagne e fiumi della Sierra Morena,  tra Siviglia e Cordova. Marcos &egrave; il terzogenito di un boscaiolo. La  miseria incombe, la madre muore, il padre, che si risposa, va tutto il  giorno nei boschi per estrarre carbone vegetale dagli alberi bruciati.  La madrigna sfoga frustrazione, rabbia, fame, povert&agrave; contro Marcos e  fino a convincere il marito a vendere il figlio a un pastore, che poco  dopo muore. E cos&igrave; Marcos rimane solo.<br /> <br /> Il film parte proprio da qui. Le scene sono state girate nella Sierra  Morena, in Andalusia, con lupi nati in cattivit&agrave;, ma di razza selvatica.  Quando hanno incontrato Marcos, hanno cominciato a ululare, a leccarlo e  a fargli le feste. Gli hanno riconosciuto una specie di &laquo;appartenenza&raquo;  cos&igrave; come hanno fatto gli animali della stessa specie gi&agrave; durante il  loro primo incontro: &laquo;Morto l&rsquo;uomo che mi aveva comprato mi sono  rifugiato nei boschi - racconta oggi Marcos Rodr&iacute;guez Pantoja - non mi  avvicinai mai a un essere umano perch&eacute; temevo che mi riportassero a  casa, dalla mia matrigna. Il primo contatto con i lupi avvenne di sera.  Stavo in una grotta piena di lupetti, a cui rubai un pezzo di carne per  la fame&raquo;. E poi aggiunge: &laquo;Torn&oacute; la mamma lupa, mi vide, si accorse dai  resti vicino a me, cap&igrave; che avevo tolto il cibo ai cuccioli e mi spinse  con una zampata contro la roccia. Poi mi guard&oacute; negli occhi e mi  avvicin&oacute; della carne che aveva appena cacciato. Diventai parte della  famiglia&raquo;.<br /> <br /> Marcos, che adesso fa il contadino e si &egrave; riabituato a vivere come un  umano (l&rsquo;abitudine che gli &egrave; costata di pi&ugrave; &egrave; stato il letto), ha  vissuto come Mowgli. Vestiva con la pelle dei cervi che uccideva,  correva con i lupi e ne impar&ograve; il linguaggio. &laquo;L&rsquo;ululato mi fa ancora  bollire il sangue nelle vene&raquo;, assicura e spiega il suo ritorno alla  civilt&agrave;: &laquo;Un giorno mi circond&oacute; la Guardia Civil a cavallo. Avevo i  capelli lunghi fino alla cintura, scurissimo di pelle per il sole e la  sporcizia, vestito di pelli e con i piedi ricoperti di pelle ruvida e  calli, non avevo mai portato scarpe. Cercai di scappare ma mi  catturarono, mi portarono da un prete che mi sped&iacute; a Madrid da suore che  mi bloccarono la schiena tra due assi per riabituarmi a camminare  dritto&raquo;.<br /> <br /> Un rientro alla civilt&agrave; non semplice, ma necessario. &laquo;Dopo un primo  momento di celebrit&agrave;, ho trovato lavoro alle Baleari. Quando si  ricordavano di farlo, mi pagavano pochissimo e in nero. Ad aiutarmi &egrave;  stato un poliziotto in pensione che mi ha portato in Galizia&raquo;. E Marcos,  alla vigilia di un successo cinematografico che pare assicurato, &egrave;  felice? &laquo;Lo sono stato. I veri lupi sono gli uomini&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Sesso con animali, scovato sito con foto pedopornografiche </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=579&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/05_polizia_cc/polizia_postale--400x300.jpg" alt="" width="220" height="165" /><span>&nbsp;</span>Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - "<span style="font-weight: bold;">Spuntano diversi siti  con immagini di bambine e bambini impegnati a fare sesso con animali</span>,  il tutto con una semplice ricerca su internet, la ricerca realizzata  dal gruppo degli esperti telematici di Aidaa ha portato alla scoperta di  alcuni siti contenenti centinaia di immagini e filmati di chiaro  contenuto pedopornografico liberamente e facilmente scaricabili dalla  rete". E' quanto denuncia Aidaa, associazione italiana per la difesa di  animali e ambiente. Il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce ha  immediatamente provveduto a inviare una denuncia alla polizia postale  segnalando il sito pedopornografico e chiedendone la immediata chiusura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>''Abbiamo passato ogni limite - afferma Croce - siamo all'abominio  abbiamo scovato un sito contenente centinaia di filmati liberamente  visionabili che contengono scene esplicite di bambini impegnate in  azioni sessuali complete con animali. Ora ci auguriamo che da una parte  questi siti vengano definitivamente oscurati, e che dall'altra parte il  legislatore una volta per tutte si decida a dichiarare reato penale il  sesso con animali".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"In particolare- continua Croce- ci auguriamo che vengano perseguiti  coloro i quali hanno scaricato anche in Italia questi filmati che  definire schifosi e' un eufemismo. La nostra battaglia contro i reati  che vedono coinvolti animali in rete continua senza sosta, in questo  caso- conclude Croce-siamo ancora piu' motivati nel denunciare la  situazione in quanto oltre agli animali questi video porno hanno come  coprotagonisti i bambini. Mettiamo davvero la parola fine a queste  orrende e orribili vicende".</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte www.adnkronos.com</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Animali da macello</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=576&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>FACCIAMO UN PO' DI  CHIAREZZA !</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img src="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/800px-Bufala1.jpg" alt="" width="615" height="460" /><br /></strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><strong>E' ridicolo battersi per i diritti  degli animali, gridare  allo  scandalo per la caccia, strapparsi le vesti per il randagismo o per  i   combattimenti tra i cani, inveire contro l'uso delle pellicce&nbsp; e  della  vivisezione, inveire contro le  carceri e la pena di morte e non  spendere una parola contro la  macellazione;  tutte le violenze sono  esecrabili, soprattutto quelle contro deboli e  indifesi.</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Per non turbare il sonno degli uomini, i  mattatoi  iniziano la loro  attivit&agrave; alle prime luci dell'alba, a quella ora  generalmente  si  esegue anche la tortura e la pena di morte; il bovino arriva al   mattatoio  terrorizzato, ha appena visto morire i suoi&nbsp; fratelli, sa  la  sorte che lo attende e  lo stress avvelena il suo&nbsp;  sangue;&nbsp; senza  anestetico,  una pistola lo stordisce alla testa e stramazza a terra,  per&ograve; &egrave; ancora  vivo e  sente dolore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Viene agganciato con un uncino ad una  zampa posteriore e  sollevato  da terra con un argano, il peso disintegra i legamenti della  zampa e   il dolore aumenta, l'animale sente tutto, vede e mugola;&nbsp; un  addetto  gli taglia la gola e lo  sventra, per&ograve; il suo cuore ancora batte. Con lo  stacco della testa,  cessa di  vivere anche se ci sono ancora piccoli  movimenti d'assestamento, da quel   momento, smette di lamentarsi &egrave;  diventa carne da macello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La macellazione dei maiali &egrave; peggiore,  gli animali sono  storditi,  sgozzati e poi gettati ancora coscienti nelle vasche d'acqua  bollente,&nbsp;  in un solo colpo, muoiono  annegati e ustionati; quello che succede ai  tonni delle tonnare &egrave;  incredibile,  come quello che succede alle balene  e agli squali; i gamberi cuociono  vivi,  piangendo e urlando. Tutto  sommato, sono pi&ugrave; fortunati gli animali  selvatici  impallinati durante  la caccia, si sono risparmiate prigione, catene,  terrore e   macellazione, per&ograve; solo loro hanno gli avvocati contrari alla caccia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le vacche da latte sono chiuse in  stalle di cemento,  impedite nei  movimenti, mangiano cibo innaturale e ricevono farmaci,  hanno  mammelle  enormi, doloranti e infette; sono macellate al massimo a 7 o 8  anni,   quando ne potrebbero vivere 30; hanno rubato loro latte e vitellini,   per&ograve;, morte  giovani, hanno evitato di impazzire. I maiali non vedono  mai il sole,  gli  allevamenti sono prigioni sovraffollate dove l'aria,  irrespirabile e  puzzolente,  avvelena il loro sangue e quindi la loro  carne che mangiamo; i cibi  animali che  mangiano sono robaccia,  contengono antibiotici, ormoni della crescita ed   estrogeni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi animali vivono nei lager di  tortura, chiamati  stalle  moderne, oggi si sa che i maiali sono intelligenti come i cani;&nbsp;   l'alimentazione di carne animale genera  sofferenze indescrivibili, ne  sono vittime gli animali pi&ugrave; docili che  non fanno  male a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In ben 4 concili, Ankara (314),  Gangrense (324) Braga  (577)  Aquisgrana (816), la chiesa si espresse contro gli animali,  invitando&nbsp; a  mangiar carne e condannando i  vegetariani; il 14.3.2000, il cardinale  Giacomo Biffis ha affermato&nbsp;  che l'Anticristo, cio&egrave; il diavolo,   sarebbe apparso come un vegetariano, un animalista ed un pacifista; nel   maggio  del 2003 il vescovo d'Orvieto, Lucio Grandoni, ha affermato che  avrebbe  voluto  mettere a morte gli animalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel maggio del 2003 a Bologna,  Monsignor Zaffara, durante   un'omelia, afferm&ograve; la superiorit&agrave; degli uomini sugli animali, che la   natura non  era sacra, che non esistevano doveri verso gli animali, che  solo l'uomo  era  ragionevole mentre l'animale non aveva dignit&agrave;, che  equiparare l'uomo  all'animale degrada la sua dignit&agrave;; la chiesa &egrave; stata  sempre padrona di  terre  dove si pratica anche l'allevamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel  dicembre del 2003 Mons. Angelo Scola ribad&igrave; la  centralit&agrave;  dell'uomo nel creato e che antropocentrismo e cristianesimo  erano   indissolubili, perci&ograve; la chiesa non si &egrave; fatta sentire contro   vivisezione e  macelli. San Paolo invitava a mangiare tutto (Corinzi  9,9; 10,25), per  Sant'Agostino gli animali erano privi d'intelligenza,  per San Tommaso&nbsp;  erano privi d'anima, si potevano  uccidere e mangiare  perch&eacute; la divina provvidenza li aveva dati in uso  all'uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sant'Edoardo  Confessore ha esaltato la caccia; per la  chiesa, la  bestia &egrave; l'ultimo gradino della creazione, perci&ograve;, uccidendo  gli   animali, si dimostra la superiorit&agrave; dello spirito sulla materia. Per   vari  teologi gesuiti, l'animale non ha diritti, non possiamo avere  doveri  verso  creature che possiamo mangiare, gli animali sono beni  mobili e perci&ograve;  non  abbiamo doveri di carit&agrave; verso gli animali, come  non li abbiamo verso le  pietre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell'agosto del 1993 la rivista dei  gesuiti, Civilt&agrave;  Cattolica,  attacc&ograve; i vegetariani affermando che, con la loro piet&agrave; per  gli   animali, dissimulavano la loro spietatezza. I preti hanno sempre dato   pessimi  esempi, nell'omelia domenicale non hanno quasi mai invitato i  fedeli a  rispettare gli animali e solo recentemente hanno preso a fare  discorsi  contro la  mafia; gli animalisti sono molto diversi da loro,  perch&eacute; sostengono che  l'amore  deve essere esteso a tutte le creature  viventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Malebranche (1638-1715), gli  animali mangiano  senza  piacere, non provano dolore, crescono senza saperlo, non  desiderano   niente, non temono niente, non conoscono niente; non sufficiente   manifestare il  nostro disaccordo, a dire il vero, in passato queste  cose sono state  pensate dai  principi anche nei confronti del basso  volgo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vale la pena di ricordare  che erano vegetariani Pitagora, Krishna,  Zoroastro, Budda, Talete,  Aristotele,  Platone, Socrate, Diogene,  Epicureo, Ippocrate, Galeno, Porfirio,  Orazio, Marco  Aurelio,  Lucrezio, Seneca, Ovidio, Cicerone, Plutarco, Eraclito,  Raffaello,   Giotto, Michelangelo, Galilei, Leonardo da Vinci, William Shakespeare,   Darwin,  Rousseau, Voltaire, Tolstoi, Nietsche, Bertrand Russell e  Albert  Enstein.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avevano predicato l'astinenza dalla  carne anche San  Girolamo,  Sant'Ambrogio, San Benedetto,  Santa   Caterina da Siena, San Francesco d'Assisi; oggi sono vegetariani Umberto    Veronesi, Margherita Hack, Zichici, Harold Ehret; in Italia i   vegetariani sono 7  milioni ed in Europa, malgrado la congiura del  silenzio, il consumo di  prodotti  animali diminuisce.</p>
<p>In Italia gli atei sono pi&ugrave; dei  vegetariani,  ma Radio Apostolica  Italiana, cio&egrave; la RAI, che &egrave; un servizio pubblico,  pagato  con i soldi  dei cittadini, non ce lo ricorda mai; per&ograve; pare che nemmeno  gli   intellettuali si preoccupino molto della sorte degli animali da  macello.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si vuole a tutti i costi nascondere la  verit&agrave;, oggi il  terzo mondo  arricchito desidera mangiare pi&ugrave; carne, &egrave; successo anche a  noi;   l'informazione drogata, per non offendere societ&agrave; farmaceutiche ed   allevatori,  non ci ricorda che la dieta vegetariana &egrave; pi&ugrave; sana. Oggi in  Italia  bandiere del  vegetarianismo, dell'igienismo e dell'animalismo  sono Franco Libero  Manco  dell'Ava di Roma, Carmelo Scaffidi dell'ABIN  di Bergamo, Luigi Boschi,  Valdo  Vaccaro e&nbsp; Matt Traverso.</p>
<p style="text-align: right;">di Valdo Vaccaro</p></p>]]>
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<title>Legge bavaglio e censura in rete</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=575&amp;user=88</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>BLOG: DI RETTIFICA SI CHIUDE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Dal blog di Antonio Di   Pietro</em></strong></p>
<p>La cosa pi&ugrave; sconvolgente del <strong><em>disegno di legge sulle   intercettazioni</em></strong> approvato dalla Commissione Giustizia del   Senato &egrave; che pi&ugrave; si va avanti nell&rsquo;iter legislativo e pi&ugrave; viene   peggiorato. Ciascun esponente della maggioranza vuole aggiungerci   qualcosa di suo per lasciare il suo <strong><em>segno</em></strong><em> <strong>indelebile   di censore</strong></em> e far piacere al capo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro della censura sar&agrave; soprattutto  chi &ndash; come molti di voi &ndash;  scrive notizie in rete. Perch&eacute; con queste  nuove norme <strong><em>tutti</em></strong> <strong><em>i siti</em></strong> (anche quelli amatoriali e non  registrati come testate giornalistiche)  diventano come i giornali, <strong><em>soggetti  quindi all&rsquo;obbligo di  rettifica regolato dalla &ldquo;Legge sulla stampa&rdquo;.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualsiasi persona che sar&agrave; citata su un  sito o blog potr&agrave; fare richiesta  di rettifica: in questo caso, <strong><em>il  blogger</em></strong> &ldquo;deve pubblicarla entro quarantotto ore dalla  richiesta, con le stesse  caratteristiche grafiche, la stessa  metodologia di accesso al sito e la  stessa visibilit&agrave; della notizia cui  si riferiscono&rdquo;. Per chi non  rispetta tempi e modi previsti, la  sanzione non &egrave; irrisoria: <strong><em>si  rischia una multa fino a  12.500 euro.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><br /></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo vuol dire che dietro un blog o un  sito amatoriale deve sempre  essere disponibile qualcuno per pubblicare  la rettifica. Il blogger non  pu&ograve; andare pi&ugrave; in vacanza, assentarsi il  fine settimana, decidere di  prendersi un periodo di pausa dalla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure ci si immagina che dietro ciascun  portale &ndash; anche amatoriale &ndash; ci  sia sempre una redazione. <strong><em>&Egrave;  la tomba della libert&agrave; di  informazione in rete.</em></strong> Soprattutto ora che si &egrave; visto che  grazie a Internet si possono creare  mobilitazioni importanti, senza la  necessit&agrave; di grandi risorse  economiche o dell&rsquo;appoggio dei grandi  giornali.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Non sorprende questo <strong><em>accanimento  censorio contro la libera  circolazione delle idee</em></strong>: &egrave;  tipico dei regimi in agonia. La  storia lo insegna, da Mussolini a  Ceausescu. Nel momento di esalare  l&rsquo;ultimo respiro i dittatori hanno  stretto sempre pi&ugrave; le loro maglie  censoree.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma pi&ugrave; lo facevano e pi&ugrave; le voci   dell&rsquo;opposizione si alzavano forti. Per questo &egrave; venuto il momento di   urlare il nostro rifiuto. Pi&ugrave; forte sar&agrave; e prima arriver&agrave; la fine del   regime berlusconiano.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Dal&nbsp;<a href="http://www.antoniodipietro.com/2010/05/e_la_tomba_della_liberta_di_in.html" target="_blank">blog di Antonio Di Pietro</a>, 27 Maggio 2010, Ripreso   dal blog http://georgiamada.splinder.com</p></p>]]>
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<title>Israele: No al trattato di non proliferazione nucleare</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=573&amp;user=88</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="Ban Ki-Moon (Reuters)" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2010/05/29/0L2RTWJR--140x180.jpg" alt="Ban Ki-Moon (Reuters)" width="140" height="180" /><span style="font-weight: bold;">TEL AVIV</span> -  La Conferenza di revisione del Trattato di non  proliferazione nuclearie (Tnp) venerd&igrave; sera a New York aveva concluso i  lavori con una dichiarazione finale che ripropone l'idea di un Medio  Oriente senza armi atomiche. Sabato Israele ha chiarito che non  parteciper&agrave; e non accetter&agrave; di essere sottoposto a ispezioni. Lo afferma  in un comunicato ufficiale Nir Hefetz, consigliere per la stampa del  premier Benyamin Netanyahu. La risoluzione del Tnp &laquo;&egrave; sbagliata alla  base, e intrisa di ipocrisia&raquo; ha aggiunto Hefetz. La risoluzione del  Tnp, secondo Hefetz, &laquo;ignora la realt&agrave; del Medio Oriente e le minacce  vere che da esso giungono per il mondo intero. Quella risoluzione si  concentra invece su Israele, unico Stato al mondo su cui incomba una  minaccia di distruzione. Al contrario l'Iran, che viola pubblicamente il  Tnp e dichiara apertamente di voler cancellare Israele dalla faccia  della terra, non viene menzionato nella risoluzione&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: bold;">ACCORDO </span>- Il documento finale  dell'Onu auspica che Israele aderisca al Tnp mettendo le sue testate  nucleari, mai dichiarate ufficialmente, sotto il controllo dell'Agenzia  internazionale per l'energia atomica.  Il presidente degli Stati Uniti  Barack Obama ha accolto con soddisfazione l&rsquo;accordo, definito  &laquo;equilibrato e realista&raquo;, ma ha sottolineato anche il proprio &laquo;forte&raquo;  disaccordo con il fatto che Israele sia l&rsquo;unico Paese menzionato nella  sezione dedicata alla denuclearizzazione del Medio Oriente. Viene  indetta per il 2012 una conferenza internazionale per la  denuclearizzazione del Medio Oriente e l&rsquo;eliminazione dalla regione  delle armi di distruzione di massa. Fonti della Casa Bianca hanno per&ograve;  reso noto che - pur approvando l&rsquo;ipotesi di una Conferenza  internazionale - questa si svolger&agrave; solo &laquo;se le necessarie condizioni  saranno soddisfatte&raquo;: ovvero, se Israele accetter&agrave; di parteciparvi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: bold;">NON VINCOLATI </span>- &laquo;Il problema  vero degli armamenti di distruzione di massa in Medio Oriente non ha a  che vedere con Israele, ma con quei Paesi che pur avendo sottoscritto il  Tnp lo hanno violato con faccia tosta, continuando al tempo stesso a  fomentare il terrorismo: l'Iraq di Saddam Hussein, la Libia, la Siria,  l'Iran. Ne consegue - afferma Hefetz - che la risoluzione del Tnp non  solo non favorisce la sicurezza regionale, ma la allontana. Come Paese  che non ha aderito al Tnp - prosegue Hefetz - Israele non &egrave; vincolato  alle sue decisioni e non gli attribuisce alcuna autorit&agrave;. Visto il  carattere distorto della risoluzione, Israele non prender&agrave; parte alla  sua realizzazione&raquo;. Hefetz ha cos&igrave; proseguito: &laquo;Prendiamo nota delle  precisazioni importanti che abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti. La  questione sar&agrave; sollevata nell'incontro di marted&igrave; prossimo fra Obama e  Netanyahu&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: bold;">&laquo;BAN KI-MOON COME WALDHEIM&raquo;</span> -   Il senatore del Pdl Luigi Compagna, componente della commissione Esteri  di Palazzo Madama, si schiera dalla parte di Israele e accusa il  segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon di essere il &laquo;continuatore&raquo; di  Kurt Waldheim, l'austriaco che aveva fatto parte dell'esercito nazista e  che tra il 1972 e il 1981 fu il segretario generale delle Nazioni  Unite.</p>
<p style="text-align: right;">fonte corriere.it</p></p>]]>
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<title>Rapporto Annuale 2010: "Le lacune della giustizia globale sono una condanna per milioni di persone"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=571&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.amnesty.it/flex/images/a/4/d/D.61fac2f2f736465de006/Cs_Ra250.jpg" alt="" width="220" height="179" />Nonostante  il 2009 sia stato un anno fondamentale per la giustizia internazionale,  le lacune esistenti nella giustizia globale sono state acuite dal  potere della politica. &Egrave; quanto affermato da Amnesty International, che  ha presentato oggi il <strong class="userFormat1"><a href="http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010" target="_blank">Rapporto Annuale 2010</a></strong>.<br />&nbsp;<br />Nella  sua analisi sulla situazione dei diritti umani nel mondo nel periodo  gennaio - dicembre 2009,&nbsp; Amnesty International segnala violazioni in  159 paesi e punta il dito contro quei governi potenti che stanno  bloccando i passi avanti della giustizia internazionale, ponendosi al di  sopra delle norme sui diritti umani, proteggendo dalle critiche gli  alleati e agendo solo quando politicamente conveniente.&nbsp;<br />&nbsp;<br />"<em class="userFormat2">La repressione e l'ingiustizia prosperano nelle  lacune della giustizia globale, condannando milioni di persone a una  vita di violazioni, oppressione e violenza</em>" - ha dichiarato  Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty  International, nel corso della presentazione del Rapporto annuale  (pubblicato in Italia da Fandango Libri), che si &egrave; svolta questa mattina  presso l'Associazione della Stampa Estera di Roma. "<em class="userFormat2">I governi devono assicurare che nessuno si ponga al  di sopra della legge e che ogni persona abbia accesso alla giustizia,  per tutte le violazioni dei diritti umani subite. Fino a quando i  governi non smetteranno di subordinare la giustizia agli interessi  politici, la libert&agrave; dalla paura e dal bisogno rimarr&agrave; fuori dalla  portata della maggior parte dell'umanit&agrave;</em>" - ha affermato Weise.</p>
&nbsp;
<p>L'organizzazione per i diritti  umani ha pertanto rinnovato la richiesta ai governi di garantire che  renderanno conto del loro operato, dare piena adesione alla Corte penale  internazionale e assicurare che i crimini di diritto internazionale  saranno sottoposti a procedimenti giudiziari ovunque nel mondo. Agli  stati che rivendicano una leadership globale, tra cui quelli del G20,  compete la responsabilit&agrave; specifica di dare l'esempio.<br />&nbsp;<br />Il  mandato di cattura emesso nel 2009 dalla Corte penale internazionale nei  confronti del presidente del Sudan, Omar Hassan Al Bashir, per crimini  di guerra e contro l'umanit&agrave;, &egrave; stato un evento epocale che ha  dimostrato che anche un capo di stato in carica non &egrave; al di sopra della  legge. Tuttavia, il rifiuto da parte dell'Unione africana di cooperare,  nonostante la terribile violenza che ha colpito centinaia di migliaia di  persone nel Darfur, &egrave; stato un crudo esempio di come i governi  antepongano la politica alla giustizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A sua volta, la paralisi del  Consiglio Onu dei diritti umani sullo Sri Lanka, nonostante il governo e  le Tigri per la liberazione della patria Tamil si siano resi  responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e possibili crimini  di guerra, &egrave; stata la prova dell'inazione della comunit&agrave; internazionale  nei momenti di bisogno. Infine, le raccomandazioni del rapporto  Goldstone per accertare le responsabilit&agrave; di quanto accaduto nel  conflitto di Gaza attendono ancora di essere tenute in conto da parte di  Israele e Hamas.</p>
<p>A livello mondiale, le lacune  della giustizia hanno rafforzato un pernicioso reticolo di repressione.  Le ricerche di Amnesty International hanno documentato torture e altri  maltrattamenti in almeno 111 paesi, processi iniqui in almeno 55 paesi,  restrizioni alla libert&agrave; di parola in almeno 96 paesi e detenzioni di  prigionieri di coscienza in almeno 48 paesi.</p>
<p>Gli organismi per i diritti  umani e le attiviste e gli attivisti che li difendono sono finiti sotto  attacco in molti paesi, i cui governi hanno impedito loro di lavorare od  omesso di fornire protezione.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Nella regione Medio Oriente e  Africa del Nord, l'intolleranza dei governi nei confronti delle critiche  &egrave; stata sistematica in Arabia Saudita, Siria e Tunisia e la repressione  &egrave; aumentata in Iran.&nbsp; In Asia, il governo della Cina ha esercitato  ancora pi&ugrave; pressione verso chi provava a sfidare la sua autorit&agrave;,  attraverso arresti e intimidazioni di difensori dei diritti umani.  Migliaia di persone, a causa della forte repressione e delle difficolt&agrave;  economiche, hanno lasciato la Corea del Nord e Myanmar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spazio per le voci  indipendenti e per la societ&agrave; civile si &egrave; ridotto in alcune parti della  regione Europa e Asia centrale: inique limitazioni alla libert&agrave;  d'espressione hanno avuto luogo in Azerbaigian, Bielorussia, Russia,  Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan. Il continente americano &egrave; stato  tormentato da centinaia di omicidi illegali commessi dalle forze di  sicurezza in vari paesi tra cui Brasile, Colombia, Giamaica e Messico,  mentre negli Stati Uniti d'America &egrave; proseguita l'impunit&agrave; per le  violazioni dei diritti umani compiute nel contesto della lotta al  terrorismo. Governi africani, come quelli di Guinea e Madagascar, hanno  affrontato il dissenso con un uso eccessivo della forza e omicidi  illegali, mentre le voci critiche sono state oggetto di repressione, tra  gli altri, in Etiopia e Uganda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un impietoso disprezzo per le  popolazioni civili ha caratterizzato i conflitti. Gruppi armati e forze  governative hanno violato il diritto internazionale nella Repubblica  Democratica del Congo, nello Sri Lanka e nello Yemen. Nel conflitto di  Gaza e del sud d'Israele, le forze israeliane e i gruppi armati  palestinesi hanno ucciso e ferito illegalmente i civili. Migliaia di  persone hanno subito le conseguenze dell'escalation di violenza da parte  dei talebani in Afghanistan e Pakistan, cos&igrave; come degli scontri in Iraq  e Somalia. Nella maggior parte dei conflitti, le donne e le bambine  sono state stuprate o sottoposte ad altre forme di violenza da parte  delle forze governative e dei gruppi armati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra gli altri dati che emergono  dal Rapporto annuale 2010 di Amnesty International, si segnalano:</p>
<ul class="BLOBListSymbolDisc viewUL">
<li class="BLOBAlignLeft viewLI">gli sgomberi forzati di massa in  Africa, come in Angola, Ghana, Kenya e Nigeria, che spesso hanno fatto  sprofondare ancora di pi&ugrave; le persone colpite nella povert&agrave;;</li>
<li class="BLOBAlignLeft viewLI">l'aumento delle denunce di violenza  domestica contro le donne, degli stupri, degli abusi sessuali, degli  omicidi e mutilazioni successivi agli stupri in El Salvador, Giamaica,  Guatemala, Honduras e Messico;</li>
<li class="BLOBAlignLeft viewLI">lo sfruttamento, la violenza e le  violazioni che milioni di migranti della regione Asia e Pacifico hanno  subito in paesi come Corea del Sud, Giappone e Malesia;</li>
<li class="BLOBAlignLeft viewLI">il profondo aumento del razzismo, della  xenofobia e dell'intolleranza nella regione Europa e Asia centrale;</li>
<li class="BLOBAlignLeft viewLI">gli attacchi compiuti da gruppi armati  in alcuni casi apparentemente affiliati ad al-Qaeda, che in paesi come  Iraq e Yemen hanno acuito l'insicurezza.</li>
</ul>
<p>La dimensione globale di  milioni di persone spinte nella povert&agrave; dalle crisi alimentare,  energetica e finanziaria, ha dimostrato l'urgente bisogno di contrastare  gli abusi che determinano la povert&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em class="userFormat2">"I  governi devono essere chiamati a rispondere per le violazioni dei  diritti umani che causano e aumentano la povert&agrave;. La Conferenza Onu di  revisione degli Obiettivi di sviluppo del millennio, che si terr&agrave; a New  York a settembre, costituir&agrave; un'opportunit&agrave; per i leader del mondo per  passare dalle promesse a impegni vincolanti</em>" - ha proseguito Weise.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulle donne, in particolare  quelle povere, si abbatte il peso dell'incapacit&agrave; dei governi di  realizzare questi Obiettivi. Si stima che le complicazioni legate alla  gravidanza siano costate la vita a circa 350.000 donne. La mortalit&agrave;  materna &egrave; spesso la conseguenza diretta della discriminazione di genere,  della violazione dei diritti sessuali e riproduttivi e della negazione  del diritto alle cure sanitarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"<em class="userFormat2">Se  vogliono fare passi avanti negli Obiettivi di sviluppo del millennio, i  governi devono promuovere l'uguaglianza di genere e contrastare la  discriminazione contro le donne</em>" - ha sottolineato Weise.<br />&nbsp;<br />Amnesty  International ha chiesto agli stati del G20 ancora inadempienti (Arabia  Saudita, Cina, India, Indonesia, Russia, Stati Uniti d'America e  Turchia) di ratificare lo Statuto della Corte penale internazionale. La  Conferenza internazionale di revisione sulla Corte, che inizia a  Kampala, in Uganda, il 31 maggio, &egrave; un'occasione per i governi per  dimostrare il loro impegno nei confronti della Corte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante i gravi insuccessi  registrati nel 2009 nei tentativi di assicurare giustizia, molti  avvenimenti hanno fatto segnare dei progressi. In America Latina sono  state riaperte inchieste su crimini coperti da leggi di amnistia, come  dimostrano le epocali sentenze riguardanti l'ex presidente del Per&ugrave;  Alberto Fujimori, condannato per crimini contro l'umanit&agrave;, e l'ultimo  presidente militare dell'Argentina Reynaldo Bignone, condannato per  sequestri e torture. Tutti i processi celebrati dalla Corte speciale per  la Sierra Leone si sono conclusi salvo quello, ancora in corso, contro  l'ex presidente della Liberia, Charles Taylor.</p>
<p>"<em class="userFormat2">Il  bisogno di giustizia globale &egrave; una lezione fondamentale da trarre dallo  scorso anno. La giustizia porta equit&agrave; e verit&agrave; alle vittime, &egrave; un  deterrente nei confronti delle violazioni dei diritti umani e, in  definitiva, conduce verso un mondo pi&ugrave; stabile e sicuro</em>" - ha  concluso Weise.</p>
<p style="text-align: right;"><br />fonte Amnesty International Italia - Ufficio  stampa</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Giornata mondiale per l’abolizione delle botticelle</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=570&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">Sabato 29 maggio</span></span>, in piazza Campo dei Fiori, a Roma               dalle 14.00 alle 21.00 </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><span><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100528botticelle3-qz.jpg" alt="" width="220" height="197" />In occasione della giornata mondiale per  l&rsquo;abolizione delle carrozze trainate dai cavalli l&rsquo;OIPA organizza un  tavolo informativo, con cartelli, striscioni, ecc e naturalmente per  raccogliere le ultime firme per la petizione da consegnare a breve al  sindaco. Dopo un anno e mezzo dall&rsquo;ultimo incidente mortale ancora  nessun cambiamento reale per la condizione dei cavalli che trainano le  carrozze a Roma. In occasione della Giornata mondiale per l&rsquo;abolizione  delle carrozze turistiche a trazione animale <strong>il 29 maggio OIPA e  No alla Caccia organizzano un tavolo informativo su questo tema, che  sar&agrave; anche l&rsquo;ultima occasione per sottoscrivere la petizione per  l&rsquo;abolizione delle "botticelle".</strong> Le 5000 firme raccolte  verranno consegnate a breve al sindaco di Roma.<br /> <br /> Roma si conferma citt&agrave; nemica dei cavalli. Infatti sulle botticelle  ancora provvedimenti che non cambieranno di una virgola la condizione di  sofferenza e schiavit&ugrave; dei cavalli che le trainano. <strong>Con mesi di  ritardo l&rsquo;Amministrazione ha reso noto a marzo l&rsquo;elenco delle strade  "off-limits", dalle quali restano per&ograve; escluse tutte quelle pi&ugrave;  trafficate, fonte di stress e costante pericolo per i cavalli. </strong>Targhe  sulle carrozze, &rsquo;microchippatura&rsquo; degli animali, ambulanza veterinaria e  ipotetiche nuove stalle - queste le novit&agrave; introdotte dalle ultime  deliberazioni comunali - non hanno nulla a che vedere con la risoluzione  del problema, semmai, purtroppo, ribadiscono l&rsquo;intenzione di questa  amministrazione di voler mantenere ancora a lungo un&rsquo;attrazione  turistica del tutto obsoleta e anacronistica.<br /> <br /> Ci chiediamo come sia possibile che non si siano ancora presi  provvedimenti seri rispetto alla situazione di questi poveri animali.<br /> <strong>Pensiamo a cosa possa significare per un cavallo essere  sottoposto allo sforzo di trainare un peso di 700-800 kg, nel  congestionatissimo traffico di Roma e sotto il sole cocente.</strong> Tutto questo a quale scopo? E&rsquo; forse necessario torturare dei cavalli  per ammirare le bellezze della nostra citta? Le carrozze elettriche  potrebbero svolgere egregiamente questo compito senza infliggere inutili  sofferenze a questi nobili animali. Che quello delle botticelle venga  considerato dall&rsquo;amministrazione comunale un problema di poco rilievo lo  dimostra anche il fatto che <strong>il regolamento vigente viene  completamente ignorato.</strong> Durante i controlli dell&rsquo;Oipa &egrave;  capitato che alcuni vigili urbani, debitamente interrogati in merito,  non fossero a conoscenza delle regole alle quali si dovrebbero attenere i  vetturini, n&eacute; tanto meno di quali sanzioni andrebbero applicate in caso  di infrazione, e questo la dice lunga sullo stato attuale delle cose.<br /> <br /> Associazioni animaliste e ambientaliste, cittadini, e politici di  entrambe gli schieramenti hanno chiesto insistentemente in questi anni  che i cavalli venissero tolti dalle strade di Roma perch&eacute; gli incidenti,  nelle condizioni del traffico odierno - ben diverso da quello dei  secoli scorsi! - sono inevitabili. Come afferma il <strong>Ministro del  Turismo M. Vittoria Brambilla, "Le botticelle sono qualcosa di  assolutamente anacronistico, che non servono a una citta&rsquo; come Roma, la  quale attrae un numero altissimo di turisti ogni anno e non certo per le  botticelle.</strong> Le botticelle non solo non servono al turismo  romano ma gli creano un grosso danno. Non e&rsquo; possibile continuare ad  esercitare una simile violenza sugli animali".<br /> <br /> In occasione della giornata internazionale per l&rsquo;abolizione in tutto il  mondo delle carrozze turistiche a trazione animale (Horses Without  Carriages International Day) <strong>sabato 29 maggio, in piazza Campo  dei Fiori, dalle 14.00 alle 21.00,</strong> le associazioni OIPA e No  alla caccia allestiranno un tavolo informativo specifico sul tema delle  botticelle. <strong>Chiunque ritiene incivile far lavorare dei cavalli  in queste condizioni, per di pi&ugrave; per un servizio che ormai non ha pi&ugrave;  ragione di esistere al giorno d&rsquo;oggi, potr&agrave; venire ad apporre la propria  firma.</strong> Presso il tavolino saranno inoltre distribuite copie  del Regolamento del Comune di Roma per i Diritti degli Animali al fine  di informare il pubblico su quelle che sono le regole vigenti nel nostro  comune a tutela degli animali. Lo stesso regolamento verr&agrave; poi  consegnato a tutti i vigili che presidiano le piazze del centro di Roma  affinch&eacute; si attivino finalmente per sanzionare le irregolarit&agrave; commesse  dai vetturini.</span></p>
<p><br /> Info alla pagina <a href="http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/maggio_botticelle.html" target="_blank"> http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/maggio_botticelle.html</a></p></p>]]>
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<title>L'avvelenamento e il doping da carne</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=569&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/08/carne-di-manzo1.jpg" alt="" width="220" height="181" />Una bistecca e un prosciutto, si sa, non crescono sugli alberi. <br />Gli  animali definiti da carne vengono sottoposti a torture e violenze che  ripugnano ad ogni persona civile, ad ogni essere dotato di una  normalissima sensibilit&agrave; e cultura. <br /><br />E, quanto succede a questa  massa di creature sfortunate e abbandonate temporaneamente da Dio, non  riguarda solo la terrificante fase finale del macello, ma tutta la loro  vita da esseri sottoposti a carcere duro, con privazione dei pi&ugrave;  elementari diritti quali l&rsquo;ora d&rsquo;aria e di libert&agrave;, l&rsquo;ora di sole.  Creature inermi, pacifiche, intelligenti e senzienti, che hanno la sola  colpa di essere diverse dall&rsquo;uomo, di non avere mezzi fisici, legali e  sociali per difendersi, e che vengono discriminate e trattate alla  stregua di bestie infami da vessare, torturare, uccidere.<br /><br />Diciamo  pure che per fare gli allevatori, i macellai, i commercianti di  bestiame, serve una durissima e ruvida scorza di pellaccia e una massa  ossea impenetrabile intorno agli occhi, alle orecchie, al naso, al cuore  e al cervello. <br />Non per niente Pitagora rifiutava persino di  incontrare o di incrociare per strada questa categoria di persone, per  l&rsquo;imbarazzo, l&rsquo;avversione e il disgusto che gli procuravano. <br />L&rsquo;animale  in questione sta ancora masticando ignaro e tranquillo la sua quota di  fieno sulla mangiatoria.<br />Non sa ancora che la sua sorte &egrave; segnata, e  che qualcuno ha gi&agrave; deciso per lui la data e l&rsquo;ora del patibolo.<br />Ma,  non appena se ne accorge grazie alle sue sensibilissime antenne  telepatiche, i suoi muscoli gi&agrave; induriti dalla immobilit&agrave; della  stalla-carcere, si bloccano del tutto per un paio di giorni almeno e la  sua carne diventerebbe durissima e inutilizzabile dopo l&rsquo;assassinio in  tale stato.<br /><br />Per renderla meno dura, per far s&igrave; che la sua  bistecca diventi pi&ugrave; morbida e masticabile, l&rsquo;animale viene lasciato a  digiuno prima della barbara esecuzione. <br />Con questo stratagemma,  diminuisce la concentrazione di proteine fibrillari, cala il glucosio  nel sangue e aumenta l&rsquo;acqua trattenuta nella muscolatura. <br />E, mentre  l&rsquo;anima sua vola al pi&ugrave; alto dei cieli indurita dalle sofferenze  inflittegli, la sua carne rimasta in terra a disposizione dei carnefici  diventa a sua volta pi&ugrave; tenera e delicata.<br /><br />Dopo il rigor mortis,  inizia il processo di frollatura, che &egrave; una brevissima stagionatura  volta a rendere la carne ancora pi&ugrave; molle, e che prelude alla vera e  propria putrefazione. <br />Guai permettere per&ograve; che la putrefazione  avvenga a quel punto. <br />Sarebbe come far perdere ogni valore  commerciale al pezzo di cadavere che si sta maneggiando. <br />Occorre  giostrare in modo opportuno tra mollezza e putrefazione, col prezioso  aiuto del freddo, esattamente come si fa nell&rsquo;autopsia di una salma, per  determinarne le ragioni reali della morte o le condizioni reali dello  scomparso al momento del decesso.<br /><br />La putrefazione deve avvenire  non all&rsquo;esterno, ma all&rsquo;interno del corpo di chi manger&agrave; quel brandello  di cadavere. Il disfacimento, lo schifo, l&rsquo;orribile puzzo del  disfacimento, deve avvenire all&rsquo;interno dell&rsquo;uomo, dove ci sono le  condizioni ideali di caldo e umidit&agrave; per la disintegrazione di tale  ordigno ecologico. Cos&igrave; il cliente paga e riempie il proprio tubo  gastrointestinale di fetore e di veleni, mentre il macellaio sorride e  si guadagna il suo soldo.<br />L&rsquo;oltretomba del povero animale eliminato  finisce per essere situato nell&rsquo;apparato intestinale di qualche manciata  di uomini disposti a fare da cimitero chimico collettivo per i suoi  resti.<br />La carne diviene sempre pi&ugrave; flaccida e cedevole man mano che  avanza il processo di disgregazione cellulare e di disfacimento  proteico.<br /><br />Gli enzimi proteolitici cominciano a digerire  parzialmente le proteine (autolisi), liberando peptidi e aminoacidi, ai  quali si deve il caratteristico tanfo cadaverico, ovvero le  caratteristiche propriet&agrave; organolettiche (per dirla coi dietologi  filo-carnivori stile prof Calabrese). <br />Trattasi esattamente, per  meglio comprenderci, di quell&rsquo;odore nauseabondo che lasciano i topi  morti o gli altri animali morti in clima e ambiente caldo-umido. <br />Acidi  urici metabolici e altri residui tossici come scatolo, indolo,  putrescina e cadaverina, verranno prodotti in seguito. <br />Il freddo del  congelatore pu&ograve; solo interrompere, ritardare e attenuare tale  trasformazione.<br />La carne &egrave; molto deperibile e diventa facile preda di  una folla di microrganismi patogeni e di spore che la inquinano  irrimediabilmente.<br /><br />Gilbert e Dominic&eacute;, ricercatori belgi, hanno  provato mediante esperimenti che l&rsquo;assunzione di carne provoca nel tubo  intestinale un inquietante aumento di germi patogeni da 2000 unit&agrave; a 70  mila per mmc).<br />Pensiamo al bacillus enteridis, al bacillus  suipestifer, al bacillus clostridium, al bacillus streptococcus bovis,  al prione della mucca pazza, al bacillo del tifo e del paratifo, nonch&eacute;  alle 2700 sostanze chimiche proibite e catalogate composte da farmaci,  pesticidi, ormoni, antibiotici, e quanto altro si ritrova in quel  materiale orribile chiamato carne.<br /><br />Solo cotture ad altissima  temperatura potrebbero in qualche modo bonificarla. <br />Ma, in tal caso,  si distruggerebbe ogni gi&agrave; scarso valore nutritivo e gastronomico, e si  produrrebbero altre complicazioni. <br />Non dimentichiamo che anche una  cottura leggera distrugge gli enzimi e le vitamine del gruppo B, e  trasforma i grassi in acreolina, micidiale veleno per il fegato. <br />Oltre  alle tossine metaboliche c&rsquo;&egrave; poi l&rsquo;acido lattico da sforzo e da stress,  l&rsquo;adrenalina da paura accumulatasi nei fluidi dell&rsquo;animale (&egrave; risaputo  che le povere bestie captano, intuiscono, comprendono telepaticamente  che le si vuole uccidere).<br /><br />Tutte cose che si ripercuotono  pesantemente sul consumatore, causando femminilizzazione nei maschi e  cancri nell&rsquo;apparato genitale femminile (come nel caso del  dietil-silbestrolo), nonch&egrave; insensibilit&agrave; alle cure antibiotiche. <br />Una  lenta tossinfezione dovuta alla trasformazione batterica da eccesso di  proteine<br /><br />Ma &egrave; la facilit&agrave; con cui i residui digestivi della carne  tendono a putrefarsi nell&rsquo;intestino crasso, a preoccupare di pi&ugrave; gli  igienisti e i patologi. <br />E&rsquo; normale, si chiede Shelton, vivere di un  cibo che produce solo putrefazioni e veleni? <br />Il ristagno del bolo  intestinale significa digestione lenta e difficile, significa  stitichezza, significa enormi sprechi energetici, essendo la digestione  lunga l&rsquo;operazione pi&ugrave; costosa in termini di energia.<br /><br />Ogni buon  dietologo sportivo sa che &egrave; grave errore usare le proteine in funzione  energetica. <br />Nel colon proliferano poi i terribili batteroidi e  bifido-batteri, che sono i battistrada del cancro. <br />I resti degli  acidi biliari colico e desoiicolico, a contatto prolungato con le  sostanze prodotte dalla decomposizione della carne, danno origine a  pericolosi composti chimici come l&rsquo;acido apocolico e il  3-metilcolantrene, due potenti cancerogeni.<br /><br />Una dieta contenente  carne, e dunque grassi animali, porta a sviluppo di batteri intestinali  capaci di creare enzimi come il beta-glicoronidasi e  l&rsquo;alfa-deidrossilasi, e di creare steroli cancerogeni come il  coprosterolo.<br />Mancando invece del tutto, nel tubo gastrointestinale  fruttariano degli umani, l&rsquo;enzima uricase (che abbonda invece nei canidi  e nei felini, e serve a disintegrare e a rendere innocuo l&rsquo;acido  urico),<br />i malcapitati che perseverano nell&rsquo;alimentazione carnea si  ritrovano con gravissimi problemi di accumulazione ureica o gottosa.<br /><br />Dalle  carni e dal sangue ingerito gli deriva poi una lenta tossinfezione,  dovuta alla trasformazione batterica dell&rsquo;eccesso di proteine. <br />La  lisina si trasforma ahim&eacute; in cadaverina. Il triptofano si sdoppia in  scatolo e indolo. La cisteina e la metionina diventano etil e  metil-mercaptani. <br />Dagli altri aminoacidi si generano putrescina,  agmatina, istamina, tirosina, fenolo, metano, ammoniaca, biossido di  carbonio, idrogeno, acido acetico e alcol.<br /><br />Ecco spiegato il  penoso quadro patologico formato da feci dure e maleodoranti, gas  gastrici e gas intestinali, coliti, emorroidi, stipsi, pesantezza, mali  di testa, ipertensione.<br />Quando non si arriva agli estremi del cancro  allo stomaco, all&rsquo;intestino e al fegato. <br />Un motore che viene  costretto a funzionare con un carburante improprio e difettoso. <br />Un  motore che invece di cantare e funzionare al meglio, invece di bruciare  alla perfezione il suo gas senza lasciare residui e strascichi interni,  balbetta e scoppietta, va a 3 cilindri, come si dice in gergo  automobilistico.<br />Ecco spiegato pure il meccanismo della produzione di  radicali liberi in sovrabbondanza, e della insufficienza degli  antiossidanti corporali a contrastare il conseguente stress ossidativo  patito all&rsquo;organismo.<br />Ecco spiegato il diffondersi di malattie  incontrollabili e gravi, e l&rsquo;invecchiamento precoce del genere umano.<br />La  carne non dovrebbe mai entrare nell&rsquo;organismo degli uomini.<br /><br />E  meno che meno si dovrebbe dare ai bambini, nei quali produce nervosismo,  insonnia e alterazioni del ricambio. <br />Per tutti, grandi e piccini,  maschi e femmine, si profila con la carne un grave affaticamento degli  organi emuntori, ed in particolare del fegato, del pancreas e dei reni.<br /><br />I  test di massima velenosit&agrave; <br />Negli Usa, la Commissione per le  Malattie Cardiache (1970), la Commissione Parlamentare  sull&rsquo;Alimentazione (1977) e l&rsquo;Accademia delle Scienze (1980), hanno  dimostrato con dati inoppugnabili che la carne, assieme a tabacco ed  alcol, &egrave; uno dei fattori pi&ugrave; responsabili di mortalit&agrave; nei paesi del  benessere. <br />Nel Regno Unito, gli esperimenti dell&rsquo;Universit&agrave; di  Cambridge (dr Khaw e dr Welch) hanno dimostrato che l&rsquo;unico modo di  stare alla larga da cancro e cardiopatie &egrave; assumere almeno 5 volte pi&ugrave;  vitamina C naturale (e non sintetica), mediante un minimo di 5 pasti  giornalieri al giorno di frutta al naturale.<br /><br />I test antropologici  sulle origini <br />Tutte le ricerche e i test antropologici dimostrano  che l&rsquo;uomo dei primordi si alimentava di bacche di ogni genere, di  frutti e semi di ogni tipo, di granaglie e radici, di erbe e di miele.  In certe circostanze sapeva pure ottenere dagli animali uova, latte e  formaggi. Le carni in casi limitati furono sempre un cibo raro,  sporadico, eventuale, rituale, festivo. <br />Nell&rsquo;assieme, le ricerche  dimostrano che l&rsquo;uomo &egrave; nato ed &egrave; cresciuto nella storia come essere  frutto-vegetariano.<br /><br />I test del cibo-elettivo <br />Le due leggi di  Graham sul cibo elettivo dimostrano che:<br /><br />1) Esiste un rapporto  preciso e definitivo tra costituzione fisica di un animale e il suo cibo  elettivo,<br />ovvero il suo cibo normale e preferenziale<br /><br />2) Il  cibo elettivo &egrave; quello pi&ugrave; adatto, quello che serve al meglio i suoi  interessi biologici, psicologici,<br />conservativi e ambientali<br /><br />I  test delle scorie <br />Le recenti scoperte sul ruolo delle scorte  indigeribili nell&rsquo;alimentazione, o dei cosiddetti a-nutrienti,<br />hanno  inferto un altro duro colpo alla teoria dell&rsquo;onnivorismo umano. <br />Il  tubo digerente extralungo dell&rsquo;uomo necessita infatti di stimoli  regolatori che favoriscano il movimento peristaltico. <br />Ebbene, la  dieta frutto-vegetariana cruda ha queste capacit&agrave;, mentre quella carnea e  quella onnivora no. Le carni non lasciano scorie indigeribili, per le  quali &egrave; invece predisposta e adatta l&rsquo;intera capacit&agrave; dell&rsquo;intestino,  soprattutto nella parte definita colon e crasso.<br /><br />I test  sull&rsquo;acidit&agrave; del crasso <br />L&rsquo;intestino crasso, per funzionale al  meglio, deve mantenere un ambiente acido e non alcalino. <br />Ebbene,  frutti, grani, erbe e radici, che nella parte alta del tubo  gastrointestinale hanno rilasciato correttamente residui alcalini che  hanno mantenuto il sangue leggermente alcalino, nella parte bassa  dell&rsquo;intestino si ritrasformano quasi magicamente e rilasciano residui  acidi (acido acetico, acido carbonico, acido lattico). Mentre carni,  pesce, uova e latticini, che nella parte alta avevano rilasciato ceneri  acide e quindi dannose, acidificando il sangue e provocando domande di  calcio interno e causando osteoporosi e calcoli, nella parte bassa  lasciano perfidamente residui alcalini, a dimostrazione di quanto e come  essi siano dei non-cibi o meglio dei contro-cibi per l&rsquo;uomo.<br /><br />I  test sulla fame (prova del fuoco di Frate Girolamo Savonarola) <br />I  veri onnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente e  tramite fiuto da animali e da carogne animali, che vengono intesi come  cibo immediato e di urgenza. <br />Questo non accade con l&rsquo;uomo in genere,  e con le donne e i bambini in particolare, nei quali &egrave; pi&ugrave; forte e  sentito il retaggio della vita secondo natura.<br /><br />L&rsquo;essere umano  prova istintivamente ribrezzo e repulsione alla vista di ogni tipo di  sangue e di ogni tipo di cadavere. Persino un uomo dedito alla  trasgressione carnea, quando ha fame, sogna un piatto di pastasciutta, o  un minestrone, o una pizza o una torta. La fame &egrave; del resto un fenomeno  chimico originato proprio dalla carenza di carboidrati o zuccheri, non  certo di proteine.<br /><br />I test sul contenuto proteico del latte  materno <br />Il contenuto proteico di ogni diverso tipo di latte, &egrave; la  cartina di tornasole che sta a indicare la percentuale proteica  approssimativa di cui quell&rsquo;animale ha bisogno per mantenersi in salute.  <br />Il latte materno della specie umana &egrave; caratterizzato da un  contenuto proteico particolarmente basso, inferiore al 5 percento. Tale  percentuale &egrave; assai simile a quella che si trova nella frutta e nella  verdura allo stato naturale, che sono per l&rsquo;appunto il vero e unico cibo  di competenza dell&rsquo;umanit&agrave;.<br /><br />I test sul rilascio di radicali  liberi e sull&rsquo;ossidazione cellulare <br />Le ricerche mediche e  biochimiche di questi ultimissimi anni confermano come i cibi non  elettivi, i cibi impropri, i cibi concentrati, i cibi animali, i cibi  cotti, le bevande eccitanti, le bevande gassate, le bevande alcoliche,  gli stili di vita sbagliati, siano tutti fonti di imperfezioni e  disfunzioni organiche. <br />Disfunzioni organiche che portano ad  avvelenamenti, a tossiemie, ad infiammazioni interne e, in ultima  analisi, al rilascio di radicali liberi, a pericolosissimi stress  ossidativi, capaci di provocare malessere, malattie e invecchiamento  precoce.<br /><br />I test sulla legge del nutriente minimo <br />Ogni buon  dietologo, ogni biochimico responsabile sa che il corpo umano si  appropria del minimo che gli serve di ciascun micro-nutriente tra quelli  messi a sua disposizione. L&rsquo;eccesso di una sostanza nutritiva sulle  altre pu&ograve; solo causare deficienze a catena e disequilibri. Esistono  rapporti corretti, compatibilit&agrave; e incompatibilit&agrave;, simpatie e  avversioni precise tra le varie vitamine e i diversi minerali, per cui  occorre necessariamente stare sui cibi naturali e complessi, rifuggendo  da ogni versione concentrata e sintetica, rifuggendo il pi&ugrave; possibile da  integrazioni e supplementazioni che possano produrre effetti perversi e  imprevedibili all&rsquo;interno del nostro organismo.<br /><br />Che ci siano in  giro degli amici degli animali e degli animalisti &egrave; gi&agrave; un brutto segno.  Sta infatti a significare che esistono pure dei nemici e dei  persecutori di questi esseri che tutto meriterebbero fuorch&eacute; di essere  tormentati e torturati da chi &egrave; stato preposto a far loro da guida e dar  loro una mano.<br />La stessa considerazione vale per i vegetariani. Dire  che esiste un vegetariano o un miliardo di vegetariani non &egrave; affatto  cosa consolante. Come non &egrave; consolante che ci sia il vegetarianismo.<br /><br />Esso  esiste solo perch&eacute; c&rsquo;&egrave; della gente che si comporta in modo obbrobrioso  cibandosi di carne. <br />Se tutti gli uomini si comportassero da uomini  non staremmo a parlare di queste etichettature sociali.<br />Tutti gli  uomini nascono vegetariani e muoiono vegetariani, in quanto accompagnati  vita natural durante da un corpo e da un apparato gastrointestinale  invariabilmente frutto-vegetariano, per disegno, per struttura, per  funzioni e per caratteristiche bio-chimiche.<br /><br />Solo che una parte  di essi, e persino una parte preponderante di essi, tradisce e  trasgredisce alla propria natura, dando luogo a una massa di popolazione  disobbediente e a rischio, che arreca danno e pericolo alla natura  circostante e a se stessa. <br />Alla fine esiste in ogni caso una  quadratura del cerchio. <br />Il creatore ha fatto l&rsquo;uomo in un certo modo  e con certe caratteristiche e certe esigenze. <br />Sovvertire e  pervertire questo ordine non pu&ograve; che portare a effetti collaterali, allo  stesso modo dei farmaci e delle sostanze dopanti.<br /><br />L&rsquo;avvelenamento  procede per gradi a partire dallo svezzamento. Il lattante umano si  sviluppa e cresce armoniosamente finch&eacute; la sua dieta &egrave; quella  appropriata del latte basso-proteico di sua mamma contenente meno del 5  percento di proteine. <br />I guai e le deviazioni cominciano con le  intromissioni e la diseducazione pediatrica e sanitaria, con gli  omogeneizzati a base di carne e di pesce, che fanno conoscere ai  delicatissimi organismi infantili i primi drammi dell&rsquo;acidificazione del  sangue da eccesso proteico, delle malattie dell&rsquo;infanzia, che sono  tentativi di riequilibrio bloccati perfidamente, secondo atto del dramma  infantile, dalle vaccinazioni perpetrate a danno dei piccoli innocenti  che nulla possono dire e nulla possono obiettare.<br /><br />Poi, col  passare del tempo, le quote di proteine in eccesso tendono ad aumentare  ulteriormente in rapporto al tipo di educazione e di usanze, di  convinzioni, di cattivi esempi, di convenienze economiche, di influenze  esercitate dalle famiglie e dai diversi tipi di societ&agrave; civile in cui il  giovane &egrave; inserito.<br />Al termine di tutta la storia ci troviamo di  fronte a un adulto vegetariano che ha rovinato il suo organismo al punto  tale da sentirsi un essere forestiero ospitato in un corpo che non  apprezza e che non conosce, al punto tale da non riconoscere pi&ugrave; nemmeno  il cibo di sua pertinenza.<br /><br />Il veleno, quando non ti uccide  all&rsquo;istante, ti stordisce e ti droga, ti stimola e ti altera, poi di  deprime, in un continuo gioco alterno di alti e bassi che mette a dura  prova tutti gli organi, e che affatica il corpo al punto di procurargli  evidenti segni di decrepitezza. <br />Ma l&rsquo;avvelenato e il drogato da  carne non sa, non si rende conto di essere drogato al pari del fumatore,  del consumatore di caff&eacute; e t&egrave;, del consumatore abituale di farmaci, di  integratori minerali e di vitamine sintetiche. <br />La sua vita consiste  in un continuo susseguirsi di crisi di fame e crisi di sete, che la  carne non riesce se non parzialmente e temporaneamente a placare. <br />Queste  crisi violente e improvvise di fame hanno origini chiare e sono  spiegabilissime.<br /><br />Un pasto carneo &egrave; basato normalmente su un  eccesso proteico che va ben oltre quel 5 percento naturale dei lattanti  umani (corrispondente alla quota media giornaliera di 11 grammi di  proteine al giorno stabilite dalla Scuola Igienista Naturale Americana).  <br />Andare poi oltre i 25- 35 g di proteine al giorno significa varcare  la fatidica soglia della acidificazione e richiamare calcio interno  dalle proprie ossa. <br />Un pasto carneo &egrave; basato il pi&ugrave; delle volte su  un eccesso proteico che va ben oltre i limiti tollerati. <br />C&rsquo;&egrave; poi  della gente che tende a ingozzarsi di proteine all&rsquo;inverosimile,  puntando a livelli proteici vicini al 50 percento del totale calorico. <br />E  questo succede non solo nelle diete letali tipo quelle che suggeriva il  dr Atkins nei tempi andati, e che oggi ribadisce in Italia il prof  Calabrese, ma persino nelle diete comuni osservabili tra gli amici e i  conoscenti che ci circondano.<br /><br />Questi eccessi di proteine  producono una serie ininterrotta di putrefazioni gastriche e  intestinali, e un rilascio costante di residui velenosi che, associati  ai carboidrati (amidi, dolci, frutta) che seguono a ruota, vanno a far  scaturire altri fenomeni aberranti quali la fermentazione degli zuccheri  e l&rsquo;alcolizzazione del bolo e della massa di nutrienti ingeriti. <br />A  quel punto, la vena porta, destinata a convogliare i micronutrienti  disintegrati al fegato per le ulteriori trasformazioni e filtrazioni,  tende a rifiutare i medesimi e a indirizzarli verso il basso, ossia  verso il colon e l&rsquo;evacuazione.<br /><br />Solo che pus e alcol diventano  micidiali per il retto. Ne sanno qualcosa le emorroidi. Cos&igrave;, come  estrema difesa, il corpo cerca con testarda insistenza di inviare il  tutto al fegato per una qualche detossificazione.<br />Ma il fegato si  guarda bene dall&rsquo;accettare delle sostanze che lo danneggerebbero  perforandone i filtri come un colabrodo. <br />Cos&igrave; il tutto torna di  nuovo al colon per una evacuazione difficoltosa e penosa. <br />In  pratica, la maggior parte dei nutrienti contenuti nel cibo iniziale,  finisce per essere dispersa e sprecata, e finisce tra le acque nere dei  servizi igienici.<br /><br />E il sistema cellulare, i trilioni di cellule  in costante e trepida attesa di ricevere i nutrienti purificati dal  fegato, rimane sempre a corto di carburante, a corto di fruttosio, a  corto di acqua biologica.<br />Da qui le improvvise e violente crisi di  fame e di sete, da qui i suggerimenti dei medici di riempirsi  giornalmente di litri d&rsquo;acqua. <br />Questo &egrave; il tragico meccanismo del  deficit calorico, tipico di chi cerca il carburante zucchero di sua  competenza nel modo pi&ugrave; difficile e costoso possibile. <br />Ricavare  glucosio dalle proteine significa davvero esperire la via pi&ugrave; complicata  e dispendiosa. <br />Alla fine della trafila, il finto carnivoro che si &egrave;  rimpinzato di carne per un valore di 1000 calorie, corre il concreto  rischio di dover spendere 1200 calorie nei lunghi tempi di digestione di  un materiale improprio che mai avrebbe dovuto circolare nelle sue parti  interne. <br />Cos&igrave; la carne lo ha s&igrave; stimolato e gli ha s&igrave; dato delle  vampate di calore e vitalit&agrave;, ma nella realt&agrave; non lo ha nutrito affatto,  e lo ha al contrario depredato di nutrienti interni e persino di  calorie.<br /><br />Se chi ci ha disegnati e creati ha previsto che l&rsquo;adulto  sano deve fare 3 ore al giorno di intensa attivit&agrave; fisica, accelerando e  decelerando adeguatamente il suo ritmo cardiaco, e stimolando di  conseguenza la circolazione del sangue (legata al cuore) e quella del  sistema linfatico (legata al movimento in s&eacute;, in quanto il sistema  linfatico non &egrave; dotato di una sua pompa cardiaca come il sistema  sanguigno), una carenza di esercizio comporter&agrave; danni metabolici e  perdita di forza muscolare, mentre un eccesso di esercizio porter&agrave; a  sovra-produzione di acido lattico, a stanchezza e indebolimento.<br />Se  il creatore ha stabilito poi 2000 o 3000 calorie al giorno, tutte da  cibo appropriato e naturale, come quota ideale, l&rsquo;eccesso procurer&agrave;  sovra-peso e obesit&agrave;, mentre la scarsit&agrave; sar&agrave; causa di  sottoalimentazione, indebolimento e moria precoce delle cellule  sottoalimentate. <br />Se il creatore ha stabilito che ogni diverso  maschio adulto e sano si mantiene tale con tre rapporti sessuali al  giorno, o alla settimana, o all&rsquo;anno, da eseguirsi con emozione ed  entusiasmo, e non per costrizione, noia o abitudine, l&rsquo;eccesso procurer&agrave;  debolezza ed esaurimento, la scarsit&agrave; dar&agrave; origine nei maschi ad  accumuli di tensione e a incrementi di testosterone, a canizie precoce e  magari pure ad un atrofizzasi degli organi in disuso.<br /><br />Nelle  femmine invece, la scarsit&agrave; di rapporti produrr&agrave; sintomi noti come il  complesso della zitella, con una certa acidificazione del carattere, o  una tendenza alla mascolinit&agrave; sociale, all&rsquo;attivismo sfrenato in  attivit&agrave; economiche o sociali.<br />Dunque anche la sublimazione degli  istinti naturali, derivante da motivazioni personali, sociali, morali,  religiose, comporta dei costi e delle conseguenze.<br />Allontanarsi dagli  schemi naturali comporta dunque immancabilmente dei costi bene  individuati e soppesati dai ricercatori e dagli scienziati dei vari  settori.<br /><br />Nessun compromesso con la macchinazione infernale ordita  a danno dei pi&ugrave; deboli e indifesi esseri del pianeta <br />Vivere al  meglio significa trovare pure accomodamenti, compromessi, antidoti. <br />Il  mondo cosiddetto civilizzato ci propone e talvolta ci impone i suoi  schemi in continuazione, taluni compatibili, tali altri in netto  contrasto con le nostre reali esigenze.<br /><br />Tutto sommato, viviamo in  un mondo che fa di tutto per proporci modelli insostenibili, stili di  vita inaccettabili. Viviamo in un mondo che pare coalizzato per farci  ammalare, per farci sparire prima del tempo, per sfruttarci, impoverirci  fisicamente, mentalmente e spiritualmente.</p>
<p><br />Un mondo che ci vuole  pure coinvolgere nella infernale macchinazione ordita ai danni dei pi&ugrave;  deboli e pi&ugrave; indifesi esseri del pianeta, e che pu&ograve; diventare  autodistruttiva nei confronti della nostra stessa specie, sia a livello  fisico che in termini di salute mentale e spirituale.</p>
<p><br />Su questo  punto della persecuzione degli animali ai fini di una alimentazione  umana perversa e balorda, lontanissima dalle regole divine di ogni  filosofia e di ogni religione, non ci pu&ograve; essere assolutamente alcuna  forma di compromesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">da <a href="http://www.disinformazione.it/avvelenamento_doping_carne.htm" target="_blank">disinformazione.it</a> - valdo vaccaro</p></p>]]>
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<title>Il numero di affamati arriva quasi a un miliardo</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=568&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="border: 0pt none;" src="http://www.promiseland.it/images/news/2006/neic9.gif" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FAO: IL NUMERO DI PERSONE CHE SOFFRONO LA FAME SALE A 963 MILIONI.<br /> L'AUMENTO DELLA FAME NEL MONDO RICHIEDE LA SCELTA DI STILI DI VITA PIU' ETICI. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le persone sensibili e responsabili, la notizia della FAO secondo  cui altri 40 milioni di persone quest'anno soffrono la fame e' stata un  vero shock.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come puo' accadere questo, se i nostri leader internazionali sono cosi'  impegnati nel difendere i valori universali? Nel dicembre 2008 le  Nazioni Unite hanno celebrato il 60esimo anniversario della  Dichiarazione dei Diritti Umani, e si e' svolta in Polonia la  "Conferenza ONU sui cambiamenti climatici". Solo nel settembre 2008, i  rappresentanti dei governi di tutto il mondo hanno discusso gli  Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo con l'intento di contrastare "la  terribile poverta', fame e malattie che colpiscono miliardi di  persone". L'anno scorso il Programma per l'Alimentazione Mondiale (WFP)  ha dato assistenza a 86,1 milioni di persone in 80 paesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure, il problema della fame nel mondo sta esplodendo. Quasi un  miliardo di persone oggi ne soffrono, anche se le proteine vegetali date  agli animali d'allevamento negli Stati Uniti potrebbero, da sole,  nutrire tutte queste persone, e molte di piu'.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Uno scenario ben triste</strong></p>
<p>Senza un radicale cambiamento di rotta, il futuro si prospetta buio: la  FAO prevede che la domanda di cibo raddoppiera' entro il 2050, a causa  del crescente consumo di carne e latticini, perfino il WWF avverte che  sarebbero necessari "due pianeti" per sostenere l'attuale stile di vita,  e solo pochissimi paesi non superano la propria "biocapacita'".</p>
<p>Ci saranno dunque sofferenze ancora maggiori, se non smettiamo di vivere  al di sopra dei nostri mezzi. Quel che potrebbe accadere, e che in  parte gia' sta accadendo, e' un nuovo tipo di colonialismo, in cui i  paesi ricchi soddisfano le proprie richieste di carne e biocombustibili  sfruttando le regioni piu' povere dall'altra parte del mondo, causando  poverta' e fame nelle popolazioni locali, e inquinando il loro suolo,  l'acqua, l'aria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La scelta vegetariana contro l'eco-collasso</strong></p>
<p>Il problema della fame nel mondo non e' una calamita' naturale, perche',  in questo momento, la Terra e' ancora in grado di nutrire tutti.  Un'agricoltura gestita saggiamente dovrebbe almeno assicurare questo  status quo. Ma non e' abbastanza.</p>
<p>Le "soluzioni" discutibili e obsolete che la FAO prende in  considerazione - la clonazione, l'ingegneria genetica, l'uso ancora  maggiore di fertilizzanti, ecc. - sono ovviamente inadatte per superare  le nuove sfide. Serve un modo nuovo di considerare la situazione, basato  sulla realizzabilita', sostenibilita', e sulla giustizia. La  distruzione ambientale causata dall'industria della carne deve essere  affrontata e fermata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il direttore dell'IPCC: "Non mangiate carne"</strong></p>
<p>In una conferenza a  Parigi dello scorso gennaio, lo scienziato indiano Rajendra Pachauri ha  sottolineato "l'importanza di cambiare stile di vita". E' ormai tempo  per il Dr. Diouf della FAO e i suoi scienziati di ascoltare il loro  collega Dr. Pachauri dell'IPCC (il Panel Intergovernativo dell'ONU sui  Cambiamenti Climatici), premio Nobel per la pace.</p>
<p>La scelta vegetariana e' una via verso un futuro piu' umano: aiuta chi  soffre la fame. Aiuta l'ambiente. Aiuta tutti noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comunicato inviato da:<br /> NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione  <a href="http://www.nutritionecology.org/" target="_blank">http://www.nutritionecology.org</a> -    <a href="mailto:info@nutritionecology.org" target="_blank">info@nutritionecology.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Note per approfondimento:</p>
<p>Non mangiare carne, va' in bici<br /> <a href="http://www.nutritionecology.org/it/news/news_dett.php?id=416" target="_blank">http://www.nutritionecology.org/it/news/news_dett.php?id=416</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scelta vegetariana contro la fame nel mondo<br /> <a href="http://www.nutritionecology.org/it/news/news_dett.php?id=621" target="_blank">http://www.nutritionecology.org/it/news/news_dett.php?id=621</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>World food programme<br /> <a href="http://www.wfp.org/" target="_blank">http://www.wfp.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sale a 963 milioni il numero delle persone che soffrono la fame nel  mondo<br /> <a href="http://www.fao.org/news/story/it/item/8836/icode" target="_blank">http://www.fao.org/news/story/it/item/8836/icode</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The State of Food Insecurity in the World<br /> <a href="http://www.fao.org/docrep/011/i0291e/i0291e00.htm" target="_blank">http://www.fao.org/docrep/011/i0291e/i0291e00.htm</a></p>
<p style="text-align: right;">www.nutritionecology.org</p></p>]]>
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<title>La bistecca che distrugge il pianeta</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=567&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&rsquo;impatto ambientale del consumo di carne &egrave; molto pi&ugrave; devastante di  quanto non si sia pensato fino ad ora.</strong></p>
</blockquote>
<p>Lo affermano gli  scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang, co-autori di  Livestock and Climate Change, uno studio pubblicato sull&rsquo;ultimo numero  dell&rsquo;autorevole <a href="http://www.worldwatch.org/node/6294" target="_blank">World  Watch magazine </a>dove affermano che oltre met&agrave; dei gas serra (o GHG)  prodotti oggi dall&rsquo;uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di  bestiame.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gi&agrave; nel suo dossier  del 2006 <a href="http://www.fao.org/docrep/010/a0701e/a0701e00.HTM" target="_blank">Livestock's  long shadow&nbsp; </a>(La lunga ombra del bestiame)&nbsp;La Fao aveva attestato  come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle  emissioni totali di gas serra dovute alle attivit&agrave; umane: una  percentuale simile a quella dell'industria e molto maggiore di quella  dell'intero settore di trasporti (che ammonta a un 13,5%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma secondo le pi&ugrave;  recenti rilevazioni effettuate da Goodland e Anhang il bestiame e i suoi  sottoprodotti immettono nell&rsquo;atmosfera oltre 32.6 miliardi di  tonnellate di biossido di carbonio all&rsquo;anno, ovvero il 51 % delle  emissioni di GHG prodotte annualmente nell&rsquo;intero pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La carne presente  nella nostra dieta &egrave; responsabile, insomma, dell'immissione in atmosfera  di una quantit&agrave; di gas serra - anidride carbonica (CO2), metano, ossido  di azoto e simili &ndash; ben maggiore di quella immessa dai mezzi di  trasporto o dalle industrie. Il motivo? Per la produzione di 225 grammi  di patate si emette una quantit&agrave; di CO2 pari a quella generata dal  guidare un'auto per 300 metri. Per la stessa quantit&agrave; di asparagi, &egrave;  come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto  di pi&ugrave;: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La conclusione dei  due ricercatori &egrave; drastica quanto inevitabile: &ldquo;Per invertire il  devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del  pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base  di soia o di altre colture vegetali. &ldquo;Questo approccio avrebbe effetti  molto pi&ugrave; rapidi sulle emissioni di GHG e sull&rsquo;effetto serra di  qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con  energia rinnovabile&rdquo;, affermano i due esperti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta,  insomma, dell&rsquo;ennesima moda alimentare o imperativo etico-religioso ma  di una condicio sine qua non per assicurarsi che il nostro meraviglioso  pianeta esista ancora per i figli dei nostri figli. Prima che sia troppo  tardi</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Corriere.it</p></p>]]>
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<title>Il pollo... chi è</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=566&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Pollo (&egrave; il  nome generico della specie &ldquo;Gallus gallus&rdquo;, dato sia al maschio, Gallo  e/o Pollo, che alla femmina, la Gallina; il termine deriva dal latino  &ldquo;pullus&rdquo; cio&egrave; animale giovane) &egrave; vittima di uno sfruttamento e di un  massacro industriale cos&igrave; enorme da essere difficile da concepire, e che  per la sua vastit&agrave; e atrocit&agrave; quasi annulla la percezione di un Pollo  come essere senziente.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.promiseland.it/images/news/2006/pollochi.jpg" alt="" width="220" />Anche sulla scorta di  una &ldquo;cultura&rdquo; che lo dipinge come un Animale ben poco evoluto, siamo  propensi a credere che abbia limitate facolt&agrave; mentali, invece &ldquo;gli  uccelli, e anche le Galline quindi, possono elaborare astrazioni e  concetti pi&ugrave; complessi di quanto non facciano i mammiferi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Galline  hanno capacit&agrave; di riconoscimento e addirittura di astrazione&hellip; Sono molto  pi&ugrave; intelligenti di quanto si pensasse&rdquo; (n. 92 della rivista FOCUS del  giugno 2000, alla pagina 46 e seguenti) ed &egrave; assodata la loro  sviluppatissima vita sociale. Il motivo del loro sfruttamento risiede  soprattutto nella facilit&agrave; di allevamento e nell&rsquo;enorme domanda delle  loro uova a della carne dei loro cadaveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oramai esiste un  &ldquo;ecosistema&rdquo; industriale di sfruttamento per miliardi di Galline e  Polli: esse nascono, vivono e vengono uccise generazione dopo  generazione sempre in luoghi artificiali, in cui non esistono i cicli  della natura (e per i Polli allevati per trarre dai loro cadaveri la  &ldquo;carne&rdquo; neppure il ciclo giorno-notte, vi &egrave; luce 23 ore al giorno), in  cui non hanno la minima libert&agrave;, in cui mangiano continuamente farine  industriali e mangimi. Nella maggior parte dei casi tutte le fasi della  tragedia biografica di questi Animali si svolgono nel medesimo  stabilimento: &egrave; la cosiddetta &ldquo;integrazione verticale&rdquo;, ovvero: &ldquo;aziende  che hanno allevamenti di riproduttori, incubatoi, producono i mangimi  utilizzati per nutrire gli animali, allevano gli stessi, possiedono  propri macelli e propri laboratori per la trasformazione delle carni e/o  propri impianti di selezione e imballaggio delle uova da consumo&rdquo;  (Unione Nazionale Avicoltura).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi Animali sono  vittime dello sfruttamento in due modalit&agrave; principali, in base alla loro  &ldquo;utilit&agrave;&rdquo; per il profitto dell&rsquo;industria, ovvero per la produzione  delle uova e per la carne dei loro cadaveri. Le Galline sfruttate per la  produzione di uova, sono costrette a vivere in gabbie di filo di ferro  alte almeno 40 cm, con una superficie di 550 cm&sup2; (un foglio A4 circa)  per singola gallina, in ambienti chiusi con atmosfera e luce (fino a 23  ore al giorno) artificiali. Questo &egrave; il cosiddetto &ldquo;allevamento in  batteria&rdquo; (esistono anche altri tipi di prigionia meno terribili, ma  sono riservati a ben poche Galline), che grazie a molti sforzi dovrebbe  essere abolito in Europa non oltre il 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Pulcini vengono  divisi appena nati da degli operai che selezionano le femmine ed i  maschi. I maschi vengono uccisi (gettati vivi e tritati in appositi  macchinari) in quanto ovviamente non fanno le uova. Per le femmine  inizia invece una vita di sofferenza: viene loro tagliato il becco (per  evitare episodi di cannibalismo dovuti alla mancanza di spazio ed allo  stress) e vengono loro praticati la bruciatura dei tendini ed il taglio  delle ali (inutile dire che non sono anestetizzate). Da qui in poi la  loro vita consister&agrave; in 15 mesi circa chiuse nelle gabbie di cui sopra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo tale periodo le  Galline iniziano a generare meno uova di quanto richiesto  dall&rsquo;industria e dal profitto. Pertanto vengono portate allo scannatoio e  l&igrave; uccise per utilizzare i loro cadaveri. I Pulcini (sia maschi che  femmine) allevati per poi essere uccisi e per ottenere dai loro cadaveri  la cosiddetta &ldquo;carne di pollo&rdquo; sono privati oltre che della libert&agrave;  anche della loro integrit&agrave; genetica, giacch&eacute; sono oggi, in ogni parte  del mondo, i discendenti di poche coppie (la pi&ugrave; famosa &egrave; conosciuta  come COBB500, un marchio registrato della Cobb-Vantress, inc.) nate in  laboratori genetici e selezionate esclusivamente per ingrassare in  fretta. Essi sono imprigionati in capannoni affollatissimi, in cui  vivono a terra, in ambiente artificiale (cicli di luce di 23 ore,  elevato calore costante, eccetera) volto a stimolare in loro un continuo  ed innaturale appetito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia a causa della  manipolazione genetica, sia per tali condizioni ambientali, il Pulcino  &ldquo;broiler&rdquo; cresce con un ritmo di 3 volte superiore a quello di un  pulcino normale (indicativamente sarebbe come se un bambino umano di 3  mesi pesasse 12 kg). Questo comporta una mortalit&agrave; pi&ugrave; elevata causata  soprattutto da due patologie: la ascite (un&rsquo;infiammazione nel torace che  porta ad immobilit&agrave; e poi a morte per inedia dopo lunga agonia) e la  sindrome da morte improvvisa (collasso cardiaco). La vita che &egrave; loro  consentita &egrave; di soli 38-63 giorni, dopodich&eacute; (sono ancora dei pulcini,  per quanto enormi) vengono catturati a mano da degli operai (la  procedura spesso comporta gravi lesioni) e prima della cattura vengono  lasciati a digiuno, per una migliore macellazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vengono rinchiusi in  un sovraffollamento incredibile in gabbie da trasporto e condotti (a  volte in camion, con viaggi di sofferenza e che causano la morte di  molti Polli) al supplizio finale: vengono uccisi con sistemi  automatizzati in cui vengono immessi ancora vivi e coscienti: la morte  sopraggiunge come conseguenza del trattamento e non in una fase  precedente. Le fasi dell&rsquo;abbattimento sono le seguenti: stordimento,  ottenuto mediante elettricit&agrave; indotta o tramite trauma cranico causato  da una tenaglia speciale; iugulazione, ovvero taglio della carotide o  decapitazione; dissanguamento, ottenuto per sgocciolamento; spiumatura,  ottenuta portando i corpi in un bagno caldo per dilatare i pori e quindi  il passaggio attraverso macchine apposite munite di rulli con dita in  gomma; eviscerazione, ovvero l&rsquo;estrazione con macchinari specifici delle  interiora dei Polli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In sostanza il  Pulcino vivo viene sollevato a testa in gi&ugrave; da un operaio che lo attacca  per le gambe ad un nastro trasportatore che lo conduce ad una sezione  in cui viene stordito (solitamente con scarica elettrica), poi una lama  automatica dovrebbe tagliarli la gola o la testa, ma essendo il sistema  automatizzato non sempre (e questo significa, dati i numeri in gioco,  che accade per milioni di Animali) questo accade e cos&igrave; il Pulcino-Pollo  ancora vivo passa alle altre fasi del massacro. A volte ancora vivo ed  agonizzante viene portato in una vasca di acqua calda ad almeno 50&deg;C e  poi spennato, in seguito delle lame entrano nel suo sfintere e si  allargano per asportare le interiora, ed a questo punto la morte  sopraggiunge per tutti e al di l&agrave; di ogni possibile errore del sistema  automatizzato. Tutto questo avviene ogni minuto, di ogni giorno, per  miliardi di cuccioli di Gallina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri di questo  olocausto industriale sono difficili da figurarsi e come scritto  talmente elevati da rischiare di far perdere il contatto empatico con la  tragedia unica e personale di ogni Gallina e di ogni suo neonato: sono  stati massacrati nel 2005 circa 400 milioni di Polli e Galline in Italia  (fonte Istat, significa che in media ogni persona umana necrofaga &eacute;  corresponsabile della morte di circa 8 Animali all&rsquo;anno), e svariati  miliardi (si stima circa 15) nel mondo. La loro condizione &egrave; forse oggi  la pi&ugrave; cruda metafora della tragedia collettiva degli Animali causata  dagli Umani: una sofferenza individuale che si rinnova ogni minuto,  nella mente e nel corpo di ogni Gallina.</p>
<p style="text-align: right;">di Simona Basilico e  Andrea Furlan - <a href="http://www.veganzetta.org" target="_blank">www.veganzetta.org</a></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Antispecismo, veganesimo, ecologismo...</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=565&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini, gli  animali, la natura non sono questioni distinte: o cerchiamo di salvarli  insieme o li perderemo tutti.</p>
</blockquote>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="https://ezl3jw.bay.livefilestore.com/y1mrDzr7g9yfhkmvOqfuVHhPTKr4pWXTDuJIOVXb4vAQyR7bnoim37k811XUy3xoSVpj5vPyUJkB3srCAlYFjlg6NSrZeMPKwjaOTudld1GJ5Z6KPltsxxM6vrxtD1vz80uArh7PGbdjPs/Albero_a_forma_di_Pianeta_Terra.jpg" alt="" width="220" height="207" /><strong>Antispecismo</strong></p>
<p>Per evitare le facili  banalizzazioni degli "ismi", sentiamo la necessit&agrave; di presentare una  visione di insieme delle idee che ci mettono in movimento. Da una  filosofia di vita alle pratiche quotidiane. <br /> Le definizioni, si sa, sono approssimative e spesso deleterie, ma  rimangono necessarie. Comunismo e anarchismo, ad esempio, sono sia dei  movimenti con una loro storia precisa sia delle etichette con cui si  cerca di sintetizzare alcuni punti fondamentali. Sotto questi cartelli  ci si trova per&ograve; di tutto ed &egrave; perci&ograve; indispensabile sottolineare le  differenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come l'anarchismo non &egrave; riducibile ad un rifiuto del comando  e dell'autorit&agrave;, cos&igrave;, parlando degli "-ismi" argomento dell'articolo,  animalismo ed ecologismo non sono soltanto salvaguardia degli animali e  della natura. Sar&agrave; inutile cercare il nostro pensiero in manuali  filosofici o in autori considerati teorici di questi due movimenti. Non  abbiamo pensatori antispecisti di riferimento, quello che qui esprimiamo  &egrave; ci&ograve; che noi pensiamo e non &egrave; da "inscriversi" in pensieri formulati  da esponenti di qualsivoglia corrente. Questa non &egrave; una affermazione di  ignoranza, soltanto non ci interessa precipitare in un dibattito a colpi  di citazioni da cui usciremmo sicuramente sconfitti.</p>
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<p>Il nostro essere  antiautoritari nasce certamente dal rifiuto della gerarchia e del  dominio, ma anche dall'intolleranza verso forme di costrizione e  prevaricazione. Il che significa provare un irresistibile fastidio per  chi vuole controllare, sottomettere, manipolare, sovrastare le nostre  vite e quelle dei nostri simili, ma anche per chi permette e tollera che  ci&ograve; accada a chi non ha sembianze umane.</p>
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<p>Una premessa  necessaria &egrave; che l'antispecismo che portiamo avanti rappresenta una  tensione, non una soluzione per ogni evenienza. E' un'urgenza di fare  che &egrave; nelle nostre possibilit&agrave; gi&agrave; da ora e che non pu&ograve; attendere. La  nostra teoria &egrave; ancora bisognosa di arricchirsi di contributi e  approfondimenti ma ci&ograve; che deve prevalere &egrave; la conseguente pratica.  Rispondere a tutti i dubbi e osservazioni significherebbe addentrarsi  nella giungla dei se e dei ma, tentando di immaginare quali potrebbero  essere le obiezioni pi&ugrave; comuni. Certamente anche le critiche pi&ugrave;  scontate sono legittime, che non diventino per&ograve; una maschera per non  capire il discorso essenziale, gi&agrave; espresso nel primo numero della  rivista. La coerenza non &egrave; mantenere in ogni caso della vita le nostre  regole ferree ed essere rigidi con gli altri, &egrave; anche qui una tensione,  un cercare di...</p>
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<p>L'identificazione con  individui della nostra specie &egrave; responsabile del fatto che generalmente  ci impressioniamo di pi&ugrave; nel vedere una persona morta in mezzo alla  strada rispetto ad un piccione schiacciato dalle macchine. Questo pu&ograve;  essere dovuto ad una incapacit&agrave; di immedesimazione, ma non escludiamo  sia in larga parte risultato dell'allontanamento della morte umana dalla  nostra vita, tenuta sempre pi&ugrave; lontana dalla vista e di cui si evita di  parlare. Questa maggiore identificazione con gli umani non toglie che  il disagio, il dolore, il benessere o la gioia non sono monopolio di  nessuno e che si equivalgono. Sentire e condividere qualcosa con  qualcuno in una determinata circostanza &egrave; etimologicamente l'empatia ed &egrave;  quello che ci porta davanti e dentro ai cancelli di un laboratorio di  vivisezione e che ci fa solidarizzare con le persone rinchiuse nelle  carceri, vittime dello squallore degli eserciti o perseguitate in tutte  le tristi occasioni che si presentano agli sfruttatori. Non riusciamo ad  essere conformi a degli assiomi che dicono che &egrave; pi&ugrave; facile per gli  umani soffrire insieme a degli umani piuttosto che con altri animali.</p>
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<p>Immedesimarsi con il  dolore di un essere a noi pi&ugrave; simile deriva sicuramente anche dalla  nostra capacit&agrave; di udirne la sofferenza, vederne i segni sul corpo che  sappiamo essere tratti distintivi di questa condizione (lacrime,  espressioni del viso), mentre altri animali soffrono in silenzio  (pensiamo per esempio ai pesci).</p>
<p><br /> Stesso discorso vale per l'accusa di non estendere i diritti alle forme  d&igrave; vita vegetale. Pur accordando valore alle piante, &egrave; innegabile una  vicinanza tra le forme di vita animale, compresi gli umani, maggiore di  quella che c'&egrave; tra animali e vegetali. Ci possiamo dunque identificare  nella sofferenza di un animale, sia che lo vediamo angosciarsi e  dibattersi o che sappiamo semplicemente avere un sistema nervoso simile   al nostro, ma per nostri limiti percettivi non riusciamo a capire se i  vegetali comunichino. Ma ascoltare gli animali non esclude che diamo  ascolto anche alle piante. Piangiamo comunque di fronte ad un albero  soffocato dal cemento, ad una foresta rasa al suolo, vedendo in questa  non un bel luogo a nostro uso, ma  un brulicare di vita in s&eacute; che  difendiamo aspramente.</p>
<p><br /> Chi usa la scusante che "anche le piante soffrono" per continuare a  perpetuare lo sfruttamento degli animali spesso non fa niente per  eliminare la sofferenza vegetale portata come argomentazione, per  frenare la pazzia di una societ&agrave; che sta macinando ogni giorno vite e  rendendo questo pianeta una landa sterile. Non fare un passo a nostra  disposizione perch&eacute; non &egrave; possibile farli tutti &egrave; solo un modo per  nascondere pigrizia o insensibilit&agrave;.</p>
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<p>Se &egrave; vero che  soffriamo insieme ad un elefante incarcerato allo zoo, &egrave; vero anche che  alla vista di un verme agonizzante, invece che tirare dritto magari ci  fermiamo e lo raccogliamo. Biologicamente e sentimentalmente siamo pi&ugrave;  vicini all'uno, ma ci&ograve; non implica che abbia pi&ugrave; senso di vivere  dell'altro. Cercare di salvare anche quel verme &egrave; una forma di buonismo e  assistenzialismo animalista o semplicemente lo si fa perch&eacute; &egrave; capitato  di aver visto la scena e lo si pu&ograve; fare? Non &egrave; questione di graduatorie,  non attribuiamo pi&ugrave; importanza ad alcuni sviluppi della vita rispetto  che ad altri. E' semmai pi&ugrave; corretto dire che soffriamo con (significato  di simpatia) l'uno in modo pi&ugrave; coinvolgente che con l'altro. Ma ogni  essere vivente pensa che la propria vita sia importante e cos&igrave; quel  verme alla cui vista qualcuno rabbrividisce, sta arrancando per il  proprio interesse ed &egrave; importante per se stesso. Una scala delle  importanze &egrave; una gerarchia ad uso e consumo di chi la fa.</p>
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<p>La Natura non  protegge tutti gli individui di tutte le specie, la Natura &egrave;  distruttiva, opera delle selezioni e lo fa per necessit&agrave;, perch&eacute; sa  autoregolarsi. La Natura elimina alcuni individui e suonerebbe davvero  assurdo applicare delle categorie morali alle azioni degli animali. Lo  stesso non si pu&ograve; dire per un macellaio che appende, squarcia e seziona  una mucca mentre questa muove ancora gli occhi e muggisce disperata.  Questo individuo segue il ciclo della Natura o piuttosto &egrave; una  aberrazione della specie umana e potrebbe fare a meno di essere un  assassino? La necessit&agrave; &egrave; fondamentale nel valutare la naturalezza delle  azioni. Non ce la prendiamo con gli indigeni che cacciano gli animali  nella foresta, in primo luogo perch&eacute; non ce la sentiamo di dare delle  indicazioni su come sopravvivere in quell'ambiente e poi perch&eacute; loro  vivono immersi nel ciclo naturale di predatori e prede, prendendone  tutti i rischi e i vantaggi.</p>
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<p>Ai detrattori  dell'antispecismo viene facile dire che la specie umana deve fare i  propri interessi, come &egrave; normale, anche a discapito delle altre. Se si  parla di interesse della specie umana allora si deve anche giustificare  la mattanza di uccelli (il caso dell'influenza aviaria) perch&eacute;  potenzialmente dannosi per l'uomo senza vedere che forse questo rischio &egrave;  solo la giusta risposta ad una aberrazione di buona parte del mondo  naturale operata dalla specie umana e all'insopportabile pretesa di  essere pi&ugrave; importanti degli altri. Gli animali tendono s&igrave; a fare il  proprio interesse ma non stravolgono l'equilibrio delle altre forme di  vita e se vivono in libert&agrave; non si discostano da quello che &egrave; nella loro  natura. Le responsabilit&agrave; dell'umanit&agrave; sono evidenti, perch&eacute; deve  continuare a fare sempre e comunque i suoi interessi? A questo proposito  &egrave; doveroso chiedersi quali siano i reali interessi dell'umanit&agrave;.</p>
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<p><strong>Veganesimo </strong></p>
<p>Molti, "praticanti" e  non, lo riducono ad una abitudine alimentare, ad un regime dietetico  ferreo. A volte aleggiano rimproveri di moralismo verso chi non si  lascia "corrompere"dalla piadina con lo strutto o dal  cioccolatino al  latte e chi "trasgredisce" si sente un coraggioso eretico contro una  pletora di dogmatici. Una persona che ne abbia capito il senso, si  libera di tutta una serie di cibi che, oltre ad essere prodotti della  sofferenza animale, sono a ben vedere superflui e imposti dalle  tradizioni culinarie e dalla semplice comodit&agrave;. Se li butta alle spalle,  insieme all'abitudine di non pensare a cosa si mangia e perch&eacute;. Li  abbandona e ne scopre tanti altri. Non parliamo certo di cose come  "tonno di tofu" o "pollo di seitan", ma di tutte le possibilit&agrave; offerte  dalla natura. Liberarsi dei prodotti di origine animale pu&ograve; anche essere  un'occasione per riscoprire un approccio al selvatico con la conoscenza  e la raccolta delle erbe, con la consapevolezza della stagionalit&agrave; dei  frutti della terra. Far da s&eacute; conserve e pane, recuperare al mercato  frutta e verdura che verrebbero buttati, coltivare un orto, riciclare e  dare un nuovo utilizzo ai contenitori degli alimenti, deriva da una  attenzione a ci&ograve; che si ingurgita e a come &egrave; stato prodotto. Inoltre il  cibo non &egrave; solo qualcosa che riempie la pancia ma  energia e terapia per  il nostro corpo.</p>
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<p>Purtroppo &egrave; vero che  cos&igrave; come gli altri alimenti, anche quelli "privi di crudelt&agrave;" vengono  confezionati in fabbriche che occupano terra depredata ai boschi, che  queste fabbriche hanno un ciclo industriale inquinante e che non si  sottraggono alle logiche di mercato. Tutte queste osservazioni per&ograve;, non  cancellano il fatto che prevalentemente un non-vegano partecipa a  questi meccanismi due volte, una come consumatore di prodotti animali e  una come fruitore di tutti gli altri prodotti. Molte altre futili  argomentazioni cercano di giustificare il consumo di animali, una per  esempio &egrave; che i cibi vegani sono costosi, riservati ad una &eacute;lite che se  li pu&ograve; permettere. Come se fosse vero che un etto di manzo costa pi&ugrave; di  uno di seitan, e come se il veganesimo fosse appunto fatto solo di  questi prodotti. Sarebbe come dire che una dieta onnivora &egrave; carissima  perch&eacute; il caviale e il formaggio francese costano tanto.</p>
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<p><strong>Scendere dal  carrozzone </strong></p>
<p>Il nostro veganesimo  si accompagna indissolubilmente ad un ecologismo radicale e ad abitudini  di vita non consumistiche, il pi&ugrave; possibile attente agli sprechi e  all'inquinamento. Si prova a lasciarsi alle spalle quel mondo di  bottiglie di plastica, di involucri che racchiudono altri involucri, di  carta macina-alberi, insomma la violenza dell'usa e getta. Si cerca di  immaginare qualcosa d'altro al posto dei cartelloni pubblicitari e degli  studi televisivi, dei cantieri e dei tralicci. Sono sempre esistiti i  poli fieristici, le tangenziali, le zone industriali, i mega-stores?  Com'era prima?  Nei supermercati, sconfinati e sterili contenitori di merci, si aggirano  persone che magari proprio su quel terreno avevano, in tempi passati,  il loro orto o il loro campo. Derubati della terra, costretti a comprare  ci&ograve; che riuscivano a far crescere con le proprie mani, ridotti ad  essere dipendenti dai prodotti delle industrie, impoveriti di rapporti  umani in un non-luogo dove si &egrave; solo consumatori e fruitori di servizi,  dove gli scambi fra le persone sono assoggettati ai soldi. Camminano in  quei posti e si ricordano dei colori e dei profumi della campagna che  giace l&igrave; sotto. In posti resi inospitali da colate di cemento, macchine,  costruzioni e divieti di accesso, una volta i viandanti potevano  riposarsi e sostare tranquillamente all'ombra degli alberi, ad ascoltare  il canto di grilli e rane che poi, in un giorno disgraziato, sono stati  cacciati all'improvviso senza poter pi&ugrave; far ritorno e la desolazione ha  preso il sopravvento.</p>
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<p>Il degrado ambientale  &egrave; un fenomeno che non pu&ograve; non crearci disagio e imbarazzo nel momento  in cui varchiamo la soglia, ad esempio, di un centro arredi, economico,  giovanile e colorato, in cerca di qualche accessorio per la nostra casa  pulita ed accogliente. Infatti mentre per noi scegliamo ci&ograve; che soddisfa  quel bisogno di futilit&agrave; che si genera nel vedere foto di oggetti su  una rivista patinata, condanniamo a morte la vita di piante, animali e  comunit&agrave; umane, cio&egrave; di quel mondo che ha subito l'onere dell'avvento di  questo "progresso", di questa epoca di agi e sprechi. La maggior parte  delle persone va a fare i propri acquisti in modo spensierato perch&eacute;  forse per loro la bruttezza di questi posti non stride con la bellezza  di ci&ograve; che poteva esserci prima e perch&eacute; la prepotenza delle ruspe ha  fatto tacere le sue vittime.</p>
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<p><strong>Generare e  distruggere </strong></p>
<p>Il senso materno e  paterno sono vissuti da buona parte dell'umanit&agrave; come sentimenti  egoistici rivolti solo alla propria prole e a ci&ograve; che &egrave; proprio, della  famiglia, invece che essere allargati agli altri esseri viventi il cui  benessere pu&ograve; dipendere dalle nostre scelte. Maternit&agrave; e paternit&agrave;  dovrebbero essere sentimenti di responsabilit&agrave; e protezione verso tutto.   I detersivi puliscono la casa e secondo la pubblicit&agrave; proteggono ci&ograve; che  ami (il tuo bambino, la tua famiglia, i tuoi cari) ma distruggono ci&ograve;  che di bello, di vivo, di bisognoso di rispetto c'&egrave; nel percorso di  quell'acqua che si porta via lo sporco.</p>
<p><br /> Dire a dei genitori che imporre una dieta vegana al proprio cucciolo &egrave;  una scelta irresponsabile e che deve essere una cosa che decider&agrave; da s&eacute; &egrave;  simile all'osservazione che da sempre riecheggia a chi non fa  battezzare i propri bambini...Come pu&ograve; una madre non solidarizzare con  una vacca alla quale vengono strappati i vitelli in modo da spremerla  per allattare le bocche fameliche di uomini, donne e bambini? <br /> Amorevoli omogeneizzati, biberon di latte caldo e coccole per i cuccioli  umani, botte e pianti per i bimbi degli altri animali, questo suscita  il pensare a questo tipo di maternit&agrave;.</p>
<p><br /> A met&agrave; degli anni novanta ci furono delle combattive ed instancabili  proteste per far cessare le esportazioni di animali vivi dall'aeroporto  inglese di Coventry, una mobilitazione che prosegu&igrave; ancora pi&ugrave;  determinata dopo che Jill Phipps fu investita e uccisa da uno dei camion  che trasportavano gli animali. Qui c'era un gruppo di donne che  protestava come "madri contro il latte", una definizione che parla  eloquentemente di un rifiuto di prevaricare le altre famiglie animali in  favore della propria umana.</p>
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<p><strong>La maternit&agrave; non &egrave;  una prerogativa <br /> Autoproduzione e fine dell'utilizzo degli animali </strong></p>
<p>Un formaggio fatto  col latte delle mucche degli alpeggi &egrave; da preferire senz'altro ad uno  fabbricato in un'industria, ma ci sarebbe da sapere che le mucche  vengono ingravidate non dal toro ma da una siringa, che i vitelli maschi  vengono separati dalle madri e mandati al macello e che tutta la favola  del pascolo si &egrave; interrotta molto tempo fa. <br /> Infatti il latte di alcuni animali dopo essere stato scoperto come  alimento per gli umani, era comunque considerato un prodotto stagionale,  disponibile in alcuni mesi e non in altri. Snaturare un evento quale la  nascita di un figlio (il vitello, l'agnello, il capretto, l'asinello)  per farlo coincidere con la pretesa di rubare il latte della sua mamma, &egrave;  ci&ograve; che rende moltissime persone degli orgogliosi allevatori,  mungitori, casari, intenditori e consumatori di latticini e carne.</p>
<p><br /> Nel mondo esistono delle persone che vivono in comunit&agrave; con le loro  bestiole e che non le spediscono via dai pascoli su dei carri bestiame  per essere macellate, che le mungono con cura quando hanno latte a  sufficienza, senza cio&egrave; sottrarlo al cucciolo, che le guardano negli  occhi e non pensano a mangiarsele. Anche nel caso che abbiano la vilt&agrave;  di uccidere, c'&egrave; una differenza di umanit&agrave; abissale rispetto agli  affaristi e comunque considerando che la maggior parte delle persone &egrave;  specista, non possiamo nemmeno condannare chi uccide o mangia un animale  tanto quanto faremmo con un omicida. Questo non perch&eacute; all'improvviso  non lo riteniamo un assassinio ingiustificato, ma semplicemente perch&eacute; &egrave;  talmente consolidato e diffuso che ci troviamo, un p&ograve; per forza un po'  per volont&agrave;, a doverci convivere. Dopotutto ci vuole una certa forza per  spezzare la cantilena "si fa cos&igrave; da sempre, &egrave; normale uccidere gli  animali".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi vive in  situazioni dove l'autosufficienza &egrave; una scelta di vita, sfuggendo alle  logiche della produzione industriale, potrebbe accontentarsi di ci&ograve; che  coltivare la terra gli pu&ograve; regalare invece che uccidere animali i quali,  pur vivendo finalmente nella natura, non scampano ad una triste morte  in nome dell'autoproduzione. La liberazione animale significa animali  che non vivono pi&ugrave; in funzione dell'umanit&agrave;, finalmente liberi di vivere  per se stessi. C'&egrave; un'evidente fastidio ad affrontare l'argomento  mangiare carne in montagna o in altri luoghi ameni e l'unica risposta &egrave;  "sempre meglio che stare in citt&agrave; e andare al supermercato". Farsi forti  di questa argomentazione sembra piuttosto un pretesto per criticare chi  sceglie di vivere in citt&agrave; e decide di non contribuire alla  commercializzazione degli animali. E' ridicolo chi accusa  indiscriminatamente i cittadini di essere responsabili di consumismo e  inquinamento. Non essere consumista &egrave; indipendente dal dove si vive...  cittadini con coscienza, campagnoli e montanari senza, o viceversa,  dipende da quello che una persona matura dentro di s&eacute;. Non siamo pi&ugrave; in  un epoca dove chi vive lontano dall'urbe svolge necessariamente una vita  modesta e innocua per la natura. E poi, una piccola digressione: non  serve andare a rifugiarsi in qualche villaggio felice, dobbiamo rimanere  nelle schifezze o nelle loro vicinanze per riuscire a combatterle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da La  Nemesi # 2</p></p>]]>
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<title>Quegli "ambientalisti" che mangiano carne...</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=564&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://milano.blogosfere.it/images/milano_smog_ambientalisti-thumb.jpg" alt="" width="220" height="168" />Molte prove  dimostrano come l'alimentazione basata sul consumo di carne sia negativa  per l'ambiente, aggravi il problema della denutrizione nel mondo, sia  crudele con gli animali e danneggi la salute....Come mai allora non c'&egrave;  un maggior numero di ambientalisti che diventa vegetariano?</p>
<p><br /> Il numero di gennaio-febbraio 2002 di E/The Environmental Magazine,  autorevole pubblicazione ambientalista americana, affronta un aspetto  controverso di un movimento, che (in tutto il mondo) sembra non vedere  come la produzione di carne e l'allevamento intensivo costituiscono,  come affermato con incisivita' dalle parole del professor Peter Cheeke  del dipartimento di agricoltura dell'Oregon State University, "un  attacco frontale all'ambiente". Se gli ambientalisti non sposano le  ragioni dei gruppi per la difesa dei diritti animali, in quanto le  considerano troppo emotive, se non valutano i fattori di rischio per la  salute, ne' le conseguenze di aggravamento del problema della fame nel  mondo, non possono chiudere gli occhi di fronte alla distruzione  dell'ambiente.</p>
<p><br /> In nessun momento, prima di oggi, diventare vegetariani &egrave; stato cos&igrave;  semplice e in nessun altra situazione una simile scelta sarebbe pi&ugrave;  opportuna (se non obbligatoria) per gli ambientalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le prove dell'impatto  negativo sull'ambiente come risultato del diffondersi e del persistere  di un'alimentazione basata sull'utilizzo di prodotti animali emergono  con forza sempre maggiore, contemporaneamente alle conseguenze mediche  dell'allevamento intensivo, che favorisce la diffusione di patologie  legate al consumo di carne. <br /> Il primo caso di "mucca pazza" in Giappone, rilevato di recente, ha  causato un crollo delle vendite e un cambio di abitudini alimentari da  parte di moltissime persone.</p>
<p><br /> Tutto ci&ograve; accade in un periodo in cui il consumo di carne sta  raggiungendo livelli da record: negli ultimi 50 anni &egrave; quadruplicato, ci  sono 20 miliardi di capi di bestiame che occupano pi&ugrave; del triplo dello  spazio della popolazione umana.  Secondo il Worldwatch Institute, il numero di bovini destinati  all'alimentazione e' aumentato del 60 per cento dal 1961, nello stesso  periodo la quantit&agrave; di polli e tacchini &egrave; quadruplicata e, dal 1970, il  consumo di manzo e di maiale e' triplicato negli USA e pi&ugrave; che  raddoppiato in Asia.</p>
<p><br /> Produzione e consumo di carne crescono decisamente, anche se ogni  aspetto del "ciclo produttivo" (dalla creazione continua di aree per il  pascolo, all'assurdita' del voler destinare - in un mondo con enormi  problemi di denutrizione - rilevantissime quantita' d'acqua e di cereali  ad animali "da carne", all'inquinamento causato dagli allevamenti  intensivi) rappresenta un disastro ambientale con ampie, e a volte  catastrofiche, consequenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per individuare i  contorni della situazione e' sufficente considerare che:</p>
<p><br /> - la sola produzione di carne bovina, negli Stati Uniti, utilizza una  quantita' d'acqua maggiore di quanta ne viene impiegata per coltivare  tutta la frutta e la verdura della nazione <br /> - le deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA (EPA 1996)  inquinano l'acqua pi&ugrave; di tutte le altre fonti industriali raggruppate <br /> - piu' di un terzo dei combustibili consumati negli USA, e' utilizzato  per l'industria della carne. <br /> - la produzione di una sola hamburger richiede la medesima quantita' di  combustibile che servirebbe a percorrere in automobile circa 50  chilometri <br /> - si risparmia piu' acqua rinunciando a mezzo chilo di manzo che a non  fare la doccia per un anno.(John Robbins The Food Revolution)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di solo  alcune delle conseguenze della produzione e del consumo di carne,  volendo di proposito trascurare il crudele sfruttamento degli animali e  la ricerca di un mondo in cui siano equamente distribuite le ricchezze,  non e' davvero giunto il momento, anche per chi si professa  ambientalista, di diventare vegetariano per tentare di garantire al  pianeta un, ahime' sempre pi&ugrave; improbabile, futuro?</p>
<p style="text-align: right;">di Paola  Segurini da: guide.supereva.it/veganismo</p></p>]]>
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<title>Chi c'è dietro il nucleare</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=563&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p class="teaser-para"><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.ilpuntoinfinito.it/NUCLEARE/12_Radioattivo.jpg" alt="" width="200" height="175" />Il nucleare non &egrave; solo la fonte di energia pi&ugrave; controversa e  pericolosa, ma &egrave; anche una delle pi&ugrave; costose. Per ottenere i molti  miliardi di euro necessari per costruire anche un solo reattore  nucleare, le aziende elettriche sono costrette a dipendere fortemente  dalle banche e dalle societ&agrave; finanziarie.</strong></p>
<p class="teaser-para">&nbsp;</p>
<p>Finora, molte delle informazioni relative ai finanziamenti delle  banche nel settore nucleare non erano note. Mentre, infatti, le banche  sono molto propense a fornire dati sugli investimenti in energie  rinnovabili, preferiscono non rendere pubblici i miliardi di euro che  versano all'industria nucleare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/nucleare-banche.pdf" target="_blank">Visualizza il <strong>rapporto</strong> di Greenpeace - Download PDF</a></p>
<p style="text-align: right;">fonte Greenpeace</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Animali e benessere - Cani e canini</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=562&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>Anche i nostri cani soffrono di disturbi a  livello  del cavo orale. Tra le patologie pi&ugrave; frequentemente  riscontrate, abbiamo  la parodontopatia (infiammazione delle gengive)  che, a causa del dolore  che crea, rende difficile l'assunzione e la  deglutizione di cibo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.focus.it/Community/cs/photos/blog_pet/images/391518/original.aspx" alt="" width="220" />E' molto importante  rivolgersi in tempi brevi al proprio  veterinario, in modo da impostare  subito una terapia mirata atta a  risolvere l'infezione e a togliere il  dolore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La causa principale di  questa patologia &egrave; l'accumulo di placca,  costituita per lo pi&ugrave; da  batteri e detriti alimentari. Se tale placca  non viene rimossa  regolarmente, pu&ograve; determinare l'insorgenza di  gengiviti, retrazione  gengivale e tasche parodontali. In questo caso le  complicazioni possono  essere ancora pi&ugrave; serie in quanto si creano  ascessi, fistole e infezioni  ossee. Senza contare che infezioni a tale  livello possono poi portare  problemi anche in altre parti del corpo  (es. cuore, articolazioni,  fegato, ecc.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche se a volte le  malattie paradontali hanno una sintomatologia  abbastanza specifica  (alitosi, diminuzione dell'appetito, riluttanza ad  assorbire cibi duri e  dolore durante la masticazione), quest'ultima  pu&ograve; diventare evidente  per il proprietario in una fase abbastanza  tardiva della patologia ed &egrave;  quindi consigliabile un controllo  periodico dal veterinario, per  valutare la necessit&agrave; di effettuare una  pulizia dentale (detartrasi). Un  altro aspetto che deve essere preso in  considerazione &egrave; che placca e  tartaro tendono comunque a riformarsi se  non si instaura dopo  l'intervento di pulizia un'igiene del cavo orale  appropriata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo  riguardo &egrave; importante l'uso di diete secche, di  materiali e giochi che  stimolino la masticazione e soprattutto lo  spazzolamento quotidiano dei  denti, con dentifrici specifici per cani,  per rimuovere la placca  dentale quando non &egrave; ancora mineralizzata e  quindi estremamente dura.  Non tutti i cani sopportano di farsi  spazzolare i denti regolarmente,  per questo motivo &egrave; importante  abituarli fin da cuccioli, cercando di  associare questo tipo di  operazione ad un gioco o a qualcosa di  estremamente piacevole per lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine fra le patologie  del cavo orale non vanno inoltre dimenticati  i difetti congeniti di  malocclusione dentale, i tumori e le fratture  dentarie che sono causa di  dolore e possono diventare il punto di  partenza per ascessi e  granulomi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di 								Manuela  Michelazzi e Simona Cannas | <em>Focus.it </em></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Animali - Facciamo il bagno</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=561&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Una delle domande pi&ugrave; frequenti poste  dai proprietari &egrave; quella  relativa alla frequenza dei lavaggi del  proprio cane.</p>
<p>Vivere con il cane in casa, infatti, pu&ograve;  creare preoccupazioni di  carattere "igienico", senza contare che per  alcuni proprietari l'odore  dell'animale pu&ograve; costituire un grosso  problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="http://www.focus.it/Community/cs/photos/blog_pet/images/395002/original.aspx" border="0" alt="" /></p>
<p><em>Durante il bagno meglio  evitare il getto diretto dell'acqua  sull'animale</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FREQUENZA</strong></p>
<p>Spesso, per questo motivo, si pu&ograve; arrivare a  situazioni estreme in  cui il cane viene lavato e profumato ogni  settimana. Ci&ograve; &egrave; deleterio  per il benessere dell'animale, sia perch&eacute; in  questo modo si altera il  film protettivo che protegge la cute  dall'aggressione di agenti esterni  (es. batteri, parassiti, ecc.), sia  perch&eacute; i profumi particolarmente  piacevoli per l'uomo non sono graditi  all'olfatto sensibile del cane.  Per queste ragioni <strong>&egrave; importante  lavare completamente il cane non pi&ugrave;  di 3-4 volte l'anno</strong>, ma &egrave; <strong>possibile  pulire spesso il suo  mantello con un panno imbevuto di acqua e aceto</strong>,  al fine di ridurre  odori sgradevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COME FARLO</strong></p>
<p>Durante il bagno &egrave; importante utilizzare  alcuni accorgimenti: usare <strong>sempre  acqua tiepida</strong>, uno <strong>shampoo  specifico per il ph della cute del  cane</strong>, <strong>evitare il getto diretto  dell'acqua</strong> e stare attenti a  non<strong> insaponare alcune parti della  testa </strong>(<strong>occhi e orecchie in  particolare</strong>!). Dopo aver  sciacquato il cane, avvolgerlo in un  asciugamano. Nei casi in cui fosse  necessario utilizzare un <strong>asciugacapelli</strong>,  munirsi di <strong>diffusore</strong> per evitare che il getto di aria calda  arrivi direttamente sul cane,  rischiando di scottarlo o spaventarlo.  Durante la spazzolatura, che va  effettuata seguendo la direzione del  pelo, &egrave; bene fare attenzione a non  far male al cane, strappando il pelo  in corrispondenza di eventuali  nodi. Esistono in commercio <strong>spazzole  e pettini idonei</strong> ai diversi  tipi di mantello dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="http://www.focus.it/Community/cs/photos/blog_pet/images/395003/original.aspx" border="0" alt="" /></p>
<p><em>La prima volta che si fa il bagno a  un cucciolo &egrave; meglio averlo  prima sottoposto a una visita di controllo  veterinario</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CUCCIOLI</strong></p>
<p>Per fare in modo che il cane viva  l'esperienza del bagno come una  cosa piacevole, &egrave; importante abituarlo  fin da cucciolo, in maniera  graduale e associandolo a dei premi (es.  premio in cibo o gioco). La  prima volta in cui si lava il <strong>cucciolo</strong> &egrave; importante accertarsi  del suo stato di salute tramite <strong>una visita  veterinaria</strong>.</p>
<p>Quando non si ha la possibilit&agrave; di lavare il  cane in casa ci si pu&ograve;  rivolgere ad un centro di toelettatura per cani  con buone credenziali o  optare per dei centri di lavaggio cani  self-service. In questi casi &egrave;  bene far conoscere questi ambienti al  cane eventualmente anche prima  del bisogno ed associare l'esperienza a  qualcosa di piacevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di 								Manuela  Michelazzi e Simona Cannas | Focus.it</p></p>]]>
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<item>
<title>Interventi estremi e crudeli su cani e gatti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=560&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Nella risoluzione dei problemi comportamentali   interviene la terapia comportamentale e in alcuni casi, la combinazione   tra questa e una terapia farmacologica di supporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.focus.it/Community/cs/photos/blog_pet/images/392600/original.aspx" alt="" width="220" /></p>
<p><em>Togliere le corde vocali a un cane che  abbaia spesso &egrave; una  pratica crudele. Il problema dovrebbe essere  affrontato in modo  diverso, con una specifica terapia comportamentale</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La terapia comportamentale prevede una serie  di modificazioni  comportamentali e ambientali. Le prime riguardano  cambiamenti che i  proprietari devono adottare nel loro modo di  relazionarsi con il cane.  Infatti, solo passando attraverso il  proprietario si pu&ograve; arrivare a  modificare anche il comportamento  dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda invece le modificazioni  ambientali, si traducono  in cambiamenti nell'ambiente di vita  dell'animale allo scopo di  favorire il suo stato di benessere e la sua  capacit&agrave; di adattamento.  Oltre a questo tipo di interventi, ne <strong>esistono  altri che non possono  assolutamente essere definiti "terapeutici"</strong>:  si tratta degli  interventi estremi. Sono delle manipolazioni  dell'animale, il cui solo  scopo &egrave; quello di ridurre o eliminare il  problema che l'animale causa  all'essere umano, ma che non intervengono  assolutamente nel modificarne  il comportamento e tanto meno nel curare  il disturbo comportamentale  che sta alla base del problema manifestato  dal cane o dal gatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra questi tipi di interventi  ritroviamo <strong>la limatura dei denti  del cane</strong>: viene fatta su cani  aggressivi per renderli meno  offensivi e per ridurre il danno che  possono provocare nel mordere una  persona o un altro animale. Tuttavia,  questa procedura <strong>non elimina  la funzione</strong> che il comportamento  aggressivo esprime, ovvero quelle  che sono le motivazioni che portano il  cane ad aggredire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro esempio &egrave; quello della <strong>deungulazione  del gatto</strong> che  graffia i mobili di casa. Oltre ad essere una pratica  alquanto <strong>dolorosa</strong> per l'animale e crudele da un punto di vista  umano, &egrave; da ritenersi <strong>inutile</strong> ai fini curativi. Anche in questo  caso non si cura il problema, ma si  evita il danno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altra brutale e assurda pratica &egrave; quella del  taglio delle <strong>corde  vocali del cane</strong> per fare in modo che non possa  pi&ugrave; abbaiare. Viene  richiesta per esempio per quei cani che, quando  stanno a casa da soli,  continuano a piangere e abbaiare. Anche in questo  caso il problema  comportamentale dell'animale rimane, anzi <strong>peggiora</strong> perch&eacute;  aumenta il livello di stress-ansia del cane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutte queste <strong>orrende pratiche mutilano  l'animale</strong> e alterano i  suoi sistemi di comunicazione. Pensate  infatti alla quantit&agrave; di  informazioni sia visive che olfattive che  veicolano i graffi che il  gatto lascia in diversi punti del suo  territorio. E cosa dire del  complesso sistema di vocalizzazioni che il  cane utilizza per  trasmettere informazioni sul suo stato emotivo sia ai  conspecifici che  ad altre specie fra le quali anche l'uomo (per esempio  ringhiare per  minacciare; mugulare per richiamare l'attenzione del  proprietario, per  esprimere sottomissione, leggera frustrazione;  abbaiare per indicare  uno stato di eccitazione, per difendere il  territorio, per segnalare  situazioni di allerta; ululare per sollecitare  i contatti sociali).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E' importante sottolineare che queste  pratiche non vanno quindi  considerate degli interventi risolutivi e  curativi, bens&igrave; dei semplici  palliativi che interferiscono profondamente  e sullo stato di benessere  dell'animale.</strong></p>
<p><strong>E la Legge le vieta se non eseguiti a  scopo terapeutico, sia per i  gatti che per i cani perch&eacute; considerati  maltrattamento sugli animali  (legge 281/1991 e ordinanza 03/03/2009)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di 								Manuela  Michelazzi e Simona Cannas |<em> Focus.it</em><a href="http://www.focus.it/Community/cs/blogs/a_proposito_di_cani_e_gatti/archive/category/1057.aspx" rel="tag" target="_blank"><br /></a></p></p>]]>
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</item>
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<title>Opzione veg nelle mense scolastiche: un passo avanti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=559&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://static.ivg.it:8080/photogallery/albums/userpics/10002/ristorazione.JPG" alt="" width="220" height="176" />Il lavoro per favorire l'integrazione e semplificare la scelta di menu  vegetariani e vegani nelle mense segna un passo avanti. <br /><br />La  raccolta firme per l&rsquo;opzione vegetariana e vegana nelle mense ha dalla  sua l'approvazione, da parte dalla Conferenza Stato-Regioni delle le  "Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica". Si tratta  di punti che dovranno essere tenute presenti, d'ora in poi, da chi fa  refezione scolastica, da chi esegue i controlli e anche dagli  insegnanti. <br /><br />Il documento, in sintonia con le raccomandazioni  dell'Organizzazione Mondiale della sanit&agrave; &egrave; frutto del lavoro congiunto  di un gruppo di massimi esperti nazionali nel campo nutrizionale e delle  Regioni, istituito presso la Direzione generale della sicurezza degli  alimenti e della nutrizione del Ministero della Salute. Questa tappa  rientra in un percorso strategico globale di miglioramento della qualit&agrave;  della vita, in accordo con le e politiche dell'Organizzazione mondiale  della sanit&agrave; e dell'Unione europea. <br /><br />Nelle linee di indirizzo  sono indicati i responsabili dell'organizzazione del servizio, dei  controlli, degli organismi preposti a stanziare le risorse, le regole  per un' alimentazione sana e corretta dei bambini. A pagina 14, fra gli  altri punti positivi - come la necessit&agrave; di aumentare il consumo di  frutta e verdura, - si legge che &ldquo;vanno assicurate anche adeguate  sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o  culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la  semplice richiesta dei genitori&rdquo; come gi&agrave; avviene in alcune citt&agrave;. Si  tratta di un Documento ufficiale e nazionale, condiviso dalle Regioni,  di cui non si potr&agrave; non tener conto.<br />Un passo avanti che raccoglie le  istanze di tante famiglie vegetariane, per un trattamento equo e  praticamente accessibile delle scelte alimentari 'diverse'.</p>
<p style="text-align: right;">[<a href="http://www.lav.it/index.php?id=1485" target="_blank">lav.it</a>-  24 maggio 2010 -paola segurini e roberta bartocci]</p></p>]]>
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</item>
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<title>Il vino di ossa di tigre</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=558&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2010/02/cina-anno-tigre-16-large.jpg" alt="" width="615" height="481" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l'apertura dell'Anno della Tigre   lo scorso 14 febbraio, sono in molti a pensare che in Cina l'elisir  chiamato  &laquo;wine bone tiger&raquo;, letteralmente vino di ossa di tigre,  diventer&agrave; un regalo  sempre pi&ugrave; gettonato. Nelle costose bottiglie,  vendute in media a 130 dollari  l'una, si trovano pezzi di ossa di del  maestoso felide lasciati macerare per  anni in un liquore a base di riso  che si trasformerebbe, secondo quanto  asserisce una parte della  medicina tradizionale del Paese, in un portentoso  rimedio afrodisiaco e  antireumatoide.</p>
<p><strong>LA FATTORIA DELLE TIGRI -</strong> Eppure questo prodotto &egrave;  ufficialmente  illegale nell'ex Celeste Impero dal 1993, quando il  governo di Pechino, dopo  aver proibito il traffico internazionale di  organi di tigre aderendo alla Cites  nel 1981, ne band&igrave; anche quello  interno, togliendo ossa, zampe e organi del  regale animale dalla  farmacopea ufficiale. Ma fatta la legge, trovato l'inganno  e l'elisir  di tigre &egrave; ancora in vendita, come testimoniano alcuni operatori di   Animals Asia Foundation, un'associazione no profit per la tutela degli  animali.  Proprio a loro, l'anno scorso, ne fu offerta una bottiglia nel  negozio di gadget  della pi&ugrave; grande "fattoria delle tigri" cinese: il  Xiongsen Bear and Tiger Park,  aperto nel 1993 nella citt&agrave; di Guilin  grazie al contributo finanziario del  dipartimento statale delle  foreste.</p>
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<strong>ATTRAZIONE PER  IL PUBBLICO - </strong>Qui, accanto ad altre specie esotiche prigioniere,  come orsi asiatici munti  per la loro bile e scimmie cappuccine, vivono  in condizioni disperate 1500 delle  6000 tigri &laquo;allevate&raquo; in tutta la  Cina. Negli anni Ottanta Pechino incoraggi&ograve; la  nascita di queste  strutture che dovevano fornire al mercato pelli e organi del  raro  felide, salvaguardandone in questo modo le poche migliaia rimaste in   natura. Dopo la legge del 1993, per&ograve; , le fattorie delle tigri non  furono chiuse  e a tutt'oggi sono pienamente operative e legali,  nonostante le pressioni  internazionali per chiuderle. Stipate in box  che assomigliano a quelli dei  peggiori canili nostrani, costrette a  esibirsi in giochi circensi,le tigri sono  un'attrazione per il pubblico  che, quando &egrave; numeroso, ha il privilegio di  assistere al grande  predatore che caccia una preda viva messa a sua disposizione  in  spelacchiati recinti privi di alberi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NON SI BUTTA NULLA - </strong>La questione fattorie delle tigri e del  consumo  illegale delle loro parti &egrave; un cane che si morde la coda:  mettendo in vendita  ossa e altre parti, le fattorie ne stimolano  continuamente la domanda e se la  domanda sale si intensifica anche il  bracconaggio. Non basta: la richiesta di  organi di tigre porta pi&ugrave;  facilmente a casi di grave maltrattamento perch&eacute; una  tigre morta si  trasforma in una "gallina dalle uova d'oro" alla quale si possono   espiantare gli organi. Un esempio recentissimo &egrave; quello dello zoo di  Shanyang,  megalopoli di 7 milioni di abitanti nella provincia di  Liaoning, non lontano dal  confine con la Corea del Nord. Qui, negli  ultimi tre mesi, sono morte di fame  undici tigri siberiane. Non si sa  cosa sia stato fatto dei loro corpi. Ci&ograve; che  si sa, invece, &egrave; che  l'anno della Tigre si festeggia ogni dodici anni: l'ultima  volta, nel  1998, di questi superbi animali ne resistevano in natura 5000. Oggi   sono meno di 3500, contro i 100.000 che vivevano nelle foreste del  Pianeta  all'inizio del Novecento. Chiss&agrave; se il prossimo anno dedicato  allo splendido  predatore, il 2022, ne vedr&agrave; ancora qualcuno vivo e  libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte CORRIERE.IT</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>I bambini e la natura: due perfetti sconosciuti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=557&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">I bambini considerano pi&ugrave; importanti televisione e videogiochi che  la protezione degli animali. Uno studio presentato il 18 maggio allo zoo  di Londra rivela che i pi&ugrave; piccoli sono talmente immersi nei loro mondi  virtuali da ignorare l&rsquo;esistenza e la bellezza di quello reale.</p>
</blockquote>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="Il pianeta nelle mani di un bambino" src="http://www.terranauta.it/foto/bambino_terra1274433975.jpg" alt="bambino terra" width="220" /><strong>Un  rapporto recentemente presentato allo zoo di Londra conferma che  bambini e ragazzi di oggi non conoscono la natura</strong>Le priorit&agrave;  dei bambini? Guardare la televisione e videogiocare. Ecco quanto emerso  da una ricerca condotta dal gigante dell&rsquo;aeronautica Airbus in  collaborazione con le Nazioni Unite e la <a href="http://www.cbd.int/" target="_blank">Convenzione sulla diversit&agrave; biologica (Cbd)</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio &ndash; presentato il 18 maggio allo zoo di Londra  dall&rsquo;attrice e ambientalista Daryl Hannah e dall&rsquo;esploratore Sir Ranulph  Fiennes &ndash; &egrave; stato condotto su un campione di <strong>10.000 bambini e  ragazzi</strong> di et&agrave; compresa tra i 5 ed i 18 anni provenienti da 10 Paesi  del mondo: Australia, Cina, Francia, Giappone, Germania, Gran Bretagna,  Messico, Singapore, Spagna ed Usa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soltanto il 4% degli  intervistati considera importante <strong>la salvaguardia dell&rsquo;ambiente</strong>,  contro il 40% che ha indicato la televisione o i videogiochi come il  passatempo preferito. Inoltre il 15% del campione ha dichiarato di non  conoscere il significato di <strong>&ldquo;specie a rischio&rdquo;</strong>, mentre la maggior  parte - dal 67,8% in Cina all&rsquo;86,7% in Messico - sa che l&rsquo;espressione <strong>&ldquo;surriscaldamento  globale&rdquo;</strong> si riferisce ad un aumento della temperatura del pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In  generale, dunque, bambini e ragazzi si preoccupano pi&ugrave; dei <strong>mondi  virtuali</strong> che di quello reale. Come affermato dal segretario  esecutivo della Cbd, <strong>Ahmed Djoghlaf</strong> <em>&ldquo;il sondaggio conferma la  distanza allarmante dei nostri ragazzi dalla natura e chiama a delle  iniziative urgenti per colmare questo divario tra i cittadini di domani  ed il loro patrimonio naturale&rdquo;</em>.</p>
<p>Inevitabilmente, i  bambini che crescono lontani dalla natura e dagli animali si mostrano <strong>disinteressati</strong> verso il Pianeta ed i suoi abitanti. Qualcosa, tuttavia, sembra destare  l&rsquo;attenzione dei ragazzini cresciuti circondati da tecnologia ed  effetti speciali:  <strong>la biomimetica</strong>, ovvero l&rsquo;ingegneria ispirata  alla biologia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come spiega una nota della Cbd <em>&ldquo;pi&ugrave; del 70% dei  giovani interrogati sapeva che il settore dell&rsquo;aviazione &egrave; stato  ispirato dall&rsquo;ambiente naturale. Se potessero loro stessi copiare  un&rsquo;abilit&agrave; delle specie viventi, il 66% dei bambini sceglierebbe di  volare come un uccello. Per&ograve;, quando si domanda loro quale tipo di  animali o piante vorrebbero salvare di pi&ugrave;, solo il 9% dice di voler  salvare degli uccelli&rdquo;</em>.</p>
<p style="text-align: right;">di Alessandra Profilio - fonte Terranauta.it</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Social network e adozioni: migliaia di annunci, ma chi controlla il destino degli animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=556&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p style="text-align: left;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="animali-da-compagnia" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/05/animali-da-compagnia-300x225.jpg" alt="animali-da-compagnia" width="220" height="165" />I social  network come Facebook costituiscono senza ombra di dubbio un  mezzo di  comunicazione e di contatto con altre persone molto efficace. Possono  essere utilissimi, se usati correttamente, nella consapevolezza di cosa  c&rsquo;&egrave; dietro e con seriet&agrave; ma possono diventare addirittura pericolosi se  utilizzati in modo dissennato e in ambiti diversi dallo svago.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Non diciamo niente di nuovo, certo, ma  vogliamo porre l&rsquo;attenzione su un aspetto che non &egrave; di solito trattato  dai mezzi di informazione che invece hanno affrontato altre  degenerazioni dell&rsquo;uso dei social network: <strong>la proliferazione di  annunci di adozioni di animali e il proliferare parallelo di  &ldquo;professionisti&rdquo; dell&rsquo;affido. </strong></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Vista la facilit&agrave; con cui &egrave; possibile  veicolare un messaggio e con cui &egrave; possibile rispondere, si verificano  spesso situazioni spiacevoli.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Molte persone si improvvisano &ldquo;esperte&rdquo;,  prendono in carico un numero sorprendente di animali che &ldquo;smistano&rdquo;  senza neppure alzarsi dalla sedia, il tutto comodamente dal loro pc,  senza averli mai visti, <strong>senza conoscere chi li mette in adozione  e cosa pi&ugrave; grave, senza conoscere quale sia la loro destinazione.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: left;">Chi si occupa come noi da anni di  colonie feline, di animali in genere e spesso  anche di adozioni, sa che  non &egrave; cosa semplice.</p>
<p style="text-align: left;">Sa che <strong>ogni vita di cui ci si  prende carico &egrave; una responsabilit&agrave;</strong> e non si pu&ograve; di certo  prendere la cosa con leggerezza o, peggio, improvvisare perch&eacute; affidare  un animale a terzi &egrave; senza dubbio pi&ugrave; complesso che tenerne uno in prima  persona e presuppone un impegno mille volte maggiore nei controlli.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Se di noi stessi possiamo non dubitare,  non possiamo applicare lo stesso ragionamento ad altri, e non possiamo  rischiare di improvvisarci intermediari per degli affidi se non siamo  pi&ugrave; che certi della seriet&agrave; dell&rsquo;adozione, non ne verifichiamo i  presupposti e soprattutto non ne monitoriamo le conseguenze affidandoci  solo all&rsquo;impressione che possiamo avere dopo aver visitato un &ldquo;profilo&rdquo;.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Per questo motivo <strong>&egrave; strettamente  necessario</strong>, se ci si occupa di affidare un animale, <strong>predisporre  controlli pre e post affido</strong>, conoscere di persona chi prender&agrave;  con s&eacute; l&rsquo;animale e anche chi ci ha segnalato il caso, accertarsi della  destinazione dell&rsquo;animale, non affidarlo se sappiamo gi&agrave; che verr&agrave;  ceduto, chiedere come e dove verr&agrave; tenuto, se ci sono altri animali, se  si tratta della prima esperienza di affido e occuparsi degli affidi che  effettivamente riteniamo di poter gestire nel modo pi&ugrave; corretto.</p>
<p style="text-align: left;">Tutto questo potrebbe sembrare normale a  chi ha sempre agito in questo modo e ha sempre preso in carico un  affido solo se effettivamente sicuro di poterlo portare a termine e sono  molte le persone veramente fidate, cos&igrave; come molte le associazioni che  si occupano di questo, ma purtroppo con il proliferare di gruppi e  pseudo associazioni non meglio identificate, non sempre &egrave; cos&igrave; ed &egrave;  molto difficile fare le dovute differenze.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">E&rsquo; facile imbattersi in appelli a cui  rispondono persone che non conoscono chi l&rsquo;appello l&rsquo;ha lanciato e che  fanno da intermediari per l&rsquo;affido degli animali per altre persone,  anch&rsquo;esse mai viste e che mai saranno viste, semplicemente perch&eacute; &egrave;  molto semplice cliccare sull&rsquo;ormai noto pulsante &ldquo;CONDIVIDI&rdquo; senza  pensare troppo a che meccanismo si innesca.</p>
<p style="text-align: left;">Persone in cerca di una soluzione per  l&rsquo;affido di animali, ricevono risposte da persone che si offrono di  &ldquo;piazzarli&rdquo; e, troppo spesso, si fidano spinti dal bisogno o anche dalla  buona fede. Gli affidano gli animali e ritengono il loro compito  concluso senza curarsi di ci&ograve; che viene dopo.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Si legge di gatti o cani adottati e poi  restituiti, che passano di casa in casa, di citt&agrave; in citt&agrave;, si legge di  staffette organizzare con furgoni pieni di animali che vengono affidati e  di cui poi non &egrave; pi&ugrave; possibile tracciare il percorso, non si legge  quasi mai di controlli pre affido, di moduli di adozione, di controlli  post affido e, quando va bene, ci si affida solo a qualche fotografia  per i primi tempi dopo l&rsquo;adozione e nulla pi&ugrave;.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Quel che &egrave; peggio, &egrave; che in molti casi,  in molti gruppi e in molti &ldquo;post&rdquo;, si elargiscono a piene mani anche  consigli veterinari, si raccolgono fondi per non meglio identificate  strutture facendo leva sul meccanismo base del social network; <strong>la  velocit&agrave; di scambio delle informazioni.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: left;">A farne le spese, le persone e le  associazioni che invece si occupano seriamente di adozioni da tempo, che  seguono regole rigide per l&rsquo;affido, che si impegnano quotidianamente e  &ldquo;fisicamente&rdquo; spendendo il loro tempo per la cura degli animali che  adesso, visto che l&rsquo;unico requisito ritenuto importante sembra essere la  velocit&agrave;, vengono accusate di non essere sempre pronte immediatamente.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Distinguere non &egrave; semplice.</p>
<p style="text-align: left;">Soprattutto per una persona che si trova  in una situazione in cui non si &egrave; mai trovata, che magari ha con s&eacute; un  cane abbandonato e vuol fare un&rsquo;opera buona in piena buonafede.</p>
<p style="text-align: left;">Sappiamo per esperienza che di molti di  questi animali non si hanno pi&ugrave; notizie, guardiamo con diffidenza a  tutti quegli annunci in cui non viene neppure nominato un foglio di  adozione, a tutte quelle fotografie di cuccioli affidati esposti come  numero e di cui non sapremo pi&ugrave; nulla.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Chi &egrave; pi&ugrave; veloce ad accaparrarsi il  &ldquo;caso&rdquo; avr&agrave; il suo momento di gloria.</p>
<p style="text-align: left;">Chi &ldquo;risolver&agrave;&rdquo; la questione avr&agrave; pi&ugrave;  post in bacheca con complimenti ed elogi e questo baster&agrave; a giustificare  una leggerezza che pagheranno solo gli animali.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Invitiamo tutti coloro i quali si  ritroveranno ad aver bisogno dell&rsquo;aiuto di qualcun altro per l&rsquo;affido di  un animale a seguire personalmente tutto l&rsquo;iter dell&rsquo;animale, a  pretendere che vengano effettuati dei seri controlli pre affido e a  pretendere di ottenere delle notizie certe circa l&rsquo;identit&agrave; di chi  adotta e il destino dell&rsquo;animale.</p>
<p style="text-align: left;">Invitiamo tutti quanti a diffidare di  chi colleziona album su album di foto di animali adottati, a chiedere  sempre che fine hanno fatto, come stanno, dove e come vivono.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Affidare un animale non &egrave; un  gioco, affidarne un certo numero non &egrave; una gara, assumersi una  responsabilit&agrave; di questo tipo &egrave; quanto di pi&ugrave; lodevole ci sia, ma solo  se &egrave; fatto in modo serio e veramente responsabile, se si pu&ograve; dimostrare  di aver fatto davvero di tutto, quantomeno, di essersi alzati da una  sedia e di aver staccato gli occhi dal pc.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: left;">Ovviamente di tutti gli animali che  abbiamo affidato negli anni in cui ci siamo occupati di colonie feline e  affidi, abbiamo notizie periodiche certe. Ci premuriamo di conoscere  direttamente i destinatari degli animali che ci &egrave; capitato di far  adottare, quando &egrave; possibile visitiamo direttamente i luoghi in cui  questi andranno a vivere e non affidiamo nessuna vita a sconosciuti.</p>
<p style="text-align: left;">Ci &egrave; capitato di avere un risultato  negativo per un controllo post affido e non abbiamo esitato a revocare  l&rsquo;adozione per il bene dell&rsquo;animale, seguiamo direttamente gli animali e  quelli di cui decidiamo di occuparci li teniamo noi stessi in stallo.  &nbsp;Non sempre &egrave; possibile farlo, certo, perch&eacute; occuparsi realmente di un  animale implica un impegno REALE che solo chi se l&rsquo;&egrave; assunto pu&ograve;  conoscere.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Cos&igrave; come noi molte altre associazioni o  singole persone agiscono con seriet&agrave;, sanno cosa significa concludere  bene un&rsquo;adozione, sanno quanta gioia pu&ograve; dare una cura andata a buon  fine e quanto si pu&ograve; realmente soffrire se invece non si raggiunge il  risultato sperato.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Ovviamente non &egrave; uguale a farlo  limitandosi a girare dei post, facendo solo da intermediari dalla  propria postazione pc. Ci si sporca le mani, spesso ci si ritrova a  dover curare pi&ugrave; animali contemporaneamente, si impiega anche pi&ugrave; tempo a  trovare una sistemazione, ma di certo, la soddisfazione &egrave; maggiore e il  bene degli animali &egrave; preservato.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Vigilare su questo &egrave; fondamentale,  perch&eacute; il solo pensiero del destino imprecisato di questi animali ci  mette in angoscia e ci fa rabbia ogni giorno. A noi e a tutti gli altri  che davvero si impegnano ogni giorno per il bene degli animali.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte <span><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/category/colonie-feline" rel="category  tag" title="Visualizza tutti gli articoli in Colonie Feline" target="_blank">Colonie Feline</a> - </span><a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">http://www.laboratorioantispecista.org</a></p></p>]]>
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<title>La vivisezione è solo business</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=555&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.oipaitalia.com/vivisezione/foto/nepal(WinCE).jpg" alt="" width="200" height="165" />Marco Mamone Capria, professore di  matematica dell'Universit&agrave; di  Perugia, ha raccolto l'eredit&agrave; morale del  padre dell'antivivisezionismo  scientifico Hans Ruesch. Nel suo libro  del 1976 "Imperatrice nuda",  Ruesch lanci&ograve; un radicale atto di accusa  alle presunte basi scientifiche  della vivisezione, arrivando alla  conclusione che non esista alcun  motivo valido, oltre al carrierismo  dei ricercatori e al profitto delle  case farmaceutiche, per continuare a  sperimentare su animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il testo  influ&igrave; sulla politica e diede una  forte scossa al movimento animalista  mentre l'autore incapp&ograve; in  infiniti boicottaggi, persino da parte del  suo stesso editore. Mamone &egrave;  il curatore dei due ultimi libri di Ruesch,  "La medicina smascherata" e  "La figlia dell'imperatrice".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Prof. Mamone, &egrave; davvero possibile, al di l&agrave; delle ragioni  etiche,  combattere sul piano scientifico la metodologia pi&ugrave; usata dalla  ricerca  medica in tutto il mondo? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Decisamente s&igrave;, la  vivisezione &egrave; solo un inganno crudele e questo  appare evidente a  chiunque approfondisca un po' l'argomento. In primis  per le differenze  biologiche tra le specie che rendono i risultati mai  univoci: si pu&ograve;  scegliere, ad esempio, che animale usare per ottenere  il risultato  voluto e far commercializzare un nuovo composto chimico,  senza sapere in  realt&agrave; nulla della sua eventuale tossicit&agrave; per gli  umani. Nella ricerca  medica, poi, si tratta di curare patologie non  naturali, ma indotte  artificialmente e solo superficialmente simili a  quelle umane.</p>
</blockquote>
<p><em>Si leggono spesso notizie che parlano di cure trovate per  malattie  umane riprodotte nei topi. Ma poi si aggiunge che mancano anni  alle  applicazioni umane o che, visto il successo nei roditori, gli  stessi  test ripartono su altri animali. Ma qual &egrave; il criterio con cui  si decide  che animale usare?</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le ragioni sono economiche e organizzative, lo ammettono anche loro.  In  Italia si usano pi&ugrave; i roditori che le scimmie, che sono  evolutivamente  pi&ugrave; vicine all'uomo, ma anche pi&ugrave; costose. E' comune che  i ricercatori  sacrifichino migliaia di vite e ingenti fondi pubblici  per "curare" i  topi, dopodich&eacute; sono cos&igrave; consapevoli dell'inutilit&agrave; del  risultato che  ripartono da zero con i primati. Ma intanto possono  allungare la loro  lista delle pubblicazioni.</p>
</blockquote>
<p><em>E con le scimmie il risultato &egrave; sempre valido? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">No e lo dimostra il fallimento pi&ugrave; clamoroso e drammatico della   vivisezione, quello della talidomide. Il farmaco fu dato alle donne in   gravidanza e provoc&ograve; la nascita di migliaia di bambini focomelici, senza   gambe o braccia. La prova della vivisezione era stata brillantemente   superata: il farmaco risultava sicuro per varie specie di primati e di   topi, conigli, cani, gatti, maiali e armadilli, tra i quali solo rari   individui mostravano reazioni avverse. Su questo argomento grandi nomi   della sperimentazione animale come Rita Levi Montalcini e Silvio   Garattini si sono dimostrati in maniera imbarazzante incoerenti e   reticenti, quando li hanno incalzati gli abilissimi autori di   un'inchiesta del programma Rai "Report" dal titolo "Uomini e topi"   (disponibile all'indirizzo <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90208,00.html" target="_blank">www.report.rai.it</a> , ndr) alla quale ho  collaborato.</p>
</blockquote>
<p><em>E cosa &egrave; emerso? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le argomentazioni dei ricercatori crollano ad una ad una. Alla  faccia  della trasparenza, nessun laboratorio lascia entrare i  giornalisti,  neanche quello dell'Istituto Superiore di sanit&agrave;, ente  pubblico, che  dovrebbe essere la frontiera ultima della garanzia in  ambito sanitario.  Addirittura il responsabile della ricerca su animali,  Rodolfo Lorenzini,  dichiara candidamente di fungere allo stesso tempo  da controllore e  controllato avendo la facolt&agrave; di firmare i moduli per  le autorizzazioni  alle proprie sperimentazioni. Lorenzini inoltre  ricopre un ruolo per il  quale, secondo l'interpretazione naturale del  decreto legislativo  116/92, sarebbe auspicabile essere iscritti  all'Ordine dei Veterinari  cosa che lui non &egrave;. Ed emergono anche  situazioni clamorosamente  illegali, che per&ograve; nessuno ha denunciato.</p>
</blockquote>
<p><em>Ad esempio? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">I corsi di formazione di chirurgia laparoscopica dell'Universit&agrave;   Cattolica di Roma in cui si fanno esperimenti illegali sui maiali. Sono   esercitazioni vietate dalle legge italiana perch&eacute;, data l'esistenza di   metodi sostitutivi altrove utilizzati, non sussiste la condizione di   "inderogabile necessit&agrave;" prevista dalla legge.</p>
</blockquote>
<p><em>Chi dovrebbe denunciare questo abuso gratuito sugli animali? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Credo che dovrebbe essere il compito specifico delle associazioni   antivivisezioniste. Cos&igrave; come dovrebbero denunciare le facolt&agrave;   scientifiche italiane che quasi ovunque disattendono l'obbligo di dare   massima pubblicit&agrave; alla legge 413/93 sull'obiezione di coscienza alla   vivisezione nella didattica. Si configura il reato di omissione di atti   d'ufficio, per il quale &egrave; stata gi&agrave; denunciata nel 2004 l'Universit&agrave; di   Perugia che, mesi dopo, si &egrave; messa in regola.</p>
</blockquote>
<p><em>Lei crede che le associazioni non si muovano in questo senso? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ne "La medicina smascherata" Ruesch parla di come le associazioni  nate  antivivisezioniste, almeno alcune, abbiano perso l'obiettivo di   combattere, appunto, la sperimentazione animale e si siano invece   convertite pi&ugrave; genericamente alla difesa dei "diritti degli animali"   insistendo su argomenti solo etici e concentrandosi su altri temi come   mattatoi, pellicce, ecc. Ma &egrave; solo dimostrando le basi fallaci e   truffaldine sulle quali poggia la vivisezione che si pu&ograve; pensare di   liberare le sue vittime. Del resto le argomentazioni etiche non cambiano   di una virgola le politiche dei governi, n&eacute; tantomeno quelle delle   multinazionali, nemmeno quando in ballo ci sono le persone. Non appare   ingenuo pensare che far leva sulla morale possa salvare gli animali   quando dall'altra parte ci sono interessi economici?</p>
</blockquote>
<p><em>Negli ultimi anni per&ograve; il movimento antivivisezionista &egrave;  riuscito a  recuperare molti animali, ci sono centri in cui si fa  riabilitazione... </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il fronte pi&ugrave; attivo infatti &egrave; quello della riabilitazione. Di certo   utile per i pochi animali che riescono a uscire dai laboratori, che si   salvano per&ograve; solo per un'operazione discrezionale dei vivisettori, che   ad esempio non consegnano mai cani o gatti malmessi su cui abbiano   "lavorato", ma solo quelli in esubero, per evitare di fare brutta   figura. E' necessario che almeno parallelamente si lavori per   smascherare la truffa.</p>
</blockquote>
<p><em>Promuovendo anche i metodi alternativi? </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Li chiamerei sostitutivi o, semplicemente, scientifici. Funzionano, e   sono economici, rapidi e certi. Eppure restano anni in attesa di  essere  validati perch&eacute; la pietra di paragone sono i risultati della   vivisezione, che invece non &egrave; mai stata validata e che a seconda delle   specie d&agrave; risultati diversi. Le nuove procedure invece, come i chip   genetici, che indicano direttamente come una sostanza chimica   interferisce con il dna umano, danno risposte inoppugnabili.</p>
</blockquote>
<p><em>E allora, se costano anche meno perch&eacute; non decollano?</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il loro guaio &egrave; proprio che danno risultati univoci. Oggi per  ottenere  il via a un prodotto basta trovare l'animale che lo tolleri,  con metodi  veritieri questo business sarebbe impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">Leonora Pigliucci - Fonte: www.liberazione.it</p></p>]]>
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<title>Il 54% degli americani prenderebbe un cane in un rifugio</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=554&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://static.blogo.it/petsblog/4294048871_99d5812b4d.jpg" alt="" width="220" height="222" />Secondo una ricerca riportata sul quotidiano <strong>USA Today</strong>, alla domanda   "dove andrebbe a prendere un cane?" il 54% degli intervistati ha   risposto che andrebbe a trovare il suo nuovo amico quadrupede nel  pi&ugrave;  vicino rifugio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sondaggio rivela che il canile &egrave; la prima  scelta  oltrepassando gli allevatori che raggiungono il 23% delle  preferenze,  e  i negozi di animali, piazzati all'ultimo posto con meno  del 10% di  pareri positivi. Un'altro dato molto significativo &egrave; che  il  40% degli  intervistati ha dichiarato che prenderebbe con se il cane  anche se  avesse problemi di salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi fa parte di questa grande fetta sostiene che &egrave; inutile prendere   un cane in allevamento o in un negozio quando in un canile ci sono   tantissimi cani  bisognosi di aiuto e di amore che stanno solo  aspettando una nuova  famiglia per essere felici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cani non solo cuccioli  ma anche adulti,  spesso trascurati dai potenziali nuovi padroni  proprio a causa dell'et&agrave;.  In molti, per&ograve;, sono restii a fare ancora  questa scelta. Chi opta per  il negozio o l'allevamento lo fa perch&egrave;  vuole una  razza precisa o perch&egrave; &egrave; convinto, erroneamente, che in  canile i  cani siano malati mentre in un negozio o in un allevamento no.</p>
<p style="text-align: right;">fontr USAToday</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Abbandonata, gattina muore di crepacuore</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=553&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="images/cronaca.jpg" alt="" width="200" height="209" />ABANO</strong> (PD) - Una  povera micetta &egrave;  morta d'infarto dopo essere stata abbandonata in uno scatolone.   Un'azione crudele da parte dei proprietari, che l'ha fatta morire di  crepacuore,  lasciando soli e affamati quattro micetti nati da poche  ore. Adesso  la Lac cerca i  proprietari, che rischiano una denuncia per  abbandono e maltrattamento  d'animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La gattina nera, con il  collarino al collo, era stata abbandonata nei  pressi del parcheggio di  via Calle Pace, dove vive da tempo una colonia di gatti  randagi.  Abbandonata perch&eacute; i proprietari si sono accorti che stava partorendo.   Certo hanno scelto di lasciarla in un luogo dove qualcuno di buon cuore  potesse  raccoglierla. Solo che l'abbandono e il parto le hanno causato  un fortissimo  stato di stress, che le &egrave; risultato fatale. &laquo;La  volontaria che si occupa della  colonia l'ha trovata verso le 9 di sera  quando aveva avuto i piccoli da poco e  se n'&egrave; presa cura - racconta  Davide Garardo, presidente Lac - Purtroppo ha avuto  un attacco  epilettico ed &egrave; stato necessario correre dal veterinario&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui la  gatta  poco dopo &egrave; morta per un attacco cardiaco. &laquo;Secondo il veterinario, il   forte stato di stress dovuto al parto, all'abbandono e al ritrovarsi in  un luogo  sconosciuto le sono stati fatali - continua Garardo - Una  vera crudelt&agrave; da parte  dei proprietari&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte mattinodipadova</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Stop canili lager e randagismo, al via task force ministero</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=552&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="images/cronaca.jpg" alt="" width="200" />Roma</strong> - Lotta al randagismo e ai  canili  lager. Sono le 'missioni' della nuova task force presentata oggi  dal  sottosegretario alla Salute Francesca Martini, un'unit&agrave; operativa   specializzata all'interno del ministero di Lungotevere Ripa che si   occuper&agrave;, grazie al lavoro di 10 veterinari e di 4 esperti per il   supporto giuridico e amministrativo, proprio di difendere i diritti   violati di cani e gatti.La task force organizzer&agrave; sopralluoghi ispettivi   e attivit&agrave; di verifica su tutto il territorio nazionale, monitorer&agrave; e   gestir&agrave; le segnalazioni di maltrattamenti e interverr&agrave; direttamente in   caso di emergenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si occuper&agrave; inoltre di attivit&agrave; formativa,   informativa e di comunicazione e curer&agrave; i rapporti con i cittadini e le   associazioni animaliste. Tutti gli italiani e le associazioni impegnati   nella tutela del benessere degli animali possono da oggi inviare   segnalazioni dirette al nuovo indirizzo di posta elettronica predisposto   dal ministero della Salute <a href="mailto:utela.animale@sanita.it" target="_blank">tutela.animale@sanita.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Abbiamo  dato il via a una modalit&agrave; organizzativa innovativa -  ha detto Martini -  con una riforma del ministero della Salute a costo  zero. Un Paese che  si avvia al federalismo deve avere ministeri che  siano in grado di  rispondere ai bisogni reali. Questa task force  rappresenta un raccordo  fondamentale con il territorio per incidere in  maniera concreta e attiva  sul fenomeno del randagismo e del  maltrattamento animale. Operer&agrave; in  sinergia con i carabinieri dei Nas e  con tutte le risorse associative e  ispettive a tutela degli animali  presenti nel nostro Paese".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Ogni  veterinario fra i 10 incaricati - ha  spiegato - sar&agrave; responsabile dei  vari singoli casi segnalati, che  saranno seguiti dall'inizio alla fine  in modo da avere un unico  referente ed essere certi che i risultati  arrivino poi alla  magistratura. Questa iniziativa &egrave; un tassello  fondamentale per la lotta  al degrado, al malaffare, alla violenza ancora  purtroppo diffusa in un  Paese civile come l'Italia"."Dal luglio 2008 abbiamo effettuato circa  1.200-1.500 ispezioni in canili, allevamenti, negozi di animali,  strutture di  addestramento e toelettatura - ha detto Cosimo Piccinno,  comandante dei  Nas - e circa il 30% &egrave; sfociato in una denuncia  all'autorit&agrave;  giudiziaria. Il nostro obiettivo, e quello che ci  attendiamo da questa  task force, &egrave; di non vedere pi&ugrave; cani o gatti  maltrattati in Italia".</p>
<p style="text-align: right;">fonte Adnkronos Salute</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Haiti, a quattro mesi dal terremoto resta lo stato di allerta</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=550&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>"Le piogge si sono intensificate e le  inondazioni negli accampamenti degli sfollati si susseguono pi&ugrave; volte a  settimana" </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quattro mesi dopo il terremoto che ha devastato l&rsquo;isola di  Haiti, lo staff di Medici Senza Frontiere continua le proprie attivit&agrave;  per rispondere ai bisogni medico-sanitari in continuo mutamento.  Attraverso 20 strutture sanitarie e numerose cliniche mobili, MSF  continua a fornire servizi sanitari di base gratuiti alla popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Pi&ugrave; di un milione di persone vive ancora in condizioni deplorevoli,  sotto le tende o in ricoveri di fortuna, senza nessuna prospettiva  chiara per il futuro&rdquo;, spiega Stefano Zannini, capo missione di MSF ad  Haiti. &ldquo;Nel frattempo le piogge si sono intensificate e le inondazioni  negli accampamenti degli sfollati si susseguono pi&ugrave; volte a settimana&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire dal 12 gennaio, MSF ha fornito cure mediche a 137mila  pazienti. Nelle strutture sanitarie di base, le patologie oggi pi&ugrave;  frequenti sono principalmente le infezioni alle vie respiratorie e le  malattie legate alla contaminazione dell&rsquo;acqua, come malaria o la  diarrea. Dalla fine di marzo, 71 casi di sospetta febbre tifoide,  malattia legata alle scarse condizioni di igiene, sono stati trattati  presso l&rsquo;ospedale Choscal, nel quartiere di Cit&eacute; Soleil a  Port-au-Prince.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un paese con pi&ugrave; del 60% delle strutture sanitarie seriamente  danneggiate o completamente distrutte, MSF si impegna anche a rispondere  ai bisogni pi&ugrave; specialistici, gestendo o supportando ospedali e  strutture mediche di secondo livello. &ldquo;Ci sono feriti a causa del  terremoto che hanno bisogno di operazioni di chirurgia ortopedica e di  assistenza post operatoria, ma anche pazienti che hanno nuovamente  bisogno di cure ordinarie, come i feriti per incidenti domestici o  automobilistici&rdquo;, dichiara John Pratt, medico dell&rsquo;ospedale di MSF Saint  Louis a Port-au-Prince.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la maternit&agrave; &egrave; una priorit&agrave;: nel solo mese di aprile, MSF ha  eseguito 635 parti a rischio, compresi 131 cesarei, presso il centro  medico Isaie Jeanty nella capitale. MSF ha inoltre costituito l&rsquo;unica  unit&agrave; specialistica per la cura degli ustionati gravi presso l&rsquo;ospedale  Saint-Louis. La maggior parte dei pazienti sono bambini che riportano  gravi ustioni a causa di incidenti che avvengono negli alloggi  temporanei che spesso ospitano famiglie molto numerose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli psicolgi hanno curato circa 69.000 vittime del terremoto nelle  strutture di MSF e nei campi sfollati. &ldquo;Nonostante siano passati 4 mesi  dal terremoto, molti haitiani hanno ancora la sensazione che la terra si  muova sotto i loro piedi. Molti di loro soffrono di forme psicotiche  acute&rdquo;, dichiara Maryvonne Bargues, psichiatra di MSF. &ldquo;La popolazione  si rende conto che la situazione di disagio non si risolver&agrave; in breve  tempo e c&rsquo;&egrave; un&rsquo;atmosfera di depressione collettiva. Ma nonostante questo  non si rassegna&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l&rsquo;arrivo delle piogge e l&rsquo;avvicinarsi della stagione degli  uragani, MSF sta trasferendo progressivamente le sue attivit&agrave; sanitarie  dalle tende alle strutture permanenti o semi-permanenti e si sta  preparando a rispondere ad un eventuale aumento delle emergenze. E&rsquo;  stato ordinato materiale medico e logistico supplementare che sar&agrave;  disponibile nelle prossime settimane in modo da poter intervenire in  maniera adeguata e in funzione dei bisogni.</p>
<p style="text-align: right;">fonte MSF</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Congo: l’unica cosa da fare è tentare di fuggire dalla guerra</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=549&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img class="wp-image-2439 size-full alignnone" title="DRCONGO-POLITICS-ELECTION" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/05/con_17_672-458_resize.jpg" alt="" width="615" height="410" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In  totale, anche se con qualche pausa, sono pi&ugrave; di 15 gli anni di guerra  che &ldquo;regalano&rdquo; al Congo il primato di morti in un conflitto (certificato  dall&rsquo;Unicef) dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: cinque milioni  di vittime, il 90% delle quali civili. E non &egrave; finita: la popolazione  delle zone nord orientali di questo paese africano ogni giorno,  nell&rsquo;indifferenza quasi totale, tenta di salvare la pelle, in stato di  emergenza perenne. Mentre il resto del Congo ha trovato una via alla  pacificazione, le regioni di Ituri e Kivu sono attraversate da un fiume  di violenza che continua ad aumentare la sua corrente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti contro  tutti: esercito regolare, fronte democratico di liberazione del Ruanda,  ribelli della formazione dell&rsquo;ex generale Laurent Nkunda, truppe  irregolari ugandesi, oltre alle milizie indigene dei Mai-Mai. Migliaia  di donne, bambini e talora uomini sono stati stuprati, e centinaia di  migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Nel Nord Kivu  dagli scontri armati tra fazioni si &egrave; passati alla guerriglia: ogni  gruppo terrorizza la popolazione e d&agrave; fuoco alle case di un villaggio  per vendicare il presunto appoggio fornito dagli abitanti alla fazione  rivale. Richard Domba, vescovo della citt&agrave; di Dungu, parla un ottimo  italiano e riferisce che i resoconti di due ragazzine di 15 anni, rapite  da un gruppo di ribelli ugandesi e poi miracolosamente fuggite, lo  hanno sconvolto: &laquo;Le violenze che hanno subito non sono riferibili. Loro  rimarranno segnate per sempre&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vescovo congolese spiega che sono  centinaia gli adolescenti che vengono prelevati a forza dai ribelli nei  villaggi: &laquo;Le ragazze servono per il sesso, gli adolescenti invece sono  usati per trasportare tutto l&rsquo;equipaggiamento nella foresta: sono  caricati come bestie e quando uno non ce la fa pi&ugrave; viene ucciso sul  posto&raquo;. La missione di pace delle Nazioni Unite, la pi&ugrave; grande al mondo  con circa 17mila uomini impegnati e un costo annuo superiore a un  miliardo di dollari, non &egrave; mai riuscita a evitare i massacri ed ora sta  pensando a un ritiro graduale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA DANNAZIONE DELLA RICCHEZZA &ndash; </strong>Tranne le armi manca  tutto: cibo, acqua, medicine, piet&agrave;. In compenso, e non &egrave; un caso, le  zone dove si combatte sono ricche, ricchissime: con la guerra continuano  a prosperare gli affari legati alle materie prime, soprattutto  diamanti, oro e coltan, che prendono la via di Ruanda, Uganda e Burundi.  Il dramma dell&rsquo;Est del Congo &egrave; in buona misura il risultato di una  competizione feroce fra vari gruppi controllati quasi sempre dall&rsquo;estero  per lo sfruttamento illegale delle immense risorse di questa parte del  Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per mantenere il controllo (illegale) su queste risorse preziose, i  Paesi confinanti creano ed usano degli pseudo gruppi ribelli. Non sono  casi isolati quelli che vedono militari di opposte fazioni collaborare  per lo sfruttamento delle miniere: l&rsquo;oro estratto viene trasportato da  aerei che decollano dagli aeroporti controllati dall&rsquo;esercito. Sono  stati vani gli sforzi delle autorit&agrave; congolesi per mettere sotto  controllo la situazione: nel 2008 il 90% dell&rsquo;oro era ancora estratto e  commercializzato illegalmente.&nbsp;Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e  Belgio&nbsp;sono in competizione con la Cina in questa regione, e ognuna di  queste potenze sostiene parti diverse e conflittuali del Paese,  alimentando in questo modo un perenne stato di tensione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UN MILIONE E MEZZO IN FUGA -</strong> Nel frattempo la vita  della popolazione si trascina in mezzo a un inferno. Solo nella  primavera 2009 si &egrave; alzata un&rsquo;altra ondata di oltre 250mila sfollati,  che senza poter contare su nulla si sono messi in marcia per tentare di  lasciare lo scenario di guerra e si sono aggiunti alla marea di gente  che vaga in cerca di una via di uscita dalle zone del conflitto: si  stima che siano pi&ugrave; di un milione e mezzo le persone in fuga solo dal  Nord Kivu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come se, nel giro di poco pi&ugrave; di dieci anni, la popolazione  di una citt&agrave; pi&ugrave; grande di Milano si sparpagliasse in cerca di salvezza.  &laquo;Sono assetato di pace per la popolazione del mio paese che non ne  trova da anni&raquo; ha detto a&nbsp;Famiglia Cristiana&nbsp;Faustin Gahima, un esule  che vive in Italia da 11 anni. Sono diverse invece le frasi dei suoi  connazionali che non sono riusciti a mettersi in salvo. La pace per loro  &egrave; un pensiero lontano, conta sopravvivere. Tra i pochi occidentali che  li possono ascoltare, oltre ai missionari, c&rsquo;&egrave; il personale di Medici  senza Frontiere. Amisi, 20 anni ha raccontato di aver lasciato Kule  &laquo;perch&eacute; non potevo pi&ugrave; lavorare nei campi, occupati dai militari. Sono  sopravvissuto per alcuni giorni mangiando qualche frutto, poi ho deciso  di tentare la fuga&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE ULTIME NOTIZIE &ndash;</strong> Dalle ultime notizie raccolte  nella zona i combattimenti nell&rsquo;area di Hauts Plateaux hanno spinto  altri 10 mila a fuggire dai loro villaggi (Kitoga, Mugutu, Birunga,  Kangova) per cercare rifugio nella zona di Mukumba. &laquo;Le persone che  hanno raggiunto la nostra struttura medica ci hanno raccontato che molti  civili hanno paura di venire in ospedale, perch&eacute; temono di essere  aggrediti dai gruppi armati. Non esiste alcun luogo sicuro per  nascondersi&raquo;, dichiara Philippe Havet, capo missione di Msf. &laquo;L&rsquo;Hauts  Plateaux &egrave; una zona molto isolata con montagne che arrivano fino a 3mila  metri di altezza e non vi sono strade ovunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli scontri tra i  combattenti sono molto feroci e i civili sono vittime dirette. Temiamo  che molte persone potrebbero morire, perch&eacute; non riescono a raggiungere  l&rsquo;ospedale per ricevere l&rsquo;assistenza medica di cui hanno bisogno&raquo;. E&rsquo;  difficile dire quante persone sono ancora intrappolate ai confini della  foresta, senza cibo, nelle zone di conflitto. Diverse migliaia, secondo i  leader delle comunit&agrave; locali. Tutti in attesa che il mondo si ricordi  di loro e non solo delle miniere d&rsquo;oro e di diamanti. Le vicende della  Repubblica &ldquo;Democratica&rdquo; del Congo, per la cronaca, nella tv italiana,  sono state citate in totale sette volte in un anno intero. Forse  qualcosa di pi&ugrave; si pu&ograve; fare.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Twende</p></p>]]>
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<title>Sospensione della campagna contro l'aeroporto di Montichiari</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=548&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Comunichiamo a tutti che le proteste dirette agli aeroporti  di Montichiari e Verona hanno sortito il loro effetto.</strong></p>
<p>Dopo un messaggio inviato ieri a chi aveva mandato mail di protesta,  questa mattina la stessa azienda ha emesso un comunicato stampa in cui  ribadisce l&rsquo;impegno a cessare il trasporto di animali sia dallo scalo  bresciano che da quello veronese. La stessa nota &egrave; stata fatta circolare  internamente a tutte le compagnie di trasporto aereo operanti nei loro  scali, chiedendo di non accettare pi&ugrave; alcun trasporto di animali nei  loro voli cargo.<br /> <br /> Le migliaia di mail di protesta, l&rsquo;imminente presidio di sabato 22 e  l&rsquo;interesse di tutti i media che stavano facendo domande al loro ufficio  stampa, hanno fatto fare una rapida scelta.</p>
<p>Questo &egrave; un ottimo risultato, non solo per la circostanziata campagna  contro Green Hill, ma anche come precedente per future campagne contro  la tratta di animali per la vivisezione. Come coordinamento contatteremo  a breve tutti gli altri aeroporti limitrofi per chiedere una simile  posizione e comunicheremo nuove svolte per la campagna.</p>
<p>Il presidio di sabato 22 maggio alle ore 17.00, dopo l&rsquo;appuntamento  delle 14.00 davanti a Green Hill, non si terr&agrave; pi&ugrave; quindi davanti  all&rsquo;aeroporto ma &egrave; spostato presso una azienda della zona che rifornisce  l&rsquo;allevamento: Nestle&rsquo; Purina Petcare Italia, che dal suo stabilmento  nazionale di Castiglione dello Stiviere fornisce il cibo  all&rsquo;allevamento. Comunicheremo a breve maggiori dettagli su questa  azienda.</p>
<p>Grazie per il sostegno.</p>
<p style="text-align: left;">Per la liberazione animale</p>
<p style="text-align: right;"><strong>da Coordinamento Fermare Green Hill</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p>(Comunicato stampa della Valerio Catullo Spa)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota stampa</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>La Direzione della Societa&rsquo; di Gestione degli Aeroporti di Verona  Villafranca e di Brescia Montichiari decide la sospensione del trasporto  di animali dopo alcune segnalazioni da parte degli attivisti impegnati  nella tutela del benessere degli animali</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Verona, 20 maggio 2010  - Dopo le opportune verifiche interne, la  Direzione della Societ&agrave; di Gestione degli Aeroporti di Verona  Villafranca e Brescia Montichiari ha disposto con effetto immediato la  sospensione delle spedizioni segnalate dagli attivisti impegnati nella  tutela del benessere degli animali, ritenendo importante contribuire  alla tutela dell&rsquo;ambiente in cui opera.</em></p>
</blockquote></p>]]>
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<title>Robert Fisk: la prova vivente del genocidio armeno</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=547&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati Uniti vogliono negare che il massacro di un milione e mezzo di  armeni da parte dei turchi sia stato un genocidio. Ma la prova &egrave; qui,  in un orfanotrofio di collina vicino Beirut</p>
</blockquote>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.peacelink.it/pace/images/14221_a31413.jpg" alt="Tombe armene all'orfanotrofio di Antoura - Libano" width="120" height="82" />&Egrave; solo una piccola tomba, con un rettangolo di cemento economico che ne  traccia i limiti, benedetta dalla fioritura di gigli selvatici gialli.  Dentro c&rsquo;&egrave; la polvere di ossa e teschi e pezzi di femore di pi&ugrave; di 300  bambini. Sono gli orfani armeni del grande genocidio morti di colera e  di fame quando le autorit&agrave; turche tentarono di turchizzarli in un  istituto cattolico riconvertito sopra Beirut. Ma per una volta questa &egrave;  la storia quasi sconosciuta di 1200 bambini sopravvissuti &ndash; fra i tre e i  quindici anni &ndash; che vivevano nell&rsquo;affollato dormitorio di questa scuola  ironicamente bella intagliata nella pietra che prova che i turchi hanno  davvero commesso genocidio contro gli armerni nel 1915.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Barack Obama e il suo condiscendente Segretario di Stato Hillary  Clinton &ndash; i quali adesso stanno conducendo una meschina campagna per  evitare che il Congresso riconosca il massacro turco-ottomano di un  milione e mezzo di armeni come genocidio &ndash; dovrebbero venire qui in  questo villaggio libanese di collina e chinare il capo per la vergogna.  Perch&eacute; questa &egrave; una storia tragica e spaventosa di brutalit&agrave; contro  bambini piccoli e indifesi le cui famiglie erano gi&agrave; state assassinate  dalle forze turche durante la Prima Guerra Mondiale, e alcuni di loro  ricordarono come furono costretti a fare a pezzi e mangiare gli  scheletri di altri piccoli orfani morti per sopravvivere alla fame.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Jemal Pasha, uno degli artefici del genocidio del 1915, e &ndash; ahinoi &ndash;  la prima femminista turca Halide Edipa Adivar aiutarono a dirigere  questo orfanotrofio del terrore in cui i bambini armeni erano  sistematicamente privati della propria identit&agrave; armena e chiamati con  nomi turchi, costretti a diventare musulmani e picchiati selvaggiamente  se qualcuno li sentiva parlare in armeno. I preti dell&rsquo;istituto  lazzarista Antoura hanno raccontato che gli insegnanti lazzaristi furono  espulsi dai turchi e Jemal Pasha si present&ograve; alla porta con la sua  guardia del corpo tedesca dopo che un muezzin aveva cominciato a  chiamare i musulmani alla preghiera una volta che la statua della  Vergine Maria era stata rimossa dal campanile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino ad ora, la tesi secondo cui gli armeni hanno subito un genocidio  si &egrave; basata sulla deliberata natura di massacro. Ma l&rsquo;Articolo II della  Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Delitto di  Genocidio del 1951 ha stabilito esplicitamente che la definizione di  genocidio &ndash; &ldquo;distruggere totalmente o in parte un gruppo nazionale,  etnico, razziale o religioso&rdquo; &ndash; include &ldquo;trasferire forzatamente bambini  del gruppo in un altro gruppo&rdquo;. &Egrave; esattamente quello che i turchi hanno  fatto in Libano. Esistono ancora fotografie di centinaia di bambini  armeni seminudi che fanno esercizi fisici nei cortili degli istituti.  Una di esse mostra addirittura Jemal Pasha sui gradini nel 1916, vicino  alla giova e bella Halide Adivar che &ndash; dopo qualche riluttanza &ndash;  acconsent&igrave; a dirigere l&rsquo;orfanotrofio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima della sua morte nel 1989, Karnig Panian &ndash; che aveva sei anni  quando giunse ad Antour nel 1916 &ndash; ha annotato in armeno che il suo nome  era stato cambiato e gli era stato assegnato un numero, il 551, per  identificarlo.  &ldquo;Ogni giorno al calar del sole alla presenza di oltre  1000 orfani, mentre la bandiera turca veniva ammainata, si recitava  &ldquo;Lunga vita al generale Pasha!&rdquo; Quella era la prima parte della  cerimonia. Poi veniva il momento delle punizioni per chi si era  comportato male durante il giorno. Ci picchiavano con la falakha [una  verga utilizzata per colpire la pianta dei piedi], e la maggior parte  delle punizioni era per aver parlato in armeno.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Panian ha descritto come morirono molti bambini, dopo crudeli  trattamenti o per debilitazione fisica. Venivano seppelliti dietro la  vecchia cappella. &ldquo;Di notte, gli sciacalli e i cani randagi li  disseppellivano e portavano le loro ossa qua e l&agrave;&hellip; di notte, i bambini  andavano nella foresta vicina per raccogliere mele o qualunque frutta  riuscissero a trovare &ndash; e i loro piedi colpivano le ossa. Le portavano  con s&eacute; nelle loro stanze e le spezzettavano per fare la zuppa o  mescolarle al grano in modo da poterle mangiare perch&eacute; non c&rsquo;era  abbastanza cibo nell&rsquo;orfanotrofio. Stavano mangiando le ossa dei loro  amici morti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attingendo agli archivi dell&rsquo;istituto, Emile Joppin, il prete a capo  dell&rsquo;istituto lazzarista Antoura, scrisse sul giornale della scuola nel  1947 che &ldquo;gli orfani armeni venivano islamizzati, circoncisi e  ribattezzati con nomi arabi o turchi. I loro nuovi nomi mantenevano  sempre le iniziali dei veri nomi con cui erano stati battezzati. Cos&igrave; a  Haroutiun Nadjarian fu dato il nome Hamed Nazih, Boghos Merdanian  divent&ograve; Bekir Mohamed, a Sarkis Safarian fu dato il nome Safouad  Sulieman.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;ingegnere elettrico armeno-americano di origini libanesi Missak  Kelechian si occupa per hobby di storia armena e ha dato la caccia ad  una relazione del 1918 molto rara e stampata privatamente da un  ufficiale della Croce Rossa Americana, il Maggiore Stephen Trowbridge,  che giunse all&rsquo;istituto Antoura dopo la sua liberazione da parte delle  truppe britanniche e francesi e che parl&ograve; con gli orfani sopravvissuti.  Il suo resoconto, cronologicamente precedente, conferma completamente   la ricerca di Padre Joppin del 1949.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Ogni traccia, e per quanto possibile ogni memoria, dell&rsquo;origine  armena o curda dei bambini era stata abolita. Erano stati assegnati nomi  turchi e i bambini erano costretti a subire i riti prescritti dalla  tradizione e dalla legge islamica&hellip; Non una parola di armeno o curdo era  consentita. Gli insegnanti e i responsabili venivano istruiti con cura  per inculcare idee e abitudini turche nelle vite dei bambini e  catechizzarli [sic] regolarmente&hellip; sul prestigio della razza turca.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Halide Adivar, che pi&ugrave; tardi sarebbe stata lodata dal New York Times  come la &ldquo;Giovanna d&rsquo;Arco Turca&rdquo; &ndash; una definizione che gli armeni  ovviamente contestano &ndash; era nata a Costantinopoli nel 1884 e aveva  frequentato un istituto americano nella capitale ottomana. Si spos&ograve; due  volte e scrisse nove romanzi &ndash; persino Trowbridge ebbe ad ammettere che  era &ldquo;una donna di rimarchevole abilit&agrave; letteraria&rdquo; &ndash; e serv&igrave; come  ufficiale donna nell&rsquo;esercito di liberazione turco di Mustafa Ataturk  dopo la Prima Guerra Mondiale. Pi&ugrave; tardi visse sia in Inghilterra che in  Francia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; stato ancora Kelechian a trovare le memorie egoistiche e a lungo  dimenticate di Adivar, pubblicate a New York nel 1926, nelle quali  ricorda che Jemal Pasha, a capo della Quarta Armata turca a Damasco,  visit&ograve; l&rsquo;orfanotrofio con lei. &ldquo;Io dissi: &lsquo;Sei stato con gli armeni  tanto buono come lo si pu&ograve; essere in questi giorni difficili. Perch&eacute;  permetti ai bambini armeni di essere chiamati con nomi musulmani? Sembra  di voler trasformare gli amerni in musulmani e la storia un giorno si  vendicher&agrave; sulla futura generazione di turchi.&rsquo; &lsquo;Sei un&rsquo;idealista&rsquo; mi  rispose con gravit&agrave; &lsquo;e come tutti gli idealisti sei priva del senso  della realt&agrave;&hellip; Questo &egrave; un orfanotrofio musulmano e sono ammessi solo  orfani musulmani.&rsquo; Secondo Adivar, Jemal Pasha disse che &ldquo;non poteva  sopportare di vederli morire sulle strade&rdquo; e promise che sarebbero  tornati &ldquo;dalla loro gente&rdquo; dopo la guerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adivar riferisce di aver detto al generale: &ldquo;Non avr&ograve; mai niente a  che fare con un simile orfanotrofio&rdquo; ma afferma che Jemal Pasha rispose:  &ldquo;Lo farai se li vedrai in miseria e sofferenti, andrai da loro e non  penserai neanche per un istante ai loro nomi e alla loro religione.&rdquo; Che  &egrave; esattamente ci&ograve; che ha fatto.</p>
<p>Pi&ugrave; tardi durante la guerra, tuttavia, Adivar parl&ograve; con Talaat Pasha,  l&rsquo;artefice del primo olocausto del ventesimo secolo, e ricord&ograve; che lui  perdeva quasi la propria tempra discutendo delle &ldquo;deportazioni&rdquo; armene  (cos&igrave; le definisce), dicendo: &ldquo;Guarda qui, Halide&hellip; Io ho un cuore buono  come il tuo, e mi tiene sveglio la notte pensare alle umane sofferenze.  Ma si tratta di una cosa personale, e io sono su questa terra per  occuparmi del mio popolo e non dei miei sentimenti&hellip; durante la guerra  nei Balcani [1912] sono stati massacrati turchi e musulmani in ugual  numero, fino ad ora il mondo ha mantenuto un silenzio criminale. Sono  convinto che finch&eacute; una nazione fa del suo meglio per curare i propri  interessi, e ha successo, il mondo l&rsquo;ammira e pensa che sia morale. Sono  pronto a morire per quello che ho fatto, e so che morir&ograve; per questo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sofferenza di cui parlava Talaat Pasha in maniera cos&igrave; terribile  fu fin troppo evidente anche a Trowbridge quando incontr&ograve; di persona gli  organi di Antoura. Molti di loro avevano visto i propri genitori  assassinati e le proprie sorelle stuprate. Levon, che veniva da Malgara,  era stato condotto via dalla sua casa con le sue sorelle di 12 e 14  anni. Le ragazze era state prese dai curdi &ndash; alleati dei turchi &ndash; come  &ldquo;concubine&rdquo; e il ragazzo era stato torturato e ridotto alla fame,  racconta Trowbridge. Alla fine fu costretto da chi l&rsquo;aveva catturato ad  andare all&rsquo;orfanotrofio di Antoura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Takhouhi, di dieci anni da Rodosto sul Mar di Marmara &ndash; il suo nome  in armeno significa &ldquo;regina&rdquo; e proveniva da un ambiente ricco &ndash; era  stata messa su un treno merci per Konia con la sua famiglia. Entrambi i  suoi fratelli morirono sul vagone, entrambi i suoi genitori presero il  tifo &ndash; morirono tra le braccia di Takhouhi e di suo fratello maggiore ad  Aleppo &ndash; e lei gli fu infine strappata da un ufficiale turco che la  chiam&ograve; con il nome musulmano Muzzeyyan e fin&igrave; all&rsquo;orfanotrofio di  Antoura. Quando Trowbridge sugger&igrave; che avrebbe cercato di trovare  qualcuno a Rodosto e restituirle le propriet&agrave; di famiglia, lei replic&ograve;:  &ldquo;Non voglio nessuna di quelle cose se non posso ritrovare mio fratello.&rdquo;  Suo fratello, si scopr&igrave; pi&ugrave; tardi, era morto a Damasco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trowbridge raccoglie molte altre tragedie dai bambini trovati ad  Antoura, notando causticamente che Halide &ldquo;e Djemal Pasha amavano farsi  fotografare sui gradini dell&rsquo;orfanotrofio&hellip; posando come leader del  modernismo ottomano. Si rendevano conto di quello che il mondo esterno  avrebbe pensato di quelle fotografie?&rdquo; Secondo il resoconto di  Trowbridge, solo 669 bambini sopravvissero, 456 armeni, 184 curdi e 29  siriani. Talaat Pasha in effetti mor&igrave; per i propri peccati. Fu  assassinato da un armeno a Berlino nel 1922 &ndash; il suo corpo fu restituito  pi&ugrave; tardi alla Turchia su espresso ordine di Adolf Hitler. Jemal Pasha  fu assassinato nel paese turco di Tiflis. Halide Edip Adivar visse in  Inghilterra fino al 1939, quando torn&ograve; in Turchia, divenne insegnante di  letteratura inglese, fu eletta nel parlamento turco e mor&igrave; nel 1964  all&rsquo;et&agrave; di 80 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fu solo nel 1993 che le ossa dei bambini furono trovate, quando i  Padri Lazzaristi scavarono le fondamenta per costruire nuove classi. Ci&ograve;  che rimaneva dei resti fu trasferito rispettosamente nel piccolo  cimitero in cui vengono seppelliti i preti dell&rsquo;istituto e messi in  un&rsquo;unica, profonda fossa. Kelechian mi ha aiutato a guardare oltre un  muro di due metri questo luogo di tristezza, ombreggiato da alti alberi.  N&eacute; una targa n&eacute; una lapide segnano questa fossa comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tradotto da Sara Mostaccio  per PeaceLink. Il testo &egrave; liberamente utilizzabile a scopi non  commerciali citando la fonte PeaceLink e l'autore della traduzione.</p></p>]]>
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<title>Caccia: Brambilla contro il Governo, “uccidere per sport non è degno di un Paese civile”</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=546&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/Caccia-Brambilla-contro-il-Governo-uccidere-per-sport-non-%C3%A8-degno-di-un-Paese-civile.jpg" alt="Caccia-Brambilla-contro-il-Governo-uccidere-per-sport-non-&egrave;-degno-di-un-Paese-civile" />Il ministro del Turismo, Michela Vittoria  Brambilla, ha  detto settimana scorsa in aula che bisogna <strong>abolire la  caccia</strong> perch&eacute; uccidere per sport "<em>non &egrave; degno di un Paese civile</em>".  E  l' assessore veneto alla Famiglia, Elena Donazzan, del Pdl, le  chiede  senza mezzi termini di dimettersi, mentre un'altra donna del  Popolo  della libert&agrave;, la parlamentare Viviana Beccalossi, bolla la  proposta  anticaccia come "irreale". Sulla questione &egrave; intervenuto anche  il  ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo   Galan, che fa sapere di essere favorevole a una caccia "responsabile e   sostenibile".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA DEBACLE IN AULA</strong><br /> Sul fronte associazioni, il presidente  di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano,  chiama a raccolta il partito delle  doppiette perch&eacute; &lsquo;'sfiduci il  ministro Brambilla in Aula", mentre per  il condirettore del Wwf Italia,  Gaetano Benedetto, il ministro al  Turismo ha dato "una risposta  politica" che privilegia "la tutela degli  animali". E dall'opposizione  Marco Ciarafoni, responsabile fauna e  biodiversit&agrave; del Pd, ci tiene a  cogliere "la contraddizione che si e'  creata all'interno del governo"  che per la protezione ambientale "ha  fatto disastri uno dietro  all'altro, facendo tutto e il contrario di  tutto". E cosi' continua una  polemica fra cacciatori e il ministro  Brambilla, che, per la verit&agrave;, una  reazione a base di "comunicati e  insulti" se l'aspettava perche', ha  spiegato, "chi non rispetta gli  animali non rispetta gli esseri umani".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE STIME SULLA CACCIA</strong><br /> Sono quasi 710 mila i cacciatori in  14 regioni. Secondo gli ultimi dati  del ministero delle Politiche  Agricole relativi alla stagione 2008-2009,  la regione con il maggior  numero di doppiette &egrave; la Toscana (126.734  unita'), seguita da Lombardia  (90.750), Lazio (89.840) ed Emilia Romagna  (69.060). Nel 2004 (i dati  relativi a quell'anno sono contenuti nell'  Annuario delle statistiche  ambientali diffuso dall'Istat) le doppiette  erano circa 810 mila, e  risultavano quasi la met&agrave; di quelle del 1990  (1.446.935).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il  numero dei cacciatori diviso per regione (dati  Mipaaf, per il  Trentino-Alto-Adige &egrave; disponibile solo il dato  di Trento):</p>
<p><br /> *  Campania 47.009<br /> * Emilia Romagna 69.060<br /> * Friuli 10.293<br /> *  Lazio 89.840<br /> * Liguria 23.000<br /> * Lombardia 90.750<br /> * Molise  13.548<br /> * Piemonte 34.730<br /> * Puglia 30.207<br /> * Sicilia 65.500<br /> * Toscana 126.734<br /> * Prov. Trento 3.200<br /> * Umbria 48.414<br /> *  Veneto 57.319</p>
<p><br /> In totale, <strong>709.604</strong>, su oltre <strong>60 milioni</strong> di abitanti in  Italia. In  definitiva, una netta minoranza (per fortuna).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte mondoecoblog.com</p></p>]]>
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<title>Padova inaugura l'ospedale veterinario</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=545&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.anmvioggi.it/files/node_images/ospedale_didattico_vet2_0_tn.jpg" alt="" /></p>
<p>Nasce a Padova l'Ospedale  Veterinario,  un servizio di assistenza veterinaria di tipo ospedaliero  nell'ambito  della <a href="http://www.veterinaria.unipd.it/" target="_blank">Facolt&agrave; di  Medicina  veterinaria </a>dell'Universit&agrave; di Padova. L'ospedale  costituir&agrave; un  centro di referenza per la cura delle malattie degli  animali da  compagnia e del cavallo e fornir&agrave; servizi di Pronto soccorso  24 ore su  24, ricovero, consulenza specialistica nelle diverse  discipline della  medicina veterinaria, terapia intensiva, laboratorio  analisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'Ospedale veterinario dell'Universit&agrave; di Padova, che conta un'equipe   di circa 30 medici, sar&agrave; inaugurato il 19 maggio 2010 alle 11,30 ad   Agripolis, Legnaro (Pd).</p>
<p>&laquo;Si tratta di un ospedale veterinario didattico - sottolinea il   professor Maurizio Isola, direttore della nuova struttura -, ovvero di   una struttura dove nella cura degli animali i medici saranno affiancati   dagli studenti futuri veterinari, cos&igrave; da fornire, assieme ai servizi   assistenziali, un didattica di qualit&agrave;&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'ospedale &egrave; attivo da un paio di mesi, ovvero da quando ha ricevuto   la visita della European Association of Establishments of Veterinary   Education (EAEVE), un'associazione che si occupa di migliorare la   qualit&agrave; dell'insegnamento della medicina veterinaria in Europa, la quale   ha riconosciuto il nuovo centro ospedaliero idoneo all'attivit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esistono pochissimi ospedali veterinari in Italia, quasi tutti   situati in ambito universitario, a Perugia, a Torino, Bologna e Bari,   mentre uno solo &egrave; privato, l'ospedale Anubi di Moncalieri (To). A questo   oggi si aggiunge l'ospedale veterinario di Padova, una struttura di   riferimento super partes rispetto alle preesistenti cliniche veterinarie   private sul territorio, non in competizione con esse, ma in rapporto  di  collaborazione e consulenza specialistica.</p>
<p style="text-align: right;">fonte anmvioggi.it</p></p>]]>
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<item>
<title>Impregilo, bin Laden e i sovrani del petrolio</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=544&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>La famiglia bin Laden diviene  partner di Impregilo, il colosso italiano delle costruzioni. Opereranno  insieme in Arabia Saudita ma con un occhio alle Grandi Opere del nostro  Paese.</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.ilnuovomercato.it/newsmanager/articlefiles/17079-impregilo.jpg" alt="" width="220" height="170" />Impregilo, la societ&agrave; di costruzioni general contractor del Ponte  sullo Stretto di Messina, concorrer&agrave; in Arabia Saudita alle gare per la  realizzazione di impianti di dissalazione dal valore complessivo di 4  miliardi di dollari. E, secondo quanto dichiarato dal suo amministratore  delegato Alberto Rubegni, lo far&agrave; in associazione con la controllata  Fisia Italimpianti e con la Bemco, societ&agrave; del Saudi Binladin Group  (SBG), il colosso finanziario della famiglia bin Laden operante nei  settori delle opere pubbliche, delle telecomunicazioni e dell&rsquo;editoria.  La prima offerta di gara sar&agrave; presentata entro il 9 maggio e riguarder&agrave;  la costruzione di un impianto a Raz Azur; a giugno si punter&agrave; invece  alla costruzione di un megadissalatore a Yanbu.</p>
<p><br /> Il Saudi Binladin Group &egrave; amministrato da Bakr bin Laden, fratello del  pi&ugrave; noto Osama, l&rsquo;irrintracciabile stratega del terrorismo  internazionale di matrice islamica. La holding &egrave; una delle principali  alleate economiche della petro-famiglia che governa l&rsquo;Arabia Saudita. Fu  grazie all&rsquo;amicizia personale con il re Abdulaziz Al Saud, fondatore  del regno saudita, che il patriarca Mohammad bin Laden (padre di Osama)  riusc&igrave; ad accumulare un immenso patrimonio finanziario. Amico personale  di re Fahd era pure il primogenito Salem bin Laden, succeduto a Mohammad  nella conduzione del gruppo, vittima nel 1988 di un misterioso  incidente aereo in Texas dove si era recato per un incontro d&rsquo;affari con  George Bush senior.</p>
<p><br /> Il Saudi Binladin Group &egrave; stato per lungo tempo il principale cliente  della famiglia regnante dell&rsquo;Arabia Saudita per la costruzione e  l&rsquo;amministrazione dei luoghi santi del mondo islamico. La controversa  famiglia bin Laden ha aderito al &ldquo;wahhabismo&rdquo;, il movimento rigorista  sunnita diffusosi in Medio oriente nel XVIII secolo e rilanciato dai  regnanti sauditi nel Novecento. A partire dagli anni &rsquo;70, l&rsquo;Arabia  Saudita ha investito somme notevoli per l&rsquo;esportazione del pensiero  wahhabita, dando vita a una pluralit&agrave; di movimenti islamisti radicali  nell&rsquo;area afghano-pakistana, in Caucaso ed Asia centrale e nel Sud-est  asiatico. I bin Laden sono stati importanti investitori della Al-Shamal  Islamic Bank, utilizzata dal principe Mohamed Al-Faisal Al-Saud per  finanziare i movimenti wahhabiti internazionali. I bin Laden sono pure  azionisti di un altro istituto bancario filo-radicali, la Dubai Islamic  Bank di Mohamed Khalfan ben Kharbarsh, ministro delle finanze saudita.</p>
<p><br /> Nonostante la forte connotazione pro-islamica, il Saudi Binladin Group  si &egrave; affermato nei maggiori mercati azionari mondiali, conseguendo  partecipazioni in imprese statunitensi, canadesi ed europee, come ad  esempio General Electric, Motorola, Nortel Networks, Iridium, Unilever,  Quaker e Cadbury Schweppes. Rilevanti i vincoli con alcuni dei  principali gruppi finanziari transnazionali che intrecciano attivit&agrave; e  destini con Impregilo e gli azionisti di riferimento: il Saudi Binladin  Group ha operato in particolare congiuntamente con Goldman &amp; Sachs,  Citigroup, Deutsche Bank ed ABN Amro. Goldman &amp; Sachs, dopo l&rsquo;uscita  di Gemina da Impregilo, ha acquisito il 2,84% della societ&agrave; di Sesto  San Giovanni; inoltre controlla l&rsquo;8% circa della finanziaria Sintonia  SA, il cui azionista principale &egrave; Edizione Srl della famiglia Benetton,  tra gli azionisti di rilievo di Impregilo. ABN Amro, invece, dopo aver  offerto la propria disponibilit&agrave; a concorrere al finanziamento di una  parte dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina, nel gennaio 2008 ha  accettato la richiesta di IGLI (la finanziaria che controlla il 33% di  Impregilo in mano ai gruppi Benetton, Gavio e Ligresti) di rastrellare  sul mercato il 3% delle azioni della societ&agrave; di costruzioni.</p>
<p><br /> Intanto gli operatori s&rsquo;interrogano se la partnership in terra araba con  il Saudi Binladin Group non possa consentire ad Impregilo di conseguire  una parte dei capitali necessari alla progettazione e realizzazione  dell&rsquo;opera di collegamento stabile Calabria-Sicilia. Da Riyadh, in  passato, qualche segnale d&rsquo;interesse sarebbe stato inviato. Al processo  sul tentativo d&rsquo;infiltrazione da parte delle grandi organizzazioni  criminali mafiose nordamericane nella gara per il Ponte, conclusosi una  decina di giorni fa a Roma con la condanna dell&rsquo;ingegnere italo-canadese  Giuseppe Zappia, tra i possibili co-finanziatori dell&rsquo;opera &egrave; stato  fatto il nome di un principe saudita, tale Bin Nawaf bin Abdulaziz Al  Saud, indicato come &ldquo;nipote di re Fahd d&rsquo;Arabia&rdquo;. Si tratterebbe di uno  dei pi&ugrave; stretti congiunti dell&rsquo;uomo nominato a capo dei servizi segreti  nazionali alla vigilia dell&rsquo;attentato alle Torri Gemelle di New York  dell&rsquo;11 settembre 2001, quello ordinato da Osama bin Laden ed eseguito  da un commando con passaporto saudita. Altro strettissimo familiare del  &ldquo;principe del Ponte&rdquo; sarebbe Mohammed bin Nawaf bin Abdul Aziz Al Saud,  ambasciatore dell&rsquo;Arabia Saudita in Italia e Malta dal 1995 al 2005.</p>
<p><br /> Tra i membri pi&ugrave; influenti della dinastia saudita c&rsquo;&egrave; poi Abdullah bin  Saleh Al Obaid, fondatore della Lega islamica mondiale, con sedi in 120  paesi. La Lega ha al suo attivo la costruzione in Europa delle moschee  di Copenaghen, Madrid e Roma. Con un costo complessivo di 50 milioni di  dollari, la grande moschea di Roma &egrave; stata realizzata a met&agrave; anni &rsquo;90 da  un&rsquo;impresa italiana, la Federici, poi acquisita dal colosso Impregilo.  Nell&rsquo;ottobre del 1996, alla stessa Impregilo (in associazione con la  Rizzani de Eccher di Udine) &egrave; stato affidato invece il primo lotto di  lavori per la realizzazione della pi&ugrave; grande moschea del mondo (500 mila  metri quadrati di superficie), quella di Abu Dhabi. Il megacomplesso  religioso &egrave; stato interamente finanziato dallo sceicco Kalifa bin Zayed  Al Nahyan, l&rsquo;emiro e presidente del consiglio esecutivo di Abu Dhabi  morto nel 2006. Anche Kalifa bin Zayed Al Nahyan &egrave; noto per i suoi  legami con le organizzazioni dell&rsquo;estremismo islamico. Negli anni &rsquo;60 lo  sceicco visit&ograve; il Beluchistan pakistano sotto la protezione di un  anziano funzionario dei servizi segreti di quel paese, tale &ldquo;Awan&rdquo;, che  lo mise in contatto con molti dervisci e mistici locali. Fu proprio  grazie a questi contatti che l&rsquo;emiro di Abu Dhabi incontr&ograve; in Pakistan  l&rsquo;uomo d&rsquo;affari Agha Hassan Abedi, divenendone grande amico e partner  finanziario. Abedi &egrave; il fondatore della BCCI, la Bank of Credit and  Commerce International, pi&ugrave; nota come Criminal Bank, per diversi anni il  pi&ugrave; importante centro di &ldquo;lavaggio&rdquo; del denaro proveniente dal  narcotraffico, utilizzata dalla CIA per la conduzione di operazioni  clandestine a favore dell&rsquo;ex alleato Saddam Hussein, del dittatore  pakistano Mohammed Zia, della Contra nicaraguese e della resistenza  islamica all&rsquo;occupazione sovietica dell&rsquo;Afghanistan. Fu proprio grazie a  Kalifa bin Zayed Al Nahyan, che la BCCI ebbe la possibilit&agrave; di aprire  tre filiali negli Emirati Arabi Uniti, una delle quali proprio ad Abu  Dhabi.</p>
<p><br /> Nel piccolo emirato arabo gli affari per Impregilo non sono certo  mancati. Oltre alla monumentale moschea, la societ&agrave; di costruzioni e la  controllata Fisia Italimpianti hanno realizzato 7 dissalatori, mentre  sono in corso i lavori per un nuovo impianto della capacit&agrave; di 100  milioni di galloni al giorno e per una centrale elettrica di 1.500 MW a  Shuweihat, lungo la costa del Golfo Persico. Nel settembre 2009,  Impregilo si &egrave; aggiudicata la gara internazionale promossa dalla &ldquo;Abu  Dhabi Sewerage Services Company&rdquo; per la realizzazione del primo dei tre  lotti di un tunnel lungo 40 chilometri che raccoglier&agrave; per gravit&agrave; le  acque reflue di Abu Dhabi e le convoglier&agrave; alla stazione di trattamento  situata nella localit&agrave; di Al Wathba. I lavori, per un importo di 243  milioni di dollari, dovranno essere completati entro il 2013. Fisia ha  invece presentato un&rsquo;offerta per la parte del progetto relativa alla  costruzione degli impianti di desalinizzazione delle acque marine.  L&rsquo;ammontare della possibile commessa potrebbe superare i  2,7 miliardi  di dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&rsquo;Arabian Connection delle societ&agrave; interessate alla realizzazione del  Ponte sullo Stretto &egrave; dedicato uno dei capitoli del libro &ldquo;I Padrini del  Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina&rdquo; (A. Mazzeo, Edizioni  Alegre, Roma), in pubblicazione proprio in questi giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di Antonio Mazzeo - fonte PeaceLink<a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=477" target="_blank"><br /></a></p></p>]]>
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<title>Ho clonato una scimmia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=543&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: right;">da <strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org" target="_blank">Laboratorio Antispecista</a></strong> - fonte L'Espresso</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="sinistra" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="scimmia" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/05/scimmia.jpg" alt="scimmia" width="220" height="278" />Manipolare il genoma di una  scimmia non &egrave; poi cos&igrave; diverso dal manipolare quello di un cittadino di  Roma, Milano Brescia o Perugia. Noi siamo primati e mettere al mondo un  primate, ancorch&eacute; non umano, geneticamente modificato e in grado di  trasmettere le modifiche alla prole &egrave; una sfida che nessuno fino a oggi  aveva mai osato affrontare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per le difficolt&agrave; tecniche, e per l&rsquo;enormit&agrave;  bioetica del fatto. Perch&eacute;, se gi&agrave; le Dolly o i maiali transgenici,  creati per curarci o nutrirci al meglio, sono intollerabili per la  morale di molti, figurarsi generare un primate, un nostro strettissimo  cugino, per farne uno strumento della scienza. Eppure questo hanno fatto  i ricercatori del Central Institute for Experimental Animals di  Murasaki, in Giappone, guidati da Erika Sasaki, che si sono guadagnati  la copertina di &lsquo;Nature&rsquo; con l&rsquo;eloquente titolo: &lsquo;Biological  Supermodel&rsquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Clonazione dei primati, il parere  degli esperti</p>
<p style="text-align: justify;">Tecnicamente, i ricercatori giapponesi  sono riusciti a inserire nel genoma di piccole scimmie chiamate  marmoset, il gene di una proteina fluorescente, la Green Fluorescent  Protein o Gfp, con un normale procedimento di fecondazione in vitro. <strong>La  proteina aliena &egrave; stata cos&igrave; inglobata in modo casuale nel Dna dei  cuccioli che, una volta diventati adulti, accoppiandosi l&rsquo;hanno  trasmessa alla seconda generazione, dando cos&igrave; il via a una vera e  propria colonia di marmoset mutati.</strong> E, si chiedono in molti, se  l&rsquo;hanno fatto sui nostri cugini, quanto manca a una generazione di  umanoidi modificati? Francamente parecchio, sul piano scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma  l&rsquo;animale giapponese inquieta: di certo, l&rsquo;intervento sul genoma dei  primati eccita paure ancestrali, alimentate da decenni di letteratura e  cinematografia, e la questione va al di l&agrave; del merito scientifico, anche  perch&eacute; il risultato &egrave; stato ottenuto in Giappone, paese tutt&rsquo;altro che  propenso a discutere pubblicamente degli indirizzi della scienza, tanto  all&rsquo;interno quanto all&rsquo;esterno dei suoi confini. <strong>Abbiamo chiesto  alla stessa Erika Sasaki di raccontarci cosa sta succedendo nel suo  paese e perch&eacute; questa manipolazione genetica era inevitabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Professoressa Sasaki, secondo &lsquo;Nature&rsquo;  in Giappone i ricercatori sono restii a parlare del proprio lavoro. E  questo preoccupa la comunit&agrave; scientifica. &Egrave; cos&igrave;?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Partecipo sempre molto volentieri a  dibattiti pubblici sul nostro lavoro, proprio perch&eacute; mi danno  l&rsquo;opportunit&agrave; di spiegarlo meglio. Purtroppo, per&ograve;, in Giappone finora  non ne &egrave; stato organizzato praticamente nessuno. Fatto che dimostra che,  in effetti, probabilmente c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare da questo punto di  vista</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il vostro progetto rientra in un  programma nazionale quinquennale che coinvolge otto universit&agrave;  finanziate con cinque milioni di euro all&rsquo;anno per sviluppare &lsquo;modelli  animali altamente innovativi&rsquo; da impiegare nella ricerca. Qual &egrave; la  strategia?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Lo scopo di tutto il programma &egrave;  quello di avere una colonia di primati con caratteristiche definite e in  grado di crescere autonomamente, riproducendosi con metodi naturali (e  quindi con tassi di riproduzione molto pi&ugrave; elevati di quelli che si  hanno con la fecondazione in vitro usata per i primi cinque cuccioli).  All&rsquo;interno di esso, ogni gruppo approfondisce un aspetto: per esempio,  un team sta studiando approfonditamente le funzioni cognitive di questi  primati al fine di mettere a punto test specifici da usare nello studio  di diverse patologie neurodegenerative, un altro si sta concentrando sul  controllo dei geni coinvolti nella vista, mentre un terzo vuole capire  meglio la biologia di questi primati, ancora in parte da decifrare</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Modelli animali per lo studio delle  malattie: ma in un&rsquo;epoca in cui la tecnologia permette di ottenere  organi artificiali e tessuti specializzati da cellule totipotenti, sono  ancora utili?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Certamente in un futuro abbastanza  prossimo molti modelli animali saranno rimpiazzati da sistemi in vitro o  del tutto artificiali, e noi saremo molto contenti quando ci&ograve; avverr&agrave;.  Tuttavia, fino ad allora, gli animali e, in primo luogo i primati,  resteranno lo strumento pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; dell&rsquo;organismo umano,  quello pi&ugrave; completo. Inoltre: qualunque sistema artificiale, per quanto  sofisticato, pu&ograve; essere molto utile per verificare l&rsquo;efficacia di nuovi  farmaci, ma non per stabilirne la sicurezza, perch&eacute; solo un intero  organismo vivente d&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di controllare tutti i possibili  effetti collaterali</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p>Per il vostro Supermodel avete scelto le marmoset, scimmie molto  piccole, per diversi aspetti lontane dai primati pi&ugrave; simili all&rsquo;uomo e,  secondo alcuni, utili solo in ambiti limitati?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>I marmoset hanno un periodo di maturazione molto breve: a un  anno sono pronti per riprodursi e nell&rsquo;arco della loro via possono dare  vita a circa 80 cuccioli contro i dieci del macaco rhesus, fatto che  rende questi ultimi non certo ottimali (e che finora ha impedito lo  sviluppo di macachi transgenici). Inoltre sono facili da maneggiare e da  allevare &ndash; nel nostro istituto c&rsquo;&egrave; una grande colonia gi&agrave; dal 1967 &ndash; e  sono gi&agrave; utilizzati come modello di studio di diverse malattie. Per  questi motivi abbiamo deciso di impiegare le piccole scimmie del Nuovo  Mondo, anche se indubbiamente esse non potranno essere usate per  studiare tutte le malattie umane a causa di importanti differenze  genetiche: per esempio, non sono indicate per le ricerche sull&rsquo;Aids, la  degenerazione maculare o la tubercolosi</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p>Quali sono gli studi che vi aspettate di poter fare?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;S<em>icuramente ricerche su ci&ograve; che riguarda l&rsquo;efficacia, la  sicurezza e in generale il metabolismo dei farmaci, molto simile a  quello umano, a differenza di quanto accade per esempio con i topi. E  poi studi nell&rsquo;area delle neuroscienze, perch&eacute; dei marmoset si possono  analizzare il comportamento e alcune facolt&agrave; cognitive; in particolare,  ci aspettiamo di arrivare a modelli di demenza di Alzheimer, di morbo di  Parkinson, di sclerosi laterale amiotrofica, ma anche di malattie  autoimmunitarie e di alcuni tipi di infezioni</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p>&Egrave; ragionevole pensare che in futuro nei marmoset possano essere  prodotte cellule staminali da impiegare in organi umani danneggiati  quali un pancreas diabetico o un cuore colpito da un infarto?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Se, come speriamo, la tecnica che abbiamo impiegato per  introdurre nel genoma dei primati la GFP, con le opportune modifiche,  funzioner&agrave; per trasmettere geni che riproducono diverse patologie umane,  potremmo disporre di un modello da utilizzare per verificare anche le  potenzialit&agrave; delle cellule staminali, la loro efficacia, la loro  sicurezza sul lungo periodo. I marmoset, del resto, sono gi&agrave; stati  impiegati (anche da noi) per studiare l&rsquo;effetto delle cellule staminali  nelle lesioni spinali, anche se in quel caso non si trattava di animali  modificati geneticamente, ma solo di marmoset cui era stata praticata  una lesione. Per ora il nostro obiettivo, dunque, non &egrave; quello di creare  staminali o cellule specializzate per uso umano, ma solo quello di  avere un modello per lo studio delle malattie e delle possibili cure,  staminali comprese</em>&ldquo;.</p>
</blockquote>
<p>Avete gi&agrave; provato a inserire nel genoma dei marmoset geni di proteine  diverse dalla GPF, che cio&egrave; non si limitino a funzionare da segnalatori  ma che riproducano una malattia umana?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Al momento siamo impegnati a cercare di ottenere marmoset che  esprimano la GFP soltanto nelle cellule nervose, passo fondamentale per  almeno due obiettivi: studiare lo sviluppo del cervello senza metodi  invasivi ma solo con la fluorescenza, per ridurre il numero di animali  da sacrificare fino ad annullarlo, e mettere a punto una metodologia per  la mutazione selettiva dei geni neuronali, per ottenere modelli di  malattie neurologiche. Il metodo usato finora, cos&igrave; come il vettore  scelto, un lentivirus, non permette infatti di sapere in anticipo dove  il gene nuovo andr&agrave; a inserirsi perch&eacute; il processo &egrave; dominato dal caso.  Noi per&ograve;, per sfruttare appieno le potenzialit&agrave; del modello, abbiamo  bisogno di avere una localizzazione ben precisa del gene che ci  interessa; una volta che avremo raggiunto tale obiettivo, potremo  iniziare a lavorare su specifiche patologie&rdquo;</em>.</p>
</blockquote>
<p>A proposito dell&rsquo;utilizzo di animali in biologia e della possibilit&agrave;  di modificare il loro genoma, che cosa rispondete alle accuse degli  animalisti, e come &egrave; orientata la legislazione giapponese in merito?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Domanda veramente difficile. I nostri esperimenti sono tutti  progettati ed eseguiti in base al pi&ugrave; assoluto rispetto delle normative  vigenti, improntate alla tutela degli animali e alle buone pratiche di  laboratorio. Per ora, tuttavia, a differenza di quanto accade per  esempio negli Stati Uniti, che hanno norme molto severe il cui risultato  &egrave; stato, negli ultimi dieci anni, un lento avanzamento di studi  analoghi solo sui macachi, in Giappone non esistono indirizzi specifici  sui primati, e le decisioni sono demandate ai singoli comitati etici.  Per quanto riguarda gli animalisti, ci sforziamo di parlare con loro  ogni volta che &egrave; possibile, per instaurare un dialogo e spiegare il  senso del nostro lavoro, che pu&ograve; essere travisato</em>&ldquo;.</p>
</blockquote></p>]]>
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</item>
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<title>ENPA contro la cattività dei cetacei: "Liberiamo Lolita"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=542&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>L'Ente Nazionale Protezione Animali ha chiesto di incontrare   l'ambasciatore degli Stati Uniti per la liberazione dell'orca Lolita, da   39 anni costretta ad esibirsi in una piccolissima vasca illegale nel   "Miami Seaquarium". Una proposta, sollecitata da tutti gli italiani che   si sono schierati contro la cattivit&agrave; dei cetacei. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="Orca Lolita" src="http://www.terranauta.it/foto/orca_lolita1274096261.jpg" alt="orca   lolita" width="220" /><strong>L'Enpa ha aderito alla giornata   mondiale per la liberazione dell'orca Lolita, simbolo della crudelt&agrave;   umana</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'Enpa ha aderito alla giornata mondiale per la  liberazione  dell'<strong>orca Lolita</strong>, simbolo della crudelt&agrave; umana. Le  orche  appartengono al mare ed &egrave; giunto il tempo di restituire loro  dignit&agrave; e  rispetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'Ente per la protezione animali ha per questo  richiesto un  incontro all'Ambasciatore degli Stati Uniti, al fine di  presentare  formalmente le istanze di Lolita, sostenute da tutti gli  Italiani che  si sono schierati <strong>contro la cattivit&agrave; di questi cetacei</strong>,  in  particolare dopo il recente triste episodio nel quale l'orca  Tillikum  ha ucciso la sua addestratrice al "Sea world" di Orlando  (Florida) e  per questo &egrave; ora detenuta in una vasca piccolissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave;  stata inoltre attivata una protesta telematica per sostenere le   richieste di Enpa e di tutto il network internazionale <strong>contro la   cattivit&agrave;</strong> dei cetacei. <em>&nbsp;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>"Il 15 maggio, in oltre 40 citt&agrave; di tutto   il mondo il network internazionale contro la cattivit&agrave; richiede la   liberazione di Lolita quale simbolo della crudelt&agrave; umana sui cetacei"</em>,   dichiara <strong>Ilaria Ferri</strong>, Direttore scientifico e responsabile   delle campagne internazionali di Enpa, che aggiunge <em>"queste creature,   altamente sociali ed intelligenti, sono condannate all'ergastolo   all'interno di spazi ristretti; il loro sfruttamento a fini economici, &egrave;   da condannare con fermezza. Le orche appartengono al mare ed &egrave; ormai   giunto il momento di restituire a Lolita la vita stappatale brutalmente,   consentendole di smettere di lavorare per ottenere cibo, al fine di   essere reintrodotta in mare in uno spazio delimitato, permettendo cos&igrave;   il recupero e la sua riabilitazione in un progetto supervisionato da   esperti"</em>.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lolita, catturata nel 1970 nelle acque di Penn Cove,  nello stato di  Washington, quando era ancora una cucciola di tre anni, e  strappata  alla sua famiglia con la quale avrebbe vissuto libera per  tutta la  vita, <strong>da 39 anni</strong> &egrave; costretta ad esibirsi in una <strong>piccolissima   vasca illegale</strong> nel "Miami Seaquarium".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Originariamente  chiamata Tokitae, &egrave; l'ultima sopravvissuta delle 45  orche della comunit&agrave;  di esemplari residenti, catturate tra il 1965 e il  1973 per finire nei  parchi marini. In quegli anni almeno 13 orche  morirono durante le fasi  della cattura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte terranauta.it</p></p>]]>
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<title>Animali a 4 zampe e treni</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=541&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Le regole cambiano in base alla stazza e  alla tipologia del treno</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Se volete portare  il vostro  '<strong>amico a 4 zampe' <em>in vacanza</em></strong> con voi usando il <strong>treno</strong>,   dovete stare attenti, le <em>regole di trasport</em>o variano in base   alla <em>stazza </em>dell'animale e al <em>tipo</em> di convoglio che si   vuole prendere. <br />Si rischiano <strong><em>multe</em> fino a 200 euro</strong> per   chi sbaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il trasporto di <em>cani</em> di <strong>'piccola taglia'</strong>,  <em>gatti</em> e altri <em>animali domestici</em> &egrave; <em><strong>gratuito</strong></em> per i vagoni  di <em>prima</em> e <em>seconda</em> 'classe', previa  l'apposita <em><strong>gabbietta</strong></em> che non deve superare le misure di  cm. <strong>70x30x50</strong>, in modo da  escludere "danni" ad altri viaggiatori o  alle vetture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In caso di <strong>vagone con cuccette</strong>, vetture confort, Excelsior ed  Excelsior E4, deve  essere prenotato <em>tutto lo scompartimento. </em></p>
<p>Per i <strong>treni Intercity</strong>, Intercuty Plus e Notte, ed Espressi  sono ammessi <strong>cani di qualsiasi taglia</strong> provvisto di <em>museruola</em> e <em>guinzaglio</em>. &Egrave; ammesso 1 solo  animale per viaggiatore, munito  di un <em>biglietto ridotto</em> del <strong>50%</strong> rispetto a quello del suo  "accompagnatore".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sui <strong>treni Regionali</strong> il trasporto  di animali &egrave; <strong>vietato</strong> dalle ore <strong>7</strong> alle <strong>9</strong> dei giorni <strong>feriali</strong>,  dal luned&igrave;  al venerd&igrave;. Per tutti i treni c'&egrave; comunque l'<em>obbligo</em> di sedere  nell'<em>ultimo vagone.</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong>Il biglietto per  l'animale deve essere prenotato</strong> e in nessun  caso pu&ograve; occupare un  posto per passeggeri. Inoltre fuori dal  compartimento il cane deve  essere sempre tenuto a <em>guinzaglio </em>e  con la <em>museruola</em> allacciata.</p>
<p>In caso gli animali rechino <strong>disturbo ad altri  passeggeri</strong>,  l'accompagnatore e l'animale sono tenuti ad occupare un <em>altro</em> eventuale <em>posto libero</em> o <em>a scendere</em> dal treno. Il   proprietario &egrave; anche ritenuto <em>direttamente</em> <strong>'responsabile'</strong> di tutti i 'danni' causati dall'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con eccezione dei <strong>cani </strong>'<strong>guida</strong>' per cui il <em>trasporto</em> &egrave; <strong>gratuito</strong>, &egrave;  obbligatorio presentare il <em>certificato  dell'iscrizione all'anagrafe  canina</em> all'acquisto del biglietto e  ogni qualvolta viene richiesto  dal personale di bordo (ad esempio, dal  'controllore').</p>
<p>In ogni  caso il biglietto emesso per tutti gli animali &egrave; <em>rimborsabile  solo se</em> presentato con quello del suo accompagnatore e <em>ha un  importo  superiore agli 8</em> <em>euro</em><em>. </em>Nel caso in cui il  proprietario  sia <strong>sprovvisto di biglietto</strong> gli verr&agrave; conferita una  <strong>multa di  200 euro</strong> pi&ugrave; il prezzo del biglietto. Se la multa  dovesse essere <em>pagata</em> <em>entro 15 giorni</em> l'importo scende a <em>100  euro</em>, e in caso di<em> pagamento immediato</em> (consigliabile!) si  riduce fino a <em>50 euro.<br /></em><br />Infine  quando la <strong>gabbietta  supera le misure consentite</strong> viene applicata  una <strong>multa di 8 euro</strong> ed il proprietario &egrave; tenuto a <em>scendere  alla prima stazione</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; <strong>vietato il trasporto</strong> di  animali <strong>su</strong> tutti gli <strong>elettrotreni</strong> di tipo <strong>'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrotreno_ETR_450" title="ETR_450" target="_blank">ETR 450</a>'</strong>; unica eccezione i <em>cani  'guida'. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte milanosanita.it</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Cosa c'è dietro il Kebab</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=540&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 1.1em;"><strong>Chi aquista tali prodotti, AL PARI DI MOLTISSIMI ALTRI TIPICAMENTE DI TRADIZIONE OCCIDENTALE, nella fattispecie, ha attivamente finanziato ed approvato quanto segue</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.tommasofarina.com/images/spiedone.jpg" alt="" width="220" height="238" />Il <strong>kebab</strong> (arabo&nbsp; كباب, kebāb cio&egrave; "carne arrostita", turco&nbsp; kebap) &egrave; un piatto, a base di carne, tipico della gastronomia turca, persiana e araba, divenuto popolare in America settentrionale e in Europa occidentale grazie all'immigrazione proveniente dal Medio Oriente.<br /><br />Il tipo pi&ugrave; famoso probabilmente &egrave; quello che, anche in Iran viene chiamato doner kebab. Il fatto che in Turchia venga chiamato "kebab da passeggio", per l'abitudine di mangiarlo anche mentre si cammina per strada, non ha nulla a che vedere col suo nome, dal momento che d&ouml;ner kebab &egrave; traducibile come "kebab che gira", con riferimento allo spiedo verticale nel quale la carne viene infilzata e fatta abbrustolire, facendola roteare sull'asse del girarrosto.</p>
<p><br />Il tipico metodo di cottura del kebab &egrave; lo spiedo verticale.<br /><br />La carne, solitamente&nbsp; <span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #ff0000;"><strong>agnello</strong></span></span>&nbsp; e&nbsp; <span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #ff0000;"><strong>manzo</strong></span></span>,&nbsp; <span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #ff0000;"><strong>montone</strong></span></span>&nbsp; o&nbsp; <span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #ff0000;"><strong>pollo</strong></span></span>, ma mai maiale in quanto vietata dall'Islam), tagliata a fettine, viene sagomata e infilata nello spiedo verticale, fino a formare un grosso cilindro alla cui sommit&agrave; vengono poi infilzate parti grasse che, scolando, evitano l'eccessivo abbrustolimento ed essiccamento della carne arrostita. Il tutto viene quindi messo a ruotare vicino a una fonte di calore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.ivegan.it/wp-content/uploads/2010/03/agnellino-foto-animali-immagine-041.jpg" alt="" width="232" height="240" />&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img src="http://homestead-farms.net/images/product_beef.jpg" alt="" width="354" height="240" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La legge islamica, cio&egrave; l'insieme dei precetti del Corano e dei Hadith, prescrivono una serie di regole per la macellazione del bestiame affinch&eacute; la carne sia considerata commestibile.</strong> Per i musulmani tali regole appaiono mutuate dalla tradizione ebraica del cibo Kosher e di fatto coincidono nelle due culture: quanto segue elenca i precetti del Corano, ma vale anche per la religione ebraica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Condizioni di uccisione</strong></span></span></span><br /><br /></p>
<ol>
<li>L'uccisione halal (cio&egrave; lecita) di animali deve essere effettuata in locali, con utensili e personale separati e diversi da quelli impiegati per l'uccisione non Halal;</li>
<li>L'uccisore deve essere un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti della religione islamica e sulla macellazione halal;</li>
<li>Gli animali da uccidere devono essere animali halal e devono poter essere mangiati da un musulmano senza commettere peccato;</li>
<li>Gli animali devono essere coscienti al momento dell'uccisione.</li>
<li>L'uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l'esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell'animale non deve essere staccata durante l'uccisione.</li>
<li>L'uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall'animale. Non &egrave; permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull'animale ferito rende la carcassa non halal.</li>
<li>Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo.</li>
<li>La macellazione deve iniziare solo dopo aver accertato la morte dell'animale.</li>
<li>Gli utensili per l'uccisione e la macellazione halal devono essere usati solo ed esclusivamente per animali leciti.</li>
<li>Lo stordimento degli animali prima della macellazione non &egrave; contemplato dai precetti dell'Islam.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Laverabestia.org</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>La legge 413 del 1993 sull’obiezione di coscienza alla vivisezione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=539&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>[Il testo  della legge si pu&ograve; scaricare qui, nel formato preferito:<strong> <a href="http://www.hansruesch.net/legge_413_1993.htm" target="_blank">html</a></strong> , <strong><a href="http://www.hansruesch.net/legge_413_1993.pdf" target="_blank">pdf</a> </strong>]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste  una strada compatibile con l&rsquo;attuale ordinamento giuridico che porterebbe quasi sicuramente all&rsquo;<em>estinzione </em>della vivisezione anche senza una sua <em>abolizione  formale</em>. Questa strada &egrave; stata tracciata 14 anni fa. Ma non &egrave; mai stata percorsa fino in fondo.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suo  fondamento &egrave; una legge che permette agli studenti, ai ricercatori, ai tecnici di laboratorio <em>pubblico o privato</em>, di rifiutarsi di praticare o collaborare ad esperimenti di vivisezione. La legge prevede esplicitamente che chi si avvale di questa esenzione non possa &laquo;subire  conseguenze sfavorevoli&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ci&ograve;  fosse abbastanza noto tra gli studenti iscritti o che intendono iscriversi a una di quelle facolt&agrave;  in cui la vivisezione &egrave; di solito praticata (Medicina e Chirurgia; Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; Farmacia; Agraria; e Medicina  Veterinaria), tutti o quasi tutti si avvarrebbero del diritto all&rsquo;obiezione. Sarebbe necessario, ovviamente, diffondere le idee e le informazioni alla base  di tale rifiuto, ma questo &egrave; un compito che le associazioni antivivisezioniste e  animaliste possono svolgere agevolmente, grazie a splendide opere come <em>Imperatrice  nuda</em>, di Hans Ruesch, e <em>Vivisezione o scienza</em>, di  Pietro Croce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche i  comuni cittadini possono adoperarsi in tal senso, sia segnalando il presente sito e i materiali  da esso gratuitamente scaricabili, sia organizzando incontri, conferenze,  presentazioni di libri ecc. in sale comunali, aule universitarie, librerie ecc. sul  tema della sperimentazione animale come ostacolo per il progresso della  medicina e scuola di disumanizzazione per il ricercatore e il medico.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&rsquo;accoppiata vincente delle leggi 413/1993 e 116/1992</strong></p>
<p>Ma il  bello &egrave; che non occorre che in una classe universitaria <em>tutti</em> si oppongano. Basta uno solo. Anzi, a rigore, andrebbe bene anche <em>nessuno</em>. Perch&eacute;, come abbiamo visto, se ci fosse anche un solo studente a cui la vivisezione non va, il  professore <em>dovrebbe</em>, in base alla legge,<em> </em>organizzare  una didattica che non fa ricorso ad esperimenti su animali. Ma siccome la legge assume che un  tale studente <em>possa</em> esserci, ne segue che secondo la legge una tale didattica &egrave; <em>sempre </em>possibile, cio&egrave; che la vivisezione non &egrave; <em>mai necessaria</em>,  almeno al fine del superamento degli esami. Questa non &egrave; una semplice deduzione logica, ma &egrave; quanto la legge stessa  afferma:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All'interno dei corsi sono attivate, entro l'inizio  dell'anno accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente  legge, modalit&agrave; di insegnamento che non prevedano attivit&agrave; o interventi di sperimentazione animale per il superamento dell'esame. [Art. 4, c. 3]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si  vede, la legge richiede che si attivino programmi senza sperimentazione animale <em>&nbsp;prima</em> dell&rsquo;inizio dell&rsquo;anno accademico, e cio&egrave; prima ancora che ci possa essere una richiesta da  parte di qualche studente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora,  per&ograve;, c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra legge, la 116 del 1992 &ndash; quella espressamente dedicata a regolamentare la  sperimentazione animale &ndash; la quale a questo punto interviene e dice: se nella didattica  si pu&ograve; fare a meno degli esperimenti su animali, allora se ne <em>deve</em> fare a meno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. In  deroga all&rsquo;art. 3, comma 1, il Ministro della sanit&agrave; autorizza gli esperimenti a semplice scopo  didattico soltanto in caso di inderogabile necessit&agrave; e non sia possibile ricorrere  ad altri sistemi dimostrativi. [Art. 8, c. 3]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Evidentemente,  se si possono superare tutti gli esami senza fare esperimenti su animali (legge 413),  allora la didattica su animali in quel corso di laurea <em>non </em>&egrave;  una necessit&agrave; inderogabile, e quindi &egrave; <em>automaticamente  proibita </em>(legge 116).&nbsp; In altre parole, la  vivisezione a scopo didattico &egrave; permessa solo se &egrave; indispensabile. E la 413/1993 dice che  essa <em>non lo &egrave; mai</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fatto  questa connessione logica tra le due leggi, e cio&egrave; il fatto che l&rsquo;ordinamento italiano ha gi&agrave; <em>abolito </em>la <em>vivisezione a scopo didattico</em>, &egrave;  sistematicamente ignorata. Di questo non bisogna stupirsi, in quanto l&rsquo;esistenza di una prescrizione giuridica non &egrave; garanzia della sua osservanza: ne vedremo fra poco un  altro esempio. In pratica, almeno uno studente che chieda di avvalersi del  diritto di obiezione di coscienza ci vuole, in ogni corso, perch&eacute; il dovere di  erogare una didattica senza vivisezione sia posto all&rsquo;attenzione con la debita  urgenza in quel corso di laurea. E poich&eacute; i vivisettori sono tutto fuorch&eacute; dei  campioni di legalit&agrave;, per evitare che prendano sottogamba la legge &egrave; meglio che gli studenti obiettori siano molti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si  capisce che se nessuno vede mai fare esperimenti su animali a lezione, &egrave; difficile che poi gliene venga  voglia dopo che si &egrave; laureato. Ma quello che conta di pi&ugrave;, &egrave; che con tanta  gente che si fosse preparata con tecniche <em>non </em>vivisezioniste, nessuno penserebbe pi&ugrave; di usare una tecnica obsoleta e imbrogliona come  la vivisezione. Ci si vergognerebbe anche solo a parlarne.</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>La legge sull&rsquo;obiezione di coscienza &egrave; rispettata?</strong></p>
<p>Questo  scenario si verificherebbe ogni volta che la legge sull&rsquo;obiezione di coscienza &egrave; effettivamente  applicata. Ma lo &egrave;? Per esempio, nella Guida 2005-2006 dell&rsquo;Universit&agrave; di Napoli  Federico II l&rsquo;unico riferimento alla legge 413 del 1993 si trova a pagina 67, ed &egrave;  il seguente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>- </strong><em>Informativa LAV</em><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>La legge 12.10.93 n&deg; 413 sul diritto all&rsquo;obiezione di coscienza alla sperimentazione Animale all&rsquo;art. 4, comma 3 prevede che &ldquo;nelle  Universit&agrave; gli organi competenti devono rendere facoltativa la frequenza alle  esercitazioni di laboratorio in cui &egrave; prevista la sperimentazione animale. All&rsquo;interno  dei corsi sono attivate, entro l&rsquo;inizio dell&rsquo;anno accademico successivo alla data  di entrata in vigore della presente legge, modalit&agrave; di insegnamento che non prevedono attivit&agrave; o, interventi di sperimentazione animale per il  superamento dell&rsquo;esame. Le segreterie di facolt&agrave; assicurano la massima pubblicit&agrave;  del diritto all&rsquo;obiezione di coscienza alla sperimentazione animale&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa noterella dice da sola parecchie cose. Innanzitutto &egrave; un estratto della  legge, e non la legge stessa; anzi, &egrave; solo un comma. La legge non &egrave; per niente  lunga: sono solo <a href="http://www.hansruesch.net/legge_413_1993.pdf" target="_blank">due  pagine</a>. Ma nell&rsquo;&ldquo;Informativa LAV&rdquo; manca una informazione fondamentale: e cio&egrave; che gli studenti devono  dire se vogliono avvalersi della legge <em>per ogni corso all&rsquo;inizio del corso</em>. Quindi se non lo fanno, magari  perch&eacute; si rendono conto che possono farlo qualche settimana dopo l&rsquo;inizio, il  docente pu&ograve; essere scusato se non mette in atto le &laquo;modalit&agrave; di insegnamento&raquo; ecc.  Ecco il passo omesso:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli studenti universitari dichiarano la propria obiezione di coscienza al docente del corso, nel  cui ambito si possono svolgere attivit&agrave; o interventi di sperimentazione  animale, al momento dell'inizio dello stesso. [Art. 3, c. 2]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma poi c&rsquo;&egrave; questo paradosso: la &laquo;massima pubblicizzazione&raquo; della legge, che  come &egrave; detto proprio nella citazione &egrave; affidata alle &laquo;segreterie di facolt&agrave;&raquo;, &egrave;  qui affermata sotto il titolo &laquo;Informativa LAV&raquo;. Ora la LAV &egrave; la &ldquo;Lega Anti Vivisezione&rdquo;, e non &egrave; certo un organismo universitario: quindi che  c&rsquo;entra? Sono <em>le segreterie di facolt&agrave;</em>, appunto, che dovrebbero occuparsi di pubblicizzare adeguatamente la  legge. (E quanto ad eventuali terzi interessati a che sia rispettata una legge  dello Stato Italiano, questi possono essere &laquo;chiunque&raquo;, come la stessa legge  ricorda: &laquo;&Egrave; fatto obbligo [a] <em>chiunque</em> di  osservarla <em>e di farla osservare </em>come legge dello Stato&raquo; [corsivi aggiunti]).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo &egrave; un punto che merita di essere sottolineato. Una delle regole generali  della giurisprudenza &egrave; che la legge non ammette ignoranza, mentre non &egrave; una  regola generale che si dia la &laquo;massima pubblicit&agrave;&raquo; alle leggi. Se entriamo in  un supermercato, non troviamo cartelli che ci ricordano che la legge  proibisce il furto, e chi ruba non pu&ograve; scusarsi dicendo che non ha visto nessun  cartello che lo proibisse. Nel caso dell&rsquo;obiezione di coscienza alla vivisezione,  invece, il legislatore ha previsto questo obbligo di &laquo;massima pubblicit&agrave;&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per verificare se le Segreterie lo osservano, bisogna fare due cose, ambedue  facili e pochissimo dispendiose. Una &egrave; recarsi presso le segreterie di facolt&agrave; rilevanti (Medicina e Chirurgia; Scienze Matematiche, Fisiche e  Naturali; Farmacia; Agraria; e Medicina Veterinaria) e verificare se danno  effettivamente la &laquo;massima pubblicit&agrave;&raquo; alla legge. Un&rsquo;interpretazione ragionevole di  questa prescrizione &egrave;:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. la legge &egrave; affissa;</p>
<p>2. il suo testo &egrave; disponibile, su richiesta, agli sportelli;</p>
<p>&nbsp;3. &egrave; disponibile anche il modulo per la richiesta dell&rsquo;esenzione per quanto  riguarda i singoli corsi di lezioni dove si fa vivisezione (&laquo;Le  strutture stesse hanno inoltre l'obbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di obiezione di coscienza alla  sperimentazione animale a norma della presente legge&raquo; [Art. 3, c. 5]).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In  secondo luogo, bisognerebbe visitare i siti Internet delle facolt&agrave; suddette, e controllare se testo della legge e  moduli sono presenti e scaricabili. Sottolineo che anche se cos&igrave; fosse, ci&ograve; non  sarebbe ancora soddisfacente in mancanza dei requisiti 1-3, perch&eacute; non si pu&ograve;  dare per scontato che gli studenti abbiano a disposizione una connessione  Internet. D&rsquo;altra parte questa seconda condizione &egrave; necessaria, perch&eacute; sempre pi&ugrave; studenti si informano del regolamento del proprio corso di studi  visitando il sito internet della loro Facolt&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando a  Perugia questa verifica &egrave; stata fatta, nel 2004, si &egrave; scoperto che <em>per ben 11 anni </em>la legge era stata disattesa. Ci&ograve; ha dato occasione a una  denuncia per il reato (penale!) di <em>omissione di atti d&rsquo;ufficio</em>, che &egrave; stata reiterata nel 2005, e che ha ottenuto un  risultato parziale ma significativo: attualmente le facolt&agrave; rilevanti a Perugia presentano nei loro siti Internet il richiamo al testo completo della  legge. <strong>Si noti che &egrave; solo a Perugia che questa denuncia &egrave; stata mai fatta, e non in seguito a una campagna nazionale,  ma per un&rsquo;iniziativa locale! </strong>Questo significa che c&rsquo;&egrave; molto lavoro da fare,  per giunta rimanendo nella pi&ugrave; stretta legalit&agrave;, e che le associazioni  onestamente antivivisezioniste dovrebbero cominciare ad impegnarsi proprio a partire  da questo punto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>La legge  sull&rsquo;obiezione di coscienza alla vivisezione non &egrave; l&rsquo;abolizione della vivisezione, che &egrave; l&rsquo;obiettivo da raggiungere. &Egrave; per&ograve; un passo molto importante verso questo obiettivo, in  quanto fornisce uno strumento di emancipazione essenziale per ricercatori,  tecnici ecc., e ancor pi&ugrave; per la creazione di una nuova generazione di  ricercatori che negli anni formativi non siano scesi a compromessi n&eacute; con la scienza n&eacute; con  l&rsquo;etica. I vivisezionisti se ne sono resi conto subito, ed &egrave; per questo che  l&rsquo;hanno boicottata, senza esitare a commettere continuativamente, per anni e  anni, un grave reato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valorizzare  la legge 413/1993 secondo le linee spiegate sopra &egrave; una forma di lotta antivivisezionista legale ed  efficace. Che si sia &egrave; tardato tanto a capirlo o a mettere in pratica ci&ograve; che si era  capito &egrave; deplorevole, ma non &egrave; certo una ragione per prolungare il ritardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte <strong>Fondazione Hans Ruesch per una Medicina Senza Vivisezione - </strong><a href="http://www.hansruesch.net/" target="_blank">http://www.hansruesch.net</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Addio, stupido piccolo gattino! - di Hans Ruesch</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=538&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>[<em>Con questo titolo e con una breve premessa qui incorniciata, Hans Ruesch ripubblic&ograve; il 1<sup>o</sup> gennaio  1988, su </em>Bullet-in Nr.  2 &ndash; The Infiltration in Animal Welfare<em>, un articolo di cinque anni prima, che qui traduciamo in italiano.</em>]&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La  nostra copertina con la didascalia &ldquo;HILFE, LAAST MICH HIER RAUS!&rdquo;(&ldquo;Aiuto, fatemi uscire di  qui!&rdquo;) e il seguente articolo di Hans Ruesch, liberamente tradotto dal tedesco, sono tratti dal numero di Natale del  1983 del Bollettino CIVIS-SCHWEIZ. Poco prima, la fotografia era apparsa sulla  copertina del settimanale tedesco con la massima circolazione, <em>Stern</em>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.hansruesch.net/articoli/Addio_file/image005.jpg" alt="" width="435" height="299" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>No, stupido piccolo  gattino, nessuno ti ha fatto uscire, sebbene la tua immagine e il tuo grido d&rsquo;aiuto erano  in mostra in tutte le edicole d&rsquo;Europa, dove milioni di persone li hanno  visti, e probabilmente migliaia non hanno potuto prendere sonno la notte  seguente. Ma questo &egrave; tutto ci&ograve; che hanno fatto &ndash; anche noi. Per un folle momento  abbiamo sperato che alcuni di quei ragazzi che liberano gli animali di  laboratorio sarebbero corsi a salvarti, ma naturalmente le probabilit&agrave; erano  pesantemente contrarie, perch&eacute; la polizia protegge i torturatori di laboratorio e non  le loro vittime, gli eroi sono pochi, e milioni gli animali candidati a  morire nei laboratori pseudoscientifici per fornire alibi agli spacciatori di  farmaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.hansruesch.net/articoli/Addio_file/image006.gif" alt="" width="485" height="309" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presto sarai  immobilizzato in un apparecchio stereotassico, cos&igrave; strettamente che non riuscirai a muovere  la testa nemmeno di un pelo, forse due sbarre d&rsquo;acciaio saranno inserite  nelle orbite vuote dei tuoi occhi, e due morse ti premeranno le orecchie cos&igrave; duramente che i tuoi timpani potrebbero scoppiare &ndash; ma non preoccuparti  se avverr&agrave;, perch&eacute; non influenzer&agrave; nemmeno un po&rsquo; il risultato  dell&rsquo;esperimento, a quanto dicono i cataloghi dei produttori, Lab-Tronics e H. Neuman  &amp; Co., vicino Chicago, che spediscono  tali strumenti di tortura nei laboratori di tutto il mondo. Ci&ograve; che conta &egrave; tenerti  assolutamente immobile, mentre la vera azione comincia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diavoli in camice bianco,  mascherati da &ldquo;scienziati&rdquo;, ti faranno buchi col trapano nella tua piccola testa, e ficcheranno cannule, sensori ed elettrodi nel tuo piccolo cervello, per ripetere ancora una volta sul tuo sistema nervoso gli stessi esperimenti insensati eseguiti fin dal secolo scorso; esperimenti che non hanno  portato benefici di nessun tipo, n&eacute; alla specie umana n&eacute; a quella felina, ma  solo agli sperimentatori stessi, cui hanno procurato soddisfazione personale,  talvolta fama ed onori, e forse anche un Premio Nobel come nel caso del Prof. Walter Hess  dell&rsquo;Universit&agrave; di Zurigo &ndash; prima che si scoprisse che tutte  le sue conclusioni erano erronee ed avevano causato danni indicibili a un  numero non reso noto di pazienti. In ogni caso, le opere pseudoscientifiche di costui e  dei suoi colleghi se ne stanno ancora in alcune biblioteche mediche, per lo pi&ugrave;  senza che nessuno le legga, e sono gli stupidi gatti come te che le hanno  aiutate ad esservi collocate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute;, vedi, tu sei  stato creato solo per &ldquo;servire&rdquo; la specie umana. Non lo sai? Anche il Papa lo ha  detto, esplicitamente, probabilmente sulla base del suo assunto che tu non hai un&rsquo;anima (cosa che peraltro non pu&ograve; dimostrare), mentre i tuoi  torturatori ne hanno una (e nemmeno questa &egrave; una cosa che pu&ograve; dimostrare), perch&eacute; sono  &ldquo;fatti ad immagine di Dio&rdquo;. Bell&rsquo;immagine!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E naturalmente i ragazzi  della chimica continuano a ripeterlo pure loro, i fabbricanti di prodotti che  stanno avvelenando la Terra e uccidendo la gente a milioni, i governi e i  politici sul loro libro paga, i professori universitari e i rettori, gli addetti ai  media che si guadagnano da vivere agiatamente non facendo eco all&rsquo;opinione  pubblica ma forgiandola, e anche i capi delle grandi associazioni per il  benessere degli animali, come la RSPCA e WSPA e l&rsquo;Eurogruppo  e HSUS ecc., che invece di pubblicizzare il danno evidente, enorme, che deriva quotidianamente alla specie umana dai metodi erronei di ricerca medica, nascondono deliberatamente questo fatto sotto cortine fumogene di vacue  ciarle filosofiche &ndash; come la comunit&agrave; della ricerca vuole che facciano, sotto  il pretesto che l&rsquo;umanit&agrave; deve essere &ldquo;salvata&rdquo;, e che solo col sacrificio  tuo e della tua specie ci&ograve; si pu&ograve; ottenere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Naturalmente, stupido  piccolo gattino, per quando sarai immobilizzato in uno dei loro aggeggi stereotassici, sarai probabilmente arrivato alla conclusione che l&rsquo;umanit&agrave; non pu&ograve; essere tutto ci&ograve; che si racconta che  sia, e avrai maledettamente ragione. In effetti, l&rsquo;uomo &egrave; il solo animale  capace di uccidere la sua prole perch&eacute; lo disturba mentre dorme. &Egrave; anche il solo  maschio che picchia la sua femmina, sebbene alcuni bontemponi argomenteranno che  la donna &egrave; la sola femmina che meriti di essere picchiata. E l&rsquo;uomo &egrave; il  solo animale che assassina tutte le specie note, compresa la propria, e  incessantemente insozza, erode e sfregia il suo habitat fino a renderlo inabitabile,  eppure si considera &ndash; solo perch&eacute; &egrave; in grado di seminare pi&ugrave; morte e caos di tutte  le altre messe insieme &ndash; la pi&ugrave; intelligente delle specie, e&nbsp;  la sola che merita di sopravvivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che ti aspetti da una  specie simile, stupido piccolo gatto? Ma forse vuoi solo sapere perch&eacute; &egrave; sempre la tua  specie ad essere usata per gli esperimenti pi&ugrave; dolorosi e prolungati che  esistano. &Egrave; perch&eacute; sei stato sfortunato a nascere con un sistema nervoso  estremamente sensibile, molto pi&ugrave; sensibile di quello dei tuoi tormentatori, ma al  tempo stesso sei pi&ugrave; resistente della maggioranza degli altri animali. Ecco perch&eacute;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non urlare quando ti  fa male, stupido. Se lo fai, &ldquo;loro&rdquo; ti taglieranno le corde vocali, perch&eacute; &ldquo;loro&rdquo; sono di  cuore tenero e non sopportano le urla degli animali. Infatti molti sono non  solo grandi filantropi, ma anche veri amanti degli animali, che dicono di  soffrire pi&ugrave; di te a causa del dolore che, per pura filantropia, ti infliggono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E adesso addio, stupido  piccolo gattino. Possa tu essere morto prima che comincino le feste di Natale,  perch&eacute; in quei giorni rischi di rimanere per giorni anche senz&rsquo;acqua,  immobilizzato nel tuo apparecchio. Ma non contarci, perch&eacute; vivisettori come il prof. Konrad Akert, capo  branco dell&rsquo;Universit&agrave; di Zurigo, e il prof. W. D. M. Paton di  Oxford &ndash; Sir William, nominato baronetto  dalla sua Graziosa Maest&agrave; la Regina per il suo incessante lavoro su cervelli di gatti &ndash; e i loro  colleghi hanno eseguito questi esperimenti cos&igrave; incredibilmente spesso, con  idiota ripetitivit&agrave;, che sono diventati parecchio abili nel prolungare  l&rsquo;agonia, anche se nessuno di loro &egrave; mai stato capace di nominarci un solo paziente che  sia stato curato da loro; mentre noi possiamo nominare un numero grande a  piacere di persone che sono state rovinate a vita, e anche a morte, dal loro  ottuso e controproducente metodo di pseudoricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma forse puoi ricevere  una specie di freddo conforto dal seguente pensiero, povero piccolo gatto. Pensa solo  questo: da una stupida piccola testa come la tua, uomini importanti come Sir William Paton &ndash; un  Professore dell&rsquo;Universit&agrave; di Oxford, fatto cavaliere dalla regina! &ndash; sperano in  effetti di trovare un giorno che cosa fare dei propri cervelli difettosi e del  grande buco nero dentro di essi, e ne sono cos&igrave; preoccupati che gli esperimenti  sul cervello sono diventati per loro un&rsquo;ossessione a vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso dobbiamo veramente  lasciarti, povero piccolo gattino. Possa tu morire rapidamente. &Egrave; veramente la sola  cosa che possiamo augurarti. Forse ci incontreremo un giorno, in qualche  altro mondo, che potr&agrave; solo essere migliore di questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte <strong>Fondazione Hans Ruesch per una Medicina Senza Vivisezione - </strong><a href="http://www.hansruesch.net/" target="_blank">http://www.hansruesch.net</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Perchè i politici sostengono i cacciatori - di Paolo Ricci</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=537&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Paolo Ricci</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br /></strong></p>
<p>Questa lettera pubblicata da  <strong>"la voce dei senza voce"</strong> nel  periodico di aprile  indirizzata a Nichi Vendola e a Pierluigi Persani  potrebbe essere diretta a qualsiasi  politico  italiano. lo scrivente  l'ha indirizzata a sinistra perch&egrave; a sinistra  vota, ma si  augura che  chi legge e vota per il centro destra indirizzi una simile  lettera a   coloro che hanno con tutte le loro forze cercato di attuare   l'emendamento  "caccia no limits" e hanno vergognosamente votato a  favore della caccia  no  limits il 21 aprile 2010. [<a href="http://www.bighunter.it/Caccia/ParlamentoEuropeo/tabid/946/Default.aspx" target="_blank">http://www.bighunter.it/Caccia/ParlamentoEuropeo/tabid/946/Default.aspx</a> - <a href="http://www.politicambiente.it/?p=792" target="_blank">http://www.politicambiente.it/?p=792</a>].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiariamo una cosa: stiamo combattendo la stessa battaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a <strong>PIERLUIGI BERSANI</strong><br />segretario del  Partito Democratico<br />Sede  nazionale<br />via Sant'Andrea delle Fratte,  16<br />00187 - Roma<br /><a href="mailto:segr.bersani@partitodemocratico.it" target="_blank">segr.bersani@partitodemocratico.it</a></p>
<p>a <strong>NICHI VENDOLA</strong><br />Presidente della Giunta  Regionale Puglia<br />Lungomare  N.Sauro, 33<br />70121 - Bari<br /><a href="mailto:segreteria.presidente@regione.puglia.it" target="_blank">segreteria.presidente@regione.puglia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 24 aprile dell'anno scorso ho mandato una lettera  a Dario  Franceschini, allora segretario del suo partito. Una lettera  simile  l'ho  scritta, in momenti successivi, a diversi segretari ed esponenti  di  spicco del  suo partito e dei suoi ex partiti. Ho scritto a Massimo  D'Alema, a  Walter  Veltroni, a Fabio Mussi, spiegando ogni volta che  sono un vecchio  militante che  fa parte della diaspora della sinistra,  quella che non trova piu sponde.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 31 marzo di quest'anno, all'indomani delle elezioni regionali,   leggendo i  suoi commenti a proposito dei voti andati ai Grillo-boys ho  pensato di  scrivere  anche a lei, onorevole Bersani. I grillini sono la  cupio dissolvi della  sinistra  e stato il suo commento a un  giornalista, dimenticando, temo, alcune  cose che  noi elettori abbiamo  invece abbastanza chiare. Una cosa che io ho  chiara, per  esempio, e  che non si possono condannare le istanze settoriali' che  ispirano i   movimenti, per esempio i movimenti animalisti, contrapponendole a una   ipotetica  politica del bene generale'. A maggior ragione se questa  politica del  bene  generale' non riesce a esprimersi, tanto da far  dubitare che non ci sia  piu, che  non ci sia proprio: 2 milioni di voti  in meno nel giro di cinque anni  non le  dicono niente? Ma andiamo con  ordine. Facciamo un passo indietro e  torniamo alla  <a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?page_id=673" target="_blank">lettera</a> che il 24  aprile 2009 ho scritto al suo   predecessore e che qui le riassumo a grandi linee:</p>
<blockquote>
<p>Caro Franceschini - scrivevo allora -... giorni fa  incontrai una  dirigente    del PD e durante la cena le chiesi perche il  suo partito sosteneva i    cacciatori ignorando milioni persone che  difendono il non umano. Le  chiesi:    <strong>se otto italiani su dieci  detestano la caccia, perche la    sostenete?</strong> La signora mi rispose: "<strong>Perche  dicono</strong> (disse proprio cosi: dicono) <strong>che i cacciatori sono  tutti di    sinistra</strong>". Io le risposi che quella dei cacciatori   prevalentemente di    sinistra era un'idea errata e le dissi che le  avrei fatto avere dei  dati che    provavano l'opposto. Il documento  glielo mandai e la signora  ovviamente non    rispose.<br />[<a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?page_id=667" target="_blank">http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?page_id=667</a>]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spero che le cose vadano diversamente adesso. Spero che avra la   cortesia di    leggere e di rispondere a quello che le scrivo con lo  scopo di fugare  l'idea    malsana che i cacciatori siano  prevalentemente di sinistra. Come  elettore che    ha sempre votato a  sinistra credo di avere il diritto di cercare di  farvi    capire cose,  che vi ostinate a non approfondire a vostro discapito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Punto primo: stare dalla parte di chi e piu organizzato e ha piu   soldi non    porta da nessuna parte. Il problema e etico: con quello che  accade al  nostro    pianeta e al non umano (specie, animali, foreste,  mari, fiumi, ecc  ecc) essere    dalla parte dei cacciatori e ormai una  cosa ignobile. E perdente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Punto secondo: una manciata di voti in Toscana e Umbria non vi   ripaghera    dall'orrore. Un fatto resta: l'idea che la caccia sia  prevalentemente  di    sinistra e un grossolano errore. La discussione  sulla caccia per voi e  un tabu    come i preservativi lo sono per la  Chiesa. Ma i tempi cambiano e  restare    ancorati agli stereotipi e una  sciatteria che non ci si puo  permettere</p>
</blockquote>
<p>Franceschini si guardo bene dal rispondere (oggi ci sono politici che   sui  blog dialogano, altri invece no: e anche questo ha probabilmente a  che  fare con  la perdita di consenso). Bene, lei dira: almeno non ci  siamo macchiati  dell'ignominia dell'emendamento caccia-no-limits, e  cioe l'emendamento  all'articolo 38 della Legge comunitaria, presentato  nella seduta del  Senato del  28 gennaio 2010 in base al quale la  stagione venatoria verrebbe  protratta  all'inverosimile. Almeno quella  vergogna ce la siamo risparmiata, lei  dira.<br />[<a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=874" target="_blank">http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=874</a>].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non completamente.</p>
<p>Infatti Cabras, Carloni, Chiti, Crisafulli, Marcenaro non erano   presenti.  Guido Galperti ha votato a favore, e Leddi e Marcucci si sono  astenuti  votando,  in effetti, con la destra che sostiene la norma : <em>dai  - i - fucili -  ai -  baby - e - ammazza - tutto - quello - che - si -  muove - 24- ore - su -  24  ovunque</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 19 febbraio di quest'anno il quotidiano La Repubblica (non un   gazzettino  animalista) ha scritto che i <strong>vegetariani</strong> in Italia  sono   <strong>7 milioni</strong> e che si pensa possano diventare <em>30  milioni  entro  il 2050</em>.</p>
<p>Io non credo che l'Italia sia il paese con piu vegetariani d'Europa,   penso  che inglesi e i tedeschi ne abbiano un numero superiore. Penso  pero che  nel  nostro paese i vegetariani vadano da un minimo di 4  milioni a questo  possibile  tetto di 7 milioni, e che in ogni caso  siano solo la punta dell'iceberg  di  coloro che rispettano i diritti  degli animali. O almeno gran parte del  non  umano. E ci metto anche la  difesa dei fiumi e delle foreste. Senza  contare i  milioni di animali  che vivono nelle case italiane.</p>
<p>Per esempio, secondo dati Nielsen (riportati dal New York Magazine)   nel 2000  la popolazione canina nei principali paesi europei era cosi  ripartita:  Francia  7,9 milioni di cani; Gran Bretagna 6,5 milioni;  Italia 6,1 milioni;  Germania 5,0  milioni, Spagna 4,1 milioni.</p>
<p><br />E  senza contare il crescente sostegno  economico  che tramite il 5 per  mille premia le associazioni per la protezione e il   benessere degli  animali, da sempre schierate contro le doppiette e le  leggi che  le  sostengono.</p>
<p>A riprova di quel che dico c'e anche un sondaggio della Ipsos   realizzato per  Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia, intitolato Le  opinioni degli  italiani  sulla caccia (gennaio-febbraio 2009). Il  sondaggio ci informa che:</p>
<ul>
<li>I candidati perdono il 40% dei voti se si dichiarano cacciatori </li>
<li>il 79% dei cittadini considera l'attivita venatoria una  crudelta da     vietare </li>
<li>Il 40% degli elettori alle regionali cambierebbe il suo voto  se il     candidato inizialmente prescelto proponesse regole a favore della   caccia. </li>
<li>L'80% vorrebbe vietare la caccia nei terreni privati senza     l'autorizzazione del proprietario </li>
<li>L'84% darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro  ai 70  (ora    possono sparare anche i ciechi e i novantenni affetti da  Alzheimer) </li>
<li>Il 71% chiede di limitare la stagione venatoria a ottobre,  novembre  e    dicembre </li>
<li>L'80% e contrario all'estensione del periodo venatorio </li>
</ul>
<p>Ci sono altri dati sui quali sarebbe opportuno riflettere: i   cacciatori  calano vistosamente: dal 1980 al 2006 hanno subito un calo  di 936.44  unita. Nel  1980 erano 1.701.853; nel 2009, 670.000. E mentre  i cacciatori calano, i   vegetariani crescono. Ecco come: nel 2004  erano il 9,5% degli italiani,  circa  5,5 milioni (Fonte: AC Nielsen,  agosto 2004, campione 17.000 persone).  Nel 2006,  applicando a questi  dati un coefficiente di crescita fondato su basi  storiche,  l'Eurispes  stimava che fossero diventati il 10,4% degli italiani, e cioe  6   milioni circa. E con lo stesso metodo proiettava al 2010 il numero di 7   milioni  in crescita fino ad arrivare a un potenziale di 30 milioni nel  2050.</p>
<p>Come ho gia detto, questa crescita e opinabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma le sembrano pochi, oggi, 5 milioni e passa di  vegetariani?</strong><br />E  quanti milioni saranno gli italiani che pur  non  essendo vegetariani,  detestano caccia e vivisezione?<br />Non le dice  niente il  fatto che  libri come quello di Jonathan Safran Foer (Se niente importa,  perch&egrave;   mangiamo animali?) diventano casi culturali in Italia come nel resto del    mondo?<br />Non vi tenta mai il coraggio della giustizia?<br />Giustizia,   non pieta  e dovuta agli animali, diceva Schopenhauer; e Leonardo:</p>
<blockquote>
<p>"Verra un giorno in cui uccidere un animale sara   considerato alla    stessa stregua che uccidere un uomo".</p>
</blockquote>
<p>Quello che pochi illuminati avevano intuito in passato ora entra   nella  coscienza di milioni di persone. Ma voi lo avete avvertito? E se  lo  avete  avvertito, perche non cercate di dare una risposta? Oppure  gli dei vi  hanno resi  ciechi a tal punto che non riuscite neppure a  vederlo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mondo non e popolato da una sola specie, la nostra, ma da   un'infinita di  creature che respirano, sentono, amano, provano paura,  dolore, angoscia.  Che  hanno memoria del male ricevuto, discernimento,  riconoscenza. Forse vi  vergognate di pensare che essi non sono nostri  ma appartengono alla vita  nello  stesso modo in cui vi apparteniamo  noi? Che vanno protetti da chi li  considera  merce, oggetti, macchine  da soma, trastulli? Possibile che non capite  che  allontanate molti  potenziali elettori ospitando nei vostri partiti  minoranze di   massacratori di animali? Come si puo predicare la giustizia ed essere   amico di  chi spara a esseri viventi indifesi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non le capita mai, onorevole Bersani, di parlarne con l'amico Antonio   di  Pietro? Non le viene mai in mente di chiedergli come puo una  persona che  si  batte per la giustizia avere come passatempo lo  spappolamento a fucilate  di  tortore, caprioli, cervi, cinghiali,  pernici, germani reali, lepri,  ecc..ecc..?  Di Pietro dice che la  caccia e un portato della tradizione? Ma allora  perche  abbiamo  eliminato lo jus primae noctis? E perche non tenerci il delitto   d'onore?<br />[<a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?page_id=667" target="_blank">http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?page_id=667</a>]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel   marzo scorso, il gruppo di lavoro <strong>Bailador</strong>, del quale   faccio  parte, ha preparato e diffuso online un sondaggio sul mondo che  ha a  cuore il  non umano e i sui rapporti con la politica [vedi <a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=880" target="_blank">http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=880</a> - <a href="http://www.surveymonkey.com/s/RXKXZQL" target="_blank">http://www.surveymonkey.com/s/RXKXZQL</a>]   ed ecco alcune  risposte alle domande riguardanti la politica e il  mondo che rispetta il  non  umano:</p>
<ul>
Voti alle elezioni politiche?
<li>Si = 64,5% (come vede e una percentuale molto  vicina a quella dei  votanti    effettivi alle recenti elezioni regionali)</li>
</ul>
<p>Tra coloro che non votano</p>
<ul>
<li>l'81,5% dichiara di non votare perche non si sente rappresentato. </li>
<li>La quasi totalita, e cioe il 96%, ritiene necessaria  un'azione  politica    specifica per difendere il non umano. </li>
<li>Il 54% si dichiara disposto a impegnarsi in una nuova   organizzazione    politica sensibile ai temi di cui stiamo parlando. </li>
</ul>
<p>A proposito di animali e di caccia, la serata del 15 febbraio scorso,   a Porta  a Porta e stata particolarmente istruttiva. C'erano i <strong>Verdi</strong> e  la <strong>Lipu</strong> ma non c'era la <strong>Lac</strong> (Lega per  l'abolizione  della caccia). C'erano i <strong>cacciatori</strong> e si  intrasentivano sullo  sfondo i tamburi di guerra dei fabbricanti d'armi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E infatti, come ben sappiamo, sono loro che dettano i tempi della   danza, non  i massacratori di allodole vestiti da Rambo che vi portano  una manciata  di voti  e ve ne fanno perdere fiumane. Poi c'era una  rappresentante del PD piena  di  comprensione per la tradizione  venatoria, e infine Maurizio Gasparri,  che ci ha  spiegato perche sta  con coloro che sponsorizzano la caccia-no-limits. E  uno si  domanda:  "Ma come: un sondaggio ti informa che il 90% degli elettori e  contrario   all'emendamento infame e tu invece lo sostieni? Se lo fa Gasparri,   pazienza. Ma  com'e che deputati e deputate del suo partito sono cosi  pieni di empatia  per i  cacciatori piuttosto che per i cacciati?"</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E cosi, all'indomani del voto regionale del 2010, rivolgo anche a lei   alcune  domande che avrebbero bisogno di una risposta urgente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riassumendo: considerando che otto italiani su dieci vogliono abolire   la  caccia; e considerando che i vegetariani, zoccolo duro  dell'animalismo,  crescono  esponenzialmente mentre i cacciatori calano,  come mai sostenete i  cacciatori e  ignorate la massa di persone che  hanno a cuore la sofferenza del non  umano? E'  strategicamente  intelligente perdere i loro voti? E' etico? E' giusto?  Perche lo  fate?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Paolo Ricci - <a href="http://www.lasaggezzadichirone.org/" target="_blank">www.lasaggezzadichirone.org</a> / <a href="http://www.nothuman.org/" target="_blank">www.nothuman.org</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23.04.2010 - il 21 aprile hanno votato a favore del  contenimento di  caccia no limits 349 deputati, 126 hanno votato contro,  32 si  sono  astenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>la Lega ha votato compattata - con l'eccezione della Martini - contro   il  contenimento ed e stata la massima responsabile del tentativo di  imporre  la  deregulation della caccia. In questo vergognoso tentativo  la Lega e  stata  assecondata da un assortimento di post fascisti -  finiani e non finiani -  e  peones berlusconiani, guidati da Cardia,  Berlato dal senatore Orsi e  dall'immancabile Gasparri. questo gruppo ha  tentato il colpo di forza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trenta parlamentari del PdL si sono schierati con l'opposizione tra   cui  Prestigiacomo, Brambilla, Bondi, Frattini, Nirenstein Lunari,  Perina,  Boniver,  Caccacci Rubino impedendo cosi di imporre l'infamia  che condannava alla  mattanza  indiscriminata la folaga, il germano  reale, la pavoncella, la tortora,  l'allodola il colombaccio, la  marzaiola, la gallinella d'acqua e vari  tipi di  migratori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><strong>sondaggio sulla caccia </strong></span></p>
<p>Eurisko - ENPA dicembre 2004</p>
<p>Parliamo di caccia. Indichi quanto e d'accordo con le seguenti frasi.</p>
<ul>
<li>1a. La caccia puo costituire un pericolo anche per l'uomo.  
<ul>
<li>Si 68,6%  
<ul>
<li>Molto 41% </li>
<li>Abbastanza 27,6%</li>
</ul>
</li>
<li>No 23,2%  
<ul>
<li>Poco 9,9% </li>
<li>Per niente 13,3%</li>
</ul>
</li>
<li>Non saprei/dipende 7,8% </li>
<li>Non risponde 0,4% </li>
</ul>
</li>
<li>1b. La caccia sottrae a tutti una parte del patrimonio  naturale.  
<ul>
<li>Si 71,3%  
<ul>
<li>Molto 46,9% </li>
<li>Abbastanza 24,4%</li>
</ul>
</li>
<li>No 21,5%  
<ul>
<li>Poco 9,9% </li>
<li>Per niente 11,5%</li>
</ul>
</li>
<li>Non saprei/dipende 6,8% </li>
<li>Non risponde 0,4% </li>
</ul>
</li>
<li>1c. I cacciatori uccidono gli animali per divertimento.  
<ul>
<li>Si 64,7%  
<ul>
<li>Molto 40,6% </li>
<li>Abbastanza 24,1%</li>
</ul>
</li>
<li>No 23%  
<ul>
<li>Poco 10,1% </li>
<li>Per niente 12,9%</li>
</ul>
</li>
<li>Non saprei/dipende 11,5% </li>
<li>Non risponde 0,8% </li>
</ul>
</li>
<li>2. Lei e favorevole alla caccia?  
<ul>
<li>Si 15,2%  
<ul>
<li>Molto 5,9% </li>
<li>Abbastanza 9,3%</li>
</ul>
</li>
<li>No 74,1%  
<ul>
<li>Poco 10,9% </li>
<li>Per niente 63,2%</li>
</ul>
</li>
<li>Sono indifferente 10,1% </li>
<li>Non risponde 0,6% </li>
</ul>
</li>
<li>3. E' favorevole a un'ulteriore liberalizzazione della caccia  che  permetta    l'aumento delle specie cacciabili, piu tempo per l'apertura  della  caccia, piu    luoghi dove poter cacciare?  
<ul>
<li>Si 9,8%  
<ul>
<li>Molto 4,3% </li>
<li>Abbastanza 5,5%</li>
</ul>
</li>
<li>No 82,5%  
<ul>
<li>Poco 8,9% </li>
<li>Per niente 73,6%</li>
</ul>
</li>
<li>Sono indifferente 5,7% </li>
<li>Non risponde 2% </li>
</ul>
</li>
<li>4. Se tali norme venissero approvate, andrebbe a votare in  caso di     referendum per abrogarle? (base: maggiorenni)  
<ul>
<li>Si 72,4%  
<ul>
<li>Certamente si 58,5% </li>
<li>Probabilmente si 13,9%</li>
</ul>
</li>
<li>No 17%  
<ul>
<li>Certamente no 12,5% </li>
<li>Probabilmente no 4,4%</li>
</ul>
</li>
<li>Non saprei/dipende 8,6% </li>
<li>Non risponde 2,1% </li>
</ul>
</li>
</ul></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Il "debarking" - La mostruosa "moda" di silenziare i propri cani - New York</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=536&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://static.blogo.it/petsblog/3377409697_772cff7a94.jpg" alt="" width="220" height="330" />A   quanto pare l'intelligenza non &egrave; una prerogativa della razza umana. A   New York si sta diffondendo una moda preoccupante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si chiama "<strong>debarking</strong>"   e consiste nel <span style="color: #800000;"><strong>recidere chirurgicamente le corde vocali</strong></span> al proprio  cane  per impedirgli di abbaiare. E' un'operazione fatta non per motivi  utili  (se mai possono esistere) ma unicamente per evitare di sentire i  vicini  che si lamentano. Tra chi approva questa pratica ci sono anche  dei  veterinari che sostengono l'utilit&agrave; di questa mutilazione "per  evitare  l'eutanasia".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Evidentemente non hanno ancora ricevuto  informazioni su  una pratica chiamata addestramento. Quello del debarking non &egrave; la sola pratica inutile e senza senso a   cui sono sottoposti gli animali della grande Mela. Ci sono proprietari   di felini che fanno asportare chirurgicamente le unghie ai gatti per   impedire loro di graffiare tende e divani. Alcuni proprietari di cani   bianchi fanno estrarre le ghiandole lacrimali per evitare quella   "antiestetica" macchia lasciata sul muso dalle lacrime proprio in   prossimit&agrave; degli occhi (senza contare che questo genere di operazioni &egrave;   dannoso per la salute del cane e pu&ograve; addirittura causarne la cecit&agrave;).  Ci  sono anche interi condomini che vietano la presenza di animali per   tutelare la quiete degli inquilini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia, per fortuna, questa pratica senza senso &egrave; vietata. Ci sono   leggi molto aspre che impediscono una tale mutilazione per fini non   terapeutici. Ci sono ancora "veterinari" , le virgolette sono d'obbligo   in questo caso, che praticano abusivamente questa operazione. Lo scorso   anno, per esempio, in Puglia sono stati ritrovati numerosi cani  con  le corde vocali recise. Si trovavano in un canile-lager e questa   operazione serviva per evitare che il loro abbaiare attirasse dei   curiosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte petsblog.it - via <a href="http://www.nytimes.com/2010/02/03/nyregion/03debark.html?scp=4&amp;sq=dog&amp;st=cse" target="_blank">New   York Times</a> - Foto Flickr</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Gaza, le armi proibite</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=535&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Studio del New Weapons Research Group  rivela che la presenza di metalli tossici nei tessuti e' prova  dell'utilizzo di armi sconosciute nelle offensive israeliane nella  Striscia </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/28/282/2824/28246.jpg" alt="" width="220" height="117" /></p>
<p>Un nuovo studio del New Weapons  Research Group (Nwrg) ha rivelato che a Gaza gli israeliani hanno  utilizzato armi contenenti metalli tossici e sostanze carcinogene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta sono stati analizzati  tessuti di persone ferite nella Striscia durante le operazioni militari  del 2006 e del 2009. La commissione di scienziati del Nwrg ha coordinato  tre universita' (La Sapienza di Roma, l'universita' di Chalmer in  Svezia e quella di Beirut in Libano) nella raccolta e nell'analisi dei  dati. La ricerca, che ha messo a confronto il contenuto di 32 elementi  rilevati dalle biopsie, mostra come nelle offensive siano state  utilizzate armi sconosciute, che non lasciano schegge o frammenti nel  corpo, ma metalli e sostanze i cui effetti possono provocare anche  mutazioni genetiche.</p>
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<p>Sono stati analizzati 16 campioni di tessuto appartenenti a 13  vittime, prelevati dall'ospedale Shifa di Gaza, e individuati quattro  tipi di ferite: carbonizzazione, bruciature superficiali, bruciature da  fosforo bianco e amputazioni. Elementi chimici come alluminio, rame,  bario, mercurio e vanadio sono stati individuati nelle persone amputate;  sempre alluminio, rame, cobalto, e mercurio nelle ferite da fosforo  bianco; piombo e uranio in tutte le ferite; arsenico, manganese, cadmio e  cromo in tutte le ferite eccetto quelle da fosforo bianco; nichel solo  nelle amputazioni. Alcuni di questi elementi sono carcinogeni, altri  potenzialmente carcinogeni, altri tossici per il feto. Mercurio,  arsenico, cadmio, cromo, nichel e uranio possono portare a mutazioni  genetiche. Cobalto e vanadio producono mutazioni genetiche negli animali  ma non e' dimostrato che facciano altrettanto nell'uomo.</p>
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<p>Alluminio,  mercurio, rame, bario, piombo, manganese hanno effetti tossici e  provocano danni per il nascituro, nel caso di donne incinte, essendo in  grado di oltrepassare la placenta e danneggiare embrione o feto. Tutti i  metalli possono determinare patologie croniche ai danni dell'apparato  respiratorio, renale, riproduttivo e della pelle.</p>
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<p>"Nessuno - spiega Paola Manduca, docente di genetica all'universit&agrave;  di Genova e portavoce del New Weapons Research Group - aveva mai  condotto questo tipo di analisi bioptica su campioni di tessuto  appartenenti a feriti. Noi abbiamo focalizzato lo studio su ferite  prodotte da armi che non lasciano schegge e frammenti perch&eacute; ferite di  questo tipo sono state riportate ripetutamente dai medici a Gaza e  perch&eacute; esistono armi sviluppate negli ultimi anni con il criterio di non  lasciare frammenti nel corpo. Abbiamo deciso di usare questo tipo di  analisi per verificare la presenza, nelle armi che producono ferite  amputanti e carbonizzanti, di metalli che si depositano sulla pelle e  dentro il derma nella sede della ferita".</p>
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<p>"La presenza - prosegue - di metalli in queste armi che non lasciano  frammenti era stata ipotizzata, ma mai provata prima. Con nostra  sorpresa, oltre a identificare i metalli presenti nelle armi amputanti,  anche le bruciature da fosforo bianco contengono metalli in quantit&agrave;  elevate. La presenza di metalli in tutte queste armi implica anche la  loro diffusione nell'ambiente in quantit&agrave; ed in un'area di dimensioni a  noi ignote, variabili secondo il tipo di arma. Questi metalli sono  dunque anche inalati dalla persona ferita e da chi si trovava nelle  adiacenze anche dopo l'attacco militare. La presenza di questi metalli  comporta cos&igrave; un rischio sia per le persone coinvolte direttamente, che  per quelle che invece non sono state colpite".</p>
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<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter - Luca Galassi</p></p>]]>
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<title>Seitan - Tofu - Tempeh - Muscolo di grano</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=534&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><span style="color: #008000;"><span style="font-size: 1.1em;"><strong>Il Seitan</strong></span><em><br /> </em></span><br /> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://farm1.static.flickr.com/181/422272125_d826ea816d.jpg" alt="" width="220" height="147" />Il <strong>seitan</strong> &egrave; un alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali come farro o Kamut.</p>
<p>Il seitan viene cotto ed insaporito in acqua con salsa  di soia (shoyu o tamari), alga kombu,  sale. Il frumento contiene quattro proteine,  di cui due idrosolubili e due no; una  delle due proteine non idrosolubili si chiama glutine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; ideale per un'alimentazione vegetariana o di semplice riduzione di  cibi di origine animale, di colesterolo,  grassi e calorie.  Ha un apporto proteico elevato (18%), contiene pochi grassi (1.5%). Di  aspetto simile alla carne, il suo sapore &egrave; invece pi&ugrave; delicato e la sua  consistenza pi&ugrave; morbida, anche se spesso quest'ultima varia da un tipo  di seitan ad un altro. In commercio &egrave; possibile trovare seitan al  naturale, oppure alla piastra, a cubetti, affettato come antipasto,  affumicato, aromatizzato, usato anche per produrre prodotti simili a w&uuml;rstel con affinit&agrave; di sapore a quello animale.</p>
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<p>Il seitan non &egrave; tuttavia un  alimento completo, possiede infatti una bassa percentuale di alcuni aminoacidi essenziali,  &egrave; comunque altamente digeribile e quindi adatto a bambini ed anziani;  essendo ricavato dal glutine &egrave; sconsigliato per chi ha problemi di celiachia o di intolleranza. Le calorie sono intorno alle 120 per 100 gr di  prodotto, quindi simili a quelle della carne, senza per&ograve; i grassi saturi e colesterolo di quest'ultima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il seitan pu&ograve; essere cucinato in tantissimi modi e  le preparazioni sono molto simili a quelle della carne, con per&ograve; il  vantaggio di essere molto pi&ugrave; veloci, poich&eacute; il seitan &egrave; un alimento gi&agrave;  cotto.</p>
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<p><span style="color: #008000;"><span style="font-size: 1.1em;"><strong>Il Tofu</strong></span></span><em><br /> </em><br /> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://img.timeinc.net/recipes/i/recipes/ck/tofu-bites-ck-549756-l.jpg" alt="" width="220" height="220" />Il <em><strong>tōfu</strong></em> (dal cinese 豆腐, pinyin <em>d&ograve;ufǔ</em>), talvolta definito anche come <strong>caglio del fagiolo (di soia)</strong>, &egrave;  un alimento diffuso in quasi tutto l'estremo oriente (Cina, Giappone,  Corea, Vietnam,  Thailandia,  Cambogia).  Sebbene il suo nome sia giapponese, ha origini cinesi. Viene ricavato  dalla cagliatura del latte  di soia e dalla successiva pressatura in blocchi generalmente nella  forma di parallelepipedo.</p>
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<p>La fabbricazione del tofu  dal latte di soia &egrave; simile a quella del formaggio dal latte.  Spesso si confonde, nelle sue preparazioni, al vapore o fritte, il tofu  con il glutine di  grano o <em>seitan</em>. Il tofu &egrave; un alimento ricco di proteine, pari ai formaggi pi&ugrave; comuni. Questa che segue &egrave; la sua composizione per 100 grammi di  prodotto edibile.</p>
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<p>Il tofu si ottiene dalla cagliata del latte di soia e dalla successiva pressatura in forme.  Tuttavia, anche se &egrave; possibile ricavarlo da qualsiasi latte di soia gi&agrave;  confezionato, i produttori di tofu, preferiscono produrre in proprio lo  stesso latte di soia, mediante l'ammollo, la frantumazione, la bollitura  e la successiva essiccazione (o pi&ugrave; raramente raffreddamento) dei fagioli di  soia.</p>
<p>Per cagliare il latte di soia vengono utilizzati diversi tipi di cagli: Solfato di calcio (anidrite)  o cloruro di calcio, Cloruro di magnesio, Glucono  delta-lactone.</p>
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<p>Esiste una grande variet&agrave; di tofu, disponibile sia nei mercati dell'est che in  quelli dell'ovest.  Nonostante le grandi variet&agrave; disponibili, il tofu pu&ograve; distinguersi in  due categorie principali: il <strong>tofu fresco</strong>, direttamente prodotto  dal latte di soia, e il <strong>tofu conservato</strong>, direttamente prodotto  dal tofu fresco.</p>
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<p><span style="color: #008000;"><strong>Il Tempeh</strong></span><em><br /> </em><br /> <img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.yvesveggie.ca/media/files/products/cache/TempehOriginal-slider-350x244.jpg" alt="" width="220" height="153" />Il <strong>tempeh</strong> &egrave; un alimento fermentato ricavato dai fagioli di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altre nazioni del sud-est asiatico. &Egrave; noto anche come <em>carne di soia</em>.</p>
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<p>Il temp&egrave; &egrave; simile al tofu, ma differente nelle  caratteristiche nutrizionali, nella qualit&agrave; alimentare, e nel  processo di lavorazione. Il processo di fermentazione conserva tutte le qualit&agrave; nutrizionali dei fagioli di soia, un alto  contenuto di fibre  alimentari e vitamine, una composizione  solida e un sapore robusto e vigoroso. Sia il temp&egrave; sia il tofu sono alimenti molto pi&ugrave;  digeribili dei fagioli di soia.</p>
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<p>Il temp&egrave; va conservato in acqua salata e viene spesso preparato  tagliato a fette, cucinato con salse piccanti, al  vapore o fritto. Lo si pu&ograve; consumare da solo, o con del chili,  stufato o nelle minestre.</p>
<p><br /> Viene inoltre usato per accompagnare pasta o riso, come ingrediente di  sughi o per farcire panini.</p>
<p>Ha un sapore complesso ed intenso: una combinazione di noci, e funghi, ma alcune ricette esaltano alcune  somiglianze con la carne. Il temp&egrave; si congela facilmente ed &egrave; disponibile in molti paesi occidentali, soprattutto nei  supermercati etnici e nei negozi dietetici. Con la soia &egrave; inoltre possibile produrre altri tipi di  alimenti fermentati: miso, douchi e natto.</p>
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<p>Il Temp&egrave; &egrave;, come il Tofu, un alimento di sola origine vegetale.</p>
<p>100 g di Temp&egrave; apportano circa 166 kcalorie, contengono 20,7 g di  proteine, 6,4 g di lipidi, 6,4 g di carboidrati e 4,1 g di fibra.</p>
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<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #008000;"><strong>Il Muscolo di grano</strong></span></span></p>
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<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://famiglieditalia.files.wordpress.com/2009/11/arrosto1.jpg" alt="" width="220" height="195" />Il  	<strong>muscolo di grano</strong> &egrave; considerato l'alternativa italiana  al 	 seitan, per le notevoli caratteristiche in comune con questo  alimento.  	Tuttavia, a differenza del seitan, il muscolo di grano &egrave; molto meno  	conosciuto. Il muscolo di grano &egrave;  stato  	ideato da Enzo Marascio intorno al 1992 e la sua origine geografica &egrave;  ben  	precisa e circoscritta: la Calabria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un preparato a base  di  	farina di frumento, farina di legumi o soia, olio (nella ricetta  originale &egrave;  	extravergine di oliva) e spezie. L'unico sale aggiunto &egrave; il cloruro di  sodio  	(il comune sale da cucina). Questo impasto originale forma il<em> muscolo</em>,  	ove il termine denota l'intenzione del suo ideatore di presentarsi come   	un'alternativa alla classica fettina di manzo. Il prodotto &egrave; stato  	ulteriormente perfezionato per dare origine all'arrosto, allo  spezzatino e  	anche agli affettati.<br /> <strong>&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le caratteristiche  	nutrizionali sono il punto di contatto con il seitan. Infatti il  muscolo di  	grano &egrave; un alimento dalle spiccate propriet&agrave; proteiche: le proteine  derivano  	dal glutine del grano, dai legumi e dalla soia. La quota proteica &egrave; predominante su quella dei  	carboidrati e dei grassi, con l'apporto di sette amminoacidi  essenziali.</p>
<p>Inoltre la   	componente proteica &egrave; di origine vegetale, quindi priva di 	colesterolo.  Non sono note le  	propriet&agrave; di assimilabilit&agrave; di queste proteine (il loro valore  biologico,  	ovvero in che percentuale riescono a essere assimilate dall'organismo).</p>
<p><br /> La fonte lipidica &egrave; prevalentemente quella dell'olio extravergine di  oliva,  	quindi di ottima qualit&agrave;. L'assenza di 	nitriti e nitrati (la conservazione &egrave; fatta  	solo dal cloruro di sodio) e di coloranti ne accrescono i pregi secondo  le  	direttive della dieta italiana. L'apporto calorico, intorno alle 140-150 kcal ogni 100 g, quindi  	equivalente a una fettina molto magra o alla carne di cavallo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Laverabestia.org</p></p>]]>
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<title>Benessere e salute animale</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=533&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>"Ogni animale &egrave;  un essere sensibile nei confronti del quale l'uomo ha degli obblighi." </strong></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">La preoccupazione principale dei consumatori si  concentra, ovviamente, sulla qualit&agrave; dei prodotti e sulla sicurezza alimentare. Tuttavia sta emergendo altres&igrave; una certa sensibilit&agrave; per il benessere degli animali di allevamento. Questa tendenza, nata nei  paesi anglo-sassoni, si sta oggi affermando assai rapidamente anche nelle  nostre societ&agrave; prevalentemente urbane, che vivono lontano dall'ambiente rurale, grazie all'influenza di lobby ben organizzate. Oggigiorno tutti i consumatori dell'Unione europea considerano favorevolmente  l'evoluzione delle normative a beneficio del benessere degli animali, malgrado  sussista ancora un certo divario fra Nord e Sud in termini di sensibilit&agrave;, dove per i consumatori del Sud questa problematica non costituisce una ancora priorit&agrave;. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Tuttavia, sono gli stessi allevatori e, in genere, i  proprietari stessi degli animali ad essere i protagonisti principali di questo rispetto nei confronti del benessere animale, non fosse che per mero interesse  economico (poich&eacute; un animale sano &egrave; pi&ugrave; produttivo), ma anche per il livello di conoscenza raggiunto sul comportamento naturale degli animali. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Sia i bovini che gli ovini possiedono, ad esempio, una  grandissima sensibilit&agrave; olfattiva nonch&eacute; una buona percezione uditiva che li portano a reagire a particolari rumori e odori. In compenso le loro facolt&agrave; visive sono limitate; in particolare non percepiscono gli elementi in rilievo e possono essere facilmente disturbati da un cambiamento di luce o dalla presenza di ombre. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Inoltre, bovini e ovini sono animali sociali,  ossia vivono generalmente in gruppo. Questo fenomeno &egrave; particolarmente sviluppato nella maggior parte delle razze ovine cosiddette gregarie.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Grazie alla conoscenza di tutti  questi elementi, le attivit&agrave; che implicano manovre da effettuare sugli animali, cure o trasporto  costituiscono altrettanti atti soggetti a severe normative, adottate sulla base di una preoccupazione fondamentale: il benessere animale.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><br /><!--      Contenu     --> <a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Le cure dispensate ai bovini</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">A dispetto delle loro imponenti dimensioni, i bovini sono animali sensibili, soggetti ad ammalarsi a causa di svariati  fattori di rischio legati: <br /> - all'animale stesso,<br /> - all'ambiente in cui vive (una stalla umida, la mancanza di igiene,  un'alimentazione inadeguata),<br /> - agli agenti patogeni (virus, batteri, parassiti).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Alcuni segni sono  prodromici di una malattia e l'allevatore &egrave; particolarmente attento a individuarli. I sintomi possono essere:  spossatezza, calo di appetito, interruzione della ruminazione, zoppia, ansimazione, scolo nasale, tosse secca o grassa, ipertermia (temperatura superiore a 38,5&deg;C). </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'allevatore deve dimostrarsi attento, in modo sistematico e  in ogni momento, al rispetto delle regole igieniche, alle condizioni ambientali, all'insorgere dei primi segni di malattia al fine di identificarla e  curare l'animale in modo tempestivo, chiedendo aiuto e consulenza, quando  necessario, al veterinario. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Se &egrave; vero che il benessere e la salute  dell'animale devono essere una preoccupazione naturale per il semplice motivo che rappresentano un dovere per l'uomo, va altres&igrave; evidenziato come il mancato riconoscimento di questi valori si traduca in un forte deprezzamento economico della carne per il consumatore, a causa delle conseguenze negative sulla  qualit&agrave; del prodotto. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
<p>&nbsp;</p>
<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Che cosa si intende con benessere  animale?</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Le crescenti preoccupazioni in seno alla nostra societ&agrave; rispetto al benessere animale presuppongono che si affronti l'argomento da un punto di vista scientifico e che si tenti di definire il concetto stesso di benessere. Secondo la letteratura scientifica che tratta di benessere animale esistono tre categorie di definizioni:<br /> - la prima categoria rimanda a definizioni generiche, quali l'armonia di un individuo con il proprio ambiente, un'armonia che permette di  garantire la perfetta salute fisica e mentale. Tale concezione del benessere  presuppone che l'individuo sia motivato ad ottenere alcuni elementi dall'ambiente circostante (cibo, un partner, un luogo di ricovero, ecc.) o a porre in essere alcuni comportamenti. L'armonia deriva dal soddisfacimento di  questi bisogni;<br /> - la seconda categoria fa riferimento alle definizioni del benessere  basate sull'adattamento degli animali. In quest'ottica, il benessere viene  definito in base agli sforzi che l'animale deve compiere per adattarsi, partendo dal principio che esiste un continuum fra un ambiente ideale e un  ambiente totalmente inaccettabile;<br /> - infine, la terza categoria riguarda le definizioni basate sull'assenza di sofferenza. In questo caso il benessere &egrave; sinonimo di assenza di emozioni sgradevoli, quali la paura, il dolore o la frustrazione. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">In  realt&agrave; queste definizioni si integrano piuttosto che contrapporsi ed &egrave; possibile proporre una concezione sintetica del benessere che inglobi queste tre correnti di pensiero. Quando l'ambiente soddisfa tutti i bisogni e le motivazioni dell'individuo si raggiunge la  condizione ideale dell'armonia. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/bien_etre_schema.gif" alt="" /></span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><br /> Se la situazione in cui si trova un individuo non &egrave; troppo lontana dall'ideale, esso cercher&agrave; di adattarsi con meccanismi neuroendocrini (che consentono all'organismo di prepararsi all'azione) e comportamenti poco "costosi". Cos&igrave;, un animale che nell'ambiente immediatamente circostante non disponga di alimenti appetibili si sposter&agrave; per cercare di ottenerli; questo fenomeno &egrave; individuabile, ad esempio, nelle strategie di pascolo. Analogamente, se non gli &egrave; possibile porre in essere un comportamento verso il quale &egrave; altamente motivato,  compenser&agrave; attraverso comportamenti derivati. &Egrave; il caso dei vitelli che, non disponendo di alimenti solidi e quindi non essendo in grado di  sviluppare un'attivit&agrave; di ingestione-masticazione, passano pi&ugrave; tempo a rosicchiare i muri dei box o dei locali in cui si trovano. <br /> In compenso, quando la situazione in cui si trova l'animale &egrave; molto lontana dall'ideale, quest'ultimo pu&ograve; manifestare difficolt&agrave; di adattamento che si traducono a medio termine in una alterazione delle funzioni biologiche. Tali alterazioni possono evolvere in un  peggioramento dello stato generale (rallentamento della crescita, diminuzione delle  produzioni) con l'insorgere di patologie o addirittura la morte dell'animale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Le  difficolt&agrave; a medio termine e le alterazioni a pi&ugrave; lungo termine corrispondono alle fasi di resistenza e, in seguito, di  sfinimento descritte nella sindrome generale di adattamento. Il passaggio da una situazione acuta negativa (ad esempio una bastonata) ad uno stato  permanente, caratterizzato dal ripetersi di queste situazioni negative o  dall'impossibilit&agrave; per l'animale di prevedere o controllare il proprio ambiente  circostante, potrebbe costituire il confine fra un facile adattamento e uno stato di sofferenza. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>Un elemento essenziale: la percezione dell'animale </strong><br /> Le vacche non hanno la stessa reazione di fronte a escursioni termiche graduali o brusche: quando la temperatura ambiente cresce in modo  graduale, il tasso ematico di corticosteroidi diminuisce, consentendo all'animale di ridurre la propria produzione di calore; viceversa, uno sbalzo di  temperatura genera subito un incremento rapido del tasso di corticosteroidi prima dell'abbassamento della temperatura. In questo caso, il picco di  corticosteroidi viene interpretato come la risposta psicologica alla situazione.  Quest'ultima non &egrave; legata alla natura stessa della situazione (calore), bens&igrave; al cambiamento improvviso, percepito come un'aggressione.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Dato il ruolo fondamentale  che svolge la percezione delle situazioni negli animali, la valutazione del loro benessere deve prendere in  considerazione i loro bisogni, cos&igrave; come essi li percepiscono.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
<p>&nbsp;</p>
<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Come valutare il benessere degli  animali?</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">La caratterizzazione degli elementi di un ambiente percepito come ideale dall'animale pu&ograve; essere ottenuta attraverso l'approccio ergonomico e la misurazione delle preferenze. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'approccio opposto  consiste nel ricercare le risposte adattative attuate dall'animale a fronte di condizioni ambientali che si discostano  dall'ideale e rilevare gli indici di superamento di queste risposte. &Egrave; questo l'oggetto delle misurazioni del discomfort.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>L'ergonomia</strong><br /> L'ergonomia &egrave; lo studio delle relazioni fra un operatore e la sua macchina. Il suo obiettivo, nell'uomo, &egrave; quello di migliorare le condizioni lavorative, riducendo il rischio di incidenti. Questo  approccio pu&ograve; essere applicato anche alle relazioni fra animali e attrezzature zootecniche. L'approccio ergonomico consister&agrave;, in questo caso, nel considerare l'animale un agente che deve assolvere alcuni compiti quali alimentarsi, riposarsi, spostarsi, ecc.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Introducendo criteri  ergonomici negli impianti zootecnici &egrave; possibile limitare le ferite degli animali e migliorarne il comfort. A tal fine, la progettazione delle attrezzature terr&agrave; in debito conto le dimensioni, le posture e i movimenti degli animali. Ad esempio, in un ambiente in cui lo spazio non costituisce un limite fisico, un vitello di due mesi deve poter rimanere disteso con entrambi gli arti posteriori allungati per 3 ore e mezza al giorno. Ora, l'allungamento degli arti posteriori presuppone una larghezza del box pari almeno all'altezza dell'animale. Ed &egrave; appunto questa la norma introdotta dalla direttiva 97/2/CE dell'Unione europea.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Con questo potremmo concludere che la superficie necessaria  per un vitello allevato in gruppo sia pari alla proiezione della superficie del suo  corpo sul pavimento. Tuttavia, gli animali mantengono fra di loro una distanza minima senza la quale un individuo percepisce la presenza dell'altro  come un'aggressione. Pertanto, neppure l'ergonomia &egrave; sufficiente per tenere conto del modo in cui gli animali percepiscono una determinata situazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>La valutazione delle preferenze</strong><br /> Dal momento che il benessere dell'animale dipende dal modo in cui  quest'ultimo percepisce il proprio ambiente, risulta indispensabile conoscere le sue preferenze o, al contrario, le sue avversioni. Ci&ograve; pu&ograve; essere fatto offrendogli la possibilit&agrave; di determinare da solo le proprie condizioni ambientali attraverso un compito specifico. Ad esempio, dando agli animali la possibilit&agrave; di accendere o spegnere la luce  interrompendo un fascio di raggi infrarossi &egrave; stato dimostrato che il tempo di luce artificiale percepito come ottimale &egrave; di 15 ore per i suini, 16 per i vitelli e 18,5 per le pecore. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Anche il condizionamento strumentale  pu&ograve; essere utilizzato per studiare le preferenze alimentari degli animali (il lavoro svolto da un animale dipende dall'appetibilit&agrave; dell'alimento) ; tuttavia, in questo campo, i dati disponibili sui grandi animali da reddito (bovini, ovini, suini) rimangono limitati a causa dell'ingente attrezzatura  necessaria e delle difficolt&agrave; sperimentali. Per questi animali la valutazione delle preferenze viene spesso effettuata mediante semplici test di  scelta fra due opzioni alternative. Ad esempio, al fine di valutare le  preferenze per i tipi di pavimentazione dell'area di riposo delle vacche si &egrave; proceduto mettendo loro a disposizione diversi tipi di rivestimento  all'interno dei box e misurando la percentuale di utilizzo degli stessi. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Tuttavia, anche la  valutazione delle preferenze ha i suoi limiti. In particolare, gli animali rispondono spesso con scelte a breve termine, mentre sappiamo che un elemento giudicato positivo nell'immediato pu&ograve; rivelarsi nocivo a lungo termine. Ad esempio, un ruminante pu&ograve; ingerire una notevole quantit&agrave; di un alimento concentrato molto appetibile e sviluppare in seguito una acidosi metabolica con  conseguenze talvolta drammatiche. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>La valutazione del discomfort</strong><br /> La valutazione del livello di discomfort si basa sull'osservazione delle reazioni neuroendocrine e comportamentali dell'organismo di fronte ad una situazione percepita come sgradevole (minaccia, frustrazione o  fastidio), nonch&eacute; sulle conseguenze di tali reazioni sullo stato generale (produzione, salute). &Egrave; pertanto possibile misurare quattro tipologie di criteri: i criteri fisiologici (neuroendocrini), comportamentali, di produzione e sanitari.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><em><strong>I criteri neuroendocrini</strong></em> o di  "stress". L'attivazione del sistema nervoso autonomo, che determina la liberazione di  catecolamine, e quella dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che induce la liberazione di corticosteroidi, rappresentano le principali reazioni. L'attivazione di questi due sistemi consente all'animale di mobilizzare la propria  energia per far fronte, con il proprio comportamento, all'evento percepito come un'aggressione. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">La liberazione di catecolamine nel circolo principale &egrave; di  difficile valutazione in quanto le manovre necessarie al prelievo di sangue  scatenano esse stesse un aumento estremamente rapido di tali sostanze. Per questo, l'attivazione del sistema simpatico viene misurata il pi&ugrave; delle volte indirettamente valutando gli effetti di tale reazione  sull'organismo (ritmo cardiaco, in particolare). Il cortisolo, principale  corticosteroide presente negli animali da allevamento, pu&ograve; essere misurato direttamente nel sangue, nella saliva o nell'urina. Misurando la frequenza cardiaca e il cortisolo ematico si potranno rilevare alcuni stress puntuali, come ad esempio quelli legati al contenimento dell'animale nel box o al suo isolamento dai partner abituali. Inoltre, il funzionamento dei sistemi coinvolti in tali reazioni pu&ograve; essere modificato in presenza di uno stress cronico (ad esempio in caso di frequenti nuovi raggruppamenti dei vitelli).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong><em>I criteri comportamentali:</em></strong> un ambiente  inadeguato pu&ograve; indurre alcune modificazioni del ritmo circadiano nonch&eacute; un aumento del tempo trascorso a svolgere talune attivit&agrave; a scapito di altre. Ad esempio, un'alimentazione insufficiente in quantit&agrave; e qualit&agrave; aumenta il tempo dedicato dai vitelli alle attivit&agrave; orali non  alimentari. Inoltre, negli animali soggetti a stress cronico sono osservabili  disturbi di reattivit&agrave;. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong><em>I criteri di produzione:</em></strong> le catecolamine e i  glucocorticosteroidi svolgono un'azione catabolica predominante e una stimolazione dell'asse corticotropico riduce la secrezione dell'ormone della crescita. Inoltre, a causa dell'effetto stress le quantit&agrave; ingerite possono diminuire. Questi fattori contribuiscono ad inibire la crescita o la lattazione. Ad esempio nei vecchi box larghi 60 cm i vitelli ingrassavano meno bene rispetto a quelli allevati nei box pi&ugrave; grandi.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><em><strong>I criteri sanitari </strong></em>devono  sempre essere presi in considerazione per due motivi. Il primo &egrave; che la comparsa di disturbi pu&ograve; essere rivelatrice di uno stress (ad esempio, i sintomi clinici di una coccidiosi si manifestano in sede di svezzamento o con il cambiamento di area di pascolo). Il secondo &egrave; che una malattia pu&ograve; generare un fastidio che si traduce, nell'animale, in posture che gli permettono di ridurre la sensazione di dolore (l'animale non si appoggia pi&ugrave; su un arto dolente, inarca il dorso a causa di un dolore alla colonna vertebrale), o in difficolt&agrave; motorie (difficolt&agrave; ad alzarsi a causa di un dolore articolare, osseo o di un organo interno), o ancora pi&ugrave; semplicemente in un comportamento di isolamento. Inoltre, una patologia dolorosa cronica pu&ograve; indurre un <em>abbassamento delle soglie di sensibilit&agrave;</em>, con conseguente aumento del dolore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Per giudicare il  discomfort di un animale dobbiamo prendere in considerazione tutti questi criteri? In realt&agrave;, a seconda delle diverse situazioni generali e individuali, alcuni di essi possono variare. &Egrave; consuetudine ritenere che i criteri comportamentali siano i pi&ugrave; sensibili (quindi i pi&ugrave; precoci); in seguito vengono i criteri fisiologici, poi quelli di produzione e infine quelli sanitari. Per conoscere l'intensit&agrave; di discomfort di una determinata situazione &egrave; ragionevole fare appello a vari criteri. Ad esempio, i vitelli che vivono in completo  isolamento manifestano alterazioni comportamentali (iper-reattivit&agrave;) ma non alterazioni fisiologiche, zootecniche o sanitarie. Quando all'isolamento si aggiunge una limitazione dei movimenti, anche gli aspetti fisiologici vengono modificati. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Tuttavia, questo schema generale di graduazione degli  indicatori non &egrave; sempre valido e i criteri sanitari occupano un posto a parte in quanto una malattia pu&ograve; essere essa stessa causa di stress. Ad esempio, il livello di benessere consentito da determinate condizioni di allevamento deve essere valutato alla luce di un insieme di criteri di diverso tipo, inserendo comunque alcuni criteri di tipo sanitario. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
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<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Come valutare il livello di benessere  degli animali negli allevamenti</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Se &egrave; vero che disponiamo ormai di un certo numero di strumenti affidabili per misurare il benessere degli animali in  condizioni sperimentali, pochi metodi permettono invece di valutare il benessere complessivo degli animali negli allevamenti. Naturalmente i dati  sperimentali consentono di determinare con quale probabilit&agrave; il benessere di un  animale sia rispettato o meno. Cos&igrave;, nei casi estremi di alta densit&agrave;,  sottoalimentazione o frequenti ridistribuzioni dei gruppi &egrave; altamente probabile che il  benessere degli animali non sia salvaguardato.<br /><br /> Tuttavia, nelle situazioni meno estreme la valutazione dei rischi  risulta essere pi&ugrave; difficile per la presenza di un certo numero di fattori che interagiscono fra loro. Inoltre, l'allevatore pu&ograve; correggere la  situazione attraverso interventi sui locali (sostituzione della lettiera,  correzione della ventilazione, ecc.) o sugli animali (osservazioni, cure agli  animali malati).<br /><br /> Sulla scorta di tali considerazioni, diversi enti di ricerca hanno  avviato una riflessione sui metodi per condurre presso gli allevamenti una  "diagnosi benessere" sulla base di indicatori osservati direttamente sugli animali. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>Il punto di partenza: la lista dei bisogni degli animali </strong><br /> Nell'uomo la qualit&agrave; della vita chiama in causa diversi elementi quali la salute, il piacere, le relazioni con gli altri, ecc.  Analogamente anche il benessere degli animali presuppone il soddisfacimento di un  certo numero di condizioni. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Il <em>Farm  Animal Welfare Council</em> ha raccolto queste condizioni all'interno di cinque voci. Questa definizione pragmatica del benessere animale,  conosciuta con il nome di "cinque libert&agrave;", fornisce una traccia di check-list in base alla quale &egrave; possibile elaborare una diagnosi presso l'allevamento. Nella sua forma attuale, la check-list riportata di seguito comporta sedici bisogni facenti capo alle cinque libert&agrave;. Per avere un quadro esauriente del benessere degli animali in un dato allevamento, occorre stimare il livello di soddisfacimento di ognuno di questi sedici bisogni. </span></p>
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<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 0.9em;"><strong>Cinque libert&agrave; </strong></span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 0.9em;"><strong>Sedici bisogni</strong></span> 1. assenza di fame e malnutrizione- assenza di fame <br /> - assenza di sete <br /> - assenza di malnutrizione 2. presenza di ricoveri adeguati e comfort- assenza di stress fisico<br /> - assenza di stress climatico 3. assenza di malattie e ferite- assenza di malattie <br /> - assenza di ferite4. assenza di paura e ansia- possibilit&agrave; di compensazione <br /> - qualit&agrave; della relazione con l'uomo <br /> - assenza di eventi generatori di paura e controllo dei <br /> - cambiamenti ambientali5. espressione dei comportamenti normali- comportamento alimentare<br /> - spostamenti<br /> - movimenti: alzarsi/coricarsi<br /> - posture di riposo <br /> - relazioni sociali comuni  - relazioni sociali particolari</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><br /><strong>Ricerca dei  criteri osservabili sugli animali </strong><br /> &Egrave; necessario definire i criteri per valutare il livello di  soddisfacimento dei sedici bisogni presso l'azienda.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"> Le valutazioni fisiologiche sono  scartate a priori per il costo elevato e le difficolt&agrave; tecniche di esecuzione. Infatti, a causa delle manovre che si rendono necessarie (prelievo di sangue, posa di apparecchi sugli animali, ecc.) la raccolta dei dati &egrave; solitamente fonte di stress, il che potrebbe condurre ad errori di interpretazione. Ad esempio, sulla base di uno studio effettuato presso alcuni allevamenti di vitelli  sottoposti a prelievi di sangue, alcuni ricercatori sono giunti alla conclusione che i vitelli in gruppo fossero pi&ugrave; stressati di quelli nei box singoli, dal momento che il tasso ematico di cortisolo era pi&ugrave; alto nei primi. Ora, per realizzare un prelievo su un vitello tenuto in gruppo occorre isolarlo dagli altri, il che comporta una serie di manovre che spiegano il tasso elevato di corticosteroidi!<br /><br /> Pertanto, i criteri scelti per la diagnosi in allevamento riguardano  esclusivamente la salute e il comportamento. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
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<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Un impianto giuridico vincolante</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'Unione europea ha adottato un insieme di norme vincolanti in materia di allevamento, trasporto e macellazione, il che ha generato ingenti costi alle filiere professionali interessate. <br /><br /> Sono state adottate le seguenti normative:<br /> - Protezione degli animali negli allevamenti:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o tutte le specie: direttiva 98/58/CE <br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o galline ovaiole: direttive 86/113/CEE e 88/166/CEE<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o suini: direttiva 91/630/CEE<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o vitelli: direttive 91/629/CEE e 97/2/CE<br /> - Protezione degli animali durante il trasporto: direttive 90/425/CEE, 91/496/CEE, 91/628/CEE, 95/29/CE e regolamenti 1255/97 e 411/98<br /> - Protezione degli animali durante la macellazione: direttive 74/577, 93/119/CE<br /><br /> I progressi realizzati non devono tuttavia penalizzare eccessivamente gli allevatori dell'Unione favorendo l'importazione di prodotti dai  paesi terzi, i quali provenendo da animali allevati, trasportati e macellati in condizioni di benessere inferiore risultano meno cari di quelli  europei. In tale ottica, il benessere animale deve fare parte delle  "preoccupazioni non commerciali" di cui occorre tenere conto nei negoziati agricoli  dell'OMC. L'OIE - Ufficio Internazionale delle Epizoozie, con sede a Parigi -  lavora da due anni su questa problematica ed &egrave; riconosciuto come l'ente  internazionale pi&ugrave; competente per discutere, proporre e adottare norme e  raccomandazioni sulla questione del benessere animale. Tali norme potrebbero in seguito essere riconosciute dall'OMC come compatibili con gli accordi SPS  (Standard Sanitari e Fitosanitari) e TBT (Barriere Tecniche al Commercio)..<br /><br /><strong>Benessere  e trasporto su lunghe distanze</strong><br /> La normativa comunitaria che disciplina il trasporto di animali vivi si applica a tutti gli animali trasportati a fini commerciali. <br /><br /> Trasportare adeguatamente un animale significa:<br /> - rispettarlo poich&eacute; si trova in condizioni diverse da quelle abituali,<br /> - rispettare il lavoro dell'allevatore che si &egrave; curato del suo benessere fino a quel momento,<br /> - garantire la qualit&agrave; della carne quando l'animale viene conferito al macello, <br /> - diminuire il rischio di infortuni sul lavoro.<br /><br /> L'attuale normativa in materia di trasporto su lunghe distanze di  animali vivi &egrave; sancita da:<br /> - direttiva europea 91/628/CE, integrata nel 1995 dalla direttiva  95/29/CE; essa impone ai trasportatori:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; o il rispetto della densit&agrave; di carico (superficie minima per animale in base al suo peso),<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; o i tempi massimi di viaggio,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; o i periodi di riposo obbligatori con gli intervalli di abbeveraggio e alimentazione,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; o la formazione specializzata degli autisti,<br /> - regolamento 411/98 del Consiglio europeo; esso comporta il controllo delle condizioni ambientali all'interno del camion mediante un sistema di monitoraggio che permette di conoscere in ogni momento la temperatura all'interno del veicolo e un dispositivo di ventilazione in grado di  mantenerla costante entro un range compreso fra 5&deg; e 30&deg; C (+ 5&deg; C). </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"> Attualmente il tempo massimo di viaggio per il trasporto stradale dei grossi bovini &egrave; di 29 ore su camion adeguatamente  attrezzati (con un'ora di pausa), secondo lo schema riportato qui sotto.<br /><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/bien_etre_chrono.gif" alt="" /></span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><br /> Gli animali trasportati devono essere identificati, registrati e  accompagnati dai documenti che consentono di effettuare i controlli (origine, nome  del proprietario o detentore, luoghi, date e orari di partenza e arrivo).  Essi non devono essere n&eacute; malati n&eacute; feriti (&egrave; obbligatorio un certificato  sanitario). Le femmine non devono essere vicine al momento del parto o devono aver  partorito almeno 48 ore prima della partenza. &Egrave; inoltre vietato il trasporto di  animali appena nati. <br /><br /> I mezzi di trasporto utilizzati devono essere: <br /> - ben ventilati e in grado di proteggere gli animali dalle intemperie,<br /> - facili da pulire, <br /> - progettati in modo tale che gli animali non possano fuggire o ferirsi,<br /> - consentire le operazioni di carico/scarico in buone condizioni.<br /><br /> Essendo la Francia il paese maggiormente interessato al trasporto degli animali di allevamento su lunghe distanze, la filiera francese ha  attuato, oltre alla normativa vigente, una serie di azioni di vario tipo quali:<br /> - formazione degli autisti di autoveicoli adibiti al trasporto bestiame,<br /> - ricerche mirate ad offrire tempestivamente agli operatori le  attrezzature necessarie a soddisfare le condizioni imposte dalla direttiva, come la  ventilazione e l'abbeveraggio,<br /> - studi tecnici da fornire come riferimento al legislatore.<br /><br /><strong>Formazione  degli autisti di autoveicoli adibiti al trasporto di bestiame in Francia</strong><br /> Da oltre 10 anni, l'Institut de l'Elevage, in collaborazione con gli  organismi di categoria, ha istituito un corso di formazione di 3 giorni per gli  autisti di autoveicoli adibiti al trasporto bestiame, con il duplice obiettivo  di rispondere ai requisiti imposti dalla direttiva e alle richieste delle  aziende.<br /><br /> Tale formazione si svolge presso l'azienda che ne fa richiesta ed &egrave; strutturata come segue:<br /> - accompagnamento e riprese filmate delle attivit&agrave; di alcuni autisti. Analisi e discussione di gruppo. Elementi tecnici finalizzati a  migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro degli operatori e a evitare le  carni a pH elevato, sensibilizzando nel contempo gli operatori sulle  condizioni di trasporto degli animali e sul loro benessere durante il trasporto,<br /> - illustrazione della normativa e elaborazione in gruppo di soluzioni ai problemi identificati nell'analisi delle pratiche esistenti;  individuazione delle attrezzature da utilizzare a bordo degli autoveicoli e nelle  stalle. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">A 6 - 10  mesi dal corso di formazione si svolge presso l'azienda una giornata di aggiornamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'Institut de l'Elevage ha gi&agrave; realizzato questo  tipo di formazione presso numerose aziende. Gli autisti intervistati parecchi mesi dopo il corso hanno confermato che, grazie alle nozioni apprese, il loro  rapporto con gli animali &egrave; migliorato notevolmente. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>Studi condotti in Francia su un  veicolo sperimentale adibito al trasporto bestiame </strong><br /> Su richiesta e con il sostegno finanziario del Ministero francese  dell'Agricoltura e della filiera carni bovine (rappresentata da INTERBEV), l'Institut de l'Elevage ha messo a punto una serie di strumenti di accompagnamento  alla normativa, studiando nel contempo l'impatto di quest'ultima sul  benessere dei bovini.<br /><br /> Si tratta, in particolare di:<br /> - mettere a punto e validare un metodo di abbeveraggio,<br /> - mettere a punto e validare un sistema di controllo della ventilazione,<br /> - studiare sui bovini adulti e sui "broutard", in condizioni climatiche variabili (sia d'inverno che d'estate), l'effetto della pausa fra 2  periodi di trasporto di 14 ore ciascuno sul comportamento e lo stato  fisiologico.<br /><br /> Le attrezzature messe a disposizione sono:<br /> - un veicolo bestiame sperimentale per il monitoraggio costante dei dati relativi a:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o temperatura, umidit&agrave;, velocit&agrave; dell'aria all'interno e  all'esterno del veicolo,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o parametri ematici e relativi al comportamento degli animali  nelle varie fasi di trasporto su lunga distanza,<br /> - attrezzature specifiche di comprovata efficacia:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o per la sicurezza degli autisti:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- barre antischiacciamento sul divisorio di separazione dal vano bestiame,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- porta d'accesso al vano bestiame anti-arretramento.<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;o Per la sicurezza degli animali:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- tramezzi per la separazione degli animali,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- pavimento sintetico antisdrucciolo + griglia/fossa di raccolta  deiezioni,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- fianchetti pieni su entrambi i lati della rampa d'accesso,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- rampa d'accesso antisdrucciolo.<br /><br /> I risultati di questi studi sono stati messi a disposizione del  legislatore affinch&eacute; i nuovi testi in preparazione si basino su considerazioni  puramente scientifiche. Essi hanno evidenziato come le operazioni di  carico/scarico siano generatrici di stress, cos&igrave; come il modo di guidare del  conducente. &Egrave; stato cos&igrave; rimesso in discussione il concetto stesso di "punti di  sosta" previsti dalla vigente legislazione, sottolineando l'utilit&agrave; di una  valida base scientifica a fondamento di qualsiasi provvedimento legislativo. </span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
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<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> </span></p>
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<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">&nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>La macellazione</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'abbattimento rappresenta ovviamente l'atto pi&ugrave; brutale all'interno della relazione uomo-animale domestico. La  legislazione comunitaria sulla macellazione mira ad evitare inutili sofferenze  attraverso metodi stabiliti su basi scientifiche di efficacia ampiamente  comprovata. L'obbligo di stordire l'animale prima di abbatterlo esiste fin dal 1964.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Norme di protezione al  momento della macellazione:<br /> - devono essere adottate tutte le misure materiali per risparmiare agli animali inutili emozioni e sofferenze,<br /> - lo stordimento &egrave; obbligatorio, fatto salvo il caso della macellazione rituale,<br /> - la macellazione musulmana o israelita deve essere effettuata  all'interno di un macello da sacrificatori abilitati da enti religiosi certificati,<br /> - l'immobilizzazione degli animali deve essere realizzata mediante  procedimento meccanico per limitare lo stress,<br /> - l'abbattimento deve essere effettuato da personale formato alla  protezione animale o sotto la supervisione di una persona che ne abbia le  competenze,<br /> - le procedure utilizzate devono essere autorizzate da un decreto e le attrezzature devono rispondere a criteri volti a limitare la sofferenza degli animali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Fonte www.civ-viande.org</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Alimentazione dei bovini</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=532&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"> </span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">I bovini e gli ovini sono ruminanti. Il loro stomaco &egrave; costituito da quattro camere (una delle quali &egrave; il  rumine) che consentono la digestione della cellulosa contenuta nei vegetali, non assimilabile invece dall'uomo. Anche i caprini, i cervidi e i camelidi sono ruminanti.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Come tutti gli animali, i ruminanti necessitano  di due fonti principali di alimenti: energetici e azotati. Questi diversi tipi di alimenti servono per regolare la temperatura, camminare, formare la muscolatura, assicurare il metabolismo. L'alimentazione svolge quindi un ruolo essenziale nelle prestazioni produttive (carne o latte) e  riproduttive degli animali.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Con una percentuale compresa tra il 45 e il 55%  delle spese gestionali di una azienda agricola, la voce alimentazione occupa un posto di tutto rilievo nel risultato economico di quest'ultima. Per ottimizzare le prestazioni l'allevatore pratica quindi il razionamento, ossia copre il fabbisogno dell'animale in un determinato momento tenendo conto del peso, dello stato psicologico e del livello di produzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Circa  l'85% della dieta dei bovini deriva da risorse foraggiere e cerealicole prodotte in azienda. Il resto &egrave; costituito da fonti proteiche vegetali, prevalentemente panelli di soia o colza ottenuti successivamente all'estrazione dell'olio da  questi semi, minerali e vitamine. Tra le risorse foraggiere, il granoturco da foraggio (utilizzato per la fabbricazione di granoturco insilato) permette agli allevatori di avere scorte garantite e nel contempo  incrementare il livello energetico delle razioni. Il tipo di razione, ossia la  rispettiva proporzione di questi diversi alimenti (erba, foraggio, cereali,  panelli), varia considerevolmente a seconda dell'et&agrave; dell'animale, del tipo e  della regione di produzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Quando si parla di alimentazione,  non bisogna dimenticare l'acqua. Un bovino beve da 30 a 50 litri d'acqua al giorno a seconda  dello stadio psicologico, della temperatura esterna e dell'alimentazione che riceve.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Occorre infine ricordare che l'impiego di farine  animali &egrave; vietato per tutti gli erbivori.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
<p>&nbsp;</p>
<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Tre tipi di foraggiere</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Possiamo distinguere 3  tipi di foraggiere: i prati stabili o naturali, i prati avvicendati o artificiali e le foraggiere annuali.<br /><br /><strong>I  prati  stabili o naturali</strong><br /> Non rientrano nell'avvicendamento, si possono definire superfici  permanentemente in erba; inerbiti naturalmente o seminati da molti anni, presentano una flora complessa, che pu&ograve; evolversi notevolmente sotto l'azione di  numerosi fattori, e in particolare delle modalit&agrave; di sfruttamento applicate,  solitamente estensive. Occupano prevalentemente terreni inaccessibili all'aratro o difficili da lavorare. A seconda della composizione di questa flora  naturale, la resa dell'erba risulta pi&ugrave; o meno elevata. Questo tipo di foraggiere copre circa 45 milioni di ettari nell'Unione europea, pari al 32% della SAU. <br /><br /><strong>I prati  avvicendati</strong><br /> Oltre a vantare una capacit&agrave; produttiva pi&ugrave; elevata rispetto ai prati stabili, i prati avvicendati si distinguono da questi altri perch&eacute; sono compresi nella rotazione. In alternanza a un'altra coltivazione, vengono quindi seminati, utilizzati per il pascolo o falciati, conservati per una durata limitata (generalmente 3 - 5 anni) e, quando la produttivit&agrave; non &egrave; pi&ugrave; soddisfacente, dissodati per lasciare il posto a un'altra  coltura, che si trover&agrave; avvantaggiata dal miglioramento della struttura e della fertilit&agrave; del terreno a seguito dell'utilizzo come foraggiera.<br /><br /> Sono anche chiamati prati artificiali se piantati con specie vegetali a forte valore alimentare come l'erba medica o il trifoglio.<br /><br /> I prati avvicendati coprono poco meno di 15 milioni di ettari  nell'Unione europea. Generalmente rientrano in sistemi di sfruttamento pi&ugrave; intensivi e portano all'incremento delle risorse foraggiere anche in zone  conosciute un tempo per essere poco idonee alla produzione di erba.<br /><br /><strong>Le  foraggiere annuali</strong><br /> Riguardano colture che occupano il terreno per una parte dell'anno.  Contrariamente ai prati, le foraggiere annuali hanno quindi una durata vegetativa  limitata cos&igrave; che in un unico appezzamento &egrave; possibile realizzare due o anche tre colture l'anno, nelle condizioni pi&ugrave; idonee. Addirittura tra due colture principali si intercalano talvolta alcune piante, trattate in tal caso come colture intercalari.<br /><br /> Inoltre, mentre i prati possono essere falciati pi&ugrave; volte nel corso  dell'anno, le foraggiere annuali vedono nella stragrande maggioranza dei casi un unico raccolto. <br /> Le piante utilizzate sono le pi&ugrave; svariate: dalle leguminose (pisello, veccia, favino, trifoglio incarnato, ecc.), alle graminacee (granoturco, sorgo, avena, orzo, orzo polistico, grano, segale, ecc.) passando per le crocifere (cavolo, ravizzone, colza, ecc.) e, tra le radici e i  tuberi, la barbabietola, la patata e il topinambur, per limitarsi soltanto alle principali. <br /><br /> In genere queste foraggiere sono considerate una produzione integrativa volta alla costituzione di riserve invernali o una sostituzione dei  prati nei momenti difficili dell'anno.<br /><br /> La loro estensione varia enormemente da un paese all'altro. In Francia coprono 1,7 milioni di ettar </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>L'erba prevale negli allevamenti di  giovani specie</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'erba occupa il  primo posto nell'alimentazione dei bovini delle razze da carne. Il 70% dell'erba ingerita da una vacca va alla produzione di carne. <br /><br /> Gli allevamenti specializzati in giovani specie o nella riproduzione  gestiscono l'alimentazione dei propri animali a partire dall'erba di cui  dispongono, ossia:<br /> - Pascolo in primavera ed estate.<br /> Il periodo pascolivo dura 7 - 8 mesi l'anno. Questi periodi sono  alternati ai periodi di sfalcio, per la costituzione delle riserve foraggiere  invernali. <br /> Poich&eacute; per&ograve; il valore nutritivo dell'erba diminuisce con il passare dei mesi, &egrave; spesso necessario integrare l'alimentazione degli animali gi&agrave; da fine estate. Gli animali infatti devono essere in buono stato per  poter affrontare l'inverno, periodo importante per l'allevatore, perch&eacute; &egrave;  solitamente il periodo di figliatura dei bovini da carne. <br /> - Consumo di fieno d'inverno. Il fieno &egrave; prodotto in primavera quando le riserve di erba direttamente disponibili nei pascoli sono ingenti. Dopo lo sfalcio, l'erba viene lasciata seccare al sole per alcuni  giorni, viene quindi affastellata o confezionata in balle rotonde per essere  stoccata. <br /><br /> In genere negli allevamenti di bovini da carne con sistema semibrado si cerca di ricoverare in stalla animali in buono stato. Nei primi mesi  dell'inverno si pratica quindi una sottoalimentazione energetica temporanea per  limitare il costo dell'alimentazione, senza per&ograve; risparmiare sull'apporto di  azoto, minerali e vitamine (indispensabili per il corretto funzionamento  dell'apparato riproduttore).<br /><br /> Quindi, in un anno, il peso delle vacche nutrici varia in maniera significativa (50 - 100 kg, o anche di  pi&ugrave;). I sistemi zootecnici sono infatti studiati affinch&eacute; d'inverno e durante la lattazione le vacche utilizzino le riserve accumulate sotto forma di grasso durante la stagione pascoliva. L'attitudine a mobilizzare le  riserve &egrave; molto sviluppata nelle vacche da carne. La quantit&agrave; di riserve  (energetiche) di cui dispone l'animale &egrave; misurata attraverso il suo stato esterno di ingrasso (da non confondere con il titolo di grasso attribuito alla  carcassa in fase di macellazione). </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
<p>&nbsp;</p>
<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Il granoturco e i mangimi industriali  negli allevamenti ingrassatori</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Gli ingrassatori sono  allevamenti in cui generalmente si fa un ingente consumo di granoturco e mangimi industriali  integrativi. In Italia, la spesa per l'alimentazione &egrave; stimata attorno a 0,3 &euro;/kg di accrescimento per un animale di tipo Charolais.<br /><br /><strong>L'energia del  granoturco</strong><br /> Il granoturco &egrave; una pianta molto energetica, ricca di glucidi ma povera di proteine. Per assicurare il corretto accrescimento degli animali,  l'allevatore deve quindi prevedere un'integrazione proteica della razione.<br /><br /> Il granoturco deve il suo ampio utilizzo nell'alimentazione degli  animali all'elevata concentrazione energetica, determinata dall'alto contenuto di amido. &Egrave; utilizzato in grani (incorporati nella razione degli animali o come costituenti di mangimi composti) o sotto forma di pianta intera, che pu&ograve; essere raccolta e insilata (riserva foraggiera invernale per i bovini) prima che i chicchi giungano a maturit&agrave; completa per  l'alimentazione dei ruminanti. &Egrave; il cosiddetto granoturco da foraggio. <br /><br /> Nei centri di ingrasso italiani, la produzione di granoturco  contribuisce a una migliore valorizzazione delle potenzialit&agrave; del luogo grazie  all'irrigazione. La maggior parte degli allevamenti produce il proprio granoturco e  acquista i cereali e le proteine; altri invece vendono i cereali e acquistano il granoturco in loco. <br /><br /><strong>Il dinamico settore dei mangimi  industriali</strong><br /> I mangimi industriali hanno fatto la loro comparsa in Europa negli anni '30. Oggi l'industria dei mangimi, predominante nell'allevamento  europeo, &egrave; divenuta un polo di propagazione delle innovazioni tecniche e  dell'organizzazione delle filiere.<br /><br /> Mentre la stragrande maggioranza del pollame da carne e dei suini &egrave;  nutrita con questi alimenti completi, la razione di base dei ruminanti viene  soprattutto dalla produzione foraggiera dell'azienda zootecnica.<br /> Queste razioni sono bilanciate con cereali (prodotti in situ o  acquistati) e panelli oppure mangimi industriali integrativi. Le materie prime  rappresentano l'80 - 85% del prezzo di costo dei "granulati" (mangimi industriali). Si annoverano un centinaio di componenti, tra cui: cereali,  proteaginose, panelli di oleaginose, sottoprodotti dell'industria molitoria, degli  zuccherifici&hellip; I pi&ugrave; recenti sono invece la manioca, la patata dolce, la polpa di  agrumi, ecc.<br /><br /><strong>L'alimentazione di manzi e giovenche</strong><br /> Questi animali ad accrescimento lento, ingrassati in media fino all'et&agrave; di tre anni, danno una carne notoriamente di qualit&agrave;.<br /><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><img src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/1_alimentation_bovv_fr.gif" border="0" alt="" /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /> Dopo avere trascorso circa otto mesi al pascolo con la madre, una volta svezzati il loro regime alimentare alterna fasi di pascolo esclusivo, senza nessun altro alimento, in primavera, estate e autunno, a fasi di alimentazione in stalla d'inverno, quando non cresce pi&ugrave; l'erba, basata su fieno o altri foraggi conservati (come il fieno-silo), con  un'integrazione di cereali e panelli.<br /><br /> Esistono naturalmente varianti a questa alimentazione tipo. A seconda dell'et&agrave; di macellazione degli animali, gli integratori rivestono un  ruolo pi&ugrave; o meno importante. Pi&ugrave; un animale deve essere macellato giovane, pi&ugrave; aumentano le dosi di alimenti integrativi.<br /><br /> Analogamente, i manzi delle razze da latte, svezzati molto presto, nei primi tre mesi di vita ricevono mangime di allattamento, fieno, cereali e panelli prima di essere messi al pascolo. Sono macellati pi&ugrave; giovani dei manzi di razze da carne.<br /><br /><strong>L'alimentazione dei bovini  giovani o torelli</strong><br /> Fatta eccezione per gli animali destinati alla produzione di vitelli da macello e manzi, i bovini maschi sono ingrassati per essere macellati giovani verso i 18 mesi (categoria bovino giovane o "torello"). La  produzione di torelli d&agrave; una carne poco colorata, destinata prevalentemente ai  mercati del Sud Europa e dell'Europa dell'Est.<br /><br /> Razione: mangimi industriali + farina di cereali e granoturco<br /><br /> L'alimentazione dei torelli &egrave; molto standardizzata:<br /> - Se di razza da latte, sono svezzati nel primo mese di vita e per i tre mesi successivi ricevono un mangime di allattamento pi&ugrave; fieno o  concentrato; se di razza da carne, sono svezzati dopo 8 mesi passati al pascolo con la madre.<br /> - Successivamente, i tre quarti dei bovini giovani prodotti nei nostri paesi sono alimentati con alimenti a base di granoturco da foraggio  (pianta intera). Questo alimento molto energetico, ricco di glucidi ma povero di proteine, &egrave; integrato con sostanze azotate sotto forma di cereali e panelli di oleaginose (per esempio panelli di soia). </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"> Le varianti  dell'alimentazione dipendono dalle disponibilit&agrave; regionali. <br /> Nel nord della Francia, regione di produzione di barbabietola da  zucchero, o in alcune zone dell'Italia, la polpa di barbabietola secca o pressata (prodotti derivati dalla lavorazione dello zucchero) sostituisce il  granturco perch&eacute; pi&ugrave; economica. In altre regioni, l'insilato di mais pu&ograve; essere sostituito dall'insilato di sorgo e dall'erba medica e, in altre  regioni, da cereali schiacciati. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">In Italia, la paglia di cereali, alimento raro, &egrave;  riservata esclusivamente all'alimentazione. Per la lettiera invece, gli allevatori utilizzano  canne di granoturco o sorgo oppure crusche di riso (l'involucro del chicco).<br /><br /> Possono essere utilizzati anche altri prodotti derivati, come la melassa (anch'essa risultante dalla lavorazione dello zucchero), la polpa di  agrumi, le patate non commercializzabili nel circuito destinato  all'alimentazione umana, i panelli di colza, il girasole o la soia, le trebbie di birra. <br /><br /> Esempio di razione per torelli e per giovenche di razza da carne: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><img src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/1_alimentation_pulp_mais.gif" border="0" alt="" /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /><!-- visuel en dessous du texte--> <!---
<p>&nbsp;</p>
<BR>---><a target="_blank"><!---<br>---></a> <!-- Appel Puce --> &nbsp;<img src="http://www.civ-viande.org/it/image/chartegraphique/top.gif" border="0" alt="&gt; Retour haut de page &lt;" /> <!-- /Puce --> <!---<font face="Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><b>---> &nbsp;<span style="font-family: arial; font-size: 1.1em;"><strong>Come funziona lo stomaco di un ruminante</strong></span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <!-- visuel avant texte --> <!-- visuel amorce du texte--> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Il vitello non &egrave;  ruminante dalla nascita, infatti non rumina finch&eacute; &egrave; nutrito con latte. Comincia a ruminare verso i tre mesi, con l'ingestione di alimenti solidi.<br /><br /><strong>La vacca ha quattro  stomaci che le permettono di ruminare</strong><br /><br /><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none; float: left;" src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/1_estomac_d.gif" alt="" />La ruminazione &egrave; la prima fase dell'alimentazione dei bovini. Anche  numerosi altri animali selvatici o domestici sono ruminanti (i cervi, gli zeb&ugrave;, i bufali, le pecore, le capre, i mufloni&hellip;). Al pascolo, un bovino rumina 8 - 12 ore al giorno. La ruminazione &egrave; lenta e si suddivide in diverse fasi, durante le quali gli alimenti passano diverse volte in bocca e nel primo dei quattro stomaci della vacca:<br /> - il rumine,<br /> - il reticolo,<br /> - l'omaso, <br /> - l'abomaso. <br /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><strong>La ruminazione: per  non consumare sul posto</strong><br /><br /> Affinch&eacute; la ruminazione abbia inizio &egrave; necessario che la vacca si nutra. Quando bruca, una vacca non mastica a fondo l'erba ma la inghiottisce sotto  forma di fili molto lunghi. Questi fili d'erba discendono nell'esofago e  cadono nel reticolo, per andare a finire direttamente nel rumine (ogni minuto).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Dopo avere brucato erba in gran quantit&agrave;, la vacca va a sdraiarsi in un posto tranquillo. &Egrave; in questo momento che ha inizio la ruminazione vera e  propria. Dal rumine, i grossi fili d'erba sono rimandati verso la bocca, grazie a una contrazione sincronizzata del reticolo e dell'esofago. Di ritorno in bocca, questo bolo alimentare sar&agrave; masticato a lungo.<br /><br /> La masticazione riduce la dimensione dei fili d'erba. In questa fase, viene mischiata all'erba una ingente quantit&agrave; di saliva: in 6 - 8 ore di masticazione giornaliere, la vacca produce 160 - 180 litri di saliva. <br /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">Una volta ben triturati, i filetti d'erba ritornano nel rumine, dove saranno "attaccati" dai microrganismi che inizieranno a digerirli. <br /> Questa intensa attivit&agrave; microbica corrisponde a una fermentazione.  Avviene in continuazione, anche se uno stesso filo d'erba resta nel rumine 24 - 48 ore, durante le quali &egrave; "attaccato" dai microrganismi. Questa  fermentazione fabbrica sostanze volatili, che passeranno attraverso la parete del  rumine per essere utilizzate come fonte di energia dagli organi della vacca. Contribuiscono anche alla fabbricazione del latte. <br /><br /> <strong>La fermentazione produce pi&ugrave; di 1.000 litri di gas al giorno</strong>. Soltanto gli alimenti ridotti finemente in poltiglia passano nei serbatoi  successivi: prima l'omaso e poi l'abomaso. <br /><br /> La ruminazione permette ai bovini di non passare tutta la giornata al pascolo a masticare l'erba. In questo modo possono infatti brucare per un tempo limitato e conservare quest'erba nel rumine. Dopodich&eacute; possono spostarsi in un luogo riparato e riprendere a masticare. La ruminazione permette agli animali di limitare il tempo al pascolo "allo scoperto", esposti al sole ma anche ai predatori. L'addomesticamento della vacca infatti non risale a epoche molto remote e prima non c'erano gli  allevatori per proteggere le vacche selvatiche dagli attacchi dei carnivori.<br /><br /><strong>Nell'omaso  comincia la prima selezione di alcuni nutrimenti </strong><br /><br /><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none; float: left;" src="http://www.civ-viande.org/it/image/phototheque/1_estomac_g4.gif" alt="" />Nell'omaso la vacca assorbir&agrave; determinate sostanze contenute nella "poltiglia" di erba e microrganismi: acqua, sodio, fosforo e altre sostanze volatili. Il sodio e il fosforo sono recuperati nel sangue e ritorneranno nel  rumine tramite la saliva. <br /><br /> Nota: Grazie alle pliche, spaziate secondo distanze ben determinate,  l'omaso funger&agrave; anche da filtro impedendo la discesa dei fili d'erba pi&ugrave; grossi. Infatti soltanto particelle inferiori a 2 mm di lunghezza possono  attraversare l'omaso, che quindi regolarizza il transito digestivo e prepara il pasto della vacca all'effettiva digestione che avverr&agrave; nell'abomaso.<br /><br /><br /><strong>Nell'abomaso  avviene la digestione acida</strong><br /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;">L'abomaso sercerne l'acido cloridrico e numerosi enzimi digestivi, analogamente a quanto avviene nello stomaco degli altri animali non ruminanti (cane, maiale, uomo, ecc.). <br /><br /> Nota: L'abomaso digerisce la maggior parte dei grassi (lipidi) e delle proteine vegetali sfuggita alla fermentazione nel rumine.<br /> Inoltre digerisce le proteine fabbricate dai batteri nel rumine (0,5 - 2,5 kg di proteine al giorno), prodotte anch'esse a partire dall'erba. <br /><br /> Al termine di questo lento lavoro, gli alimenti non assomigliano pi&ugrave; ai fili d'erba iniziali. Passeranno quindi nell'intestino tenue e  nell'intestino crasso, dove la digestione prosegue grazie alle secrezioni della  cistifellea, del pancreas ecc. Ma questa &egrave; un'altra storia. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;"><br /></span></p>
<p style="text-align: right;">Fonte www.civ-viande.org</p></p>]]>
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<title>VeggiePride 2010: Comunicato stampa</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=531&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: right;"><strong>da <a href="http://www.veggiepride.it/" target="_blank">www.veggiepride.it</a></strong></p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #800000;"><strong>Comunicato stampa</strong></span></span></p>
<p><strong>Veggie Pride, 15 Maggio: manifestazione dell&rsquo;orgoglio  vegetariano a Milano e Lione</strong></p>
<p>Il 15 maggio, vegetariani e vegani venuti da tutto il mondo  riempiranno le vie e le piazze di Milano e Lione per partecipare al  Veggie Pride. Il loro obiettivo: esprimere la loro fierezza di non  mangiare carne, pesce e prodotti animali e denunciare il massacro di  milioni di animali ogni anno nei rispettivi Paesi.<br /> <br /> Il Veggie Pride &egrave; una manifestazione che si svolge tutti gli anni in  Francia dal 2001 e, per la terza volta quest&rsquo;anno, in Italia.  L&rsquo;obiettivo del &laquo;Veggie Pride&raquo; - come quello del Gay Pride per gli  omosessuali - &egrave; di spingere i vegetariani e vegani ad accettarsi e ad  esprimersi. Molti di loro, stanchi di subire critiche e prese in giro,  preferiscono tacere la loro scelta o nasconderne il lato pi&ugrave; polemico,  il rispetto della vita degli animali; a volte preferiscono avanzare  altre ragioni pi&ugrave; consensuali, come l&rsquo;ecologia, la salute o il disgusto  personale. Il Veggie Pride intende incoraggiarli a riconoscere  pienamente la loro scelta per gli animali e ad affermarla liberamente  dando voce in modo chiaro agli animali sfruttati e uccisi negli  allevamenti e nei macelli di tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella giornata del Veggie Pride, vegetariani e vegani denunceranno la  sofferenza degli animali massacrati per l&rsquo;alimentazione umana. Ogni  anno, solo in Italia, vengono abbattuti pi&ugrave; di 480 milioni di animali,  senza contare i pesci. Negli allevamenti di tutto il mondo si consumano  le vite di miliardi di vitelli, polli, maiali, mucche &laquo;da latte&raquo;,  galline &laquo;ovaiole&raquo;, in condizioni che trasformano la loro esistenza in un  inferno permanente: prigionia in gabbie minuscole, affollamento,  sporcizia, mutilazioni, separazione delle mamme dai cuccioli&hellip; Poi,  viaggi interminabili verso la morte: normalmente vivrebbero anni, invece  vengono ammazzati a pochi mesi di et&agrave;. Vegetariani e vegani rivendicano  l&rsquo;orgoglio di non partecipare a questo sistema concentrazionario.</p>
<p>Con il Veggie Pride, vegetariani e vegani reclamano dei diritti:  diritto di essere ascoltati, di disporre di un giusto tempo di parola  nei dibattiti, diritto di crescere i propri figli senza imporre loro i  prodotti del mattatoio, di poter mangiare correttamente nelle mense, al  lavoro, a scuola e in ogni luogo collettivo, diritto di non finanziare  gli allevamenti con le loro tasse. Questi diritti sono per loro tanto  pi&ugrave; preziosi perch&eacute; sono gli unici diritti che oggi gli animali  indirettamente posseggano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corteo milanese, per la terza volta sfileranno famiglie  vegetariane e vegane. Genitori e bambini solidali con gli animali  testimonieranno che senza mangiare prodotti animali si cresce bene (o  anche meglio) e denunceranno insieme agli altri manifestanti la  vegefobia, ovvero quell&rsquo;atteggiamento che schernisce, discredita,  criminalizza e accusa di estremismo quella che &egrave; in tutto e per tutto  una scelta etica, dettata da compassione e da solidariet&agrave; verso gli  animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Siamo animali solidali con gli altri animali!</strong></p>
<p>15 maggio 2010: a Milano, appuntamento alle ore 14 in Piazza Missori  (metropolitana linea 3). Il corteo percorrer&agrave; le vie del centro  cittadino e terminer&agrave; in piazza Cairoli. Alla fine del percorso, si  svolgeranno letture di testi sugli animali e sul vegetarismo,  performance teatrali e saranno presenti banchetti con materiali  informativo e cibo vegan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il percorso verr&agrave; rappresentata in vari modi la sofferenza  dei miliardi di animali uccisi nei macelli e negli allevamenti: carri  allegorici, persone mascherate da animali ed incatenate,  rappresentazioni del sistema di sfruttamento responsabile di questo  massacro, musica e testi sul vegetarismo e sugli animali porteranno  nelle vie del capoluogo la voce dei vegetariani e quella degli animali  uccisi per l&rsquo;alimentazione umana.</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Nutrire i nostri animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=530&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://giorgiomalusa.com/borbottiamo/page52_files/cani_gatti_cibo1254999518.jpg" alt="" width="220" height="145" />Una volta compiuta la scelta vegetariana e vegana per noi stessi, si pone il problema di come nutrire i nostri animali domestici, cani e gatti, per lo pi&ugrave;.</p>
<p>Chi &egrave; vegetariano o vegano per ragioni etiche, chiaramente si rifiuta di uccidere animali, per qualsivoglia ragione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C'&egrave; per&ograve; il problema che cani e gatti non sono animali vegetariani.</p>
<p>Dalla dentatura e dall'apparato digerente appare chiaro che il cane &egrave; un onnivoro e non un carnivoro puro. In origine si nutriva esclusivamente di carne, come oggi fanno i suoi parenti selvatici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo 60.000 anni di adattamento alla vita con l'uomo, la sua dieta &egrave; diventata onnivora, e pu&ograve; facilmente essere trasformata in vegetariana senza alcun problema di salute. In tutti i casi, i cani non vengono mai alimentati esclusivamente con carne, per il costo elevato e i problemi di salute che ne derivano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gatto, invece, rimane un carnivoro puro, con particolari esigenze nutritive. La taurina, per esempio. Questo aminoacido secondario &egrave; essenziale per la sua salute: la sua carenza provoca nei felini la cecit&agrave; e gravi malattie cardiache. I cani riescono a produrla a partire da due aminoacidi essenziali: la metionina e la cistina. I gatti non ne hanno la capacit&agrave;. I gatti, inoltre, non sono in grado di "produrre" la vitamina A partendo dal beta-carotene (come invece riescono a fare i cani e gli esseri umani).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Detto questo, possono sorgere dei dubbi sul "forzare" questi animali a una dieta vegetariana con l'aggiunta di integratori: tutto questo suona poco "naturale". Ma i nostri cani e gatti non vivono in natura. Quanto "naturale" &egrave; nutrirli di scatolette e crocchette prodotte con carni di animali di cui mai, "in natura" si sarebbero potuti nutrire? I gatti selvatici non mangiano certo mucche, n&eacute; tonni, e nemmeno conigli o galline. Mangiano piccoli roditori, uccellini e altri piccoli animali. Pi&ugrave; o meno lo stesso si pu&ograve; dire per i cani. Possono predare conigli e uccelli pi&ugrave; grandi, ma non certo mucche! E poi, quanto "naturale" &egrave; la vita di un cane in un appartamento, o anche in una casa con giardino? Ben poco. Perch&eacute; dunque porsi il problema di quanto sia naturale una loro nutrizione vegetariana, quando la loro nutrizione &egrave; comunque del tutto innaturale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa importante &egrave; dar loro un cibo sano che non li privi di alcun elemento essenziale e che non li faccia ammalare. Questo non si pu&ograve; dire delle normali scatolette e crocchette oggi in commercio: prodotte con scarti di macellazione "non adatti all'alimentazione umana", con carni estremamente grasse e piene degli stessi composti chimici (antibiotici, ormoni, farmaci di ogni genere) che, come ben sappiamo, sono dannosi per ogni organismo, umano e animale, non sono certo il massimo per nutrire in modo sano i nostri animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molto meglio, dunque, scegliere per loro un cibo sano e contemporaneamente "senza crudelt&agrave;" verso altri animali. I nostri cani e gatti non hanno pi&ugrave; diritto di vivere di una mucca o di un coniglio: come per noi stessi scegliamo di non uccidere, perch&eacute; &egrave; possibile, anche per loro dobbiamo fare la stessa scelta, perch&eacute; &egrave; possibile. Credete davvero che loro possano accorgersi della differenza tra una crocchetta vegetale e una di carne, quando entrambe siano buone al palato, e contengano tutti gli elementi nutritivi di cui il loro corpo ha bisogno? Noi crediamo proprio di no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esistono in commercio alimenti vegetariani che soddisfano appieno le necessit&agrave; nutrizionali di cani e gatti. Fino a poco tempo fa erano disponibili solo all'estero, ma di recente &egrave; nata la ditta <strong>Am&igrave;</strong>, che produce crocchette vegetariane per cani e gatti, la cui composizione &egrave; stata attentamente studiata e valutata da veterinari esperti. Consigliamo davvero una visita al loro sito, e una prova dei loro prodotti: <a href="http://ami.aminews.net/" target="_blank">ami.aminews.net</a></p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://www.veganhome.it" target="_blank">Vegan Home</a></p></p>]]>
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</item>
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<title>Cosa contengono i cibi per animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=529&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Tratto da <a href="http://www.veganhome.it" target="_blank">Vegan Home</a> - Traduzione a cura di E. Vento/C. Romussi</strong></p>
<p class="fonte">Fonte: Report dell'API "What's really in pet food" - URL: <a href="http://www.bornfreeusa.org/facts.php?more=1&amp;p=359" target="_blank">www.bornfreeusa.org/facts.php?more=1&amp;p=359</a></p>
<blockquote>
<p><strong>Sommario</strong></p>
<ul>
<li>Ingredienti</li>
<li>Come  viene prodotto il pet food</li>
<li>Contaminazioni</li>
<li>Problemi  causati da un'alimentazione         inadeguata</li>
<li>Bibliografia</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Tranci di polli sani e ben pasciuti, tagli scelti di bovino e cereali freschi sono tutto ci&ograve; che serve per l'alimentazione completa e bilanciata di cani e gatti. Questo &egrave; quanto affermano i produttori di <em>pet food</em> tramite i media. Questo &egrave; ci&ograve; che le loro industrie (11 miliardi di dollari di fatturato) vogliono far credere ai consumatori.</p>
<p>Questo rapporto esplora le differenze tra ci&ograve; che questi ultimi credono di acquistare e cosa realmente comprano. Ci siamo focalizzati sulle marche pi&ugrave; note, quelle distribuite nei supermercati e nei discount, ma converr&agrave; ricordare che anche molte altre marche "rispettabili" producono prodotti simili a quelli qui descritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci&ograve; che sembra sfuggire alla maggior parte dei consumatori, &egrave; che l'industria dei pet food rappresenta un'estensione delle industrie di alimenti destinati al consumo umano. Il settore pet food apre un mercato per gli scarti della macellazione, per i cereali considerati "non adatti all'alimentazione umana" e per altri prodotti di scarto che non potrebbero altrimenti garantire profitti. Per "scarti" bisogna intendere intestini, mammelle, esofagi e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tre delle cinque maggiori aziende americane produttrici di pet food sono filiali delle pi&ugrave; grandi multinazionali alimentari:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>NESTL&Egrave;</strong> (Alpo, Fancy Feast, Friskies, Mighty Dog)</p>
</li>
<li>
<p><strong>HEINZ</strong> (9 Lives, Amore, Gravy Train, Kibbles n Bits,     Recipe, Vets)</p>
</li>
<li>
<p><strong>COLGATE-PALMOLIVE</strong> (Hill's Science Diet Pet Food)     Alle quali possiamo aggiungere:</p>
</li>
<li>
<p><strong>PROCTER &amp; GAMBLE</strong> (Eukanuba e Iams)</p>
</li>
<li>
<p><strong>MARS</strong> (Kal Kan, Mealtime, Pedigree, Sheba)</p>
</li>
<li>
<p><strong>NUTRO</strong></p>
</li>
</ul>
<p>Per le multinazionali alimentari, controllare la produzione di pet food &egrave; un investimento redditizio, un mercato parallelo, tramite il quale capitalizzare i propri prodotti di scarto. I prodotti commercializzati per l'alimentazione di cani e gatti sono centinaia. Anche se la qualit&agrave; &egrave; mediamente simile, non tutte le aziende ricorrono ad ingredienti potenzialmente pericolosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="font-size: 1.1em;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ingredienti </strong></span></span></span></p>
<p>Il prezzo non sempre ne garantisce la bont&agrave;, ma spesso costituisce un buon indicatore della qualit&agrave; dei pet food: utilizzare proteine di qualit&agrave; e grano di prima scelta sarebbe ovviamente impossibile, per aziende che vendono cibo per cani a 1 euro al chilo, dato che il costo di ingredienti di buona qualit&agrave; risulterebbe molto maggiore del ricavato. Le proteine utilizzate nei pet food possono provenire da diverse fonti. Quando bovini, suini, polli, ovini ed altri animali vengono macellati, i tagli scelti vengono separati dalla carcassa e destinati ad uso umano, mentre circa il 50% viene impiegato diversamente. Nella produzione dei pet food, viene usato tutto ci&ograve; che rimane della carcassa: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti e tutte le altre parti non consumate dagli umani. Sulle etichette, queste parti vengono descritte <em>sottoprodotti</em>. L'etichettatura &egrave; ambigua, perch&eacute; indica gli ingredienti ma non definisce i prodotti elencati. Negli Stati Uniti, l'associazione di categoria dei produttori di pet food riconosce che l'uso di sottoprodotti rappresenta un introito addizionale sia per l'industria della macellazione che per gli allevatori: "La crescita dell'industria del pet food non solo fornisce ai proprietari di animali domestici un cibo migliore per i propri animali, ma apre altri mercati per le industrie che preparano il cibo per il consumo umano" [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">1</a>].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti di questi scarti costituiscono la discutibile alimentazione degli animali d'affezione. L'apporto nutrizionale di questi sottoprodotti carnei pu&ograve; variare da lotto a lotto. James Morris e Quinton Rogers, due professori del Dipartimento di Bioscienze Molecolari della University of California (reparto di Medicina Veterinaria Davis), sostengono che "Per molti degli ingredienti comunemente utilizzati nella produzione di pet food, non &egrave; disponibile alcuna informazione circa la loro biodisponibilit&agrave; per cani e gatti. Questi ingredienti sono generalmente sottoprodotti delle industrie zootecniche, la cui composizione nutritiva pu&ograve; avere margini di variazione enormi. La richiesta di adeguare i pet food ai profili nutrizionali consigliati dall'<em>AAFCO</em> (Associazione Americana per il Controllo degli Alimenti), non potr&agrave; quindi garantirne l'apporto nutrizionale, fino a quando non verr&agrave; analizzata la biodisponibilit&agrave; degli ingredienti" [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">2</a>].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Farine di carne, sottoprodotti ed ossa sono ingredienti comuni nei pet food. Il termine <em>farina</em> significa che questi prodotti non vengono utilizzati freschi: sono riciclati. In cosa consiste il <em>riciclaggio</em>? Stando al dizionario, "il riciclaggio &egrave; un processo di tipo industriale: riciclare carcasse di bestiame per estrarne olio dal grasso tramite fusione". La zuppa di pollo fatta in casa, con lo spesso strato di grasso che si forma sulla superficie quando viene cotta, &egrave; una sorta di mini-processo di riciclaggio. Il riciclaggio separa il grasso dai materiali idrosolubili e solidi, uccidendo i batteri. Purtroppo, pu&ograve; alterare o distruggere anche gli enzimi e le proteine che si trovano nella "materia prima".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali possono essere le conseguenze per cani e gatti alimentati con questi prodotti? Alcuni veterinari sostengono che gli scarti della macellazione aumentano il rischio di cancro e di altre malattie degenerative. I metodi di cottura usati nella produzione di pet food, come il riciclaggio e l'estrusione (pressione a caldo usata per "espandere" il cibo secco, trasformandolo in crocchette), non sempre distruggono gli ormoni (usati per far ingrassare il "bestiame" o per farne aumentare la produzione di latte), n&eacute; gli antibiotici, n&eacute; i barbiturici (usati come anestetici).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Grassi animali </strong></span></p>
<p>Avrete notato l'odore particolarmente pungente che si sprigiona quando aprite una nuovo sacco di pet food. Da cosa dipende? Molto spesso dalla presenza di grasso animale riciclato, oppure di oli troppo rancidi e classificati come inadatti per gli umani. Negli ultimi 15 anni, il grasso proveniente dai ristoranti, negli USA, &egrave; diventato la principale componente grassa dei pet food. Questi grassi, spesso contenuti in fusti da 50 galloni, vengono generalmente lasciati all'aperto per settimane, esposti a temperature estreme, senza preoccuparsi del loro impiego futuro. Le aziende che riciclano questi grassi li mischiano con altri tipi di grasso, stabilizzandoli tramite potenti antiossidanti che ne ritardano il deterioramento e vendono il prodotto finito ai produttori di pet food [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">3</a>].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi grassi vengono spruzzati direttamente nelle crocchette, per rendere appetibile un prodotto che altrimenti risulterebbe insipido o sgradevole. Il grasso agisce inoltre come collante, al quale vengono infine aggiunti esaltatori di sapidit&agrave;. Gli "scienziati" del pet food hanno scoperto che gli animali amano il gusto di questi grassi. I produttori sono dei veri maestri nel costringere un cane o un gatto a mangiare ci&ograve; che normalmente farebbe loro arricciare il naso per lo schifo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Farina, soia, granturco, noccioline ed altre proteine vegetali </strong></span></p>
<p>Negli ultimi 10 anni, la quantit&agrave; di cereali usati nel pet food &egrave; aumentata. Un tempo, l'industria di pet food considerava i cereali alla stregua di riempitivi, ma oggi essi rappresentano una porzione considerevole, nel cibo per animali. I valori nutrizionali in questi prodotti dipendono dal grado di digeribilit&agrave; delle granaglie. La quantit&agrave; ed il tipo di carboidrati determina la quantit&agrave; di valori nutrizionali che l'animale assume. Cani e gatti possono assorbire pressoch&eacute; tutti i carboidrati di alcune granaglie (ad esempio, del riso), ma fino a circa il 20% del valore nutrizionale delle altre granaglie viene perso, in quanto non digerito. La disponibilit&agrave; nutrizionale di grano, fagioli e avena, ad esempio, &egrave; scarsa. Gli elementi nutritivi nelle patate e nel granturco sono molto meno disponibili che nel riso. Altri ingredienti, come i gusci delle arachidi, vengono usati come "riempitivo" o fibra, ma non hanno un contenuto nutrizionale significativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due su tre degli ingredienti principali dei pet food, in particolare di quelli secchi, sono quasi sempre cereali. Nel Pedigree Performance per cani, i 3 principali ingredienti sono granturco macinato, farina di sottoprodotti del pollo e farina di glutine di granturco. Nei 9 Lives Crunchy Meals per gatti, i 3 principali ingredienti sono granturco macinato, farina di glutine di granturco e farina di sottoprodotti animali. Dei 4 principali ingredienti del Purina ONE per cani - pollo, granturco macinato, grano macinato e farina di glutine - 2 sono prodotti a base di grano... praticamente, sono lo stesso prodotto. Questa pratica industriale &egrave; nota come <em>suddivisione</em>. Quando i componenti dello stesso ingrediente vengono elencati separatamente - come nel caso di granturco macinato e farina di glutine di granturco - sembra che ci sia meno grano che carne, anche quando il peso dei cereali, in realt&agrave;, supera quello della carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1995, la Nature's Recipe dovette ritirare dagli scaffali migliaia di tonnellate di cibo per cani, a causa delle proteste di consumatori che lamentavano che i cani alimentati con i prodotti di questa ditta vomitavano e perdevano appetito. Per la Nature's Recipe, la perdita ammont&ograve; a 20 milioni di dollari. Il problema era legato alla presenza di un fungo che produceva vomitossina (un'aflatossina o "micotossina", sostanza tossica prodotta durante il processo di stampaggio delle crocchette), che aveva contaminato il grano. Nel 1999, un'altra tossina fungina obblig&ograve; al ritiro del cibo secco per cani prodotto dalla Doane Pet Care, compreso Ol'Roy ed altre 53 marche. Questa volta, la tossina uccise 25 cani. Malgrado causi a molti cani vomito, inappetenza e diarrea la vomitossina &egrave; per&ograve; meno tossica di altre. Le tossine fungine pi&ugrave; pericolose possono causare perdita di peso, danni al fegato, claudicazione e persino la morte, come nel caso Doane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'incidente della Nature's Recipe obblig&ograve; la <em>FDA</em> (Food and Drug Administration) ad intervenire. Dina Butcher, Assessore alle Politiche Agricole nel Nord Dakota, concluse che la scoperta della vomitossina nei prodotti Nature's Recipe non rappresentava un rischio per la popolazione umana, in quanto "il grano che viene utilizzato nel pet food non &egrave; grano di alta qualit&agrave;" [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">4</a>].</p>
<p>Le proteine di soia sono un altro ingrediente comunemente usato nel pet food, come fonte energetica. I produttori le utilizzano anche perch&eacute; negli animali producono un senso di saziet&agrave;. La soia &egrave; stata collegata a casi si aerofagia in alcuni cani, mentre altri la sopportano meglio. La soia viene impiegata come fonte proteica anche in alcuni prodotti vegetariani per cani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Additivi e conservanti </strong></span></p>
<p>Molti prodotti chimici vengono aggiunti al pet food commerciale per aumentarne il gusto, la stabilit&agrave;, le caratteristiche o l'aspetto. Gli additivi non hanno valore nutritivo; possono essere usati come emulsionanti, per evitare che l'acqua ed il grasso si separino, come antiossidanti, per prevenire l'irrancidimento del grasso o come coloranti e aromi artificiali, per rendere il prodotto pi&ugrave; attraente per il consumatore e pi&ugrave; appetibile per l'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'aggiunta di prodotti chimici al cibo ebbe origine migliaia di anni fa (spezie conservanti naturali e agenti di stagionatura), ma negli ultimi 40 anni, l'uso di additivi &egrave; molto aumentato. Tutti i cibi per animali contengono conservanti. Alcuni di questi vengono aggiunti agli ingredienti o alle materie prime dai fornitori, altri possono essere aggiunti dai produttori stessi. Dato che questi ultimi hanno bisogno di assicurare un lunga durata del cibo secco per renderlo commestibile anche dopo la spedizione e la permanenza in magazzino, i grassi nei cibi per animali vengono conservati impiegando conservanti sintetici o "naturali".</p>
<p>I conservanti sintetici comprendono il BHA e BHT, gallato di propile, propilenglicole (impiegato anche come alternativa "meno tossica" agli antigelo industriali per auto) e trimetilchinolina. La letteratura relativa alla tossicit&agrave;, ai rischi o ai problemi derivati dal consumo continuo di questi antiossidanti, spesso ingeriti quotidianamente da cani e gatti, &egrave; scarsa. L'impiego di possibili agenti cancerogeni come il BHA, BHT e la trimetilchinolina vengono permessi in quantit&agrave; relativamente basse. Gli effetti di questi prodotti chimici nel pet food non sono stati studiati approfonditamente, ma il loro consumo, a lungo termine, &egrave; probabilmente dannoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dato che i risultati dello studio originale sulla sua sicurezza, effettuati dal produttore (Monsanto) della trimetilchinolina erano insufficienti, gli &egrave; stato richiesto di effettuare un nuovo e pi&ugrave; rigoroso studio. Questo studio si &egrave; concluso nel 1996. Malgrado la Monsanto non abbia trovato una tossicit&agrave; significativa associabile al suo prodotto, nel luglio 1997 il Centro di Medicina Veterinaria della FDA ha richiesto al produttore di ridurre della met&agrave; il livello massimo di trimetilchinolina (75 parti per milione).</p>
<p>Mentre alcuni critici del pet food e alcuni veterinari credono che la trimetilchinolina sia la principale causa di malattie, problemi cutanei ed infertilit&agrave; nei cani, altri sostengono che &egrave; il pi&ugrave; sicuro, forte e stabile conservante disponibile per i pet food. La trimetilchinolina &egrave; permessa per il consumo umano soltanto come conservante per spezie (pepe di cayenna, chili) in una proporzione di 100 parti per milione - ma sarebbe molto difficile consumare giornalmente una quantit&agrave; di chili che raggiungesse il quantitativo di trimetilchinolina che un cane consuma tramite il cibo secco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per conservare i grassi ,alcuni produttori hanno risposto alle preoccupazioni dei consumatori ricorrendo a conservanti "naturali", come Vitamina C (acido ascorbico), Vitamina E (tocoferoli misti) oppure olio di rosmarino, garofano o altre spezie. La farina di pesce e alcune miscele di vitamine, usate come integratori nei pet food, contengono conservanti chimici. Questo significa che cani e gatti possono mangiare cibi contenenti diversi tipi di conservanti. Non tutti devono essere indicati in etichetta per legge. Tuttavia, grazie alle pressioni da parte dei consumatori, i conservanti usati nel grasso devono oggi essere esposti in etichetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Additivi nei pet food </strong></span></p>
<ul>
<li>Agenti anticoagulanti</li>
<li>Lubrificanti</li>
<li>Agenti antimicrobici</li>
<li>Dolcificanti ipocalorici</li>
<li>Antiossidanti</li>
<li>Dolcificanti calorici</li>
<li>Coloranti</li>
<li>Agenti ossidanti e dimagranti</li>
<li>Agenti affumicanti</li>
<li>Agenti per il controllo del pH</li>
<li>Agenti deidratanti</li>
<li>Ausili di processo</li>
<li>Emulsionanti</li>
<li>Isolanti</li>
<li>Agenti fissanti</li>
<li>Solventi, veicoli</li>
<li>Esaltatori di gusto</li>
<li>Stabilizzatori, inspessitori</li>
<li>Aromatizzanti</li>
<li>Agenti attivi superficiali</li>
<li>Agenti per il trattamento delle farine</li>
<li>Agenti di finitura superficiale</li>
<li>Ausili di formula</li>
<li>Sostanze sinergizzanti</li>
<li>Umidificatori</li>
<li>Tessuti</li>
<li>Lievitanti</li>
</ul>
<p>Mentre la legge richiede studi sulla tossicit&agrave; diretta dei singoli additivi e conservanti elencati, essi non vengono testati per il loro potenziale effetto sinergico gli uni con gli altri, una volta ingeriti. Alcuni autori hanno suggerito la possibilit&agrave; di interazioni dannose tra alcuni dei pi&ugrave; comuni conservanti [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">5</a>]. I  conservanti naturali, invece, non consentono la stessa lunga durata come quelli chimici, ma non pongono alcun interrogativo circa eventuali rischi.</p>
<p><span style="color: #800000;"><br /></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="font-size: 1.1em;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Come viene prodotto il pet food</strong></span></span></span></p>
<p>Per rispettare i requisiti necessari per poter etichettare un cibo come "completo e bilanciato", molti produttori effettuano studi di appetibilit&agrave; quando sviluppano un nuovo pet food. Un gruppo di animali viene alimentato col nuovo cibo mentre un gruppo di "controllo" viene alimentato con la formula attualmente venduta. Il volume totale mangiato viene usato come misura per l'appetibilit&agrave; del cibo. Le pi&ugrave; grandi e famose aziende considerano questo genere di test il pi&ugrave; accurato controllo possibile dei valori nutrizionali effettivi del cibo e mantengono grosse colonie di cani e gatti per questo scopo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cibo secco viene prodotto con una macchina chiamata "estrusore". La materia prima viene dapprima miscelata, a volte manualmente, a volte con l'ausilio di un computer, secondo la ricetta preparata dai nutrizionisti. Nell'estrusore, vengono aggiunti a questa mistura acqua calda e vapore. La mistura &egrave; sottoposta a pressione, vapori ed alte temperature man mano che procede verso gli stampi che determineranno la forma finale del prodotto. Il cibo viene lasciato ad essiccare e poi viene generalmente spruzzato con grasso, fermentanti o altri composti che lo rendano pi&ugrave; appetibile. Nonostante il processo di cottura possa uccidere i batteri, la sterilizzazione del prodotto finale pu&ograve; essere compromessa durante l'essiccamento, la copertura con grasso o l'imballaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli ingredienti sono simili sia per il cibo umido, che secco, che semi-umido. La quantit&agrave; di proteine, grassi e fibra pu&ograve; invece variare. Una tipica scatoletta di cibo per gatti conterr&agrave; circa il 50% di sottoprodotti carnei. La principale differenza tra questi prodotti &egrave; il contenuto d'acqua. &Egrave; impossibile fare una comparazione diretta delle etichette dei diversi tipi di cibo senza una conversione matematica "su base secca".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La preparazione del cibo umido prevede una miscelazione degli ingredienti di base con additivi. Ai cosiddetti "bocconcini", viene data forma dall'estrusore. Successivamente, la mistura viene cotta ed inscatolata. Le scatole sigillate vengono infine inserite in contenitori per la cottura a pressione, nelle quali vengono sterilizzate. Alcuni produttori cuociono il cibo direttamente nella scatola. Per rendere nutrienti i pet food, i loro produttori li "fortificano" con vitamine e minerali. Come mai? Perch&eacute; gli ingredienti che usano non sono di per s&eacute; completi, la loro qualit&agrave; pu&ograve; essere estremamente variabile ed il tipo di produzione distrugge molte delle loro propriet&agrave; nutritive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;"><strong>Contaminazioni </strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="text-decoration: underline;">I</span></span> pasti a base di farina di carne o sottoprodotti spesso sono contaminati da batteri, perch&eacute; non sempre provengono da animali macellati. Ad essere trasformate in farine, sono generalmente le carcasse di animali morti per malattie, ferite o vecchiaia. L'animale morto pu&ograve; essere trasformato soltanto diversi giorni dalla morte; &egrave; per questo motivo che la sua carcassa pu&ograve; spesso essere contaminata con batteri tipo Salmonella ed Escherichia Coli. Si stima che pi&ugrave; del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri di E. Coli. La cottura pu&ograve; uccidere i batteri, ma non elimina le endotossine che alcuni batteri producono durante la crescita e che rilasciano quando muoiono. Queste tossine possono causare malattie. I produttori di pet food non testano i loro prodotti per le endotossine [<a href="http://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/#note" target="_blank">6</a>]. Un  altro genere di tossine pericolose sono le micotossine: provengono da muffa o da funghi, tipo la vomitossina del caso Nature's Recipe e aflatossine del caso Doane. La crescita di questa muffa pu&ograve; imputarsi a pratiche scadenti di coltura, essiccamento e stoccaggio, mentre gli ingredienti maggiormente contaminati da questa micotossina sono le granaglie tipo grano e mais, la farina di semi di cotone, le farine di noccioline e quelle a base di pesce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Problemi causati da un'alimentazione inadeguata </strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 1.1em;">L</span>'idea che esista un pet food in grado di fornire a cani e gatti tutti i nutrienti di cui avranno bisogno durante il corso della propria esistenza &egrave; un mito. Gli ingredienti primari della maggior parte del pet food commercializzato sono le granaglie. Molti consumatori acquistano il medesimo prodotto per lunghi periodi, costringendo i loro compagni animali ad assumere soprattutto carboidrati, con scarsissime variazioni. La dieta attuale di questi cani e gatti &egrave; lontanissima dalla dieta proteica, molto variata, tipica dei loro antenati. I problemi legati alla dieta industriale sono verificabili quotidianamente, in qualsiasi laboratorio veterinario: vomito, diarrea e infiammazioni sono i sintomi pi&ugrave; frequenti di problemi digestivi cronici.</p>
<p>Le allergie alimentari sono diventate una malattia quotidiana ed il mercato delle diete con "antigeni limitati" o "nuove proteine" &egrave; diventato un affare multimiliardario. Queste diete sono state create appositamente per curare la progressiva intolleranza ai cibi commerciali sviluppata dagli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti pet food sono prodotti con ingredienti proteici a bassissima digeribilit&agrave;. Le diete basate su questi prodotti contengono proteine con digeribilit&agrave; inferiore al 70%. Alcuni "riempitivi" e le fibre utilizzati in questi cibi possono anche causare coliti (infiammazioni del colon). La maggior parte dei produttori di pet food non pubblica statistiche di digeribilit&agrave; e questo dato non &egrave; mai apparso sulle etichette.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vomito e diarrea acuti sono spesso un sintomo di contaminazione batterica e di tossine prodotte dai batteri. Sia un immagazzinaggio improprio che l'aggiunta di acqua o latte per ammorbidire il cibo, lasciato poi a temperatura ambiente, possono causare la moltiplicazione di questi batteri. Questa pratica, per&ograve;, viene ancor oggi suggerita per gli alimenti destinati ai cuccioli.</p>
<p>Le formule e l'uso suggeritone dai produttori hanno aumentato inoltre l'incidenza di altri problemi digestivi: alimentare l'animale solo una volta al giorno pu&ograve; causare irritazione dell'esofago. Offrire due piccoli pasti &egrave; molto meglio. Per cani e gatti, anche i problemi del tratto urinario sono strettamente legati all'alimentazione: ostruzioni, cristalli e calcoli, sono spesso aggravati dall'uso di pet food industriali. Nei gatti, si stanno diffondendo nuovi tipi i calcoli, pi&ugrave; pericolosi di quelli ritenuti "comuni". Le manipolazioni dei pet food modificano l'acidit&agrave; dell'urina e la quantit&agrave; di alcuni minerali, con effetti diretti nello sviluppo di malattie. Anche i cani sviluppano calcoli a causa delle diete industriali. &Egrave; dimostrato che, sia nei gatti che in alcuni cani, la carenza di taurina pu&ograve; condurre (oltre che alla cecit&agrave;) a problemi cardiaci spesso fatali. Questa carenza, in passato, era spesso legata ad un quantitativo inadeguato di taurina nei pet food, che, per questo motivo, vengono attualmente addizionati con taurina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'eccesso di calorie tipica delle formule commercializzate per cuccioli, promuove la loro crescita rapida; ma una crescita rapida, per alcune razze canine di taglia grossa, ha mostrato di contribuire all'insorgenza di malattie delle ossa e delle giunture. Sono state quindi introdotte "formule speciali" destinate ai cuccioli di razze di grossa taglia, ma quest'innovazione non aiuter&agrave; gli innumerevoli cani che hanno vissuto e sono morti con malattie alle giunture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste infine una cospicua evidenza che l'ipertiroidismo nei gatti sia il risultato di un alimentazione a base di pet food industriali. &Egrave; una malattia nuova, apparsa agli inizi degli anni 70, quando il cibo in scatola cominci&ograve; ad essere distribuito nei supermercati. La causa esatta non &egrave; ancora conosciuta, ma &egrave; una malattia grave, a volte fatale ed il suo trattamento estremamente dispendioso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1.1em;"><span style="color: #800000;"><strong>Bibliografia </strong></span></span></p>
<p><strong>Dr. Pitcairn's Complete Guide to Natural Health for Dogs &amp; Cats</strong><br /> Richard H. Pitcairn, D.V.M., Ph.D. &amp; Susan Hubble Pitcairn - Rodale Press Inc., ISBN 0-87596-243-2<br /> <br /> <strong>Vegetarian Cats &amp; Dogs</strong><br /> James A. Pedan - Harbingers of a New Age, ISBN 0-941319-02-4<br /> <br /> <strong>The Consumer's Guide to Dog Food</strong><br /> Liz Palika - Howell Book House, ISBN 0-87605-467-X<br /> <br /> <strong>Reigning Cats and Dogs</strong><br /> Pat McKay - Oscar Publications, ISBN 0-9632394-1-4<br /> <br /> <strong>The Healthy Cat and Dog Cookbook</strong><br /> Joan Harper - Pet Press, ISBN 0-525-47586-9<br /> <br /> <strong>Food Pets Die for: Shocking Facts about Pet Food</strong><br /> Ann N. Martin - NewSage Press, ISBN 0-939165-31-7<br /> <br /> <strong>Cat Care Naturally</strong><br /> Celeste Yarnall, Charles E. - Tuttle Co. Inc., ISBN 0-8048-3025-8<br /> <br /> <strong>"It's for the Animals!" Guided Tour of Natural Care Cook Book &amp; Resource Directory</strong><br /> Helen L. McKinnon, C.S.A. Inc. (It's for the Animals! - P.O. Box 5378; Clinton, NJ 08809 fax 908-537-6610)</p>
<p>Questi due libri elencano gli ingredienti e le informazioni nutrizionali per i pet food pi&ugrave; diffusi:</p>
<p><strong>The Cat Food Reference</strong><br /> Howard D. Coffman - PigDog Press, ISBN 0-9645009-3-0<br /> <br /> <strong>The Dry Dog Food Reference</strong><br /> Howard D. Coffman - PigDog Press, ISBN 0-9645009-1-4</p>
<p><a target="_blank"></a></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>[1] Pet Food Institute, p. 2.<br /> [2] Morris and Rogers, p. 2520S.<br /> [3] Corbin, Jim, p. 81.<br /> [4] Cargill and Vargas, p. 36.<br /> [5] Strombeck, pp. 50-52.<br /> [6] Smith, p. 1397.</p></p>]]>
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<title>Foche: Italia non più complice della caccia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=527&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1013/878695332_d3bbd5be6f_m.jpg" alt="" width="220" height="147" />IL SENATO APPROVA SISTEMA  SANZIONATORIO PER LE VIOLAZIONI AL  REGOLAMENTO EUROPEO 1007/2009 SUL  COMMERCIO DI PRODOTTI DERIVANTI  DALL'UCCISIONE DEI MAMMIFERI MARINI. UNA  NUOVA VITTORIA DELLA LAV <a href="http://www.lav.it/" target="_blank">http://www.lav.it</a>&nbsp; PER GLI ANIMALI<br /> &nbsp;<br /> </strong>Nella Legge Comunitaria 2009, approvata  in via definitiva oggi dal  Senato, viene adottato il sistema  sanzionatorio per le violazioni al  Regolamento Comunitario 1007/2009  contro il commercio di prodotti  derivanti dalle foche, ponendo cos&igrave; il  nostro Paese tra i primi ad  applicare la effettiva tutela e la  salvaguardia dei mammiferi marini  cacciati in particolare in Canada e  Namibia.<br /> &nbsp;<br /> Il divieto europeo, che sar&agrave; effettivo a partire dal  prossimo 20 agosto,  vede gi&agrave; quindi applicabili in Italia sanzioni che,  rafforzando la  Legge 189 del 2004 contro il maltrattamento degli  animali, prevedono  l'arresto da tre mesi a un anno o l'ammenda da 5.000  a 100.000 euro per  chi produce, commercializza, esporta o introduce  nel territorio  nazionale qualunque prodotto derivante dalla foca. Il  dispositivo  prevede inoltre sanzioni accessorie quali la sospensione  della licenza  da tre mesi a un anno e, in caso di reiterazione, il  ritiro della  stessa.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">"Il provvedimento &egrave; stato richiesto  dalla LAV e grazie ad un  emendamento del relatore alla Legge  Comunitaria, Santini, conclude  l'importante iter legislativo che gi&agrave;  nel 2006, con un Decreto  Interministeriale, vedeva l'Italia in prima  linea nel contrastare un  commercio insanguinato nel quale purtroppo il  nostro Paese eccelleva - dichiara Roberto Bennati,  vicepresidente LAV - questo nuovo  strumento sanzionatorio &egrave; un  importante passo avanti nella tutela  giuridica degli animali e ora si  rende necessario predisporre uno  specifico piano di controlli che eviti  violazioni nel mercato  internazionale di prodotti di foca ".</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo provvedimento <strong>salver&agrave; la vita a molte migliaia di foche</strong>,   se si considera che solo negli anni 2000 e nel 2003 l'Italia ha   importato rispettivamente 55.000 e 15.000 pelli di foca. <br /> &nbsp;<br /> Era  il 2004 quando la LAV fu testimone diretta, insieme a giornalisti   italiani, della strage che i cacciatori di foche stavano attuando in   Canada. Da allora inizi&ograve; una forte mobilitazione nazionale che coinvolse   subito le Istituzioni italiane con protagonista il Ministro Frattini   (tramite due Risoluzioni parlamentari) poi il Consiglio d'Europa (con   una Risoluzione e una Raccomandazione), poi nuovamente il Parlamento   italiano con un Disegno di legge (approvato nel 2007 dalla Commissione   Ambiente del Senato ma poi bloccato a causa dello scioglimento   anticipato delle Camere). La svolta nel 2009, quando ormai la   mobilitazione aveva coinvolto gran parte dei cittadini europei, che gi&agrave;   nel luglio 2008 avevano partecipato ad una imponente manifestazione di   fronte al Palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, e anche l&igrave; la   LAV era presente.<br /> &nbsp;<br /> Il 5 maggio 2009 il Parlamento UE ha  approvato il Regolamento n.1007 che  ha messo al bando i prodotti di  foca dal mercato comunitario e il 27  luglio 2009 il Consiglio  dell'Unione Europea ha adottato definitivamente  il divieto che oggi fa  salva la vita a milioni di animali.<br /> &nbsp;<br /> 12 maggio 2010<br /> Ufficio  stampa LAV 06 4461325 - 329 0398535 <a href="http://www.lav.it/" target="_blank">www.lav.it</a><br /> <strong><span style="text-decoration: underline;"></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Il mercato   europeo delle pelli di foca<br /> </span></strong> <br /> <strong>Tra il 1993 e il 2003,  il 29% di tutte le pelli grezze sono state  esportate verso l'Unione  Europea.[1] <br /> </strong>La Danimarca (19.6%[2] &lt;#_ftn2&gt; ), la  Germania (3.15%),  l'Italia (2.77%), la Polonia (2.26%), l'Estonia  (1.14%), e la Grecia  (0.03%) hanno importato pelli dei foca nel periodo  tra il 1999 e il  2003.<br /> <strong>L'Italia</strong> riveste un ruolo primario  nel mercato internazionale di  prodotti di foca. I dati forniti dal  nostro Governo all'Eurostat  Datashop di Berlino registrano, tra il 2002  e il 2005, un import di  prodotti di foca di 8,4 milioni di euro e un  export di 16,2 milioni di  euro. L'Italia rappresenta uno dei principali  trasformatori al mondo di  pellicce di foca.<br /> &nbsp;<br /> <strong>Il bando  europeo alla caccia alle foche in Canada colpisce circa il  25% delle  vendite di carne di foca e derivati.</strong> <br /> Il governo canadese, per  sostenere l'industria della caccia alle foche  continua a cercare nuove  strategie per contestare il bando UE e aprire  il mercato verso paesi  alternativi quali Cina e Russia. <br /> Lo scorso mese di marzo il  Ministro canadese della Pesca e degli Oceani,  Gail Shea, aveva  annunciato la quota per il <strong>2010:</strong> <strong>388.200  foche.</strong></p>
<p><strong><br /> La fase  di recessione ed il bando UE ai prodotti derivati dalle foche  hanno  fatto s&igrave; che i prezzi delle pelli siano scesi al minimo: dove un  tempo  erano vendute per 100 dollari ora il valore si aggira intorno agli  8  dollari.<br /> </strong>Inoltre occorre tenere presente che, oltre alla caccia  praticata  dall'uomo, l'inverno caldo ha drasticamente ridotto il  ghiaccio nelle  zone di riproduzione delle foche e molti cuccioli,  essendo incapaci di  nuotare nelle prime settimane di vita, sono morti  annegati a causa della  rottura del ghiaccio troppo sottile o&nbsp; diventati  cibo per altri  predatori.&nbsp;</p>
<p><strong> <br /> L'articolo 49 della Legge Comunitaria 2009</strong></p>
<p>&nbsp;&nbsp;Art. 49. &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp;<strong><em>(Modifiche  alla legge 20 luglio 2004, n.  189, in applicazione del regolamento (CE)  n. 1007/2009 del Parlamento  europeo e del Consiglio, del 16 settembre  2009, sul commercio dei  prodotti derivati della foca)</em></strong> &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;1.  All'articolo 2  della legge 20 luglio 2004, n. 189, sono apportate le  seguenti  modifiche: &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>a)</em> nella rubrica, dopo la parola:  &laquo;pellicce&raquo; sono inserite le seguenti: &laquo;e  disposizioni sanzionatorie sul  commercio dei prodotti derivati dalla  foca&raquo;; &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>b) </em>dopo   il comma 2 &egrave; inserito il seguente: &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&laquo;<em>2</em>-bis.   Chiunque produce, commercializza, esporta o introduce nel territorio   nazionale qualunque prodotto derivato dalla foca, in violazione   dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1007/2009 del Parlamento europeo   e del Consiglio, del 16 settembre 2009, &egrave; punito con l'arresto da tre   mesi a un anno o con l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro&raquo;; &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>c)</em> al comma 3, dopo la parola: &laquo;condanna&raquo; sono inserite  le seguenti: &laquo;, o  all'applicazione della pena su richiesta delle parti a  norma  dell'articolo 444 del codice di procedura penale&raquo; e le parole:  &laquo;al comma  1&raquo; sono sostituite dalle seguenti: &laquo;ai commi 1 e 2-<em>bis&raquo;;</em> &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>d)</em> dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:  &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&laquo;<em>3</em>-bis.  In caso di condanna o di applicazione della  pena su richiesta delle  parti a norma dell'articolo 444 del codice di  procedura penale per i  reati previsti dai commi 1 e 2-<em>bis</em>, il  giudice con la sentenza o  con il decreto penale di condanna applica la  sanzione amministrativa  accessoria della sospensione della licenza per  un periodo da tre mesi ad  un anno, e, in caso di reiterazione della  violazione, la sanzione  amministrativa accessoria del ritiro della  stessa. &nbsp;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>3</em>-ter.  Al fine dell'esecuzione delle  sanzioni amministrative accessorie, la  sentenza o il decreto penale di  condanna divenuti irrevocabili sono  trasmessi senza ritardo, a cura del  cancelliere, all'autorit&agrave;  amministrativa competente per l'adozione dei  conseguenti provvedimenti&raquo;.</p>
<hr size="1" />
<p>[1]  &nbsp;Statistics Canada.&nbsp;  Report HS 430170 - Raw furskins whole - seal  [2] &nbsp;Le percentuali stanno ad indicare il numero  di pelli grezzi di  foca importate dal Canada per il periodo compreso tra  il 1999 e il  2003. Source: Statistics Canada.&nbsp; Report HS 430170 - Raw  furskins whole  - seal</p></p>]]>
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<title>I cavalli alla sagra di Supersano (Lecce)</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=526&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>A Supersano, in provincia di Lecce, tutte le prime domeniche di  luglio di ogni anno si svolge una  sagra in onore della Madonna di  Coelimanna. Nel corso della&nbsp;sagra, e nel contesto di una fiera del  bestiame,&nbsp;si svolge una triste gara di traino di carretti, caricati con  quintali di sassi.&nbsp;I cavalli che li trainano sono&nbsp;costretti a eseguire  un percorso in un campo&nbsp;pieno di&nbsp;cunette e avvallamenti pi&ugrave; o meno  profondi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad ogni giro si caricano i carretti con pi&ugrave; sassi affinch&egrave; un  cavallo solo  possa essere vincitore. I cavalli sono frustati e  bastonati a pi&ugrave; non posso  sotto il sole cocente come nell'anno 2008  (40&deg; all'ombra) e istigati a rialzarsi  dopo essere caduti, nel  tentativo di&nbsp;tirare fuori il carretto dal fossato preparato  appositamente.</p>
<p>E' straziante vedere questi fieri animali a terra battuti affinch&egrave; si   rialzino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I cavalli vengono letteralmente massacrati mentre intorno a loro la  folla  urla in preda al divertimento (!?) e al delirio.</p>
<p>I timidi tentativi di fare intervenire le forze dell'ordine affinche'   facciano il loro dovere, facendo rispettare la legge contro il  maltrattamento dedli  animali non umani, sono frustrati da alzate di  spalle e con le solite frasi tipo "ci sono cose piu' importanti", "ma  pensate ai bambini" e simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi chiediamo di scrivere e telefonare, protestando contro questo  scempio.</p>
<p>Non insultate, perche' gli insulti sono illegali e controproducenti.</p>
<p>Chiediamo che questa manifestazione venga annullata o sospesa, mentre  procederemo  con azioni legali finalizzate ad impedire la crudelta' che  ne deriva.</p>
<p>Ecco gli indirizzi di sindaco, vicesindaco, consiglieri di giunta e  giornale  locale:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="mailto:sindaco@comune.supersano.le.it" target="_blank">sindaco@comune.supersano.le.it</a></p>
<p><a href="mailto:assessoremarzo@libero.it" target="_blank">assessoremarzo@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:assessorefrascaro@libero.it" target="_blank">assessorefrascaro@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:assessorericcardo@libero.it" target="_blank">assessorericcardo@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:assessorecossa@libero.it" target="_blank">assessorecossa@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:assessorerizzo@libero.it" target="_blank">assessorerizzo@libero.it</a>&nbsp;</p>
<p><a href="mailto:assessorecorrado@libero.it" target="_blank">assessorecorrado@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:info@ilsupersanese.com" target="_blank">info@ilsupersanese.com</a></p>
<p><a href="mailto:info@fotocantoro.it" target="_blank">info@fotocantoro.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>il sito del comune e' <a href="http://www.comune.supersano.le.it/" target="_blank">www.comune.supersano.le.it</a></p>
<p>Qui trovate qualche dettaglio in piu': <a href="http://www.comune.supersano.le.it/index.php?option=com_content&amp;task=emailform&amp;id=143&amp;itemid=197" target="_blank">http://www.comune.supersano.le.it/index.php?option=com_content&amp;task=emailform&amp;id=143&amp;itemid=197</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri telefonici del comune sono 0833-631014/0833-635411/0833-632189</p>
<p>Il numero di fax e' 0833-635420</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il numero della Pro Loco di Supersano, che organizza la  manifestazione  organizzata dal comune, e' 0833-506821</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie a tutti per l'aiuto, aiutate i cavalli di Supersano.</p>
<p style="text-align: right;">Franco Libero Manco</p></p>]]>
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<title>Titolare canile uccide guardie zoofile. Poi si toglie la vita. 3 morti a Genova</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=525&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p class="reader"><strong>Duplice omicidio e suicidio a Sussisa, riviera di Levante. Il killer  segnalato per maltrattamenti sugli animal. La struttura per animali stava per essere posta sotto  sequestro</strong></p>
<p class="reader">&nbsp;</p>
<p>Duplice omicidio e suicidio a Sussisa, riviera di  Levante. Il killer segnalato per maltrattamenti sugli animali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GENOVA - Ha ucciso due guardie zoofile e poi si &egrave; tolto la vita.  Duplice omicidio e suicidio in mattinata a Sussisa, una frazione di  Sori, sulle alture della riviera genovese di Levante. Il killer suicida &egrave;  Renzo Castagnola, 65enne titolare di un canile. Le guardie erano andate  a effettuare un sopralluogo nella struttura che stava per essere posta  sotto sequestro in seguito a una segnalazione su maltrattamenti agli  animali.  Il titolare, all'arrivo delle guardie, ha sparato contro di  loro e si &egrave; poi tolto la vita. Nella sparatoria &egrave; rimasta ferita anche  la moglie del titolare del canile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA RICOSTRUZIONE - </strong>Le guardie provinciali - Elvio Fichera e Paola  Quartino - si erano presentate presso l'abitazione dell'uomo con un  decreto (firmato dal pm Piercarlo di Gennaro) di sequestro dei suoi cani  da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti.  Dopo aver  ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di  firmare, Castagnola ha detto: &laquo;Vado a prendere una penna&raquo;. &Egrave; invece  tornato armato e ha iniziato a sparare all'impazzata. La moglie, che si  trovava sulla traiettoria &egrave; rimasta ferita. Sul luogo erano presenti  anche vigili urbani e carabinieri che sono riusciti a mettersi in  Castagnola aveva un porto d'armi per armi da caccia e, secondo le prime  informazioni, faceva parte di una squadra per le battute di caccia al  cinghiale.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Ansa</p></p>]]>
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<item>
<title>Veggie Pride - Informazioni per l'incontro - 15 Maggio - Milano</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=524&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Info logistiche concentramento</strong></p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concentramento della manifestazione &egrave; previsto <strong>per le ore  14 in <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;q=Piazza+Giuseppe+Missori,+Milano,+Lombardia&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=15.274847,28.256836&amp;ie=UTF8&amp;cd=2&amp;geocode=FY-ttQIdtzOMAA&amp;split=0&amp;hq=&amp;hnear=Piazza+Giuseppe+Missori,+Milano,+Lombardia&amp;z=16" target="_blank">piazza Missori</a></strong> (nei pressi della statua  equestre, lato via Mazzini-via dell&rsquo;Unione).</p>
<p>Piazza Missori &egrave; facilmente raggiungibile con la metropolitana (linea  3, fermata Missori; linea 1, fermata Duomo), e con i tram 12, 15, 16,  24, 27.</p>
<p>Per chi arriva da fuori, il luogo &egrave; raggiungibile dalla staz.  Centrale prendendo la metropolitana (linea 3, direzione Rogoredo, 5  fermate).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Percorso e svolgimento del  corteo</strong></p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p>Il corteo partir&agrave; da piazza Missori e percorrer&agrave; le vie del centro  cittadino, passando per piazza Duomo ed altri luoghi di grande  passaggio, portando fra la gente la voce di chi ha scelto di non  mangiare animali o derivati animali perch&eacute; non accetta che possano  essere uccisi o sfruttati per un capriccio umano.</p>
<p>Il percorso del corteo sar&agrave; il seguente: Piazza Missori, via Mazzini,  Piazza Duomo, via Orefici, Piazza Cordusio, via Broletto, via Cusani,  Largo Cairoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esprimeremo il nostro messaggio con le modalit&agrave; che ognuno di noi  riterr&agrave; opportuno. Abbiamo comunque organizzato alcune rappresentazioni  che ci seguiranno durante la marcia: alcuni attivisti saranno  impacchettati in enormi vaschette di cellophan etichettate come &ldquo;carne  umana&rdquo; e trainate su carrelli, per mostrare che la sofferenza degli  animali venduti in pezzi nei supermercati non &egrave; diversa da quella umana o  meno degna di essere presa in considerazione; altri attivisti  cammineranno mascherati, con i numeri di matricola cuciti sul petto e  incatenati fra loro, come gli animali che negli allevamenti diventano  semplici oggetti; altri sfileranno con i paraocchi mentre sospingono dei  carrelli della spesa con pezzi di animali; altri ancora metteranno in  scena il lutto per le vittime dei mattatoi portando in processione delle  lapidi di animali &ldquo;da reddito&rdquo; vestiti di nero; oltre, naturalmente, a  tutte le rappresentazioni dello sfruttamento animale e del messaggio  vegetariano che verranno organizzate dai singoli manifestanti o gruppi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A met&agrave; del percorso effettueremo una sosta per mostrare  simbolicamente la tortura degli animali e le forze sociali e culturali  che la permettono: compariranno, intorno agli attivisti mascherati e  incatenati, un serie di figure che rappresenteranno le responsabilit&agrave;  dell&rsquo;industria della carne, della legge specista, delle religioni  antropocentriche, del profitto, dell&rsquo;indifferenza dei consumatori.  Verranno quindi letti alcuni testi sulla sofferenza degli animali e  sulla scelta di non mangiarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il corteo avremo musica e cibo vegan.</p>
<p>Il corteo terminer&agrave; in <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Largo+Cairoli,+Milano&amp;sll=45.460879,9.188279&amp;sspn=0.006983,0.013797&amp;g=Piazza+Giuseppe+Missori,+Milano,+Lombardia&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Largo+Cairoli,+20123+Milano,+Lombardia&amp;ll=45.468024,9.182575&amp;spn=0.003491,0.006899&amp;z=17" target="_blank">Largo  Cairoli </a>(lato via Dante), dove ci fermeremo fino alle 19.30.  Saranno presenti i banchetti informativi a cura del Comitato  Organizzatore del Veggie Pride 2010 con volantini, brochure, libri, cd,  dvd, magliette, adesivi, e naturalmente cibo vegan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sar&agrave; quindi dato spazio ad alcuni interventi al microfono sui temi  inerenti alla manifestazione. Sono previsti, fra questi, alcuni  interventi sulla repressione dei movimenti e singoli  animalisti/antispecisti, in relazione in particolare ai recenti fatti  avvenuti in Svizzera (si veda un comunicato di solidariet&agrave; a Silvia,  Costa e Billy: <a href="http://empatia.noblogs.org/" target="_blank">http://empatia.noblogs.org/</a> ) ed alle inchieste contro gli animalisti austriaci (vd. <a href="http://www.vergognaustria.org/" target="_blank">http://www.vergognaustria.org/</a> ).</p>
<p>Speriamo dunque di vedere una presenza massiccia, determinata e  fantasiosa alla terza edizione italiana del Veggie Pride!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a target="_blank"></a>4) Supporto organizzativo</strong></p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p>A pochi giorni dal corteo, sono ancora molte le cose da fare che  possono facilitarne lo svolgimento. Chiunque pu&ograve; dare un contributo,  anche piccolo, in termini di preparazione di striscioni, cartelloni,  rappresentazioni di piazza.</p>
<p>Chi &egrave; interessato a dare una mano durante il corteo per la  distribuzione di volantini, striscioni, cibo, coordinamento degli  spezzoni del corteo, e cos&igrave; via, pu&ograve; contattarci ai numeri indicati  sotto o presentarsi gi&agrave; dalle 13 in piazza Missori (monumento equestre),  dove saranno presenti alcuni degli organizzatori dell&rsquo;edizione 2010.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Contatti utili</strong></p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Contatto e-mail:</strong></p>
<p><!--  var prefix = '&#109;a' + 'i&#108;' + '&#116;o';  var path = 'hr' + 'ef' + '=';  var addy10968 = '&#105;nf&#111;' + '&#64;';  addy10968 = addy10968 + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  var addy_text10968 = '&#105;nf&#111;' + '&#64;' + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy10968 + '\'>' );  document.write( addy_text10968 );  document.write( '<\/a>' );  //--><a href="mailto:info@veggiepride.it" target="_blank">info@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Info line:</strong></p>
<p>333-1841301</p>
<p>392-2755295</p>
<p>327-3209085</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Contatto stampa:</strong></p>
<p><!--  var prefix = '&#109;a' + 'i&#108;' + '&#116;o';  var path = 'hr' + 'ef' + '=';  var addy9648 = 'st&#97;mp&#97;' + '&#64;';  addy9648 = addy9648 + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  var addy_text9648 = 'st&#97;mp&#97;' + '&#64;' + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy9648 + '\'>' );  document.write( addy_text9648 );  document.write( '<\/a>' );  //--><a href="mailto:stampa@veggiepride.it" target="_blank">stampa@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span></p>
<p>347-7241726</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.veggiepride.it/" target="_blank">www.veggiepride.it</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://www.veggiepride.it" target="_blank">http://www.veggiepride.it</a></p></p>]]>
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<title>Una firma per salvare Kiana Firouz, attrice lesbica iraniana</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=523&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="Una firma per salvare Kiana Firouz,  attrice lesbica iraniana" src="http://www.hangar.org/gallery/albums/albums/album436/20060301162344_iran_gay.jpg" alt="20060301162344 iran gay Una firma per salvare Kiana Firouz,   attrice lesbica iraniana" width="220" height="234" /><strong>Da qualche settimana,&nbsp;una  donna&nbsp;rischia l&rsquo;espulsione dal Regno Unito verso l&rsquo; Iran dove l&rsquo;attende  la pena capitale.&nbsp;Il regime la&nbsp;impiccher&agrave; per la sua dichiarata  omosessualit&agrave;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&nbsp;</span>Come tratti  gay e lesbiche il regime di <strong>Ahmadinejad</strong>, sta scritto  nelle sentenze dei Tribunali e nelle pene capitali che regolarmente  vengono applicate contro di loro. Suscit&ograve; orrore, in tutto l&rsquo;Occidente,  l&rsquo;immagine dell&rsquo;impiccagione di <strong>Mahmoud Asgari</strong> e <strong>Ayaz  Marhoni</strong>, due adolescenti  accusati di atti omosessuali. Era il 19 luglio 2005. Da allora, altre  pene capitali sono state eseguite, senza che neppure le ong che si  battono per i diritti civili, ne sapessero nulla se non a esecuzione  avvenuta.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCAPPARE VIA -</strong> Per gli <strong>omosessuali</strong>,  spesso, l&rsquo;unica salvezza &egrave; fuggire all&rsquo;estero, in Paesi dove  l&rsquo;omosessualit&agrave; &egrave; tollerata o protetta. Cos&igrave; ha fatto <strong>Kiana  Firouz</strong>, una donna iraniana di 27 anni, attrice di professione,  originaria di Teheran. Kiana &egrave; anche una ragazza che ama altre ragazze e  come lesbica, nel suo Paese verrebbe imprigionata, torturata e messa  alla forca. Attualmente, la ragazza &egrave; ospite nel Regno Unito, ma rischia  l&rsquo;espulsione con le conseguenze che abbiamo detto. Del suo caso, come &egrave;  avvenuto per altri, se ne stanno occupando anche organizzazioni  umanitarie come il <strong>Gruppo EveryOne</strong> e <strong>Amnesty  International</strong>, perch&eacute; Kiana abbia protezione e riparo in Gran  Bretagna dove attualmente si trova.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CUL DE SAC -</strong> L&rsquo;attrice &egrave;  seriamente in <strong>pericolo</strong>, anche a causa di un  documentario &ldquo;Cul de Sac&rdquo; che Kiana aveva prodotto in Iran, sulla  condizione di lesbiche e gay sotto il regime di Ahmadinejad. Il filmato  era finito nelle mani dell&rsquo;intelligence iraniana che aveva iniziato a  minacciare seriamente l&rsquo;artista. Da l&igrave; la decisione di fuggire da  Teheran e andare nella pi&ugrave; democratica Inghilterra. La sua richiesta di <strong>asilo</strong> &egrave; stata per&ograve; rigettata dall&rsquo;Home Office, nonostante il Ministero  britannico abbia preso atto della sua condizione di omosessuale  perseguitata e conosca bene la legge islamica, che considera  l&rsquo;omosessualit&agrave; quale uno tra i peggiori reati, punibile con la forca.  Va ricordato che in Iran, l&rsquo;attuale legge prevede per una donna <strong>lesbica</strong>,  adulta e consenziente, la pena a cento frustate. Se l&rsquo;atto &egrave; perpetrato  per tre volte e la punizione &egrave; inferta in ciascuna occasione, la  condanna a morte si applica alla quarta volta. Per Kiana poco contano i  numeri, vale molto quel <strong>documentario</strong> che non la  salverebbe dall&rsquo;impiccagione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA PETIZIONE -</strong> Il  ricorso in tribunale dopo la decisione dell&rsquo;Home Office ha avuto esito  negativo e ora, secondo gli avvocati di Kiana, non resta che la <strong>mobilitazione</strong> e l&rsquo;appello al giudice. In merito alla sua partecipazione al film  incriminato, Kiana aveva dichiarato in una intervista: &ldquo;<em>Per me era  fondamentale prendere parte a quel film. Come donna omosessuale  iraniana, credo che nulla, meglio di un film, possa rendere l&rsquo;idea di  quali difficolt&agrave; vivano ogni giorno sulla propria pelle le lesbiche del  mio Paese. Quel film contiene scene di sesso che gi&agrave; basterebbero per  una condanna a morte, se fossi rimandata in Iran. Ora, la mia unica  speranza rimane la mobilitazione del mondo LGBT</em>&rdquo;.Credo, invece,  serva la mobilitazione di tutta la societ&agrave; civile, oltre a quella  dell&rsquo;universo <strong>LGBT </strong>(Lesbico, Gay, Bisessuale,  Transessuale ndr.).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale  per i Diritti Umani che, tra gli altri, nel Regno Unito ha gi&agrave; curato i  casi di asilo per la lesbica <strong>Pegah Emambakhsh</strong>, che  rischiava il rimpatrio da Londra a Teheran nel 2007, e per il gay  iraniano <strong>Mehdi Kazemi</strong>, fa appello al Governo britannico  e alle forze democratiche dell&rsquo;Unione europea, nonch&eacute; all&rsquo;Alto  Commissario ONU per i Rifugiati Antonio Guterres, affinch&eacute; a Kiana  Firouz sia garantita immediatamente la pi&ugrave; adeguata <strong>protezione  umanitaria</strong> e venga scongiurata in via definitiva una sua  deportazione in Iran, dove certamente sarebbe messa a morte. Salvare la  vita di Kiana Firouz &egrave; necessario e obbligatorio. Lei stessa ha messo in  rete una petizione che tutti possono firmare, a questo indirizzo: <a href="http://www.petitiononline.com/kianaf/petition.html" target="_blank">www.petitiononline.com/kianaf/petition.html</a>.  Speriamo che la vicenda di Kiana possa<strong> risolversi</strong> presto e con esito positivo per la giovane donna.</p>
<p style="text-align: right;">fonte giornalettismo.com</p></p>]]>
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<title>L’OMS nomina un comitato per l’insabbiamento del caso H1N1</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=522&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p style="text-align: justify;">La notizia che L&rsquo;OMS sia alla nomina di  una commissione &lsquo;indipendente&rsquo; per indagare sulla propria condotta sul  panico da pandemia H1N1 nel 2009 &egrave; stata sminuita dal fatto che uno dei  membri della commissione, John Mackenzie, sia stato in realt&agrave; uno dei  membri che ha sollecitato l&rsquo;OMS a dichiarare la pandemia stessa. Inoltre  Mackenzie ha legami con i produttori di vaccini, cosa che lo renderebbe  indagabile per le stesse accuse che la commissione sta cercando di  accertare, e cio&egrave; che l&rsquo;OMS abbia fatto affidamento su consulenti con  seri interessi a dichiarare il ceppo H1N1 Pandemia nonostante i fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi continuano a portarci a  pensare che l&rsquo;OMS abbia dichiarato pandemico un ceppo virale  relativamente leggero (H1N1) in modo che venissero stipulati contratti  per miliardi di dollari aventi come beneficiari i consulenti dell&rsquo;OMS  legati alle grandi case farmaceutiche. Messa alle corde dalla crescente  opposizione e perdita di credibilit&agrave; per via di conflitti di interesse  di consulenti chiave dell&rsquo;Oms, la direttrice dell&rsquo;organizzazione  Margaret Chan ha indetto per luned&igrave; una &ldquo;franca, critica, trasparente,  credibile e indipendente analisi sull&rsquo;operato&rdquo; seguita da una riunione a  porte chiuse con i cosiddetti esperti indipendenti. Ai fotografi &egrave;  stato vietato entrare, ai giornalisti &egrave; invece stato permesso un accesso  sporadico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza in una seria investigazione  indipendente si &egrave; infranta con la scoperta che uno dei membri del  comitato investigativo &egrave; il Professor John Mackenzie (Curtin University,  Australia), che a sua volta era proprio una delle persone che aveva  consigliato all&rsquo;OMS di dichiarare il ceppo H1N1 pandemico. Mackenzie &egrave;  comparso su Der Spiegel all&rsquo;inizio dell&rsquo;anno con una valutazione sul  proprio operato: &ldquo;Credo che abbiamo fatto il giusto&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Indizi su probabili scoperte del  comitato di investigazione di Ginevra possono essere tratti dalle  dichiarazioni che Mckenzie ha dato ai giornali tedeschi:</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Il sistema dei livelli di pandemia  necessita una revisione&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Dobbiamo migliorare la fase 6 in modo  che la gravit&agrave; dell&rsquo;infezione sia presa in considerazione&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Analisti prevedono che il comitato trovi  l&rsquo;OMS vittima di una cortina di fumo e di una definizione sbagliata del  concetto di pandemia, cosa che li porter&agrave; a sostenere che nessun  individuo &egrave; responsabile per i miliardi di dollari spesi in tutto il  mondo in vaccini di cui ora i governi cercano di sbarazzarsi a tutti i  costi e che alla fine dovranno buttare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre in questione c&rsquo;&egrave; anche il perch&eacute;  l&rsquo;OMS abbia cambiato la propria definizione di &ldquo;Virus pandemico&rdquo;, in  modo che l&rsquo;influenza suina rientrasse dentro il criterio. La definizione  presente sul sito dell&rsquo;OMS prima dell&rsquo;allarme specificava: &ldquo;Enormi  numeri di morti e ammalati&rdquo; come criterio per la dichiarazione della  Pandemia. In aprile invece la stessa definizione &egrave; stata cambiata per  pandemie &ldquo;miti&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il comitato dell&rsquo;insabbiamento &egrave; stato  formato in vista della relazione finale sullo scandalo H1N1 del  &ldquo;Consiglio d&rsquo;Europa&rdquo;. L&rsquo;ultimo mese il Consiglio ha rilasciato una bozza  di relazione della propria investigazione contenente feroci accuse  all&rsquo;OMS e ai suoi motivi per dichiarare l&rsquo;H1N1 come ceppo pandemico:</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni membri di questo organo  consultivo hanno evidenti legami professionali con case farmaceutiche &ndash;  in particolare questi legami riguardano finanziamenti per ricerche-  perci&ograve; la neutralit&agrave; dei consiglieri pu&ograve; essere contestata. Tuttora  l&rsquo;OMS non ha fornito convincenti evidenze da opporre a queste accuse, e  l&rsquo;organizzazione non ha pubblicato le relative dichiarazioni di  interesse, assumendo tale posizione riservata. L&rsquo;organizzazione si &egrave;  unita ad altri organismi come &ldquo;EMEA&rdquo; (European Medicines Agency), che  allo stesso modo non ha ancora pubblicato questi documenti &ndash;&ldquo;Gestione  della pandemia H1N1: Serve pi&ugrave; trasparenza&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;indagine del &ldquo;Consiglio d&rsquo;Europa&rdquo; era  supervisionata da Wolfgang Wodarg, Ex capo della &ldquo;Council&rsquo;s health  committee&rdquo; che fece clamore lo scorso anno per avere detto che l&rsquo;OMS  aveva finto la pandemia per avvantaggiare i produttori di vaccini. Ci si  aspetta che il comitato sia critico verso l&rsquo;OMS, e questo porta molti a  speculare sul fatto che il gruppo sanzionato dall&rsquo;OMS a Ginevra sia un  tentativo per superare il danno e limitare l&rsquo;esposizione della faccenda.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Si aspetta che il gruppo indipendente  finisca il meeting mercoled&igrave;. Nessuna parola &egrave; stata per ora spesa sul  fatto che il vaccino dell&rsquo;influenza in realt&agrave; aumenti il rischio di  contrarre l&rsquo;H1N1 o che effetto si potrebbe aspettare se l&rsquo;OMS ignorasse  questa informazione per spingere a favore del vaccino.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il panico della H1N1 &egrave; iniziato lo  scorso Marzo, la stima della OMS &egrave; stata di 2 miliardi di infetti e  milioni di morti. Dai nuovi dati rilasciati si evince che l&rsquo;influenza &egrave;  stata molto meno letale della regolare influenza stagionale.</p>
<p style="text-align: right;">da Laboratorio Antispecista - Fonte: globalresearch.ca &ndash; DI JAMES  CORBETT</p></p>]]>
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<title>Legge bipartisan: via gli animali dai circhi</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=521&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><blockquote>
<p style="text-align: justify;">Destra e sinistra alleate su una  proposta che prevede incentivi per chi si &laquo;converte&raquo; agli show con soli  umani. Federfauna tira acqua al suo mulino e commenta: pregiudizi senza  fondamento e frutto di ignoranza.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/05/animals-behind-bars112.jpg" alt="" width="220" height="222" /></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &ndash; Non spesso, ma succede. E il  collante in genere &egrave; costituito dall&rsquo;attenzione per gli animali. E&rsquo; cos&igrave;  anche stavolta. Destra e sinistra alleati per cercare di ottenere  quello che ambedue gli schieramenti definiscono un risultato di civilt&agrave;.  Eliminare dagli eventi circensi le esibizioni di tigri, elefanti,  pennuti e altre specie esotiche. Trasformare ogni struttura in tanti <em>Cirque  du soleil</em> dove l&rsquo;attrazione &egrave; costituita da soli uomini.  Contorsionisti, acrobati, giocolieri, trapezisti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE NUOVE NORME</strong> &ndash; La Commissione Cultura  della Camera ha gi&agrave; discusso e inviato agli organismi competenti di  Montecitorio, per riceverne un parere, la proposta di legge quadro sullo  spettacolo dal vivo, tra i firmatari Gabriella Giammanco, giovanissima  del Pdl. Inizialmente i testi erano quattro e sono stati riuniti in un  unico articolato, di gradimento bipartisan. Il comma h introduce  &laquo;agevolazioni fiscali per le compagnie e le attivit&agrave; circensi che non  prevedono la presenza, l&rsquo;esposizione, l&rsquo;utilizzo e l&rsquo;esibizione di  animali nonch&egrave; per favorire la trasformazione dei circhi con animali in  circhi senza animali&raquo;. Lo sviluppo e la qualificazione dell&rsquo;industria  &laquo;viaggiante&raquo; vengono inoltre incentivate attraverso la creazione di  registri per l&rsquo;attestazione &laquo;del possesso dei necessari requisiti  tecnico professionali&raquo;.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La Giammanco confessa di aver  detestato fin da bambina queste rappresentazioni &laquo;tristissime, pietose,  dove gli animali sono snaturati, ridotti a marionette, seviziati anche  quando non scendono in pista&raquo;. A suo parere, i maltrattamenti oltre che  in addestramento, sono inflitti imponendo condizioni igieniche  deplorevoli e ristrettezza delle gabbie. L&rsquo;augurio &egrave; che, una volta  ricevuti i pareri, la legge possa essere approvata dalla Commissione in  sede legislativa, senza il passaggio in aula, &laquo;e speriamo di non vedere  pi&ugrave; leoni che saltano attraverso cerchi infuocati, esercizio  etologicamente terrificante. L&rsquo;esperienza del Cirque du soleil dimostra  che al pubblico bastano gli acrobati. Il loro bilancio &egrave; dieci volte  superiore a quello complessivo dei nostri show con esemplari esotici&raquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA REPLICA DI FEDERFAUNA</strong> &ndash;  &laquo;Esagerazioni, pregiudizi senza fondamento, frutto dell&rsquo;ignoranza di un  ristretto e agguerrito esercito di cittadini&raquo;. Cos&igrave; ribatte Federfauna,  la confederazione europea delle associazioni di allevatori, commercianti  e detentori di animali. Il pensionamento dei circhi con esibizioni di  animali &egrave; stato avviato in modo completo o parziale in una quindicina di  Paesi Europei tra i quali Austria, Portogallo, Finlandia, Svezia e Gran  Bretagna. Antonio Buccioni, responsabile dell&rsquo;Ente nazionale circhi e  consigliere di Federfauna, d&agrave; uno sguardo al panorama italiano. Un  centinaio di realt&agrave; attive sul territorio nazionale nell&rsquo;arco dell&rsquo;anno,  soprattutto circhi e arene, quelle cio&egrave; prive di tendone. Tre le  imprese con oltre 200 operatori tra cast artistico e personale tecnico  l&rsquo;American Circus, propriet&agrave; Enis Togni, Medrano (famiglia Casartelli) e  Moira, (degli Orfei). Si aggiungono una decina di complessi di media  grandezza. La maggior parte dunque sono piccoli complessi a gestione  familiare, che puntano soprattutto sull&rsquo;acrobatica. Alcune imprese made  in Italy lavorano all&rsquo;estero in pianta stabile. &laquo;Da tempo abbiamo  dismesso i serragli con centinaia di bestie &ndash; dice Buccioni &ndash; Le scimmie  non vengono pi&ugrave; sfruttate, da 20 anni sono spariti gorilla e scimpanz&egrave;.  Gli orsi? Sempre meno utilizzati. In quanto agli elefanti, ne saranno  rimasti una decina e sono destinati ad esaurirsi perch&egrave; non ne  importiamo pi&ugrave;. Insomma noi siamo gente seria, gli animali fanno parte  del nostro patrimonio. Evitiamo il fanatismo. Eliminarli dai tendoni  sarebbe come togliere i violini dalle orchestre&raquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&laquo;ITALIA ANCORA INDIETRO&raquo;</strong>&emsp;- La Lega  antivivisezione non demorde. La guerra ai circhi &egrave; la priorit&agrave; del  prossimo anno. E&rsquo; partito un censimento, intanto. &laquo;Le compagnie circensi  si fondono in continuazione &ndash; elenca le difficolt&agrave; Nadia Masutti -. I  Paesi europei dismettono. In Italia siamo molto indietro. Le poche norme  di riferimento non sono che raccomandazioni e restano inapplicate.  L&rsquo;ultima stesura 2006 delle linee guida, mai ufficializzata, riguarda  anche gli esotici. Non una parola sui rettili che pure vanno tanto di  moda&raquo;. La competenza &egrave; del Cites, la commissione scientifica del  ministero dell&rsquo;Ambiente. Le linee guida &laquo;per il mantenimento di animali  nei circhi e nelle mostre itineranti&raquo; elencano i requisiti che le  strutture dovrebbero possedere e le amministrazioni verificare. Si parla  di piani alimentari, di pulizia, visite mediche, trasporto, misura  delle gabbie. Tra gli orientamenti generali &laquo;si raccomanda che in futuro  non vengano detenute le specie in via di estinzione o non compatibili  con la mobilit&agrave;&raquo;, in particolare delfini, primati, lupi, orsi, grandi  felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci.  Molto contestata una vecchia legge che stanzia un contributo di 7  milioni all&rsquo;anno, distribuiti dal Fondo Unico sullo Spettacolo. &laquo;Non  generalizziamo. Ho visitato realt&agrave; bene organizzate e altre che non  avrebbero dovuto ottenere l&rsquo;autorizzazione da parte dei miei colleghi  inviati dalle Asl di competenza, come prevede la legge. E&rsquo; ovvio che un  elefante, seppur tenuto al meglio, non si trover&agrave; mai bene come in un  parco&raquo;, non estremizza Piero Laricchiuta, responsabile dello zoo di  Napoli, esperto di specie esotiche. E insiste &laquo;non c&rsquo;&egrave; maltrattamento  nel senso di crudelt&agrave;. I circensi tengono ai loro animali. Certo, la  cattivit&agrave; incide pesantemente sulla salute psicofisica di un felino.  Per&ograve; ho visitato elefanti in ottimo stato con bella pelle e belle zampe,  alimentati con cibo di qualit&agrave;. Le grosse imprese investono&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">da Laboratorio Antispecista - Fonte: Corriere.it</p></p>]]>
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<title>Sui voli Lufthansa non c’è posto per cani e gatti da vivisezionare</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=520&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Fonte: Liberazione.it &ndash; 28 aprile 2010 &ndash;  Articolo di Stefano Cagno e  NewNotizie.it &ndash; 6 maggio 2010 </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="lufthansa-300x218" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/05/lufthansa-300x218.jpg" alt="lufthansa-300x218" width="220" height="160" />E&rsquo; notizia  recentissima, diffusa dalla Peta (People for the Ethical Treatment of  Animals), organizzazione statunitense per i diritti degli animali, che <strong>la  compagnia aerea Lufthansa ha deciso che non trasporter&agrave; pi&ugrave; cani e  gatti destinati alla vivisezione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La compagnia aerea tedesca ha  raccolto l&rsquo;appello dell&rsquo;associazione animalista che aveva mostrato sul  suo sito le foto di 50 cani beagle terrorizzati che Lufthansa stava  trasportando in un laboratorio scozzese, il Charles River Laboratories  (Crl), per test su veleni e pesticidi. La foto ha inizialmente scatenato  una protesta a livello mondiale degli animalisti, fatto che  ha  richiamato l&rsquo;attenzione dei dirigenti della Lufthansa, che tra l&rsquo;altro  gi&agrave; gode di una certa fama positiva nell&rsquo;ambiente per merito della sua  reale attenzione verso il benessere animale. Di qui la decisione di  cambiare politica sull&rsquo;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa notizia dimostra come la  sensibilit&agrave; verso le sofferenze degli animali stia uscendo dai ristretti  confini dell&rsquo;animalismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Axel Heitmann</strong>, Director  Competence Center Animals, della Lufthansa Cargo ha spiegato che &ldquo;<em>la  decisione di non trasportare cani e gatti destinati alla  sperimentazione fornisce un ulteriore segnale che noi siamo concentrati  sul benessere degli animali</em>&rdquo;. Le associazioni animaliste stanno ora  cercando di ottenere di pi&ugrave;; nello specifico vorrebbero che  il  provvedimento venisse esteso, da parte di Lufthansa, a tutti gli animali  vivi. I roditori sono le principali vittime, a livello quantitativo,  delle pratiche vivisezioniste, considerate dagli oppositori totalmente  inutili, spesso sadiche e dannose per l&rsquo;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza da parte di animalisti e  ambientalisti in genere &egrave; che la decisione della compagnia di volo di  bandiera della Germania crei un precedente significativo e che, di  conseguenza, molte altre &ldquo;sue colleghe&rdquo;  ne seguano l&rsquo;esempio. Se ci&ograve;  avvenisse sicuramente verrebbe posto un efficace freno all&rsquo;utilizzo di  animali, di qualunque razza, come pura merce, creandogli per scopi  scientifici, non sempre giustificati, indicibili sofferenze e morti  altrettanto crudeli.</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Traffico uova di tartaruga - Messico</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=519&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong><span>PLAYAS DE MICHOACAN Y COLIMA, MEXICO</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante la specie sia protetta e si rischino fino a nove anni di prigione, il traffico continua.</p>
<p>Trovandosi in queste zone per vacanza o altro, si invita a non  mangiarle altrimenti contribuiremo all'estinzione di questi animali. I  piccoli di tartaruga appena nati fanno molta fatica a rientrare nel  mare. Molti di loro infatti, muoiono prima di toccare l'acqua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image15.jpg" alt="" width="712" height="473" /><br /></span><span>&nbsp;</span><span><br /> </span><span><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image4.jpg" alt="" width="712" height="472" /></span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image11.jpg" alt="" width="712" height="472" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image5.jpg" alt="" width="712" height="472" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image16.jpg" alt="" width="712" height="473" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image3.jpg" alt="" width="712" height="499" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image1.jpg" alt="" width="712" height="561" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image.jpg" alt="" width="712" height="473" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image2.jpg" alt="" width="712" height="472" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://puentesur-audio.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2010/04/image17.jpg" alt="" width="712" height="553" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Foto www.puentesur.net</strong></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Strage di rospi smeraldini a Venezia</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=518&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/Maltrattamento-animali-strage-di-rospi-smeraldini-a-Venezia-uccisi-in-modi-crudeli.jpg" alt="Maltrattamento-animali-strage-di-rospi-smeraldini-a-Venezia-uccisi-in-modi-crudeli" />Dopo l'esposto per i cani randagi  massacrati nel  napoletano, si ha notizia di un altro esposto nella  vicenda della <strong>strage  di rospi smeraldini</strong> compiuta da vandali  nella vasca progettata dall'architetto  Carlo Scarpa a Venezia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vasca  si trova nei Giardini della  Biennale di <a target="_blank">Sant</a>'<a target="_blank">Elena</a>, dove vive la colonia di &lsquo;bufo  viridis' protetta  dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della   fauna minore. Gli animaletti sono stati uccisi in modi crudeli.  L'azione  legale &egrave; partita dall'Associazione Vegetariana e da Animali in  Citt&agrave;  gi&agrave; nel febbraio scorso, ma &egrave; stata resa nota soltanto ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOVE ARRIVA LA STUPIDITA' UMANA</strong><br /> "<em>Subito dopo aver  ricevuto la segnalazione</em> - spiega Cristina  Romieri - <em>ho  provveduto a inviare un esposto alle varie istituzioni  competenti, che  pochi giorni dopo hanno eseguito un sopralluogo</em>".  La Polizia  Ambientale ha inviato all'Istituto Zooprofilattico i resti  degli  animali recuperati. Altri erano stati salvati. "<em>Il problema  non e'  facile da risolvere</em> - conclude l'animalista - <em>anche per  la  frammentazione delle varie competenze sui Giardini (dal Comune, alla   Biennale, alla Soprintendenza ai singoli Stati proprietari dei relativi   padiglioni), ma va affrontato per far cessare i continui episodi di   rozza stupidita' contro piccoli esseri indifesi, capolavori d'arte della   natura</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I rospi erano stati avvelenati, schiacciati sotto tavole   per farli esplodere e scaraventati contro le mura della vasca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte mondoecoblog.com</p></p>]]>
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<title>Bari - Campagna straordinaria di sterilizzazioni</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=517&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>La Giunta Comunale ha approvato un programma di  intervento biennale  2010/2011 per la sterilizzazione della popolazione  canina. Il progetto &egrave;  realizzato in collaborazione con il Servizio  Veterinario della ASL/BA e  gli ambulatori veterinari presenti sul  territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.anmvioggi.it/files/node_images/images_%288%29_2_tn.jpg" alt="" />Su proposta dell'Assessore   all'Ambiente Antonio Rotondo la Giunta Comunale nella seduta dello   scorso 6 maggio ha condiviso il &laquo;progetto per un programma di intervento   biennale 2010/2011 per la sterilizzazione della popolazione canina&raquo;   presentato in Commissione Randagismo presso l'Assessorato alla Sanit&agrave;   della Regione Puglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto &egrave; realizzato in collaborazione con il Servizio   Veterinario della ASL/BA e gli ambulatori veterinari presenti sul   territorio aderenti all'iniziativa e mira a ridurre i disagi causati dal   numero eccessivo di cani randagi soprattutto nell'agro monopolitano. In particolare, sar&agrave; avviata una campagna straordinaria di   sterilizzazioni chirurgiche cominciando dai cani padronali presenti   nelle campagne, spesso in stato di libert&agrave;, e che generano cucciolate   numerose e quasi sempre indesiderate che vanno ad incrementare il numero   dei randagi sul territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comune contribuir&agrave; alla realizzazione del progetto mettendo a   disposizione i microchips per l'identificazione dei cani che verranno   prelevati con l'ausilio del Servizio veterinario ASL e saranno   sterilizzati presso gli ambulatori veterinari presenti sul territorio   comunale che aderiranno al progetto. Ogni singola sterilizzazione   coster&agrave; &euro; 150,00, finanziati con i contributi pubblici erogati dalla   Regione. Infine, l'attuazione del progetto consentir&agrave; di censire tutti i   cani presenti nelle contrade attraverso l'iscrizione all'anagrafe   canina regionale.</p>
<p style="text-align: right;">anmvioggi.it&nbsp; 11-05-2010</p></p>]]>
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<title>E se gli animali facessero a noi quello che noi facciamo loro</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=516&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img src="member_foto/en8nevkhwjhrvxu7gg0cg2s54qcnx3obcoxkfmamz6v770jypomm4hb4z2gmgxnz0zfzhbv8232_182186046124_569791124_4275026_4425491_n.jpg" alt="" width="500" height="463" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da millenni noi  esseri umani sfruttiamo sistematicamente gli  animali, tormentandoli in ogni  modo, coinvolgendoli in tutte le nostre  losche situazioni belliche, uccidendoli  nei mattatoi, nei boschi, nei  mari, costringendoli a lavorare per noi come  schiavi, e oggi  sperimentando su di loro ogni tecnica chirurgica, ogni  medicinale, ogni  veleno, ogni cosmetico, ogni prodotto chimico,&nbsp; rubando loro non solo  la libert&agrave;, il  loro manto, il loro latte, le loro uova, il loro miele,  ma anche il loro unico  bene, la vita.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E se per ipotesi  gli animali facessero a noi quello  che noi facciamo a  loro?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se fin della nostra nascita gli animali  avessero il potere di privare noi  e i nostri bambini della libert&agrave; e  della luce del sole e ci allevassero in  gabbie e in capannoni lager per  tutta la nostra vita per poi ucciderci nel modo  pi&ugrave; crudele sezionando  ogni parte del nostro corpo e mangiassero i nostri arti,  il nostro  cuore, il nostro fegato, il nostro cervello, i nostri polmoni, i  nostri  intestini, la nostra lingua e scaricassero il nostro sangue nelle fogne   come succede nei mattatoi? Se le donne venissero ingravidate con mezzi   rudimentali e meccanici, come succede per le mucche, per farle  partorire  continuamente e dopo il parto gli animali, ghiotti del latte  delle nostre donne,  sottraessero i bambini alle loro madri, li  richiudessero in gabbie alimentandoli  con un pastoni innaturali e dopo  pochi mesi li uccidessero per mangiare le loro  teneri carni e le donne  disperate e rese folli dal dolore quando non pi&ugrave; in  grado di procreare e  produrre latte venissero soppresse per diventare il loro  pasto? E  immaginiamo che tale specie sia talmente stupida e avida della nostra   carne da trascurare gli effetti devastanti sulla loro salute?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E immaginiamo che gli animali usassero  torturarci per mero divertimento;  oppure che usassero sperimentare, su  centinaia di milioni di esseri umani, ogni  loro strumento, ogni loro  veleno, ci aprissero il torace per studiare su di noi  le loro malattie e  prelevassero i nostri organi interni per trapiantarli nei  loro corpi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E immaginiamo ancora che il loro  divertimento preferito fosse quello di  entrare nel nostro ambiente,  nelle nostre case, ad uccidere noi e i nostri  piccoli, (come succede  con la caccia); immaginiamo che usassero mettersi addosso  la nostra  pelle, ritenuta pregiata a seconda del colore bianca, nera, rossa,   gialla, ci allevassero in condizioni disumane e ci spellassero spesso  ancora  vivi e lasciassero marcire i nostri corpi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immaginiamo pure che, come succede per la  pesca, che gli animali &nbsp;avessero la possibilit&agrave; di catturare un  gran  numero di umani e che li facessero morire spasimanti, agonizzanti senza   aria o devastati dai loro artigli, come succede con la pesca e con gli   arpioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E immaginiamo ancora che fossero gli  animali ad aver reso questo pianeta  invivibile, la causa della  distruzione delle foreste, dell'inquinamento  dell'aria, della terra,  dei mari, dei fiumi, dei laghi e che avessero portato  questo pianeta  sull'orlo della catastrofe ecologica?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E immaginiamo che tale progenie usasse da  sempre massacrare i suoi stessi  simili in assurde battaglie fratricidi.</p>
<p>Ora, se esistesse una simile specie, capace  di una cos&igrave; spietata  freddezza, cieca e sorda al nostro dolore e alle  nostre suppliche, non&nbsp; saremmo forse concordi nel ritenere  questi  animali dei mostri sanguinari, come la specie pi&ugrave; perniciosa del  pianeta?  Non spereremmo forse che il cielo provvedesse a farla sparire  per sempre dalla  faccia della terra?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SII COME  IL FIORE CHE EFFONDE IL SUO PROFUMO<br />ANCHE   ALLA MANO CHE LO SPEZZA</strong></p>
<p style="text-align: right;">Franco Libero Manco</p></p>]]>
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<title>22 maggio 2010 - Giornata nazionale contro Green Hill</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=515&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>SABATO 22 MAGGIO - ORE 14.00 -<span style="color: #ff0000;"> <span style="text-decoration: underline;">GIORNATA NAZIONALE CONTRO GREEN HILL</span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/04/green-nuovo.png" alt="" width="220" />Molti si aspettavano che il corteo del 24 aprile arrivasse fino  all&rsquo;allevamento. Molti volevano vedere con i propri occhi questo moderno  lager per animali. Purtroppo la posizione dove &egrave; situato, fuori dal paese, non avrebbe reso  efficace o visibile un corteo in quella direzione e avrebbe fatto  perdere la possibilit&agrave; comunicativa che volevamo avere con gli abitanti  di Montichiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi ancora vuole vedere, per chi vuole sentire le voci dei cani  che abbaiano dalle loro gabbie, per chi vuole manifestare la propria  rabbia, il proprio sgomento e il proprio dolore, saremo davanti ai  capannoni di Green Hill il 22 maggio.<br /> <br /> Dopo il presidio all&rsquo;allevamento alle ore 16.30 ci sposteremo per un  presidio molto importante collegato alla campagna per fermare il  business di Green Hill, a pochissimi chilometri dall&rsquo;allevamento. Daremo  maggiori informazioni a breve su questo nuova strategia della campagna  &ldquo;Salviamo i cani di Green Hill&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Speriamo di essere tantissimi il 22 maggio, contro Green Hill, contro  la vivisezione, contro lo sfruttamento animale su cui &egrave; fondata questa  societ&agrave;!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>APPUNTAMENTO IN VIA SAN ZENO A MONTICHIARI ALLE ORE 14.00  (VIA SAN ZENO SI TROVA NELLA &ldquo;ZONA ARTIGIANALE ARZADA&rdquo;)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Programma della giornata:</p>
<p>*Ore 14.00 presidio davanti a Green Hill, via San Zeno, Montichiari<br /> *Ore 17.00 presidio ad un nuovo obiettivo della campagna, sempre a  Montichiari<br /> *Ore 20.00 buffet vegan benefit, presentazione della campagna e  discussione su attivismo per la liberazione animale, con proiezione di  video. Ore 22.00 concerto con Smashrooms, You Suck, The Consequence.<br /> Presso il CSA MAGAZZINO 47, Via industriale 10, Brescia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
<hr size="1" />
</p>
<p><strong>Per chi viene con mezzi pubblici:</strong><br /> Non ci sono mezzi pubblici che portino fino alla zona artigianale. Dalla  stazione di Brescia i bus della APAM portano fino al centro di  Montichiari. In caso questa sia la vostra unica opzione per favore  scriveteci in anticipo una mail e segnalateci l&rsquo;orario a cui pensate di  essere in paese, in modo da organizzarci con navette.<br /> Orari APAM:<br /> <a href="http://www.apam.it/linee/html/0E002R01R" target="_blank">http://www.apam.it/linee/html/0E002R01R</a></p>
<p>Per chi viene da Torino &egrave; in preparazione un pullman.</p>
<p>Scrivere a: <a href="mailto:animalistanata@libero.it" target="_blank">animalistanata@libero.it</a> o telefonare al 328/7757508</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr size="1" />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IN VISTA DEL 22 MAGGIO</strong></p>
<p>**Gioved&igrave; 13 maggio<br /> Cena benefit per la campagna contro Green Hill (Euro 12 a persona) e a  seguire proiezioni e discussione sulla vivisezione.<br /> Ore 20.00 - Via Giovannipoli 18 (Garbatella) - Roma</p>
<p><br /> 
<hr size="1" />
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/" target="_blank">www.fermaregreenhill.net</a> - Per metterti in contatto con noi puoi scrivere a: <a href="mailto:info@fermaregreenhill.net" target="_blank">info@fermaregreenhill.net</a></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Iraq, soldati inglesi accusati di tortura e abusi sessuali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=514&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Centinaia di ex detenuti iracheni  chiedono il risarcimento per le molestie subite nelle prigioni di  Shaibah e Camp Breadbasket </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/28/281/2811/28119.jpg" alt="" width="220" height="119" />Ministero della Difesa britannico &egrave; coinvolto  in altre cause per il risarcimento di centinaia di cittadini iracheni  che hanno subito abusi sessuali e torture da parte di soldati inglesi,  mentre erano sotto arresto. <br /><br /><br />Nel 2003, Nove ex detenuti e la  famiglia di Baha Musa, morto durante la detenzione, hanno ottenuto un  risarcimento pari a 2.83 milioni di sterline. Altri risarcimenti sono  stati conferiti in base ad accordi extra-giudiziali. "In questi ultimi  mesi, stiamo ricevendo centinaia di accuse contro l'esercito  britannico", riferisce un avvocato dello studio legale 'Public Interest  Lawyers', " aumentaranno sicuramente le cause di questo tipo."</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gruppo  'Public Interest Lawyers' difende il caso di sessantacinque iracheni,  arrestati dalle forze d'occupazione inglesi, mentre il 'Leigh Day  Solicitors' rappresenta oltre cento ex detenuti iracheni. Nel marzo  scorso, infatti, il Ministero della Difesa inglese ha istituito la  squadra speciale 'Iraq Historic Allegations Team' (IHAT) per investigare  sulle accuse a carico dell'esercito e che sar&agrave; coordinata dalla Polizia  Militare britannica. Non &egrave; ancora stato chiarito se gli investigatori  si recheranno personalmente in Iraq per sentire le deposizioni degli ex  detenuti.</p>
<p><br />Secondo le accuse degli iracheni arrestati, nelle prigioni  di Shaibah e Camp Breadbasket, nell'Iraq meridionale, i soldati inglesi  praticavano metodi illegali e varie forme di umiliazione durante gli  interrogatori. Era diffusa una tecnica, ormai tristemente famosa, nota  come 'hooding'. I prigioneri venivano incapucciati, anche per diversi  giorni, e lasciati senza cibo e acqua. Venivano spogliati dei loro  vestiti e lasciati sotto il sole cocente per ore o giorni interi. I  soldati sparavano in aria per terrorizzare i detenuti che non sapevano  da dove sarebbe arrivato il prossimo colpo. La Croce Rossa  Internazionale ha stilato un rapporto dettagliato sulle carceri delle  forze d'occupazione inglesi, che verranno utilizzate nei processi.</p>
<p><br />Quello  che avveniva nelle prigioni era cos&igrave; noto in Iraq che, dopo la  scarcerazione, i prigionieri sono stati ostracizzati. "Il problema  principale &egrave; che la mia reputazione &egrave; stata rovinata. Le persone della  mia comunit&agrave;, quando hanno sentito che sono stato arrestato  dall'esercito inglese, hanno dato per scontato che fossi stato  violentato", ha raccontato un iracheno di 35 anni. "Vedere i soldati  condannati per i crimini che hanno commesso, sarebbe la soddisfazione  pi&ugrave; grande", ha dichiarato un altro ex detenuto.</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
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<title>Cani legati, presi a colpi d’accetta ed uccisi: vergogna pimontese</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=513&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img class="wp-image-6214 size-full aligncenter" title="pimonte cane  07052010" src="http://www.ilgazzettinovesuviano.com/wp-content/uploads/2010/05/pimonte-cane-07052010.jpg" alt="" width="856" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nuova mattanza di cani nell&rsquo;area stabiese. A due mesi di distanza  dall&rsquo;ultimo macabro episodio avvenuto a Castellammare, nei boschi di  Quisisana, alle porte del monte Faito, stavolta &egrave; la piccola comunit&agrave; di  Pimonte ad essere scioccata con un episodio di eguale gravit&agrave;.  Raccapricciante, infatti, &egrave; stato il ritrovamento di alcuni pimontesi in  un terreno privato di via Oratorio. A pochi metri di distanza da un  luogo frequentatissimo dai bambini, sono stati trovati due cani feriti  gravemente ed un terzo incaprettato pronto per essere colpito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come per  il Faito, anche in questo caso le ferite sono chiaramente state inferte  con un&rsquo;accetta. Uno dei meticci &egrave; stato colpito al centro della testa:  una ferita profonda che l&rsquo;ha ucciso in poche ore di agonia, attorniato  da alcuni cuccioli. &laquo;Ha scodinzolato fino all&rsquo;ultimo momento &ndash; afferma  un animalista che lo teneva in cura &ndash; non voleva morire ed ho ancora  negli occhi la scena dei suoi amici di sventura che lo hanno vegliato  fino all&rsquo;ultimo respiro&raquo;. Un altro &egrave; stato ferito lungo la spina  dorsale: altra &ldquo;accettata&rdquo; profonda che i veterinari del centro Asl Na 3  Sud di Pompei stanno cercando di curare, anche se con molte difficolt&agrave;.  Infine, il terzo era stato solamente legato: le zampe erano state unite  con un sottile filo, praticamente incaprettato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul posto della macabra  scoperta sono giunti carabinieri della stazione pimontese che, in  collaborazione con i militari della compagnia di Castellammare di  Stabia, hanno subito allertato il servizio veterinario dell&rsquo;Asl Napoli 3  Sud. Un&rsquo;intera comunit&agrave; immersa nel Parco Regionale dei Monti Lattari,  quella di Pimonte, &egrave; sotto choc. E anche don Gennaro Giordano, parroco  di San Michele Arcangelo, ha speso parole di condanna contro gli  aggressori dei cani nell&rsquo;omelia durante la messa del vespro: &laquo;Sono atti  da condannare &ndash; ha affermato &ndash; neanche le bestie riescono a comportarsi  in questo modo&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sull&rsquo;episodio sono immediatamente intervenuti anche i  Verdi: &laquo;A questo punto possiamo cominciare a parlare di una strage&raquo; ha  commentato Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale del &ldquo;sole  che ride&rdquo;. &laquo;Continuiamo a sospettare che si tratti di una setta satanica  &ndash; aggiunge Borrelli &ndash; che opererebbe tra il Monte Faito, dove gi&agrave;  diverse settimane fa furono massacrati altri cani e gatti, e la zona dei  Monti Lattari. In ogni caso la provincia di Napoli ha purtroppo il  record italiano, dall&rsquo;inizio del 2010, di uccisioni e aggressioni nei  confronti di randagi&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I boschi di Quisisana, infatti, poco tempo fa  sono stati teatro di un&rsquo;aggressione ancora peggiore proprio ai danni di  alcuni randagi accuditi in quelle zone dai volontari dell&rsquo;Adda,  associazione animalista che ha una sua sede anche a Castellammare di  Stabia. In quella occasione si mosse il &ldquo;popolo in nero&rdquo; del web, che  organizz&ograve; una manifestazione sul lungomare stabiese per dire &ldquo;no&rdquo; alla  mattanza dei randagi. Sul quel caso &egrave; aperta ancora un&rsquo;inchiesta del  procuratore di Torre Annunziata, Raffaele Marino. Si cerca un vero e  proprio &ldquo;serial killer dei cani&rdquo;, che potrebbe addirittura aver fatto  tappa a Pimonte.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte Il gazzettino vesuviano - Dario Sautto</p></p>]]>
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<item>
<title>Codice strada: obbligo soccorso anche per animali feriti</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=512&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>(ASCA) - Roma, 6 mag - <strong>Anche gli animali hanno diritto al  soccorso in caso di incidenti stradali. E chi si occupa della  loro cura urgente non puo' essere sanzionato se per  raggiungere un ambulatorio veterinario viola il Codice della  Strada</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo ha stabilito oggi il Senato con l'approvazione  dell'articolo 32 delle Disposizioni in materia di sicurezza  stradale, che ha integrato le positive previsioni gia'  approvate dalla Camera nove mesi fa che gia' riconoscevano la  necessita' di aiuto agli animali incidentati e il ruolo di  utilita' svolto da ambulanze, mezzi di soccorso e di  vigilanza zoofila.<br /><br /> ''E' stato equiparato l'aiuto ad un animale  in gravi  condizioni di salute a quello che si deve ad una persona e  l'obbligo di fermarsi in caso di incidente che finora si  doveva anche per il solo danneggiamento di cose - ha  dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della LAV - oggi il  Parlamento ha aggiunto un altro tassello al riconoscimento  dei diritti degli animali''.<br /><br /> La LAV, che aveva presentato le  proposte di modifica  normativa nell'ottobre 2008 e che ha lavorato in questi mesi  per un positivo risultato, ringrazia i senatori Amati e  Filippi (Pd), il relatore Cicolani (Pdl), l'on.Giammanco  (Pdl) e i componenti dell'Intergruppo Parlamentare Animali,  ''artefici di questo passo in avanti di civilta'''.<br /><br /> Ora il  Disegno di Legge passa alla Camera per la terza e  definitiva lettura. Potra' essere operativo entro l'estate.</p>
<p style="text-align: right;">fonte ASCA</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Niger, le miniere francesi di uranio avvelenano la popolazione</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=511&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>L&rsquo;inquinamento radioattivo del Paese  africano supera di molto i limiti consentiti a causa dello sfruttamento  francese della materia prima dell&rsquo;industria nucleare </strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/28/280/2800/28008.jpg" alt="" width="220" height="165" />La met&agrave; dell&rsquo;uranio di Areva, la compagnia  francese dell&rsquo;energia nucleare titolare della tecnologia Epr, quella  delle centrali di terza generazione che dovranno essere costruite in  Italia, deriva dalle miniere del Niger.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo Stato dell&rsquo;Africa  occidentale non ha sbocchi sul mare e la sua popolazione si aggira  intorno ai dieci milioni di abitanti, dei quali i due terzi vive con  1,25 dollari americani al giorno.</p>
<p><br />Areva possiede due miniere nel  Paese africano e fattura centiania di milioni di dollari, ma il Niger,  nonostante sia il terzo Paese produttore di uranio al mondo, resta  poverissimo. Le due citt&agrave; nigerine di Arlit e Akokan, che si trovano  vicino alle miniere, registrano altissimi livelli di contaminazione di  acqua, aria e terra e secondo un monitoraggio condotto da Greenpeace in  collaborazione con il laboratorio francese indipendente Criirad e la  rete di Ong Rotab la contaminazione dall&rsquo;acqua che viene distribuita  alla popolazione supera in quattro casi su cinque i limiti ammessi  dall&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;. Nella regione delle miniere i  tassi di mortalit&agrave; causati da problemi alle vie respiratorie sono il  doppio che nel resto del Paese, e c&rsquo;&egrave; il sospetto che gli ospedali,  controllati da Areva, abbiano nascosto il numero esatto dei casi di  cancro.</p>
<p><br />Nonostante tutto il gigante francese ha appena siglato un  accordo per la realizzazione di una terza miniera tra il 2013 e il 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Messico, bambina incinta per stupro: sanitari impediscono aborto</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=510&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Lo stato di Quintana Roo accusato di  non rispettare i diritti delle vittime di violenza sessuale </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/2/28/280/2806/28061.jpg" alt="" width="220" height="117" />Le attiviste per i diritti umani di Canc&uacute;n  hanno lanciato un appello internazionale ai turisti diretti in Messico,  chiedendo di boicottare i loro viaggi nella citt&agrave;, ambita meta di  vacanze per nordamericani e europei e che si trova nello stato di  Quintana Roo. La loro iniziativa &egrave; stata determinata dall'atteggiamento  delle autorit&agrave; locali che non hanno difeso, a loro parere, una bambina  di 11 anni di nome Amalia che &egrave; stata vittima di uno stupro.</p>
<p><br />Il  Quintana Roo &egrave; uno dei 31 stati del Messico dove l'aborto &egrave; ancora  illegale, ma esistono delle eccezioni per vittime di abuso sessuale. Amalia,  dopo la violenza, si &egrave; recata in ospedale dove non &egrave; stata informata  che, grazie alla nuova deroga in materia di aborto, poteva non portare a  termine la sua gravidanza. Ora, a causa della giovane et&agrave; e  conformazione fisica, la bambina dovr&agrave; essere operata con un cesareo  quando dar&agrave; alla luce suo figlio.</p>
<p><br />Secondo una delle organizzazioni  che promuove il boicottaggio, il <em>Network for Sexual and Reproductive  Rights</em>, il caso di Amalia &egrave; simile a quello di un'altra vittima di  violenza sessuale, Paulina Ramirez. All'epoca dei fatti, nel 1999,  Paulina aveva 13 anni e viveva nello stato messicano della Baja  California. In questo stato, come in Quintana Roo, &egrave; previsto l'aborto  soltanto quando si &egrave; verificato uno stupro, ma le autorit&agrave; sanitarie si  sono rifiutate di praticare l'operazione. La famiglia di Paulina ha  sporto denuncia presso la Commissione Inter-Americana dei Diritti Umani,  nel 2002, ottenendo un indennizzo di oltre 33 mila dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le  attiviste per i diritti umani di Canc&uacute;n auspicano una soluzone analoga  per Amalia, tanto pi&ugrave; che in Quintana Roo l'incidenza di violenze  sessuali sulle donne e le ragazze giovani &egrave; molto elevata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte PeaceReporter</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Congo capitale mondiale dello stupro</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=509&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img class="wp-image-102 size-full alignnone" title="donna_profuga8" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2008/12/donna_profuga8.jpg" alt="" width="590" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La  Repubblica Democratica del Congo</strong> (Rdc), insanguinata da anni di guerra  civile, &egrave; &laquo;capitale mondiale dello stupro&raquo; e teatro di episodi da girone  infernale. Le donne continuano ad essere seviziate, mutilate ed uccise.  I loro corpi vengono poi appesi nelle strade per terrorizzare la  popolazione. Il grido d&rsquo;allarme &egrave; stato lanciato da Margaret Wallstrom,  rappresentante speciale dell&rsquo;Onu contro le violenze sessuali nei  conflitti armati, che ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni  Unite di intervenire per fermare le violazioni del diritto  internazionale che lo stesso Palazzo di Vetro ha definito &laquo;crimini  contro l&rsquo;umanit&agrave;&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo le stime del fondo per la popolazione  dell&rsquo;Onu, oltre 8 mila donne sono state seviziate nei sanguinosi scontri  congolesi del 2009. Per l&rsquo;Harvard Humanitarian Initiative, un centro  studi dell&rsquo;universit&agrave; del Massachusetts, gli episodi pi&ugrave; raccapriccianti  sono accaduti dalla provincia del Sud Kivu, dove alcuni ragazzini,  minacciati da gruppi armati di ribelli, sono stati obbligati ad  attaccare le loro stesse madri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&rsquo;altra organizzazione umanitaria, la  britannica Oxfam, ha registrato nel 2008 un numero di stupri 17 volte  maggiore rispetto al 2004. Durante questi quattro anni, in Sud Kivu sono stati  denunciati 4.311 episodi di efferata violenza. Proprio oggi il  responsabile degli affari umanitari del Palazzo di Vetro, il britannico  John Holmes, ha iniziato una missione nella Repubblica democratica del  Congo con l&rsquo;obiettivo di &laquo;favorire l&rsquo;azione umanitaria&raquo; e &laquo;garantire la  sicurezza degli operatori internazionali&raquo; che devono difendere la  popolazione civile. In maggio il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu dovr&agrave;  rinnovare il mandato della missione delle Nazioni Unite nel Paese  africano, che andr&agrave; alle urne l&rsquo;anno prossimo. Il presidente congolese,  Joseph Kabila, ha chiesto il ritiro dei Caschi Blu entro settembre 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Repubblica Democratica del Congo (Rdc), insanguinata da anni di  guerra civile, &egrave; &laquo;capitale mondiale dello stupro&raquo; e teatro di episodi da  girone infernale. Le donne continuano ad essere seviziate, mutilate ed  uccise. I loro corpi vengono poi appesi nelle strade per terrorizzare la  popolazione. Il grido d&rsquo;allarme &egrave; stato lanciato da Margaret Wallstrom,  rappresentante speciale dell&rsquo;Onu contro le violenze sessuali nei  conflitti armati, che ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni  Unite di intervenire per fermare le violazioni del diritto  internazionale che lo stesso Palazzo di Vetro ha definito &laquo;crimini  contro l&rsquo;umanit&agrave;&raquo;.</p>
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<p>Secondo le stime del fondo per la popolazione dell&rsquo;Onu, oltre 8 mila  donne sono state seviziate nei sanguinosi scontri congolesi del 2009.  Per l&rsquo;Harvard Humanitarian Initiative, un centro studi dell&rsquo;universit&agrave;  del Massachusetts, gli episodi pi&ugrave; raccapriccianti sono accaduti dalla  provincia del Sud Kivu, dove alcuni ragazzini, minacciati da gruppi  armati di ribelli, sono stati obbligati ad attaccare le loro stesse  madri. Un&rsquo;altra organizzazione umanitaria, la britannica Oxfam, ha  registrato nel 2008 un numero di stupri 17 volte maggiore rispetto al  2004.</p>
<p><br /> Durante questi quattro anni, in Sud Kivu sono stati denunciati 4.311  episodi di efferata violenza. Proprio oggi il responsabile degli affari  umanitari del Palazzo di Vetro, il britannico John Holmes, ha iniziato  una missione nella Repubblica democratica del Congo con l&rsquo;obiettivo di  &laquo;favorire l&rsquo;azione umanitaria&raquo; e &laquo;garantire la sicurezza degli operatori  internazionali&raquo; che devono difendere la popolazione civile. In maggio  il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu dovr&agrave; rinnovare il mandato della  missione delle Nazioni Unite nel Paese africano, che andr&agrave; alle urne  l&rsquo;anno prossimo. Il presidente congolese, Joseph Kabila, ha chiesto il  ritiro dei Caschi Blu entro settembre 2011.</p>
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<p>Secondo le stime del fondo per la popolazione  dell&rsquo;Onu, oltre 8 mila donne sono state seviziate nei sanguinosi scontri  congolesi del 2009. Per l&rsquo;Harvard Humanitarian Initiative, un centro  studi dell&rsquo;universit&agrave; del Massachusetts, gli episodi pi&ugrave; raccapriccianti  sono accaduti dalla provincia del Sud Kivu, dove alcuni ragazzini,  minacciati da gruppi armati di ribelli, sono stati obbligati ad  attaccare le loro stesse madri. Un&rsquo;altra organizzazione umanitaria, la  britannica Oxfam, ha registrato nel 2008 un numero di stupri 17 volte  maggiore rispetto al 2004.</p>
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<p>Durante questi quattro anni, in Sud Kivu sono stati  denunciati 4.311 episodi di efferata violenza. Proprio oggi il  responsabile degli affari umanitari del Palazzo di Vetro, il britannico  John Holmes, ha iniziato una missione nella Repubblica democratica del  Congo con l&rsquo;obiettivo di &laquo;favorire l&rsquo;azione umanitaria&raquo; e &laquo;garantire la  sicurezza degli operatori internazionali&raquo; che devono difendere la  popolazione civile. In maggio il Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu dovr&agrave;  rinnovare il mandato della missione delle Nazioni Unite nel Paese  africano, che andr&agrave; alle urne l&rsquo;anno prossimo. Il presidente congolese,  Joseph Kabila, ha chiesto il ritiro dei Caschi Blu entro settembre 2011.</p>
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<p style="text-align: right;">fonte Twende</p></p>]]>
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<title>A Firenze cresce il dissenso contro le opere di Jan Fabre</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=508&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1599" alt="" width="220" /><strong>FIRENZE</strong> - Prima le associazioni animaliste, poi i gruppi su Facebook e ora il  Consiglio Comunale: l&rsquo;installazione che il celebre artista belga <strong>Jan  Fabre</strong> dovr&agrave; tenere a Firenze i prossimi 12 e 13 maggio trova  un&rsquo;opposizione sempre maggiore, col passare dei giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Varie  associazioni come <strong>Lida, Pro Animals, Oipa, Laverabestia.org e CEDA</strong>,  accusano Fabre di ricorrere a trovate sceniche ritenute di pessimo  gusto, quali vitelli, renne, gatti imbalsamati e appesi a ganci o teste  di cigni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oppure, come in una installazione del 2007, dove protagonisti  erano cani imbalsamati e agghindati con nastri e altri orpelli colorati.  Gli animalisti, oltre al trauma provocato dal ricorso ad animali morti,  mettono in dubbio che Fabre, contrariamente a quanto sostiene, metta in  scena soltanto animali trovati gi&agrave; morti. <br /> <br /> Adesso &egrave; la volta del Consiglio comunale di Firenze che luned&igrave; dovr&agrave;  pronunciarsi su di una mozione presentata dal PDL e sottoscritta da  tutti i capigruppo, anche della maggioranza. La mozione chiede  espressamente di &laquo;evitare che si tenga la rappresentazione dell&rsquo;artista  belga&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fabbrica Europa, l&rsquo;organizzatore dell&rsquo;evento, assicura che non  vi sar&agrave; niente contro gli animali, nell&rsquo;installazione che si terr&agrave; il 12  e il 13 maggio dalle 20 alle 23 alla Stazione Leopolda. Ma sia gli  attivisti (annunciato un presidio la sera del 12) che i consiglieri  comunali vogliono opporsi comunque al &laquo;comportamento tenuto dall&rsquo;artista  nei confronti degli animali&raquo;. Firenze si prepara cos&igrave; ad accogliere  Fabre in maniera del tutto diversa da Roma, che nell&rsquo;inverno scorso  ospit&ograve; con successo di critica e pubblico lo spettacolo &laquo;Orgy of  tolerance&raquo;, in cui prendeva di mira pornografia e consumismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Perla ha corso per 8 Km</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=507&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>﻿﻿﻿﻿<span><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.qzlife.it/public/fotonews/20100505pincher-qz.jpg" alt="20100505pincher-qz.jpg" /> <strong>TREVISO</strong> - Una trama che non &egrave; frutto della fantasia, ma che si  basa su un fatto vero, per quanto inverosimile, a margine di una  tragedia, come quella avvenuta di venerd&igrave; scorso a Fonte Alto, dove due  persone hanno trovato la morte. A riportarlo &egrave; Il Gazzettino. <strong>&nbsp;</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><strong>"Perla"  &egrave; una cagnolina di razza pincher: era l&rsquo;amica inseparabile di Eros  Porcellato, la pi&ugrave; giovane delle due vittime dell&rsquo;incidente di Fonte.</strong> Anche lei era nell&rsquo;auto furgonata accartocciatasi nel tremendo schianto  costato la vita anche a Roberto Cera, 44 anni di Piombino Dese. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>E, da  quel momento, nessuno l&rsquo;ha pi&ugrave; vista. Fino a ieri mattina, marted&igrave; 4  maggio, quando i titolari della Carrozzeria Ballan di Casella d&rsquo;Asolo <strong>l&rsquo;hanno  trovata rannicchiata nel bagagliaio del veicolo destinato ormai ad  essere rottamato.</strong><br /> <br /> In pratica la bestiola si &egrave; fatta circa 8 km, da Fonte Alto fino asella  d&rsquo;Asolo. Una storia che ha davvero dell&rsquo;incredibile, ma che ha aperto un  barlume di luce nel buio calato sulla famiglia Porcellato. Cos&igrave;,  Alberto, il fratello maggiore di Eros, racconta la commovente storia. <strong>&laquo;Perla  era inseparabile per mio fratello. Erano sempre insieme, sia in casa  che quando si recava a fare manutenzioni in giro.</strong> Erano insieme  in macchina anche venerd&igrave; e, dopo l&rsquo;incidente, la cagnolina &egrave; fuggita,  spaventata. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Mio padre sapeva che era con Eros, ma l&igrave;, in via  Montegrappa, non l&rsquo;ha trovata. Allora ci siamo organizzati per andarla a  cercare sabato, perch&eacute; <strong>qualcuno ci aveva detto di averla vista  girovagare attorno al luogo dell&rsquo;incidente, ma nessuno riusciva ad  avvicinarla.</strong> Insieme con gli amici abbiamo cercato a Fonte Alto  anche quella stessa sera, tanto che il parroco si &egrave; spaventato. Abbiamo  messo degli avvisi in zona, ma senza esito. Questa mattina (ieri per  chi legge, ndr) ci hanno telefonato gli agenti della Stradale di  Castelfranco e ci hanno informati che Perla era stata trovata.<br /> <br /> <strong>Era nella macchina di Eros, all&rsquo;interno della Carrozzeria  Ballan. L&rsquo;hanno trovata rannicchiata nel portabagagli e non si lasciava  avvicinare da nessuno.</strong> Allora abbiamo dovuto mandare a Casella  d&rsquo;Asolo una donna che ci aiuta in casa e che ben conosce Perla e solo  con lei si &egrave; lasciata prendere. Una storia che ha portato un barlume di  luce nel nostro dramma&raquo;. E chiss&agrave; se ci sar&agrave; anche Perla, questo  pomeriggio, a dare l&rsquo;ultimo saluto all&rsquo;amico di sempre. Al suo Eros.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span>fonte QzLife<br /></span></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>La sagra del seitan</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=506&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>La sesta edizione della Sagra del Seitan, a cura di Progetto Vivere  Vegan, &egrave; alle porte: un appuntamento unico con l&rsquo;etica, la cultura e la  gastronomia Vegan sia per vegani che vegetariani e non. <br /><br />La Sagra  del Seitan si terr&agrave; domenica <strong>6 giugno 2010</strong>, al circolo ricreativo di  Pozzolatico, sulle colline fiorentine (come per le edizioni passate).  Anche quest&rsquo;anno la Sagra sar&agrave; all&rsquo;insegna della buona cucina per  permettere a chi &egrave; vegan di trascorrere una piacevole giornata e di  gustare a pranzo, cena e non solo, le delizie vegane, senza alcun  derivato animale.<br /><br />CONOSCERE IL MONDO VEGAN<br />Ma la Sagra del  Seitan &egrave; anche e soprattutto l&rsquo;occasione, per chi vegan non &egrave;, di  conoscere questo mondo, rispettoso di tutti gli esseri viventi. Anche  quest&rsquo;anno diriger&agrave; la cucina la bravissima Vincenza La Placa del  ristorante La Raccolta. Oltre alle proposte gastronomiche, come ogni  anno, ci sar&agrave; la possibilit&agrave; di fare acquisti di prodotti di ogni genere  (abbigliamento, scarpe, libri, cosmetici, prodotti per la casa&hellip;) e non  mancheranno incontri legati ai temi dell&rsquo;informazione e della pratica  del vivere vegan.<br />A grande richiesta, fra le alte cose, si imparer&agrave; a  fare il seitan a casa, con l&rsquo;esperienza di Silvia Tonelli e Luigi  Giambastiani, del ristorante La Fonte.</p>
<p style="text-align: right;">fonte <a href="http://www.veganitalia.com" target="_blank">www.veganitalia.com</a></p>
<p>Per  approfondimenti: <a href="http://www.veganitalia.com/modules/wfchannel/index.php?pagenum=6" target="_blank">Seitan, preparazione e ricette</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Una maialina crede di essere un cane</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=505&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span style="font-size: xx-large;">Dear Prudence...</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una porcellina, salvata da un'associazione animalista, &egrave; diventata  la sorella adottiva di sei cuccioli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/576627619.jpg" target="_blank"><img id="media-973699" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/163922482.jpg" alt="maialina_cuccioli1.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prudence  era destinata a morire: essendo la pi&ugrave; piccola della cucciolata era  spacciata e il suo padrone aveva deciso di abbatterla.<br /> Ma Rosie  Catford, fondatrice di Wildlives, &egrave; venuta a conoscenza della storia  della maialina e non ci ha pensato due volte, l'ha immadiatamente  adottata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/02/1145256542.jpg" target="_blank"><img id="media-973700" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/02/1315256546.jpg" alt="maialina_cuccioli2.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prudence,  che ha cinque settimane, ha familiarizzato con sei cuccioli che vivono  nel centro di assistenza per animali ed &egrave; diventata una di loro. Corre a  recuperare&nbsp; qualsiasi cosa le venga lanciata e dorme accoccolata tra i  cagnolini.<br /> Rosie ha dichiarato: "Era piccolissima e stava molto  male, per i primi giorni l'abbiamo tenuta dentro casa cos&igrave; potevamo  occuparcene tutti a turno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/02/01/2050103906.jpg" target="_blank"><img id="media-973701" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/02/01/1929711954.jpg" alt="maialina_cuccioli3.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non  appena ha cominciato a stare meglio ha subito fatto amicizia con Henry,  un cagnolino di quattro mesi. Era pi&ugrave; piccola di lui, adesso &egrave; grande  quasi il doppio. Prudence gioca con lui e i suoi cinque fratelli e tenta  di fare tutto quello che fanno loro. E' molto comica e tenera".<br /> La maialina &egrave; stata salvata da un volontario di Wildlives, un marine  che ha combattuto in Afganistan e in Iraq, che l'ha trovata mezza morta  in una fattoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/00/02/1393102817.jpg" target="_blank"><img id="media-973702" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/00/02/1054487230.jpg" alt="maialina_cuccioli4.jpg" width="450" height="302" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Adesso sta bene", ha dichiarato il militare, "e quando mi  vede mi riconosce, mi corre incontro e tenta di saltarmi addosso.  Proprio come un cane!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Daily Mail</p>
<p>Foto: Peter Lawson/Eastnews Press Agency Ltd</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.larrestodelcarlino.myblog.it" target="_blank">www.larrestodelcarlino.myblog.it</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Una seconda giovinezza</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=504&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Angie, una femmina di maiale anziana che aveva perso tutti i suoi  amici, ha ritrovato la gioia di vivere grazie a una maialina.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/262597688.jpg" target="_blank"><img id="media-1066908" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/44123159.jpg" alt="maiale_amiche1.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Angie  vive al Farm Sanctuary, nello stato di New York, una struttura che  accoglie capre, pecore, anatre e altri animali da fattoria che hanno  subito maltrattamenti.<br /> <br /> Angie &egrave; anziana e con gli anni ha visto  morire tutti i suoi amici, maschi e femmine.<br /> Nonostante sia  stata sempre di indole allegra e di buon carattere, una volta rimasta  sola Angie ha perso la gioia di vivere, ha smesso di mangiare e si stava  lasciando morire.<br /> <br /> "I maiali sono animali molto sensibili e  intelligenti e come gli umani somatizzano gli stati d'animo negativi,  ammalandosi", ha dichiarato Susie Coston, la direttice del Farm  Sanctuary.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/1773893063.jpg" target="_blank"><img id="media-1066909" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/1157709511.jpg" alt="maiale_amiche2.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Abbiamo  cercato di metterla insieme ad altri maiali, per farle fare nuove  amicizie, ma lei li ha rifiutati tutti, diventado anche aggressiva.<br /> <br /> Ma una nuova arrivata, Fiona, &egrave; riuscita a guadagnarsi la sua fiducia e  il suo affetto. E' una cucciolotta che &egrave; rimasta orfana e ha perso  anche tutti i suoi fratellini.<br /> <br /> Fiona &egrave; stata subito attratta da  Angie e l'ha immediatamente adottata come mamma. Non ha mai avuto paura  di lei, bench&eacute; sia molto pi&ugrave; piccola.</p>
<p>Angie si &egrave;  lasciata avvicinare senza farle del male, si &egrave; fatta annusare e l'ha  annusata, poi ha deciso che andava bene.<br /> Da quel momento ha  assunto un atteggiamento materno e molto protettivo nei suoi confronti.<br /> <br /> Angie &egrave; tornata ad essere felice, ha riacquistato l'appetito e  sembra ringiovanita. Accoglie con gioia i giochi che le propone Fiona e  non la lascia per un momento".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/1472878073.jpg" target="_blank"><img id="media-1066910" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/2019628919.jpg" alt="maiale_amiche3.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E da  qualche giorno c'&egrave; una bella novit&agrave;: Tim, un maialino con problemi alle  zampe dovuti a maltrattamenti, &egrave; stato inserito nel recinto delle due  femmine.<br /> "Fiona lo ha accolto subito con grande entusiasmo e  Angie ha fatto lo stesso, fidandosi del giudizio della sua piccola  amica.<br /> Angie, Fiona e Tim hanno formato una nuova famiglia e  staranno insieme per sempre", ha aggiunto la Coston.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Farm Sanctuary Tails</p>
<p>Foto: Jean Liebenberg</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.larrestodelcarlino.myblog.it" target="_blank">www.larrestodelcarlino.myblog.it</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>E' questa l'Italia che vogliamo</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=503&amp;user=254</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Chiliamacisegua  pone una domanda</strong></p>
<p>&ldquo;E&rsquo;  questa l&rsquo;Italia che vogliamo?&rdquo;</p>
<p>Per  riflettere, in silenzio ed insieme, affinch&egrave; la risposta sia chiara e  definitiva.</p>
<p>Affinch&egrave;  il &ldquo;No!&rdquo; diventi un boato che risvegli il torpore delle coscienze di ogni  cittadino.</p>
<p>Affinch&egrave;  ognuno nel suo ruolo, ognuno nel suo ambito, nella pubblica amministrazione,  nella famiglia, nel rione,nella chiesa, nella scuola,nella comunicazione, nella  magistratura, nella veterinaria, si adoperi per pulire questa societ&agrave;, non pi&ugrave; a  misura di uomo ma diventata, per indifferenza, a dismisura di  mostro.</p>
<p>Affinch&egrave;  l&rsquo;indignazione diventi azione. Costruttiva.</p>
<p>Perch&eacute;  &nbsp;nessuno di noi sar&agrave; mai al sicuro finch&eacute; &nbsp;la nostra societ&agrave; non sar&agrave; in grado  di isolare e punire&nbsp; i colpevoli di&nbsp; tali mostruosit&agrave;, crimini, violenze  inaudite a danno dei pi&ugrave; deboli, degli &nbsp;indifesi, dei fiduciosi, che spesso  sono&nbsp; - ma solo all&rsquo;inizio - gli animali.</p>
<p>Chiliamacisegua</p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/" title="http://www.chiliamcisegua.org/ Ctrl + clic per seguire il collegamento" target="_blank">www.chiliamacisegua.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BREVI  DI CRONACA ITALIANA</strong></p>
<p><strong>AL  FUOCO AL FUOCO</strong></p>
<p><strong>AURA </strong></p>
<p>Aura  &egrave; morta questa mattina alle 7 dopo giorni di agonia e di sofferenza  tremenda.<br />Le volontarie della stessa Associazione Nuova Lara,&nbsp; hanno soccorso  la cagnetta su segnalazione di un ragazzo di Trepuzzi.<br />Aura &egrave; stata bruciata  domenica ed &egrave; stata purtroppo segnalata e trovata solo due giorni dopo. Il  momento pi&ugrave; brutto &egrave; stato quando dalle piaghe sono iniziate a uscire  un'infinit&agrave; di larve di mosca che avevano attaccato i tessuti offesi nei soli  due giorni in cui l'animaletto era rimasto in strada. Aura non mangiava ed era  in uno stato pre-comatoso.</p>
<p>Sono  giunte all'Associazione informazioni su chi potrebbe aver commesso questo  assurdo e inqualificabile gesto e pare che si tratti di due ragazzini di una  scuola media di Trepuzzi.</p>
<p>Luned&igrave;  mattina l'Associazione fornir&agrave; al Sindaco i nominativi e in ogni caso denuncer&agrave;  quanto accaduto al Tribunale dei Minori di Lecce, affinch&eacute; possa prendere atto  della situazione. <br /><br /></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=83765&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=80557&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=80558&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a>&nbsp;  <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=81062&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=80591&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a>&nbsp;  <a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=81061&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=113732561995428&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=113732561995428&amp;id=100000915261125" target="_blank"></a></p>
<p>Associazione  Nuova Lara</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PIL&Ugrave;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp;&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>Napoli,  piazza Garibaldi<br />Una piccolo randagio simile ad uno Yorkshire,&nbsp; passando  davanti ad un negozio di borse e valigie (il negozio "Barbato", vicino al bar  Messico), decide di marcare il territorio e alza la gambetta su una delle  valigie esposte all'esterno dell'esercizio commerciale , il cui titolare, non  dispone del permesso di esporre la propria merce sul marciapiede, <br />Il  negoziante dimostrare quanto sia virile e maschio, decide di dare una bella  lezione al malcapitato cagnolino: entra in un bar, si fa consegnare una caraffa  di acqua bollente, esce in strada e&nbsp; la versa sul cagnolino scodinzolante e  ignaro di ci&ograve; che lo attende. Un vigile presente alla scena, non muove ciglio ne  per multare il negoziante senza licenza di esposizione merci in strada, ne per  tutelare la povera vittima.</p>
<p>Lida  Napoli</p>
<p><br /><strong>SISSI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando  a met&agrave; febbraio mi hanno telefonato per dirmi che qualcuno aveva dato fuoco ad  un cane, non ci credevo, mi sembrava una cosa assurda che non poteva succedere  da noi. Invece ci sono stati poi dei testimoni che hanno visto un cane di taglia  media in fiamme, ( sembrava una palla di fuoco ) correre lungo la strada e poi  andare per i campi. Poi non abbiamo pi&ugrave; saputo nulla del cane e&nbsp; pensavamo che  fosse morto carbonizzato da qualche parte.</p>
<p>Il  5 marzo mi segnalano un cane a pochi km di distanza da dove &egrave; successo il fatto  e quando lo vado a prendere mi accorgo che sotto l'addome &egrave; tutto ustionato e le  orecchie sono in parte bruciate, quindi sono sicura che si tratta dello stesso  cane che per fortuna si &egrave; salvato, non so come, forse grazie al fatto che era  freddo ed avr&agrave; trovato una pozza d'acqua dove immergersi. Ho fatto denuncia ai  Carabinieri e spero che chi ha fatto una cosa del genere, paghi.</p>
<p>Ines  Cecco</p>
<p><br /><br /><strong>NOIA  E DIVERTIMENTO</strong><br /><br /><strong>FOXY </strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>E'  stato trovato la mattina presto del 1&deg; gennaio , nel cortile di una cascina,  qualcuno si era divertito con lui per festeggiare il Capodanno, torturandolo PER  DIVERTIMENTO!</p>
<p>Aveva  le 4 zampette legate insieme con il fil di ferro, erano legate talmente strette  che il ferro era penetrato fino all'osso. Aveva ferite varie su tutto il corpo,  tagli profondi sulle spalle e sul torace come se fossero state inferte dalla  lama di un rasoio.</p>
<p>Aveva  l'occhio sinistro fuoriuscito dall'orbita e gli mancava un pezzo di  orecchio...l'avevano gettato su un cumulo di neve, forse credendolo morto, ma la  neve deve averlo salvato, arrestando le emorragie. Portato prontamente in  clinica, tenuto in coma farmacologico per 48 ore...poi il  risveglio!</p>
<p>Ci  si accorse allora che aveva problemi neurologici gravi.</p>
<p>All'inizio  camminava solo in cerchio, non riusciva a nutrirsi se non imboccandolo  forzatamente, sbatteva contro ogni ostacolo e non tratteneva le  deiezioni.</p>
<p>Il  suo problema neurologico principale &egrave; che CORRE! Corre sempre, non riesce a  fermarsi MAI!</p>
<p>Non  si ferma neppure se preso in braccio, continua a scalciare, mimando le pedalate  di una bicicletta e questa deambulazione "da cavallo al galoppo" pu&ograve; andare  avanti anche per intere giornate, fino allo stremo.</p>
<p>Per  farlo riposare, la notte, siamo costretti a metterlo in una gabbia da degenza  (ormai la sua cuccia) e in quel piccolo spazio, dove non pu&ograve; correre, riesce  finalmente a riposare e dormire.</p>
<p>Ora  &egrave; felice nel suo limbo psicologico, non ricorda minimamente ci&ograve; che gli &egrave;  successo...per lui, un posto vale l'altro.</p>
<p>Maria  Pavanello</p>
<p><strong>Video</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lcm97r1juPA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=Lcm97r1juPA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ORDINARIA  AMMINISTRAZIONE</strong></p>
<p><strong>Civilt&agrave;</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876910&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876909&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876912&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876917&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876918&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876911&amp;id=1626770216" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=876913&amp;id=1626770216" target="_blank"></a></p>
<p>Vincenzo  Caporale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CANE  A CATENA<br />WILLY</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Willy  era a Capua. Un contadino lo teneva nelle condizioni che vedete con il collare  incarnato nel collo.</p>
<p>Alle  nostre proteste non ha esitato a dirci: prendetevelo e in un istante ha  strappato il collare squarciandogli la carne.</p>
<p>Willy  adesso sar&agrave; curato.</p>
<p>Monica  Zunica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRATICHEQUOTIDIANE  DI UMANITA&rsquo; VARIA</strong></p>
<p><strong>CHICCO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La&nbsp;  sua storia &egrave; terribilmente violenta, ma purtroppo &egrave; quello che ci si &egrave;  presentato davanti. Un cane ridotto a pezzi,impiccato e massacrato di  botte.</p>
<p>E&rsquo;  stato legato, poi l&rsquo;hanno impiccato avvolgendo la corda in un ramo di un albero,  impiccandolo pero&rsquo; dalla coda!!</p>
<p>Ha  la coda quasi completamente staccata, dovra&rsquo; subire altro intervento, non potra&rsquo;  piu&rsquo; scodinzolare!</p>
<p>Ha  dovuto affrontare non 1 ma ben 3 operazioni.</p>
<p>Dopo  essere stato massacrato di botte tanto da non lasciargli un osso intero,dopo  essere stato riempito di pallini da caccia</p>
<p>ASSOCIAZIONE  LA VOCE DEL CANE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MAIKOL</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Violenza  inaudita&nbsp; per un povero cane, guardate come &egrave; ridotto, adesso se la prendono  anche con gli organi genitali, gli &egrave; stato tagliato il pisello e ferito con  un'arma da taglio in varie parti del corpo. E&rsquo; stato operato ed ora si trova in  una clinica veterinaria. Tutto questo &egrave; successo a Pagani, in provincia di  Salerno.</p>
<p>Rosa  Salzano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CANI  AVVELENATI E STRANGOLATI A SISTORICCIO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/05/cane-3.jpg" target="_blank"><strong>&nbsp;</strong></a>&nbsp;<a href="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/05/cane-1.jpg" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/05/cane-4.jpg" target="_blank"></a></p>
<p><strong>&nbsp;</strong>Alife(Ce)-  &hellip;&hellip;&hellip;Ma l&rsquo;uomo ingrato e incosciente invece, ancora una volta si accanisce contro  ci&ograve; che di pi&ugrave; sacro gli viene affidato e cos&igrave; si &eacute; costretti ad assistere ogni  giorno ad azioni di violenza contro la Natura e le specie che la popolano.  Facciamo dunque nostro l&rsquo;Appello di denuncia lanciato dall&rsquo;associazione  animalista matesina: &ldquo;Animal&rsquo;s Friends-Amici degli animali onlus&rdquo;(ex gruppo  Mascherina). &ldquo;Pierangelo&nbsp;Fontana&ldquo;, &nbsp;presidente  dell&rsquo;associazione in difesa degli animali, che da anni si prodiga per togliere  dalla strada, curare e offrire un p&ograve; di ristoro a tanti&nbsp; randagi abbandonati per  strada,&nbsp;ha denunciato l&rsquo;ennesimo atto &ndash; scempio di abuso&nbsp;contro gli animali. In  localit&agrave; &ldquo;Sistoriccio&rdquo; di Alife, zona periferica della citt&agrave; dove&nbsp;vi &eacute; appunto  un&rsquo;ampia distesa di campagna e di verde, da qualche giorno sono stati avvelenati  e strangolati alcuni cani randagi che l&rsquo;animalista Fontana aveva individuato sul  posto e che si stava prodigando per portare&nbsp;a queste bestiole&nbsp;un p&ograve; di sollievo  (articolo a cura della redaz. cronaca Alife)</p>
<p>Di  seguito&nbsp;il video di denuncia dell&rsquo; Associazione animalista di Pierangelo Fontana  che documenta lo scempio e l&rsquo;abuso su animali (cani avvelenati e strangolati in  localit&agrave; Sistoriccio-zona periferica di Alife 3 Maggio  2010)</p>
<p><strong>Video  denuncia </strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uDXfKeJGrNo&amp;feature=player_embedded" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=uDXfKeJGrNo&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pierangelo  Fontana</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; MAMME</strong></p>
<p><strong>MAMMINA  SVENTRATA</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>Lei  partoriva. Le hanno squartato la vulva. Ascolta il suo lamento<br />Ho ancora  riflesso nella mia mente immagini che MAI riusciro' a cancellare.<br />Quel  corpicino straziato urla la sua sofferenza senza che nessuno intorno ascolti le  sue richieste di aiuto. Nessuno sa dirci quanto tempo sia rimasta li  agonizzante, poi una signora sente il suo lamento e da qui i soccorsi:mi aiuti  signora , mi hanno detto di rivolgermi a voi, la voce interrotta dai singhiozzi,  nessuno l'ha vista eppure era sul marciapiede , di fronte alla mia casa in un  lago di sangue, con tre cuccioli poco distanti da lei ma uno ancora incastrato  nella vulva e quest'ultima tagliata, un qualcosa di impressionante . Portata in  clinica ,viene immediatamente operata d'urgenza. Sono le 18,30 . Alle 20,00, il  veterinario , quando esce dalla sala operatoria le sue parole: in 22 anni di  professione ne ho viste di oscenit&agrave; ma un qualcosa di cosi' agghiacciante  MAI.<br />Strazia il cuore guardare questa creatura e pensare a tutte le sue  sofferenze. Poco dopo l' intervento le abbiamo dato i suoi cuccioli che ha  accettato e le ha tutti lavati e coccolati. <br />Noi l' abbiamo chiamata Vita  come quella vita che stava per nascere.<br />LIDA OLBIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MAMMINA  IMPALLINATA</strong></p>
<p><strong>MIRIAM</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PROVINCIALE  RUVO-MOLFETTA</p>
<p>Per  la serie "Una domenica bestiale". Per bestia intendo chi ha ridotto questa  mammina nel modo in cui la vedete! E nonostante ci&ograve; la povera creatura ha  partorito sette cuccioli. Quando siamo arrivati dopo la segnalazione era l&igrave; che  se li leccava con le ultime forze rimaste, i suoi cucciolini ammazzati a calci  dalla stessa persona che ha sparato in faccia a Miriam che per&ograve; &egrave; rimasta a  proteggerli, a tentare di rianimarli, seppur ferita gravemente, fino all'arrivo  degli aiuti.</p>
<p>Miriam,  l'ho chiamata cos&igrave;, &egrave; stata operata questa mattina dopo il suo ritrovamento dai  veterinari della Asl che con sorpresa hanno contato nei brandelli di carne e nei  frammenti di osso, numerosissimi pallini!</p>
<p>LNDC  RUVO DI PUGLIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ABUSI  SESSUALI</strong></p>
<p><strong>PICCOLA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La  piccola della foto &egrave; di una dolcezza disarmante, &egrave; stata vittima di abusi  sessuali da parte di quello che doveva essere il suo&nbsp; padrone, ma che si &egrave;  rivelato un mostro. Parole non ce ne sono per commentare.</p>
<p>Fedrica  Carratelli</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>TOT&Ograve;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pochi  giorni fa abbiamo trovato questo cagnolino in strada a Napoli che urlava di  dolore, lo abbiamo portato di corsa in clinica ed il veterinario dopo un paio di  giorni , con la terapia prima e con delle indagini diagnostiche dopo, ha  appurato che il problema era dovuto a dei traumi ripetuti che ha subito  dall'esterno...in sintesi&nbsp; E' STATO SODOMIZZATO.</p>
<p>Lui  tra l'altro non ha proprio la coda e guardandolo cos&igrave; terrorizzato la sensazione  che abbiamo avuto &egrave; che VENISSE USATO solo per questo scopo ... Non riesce a  sedersi, ha molto dolore e guaisce anche se solo lo accarezzi, fa una pena  difficilmente descrivibile...</p>
<p>Irene  e le Amiche di L&ugrave;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TIRO  AL BERSAGLIO</strong></p>
<p><strong>AMOS </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stamattina  ci hanno avvisate di questo ennesimo orrore: quando pensiamo di aver visto tutto  c'&egrave; qualcosa di ancora pi&ugrave; inimmaginabile e raccapricciante per qualsiasi  persona sana di mente.</p>
<p>Stamattina  Amos era per strada e sembra, da quanto ci hanno riferito i medici che lo hanno  soccorso, che &egrave; arrivata una macchina che si &egrave; fermata e gli ha sparato: il  proiettile lo ha trapassato da parte a parte entrando dalla spalla sinistra ed  uscendo dall'altra spalla. Per fortuna la pallottola non ha leso gli organi  interni per cui Amos &egrave; vivo.</p>
<p>Irene  e le Amiche di L&ugrave;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; DUE BUCHI IN TESTA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Atrocit&agrave;  nei confronti di un cane randagio a Ruggiano, frazione di Salve.<br />Una cagna &egrave;  stata trovata, riversa a terra i una pozza di sangue e con tre buchi in testa.  L'animale si era riparato in&nbsp; una corte di una casa disabitata. E' intervenuta  prima una volontaria animalista del posto poi raggiunta a breve da me stessa. Le  condizioni della cagna sono apparse&nbsp; subito gravissime. Parte del sangue  accumulato si riversava fuori dalle orecchie e dalla bocca, mentre la parte  laterale del muso si gonfiava a dismisura. Lei, povera vittima di criminali, era  riversa a terra con un occhio tumefatto,mentre l'altro socchiuso indicava che  era ancora in vita.<br />Magrissima al limite della sopravvivenza,non si sa se per  denutrizione o perch&egrave; malata magari di leishmaniosi era una cagna randagia  accalappiata a Morciano a marzo del 2007 e fatta sterilizzare. Non si sa come  sia potuta arrivare a Ruggiano che dista comunque solo qualche km da Morciano.  <br />Raffaela Vergine</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INVISIBILI</strong></p>
<p><strong>PAOLA </strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>PURTROPPO  LA PICCOLA NON CE L'HA FATTA. L'ALTRO IERI SERA E' VOLATA SUL PONTE  DELL'ARCOBALENO</p>
<p>Lei  &egrave; Paola, non ho parole ma tanto non importa perch&egrave; le parole non servono.</p>
<p>Se  riuscirete per un attimo a distogliere lo sguardo da questo corpo che altro non  &egrave; che un misero mucchietto di ossa tenuto insieme da pelle sottile come carta  crespa vedrete tutto l'orrore possibile ed immaginabile nei suoi occhi. Perch&egrave;  per ridurre un cane in questo stato non basta che resti digiuno un giorno, non  basta nemmeno che non trovi cibo per una settimana, occorrono mesi di stenti  durante i quali centinaia di persone avranno posato i loro occhi aridi su di  lei.</p>
<p>Non  c'&egrave; piet&agrave; per niente e un cane ridotto a pesare 10 kili essendo grande quanto un  pastore tedesco, suscita ribrezzo e schifo non certo compassione.</p>
<p>Paola  &egrave; viva ma non sappiamo se ce la far&agrave;, i suoi cuccioli accalappiati con lei nel  suo stesso stato fisico le sono morti accanto uno dopo l'altro attaccati a  quelle mammelle dalle quali non usciva pi&ugrave; nemmeno aria .</p>
<p>Irene  e le Amiche di L&ugrave;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ROTTAMAZIONE</strong></p>
<p><strong>SCRICCIOLO</strong></p>
<p>IN  PUGLIA SUCCEDE ANCHE QUESTO</p>
<p>SEI  VECCHIA?<br />SEI MALATA?&nbsp;<br />SEI CIECA?&nbsp;<br />SEI PIENA DI TUMORI, ROGNOSA E  LEISHMANIOTICA?&nbsp;<br />SEI AGLI SGOCCIOLI DELLA TUA MISERA VITA? <br />NON SO PIU'  COSA FARMENE DI TE E TI BUTTO DIETRO AL CASSONETTO!!!!</p>
<p>Leporano  <br />E proprio vero il vecchio detto: Non c'&egrave; mai fine al peggio!!!&nbsp;<br />E quando  pensi di aver visto tutto, quando sei convinta che niente potr&agrave; pi&ugrave; farti  inorridire,ecco che succede qualcosa che smentisce le tue convinzioni. I cani  abbaiano, c'&egrave; un cagnolino che sta male dietro il cassonetto di v.le  Kennedy<br />Arrivo,quattro ossicine ansimanti buttate su un letto di foglie marce  dietro il cassonetto!&nbsp;</p>
<p><br />L'ho  vista tante di quelle volte che la riconosco subito, povera  Scricciola&nbsp;<br />L'avvolgo nell'asciugamano e smette di ansimare, solleva la testa  e ci guarda.Adesso &egrave; al sicuro.&nbsp;Solamente un'ora tra me e te.<br />Solamente  un'ora.E tutto quello che abbiamo potuto darti, &egrave; stata la dignit&agrave; di morire  senza che altri dolori contorcessero il tuo corpicino.&nbsp;<br />Ci sar&agrave; sempre un  posto per te nel mio cuore....Scricciola."</p>
<p>Giamaica  Biasco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>KIKKA</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=35160&amp;id=100001054149949" target="_blank"></a></p>
<p><br />Kikka  &egrave; un pastore tedesco abbandonato dai suoi "padroni" in un capannone. Non serviva  pi&ugrave; a fare la guardia. Meglio che si rottamasse da sola.</p>
<p>D&rsquo;estate  abbiamo dovuto scavalcare pi&ugrave; volte il cancello e andare a liberarla, poich&egrave;  veniva legata alla cuccia e lasciata senza acqua e cibo per settimane. Ora &egrave;  sempre libera e viene alimentata abbondantemente, &egrave; stata sterilizzata ma ad un  certo punto le sue carni hanno iniziato ad aprirsi. Abbiamo pensato ad una  banale rogna, alla leishmania ma il verdetto &egrave; stato ben peggiore.<br />PEMFIGO!  Una terribile patologia bollosa autoimmune della cute e delle  mucose.</p>
<p>Natiperamarti  Onlus</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NIKE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo  stati chiamati intorno alle ore 8 di stamane 12/03/2010 da un responsabile&nbsp;  tecnico del comune di Olbia. E' in atto la campagna di pulizia delle discariche  abusive "Sardegna fatti bella", dentro ad un frigo nella zona di Poltu Quadru &egrave;  stato commesso l'ennesimo crimine a danno di un povero cane, messo dentro un  frigo, coperto con&nbsp; una ruota di macchina, la testa incastrata nel cerchio e  legato con dei fili della luce.</p>
<p>Un  salvataggio quasi impossibile, la testa non poteva uscire, si era gonfiato il  collo. Sono dovuti intervenire due veterinari per&nbsp; anestetizzare il cane, i  vigili del fuoco per tagliare la lamiera con la fiamma  ossidrica.</p>
<p>L'abbiamo  chiamata Nike come la dea che personifica la vittoria.</p>
<p>LIDA  OLBIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>JUNO</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>&nbsp; </strong><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><br />E'  legittimo abbandonare una cagna come Juno, anziana a mal ridotta? E' giusto  farlo, quando il suo corpo inizia ad avvizzire e viene attaccato dagli infiniti  mali generati dall'et&agrave; e dall'incuria?<br />Sopratutto dinanzi ad un abbandono del  genere, le istituzioni possono restare indifferenti?<br />Il 22 Aprile 2010 Juno &egrave;  stata accalappiata in un comune dell'area casertana. L'Asl competente, senza  neanche transitare per uno dei loro presidi veterinari, l'ha mollata in canile,  scaricando sulle spalle del gestore del canile tutti gli oneri (anche economici)  delle sue cure (mi domando, come circa 2 euro al giorno che il gestore del  canile riceve, possano essere sufficienti a sostenere la spesa per analisi e  cure? E poi ci lamentiamo dell'esistenza dei canili-lager!).<br />Quando ieri il  gestore del canile ce l'ha mostrata, &egrave; stata dure trattenere rabbia e  sfoghi.<br />JUNO E' CIO' CHE RESTA DI UNA MAREMMANA!<br />Un covo di zecche e pulci  che le hanno infettato la carne, rogna, piaghe scarnificate.</p>
<p>Dottor  Francesco Assenza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BIRILLO</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335516&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a>&nbsp;<a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335518&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335519&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a>&nbsp;<a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335521&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a></p>
<p>&nbsp;<a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335534&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1335537&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=376393667214&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=376393667214&amp;id=1226559463" target="_blank"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NAPOLI</p>
<p>Non  so nemmeno che dire di Birillo, mi mancano gli aggettivi adeguati per descrivere  quello che ho visto sabato.<br />Birillo &egrave; stato scaricato cos&igrave; in un canile non  si sa da chi, con il pelo cos&igrave; attorcigliato da non riuscire pi&ugrave; a vedere, a  sentire, a camminare<br />Cos&igrave; sporco e denutrito da pensare che non ci fosse pi&ugrave;  niente da fare.</p>
<p>Birillo  non si alimentava, Birillo restava l&igrave; a vegetare nel suo stato di degrado e  abbandono senza precedenti.</p>
<p>Il  pelo in tosatura si &egrave; staccato tutto compatto, portando via la pelle nei punti  in cui il sudiciume aveva fatto miglior opera di corrosione,&nbsp; sulle orecchie,  sul musetto, sulle zampine con le unghie ricurve all&rsquo;ins&ugrave; lunghe quanto un  nostro dito.<br />Una creaturina ridotta all&rsquo;osso, con gli occhi pieni di pus, con  i gomiti, la coda, le zampe piagate dalla troppa immobilit&agrave;. Una creaturina cos&igrave;  disidratata da avere le labbra ritirate in un sorriso triste e la pelle ridotta  ad una velina, letteralmente divorata dai parassiti tanto da ridurre il suo  sangue in acqua.</p>
<p>Sheila  Scoppetta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RAPIMENTO  E SEVIZIE</strong></p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_OyJ1kv96Rgg/S-GFXcLJB_I/AAAAAAAAA3w/MARpOl0sD-4/s1600/5555555.png" target="_blank"></a><br />Piano  di Sorrento: Cane rapito e seviziato.<br />di Vincenzo  Maresca.</p>
<p>Rischia  l&rsquo;eutanasia un povero cane tenuto al momento incollato con circa 600 punti di  sutura e ridotto ad un ammasso di carne viva in seguito ad una vicenda che  lascia trapelare qualcosa di orribile.</p>
<p>Il  cane, infatti, si tratta di Lupa, una femmina domestica con tanto di collare e  microchip, era misteriosamente scomparso da una propriet&agrave; privata ad oltre 10  chilometri di distanza.</p>
<p>Il  cane presentava l&rsquo;assenza di numerosi brandelli di pelle, forse asportata  chirurgicamente da mano umana, tutti di misura geometricamente quadrangolare  mentre nessuna frattura &egrave; stata riscontrata sullo scheletro e sulle zampe.&nbsp; La carne scoperta rischia la cancrena ed i  proprietari in seguito identificati ed ai quali Lupa &egrave; stata restituita  ferocemente seviziata dovranno probabilmente praticare l&rsquo;eutanasia per mettere  fine ad un simile strazio.</p>
<p>Le  attenzioni dei caschi bianchi di Vico Equense e degli ambientalisti del WWF si  sono ora spostate su indagini tese ad appurare l&rsquo;esistenza di una probabile  clinica degli orrori sui cui lettini potrebbe essere passato il cane atrocemente  maltrattato, da qualche veterinario senza scrupoli che avrebbe agito  chirurgicamente per prelevare pezzi di pelle da destinare al cane di qualche  facoltoso cliente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A</p>
<p>martini_f@camera.it;</p>
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<p><a href="mailto:agenzia@asca.it" target="_blank">agenzia@asca.it</a>;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE FOTO QU</strong></p>
<p><strong>www.chiliamacisegua.org</strong></p>
<p><strong>E' questa l'Italia che vogliamo?</strong></p></p>]]>
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<item>
<title>Uccelli in gabbia e pesci negli acquari</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=502&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>"</strong><strong>Finch&eacute; un animale sar&agrave; recluso nessun  uomo sar&agrave; libero"</strong></p>
<p><strong><em><br /></em></strong></p>
<p><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.happy-pizza.it/canarino%20rosso.jpg" alt="" width="220" height="289" />L'usanza di tenere uccelli in gabbia addolora chi ha un animo  sensibile. Splendide creature,&nbsp; assetate di sole e di  cielo, nate per  essere libere, tristemente recluse in strettissimi spazi per  allietare  con il loro canto e la loro bellezza esseri umani privi di coscienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'uccello, dalle ali a ventaglio e dal piumaggio smagliante, ama spazi  illimitati, cerca i suoi simili; ma l'uomo, l'uomo lo strappa al suo  mondo, lo reclude, per tutta la&nbsp; sua brevissima esistenza, in  minuscole  gabbie dove i giorni, i mesi, gli anni, tutti disperatamente uguali,  scandiscono il tempo fino all'ultimo suo istante di vita, fino alla sua  liberazione, fino alla morte. E sogna l'uccello alberi verdi e campi  d'erba in fiore che non vedr&agrave; mai; sogna la fresca acqua della terra;  sogna il caldo sole negli occhi, la pioggia tamburellante sui rami, il   suono delle fronde che vibrano al giocare del vento, e canta l'uccello  la sua struggente nenia senza poter di sfuggire al suo destino, alla sua   incomprensibile condanna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E che dire del pesce nel vaso o nell'acquario? Piccolo essere dalle  squame lucenti escluso per sempre dalle&nbsp; distese  bl&ugrave; dei suoi oceani.  Gira il pesce, gira su se stesso, cento, mille volte al  giorno, nella  sua abissale solitudine e mentre le&nbsp; sue lacrime&nbsp; (chiss&agrave;) si   dissolvono nell'acqua, di lui ridono gli umani e il bambino dice "mamma,  guarda che bello, che bei colori, che bella coda". Che dire di tutti  gli animali ai ferri negli stabulari? dei lager degli allevamenti  intensivi?  dei cuccioli di vitello &nbsp;incatenati, veri e propri bambini  ai quali viene impedito  qualunque movimento, qualunque contatto con la  propria madre: creature che  conoscono solo sofferenza fino alla  liberazione del coltello: identica sorte dei loro sventurati cugini  maiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E che dire del cane alla catena? Dio li crea  liberi e l'uomo li  imprigiona. Abbiamo trasformato questa terra in un'immensa camera di  tortura per animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dov'&egrave; il cuore della specie umana? La durezza e l'indifferenza verso  il dolore dell'altro rendono l'uomo il pi&ugrave; tirannico dei predatori. C'&egrave;  nulla di pi&ugrave; crudele, di pi&ugrave; ingiusto, di pi&ugrave; disumano della privazione  della libert&agrave; di una creatura  innocente, nata per essere libera? C'&egrave;  nulla di pi&ugrave; egoistico che cercare il proprio piacere sull'altrui  sofferenza? L'insensibilit&agrave; umana, l'oggettivazione del diverso, non  portarono forse l'uomo a concepire l'idea dello schiavismo? Ci&ograve; che&nbsp;  legittim&ograve; lo sfruttamento  del pi&ugrave; debole a&nbsp; vantaggio del pi&ugrave; forte?  Ci&ograve; che lo inclin&ograve; alla negazione  del valore supremo della Vita?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; imprigioni&nbsp; ingiustamente mentre non  vorresti essere  imprigionato? Perch&eacute; causi sofferenza se tu stesso cerchi di  fuggirla?&nbsp;  Chi ruba l'altrui libert&agrave; imprigiona&nbsp; la propria coscienza, tarpa le  ali alla propria anima. Libera quella quell' uccellino che hai nella  gabbia, quel pesce che hai nell'acquario..., spezza le sue e le tue  catene e finalmente anche tu sarai un uomo libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Franco Libero Manco</em></strong></p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Salsa di Mele</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=501&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Rottweiler adotta maialino abbandonato</strong><br /> <br /> Un <span style="color: #000000;">&nbsp;</span>cucciolo di maiale appena nato &egrave;  stato affidato alle cure di una Rottwailer che ha appena avuto i  cuccioli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img id="media-1092493" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/01/2127034071.jpg" alt="cane_cucciolo_maiale1.jpg" width="451" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apple Sauce, di razza Belgian Blue, era il maialino pi&ugrave;  piccolo della cucciolata e la mamma l'ha respinto.<br /> Heidi  Rhiann, la padrona della fattoria gallese dove &egrave; nato Apple Sauce, ha  affidato il maialino a Sasha, la sua Rottweiler di 18 mesi.</p>
<p><img id="media-1092501" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/02/01/963087367.2.jpg" alt="cane_cucciolo_maiale2.jpg" /></p>
<p>La  cagna ha accettato il piccolo immediatamente e ha cominciato ad  allattarlo insieme ai suoi sette cuccioli.<br /> "Il maialino era  spacciato e deve la vita a Sasha. Adesso sta meglio, ha preso peso sta  cominciando a ingrassare un po'", ha dichiarato Heidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img id="media-1092503" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/00/67610039.jpg" alt="cane_cucciolo_maiale3.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Ma  non sta benissimo, &egrave; molto delicato e cagionevole. Sasha sembra  accorgersene e bada a lui in modo particolare, l'istinto le dice che  deve proteggerlo pi&ugrave; degli altri piccoli".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:  Daily Mail</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<a href="http://www.larrestodelcarlino.myblog.it" target="_blank">www.larrestodelcarlino.myblog.it</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Due cose in meno </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=500&amp;user=2514</link>
<description>
<![CDATA[<p><p>Anche qui si cerca di mangiare con gli animali anche se in un altro modo . Io penso che questo sito &egrave; sadico abbastanza per incantare quelle persone sensibilizzate o infatuate da questi "angioletti" che "difendono" gli animali come la lav o altri finti portabandiera di un sadismo che porta a nulla e qualche soldo a loro.vi consiglio di guardare il cielo ed ammirare un passero in volo al posto di visionare questi video.Vedere che spaccano la testa ad un cane non e' difendere gli animali o scoprire cosa fanno ad essi.SPACCARE LA TESTA AD UN CANE .GRAZIE MILLE DI QUEL CHE HO VISTO SIETE FAVOLOSI!!!COMPLIMENTI!!!Adesso vi saluto,non entrero' piu' ne' in Cina ne in questo sito .Due cose in meno da fare.</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Presidio contro Jan Fabre - 12 Maggio - Firenze</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=499&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/640/49/n118302221527311_1647.jpg" alt="" width="200" height="201" />Il 12 Maggio l'artista Belga, tristemente famoso per usare animali al  fine di comporre le sue macabre opere (tra cui cani e gatti che lui  dichiara di trovare gia' morti...!!!) sara' a Firenze per partecipare  alla mostra della Stazione Leopolda, in Via Fratelli Rosselli, dalle ore  20 alle ore 23, all'interno dell'evento  ''Fabbrica Europa''.<br /><br /><span style="font-size: 1.1em;"><strong>COMUNICATO  STAMPA:</strong></span><br /><br />''Protesta della associazioni animaliste fiorentine  contro l'installazione artistica di Jan Fabre a Fabbrica Europa.''<br /><br />Jan  Fabre &egrave; un "artista" che a differenza di altri, ha spostato la propria  attenzione e creativit&agrave; in un contesto che non si addice a questo  secolo, che - rammentiamo - affonda le proprie radici su etica, moralit&agrave;  e soprattutto sul rispetto della vita.</p>
<p><br />Questa sua tendenza si  riscontra nelle varie esposizioni europee, pi&ugrave; volte contestate - come  per esempio l'installazione tenuta al Palazzo Reale di Bruxelles - dove  l'"artista" ha rappresentato le proprie opere tramite l'utilizzo di  animali morti (vitelli e renne imbalsamati, cani e gatti appesi a ganci,  teste di cigni, soffitti costellati di scarabei).</p>
<p><br />Siamo stanchi di  assistere alla strumentalizzazione di esseri senzienti per puro fine di  lucro, di vedere animali utilizzati come decorazioni, come semplici  oggetti. <br />Ci meravigliamo inoltre che la nostra amministrazione - che  ha fondato la propria campagna elettorale sui valori precedentemente  indicati - permetta che in una citt&agrave; come Firenze, nota al mondo come la  "Culla dell'Arte", si svolga una rappresentazione che con l'arte ha  poche affinit&agrave;.</p>
<p><br />Anche se l'assessorato alla cultura di Firenze  garantisce che l'artista non verr&agrave; meno alle normative europee vigenti,  facciamo presente che verranno esposti volatili costretti in gabbie che  potrebbero essere non consone al regolamento comunale in vigore (art.  32, art. 33).</p>
<p><br />Per questo le associazioni <strong>LIDA, PRO ANIMALS, OIPA,  LAVERABESTIA.ORG e CEDA</strong> si sentono chiamate in causa ed esprimono il  proprio dissenso per l'attenzione e la disponibilit&agrave; che questa  amministrazione ha riservato al sig. Fabre. <br /><br />Il 12 Maggio sera  costui esporra' la sua ''arte'' a Firenze all'interno di ''Fabbrica  Europa''.<br />Vi invitiamo tutti a venire al presidio per dare il  ''benvenuto'' che merita a questo personaggio, davanti alla Stazione  Leopolda, in Viale Fratelli Rosselli,dalle 20 alle 23.<br />NON MANCATE  !!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=118302221527311" target="_blank">http://www.facebook.com/event.php?eid=118302221527311</a></p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Petizione per un reale divieto di test cosmetici su animali</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=498&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img src="https://secure.humanesociety.org/images/content/pagebuilder/15015.jpg" alt="" width="628" height="130" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Petizione per un reale divieto di test cosmetici su animali</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un anno fa, nel pubblicare un aggiornamento alla situazione legislativa nel campo dei test su animali per gli ingredienti dei cosmetici, nella pagina Cosa viene definito prodotto cosmetico e cosa impone la legge del sito VIVO avevamo spiegato che per i test cosmetici "la sperimentazione su animali &egrave; ammessa ancora per 3 tipi di test (il divieto totale entrer&agrave; in vigore nel 2013, salvo ulteriori slittamenti)".<br /><a href="http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/cosmetici_e_legislazione.html" target="_blank">http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/cosmetici_e_legislazione.html</a><br /><br />Anche se messi tra parentesi, gli "ulteriori slittamenti" citati erano per noi una certezza, pi&ugrave; che un vago timore, dato che il divieto parziale approvato nel 2009 doveva, nella "teoria" della direttiva del 1993, entrare in vigore nel 1998, ed ha avuto quindi uno slittamento di 11 anni...<br /><br />Si scopre ora che in effetti l'intenzione della Commissione Europea &egrave; proprio quella di trovare un modo di posporre la data del 2013. Questo ce lo spiega l'associazione animalista Humane Society International, che ha avuto la sgradita sorpresa, nel marzo 2010, di vedersi invitare dalla Commission Europea a far parte di un gruppo di lavoro avente lo scopo di cercare giustificazioni a questo slittamento della data di divieto totale!<br /><br />Ovviamente l'associazione ha rifiutato l'invito, non solo, ha promosso una petizione internazionale per chiedere all'UE che non si metta in atto questo comportamento vergognoso, ma che venga rispettata questa direttiva, ottenuta con tanta fatica e la cui applicazione &egrave; gi&agrave; stata fatta slittatare finora di moltissimi anni.<br /><br />Qui di seguito la traduzione della pagina della petizione e le indicazioni per partecipare. Ovviamente... con preghiera di massima diffusione!</p>
<p><br /><strong>*Dalla Humane Society International*: sosteniamo il divieto di vendita di cosmetici testati su animali</strong><br /><br />I test su animali sono cose orrende, specie quando gli animali vengono accecati e avvelenati solo per un rossetto, uno shampoo, o un altro prodotto di bellezza o per l'igiene personale.<br /><br />Nel 2009 l'Unione Europea ha vietato tutti i test su animali per i prodotti cosmetici (sugli ingredienti) all'interno dei suoi confini. La stessa direttiva impone inoltre un divieto di vendita, in tutta Europa, di cosmetici i cui ingredienti siano stati testati su animali al di fuori dell'Europa, a partire dal 2013. Per le aziende, questo significa scegliere tra dare un calcio alla loro brutta abitudine di testare sugli animali, o vedersi spazzare via i propri prodotti dagli scaffali europei (l'Europa &egrave; il maggiore mercato mondiale per i cosmetici).<br /><br />Tuttavia, la Humane Society International ha appena appreso che i burocrati europei stanno prendendo in considerazione l'approvazione di una legge che potrebbe ritardare l'applicazione del tanto atteso divieto di vendita, forse di anni. Se venisse approvata, questa legge implicherebbe inutile sofferenza e morte per molte migliaia di animali. <br />Ma questo non deve accadere!<br /><br /><strong>*AGISCI*</strong><br /><br />Dobbiamo agire in fretta e ricordare ai legislatori europei che i consumatori consapevoli di tutto il mondo si aspettano che gli scaffali dei negozi abbiano solo prodotti cruelty-free, e che loro, come legislatori e rappresentanti dei cittadini, hanno l'obbligo morale di far rispettare il divieto gi&agrave; approvato.<br /><br /><strong>Firma la petizione, grazie da parte degli animali!</strong><br /><br />Per firmare la petizione:<br /><strong><a href="https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?pagename=homepage&amp;page=UserAction&amp;id=4543" target="_blank">https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?pagename=homepage&amp;page=UserAction&amp;id=4543</a></strong><br /><br />Per firmare su Facebook e diffondere:<br /><strong><a href="http://apps.facebook.com/causes/petitions/453?m=87be1e28" target="_blank">http://apps.facebook.com/causes/petitions/453?m=87be1e28</a></strong><br /><br />Ecco le istruzioni per firmare, e il contenuto tradotto, per chi non sa l'inglese:<br /><br />I campi da compilare sono, nell'ordine: il primo potete saltarlo; nome; cognome; email; indirizzo; continuazione indirizzo (se serve); citt&agrave;; su State scegliete l'ultimo valore del menu, "None"; CAP; Italy; numero di telefono (opzionale).<br /><br />Il testo della petizione recita:<br /><br />Oggetto: sosteniamo il bando ai cosmetici testati su animali<br /><br />Egregio legislatore,<br /><br />le chiedo di sostenere e applicare il divieto di commercializzazione nell'Unione Europea, a partire dal 2013, di cosmetici con ingredienti testati su animali, cos&igrave; come imposto dalla Direttiva Cosmetici, e di rifiutare qualsiasi proposta di ritardare o posporre questa azione.<br /><br />Causare dolore e sofferenza agli animali nei laboratori per produrre un rossetto o uno shampoo &egrave; moralmente ingiustificabile. L'UE ha gi&agrave; vietato i test cosmetici su animali nei suoi laboratori, ma questi test continuano in altre parti del mondo, perch&eacute; le aziende sanno che possono ancora vendere i loro prodotti in UE.<br /><br />Dato che i test cosmetici su animali sono dolorosi ed eticamente inaccettabili, deve esserci un divieto totale di uso di nuovi <br />ingredienti testati su animali. Migliaia di prodotti e ingredienti si sono gi&agrave; dimostrati sicuri e possono essere usati e riformulati senza ulteriori test. I consumatori hanno molte scelte, sicure ed etiche, senza bisogno di test crudeli su animali.<br /><br />Grazie per l'attenzione, in fede<br />[nome cognome]<br />[indirizzo]</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>Amore di mamma</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=497&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><span style="font-size: xx-large;">Mission impossible</span><br /> <br /> Un Germano reale femmina ha affrontato un'incredibile missione di  soccorso per salvare i suoi sei pulcini trascinati via dall'acqua di un  canale di scolo a New Castle, in Inghilterra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/01/1486853142.jpg" target="_blank"><img id="media-664478" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/01/01/1338126140.jpg" alt="anatra_tombino.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I  pulcini, separati dalla madre e risucchiati da un tombino, sembravano  spacciati.<br /> <br /> Ma l'anatra, rifiuntandosi di accettare la perdita  dei suoi piccoli, ha seguito il loro pigolio per pi&ugrave; di due chilometri,  attraversando strade, rotatorie, binari, i giardini di due scuole e  l'area di un ospedale.<br /> <br /> Alla fine il viaggio dei pulcini &egrave;  terminato e mamma anatra &egrave; rimasta per ore a fare la guardia alla grata  che li intrappolava.<br /> <br /> Peter Elliott, un signore che faceva  jogging, ha notato l'anatra che pigolava disperatamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/02/00/406684109.jpg" target="_blank"><img id="media-664479" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/02/00/1952402937.jpg" alt="anatra_tombino2.jpg" width="450" height="247" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma &egrave; rimasto perplesso quando, al suo ritorno, l'ha  ritrovata nello stesso punto. La mamma pennuta pattugliava l'area  attorno alla griglia e continuava a pigolare.<br /> <br /> Il suo nipotino  di due anni gli ha detto di aver sentito, insieme alla mamma, dei  pulcini piangere proprio sotto la grata.<br /> <br /> Peter, il genero e un  vicino, armati di un piede di porco e altri attrezzi, sono partiti per  l'operazione di salvataggio.<br /> <br /> Sono riusciti a sollevare la  pesante grata e hanno trovato sei pulcini urlanti, sporchi e  spennacchiati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/00/02/642556403.jpg" target="_blank"><img id="media-664480" style="border-width: 0pt; margin: 0.7em 0pt;" src="http://larrestodelcarlino.myblog.it/media/00/02/1228891209.jpg" alt="anatra_tombino3.jpg" width="450" height="358" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Abbiamo preso una piccola rete da pesca e li abbiamo  recuperati tutti, uno a uno", ha dichiarato Peter.<br /> <br /> "Poi abbiamo  portato mamma e pulcini in campagna, vicino a <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=hotel+newcastle&amp;af=7381&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Flarrestodelcarlino%2Emyblog%2Eit%2Farchive%2F2009%2F03%2F05%2Fanatra%2Dcoraggiosa%2Dsalva%2Di%2Dsuoi%2Dpulcini%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1272753769812&amp;hs=4e6b75f5a94d2cc72d89a3154193a5cf" target="_blank">Newcastle</a>, dove c'&egrave; un lago e li  abbiamo lasciati l&igrave;.<br /> <br /> L'anatra, prima di entrare in acqua ci ha  guardati, poi ha cominciato a pigolare per chiamare i pulcini e se ne  sono andati, nuotando insieme".</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">larrestodelcarlino.myblog.it - Daily Mail</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>LA PROTESTA DEI SANGUINARI </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=496&amp;user=32</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Gentiluomini della  crudelt&agrave; a cui sta a cuore la salute e l'ambiente</strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-right: 10px; margin-left: 0px;" src="http://www.luigiboschi.it/immagini/blog/free.jpg" alt="" width="220" />I  produttori di cadaveri freschi e stagionati, i responsabili del  genocidio animale, i forieri del disastro ambientale, gli avvelenatori  della salute, i corresponsabili della fame nel mondo... ecco questi  generosi individui con le loro sigle di appartenenza (Assalzoo, Assica,  Assocarni, Una) si permettono di scrivere a Emma Marcegaglia, come se  fosse stato fatto loro un torto, per chiedere un intervento sulla linea  editoriale del Sole 24 ore!! Per cosa? Per la dichiarazione di Paolo  Barilla al "Pasta Day di New York" sulla necessit&agrave; di moderare il  consumo di carne, causa di dannose conseguenze sotto vari aspetti.</p>
<p><br /> Non c'&egrave; ricerca scientifica onesta che non possa non rilevare questo  disastro generato dall'economia di derivazione animale. Ma questi  signori della morte si sentono offesi. Questi amici degli animali  farebbero bene a guardare al disastro generato. <strong>Bisognerebbe  intentare contro di loro una class action per danno alla salute pubblica  e all'ambiente. </strong></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Una vera lobby di mistificatori. Hanno il coraggio di chiamarla <em>"campagna  diffamatoria e diseducativa"</em>. Sono ignoranti fuori di senno, uno  stato puro di egoismo economico! Chi se ne fotte delle conseguenze! <br /> E che fanno? Denigrano imbufaliti, senza alcuno straccio di prova  scientifica che dimostri il contrario, la redazione del giornale che si &egrave;  permessa di pubblicare dichiarazioni, a loro parere, oggetto di  oltraggio al settore... adducendo la pseudoscientificit&agrave; dei dati  portati in evidenza. Ci mancava che il direttore del giornale fosse pure  moderatore del primo forum sull'alimentazione e sulla nutrizione  organizzato a Roma il prossimo 3 dicembre 2009 di <em>"Barilla center for  food &amp; nutrition"</em> ... sembra sia un scandalo!</p>
<p><br />E pensare che  non c'&egrave; giorno che una trasmissione televisiva non mandi in onda una  ricetta con le loro preziose salme!! Questo invece farebbe bene  all'educazione alimentare? Una vergogna!</p>
<p>Poi, questi gentiluomini della crudelt&agrave; a cui sta a cuore la salute e  l'ambiente, gli animali sono un gadget di consumo, prendono in mano le  cifre attraverso cui si sentono protetti e legittimati: <strong>700 aziende,  130.000 addetti, 23 miliardi anno il giro d'affari.</strong></p>
<p><br /> Numeri che  si commentano da soli. <strong>A cosa &egrave; ridotto il Paese! A una carneficina  seriale che sta a indicare questa economia insostenibile. </strong><br /> Perch&eacute; non vengono a dirci quanto ci costa la loro opera e quanto ci &egrave;  costato il loro profitto? Hanno avuto accesso a mani basse a tutti i  fondi pubblici possibili, hanno avuto interi stabilimenti della vergogna  regalati, con finanziamenti a fondo perduto o agevolato. Comparti e  distretti che hanno usufruito di risorse pubbliche di ogni tipo per lo  stoccaggio, per la pubblicit&agrave;, istituzioni ad hoc per la promozione  all'estero. Per non parlare dei costi indiretti sociali e ambientali!</p>
<p><br />Hanno  messo le mani nelle tasche degli italiani non solo per i consumi, ma  per poter produrre e sostenere le loro imprese, i loro nefasti profitti e  come compenso gli hanno affibbiato la facilitazione a un malanno:  ictus, infarto, diabete, cancro... a voi la scelta! E un costo della  sanit&agrave; che esplode per irresponsabilit&agrave; oltre alla probabile corruzione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno il coraggio di inveire contro un coraggioso industriale che ha  detto quel che &egrave;!! E in minima parte. Pur non essendo un vegano. Che ha  portato dati, rilevazioni scientifiche. Cito. <em>"Malattie non  contagiose come l'obesit&agrave;, le disfunzioni cardiovascolari, il cancro e  il diabete rappresentano ormai il maggior rischio per la salute degli  esseri umani, sono patologie che causano 35 milioni di decessi all'anno,  pari al 60% del numero dei morti su scala mondiale in un anno".</em><br /> Che si &egrave; limitato a dire "<em>ponete attenzione allo smodato consumo". </em>L'OMS  da anni sostiene la necessit&agrave; di diminuire drasticamente le carni nella  dieta. Avrebbe forse dovuto dire di aumentarne il consumo?<em><br /> </em> <br />Incredibile! Ben altre sono le accuse che vi meritereste predatori  di vite!! Insostenibile razza di un profitto sanguinario, fatto sulla  pelle di esseri senzienti e di ignari, drogati consumatori. E non mi  soffermo sui dati della salute e ambientali, ormai di dominio pubblico,  ma sugli animali, queste vite ridotte solo a cibo.</p>
<p>Basta vedere i vostri allevamenti, i vostri macelli per provare  disgusto della vostra suicidaria economia! Questa filiera di morte  infinita!!... dal concepimento al consumo.</p>
<p><br /> Perch&eacute; non dite delle  sevizie che questi animali subiscono? Perch&eacute; non citate le torture da  lager inferte? Le modifiche genetiche? Animali allevati nella privazione  di ogni loro istinto, desiderio, affettivit&agrave;... Gli &egrave; tolto dalla  nascita ogni forma di dignit&agrave;. Avete costruito luoghi della  invivibilit&agrave;... Batterie seriali in cui sono stipati, legati o  relegati... luoghi infernali, virali... esseri cresciuti nella  degradazione di ogni forma di vita; resi immobili, annientati e in  efficienza economica ad aspettare, ormai folli, la morte in un tunnel di  tortura sanguinaria: la slauthering machine. Uomini tutti i giorni con  il coltello in mano... con le mani sempre nel sangue, nelle viscere...  ogni giorno l'ennesima sgozzatura, il taglio delle zampe, lo  squartamento... Comprate pagine del vostro giornale confindustriale per  pubblicizzare la vostra mattanza quotidiana cos&igrave; come avviene,  diffondete l'urlo di disperazione che si leva.</p>
<p>Avete trasformato un doloroso sacrificio dell'aia, determinato dalla  ignoranza e dalla miseria, in un macabro processo riproduttivo: la  spietata crudelt&agrave; del massacro ripetitivo senza limiti, l'olocausto  degli animali programmato in grandi numeri.</p>
<p><br /> Ai maiali, appena nati  tagliate i coglioni, gli avete ridotto le spalle e aumentate le cosce,  ai vitelli riservate nove mesi da inferno, alle vacche ingrossate le  mammelle: da 12 litri ai 40, ai 70...si vorrebbe quasi una bestia tutta  mammella! Ai polli tagliate il becco da pulcini... i maschi li tritate  vivi. Catene di montaggio e smontaggio d'animale, trasporti bestiame  globali, infestazioni, epidemie, stragi... erbivori che diventan  carnivori, volatili chiusi in gabbie, pesci ammassati in colture  putride, liquami infestanti terreni e falde, e gas di miliardi di  animali ammassati che inquinano pi&ugrave; dei trasporti... E' la catena della  riproduzione, macellazione e lavorazione di vite animali, ora non pi&ugrave;  tali, solo un processo di profitto. Denaro ad ogni costo per alimentare  stili di vita idioti e distruttivi per una obesit&agrave; da stupidit&agrave;! E si  riducono persone a pratiche quotidiane del degrado... uomini e animali  nella stessa forzata gabbia della maledizione!...della follia! Una  idrovora economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La carne a tutti! Una promessa demagogica idiota che celava alle  masse affamate la carneficina e il profitto dei pochi. La carne ha  costituito una conquista, un riconosciuto status symbol: &egrave; stato facile  ottenerne l'approvazione, &egrave; stato facile indirizzare il consumo, &egrave; stato  facile immettere individui a lavorare nella filiera economica  industriale del disgusto, immatricolarli e assoldarli nella catena  riproduttiva del genocidio animale, dello stupro ambientale. Gli esseri  umani sono assurdamente facili da ammaestrare... ne vanno quasi in  cerca! Amano essere guidati. Diciamolo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al peggio non c'&egrave; limite. L'iniezione fatale &egrave; arrivata con la  finanziarizzazione del cibo: un ottovolante macabro per gli animali, una  accelerazione nucleare, una forza spietata per rafforzarne la presa  sulle masse. Si sono inventati i <em>"future"</em> dove i prodotti animali  sono venduti prima ancora che questi nascano. Il pensiero finanziario  ha unificato animali e persone riducendoli ad un unicum generatore di  ricchezza. La dignit&agrave; di vita dei primi e la salute dei secondi sono  complementi insignificanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'olocausto degli animali &egrave; la metafora dell'uomo.</p>
<p>Quel che &egrave; fatto agli animali vien riversato su loro, i consumatori  di cadaveri. Una umanit&agrave; oggi ferita e malata, divorata da malattie per  alimentazione di derivazione animale, volutamente drogata, incapace di  andare oltre il "mi piace", disabitata, conformata alla violenza, alla  prepotenza, alla insensibilit&agrave;. Un mondo di alieni allevati in assenza  d'amore. Sembra cos&igrave; difficile trovare il coraggio per sconfiggere gli  errori radicati!</p>
<p><em>Alcune testimonianze scientifiche (volutamente non ho citato  Veronesi in quanto fa parte del Consiglio scientifico della Fondazione  Barilla center for food &amp; nutrition):</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong>Alberto Sobrero</strong>, primario di oncologia medica all'ospedale  San Martino di Genova, afferma: <em>"La carne rossa, soprattutto se ben  cotta o bruciacchiata, &egrave; quanto di peggio si possa mettere in bocca,  mentre la dieta mediterranea ricca di frutta, verdura, pane, pasta e  pizza &egrave; il miglior antidoto".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Dice il dr. <strong>Milner Forthergill</strong>: <em>"Tutte le vittime  cagionate dalle imprese belliche di Napoleone sono un nulla in paragone  delle miriadi di persone che sono scese nella tomba per la loro cieca  fiducia nel supposto valore alimentare di una fetta di carne di vacca".</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dr<strong>. Josiah Oldfield</strong>, professore di chirurgia al Collegio  dei Chirurghi: <em>"La carne &egrave; un cibo innaturale per l'uomo e perci&ograve;  tende a produrre disturbi nell'organismo. Quella carne che si intende  mangiare nella societ&agrave; moderna &egrave; altamente affetta da malattie terribili  (facilmente trasmissibili all'uomo) come il cancro, la tisi, la febbre,  i vermi intestinali ecc. Nn c'&egrave; dunque da meravigliarsi se il mangiar  carne &egrave; una delle pi&ugrave; gravi cause delle malattie che conducono alla  tomba il 99% dei nati".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Sir <strong>Eduard Saunders</strong>: <em>"Ogni sforzo che tenda a dimostrare  all'uomo che un pezzo di vacca o di cervello non &egrave; necessario alla  salute o alla forza fisica, sar&agrave; altamente giovevole e condurr&agrave; al  risparmio e al benessere dei popoli. Moltiplicandosi questi sforzi si  udr&agrave; meno parlare di gotta, di malattie del fegato e dei reni; vedremo  meno brutalit&agrave;, meno spose oltraggiate e meno assassinii. Credo che il  mondo tenda verso l'alimentazione vegetariana la quale si dimostrer&agrave;  come la migliore e la pi&ugrave; razionale. E non &egrave; molto lontana l'idea che il  cibo animale sar&agrave; considerata cosa ripugnante e detestabile per l'uomo  civile".</em></p>
<p>Prof<strong>. Gamgee</strong>: <em>"Una quinta parte della carne consumata  deriva da animali uccisi mentre erano affetti da malattie maligne".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Dr. <strong>M. F. Coomes</strong>: <em>"Ci sono molte sostanze che possono  sostituire degnamente la carne e che non si accompagnano con le  deleterie conseguenze che essa comporta, specialmente il reumatismo. La  gotta e altre analoghe infermit&agrave;, senza contare le congestioni cerebrali  che spesso si risolvono in apoplessia e malattie venefiche, d'una o  d'altra specie, emicranie e molte altre specie di mal di testa, tutto  causato dall'eccessivo uso della carne e talvolta anche quando la carne &egrave;  mangiata senza alcun eccesso".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>Scrive <strong>Maria Stecchini</strong> docente di patologia animale ed  ispezioni delle carni ad Udine: <em>"Non esiste mangime di pollo che non  contenga antibiotici e il pollame macellato &egrave; inquinato al 70-80% da un  batterio come la salmonella".</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong>Luciano Picchiai</strong>, primario patologo ed ecologo alimentare,  aggiunge: <em>"I farmaci nei mangimi sono diventati per il bestiame come i  diserbanti per le colture: gli agricoltori non possono pi&ugrave; farne a  meno. Competitivit&agrave; e necessit&agrave; che gli allevatori conquistano ed  esercitano sulla pelle dei consumatori".</em>&nbsp; <em>(29/11/2009)</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Luigi Boschi</em></strong> - www.luigiboschi.it</p></p>]]>
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</item>
<item>
<title>Il Comune di Montichiari ha bocciato l’ampliamento di Green Hill</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=495&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Il Comune di Montichiari ha bocciato l&rsquo;ampliamento di Green  Hill!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.fermaregreenhill.net/images/vivisezione/vivisezione08.jpg" alt="" width="727" height="529" /></p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p>Sabato 24 aprile eravamo in tanti, tantissimi, per le strade di  Montichiari a dire<br /> NO all&rsquo;ampliamento di Green Hill,<br /> NO alla vivisezione,<br /> No allo sfruttamento degli animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un corteo che &egrave; stato un grande successo per diversi motivi e che  siamo orgogliosi di avere organizzato. Il successo non &egrave; dipeso per&ograve; da  noi, ma dalle quasi 3000 persone arrivate da ogni dove, con la loro  voglia di cambiare qualcosa e di fermare gli orrori dei laboratori.<br /> <br /> Un corteo che &egrave; nato come inizio di una campagna per fermare  l&rsquo;ampliamento di Green Hill e durante il quale abbiamo potuto subito  dare un&rsquo;ottima notizia: il Comune di Montichiari ha negato i permessi  per ampliare l&rsquo;allevamento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un incontro con Elena Zanola, sindaco di Montichiari, abbiamo  infatti appreso che il progetto inquietante di costruire 5 capannoni  sotteranei in cui rinchiudere altri 2500 cani &egrave; stato respinto al  mittente. Le colline moreniche su cui sorge Green Hill sono tutelate  come patrimonio ambientale di Montichiari e il Comune non permette che  vengano devastate da questi aguzzini.<br /> Evidentemente le pressioni fatte dall&rsquo;imminente corteo, da tutti voi,  cos&igrave; come dai media, sono state molte, tanto da costringere il Comune ad  una dichiarazione pubblica sul suo sito internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invitiamo quindi a cessare l&rsquo;invio di mail di protesta indirizzate ai  vari indirizzi del Comune di Montichiari.</p>
<p>Viste le forti spese sostenute per la progettazione e gli avvocati  necessari per tentare di farsi strada, Green Hill non rinuncer&agrave;  facilmente al suo progetto di ampliamento e siamo sicuri che presenter&agrave;  un ricorso.</p>
<p><br /> Ma noi manterremo alta l&rsquo;attenzione, per fare in modo che anche un  ricorso non venga mai approvato.</p>
<p>La campagna &ldquo;Salviamo i cani di Green Hill&rdquo;, nata con lo scopo  imminente di bloccare questa emergenza, ha deciso per&ograve; di non fermarsi  qui e di andare avanti contro questo allevamento e contro la  vivisezione. Sabato abbiamo trovato molti alleati, ci siamo conosciuti,  abbiamo condiviso un momento importante, e speriamo di condividerne  molti altri.</p>
<p>Come gridavano a centinaia i manifestanti di sabato: &ldquo;Basta con la  vivisezione, &egrave; ora di agire per la liberazione!&rdquo;</p>
<p>Ci vediamo sabato 22 maggio per un presidio di protesta davanti  all&rsquo;allevamento stesso, per il quale manderemo quanto prima indicazioni e  orari precisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Coordinamento Fermare Green Hill</strong></p></p>]]>
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</item>
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<title>Veggie Pride - Milano 15 maggio 2010</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=493&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" title="logo vp  2010" src="http://www.veggiepride.it/images/stories/logovp-sara-tagliato.jpg" alt="logo vp" width="220" height="217" /></p>
<p><strong><em>Veggie Pride &ndash; Milano 15 maggio 2010</em></strong></p>
<p><strong><em>Corteo - ore 14 piazza Missori</em></strong></p>
<p><strong>Newsletter 27 aprile 2010</strong></p>
<p><strong>www.veggiepride.it </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) Organizzazione del corteo</strong></p>
<p>L&rsquo;organizzazione di un corteo come il Veggie Pride necessita di molti  contributi, in termini di materiali utili, di persone disposte a dare  una mano, di idee, e cos&igrave; via.</p>
<p>Stiamo organizzando le letture dei testi, le performances da  realizzare durante il corteo, maschere ed altri elementi per rendere  vivace e comunicativa la manifestazione. Al termine del corteo sar&agrave;  disponibile, come ogni anno, il banchetto con il materiale informativo,  distribuzione libri, magliette, ed altro ancora. Durante il corteo (e  alla fine) sar&agrave; invece disponibile cibo vegan in quantit&agrave;!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare, lanciamo un appello a chiunque avesse:</p>
<ul>
<li>disponibilit&agrave; di mezzi di trasporto (auto, furgone, ecc.) per il  trasporto dell&rsquo;impianto audio e per la realizzazione di carri. In  particolare, verranno preparate alcune vaschette di &ldquo;carne umana&rdquo; (come  quelle realizzate, per es., di recente <a href="http://picasaweb.google.it/abolizionecarne/Aprile2010RovigoGiornatePerLAbolizioneDellaCarne" title="vaschette Rovigo" target="_blank">a Rovigo</a>) e sarebbe bello  riuscire a trasportare tali vaschette in modo visibile durante tutto il  corteo!</li>
<li>voglia di contribuire alla gestione concreta del corteo insieme ai  membri del comitato organizzatore, per assicurarne uno svolgimento  ottimale durante il percorso<strong>&nbsp;</strong></li>
<li>idee per la rappresentazione della sofferenza animale e delle  istanze del vegetarismo/veganismo per gli animali<strong>&nbsp;</strong></li>
<li>proposte di testi da leggere in piazza<strong>&nbsp;</strong></li>
<li>contatti con artisti quali musicisti, percussionisti, giocolieri,  ecc. interessati ad intervenire alla manifestazione<strong>&nbsp;</strong></li>
<li>possibilit&agrave; di organizzare autonomamente pullman o viaggi collettivi  dalla propria citt&agrave;.<strong>&nbsp;</strong></li>
</ul>
<p>Chi &egrave; interessato a contribuire alla riuscita dell&rsquo;evento, pu&ograve;  contattare il Comitato Organizzatore scrivendo a --&gt;<a href="mailto:eventi@veggiepride.it" target="_blank">eventi@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span> o telefonando al 327-3209085</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a target="_blank"></a>2) Riunione del 4 maggio</strong></p>
<p>Per organizzare al meglio il corteo del 15 maggio e le relative  iniziative, chiediamo a tutti gli interessati di partecipare alla  riunione del Comitato Organizzatore 2010 che si svolger&agrave;</p>
<p><strong>Marted&igrave; 4 maggio dalle ore 20.30</strong></p>
<p><strong>Presso il circolo Sassetti, via Sebenico 17,  Milano (zona Isola)</strong></p>
<p>(MM3 Zara / MM2 Gioia o Garibaldi / tram / bus  90-91-92-43 / tram 5-7-11)</p>
<p>Chiunque intenda contribuire fattivamente alla manifestazione, &egrave;  pregato di segnalare la propria presenza alla riunione scrivendo a   <!--  var prefix = '&#109;a' + 'i&#108;' + '&#116;o';  var path = 'hr' + 'ef' + '=';  var addy43574 = '&#101;v&#101;nt&#105;' + '&#64;';  addy43574 = addy43574 + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  var addy_text43574 = '&#101;v&#101;nt&#105;' + '&#64;' + 'v&#101;gg&#105;&#101;pr&#105;d&#101;' + '&#46;' + '&#105;t';  document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy43574 + '\'>' );  document.write( addy_text43574 );  document.write( '<\/a>' );  //-->--&gt; <a href="mailto:eventi@veggiepride.it" target="_blank">eventi@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span>. Presso il circolo &egrave; possibile mangiare vegan.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a target="_blank"></a>3) Passaggi e ospitalit&agrave; a  Milano</strong></p>
<p>Ricordiamo che sul sito <a href="http://www.veggiepride.it/" target="_blank">www.veggiepride.it</a> &egrave; stata aperta una sezione dedicata alle richieste e offerte di  passaggi da/per Milano ed alle offerte e richieste di ospitalit&agrave; per la  notte.</p>
<p>Chi volesse segnalare la disponibilit&agrave; o la richiesta di posti  macchina, o volesse cercare altri persone in partenza dalla propria  citt&agrave; in treno o con altri mezzi, pu&ograve; scrivere nell&rsquo;apposita bacheca  &ldquo;passaggi&rdquo; lasciando un recapito e-mail o telefonico per essere  contattato.</p>
<p>Chi volesse invece offrire o chiedere posti letto per la notte prima o  dopo il corteo, pu&ograve; scriverlo nella bacheca &ldquo;sistemazioni&rdquo;.</p>
<p>Entrambe le bacheche sono raggiungibili dal sito alla voce &ldquo;<a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_ccboard&amp;view=forumlist&amp;Itemid=23" target="_blank">passaggi  e sistemazioni</a>&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a target="_blank"></a>4) Approfondimenti</strong></p>
<p>Ricordiamo che nella sezione &ldquo;<a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;id=6&amp;Itemid=11" target="_blank">Documenti</a>&rdquo; del sito sono pubblicati vari testi di approfondimento ed &egrave; possibile  scaricare la brochure &ldquo;Riflessioni sul Veggie Pride&rdquo;, contenente i  seguenti articoli:</p>
<p>-Riflessioni sul Veggie Pride</p>
<p>-Per chi ritiene che il veggie pride sia troppo triste</p>
<p>-Il Veggie Pride non &egrave; un evento identitario</p>
<p>-Diffondere lo stile di vita vegan: una critica</p>
<p>-Documenti (Definizione internazionale del Veggie Pride, manifesto,  FAQ)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a target="_blank"></a>5) Famiglie vegetariane e  vegane</strong></p>
<p>Ricordiamo che, come negli anni precedenti, &egrave; stato pubblicato un  appello alla partecipazione di famiglie vegetariane e vegane al corteo.  Il testo completo &egrave; <a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=8&amp;Itemid=13" target="_blank">qui.</a></p>
<p>Al tema delle famiglie vegetariane e vegane &egrave; dedicato, inoltre, il  blog:</p>
<p><a href="http://families.veggiepride.org/" target="_blank">http://families.veggiepride.org/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img title="famiglie veg" src="http://www.veggiepride.it/components/com_joomgallery/img_pictures/2009_7/veggie_pride_milano_2009_-_foto_di_paola_10/immagine-048_20090529_1425948864.jpg" border="0" alt="famiglie veg" width="300" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per ulteriori informazioni &egrave; possibile consultare il <a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1&amp;Itemid=3" target="_blank">manifesto</a> del Veggie pride, <a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2&amp;Itemid=5" target="_blank">FAQ</a> ed <a href="http://www.veggiepride.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;id=6&amp;Itemid=11" target="_blank">approfondimenti</a> sul sito <a href="http://www.veggiepride.it/" target="_blank">www.veggiepride.it</a></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>A presto,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>il Comitato Organizzatore del Veggie Pride</p>
<p>http://www.veggiepride.it/</p>
<p>contatto: --&gt; <a href="mailto:info@veggiepride.it" target="_blank">info@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span></p>
<p>infoline: 327-3209085</p>
<p>contatto stampa: --&gt; <a href="mailto:stampa@veggiepride.it" target="_blank">stampa@veggiepride.it</a> <!--  document.write( '<span style="\" mce_style=""'display: none;\'>' ); // --><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail &egrave;  protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!--  document.write( '</' );  document.write( 'span>' ); // --></span> &ndash; 347-7241726</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gruppo Facebook (<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=43304702697" target="_blank">Veggie  Pride Italy</a>)</p></p>]]>
</description>	
</item>
<item>
<title>GREEN HILL 2001 SRL</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=492&amp;user=18</link>
<description>
<![CDATA[<p><p><strong>Green Hill 2001 Srl&lrm;<br /></strong>Via San Zeno<br />25018  Montichiari BS<br />tel. 030 962061&lrm;<br />Categoria: <strong>Zootecnia</strong><br /><strong><br />E'  attiva gi&agrave; da alcuni anni ma in pochi ne hanno sentito parlare, della <em>Greenhill  2001 Srl</em>.<br /></strong><br />Non si conoscono i nomi dei finanziatori n&egrave;  tantomeno i nomi delle destinazioni finali per i cani allevati al suo  interno. Cani nati e cresciuti sotto stretto controllo medico, in climi  asettici, per avere le caratteristiche utili ad essere venduti ai  vivisettori che operano nelle universit&agrave;, negli ospedali, e con molta  probabilit&agrave; anche nelle zone militari.<br /><br /><strong><em>Greenhill</em>,  si dice, &egrave; stata acquistata da </strong><em><strong>Marshall Farms Inc</strong>.,</em> ovvero un impero finanziario costruito sulla pelle degli animali.<br /><em></em><br />La  sede di <em>Marshall Farm</em> <em>Group Ltd</em> &egrave; a North Rose, nello  stato di New York, e la sua storia parte nel 1939, come allevamento di  animali da pelliccia di Gilman e Ina Marshall, che gi&agrave; allora  rifornivano i laboratori di sperimentazione. Attualmente &egrave; il pi&ugrave; grande  allevamento di furetti degli USA. Gli esemplari si possono vedere anche  in molti negozi di animali negli Stati Uniti, nel Canada e addirittura  in Giappone.<br />I furetti provenienti da <em>Marshall Farm </em>hanno  due piccoli punti tatuati nell'orecchio destro. Un punto significa che  sono stati castrati, due punti significa che anche le ghiandole anali  sono state rimosse.<br />Molte critiche all'allevamento arrivano dai  proprietari di furetti deceduti a causa di malattie o problemi  congeniti, probabilmente per le manipolazioni genetiche subite,  l'abitudine di separare troppo presto i cuccioli dalle madri per  inviarli nei negozi di animali, e la sterilizzazione in et&agrave; troppo  giovane.<br /><br />Nel 1993 viene fondata anche<em> Marshall Pet Products</em>,  che si potrebbe definire "la facciata del benessere animale" della  corporation, in cui viene commerciata una larga serie di prodotti come  cibi, giocattoli e attrezzature per furetti e conigli, visibili sul sito  web : <a href="http://www.marshallpet.com/" target="_blank"><strong>http://www.marshallpet.com/</strong></a><strong><br /><br /></strong>La  faccia pi&ugrave; oscura invece, e probabilmente la pi&ugrave; remunerativa in  termini di guadagni,<br />oggi si chiama <em>Marshall BioResources,</em> e  pubblicizza tranquillamente sul sito <a href="http://www.marshallbio.com/" target="_blank"><strong><em>http://www.marshallbio.com</em></strong></a> la sua capacit&agrave; di fornire servizi per la ricerca biomedica, con tanto  di certificazioni federali e foto degli animali allevati allo scopo, che  infatti costituiscono il primo servizio in assoluto. Maiali di  piccolissime dimensioni per essere meglio maneggiati, razze da ciia,  furetti, e beagles con marchio registrato Marshall vengono proposti come  esseri selezionati per essere gentili e accondiscendenti. Non manca  l'informazione sul fatto che i beagle sono allevati anche in Italia in  Cina. Un ufficio vendite a Lione per facilitare gli acquisti in Europa,  Svizzera e Israele, una fabbrica di cani in Italia (la <em>Greenhill</em>)  ed ecco come &egrave; facile speculare sulla pelle degli inermi.<br /><br />A fine  2002 <em>Greenhill </em>sale alla ribalta della cronaca per uno strano  fatto: da una fabbrica simile e tristemente conosciuta, la famosa <em>Morini</em> di San Polo d'Enza, spariscono 129 beagle.<br />Gli investigatori seguono  piste diverse, da quella animalista di Animal Liberation Front - che  per&ograve; non convince per le caratteristiche dell'azione - fino a quella che  riguarda gli affari tra concorrenti. E un possibile concorrente della <em>Morini</em> &egrave; infatti la <em>Greenhill 2001 Srl, </em>che in base a una legge  regionale molto permissiva pu&ograve; tranquillamente fabbricare cani in  territorio lombardo, mentre <em>Morini</em> &egrave; ostacolata da una legge  regionale dell'Emilia Romagna che nega il permesso a queste pratiche.<br /><br />Veramente  chiamarla concorrenza &egrave; un eufemismo, comunque saranno fatti loro!  Quello che balza agli occhi &egrave; l'estrema segretezza in cui &egrave; ripiombata <em>Greenhill</em> , che continua a produrre cani - cio&egrave; a farli produrre sfruttando  fattrici - con la mira di diventare un polo di rifornimento per i  vivisettori europei.<br /><br /><strong>Chi &egrave; Greenhill?<br />Chi paga?<br />Chi ci  lavora?<br />Chi compra gli animali?</strong><br /><br />Se questa &egrave; un'azienda seria e  onesta, che lavora osservando la legge, che ha ottenuto dei permessi  istituzionali per lavorare, che paga le tasse, non si capisce per quale  motivo sia cos&igrave; difficile avere informazioni sul suo conto, a meno di  non lavorare come investigatore privato.<br />Gi&agrave; nel 2002 il basso  profilo di <em>Greenhill </em>compariva in un articolo del bravo e  compianto Emilio Nessi :<br /><br /><em></em><br /><em><strong>20  settembre 2002 - Corriere della Sera :</strong><br /></em><br /><em>Dopo la scoperta  di un traffico in Emilia, parla il titolare di una societ&agrave; bresciana  autorizzata a commercializzare gli animali<br />Allevatore di beagle: &laquo;<strong>Ci  accusano di essere crudeli ma gli esperimenti sono necessari</strong>&raquo;<br />In  Lombardia la legge permette di vendere cani per la sperimentazione In  Emilia Romagna &egrave; vietato L' Enpa contesta: &laquo;Dobbiamo riconoscere a  questi animali il diritto alla vita ovunque&raquo;<br /><br />MONTICHIARI  (Brescia) - Nel grande allevamento fra i boschi, dietro i colli di  Montichiari, ci sono 575 piccoli beagle. Cuccioli scodinzolanti di  razza, in attesa di un' oscura destinazione finale. Sono cagnolini  destinati a test di laboratorio, a manipolazioni crudeli, in nome della  ricerca scientifica ma anche per le sperimentazioni dell' industria  cosmetica. Si tratta di uno fra pi&ugrave; grossi allevamenti  &laquo;concentrazionari&raquo; del genere. Finalizzato allo scopo, con tutte le  carte di legge in regola. Uno scopo tornato in discussione, dopo un  controllo delle Forestale su cani beagle ceduti da un allevamento  emiliano privo di autorizzazione, a una ditta di Pomezia, la Rtc, che ha  dovuto restituirli. </em><br /><em>Ma quali affari si celano dietro  questo commercio che avviene in sordina? &laquo;Non voglio essere "battezzato"  come una Crudelia Demond della Lombardia ma sono convinto che la  sperimentazione sugli animali sia necessaria&raquo;. Questo il senso del  discorso, dopo numerosi no-comment, dell' amministratore delegato della  &laquo;Green Hill 2001 s.r.l&raquo;. di Montichiari. </em><br /><em>Ed &egrave; inutile  chiedergli i nomi delle ditte fornitrici del giro, in Italia e all'  Estero, i prezzi all' ingrosso o al dettaglio di questo crudele mercato,  i guadagni. </em><br /><em></em><br /><em>L' allevamento comunque &egrave;  autorizzato ad operare in conformit&agrave; al decreto legislativo 116/92 con  la specifica definizione di &laquo;stabilimento di allevamento&raquo;. Un capannone  nel verde, circondato da una rete metallica, chiusa da un pesante  cancello comandato elettricamente. Dentro fra abbai e schiamazzi fino ai  primi di agosto c' erano ben 575 beagle. Come abbiamo detto questa  ditta possiede tutte le autorizzazioni necessarie. A differenza, invece,  della &laquo;Morini&raquo; di San Polo d' Enza. Quest' ultima, contravvenendo alla  legge della Regione Emilia, che vieta l' allevamento e la cessione sul  suo territorio di cani e gatti a scopo di sperimentazione, aveva venduto  al complesso multinazionale RTC (Research Toxiicology Centre s.p.a.) di  Pomezia 78 beagle. </em><br /><em>Scoperto l' illecito il direttore della  ditta romana,Stefano Villa, nell' impossibilit&agrave; di continuare i test  tossicologici sugli animali ha ammesso di doversi rivolgersi a un centro  in Lombardia, in possesso dei requisiti di legge. Come appunto la  &laquo;Green Hill&raquo; di Montichiari. &laquo;Non siamo stati ancora contattati -  risponde l' amministratore - e non so se saremo in grado di far fronte  alla richiesta&raquo;. In merito al traffico di cani Paolo Manzi, presidente  dell Ente Nazionale Protezioni Animali, auspica l' estensione della  legge regionale dell' Emilia su tutto il territorio nazionale: &laquo;Dobbiamo  riconoscere a questi animali il diritto alla vita ovunque - aggiunge -  sia che siano nati in Emilia, in Toscana o altrove &raquo;. </em><em>Emilio  Nessi<br /></em><br /><br /><strong>Sono passati diversi anni ma Greenhill non &egrave;  cambiata.</strong><br />Forse sono cambiati gli animalisti, diventati pi&ugrave; esigenti,  pi&ugrave; attenti, meno tolleranti verso l'assenza di risposte a domande come<br /><strong>Chi  &egrave; Greenhill?<br />Chi paga?<br />Chi ci lavora?<br />Chi compra gli animali?</strong></p></p>]]>
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<title>Leishmaniosi, conoscerla per prevenirla e non temerla</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=491&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1037" alt="" width="220" /><strong>ROMA</strong> - Una famiglia su quattro possiede almeno un cane, ma solo il 15% dei  proprietari di cani, o di chi se ne prende cura, conosce la  leishmaniosi, una malattia molto grave, in continua ascesa e che torna  prepotentemente alla ribalta con l&rsquo;arrivo della stagione calda. Il  livello d&rsquo;informazione sulla leishmaniosi &egrave; piuttosto contenuto: il 70%  di coloro che la conoscono l&rsquo;hanno solamente sentita nominare, il 20% la  conoscono abbastanza bene e solo il 10% molto bene. E tra i pochi che  conoscono la malattia soltanto una persona su tre sa che la leishmaniosi  pu&ograve; essere trasmessa anche all&rsquo;uomo.<br /> <br /> Sono i risultati di un&rsquo;indagine di Doxa Pharma sul livello di conoscenza  intorno alla malattia e sul grado di sensibilizzazione tra i  proprietari di cani o chi se ne prende cura. La notoriet&agrave; totale della  leishmaniosi presenta poi forti differenze nelle diverse aree  geografiche: in particolare risulta ben pi&ugrave; nota nelle regioni del  Centro e del Sud/Isole (59-60%) e meno nota al Nord-Est (38%). Il ruolo  del cane nella famiglia italiana &egrave; molto cambiato negli ultimi anni,  diventando un vero e proprio &laquo;compagno di vita&raquo;.<br /> <br /> Parallelamente all&rsquo;allungamento della vita media dell&rsquo;uomo,  l&rsquo;aspettativa degli animali &egrave; aumentata, addirittura raddoppiata, grazie  anche alle maggiori attenzioni e alla qualit&agrave; delle cure che i  proprietari prestano ai loro cani. Lo testimoniano anche i dati di  mercato del settore &rsquo;pet&rsquo;, un settore in controtendenza, in crescita  malgrado l&rsquo;attuale congiuntura economica.<br /> <br /> &laquo;Il rapporto Assalco del 2009 conferma il contributo del &rsquo;pet&rsquo; alla  ricchezza nazionale in termini di occupazione nel settore, di consumi  che le famiglie riservano al proprio cane. &Egrave; un settore ancora sano, non  intaccato dagli effetti della crisi finanziaria e che conferma il trend  in crescita degli anni precedenti&raquo;, afferma Paola Parenti, direttore di  Ricerca di Doxa Pharma. Proprietari di cani, quindi, molto attenti alla  salute del loro amico a quattro zampe ma, paradossalmente,  inconsapevoli, nella maggioranza dei casi, della temuta leishmaniosi,  una zoonosi di tipo indiretto, la cui trasmissione avviene tramite un  insetto vettore, il flebotomo o pappatacio che, infettato sull&rsquo;unico  serbatoio di infezione comprovato, il cane, va a pungere generalmente  una variet&agrave; ampia di animali a sangue caldo, tra cui anche l&rsquo;uomo.<br /> <br /> Uno tra i metodo pi&ugrave; efficaci per controllare la diffusione della  leishmaniosi canina &egrave; applicare al cane un collare a base di  deltametrina che si distribuisce sulla superficie dell&rsquo;animale e  impedisce la puntura dell&rsquo;insetto vettore, il flebotomo o pappatacio,  per un periodo di 5 mesi. In Italia le regioni pi&ugrave; colpite sono quelle  della costa tirrenica, del basso Adriatico e le isole maggiori.<br /> <br /> Ma non sono solo le regioni centro-meridionali e insulari a clima  tipicamente mediterraneo a esserne colpite, dove la prevalenza della  sieropositivit&agrave; tocca punte che vanno dal 40 (area napoletana) al 60%  (area catanese); anche le regioni pre-appenniniche e addirittura quelle  prealpine a clima continentale, tradizionalmente indenni, sono oggi  bersaglio dei flebotomi: lo dimostrano i dati della LeishMap, il network  scientifico per il monitoraggio e la mappatura della leishmaniosi  canina in Italia.<br /> <br /> &laquo;L&rsquo;aumento della temperatura insieme al fenomeno del turismo con &rsquo;cane  al seguit&ograve;, favoriscono la diffusione della leishmaniosi nel nostro  Paese, che oggi sta diventando endemica anche al di fuori dei focolai  tradizionali - precisa Luigi Gradoni, Reparto di Malattie Trasmesse da  Vettori e Sanit&agrave; Internazionale, Dipartimento di Malattie Infettive,  Parassitarie e Immunomediate, Istituto Superiore di Sanit&agrave; (Iss) - le  uniche aree attualmente non endemiche sono i centri urbani delle citt&agrave;  medie e grandi, la pianura padana e i rilievi montuosi sopra i 400-800  metri&raquo;. Aumentano le aree endemiche e aumenta, dunque, il rischio di  contrarre l&rsquo;infezione, anche per l&rsquo;uomo.<br /> <br /> Nella stragrande maggioranza dei casi l&rsquo;infezione decorre nell&rsquo;uomo in  maniera totalmente asintomatica e solo in una piccola parte della  popolazione, invece, l&rsquo;infezione provoca la malattia: sono circa 200 i  casi l&rsquo;anno di leishmaniosi viscerale. Pochi sanno quali siano i rischi  del contagio. Ancora oggi non esiste un vaccino anti-leishmania per uso  umano o canino e quindi l&rsquo;unica profilassi disponibile rimane la  prevenzione dalla puntura del flebotomo adottando alcune precauzioni per  limitare la possibilit&agrave; che il cane contragga la malattia.<br /> <br /> Il cane che sia infettato o che sviluppi la malattia tende a non guarire  mai neanche dopo successive terapie; pu&ograve; infatti evidenziare dei  miglioramenti clinici, ma il parassita non viene mai eradicato. Al  contrario nell&rsquo;uomo il trattamento terapeutico si &egrave; dimostrato altamente  efficace nel 98% dei casi ed &egrave; anche ben tollerato. Per arginare la  diffusione della malattia &egrave; fondamentale che i piani di sorveglianza  della leishmaniosi canina siano applicati correttamente.</p>
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<p style="text-align: right;">fonte La Zampa</p></p>]]>
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<title>Dal Congo all’Aids: le crisi dimenticate</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=490&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="msf" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/04/msf-300x187.jpg" alt="" width="220" height="137" /><strong>Sei per cento</strong>. &Egrave; uno di quei numeri che &ldquo;parlano&rdquo;: nella fattispecie  si  tratta della percentuale dedicata dai telegiornali italiani nel  corso  del 2009 alle crisi umanitarie dimenticate, quelle situazioni di   emergenza senza fine che non trovano spazio per diverse ragioni   nell&rsquo;opinione pubblica mondiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Crisi denunciate da poche voci, spesso   isolate, ben oltre il momento dell&rsquo;emotivit&agrave; collettiva (si pensi al   terremoto di Haiti). <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Medici Senza Frontiere</span></a>,   organizzazione umanitaria indipendente insignita del Nobel per la pace   nel &lsquo;99, ha voluto fare il punto con un rapporto, &ldquo;Le crisi umanitarie   dimenticate dai media 2009&Prime;, che &egrave; anche un libro edito da Marsilio (<a href="http://www.crisidimenticate.it/2010/04/msf-e-corriere-della-sera/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sar&agrave; presentato il 20 maggio alla  Fondazione Corriere  della Sera</span></a>). Un testo pensato in modo  agile: oltre alle dovute  riflessioni c&rsquo;&egrave; una sintetica &ldquo;top ten&rdquo; delle  emergenze lasciate in  cantina e un&rsquo;analisi dell&rsquo;Osservatorio di Pavia  sui tg italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco dunque le crisi dimenticate in ordine di &ldquo;nullit&agrave;&rdquo; mediatica: le   malattie tropicali dimenticate; la guerra nella Repubblica Democratica   del Congo; il conflitto nello Sri Lanka e in Yemen; gli scarsi   finanziamenti per la lotta all&rsquo;Aids; le condizioni drammatiche per le   popolazioni del Sudan; i fondi inadeguati per la malnutrizione; i civili   intrappolati nella morsa della violenza in Pakistan, come in Somalia e   Afghanistan, dove l&rsquo;accesso alle cure per i civili &egrave; estremamente   difficile (come si &egrave; visto nel <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_18/emergency-liberati-operatori_f278678c-4af2-11df-b267-00144f02aabe.shtml?fr=correlati" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">caso degli operatori di Emergency  arrestati</span></a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;analisi dell&rsquo;Osservatorio di Pavia prende in  esame come e quanto tali  questioni sono state trattate nei telegiornali  lungo il 2009. Come si  accennava, dall&rsquo;1 gennaio al 31 dicembre lo  spazio dedicato a tali  argomenti &egrave; stato il 6% del totale delle notizie  messe in onda: una  percentuale uguale a quella del 2008 ma peggiore a  quella degli anni  precedenti (8% nel 2007; 10% nel 2006). Per la top  ten i numeri sono  questi: malattie dimenticate zero notizie; Congo 7  notizie; Sri Lanka 53  notizie; Yemen 54 notizie; Aids 77 notizie; Sudan  112 notizie;  malnutrizione 116 notizie; Pakistan 225 notizie; Somalia  293 notizie;  Afghanistan 1.632 notizie. A mo&rsquo; di esempio,  l&rsquo;Osservatorio presenta  alcuni significativi dati comparativi: alle due  stagioni di saldi sono  state dedicate 122 notizie, ai tre mesi di  caldo 246 e ai nove mesi di  influenza suina 1.337.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I TEMI </strong>- Le cosiddette <strong>malattie tropicali  dimenticate</strong> (leishmaniosi viscerale/kala-azar, malattia del  sonno, Chagas e ulcera  di Buruli) si trovano in un totale cono d&rsquo;ombra  informativo. Eppure pi&ugrave;  di 400 milioni di persone sono a rischio nel  mondo e mancano fondi per  lo sviluppo di nuovi medicinali e presidi  diagnostici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <strong>Congo </strong>&egrave;  in corso un lungo conflitto  che colpisce in particolare la parte  orientale del Paese.</p>
<p>La crisi  della <strong>Somalia</strong> per i media si  consuma per lo pi&ugrave; in  mare, negli attacchi dei pirati a imbarcazioni  italiane, ma i somali  continuano a essere vittime di violenze  indiscriminate e milioni di  persone hanno bisogno urgente di cure  sanitarie.</p>
<p>In <strong>Pakistan</strong> e <strong>Sudan</strong> &egrave; stato ostacolato alle  organizzazioni  umanitarie l&rsquo;accesso alle popolazioni intrappolate dalla  guerra. Delle  225 notizie sul Pakistan, la maggior parte riguarda la  cronaca di  attentati e il resoconto delle violenze. Nella provincia del   Balochistan, il lungo conflitto che infiamma la zona continua a rimanere   nell&rsquo;ombra dei riflettori dei media, la popolazione &egrave; vittima di una   totale mancanza di cure mediche. Il Sudan (con 112 notizie) e la   situazione in Darfur &egrave; una crisi visibile a singhiozzo, concentrata   sull&rsquo;ordine di arresto della Corte penale internazionale per il   presidente Bashir e sul rapimento di operatori umanitari di Msf.</p>
<p>Lo <strong>Yemen</strong> appare nei telegiornali solo in caso di rapimento di occidentali o come   possibile base terroristica. La crisi pi&ugrave; visibile della top ten &egrave; l&rsquo;<strong>Afghanistan</strong>,   con due focus principali: uno italiano (la missione militare) e  l&rsquo;altro  statunitense. In Afghanistan la violenza colpisce il sistema  sanitario  gi&agrave; precario: solo pochi ospedali e centri di salute nei  capoluoghi di  provincia funzionano, ma a servizio ridotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si parla di <strong>Aids</strong> e  di malnutrizione solo in caso di vertici internazionali o di visite  del  Pontefice in Africa. Tuttavia ogni anno da 3,5 a 5 milioni circa di   bambini muoiono per cause legate alla malnutrizione, un decesso ogni  sei  secondi. E 178 milioni di bambini, di cui 20 milioni in forma  grave,  soffrono di questa malattia. Sei milioni di persone malate di  Hiv/Aids  hanno bisogno di terapie antiretrovirali nei Paesi in via di  sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DUE PROGETTI </strong>- Per chi vuole fare qualcosa  attivamente Msf ha  messo a punto due azioni. &ldquo;Adotta una crisi  dimenticata&rdquo; coinvolge i  mezzi d&rsquo;informazione, le universit&agrave; e le  scuole di giornalismo.  Obiettivo: far uscire dall&rsquo;oblio le crisi  umanitarie e le persone che  sono vittime di guerre, malattie o  catastrofi naturali. La copertura da  parte dei media, le lezioni e gli  incontri sono gli strumenti pi&ugrave;  diffusi, utilizzati per informare e far  riflettere il grande pubblico su  quanto accade negli angoli pi&ugrave; remoti  del mondo: guerre, epidemie,  malattie dimenticate. I soggetti che  decidono di aderire all&rsquo;azione si  impegnano, in base alle loro  disponibilit&agrave; e alla loro realt&agrave; editoriale  o accademica, a dare spazio  e a creare momenti di confronto su una o  pi&ugrave; crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo  progetto &egrave; &ldquo;Accendi un riflettore sulle crisi  dimenticate&rdquo;: chi  aderisce cerca di attirare l&rsquo;attenzione sulle crisi  nei modi pi&ugrave;  diversi. In modo virtuale, attraverso il sito <a href="http://www.crisidimenticate.it/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Crisidimenticate.it</span></a> o  Facebook. Oppure partecipando in prima persona o organizzando un   FlashMob nella propria citt&agrave;, proiezione di filmati, mostre   fotografiche, dibattiti. Qui entrano in gioco gli speciali &ldquo;cartelli   stradali&rdquo; (in forma di adesivi e cartoline) creati dagli studenti   dell&rsquo;Istituto europeo di design di Milano.</p>
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<p style="text-align: right;">fonte Twende</p></p>]]>
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<title>Il governo non dimentichi la tragedia di Cernobyl</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=489&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p class="teaser-para"><img src="http://www.greenpeace.org/raw/image_full/italy/ufficiostampa/foto/cernobyl-manifestazione.jpg" alt="" width="430" height="286" /></p>
<p class="teaser-para">&nbsp;</p>
<p class="teaser-para"><span>Roma</span>, <span>Italia</span> &mdash;        Greenpeace ricorda oggi il ventiquattresimo anniversario del  disastro di Cernobyl. Questa mattina dieci attivisti di Greenpeace, di  cui alcuni con tute bianche e maschere antigas, portano una mostra  fotografica davanti alla Camera dei Deputati a Montecitorio, per  sottolineare le conseguenze dell'incidente di Cernobyl, esponendo uno  striscione con la scritta &ldquo;Stop follia nucleare&rdquo;.</p>
<p>Il 26 aprile 1986 a Cernobyl si verific&ograve; il pi&ugrave; grave incidente  nucleare della storia, con una violenta esplosione che rilasci&ograve; in  atmosfera cento volte la radioattivit&agrave; sprigionata dalle bombe atomiche  sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva arriv&ograve; fino in  Europa Centrale e in Italia.<br /> <br /> &laquo;A ventiquattro anni da Cernobyl, la propaganda filo-nucleare continua a  sottostimare gli effetti della tragedia di Cernobyl e il numero dei  morti causati dall&rsquo;incidente- spiega Andrea Lepore, responsabile  campagna nucleare di Greenpeace- Purtroppo la stima dei morti causati  dall&rsquo;incidente &egrave; di oltre duecentomila e nessuno di loro deve essere  dimenticato&raquo;. <br /> <br /> La propaganda filo-nucleare parla infatti di soli 65 morti, riferendosi a  malapena al numero dei lavoratori e soccorritori morti in seguito  all&rsquo;esplosione. Ma l&rsquo;Accademia Russa delle Scienze dimostra che anche le  stime del Cernobyl Forum, che indicavano novemila morti, erano state  troppo caute e che i morti dovuti all&rsquo;incidente di Cernobyl sono oltre  duecentomila.<br /> <br /> Nel 1987, l&rsquo;anno dopo Cernobyl, oltre l&rsquo;80% dei cittadini italiani ha  votato contro il nucleare. In seguito all&rsquo;esito dei tre referendum  proposti, tutte le centrali nucleari in Italia furono chiuse.<br /> <br /> &laquo;Il governo intende imporre all&rsquo;Italia il nucleare e si prepara a una  campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa pericolosa  tecnologia. Cos&igrave;, non solo dimostra di non curarsi della volont&agrave;  espressa dai cittadini, ma anche di non avere imparato nulla dagli  errori passati&raquo; conclude Lepore. <br /> <br /> Le centrali francesi EPR che il governo vorrebbe far costruire in Italia  sono state dichiarate carenti nel sistema di controllo dalle autorit&agrave;  di sicurezza francese, britannica e finlandese. Inoltre, secondo i  documenti resi noti dall&rsquo;associazione francese &ldquo;Sortir du nucleaire&rdquo;,  potrebbero essere pericolose quanto quella di Cernobyl, perch&eacute;  sottoposte al rischio di analoghi incidenti. <br /> Note</p>
<p class="notes-to-editor">Link<br /> Mostra <a href="http://www.greenpeace.it/cernobyl/" target="_blank">http://www.greenpeace.it/cernobyl/</a><br /> Briefing CERNOBYL: DAL DISASTRO A OGGI <a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/disastro-cernobyl" target="_blank">http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/disastro-cernobyl</a></p>
<p class="notes-to-editor">&nbsp;</p>
<p class="notes-to-editor" style="text-align: right;">fonte Greenpaece</p></p>]]>
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<title>Incidente nel Golfo del Messico: "Serviranno mesi per capire l'entità del disastro"</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=488&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p class="teaser-para"><span>Roma</span>, <span>Italia</span> &mdash;        La piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum),  esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone  ha rilasciato in mare una quantit&agrave; imprecisata di petrolio, che la  Guardia costiera statunitense ha gi&agrave; considerato ingente: &ldquo;major oil  spill&rdquo;. Il sistema di blocco automatico, che avrebbe dovuto arrestare il  flusso in caso di incidente, non ha funzionato! Il disastro della  Deepwater Horizon, il massimo della tecnologia delle esplorazioni  petrolifere, ha smascherato i rischi che corrono anche i mari italiani  (in particolare Adriatico e Canale di Sicilia) oggetto sempre pi&ugrave; spesso  di permessi di ricerca offshore.</p>
<p>&laquo;Decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente: in Italia,  il Governo continua a rilasciare autorizzazioni a valanga, soprattutto  in Adriatico e, da ultimo, anche al largo delle Isole Tremiti - denuncia  Alessandro Giann&igrave;, direttore delle Campagne di Greenpeace - Ormai &egrave;  tempo di dedicarsi davvero alle energie rinnovabili e all&rsquo;efficienza  energetica. Cos&igrave;, invece di uccidere i lavoratori, potremmo creare  migliaia di posti di lavoro e raggiungere una maggiore indipendenza  energetica&raquo;.<br /> <br /> Il maltempo nell&rsquo;area dell&rsquo;incidente della Deepwater Horizon &ndash; circa 90  chilometri al largo della Luisiana nel Golfo del Messico &ndash; tiene per ora  il petrolio lontano dalle coste. Il petrolio in queste condizioni si  emulsiona con l&rsquo;acqua e le operazioni di recupero saranno praticamente  impossibili. In questo periodo, inoltre, nel Golfo del Messico &egrave; in  corso la stagione riproduttiva del tonno rosso e sta cominciando quella  di quattro specie di tartarughe marine. Nell&rsquo;area sono presenti sei  specie di balene e la fascia costiera ospita circa oltre due milioni di  ettari di paludi.<br /> <br /> Gi&agrave; nel 1979, una piattaforma per esplorazioni petrolifere della  compagnia messicana &ldquo;Ixtoc I&rdquo; era esplosa nel Golfo del Messico: caus&ograve;  il pi&ugrave; grave sversamento di petrolio in mare (quasi mezzo milione di  tonnellate di petrolio) e ci vollero oltre nove mesi per chiudere il  pozzo esploso. Il Messico rifiut&ograve; di pagare indennizzi agli Usa ma si  dovettero evacuare migliaia di piccole tartarughe di Kemp (specie in via  di estinzione) nate sulla spiaggia di Rancho Nuevo per salvarle.<br /> <br /> Solo tra qualche mese, quando la conduttura sar&agrave; chiusa, si sapr&agrave; quanto  petrolio sar&agrave; stato sversato nel Golfo del Messico: potrebbe essere un  disastro superiore anche a quello della Haven, la petroliera con  bandiera cipriota affondata nel 1991 al largo di Genova e che segna  ancora il nefasto record degli sversamenti del Mediterraneo. Nella  classifica ufficiale degli sversamenti di idrocarburi da navi cisterna,  la Haven &egrave; al quinto posto, subito dopo la Amoco Cadiz, affondata nel  1978 in Bretagna: un disastro che aveva sconvolto il mondo e dato il via  alla legislazione ambientale internazionale per prevenire le &ldquo;maree  nere&rdquo;. Ovviamente, si tratta di una legislazione insufficiente.<br /> <br /> &laquo;L&rsquo;unica soluzione - conclude Alessandro Giann&igrave; - &egrave; smetterla con le  esplorazioni offshore e avviare una decisa rivoluzione energetica per  liberarci dalla schiavit&ugrave; del petrolio e dai pericoli del trasporto  degli idrocarburi&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Greenpeace</p></p>]]>
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<title>Cina, migliaia di persone a rischio di sterilizzazione forzata</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=487&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="images/cronaca.jpg" alt="" width="200" />Le autorit&agrave; del sud della Cina non devono violare i diritti umani  portando avanti il loro programma di sterilizzazione forzata di migliaia  di persone previsto&nbsp;per questo mese, ha dichiarato Amnesty  International.<br /><br />Secondo quanto riportato dagli organi di stampa  cinesi, funzionari della citt&agrave; di<strong class="userFormat1"> </strong>Puning,  provincia del Guangdong, intendono sterilizzare 9559 persone, alcune  contro la loro volont&agrave;, entro il 26 aprile. La campagna di  sterilizzazione &egrave; iniziata il 7 aprile. <br /><br />Quattro giorni dopo, le  autorit&agrave; hanno riferito di aver raggiunto almeno il 50 per cento del  loro obiettivo. Un medico locale ha riferito agli organi di stampa che  il suo team aveva pianificato di lavorare dalle 8.00 del mattino alle  4.00 del giorno successivo.<br /><br />Secondo quanto riportato, le autorit&agrave;  di Puning avrebbero trattenuto 1337 parenti delle coppie individuate  per la sterilizzazione nel tentativo evidente di fare pressione su di  loro affinch&eacute; acconsentano all'operazione.<br /><br />Le autorit&agrave;  giustificano la campagna, sostenendo che c'&egrave; un ampio numero di  lavoratrici migranti incinte nella zona e che alcuni residenti non hanno  compreso i regolamenti per la pianificazione e, pertanto, non vi si  adeguano.<br /><br />La Cina ha introdotto la legge sulla pianificazione  familiare e della popolazione nel settembre 2002 nel tentativo di  standardizzare le politiche di pianificazione familiare nel paese e  salvaguardare i diritti delle persone. La coercizione, inclusa la  detenzione di membri della famiglia nell'attuazione della legge, &egrave;  proibita.</p>
<p style="text-align: right;">fonte Amnesty</p></p>]]>
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<title>Associazione allevatori vuole violare bando europeo gabbie galline ovaiole </title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=486&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p><strong><img style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border: 0pt none;" src="images/cronaca.jpg" alt="" width="200" />Proposta lanciata dalla Romagna dopo  ben tredici anni per adeguarsi a termine previsto da Bruxelles.</strong><br /> <br /> 21 apr 10 - "La bozza di accordo di  programma stilato da Assoavi (l&rsquo;associazione nazionale Allevatori e  Produttori avicunicoli) allo scopo di allungare fino alla fine del 2014 i  tempi di adeguamento degli allevamenti di galline ovaiole alle  indicazioni sul benessere animale contenute nella Direttiva UE  n.74/1999, che invece impone la data del primo gennaio 2012 per il bando  delle gabbie di batteria convenzionali, non pu&ograve; trovare margini di  trattativa e tantomeno alcuna applicazione perch&eacute; violerebbe la  Direttiva UE", dichiara Roberto Bennati, vice presidente della LAV  (www.lav.it) rivolgendo un appello al Ministro delle Politiche Agricole  Giancarlo Galan e al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini  affinch&eacute; si facciano garanti della corretta applicazione della normativa  europea.<br /> <br /> Nell'eventualit&agrave; che si tenti di posticipare  il bando delle gabbie di batteria per le galline ovaiole fissato per il  1 gennaio 2012, LAV si riserva di adire la Commissione Europea per una  procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. La LAV valuter&agrave; anche  l'opportunit&agrave; di un ricorso alla Corte dei Conti nell'eventualit&agrave; che  vengano erogati fondi pubblici in violazione della normativa UE in  oggetto.<br /> <br /> L'Associazione animalista, ricorda che sono  passati ben 9 anni in cui il settore avicolo non ha voluto mettere in  atto politiche di riconversione, lamentando ora ritardi e difficolt&agrave;  nell&rsquo;applicazione della norma di protezione che riguarda 39,5 milioni di  galline allevate in Italia nelle strette gabbie di batteria (dato  annuale).<br /> <br /> &ldquo;Un ritardo nell&rsquo;applicazione della norma  sarebbe molto grave per il benessere di questi animali, sarebbe  discriminatorio per le numerose aziende nazionali ed europee che hanno  gi&agrave; scelto di riconvertire le gabbie di batteria a sistemi alternativi e  si stanno impegnando ad osservare la normativa - precisa Roberto  Bennati - Un ritardo sarebbe, inoltre, un ulteriore stimolo a non  cambiare il discusso sistema di allevamento in gabbia per coloro che  finora non hanno fatto nulla, e un forte quanto inaccettabile stimolo a  violare le leggi senza essere sanzionati&rdquo;.<br /> <br /> E&rsquo; sorprendente come si stia tentando di  posticipare questo bando europeo, nonostante il Consiglio dei Ministri  dell&rsquo;Agricoltura UE, e quindi anche il Governo italiano attraverso il  Sottosegretario alla Salute Martini, alcune settimane fa si sia  espresso, in modo coerente e inequivocabile, in difesa della scadenza  fissata dalla Direttiva UE n.74/1999.<br /> <br /> Consideriamo importante che negli ultimi 10  anni ben 10 milioni di galline siano uscite dalle gabbie di batteria  passando a sistemi alternativi come quelli all&rsquo;aperto e biologici o a  terra. Questi sistemi d&rsquo;allevamento non in gabbia sono cresciuti in  maniera esponenziale, garantendo anche maggiore reddito agli allevatori e  certamente elevati standard igienico-sanitari. Questo &egrave; avvenuto  nonostante il sistema di etichettatura delle uova da sistemi in gabbia  sia fuorviante per i cittadini e la relativa applicazione non incoraggia  affatto la scelta dei consumatori. I dati di questi sistemi di  allevamento negli altri Paesi sono significativi nell&rsquo;indicare la strada  da percorrere: la Germania produce il 40% di uova da sistemi non in  gabbia, l&rsquo;Inghilterra il 48%, l&rsquo;Olanda bel il 55% e l&rsquo;Austria  addirittura il 77%, segno che il mercato, come dimostrato anche dalla  Svizzera fin dal 1991, si sta indirizzando verso l&rsquo;acquisto di uova da  galline non in gabbia.<br /> <br /> &ldquo;Chiediamo che entro la fine del 2011 si  mettano in atto politiche e scelte di mercato per favorire il rispetto  del bando europeo delle gabbie di batteria - conclude Roberto Bennati &ndash; e  proponiamo un confronto aperto ad Assoavi e ad altre organizzazioni di  categoria, sulle norme in materia di etichettatura delle confezioni di  uova. Invitiamo le associazioni di categoria a guardare in avanti, senza  continuare a difendere il sistema d&rsquo;allevamento nelle gabbie di  batteria che scientificamente si &egrave; dimostrato contrario al benessere  degli animali, tanto da essere stato vietato, mentre il 76% dei  cittadini europei lo considera &lsquo;molto negativo&rsquo; per le condizioni di  vita delle galline ovaiole (Eurobarometro 2005)&rdquo;.<br /> <br /> La LAV, che da anni svolge una campagna di  sensibilizzazione sul tema, in queste settimane &egrave; impegnata con il tour  nazionale "Galline libere" per informare cittadini, supermercati e  amministrazioni locali sull'importanza di scegliere uova di galline  libere. Per tutti &egrave; disponibile la Guida pratica "Le uova non sono tutte  uguali" e sul sito www.gallinelibere.lav.it si pu&ograve; firmare l'appello  rivolto alle amministrazioni locali (servizio mensa) e ai supermercati  affinch&eacute; scelgano uova migliori. Con questa iniziativa, la LAV si  propone d&rsquo;indirizzare le scelte di tutti i soggetti della filiera  alimentare e della distribuzione, perch&eacute; anche l&rsquo;Italia persegua quanto  richiesto dai cittadini europei e si affermi una zootecnia pi&ugrave;  rispettosa degli animali. <br /> <br /> <a href="http://www.infolav.org/" target="_blank"></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.infolav.org/" target="_blank">www.infolav.org</a></p></p>]]>
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<title>Caccia, allungamento di 10 giorni</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=484&amp;user=18</link>
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<![CDATA[<p><p>S&igrave; &egrave; concluso con una spaccatura della maggioranza il lungo braccio di  ferro sul prolungamento della stagione venatoria, con la definizione del  calendario delegata alle Regioni. <br /><br />Con il voto favorevole di  larga parte del Pdl e tutto il Pd (la Lega e l'Idv erano contrari), la  Camera ha approvato un emendamento della Commissione al disegno di legge  Comunitaria 2009 che consente un allungamento massimo di 10 giorni -  &laquo;non oltre la prima decade di febbraio&raquo; - alle regioni che ne facciano  richiesta, previo un parere preventivo e vincolante dell'Ispra a cui le  stesse regioni dovranno attenersi. L'emendamento, su cui il governo si  era rimesso all'Aula, &egrave; passato con 349 s&igrave;, 126 no e 32 astenuti.<br /><br />Prestigiacomo:  non ci sar&agrave; un solo giorno di caccia in pi&ugrave;. &laquo;Sulla caccia &egrave; stato  raggiunto un accordo di alto profilo che rappresenta un avanzamento  della civilt&agrave; giuridica del nostro Paese in materia ambientale proprio  alla vigilia della Giornata mondiale della Terra&raquo;: lo ha detto il  ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, assicurando che &laquo;non ci  sar&agrave; un solo giorno di caccia in pi&ugrave; rispetto al calendario vigente.  Posticipare i termini attuali della stagione venatoria non significa  allungarla. Per ciascuna specie il numero di giornate di caccia resta  invariato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sar&agrave; possibile un posticipo di dieci giorni per singole  specie e per singoli territori a condizione che l'Ispra lo autorizzi  sulla base delle esigenze di tutela dell'ambiente e del patrimonio  faunistico. In questi giorni &egrave; stato detto e scritto tutto, che si  apriva alla deregulation, alla mattanza. Il voto del Parlamento a  larghissima maggioranza dimostra che la verit&agrave; &egrave; ben diversa. Abbiamo  approvato un testo che ci consente di superare un contenzioso  trentennale con l'Unione europea che ci sarebbe costato caro, e di  colmare vuoti legislativi che di fatto consentivano alle regioni delle  deroghe&raquo;.</p>
<p style="text-align: right;">da il messaggero del 21 aprile 1010</p></p>]]>
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<title>Vivisezione - Una mitologia moderna</title>
<link>http://laverabestia.org/read_post.php?id=483&amp;user=32</link>
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<![CDATA[<p><p><strong>Introduzione </strong></p>
<p>In primo luogo consiglio a chi si mettesse a leggere questo articolo e si rendesse conto di trovarlo terribilmente noioso di passare direttamente alle sezioni contenenti i riferimenti ad altre fonti ed i link a siti web di interesse. Per completezza, ho aggiunto persino un link ad un sito britannico a favore della vivisezione, scelto in quanto trattasi di uno dei siti di questo tipo pi&ugrave; noti in questo Paese [la Gran Bretagna]. Non condivido affatto i punti di vista ivi espressi e l&rsquo;inclusione del link &egrave; ad esclusivo uso e consumo di quanti sentano la necessit&agrave; di essere informati sulle argomentazioni pro-vivisezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel testo, utilizzer&ograve; la parola vivisezione per sostituire le espressioni &ldquo;test sugli animali&rdquo; e &ldquo;sperimentazione animale&rdquo; in quanto tale scelta rappresenta l&rsquo;uso comune di tale vocabolo in Gran Bretagna, piuttosto che attenermi alla sua precisa definizione, cos&igrave; come da vocabolario e precisamente &ldquo;compiere esperimenti chirurgici su animali vivi&rdquo;. [N.d.T. dal dizionario Garzanti della lingua italiana: &ldquo;dissezione anatomica di animali vivi a scopo di studio&rdquo;]. Cos&igrave; facendo, il termine vivisezione nell&rsquo;accezione qui utilizzata, va a comprendere pi&ugrave; o meno qualunque cosa, da un procedimento scientifico abbastanza "dolce&rdquo; su un topo fino al trapianto del cuore di un maialino nel collo di un babbuino (no, sfortunatamente non me lo sono inventato). Ho sentito utilizzare la parola vivisezione anche per descrivere i barbari esperimenti umani che venivano effettuati da &ldquo;dottori&rdquo; e &ldquo;scienziati&rdquo; Nazisti, ma questo articolo vuole occuparsi esclusivamente degli attuali abusi perpetrati sugli animali non-umani nel Regno Unito ed in altre nazioni &ldquo;civilizzate&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avendo menzionato dove vivo, sono sicuro che capirete se parte dello scritto ha maggior attinenza al Regno Unito, detentore, tranne che per poche eccezioni, del triste primato di abusi sugli animali, che ad altri Paesi.</p>
<p>Considero la vivisezione una scienza incastrata in un solco e dal quale essa stessa ha grosse difficolt&agrave; a liberarsi. Gli scienziati coinvolti in quest&rsquo; &ldquo;arte oscura&rdquo; stanno seguendo le orme di coloro che si rifiutavano di credere che la terra fosse tonda o di chi pensava che gli alchimisti sarebbero alfine riusciti a trasformare in oro il vile metallo. Immaginate un giocatore d&rsquo;azzardo mentre progetta l&rsquo;infallibile &ldquo;sistema per le corse dei cavalli&rdquo;, un programma che pronostichi i vincenti. Egli mette a punto tale programma dando diversa importanza ad ogni parametro, quali ad esempio la velocit&agrave;, il peso, il fantino e cos&igrave; via, e verifica ogni combinazione confrontandola con i risultati degli anni precedenti. Giunto al termine, cosa ha ottenuto? Se crede di avere un programma che lo render&agrave; ricco grazie alla possibilit&agrave; di estrarre con grande probabilit&agrave; i nominativi vincenti, si sbaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci&ograve; che possiede &egrave; un programma che gli permetterebbe di prevedere con buona accuratezza i risultati delle corse che hanno gi&agrave; avuto luogo l&rsquo;anno precedente ma che non gli consente di ottenere molto di pi&ugrave; che una previsione del tutto fortuita per quanto riguarda i risultati dell&rsquo;anno in corso. Se gli dovesse riuscire di imbroccare la grossa vincita, questo avverrebbe pi&ugrave; per fortuna che per giudizio. Egli trascurer&agrave; dei vincenti perch&eacute; il suo sistema gli aveva detto che non avevano nessuna possibilit&agrave; di farcela e punter&agrave; ingenti somme su perdenti perch&eacute; il sistema gli aveva detto che avrebbero vinto. Naturalmente ogni qualvolta il suo sistema lo far&agrave; vincere, egli dimenticher&agrave; tutti i fallimenti e tenter&agrave; di convincere se stesso che sia perfino possibile perfezionare il suo sistema ricorrendo a continue correzioni alla ricerca di un &ldquo;modello&rdquo; accurato. Allo stesso modo, quando il suo sistema lo far&agrave; perdere, egli trover&agrave; ogni scusa possibile e immaginabile per giustificarlo fino a concludere che con pochi aggiustamenti avrebbe consentito al suo sistema di fornire in nominativo del reale vincitore. I modelli inerenti la vivisezione animale sembrano, allo stesso modo, non essere altro che esercitazioni prive di senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sorprendentemente, vi sono esempi di ex-vivisettori che, dopo anni di esperimenti sugli animali, hanno ammesso l&rsquo;inutilit&agrave; del loro lavoro. Ci vuole molto coraggio per fare simili confessioni e quei pochi valorosi che sono sufficientemente onesti per farlo meritano la nostra ammirazione. Il professor Pietro Croce, docente di patologia, ex-vivisettore ed autore di &ldquo;Vivisezione o Scienza&rdquo;, denuncia apertamente al vivisezione. Donald J. Banks, che collabor&ograve; al libro &ldquo;In difesa degli Animali&rdquo; con un p